Scossa di terremoto in Piemonte, nel Cuneese

terremoto-cuneo-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto alle 5:54 nel distretto sismico delle Alpi Cozie, in Piemonte. L’evento, di magnitudo 2.3, ha avuto ipocentro a 12.8 km di profondità. L’epicentro è stato localizzato in provincia di Cuneo, tra i comuni di Cartignano, Castelmagno, Celle di Macra, Monterosso Grana, Pradleves, Roccabruna e San Damiano Macra.

Cadavere a Cuneo mummificato, conservava la consuocera, famosa sensitiva!

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In provincia di Cuneo è stata fatta una macabra scoperta. Una donna di Borgo Dalmazzo conservava il cadavere, , mummificato, della consuocera, una sensitiva conosciuta come “La santona”. Sono stati i figli dopo che la donna è morta a ritrovare il corpo in uno sgabuzzino, seduto su una poltrona, le gambe avvolte da lenzuola di lino. Nessun cattivo odore, solo essenze, olii e canfora.

 

Terremoto a Cuneo, nella notte colpita da un sisma di magnitudo 3.4

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 4:47 sulle Alpi Cozie del Piemonte, in provincia di Cuneo. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 16 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Cartignano, Castelmagno, Monterosso Grana, Pradleves e San Damiano Macra. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

La vendetta del cinghiale: attacca e ferisce due cacciatori

cinghiale-cacciatori-tuttacronacaSono stati sottoposti a un intervento chirurgico presso l’ospedale di Alba due cacciatori ottantenni che si sono trovati a fare i conti con la furia di un cinghiale nel corso di una battuta di caccia. I due sono stati asssaliti dall’animale, che ha caricato anche con le zanne, tra San Donato e Mango, nel Cuneese, e hanno riportato profonde lacerazioni alle gambe. I compagni di caccia degli uomini hanno provveduto a chiamare il servizio di soccorso 118.

A casa dello scrittore scomparso Beppe Fenoglio rinvenute le armi di Milton

fenoglio-armi-tuttacronaca“…Uno di quelli alzò gli occhi e disse con una imprevedibile voce di falsetto: – To’, un badogliano. Questi son signori. Guardate, guardate come sono armati ed equipaggiati questi cristi.
– Guarda anche come sono infangato, – gli disse Milton tranquillo.
– Ecco, quella è la carabina americana famosa, – disse un secondo.
E un terzo, con tanta ammirazione che non lasciava più posto all’invidia: – E quella è la Colt. Prendete la foto alla Colt. Non è una pistola, è un cannoncino. E’ più grossa della Llama di Hombre. E’ vero che spara i medesimi colpi del Thompson?…”

Beppe Fenoglio descriveva così, nel suo romanzo “Una questione privata”, due armi che ora sono state ritrovate nella sua abitazione di Alba, in Piemonte, nel fondo di un armadio, Si tratta di una carabina M1 calibro 30 e una pistola Colt 45 automatica. Le stesse che imbraccia Milton, il protagonista del libro. A darne l’annuncio la figlia Margherita, che ha anche spiegato che, terminate  le pratiche burocratiche, verranno donate al centro studi dedicato allo scrittore. “Le armi sono state trovate durante il riordino della casa di mia madre Luciana, che è morta nel novembre scorso. Le ho trovate in un armadio, tra vecchie coperte e lenzuola: erano avvolte in un fagotto azzurro e quando le ho viste mi sono emozionata moltissimo. E’ incredibile che questo sia avvenuto nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di mio padre”.

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Paola Vairoletti: la notte “agghiacciante” e il diario con le pagine strappate

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La sera del 2 dicembre 2004 la 18enne Paola Vairoletti scomparve. Dopo alcuni giorni si tolse la vita gettandosi dalla torre dell’acquedotto municipale di Savigliano, in provincia di Cuneo. La ragazza era una studentessa del liceo Soleri, tra i suoi professori il professor Giordano. Un testimone, al riguardo, racconta: “Il professor Giordano mi ha detto di aver saputo che sul suicidio di Paola Vairoletti c’era un patto del silenzio”. Tutto era iniziato nel maggio del 2012, quando una donna, in compagnia di una psicologa, presenta un esposto in Procura: “Mio figlio frequenta la IV B del liceo Soleri. Si comporta in maniera assurda. Non mangia, non dorme, cerca di non fare pipì, disegna croci rovesciate. Fa temi sulla necrofilia, dice di essere satanista. Abbiamo saputo che già un’altra allieva, morta suicida nel 2004, aveva confidato al professor Giordano di essere seguace di Satana.” I carabinieri iniziano le indagini: seguono il filone esoterico ma finiscono con lo scoprire che Valter Giordano ha due relazioni quasi parallele con due allieve. E ora la questione del “patto del silenzio”. A questo punto carabinieri e Procura di Saluzzo sono concordi: bisogna ripartire dalla morte di Paola. E vengono alla luce due elementi inediti: il mistero del suo diario e una notte “agghiacciante” che avrebbe trascorso circa quattro settimane prima di compiere il gesto estremo. E si torna alla tesi del satanismo. Paola scomparve il 2 dicembre. La mattina di quello stesso giorno, la ragazza, quando esce di casa per recarsi al Soleri di Saluzzo fa una cosa che si stacca dalle sue abitudini: porta con sè il suo diario personale. Lo stesso diario che ha sempre tenuto a casa chiuso in un cassetto. L’intenzione è di lasciarlo sul parabrezza del suo ragazzo, che lo troverà una volta uscito dal lavoro. Stando alle notazioni degli investigatori stilate nel 2004, quindici minuti dopo il ragazzo sale in auto ma del diario non c’è traccia. Almeno così viene messo a verbale pochi giorni dopo il 7 dicembre, data in cui viene trovato il corpo senza vita della 18enne. Lo stesso diario ricompare qualche giorno dopo la sua sparizione, davanti al portone dell’abitazione del ragazzo. Gli inquirenti ora si chiedono: chi l’ha lasciato e perchè? E soprattutto: chi ne ha strappate delle pagine? L’ipotesi dell’accusa, ora, pensa si tratti del professor Giordano che si era tenuto il diario in casa per molto tempo. Ma nella ricostruzione del 2004 le pagine già mancavano quando il ragazzo di Paola trova il diario, che poi passa ai carabinieri di Savigliano che a loro volta lo riconsegnano alla famiglia della ragazza. A questo punto il professore, con insistenza, chiede loro di poterne disporre. Lo ottiene e lo trattiene per diversi mesi. Ora sono ancora gli investigatori a trovarsi tra le mani il diario. E se a strappare le pagine del diario fosse stata la stessa persona che lasciò un biglietto sulla tomba della ragazza? Biglietto ritrovato dal prof e consegnato ai carabinieri. Cosa c’è scritto in quell’appunto? L’altra domanda è: cosa c’era scritto sulle pagine strappate? Si pensa potesse esserci il resoconto di una “notte agghiacciante” trascorsa da Paola quattro settimane prima della sua scomparsa, a novembre. Si conosce solo come terminò. La 18enne avrebbe dovuto trascorrerla con degli amici, s’ignora di chi si trattasse, in un pub nei dintorni di Savigliano. Quello che è noto è che Paola venne ritrovata da alcuni amici, suoi conoscenti di ritorno da una festa, abbandonata e fuori di sè, ubriaca, che vagava nella notte. I ragazzi la riportano a casa, ma da allora non sarà più la stessa. Quella sera non era semplicemente ubriaca: dava l’impressione di aver visto qualcosa di agghiacciante. Non si sa cos’abbia visto o vissuto, ma ogni sorriso e speranza lascia la sua vita per sempre. Quello che è noto è che la sera del 2 dicembre, dopo quattro settimane trascorse rinchiusa in se stessa, ha un appuntamento con i gruppi parrocchiali a cui si reca con la madre. Giunte alla chiesa, scoprono che la riunione è saltata e la madre la riaccompagna a casa, prima di recarsi a un appuntamento. Paola resta nell’abitazione con il padre, che va a dormire alle 22.30. Lei si chiude in camera, sfoglia un libro di filosofia e, attorno alle 23, esce. Un’ora dopo, la madre darà l’allarme. Il cellulare della giovane resta acceso per qualche ora. Dopodichè risulterà spento. Il telefono era stato sequestrato dai carabinieri e analizzato prima di essere riconsegnato alla famiglia ripulito. Ma qui, spiega Il Fatto, il dato decisivo per risolvere buona parte del mistero è l’analisi dei tabulati di quel telefonino: basterebbero a ricostruire i movimenti di Paola dal 2 al 6 dicembre 2004. Dove andò? Un dato di primissimo piano su cui gli investigatori mantengono il riserbo. Anche perché l’autopsia sul corpo della ragazza dimostrò che nelle ultime ore aveva mangiato: dove e con chi? Quello che è certo è che, per il materiale reperito, si ritiene che Paola fosse legata ad ambienti satanici.

Sbanda in motorino: 14enne muore il primo giorno di scuola

studente-morto-incidente-tuttacronacaStava per iniziare il nuovo anno scolastico un ragazzo di 14 anni che ha perso la vita lungo la strada che lo conduceva al suo istituto, il tecnico “Guala”, di Bra, nel Cuneese. Iscritto al secondo anno il giovane, per cause ancora in corso di accertamento, ha sbandato in una curva finendo contro una monovolume parcheggiata. Erano le 8 e sul posto sono intervenuti un equipaggio del 118 e una pattuglia del pronto intervento della polizia municipale. Lo studente è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Bra, dove è deceduto circa un’ora dopo a causa delle gravi lesioni riportate. Inutile la lunga attesa dei suoi compagni di scuola.

Donna uccisa a bottigliate, shock a Cuneo per l’ultimo femminicidio

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Una donna di 38 anni,  Maria Grazia Giummo, è stata uccisa a bottigliate  a Borgo San Dalmazzo, nel cuneese. A colpirla sarebbe stato il compagno, Umberto Pantini, 35 anni, anche lui poi soccorso perché rimasto ferito a sua volta. Probabilmente poi l’uomo pentitosi l’avrebbe portata a braccia al pronto soccorso. L’uomo è in stato di fermo. Secondo i carabinieri, i due si sarebbero feriti a vicenda al culmine di una lite furibonda.

Morti in montagna: a 3000 mt muore alpinista colpito da sassi.

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Altre vittime in montagna dove un alpinista altoatesino è morto, colpito da una scarica di sassi staccatasi dalla vetta, mentre compiva un’escursione a quota 3.250 sui monti della Valle Aurina ai confini con l’Austria. La disgrazia è avvenuta nel pomeriggio sul Monte Lovello. L’alpinista stava scalando insieme ad altri due compagni  quando, a causa di avverse condizioni meteo, dalla vetta sono caduti alcuni sassi che hanno centrato l’uomo che si è accasciato a terra, esanime ma ancora in vita. I soccorsi non sono riusciti ad arrivare, in particolare l’elicottero  della protezione civile non è riuscito ad atterrare per le proibitive condizioni del tempo e per una forte nebbia che avvolgeva l’intera zona. Gli uomini del soccorso alpino sono sbarcati dal velivolo in un rifugio e poi hanno raggiunto il posto dell’incidente a piedi. L’altoatesino è però deceduto poco dopo il loro arrivo. A causa della forte nebbia non è stato possibile trasferire a valle la salma, che è stata composta in quota e che sarà traslata a valle domani.

Altro incidente si è invece registrato sulle Alpi Marittime  dove un escursionista di 31 anni, Michele Brenta, è stato trovato morto dalle squadre del Soccorso Alpino della Valle Gesso.   L’uomo era partito ieri da Valdieri (Cuneo) per un’escursione solitaria. A dare l’allarme era stata la sua fidanzata, che non lo aveva visto rientrare.

Infine è stata ritrovata la coppia di escursionisti francesi dispersi dopo essere partiti ieri mattina per un’escursione lungo il sentiero attrezzato Amalio Da Pra, a Domegge di Cadore, nel bellunese. Ieri sera intorno alle 20 il gestore del rifugio Baion, sul versante sud delle Marmarole nel comune di Domegge di Cadore, ha segnalato il mancato rientro della coppia. I due, un uomo e una donna cinquantenni, erano partiti in mattinata per un’escursione lungo il sentiero attrezzato Amalio Da Pra ed erano attesi di nuovo per cena e pernottamento. I due, passata mezzanotte, sono stati ritrovati al bivacco Fanton, nel terriorio di Auronzo. La coppia, che non ha saputo spiegare il giro fatto, aveva completamente sbagliato sentiero, scavalcando il confine. Sono quindi stati avvisati i gestori del rifugio Baion che i due stavano bene e avrebbero passato la notte in bivacco e fatti rientrare i soccorritori ancora in ricerca.

Arrestato Morosini: uno degli autori del “colpo del secolo”

arresto-maxirapina-tuttacronacaEra il 1984 quando avveniva la “rapina del secolo” alla Brink’s Securmark di Roma: un bottino di 35 miliardi di lire. Ora uno dei suoi autori, Giampaolo Morosini, è stato arrestato dalla polizia di Cuneo per estorsione ai danni di un imprenditore. L’uomo sfruttava la sua fama di feroce rapinatore per intimorire la vittima e costringerla a pagare. Le indagini erano partite dopo che un imprenditore, vessato da tempo e disperato, aveva denunciato il fatto. La vittima, negli anni, aveva versato oltre 100mila euro di soli interessi, a fronte di debito di 24.000 euro di capitale. Come ha raccontato, ha continuato a pagare, negli anni, anche 2.000 euro al mese. L’imprenditore non era in grado di opporsi alle richieste formulategli da Morosini, da lui conosciuto come un pericoloso pregiudicato, responsabile in passato di omicidio e rapina. Il malvivente è stato arrestato mentre intascava la somma di 200 euro. Nella successiva perquisizioni domiciliare è stato trovato un taccuino in cui venivano annotati nomi e numeri, probabilmente di altri ”debitori”.

Il pianista che si amputa il dito con una sdraio

sdraio-amputa-dito-tuttacronacaUna tranquilla giornata in spiaggia che termina nel panico. Un pianista 59enne, F.A., di Fossano, in provincia di Cuneoè incorso in un incidente nel tentativo di chiudere una sedia sdraio che si è richiusa di colpo, forse a causa di un malfunzionamento della molla, recidendogli così la falange del mignolo della mano destra. Il fatto è accaduto nel tardo pomeriggio di oggi a Diano Marina, in provincia d’Imperia. Il 118 è accorso sul luogo e l’ha stabilizzato, riuscendo a salvargli la falange. Il pianista è stato quindi trasportato all’ospedale d’Imperia e ora i medici stanno valutando la possibilità di un trasferimento al centro di Chirurgia della Mano dell’ospedale San Paolo, di Savona.

Femminicidio nel cuneese, un uomo perde la testa e uccide la moglie

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Delitto a Bra, in provincia di Cuneo dove un uomo ha ucciso la moglie, con un colpo di arma da fuoco. Il delitto è avvenuto in strada Crosassa, alla periferia della città. Il responsabile dell’omicidio sarebbe Domenico Bambino, un 50enne titolare di una ditta di autotrasporti. Quando sono arrivati i carabinieri, l’uomo era seduto su un muretto, vicino al luogo del delitto. Sarebbe stato lui stesso ad avvertire i militari. Secondo alcuni testimoni l’uxoricida teneva ancora tra le mani la pistola usata per uccidere la moglie. La coppia viveva in una villetta nella zona residenziale di Bra.

 

Precipita un aereo da turismo: il pilota è morto nello schianto

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Tragedia sul Monte Mindino, sulle alture di Garessio, in provincia di Cuneo, a circa 1880 metri d’altitudine. Un aereo da turismo biposto, decollato dall’aeroporto di Albenga, nel Savonese, e guidato da un pilota che secondo le prime informazioni risulterebbe essere di nazionalità inglese, è precipitato schiantandosi. L’incidente si è verificato mentre l’area era immersa in una fitta nebbia e l’uomo è morto. Il relitto è stato individuato dai carabinieri nella cosiddetta zona della Croce.

Preso il pirata della strada che ha investito Christian Barra

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Christian Barra è stato investito due notti fa, alle spalle, mentre stava rincasando in bicicletta. Il pirata della strada non si è fermato a prestargli soccorso. Ora i carabinieri di Cuneo hanno identificato e denunciato l’uomo che l’ha strappato alla vita. Si tratterebbe di un 79enne, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, che ha riferito di non essersi fermato perché pensava di avere investito un animale. La svolta nelle indagini si è avuta con il ritrovamento dell’auto, una Hyunday Atos verde, che presentava un’ammaccatura compatibile con l’urto con la bicicletta della vittima, sulla quale erano state rinvenute tracce di vernice verde. I funerali di Christian si svolgeranno sabato, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Falcetto.

20enne travolto da un’auto pirata nel Cuneese

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E’ morto nella notte il 20enne Christian Barra, di Verzuolo, in provincia di Cuneo. Il ragazzo è stato investito da un’auto pirata intorno alla mezzanotte in frazione Ceretto di Busca, a pochi chilometri da casa. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e i carabinieri ora hanno avviato le ricerche, anche sulla base di alcune testimonianze, sulle quali gli investigatori mantengono stretto riserbo. Il 118 intervenuto sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo, che frequenteva l’ultimo anno dell’Istituto Agrario di Verzuolo.

L’arcobaleno circolare che ha stupito i piemontesi!

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E’ un fenomeno raro l’arcobaleno circolare che viene semplicemente chiamato “alone” o arco di ghiaccio e si forma quando la luce riflette sui cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera. Di solito questo strano fenomeno atmosferico dura pochi minuti prima di sparire, invece oggi quest’aureola è rimasta nei cieli della provincia compresa tra Torino e Cuneo per oltre un’ora. Il fenomeno ha incuriosito molto gli abitanti che lo hanno anche fotografato.

Una ragazza spunta dal cellulare di Carlo Mura…

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Sarebbe stata una ragazza l’ultima persona con cui Carlo Mura avrebbe parlato dopo essere stato ucciso (o suicidato, secondo un ipotesi che non trova molti riscontri). Ci sarebbe stata una telefonata una giovane e poi l’incontro, nella tarda serata di venerdì, sulle scale antincendio della scuola, non molto lontano dal luogo dove poi la bidella lo avrebbe trovato cadavere. Gli inquirenti sono giunti a lei tramite i tabulati telefonici del cellulare del giovane operaio, ma la donna al momento è ritenuta solo e unicamente una testimone.

Potrebbe essersi suicidato il ragazzo trovato morto a Mondovì?

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Continuano le indagini per chiarire il giallo della morte di Giovanni Carlo Mura, il 22enne trovato morto ieri mattina a Mondovì, vicino a una scuola, in località Passionisti. Ma sembrano il quadro si fa sempre più confuso. Il corpo bruciato, presentava ferite da taglio all’addome e segni di soffocamento da impiccagione, a pochi metri da lui, il coltello. Ma gli investigatori hanno rinvenuto anche il contenitore della sostanza usata, forse alcol; l’accendino; il telefono cellulare. Lo zaino di Mura si trovava invece all’ultimo piano delle scale anti-incendio dell’istituto agrario, a cento metri di distanza dalla stradina, vicino a una serra, dove, supino, è stato ritrovato il cadavere. Con i dovuti rilievi, si è accertato che il ramo dove è stato trovato un cavo elettrico con un cappio è troppo basso ripetto all’altezza del ragazzo per causare la morte per impiccagione. Poi  le tracce di sangue, in una linea diagonale sull’asfalto, lasciate a distanza regolare l’una dall’altra che sembrano confermare l’ipotesi che il 22enne, ferito e già ustionato, sia rimasto in piedi, prima di ricadere a faccia in giù nella roggia. Il ragazzo, che era stato visto per l’ultima volta, da solo, da un barista della zona che gli aveva servito quattro birra prima di vederlo allontanarsi, camminando, verso via Manera, aveva un fiscio robusto ed un carattere deciso. In base a questo, se si trattasse di un delitto, ci sarebbero volute almeno due o tre persone per riuscire ad ucciderlo con quella dinamica. Però resta il fatto che, sul luogo, sono rimasti il coltello, l’acendino e il cellulare. Carlo era incensurato e tutti parlano di lui come di una persona tranquilla e risevata, ma tutti negano la possibilità di un suicidio. Il titolare di un chiosco dove il ragazzo si recava tutti i giorni dopo il lavoro ne parla così:  “Un tipo silenzioso, educato, molto rispettoso. Con lui si scambiavano poche parole ma c’era un clima cordiale. L’ho visto venerdì, non posso credere al suicidio”. Sia i familiari che gli amici negano che nella sua vita privata ci possano essere elementi tali da condurre a uno scenario di violenza. I carabinieri stanno controllando tabulati telefonici e la memoria del suo pc. Alla ricerca di un indizio, di una frase, di un’immagine che possa dare un senso a quanto è accaduto.

Strade mortali: un motociclista ha perso la vita nel cuneese

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La strada è stata fatale, questa notte, per il motociclista 47enne Enzo Foti, residente a Torino. L’uomo stava percorrendo la provinciale 429, tra la frazione Manera di Benevello e Borgomale, quando ha perso il controllo della sua moto in un tornante ed è uscito di strada schiantandosi contro il guard-rail. L’uomo è morto dopo il trasporto con l’elisoccorso all’ospedale di Cuneo. Intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Alba. A causare l’incidente, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbe stata l’alta velocità della moto.

Il cadavere nel cuneese ha un nome: Giovanni Carlo Mura

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Era un operaio 22enne di Mondovì, l’uomo trovato morto questa mattina, accoltellato e semi-carbonizzato, in una stradina della cittadina cuneese. Si chiamava Giovanni Carlo Mura. A identificarlo sono stati la madre e il fratello.

“Me l’hanno ammazzato, bisogna fare di tutto per trovare chi l’ha fatto’’, sono le poche parole della madre, Iolanda, 49 anni. ‘’Ieri sera Giovanni è uscito presto – ha dichiarato la donna – anche io sono uscita, e al mio rientro non c’era ancora. Stamattina non l’ho visto, ma non ero preoccupata, perché si alzava presto la mattina per andare al lavoro’’.

Il sostituto procuratore si limita ad affermare Riccardo Baudinelli: “Al momento è presto per fare ipotesi. Ci sono molti elementi sulla scena del crimine e non escludiamo nessuna pista’’.

In paese tutti dicono che il giovane aveva pochi amici, era timido e probabilmente, secondo alcuni, aveva tendenze omosessuali.

All’interno del suo zainetto, oltre i documenti, sono stati rinvenuti un berretto e un libro fantasy.

Ma come è avvenuto il delitto?

Prima la vittima è stata accoltellata, poi strangolata con il cavo della batteria che è stato trovato su un albero. Infine il corpo sarebbe stato trasportato dal lato opposto della strada e dato alle fiamme. Questa mattina infatti la bidella che ha lanciato l’allarme lo aveva trovato proprio su quel lato della strada, mentre l’albero a cui pendeva il cavo si trovava sul lato opposto. Una dinamica complessa per un omicidio che sembra voler cancellare l’identità della vittima, quasi renderlo irriconoscibile. La ricostruzione è stata fatta grazie alle macchie di sangue sull’asfalto. Sul corpo, rinvenuto a pancia in giù, e girato solo dal medico legale, erano evidenti i segni dello strangolamento e le numerose ferite d’arma da taglio concentrate nella zona tra il torace e l’addome.

Sul posto oltre all’arma del delitto, un coltello a lama corta, è stato trovato, in serata, anche il cellulare della vittima. Proprio sul telefonino ora si concentreranno le forze dell’ordine per ricostruire le ultime ore di vita del giovane. 

 

Il cadavere di Mondovì non è una donna, ma un uomo!

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Non è una donna di origine nordafricana, ma un uomo. L’uomo non è stato ancora identificato, ma si tratterebbe di una persona giovane almeno da quanto si apprende dalle prime indiscrezioni. Il sostituto procuratore di Mondovì, Riccardo Baudinelli, si è recato sul posto per raccogliere la testimonianza di Patrizia Icardi, la bidella che ha notato il cadavere e ha dato l’allarme. “Stavo andando a scuola – ha detto  la bidella – quando ho visto quel fagotto. Subito ho pensato a un sacco dell’immondizia, ma poi ho capito che si trattava di un cadavere. Ero spaventata, così ho chiamato il mio collega e insieme abbiamo avvisato le forze dell’ordine”.  Ora è stato rinvenuto anche l’accendino che, probabilmente, è stato usato per dar fuoco al corpo. Accanto al corpo anche uno zainetto con dei documenti, gli inquirenti non sanno se appartengono alla vittima o se sono stati abbandonati o persi.

Donna accoltellata e bruciata ritrovata in strada nel cuneese.

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Il corpo di una donna probabilmente di origini africane, è stato rinvenuto questa mattina in una stradina di Mondovì (Cuneo), nella zona delle scuole, nel rione Altipiano. A dare l’allarme una bidella. Sul posto i carabinieri hanno anche trovato un cavo da batteria appeso a un albero, non è chiaro se l’omicida l’abbia utilizzato per la vittima o perché intendesse usarlo per suicidarsi. La donna è certamente stata accoltellata, il coltello si trovava a pochi metri dal corpo, ma ciò non esclude che l’assassino, forse, avrebbe voluto farla ritrovare impiccata. L’omicida ha cercato anche di dare fuoco al corpo della donna. La polizia sta indagando.

 

Tremori italiani: scosse nella notte lungo lo Stivale

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Nella notte si sono verificate scosse di terremoto che hanno interessato il Piemonte, la Sicilia ed il Pollino al confine tra Basilicata e Calabria. L’Ingv ha rilevato un un sisma di magnitudo 3.3 alle 5:13 sulle Alpi Marittime in provincia di Cuneo, mentre alle 4:51 è stata la zona tra le province di Potenza e Cosenza a tremare a causa di una scossa con magnitudo 2.1, infine, alle 4:22 è stato il turno del golfo di Augusta, davanti alla provincia di Siracusa, ad essere interessato da una lieve scossa si magnitudo 2. Ad ora, non sono arrivate segnalazioni di danni.

Harakiri nel cuneese, uomo si suicida con tecnica giapponese!

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Si e’ suicidato facendo harakiri con un grosso coltello da cucina. La vittima, G.M., 47 anni di Trinità, Cuneo, era molto depresso e da quando era morta la madre l’anno scorso, non si era piu’ ripreso. A trovare il cadavere in una pozza di sangue i carabinieri, chiamati da un vicino di casa. In un primo momento e’ stato ipotizzato l’omicidio, ma le indagini hanno appurato che l’uomo si e’ tolto la vita secondo l’antica pratica giapponese.

Uno sguardo ad Alba… tagliolini al tartufo bianco!

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Rita Hayworth sulla scena di… Salomè di William Dieterle

Rita Hayworth sulla scena di… La signora di Shanghai di Orson Welles

La scena finale degli specchi viene citata da Woody Allen in Misterioso omicidio a Manhattan.

Rita Hayworth sulla scena di… Susan and God di George Cukor

Uno sguardo ad Alba… il tartufo!

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Uno sguardo ad Alba… il palio!

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Prostituta sì, ma solo per crescere il figlio!

Scoperta a Cuneo donna albanese che si prostituiva per riuscire a mantenere il figlio.

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Sole pericoloso! Rialzo delle temperature provoca slavina: salvata una ragazza travolta

Era “cieco” ma andava in bicicletta.10 anni di pensione al finto invalido di Cuneo.

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