Sbanda in motorino: 14enne muore il primo giorno di scuola

studente-morto-incidente-tuttacronacaStava per iniziare il nuovo anno scolastico un ragazzo di 14 anni che ha perso la vita lungo la strada che lo conduceva al suo istituto, il tecnico “Guala”, di Bra, nel Cuneese. Iscritto al secondo anno il giovane, per cause ancora in corso di accertamento, ha sbandato in una curva finendo contro una monovolume parcheggiata. Erano le 8 e sul posto sono intervenuti un equipaggio del 118 e una pattuglia del pronto intervento della polizia municipale. Lo studente è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Bra, dove è deceduto circa un’ora dopo a causa delle gravi lesioni riportate. Inutile la lunga attesa dei suoi compagni di scuola.

Donna uccisa a bottigliate, shock a Cuneo per l’ultimo femminicidio

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Una donna di 38 anni,  Maria Grazia Giummo, è stata uccisa a bottigliate  a Borgo San Dalmazzo, nel cuneese. A colpirla sarebbe stato il compagno, Umberto Pantini, 35 anni, anche lui poi soccorso perché rimasto ferito a sua volta. Probabilmente poi l’uomo pentitosi l’avrebbe portata a braccia al pronto soccorso. L’uomo è in stato di fermo. Secondo i carabinieri, i due si sarebbero feriti a vicenda al culmine di una lite furibonda.

Tromba d’aria nel cuneese durante la notte. Paura tra gli abitanti.

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Un forte tromba d’aria si è abbattuta sul cuneese, nell’area compresa tra Lesegno e Castellino Tanaro,  provocando danni ad alcuni casolari agricoli, scoperchiando abitazioni e facendo volare via tegole e vasi. Vigneti e altre coltivazioni sono state pesantemente danneggiate e inoltre la circolazione stradale è stata interrotta per due ore. Intervenuti i Vigili del Fuoco e i volontari di protezione civile

Precipita tir da viadotto: morto il conducente

camion-precipa-tuttacronacaE’ precipitato un camion da un viadotto dell’autostrada Savona-Torino. L’incidente è avvenuto all’altezza del Comune di Priero, nel Cuneese, ed è stato un automobilista, che ha riferito che il camion ha sfondato il parapetto, precipitando di sotto, ad avvisare la polizia. L’autoarticolato con targa italiana è precipitato per almeno 80 metri prima di cadere in una zona disabitata, nel territorio di Priero, e, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, si è praticamente disintegrato. Il conducente, di origine siciliana, è morto e i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per estrarne il corpo mentre sono ancora in corso le ricerche per verificare se a bordo non vi fossero altre persone. L’incidente è avvenuto in un tratto in discesa, tra Millesimo e Montezemolo. Il conducente, che stava procedendo in direzione Torino, ha perso il controllo del mezzo all’altezza di una curva molto stretta. Il camion ha dapprima strisciato per alcuni metri contro il guardrail, per poi sfondarlo e cadere nel vuoto.

Preso il pirata della strada che ha investito Christian Barra

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Christian Barra è stato investito due notti fa, alle spalle, mentre stava rincasando in bicicletta. Il pirata della strada non si è fermato a prestargli soccorso. Ora i carabinieri di Cuneo hanno identificato e denunciato l’uomo che l’ha strappato alla vita. Si tratterebbe di un 79enne, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, che ha riferito di non essersi fermato perché pensava di avere investito un animale. La svolta nelle indagini si è avuta con il ritrovamento dell’auto, una Hyunday Atos verde, che presentava un’ammaccatura compatibile con l’urto con la bicicletta della vittima, sulla quale erano state rinvenute tracce di vernice verde. I funerali di Christian si svolgeranno sabato, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Falcetto.

20enne travolto da un’auto pirata nel Cuneese

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E’ morto nella notte il 20enne Christian Barra, di Verzuolo, in provincia di Cuneo. Il ragazzo è stato investito da un’auto pirata intorno alla mezzanotte in frazione Ceretto di Busca, a pochi chilometri da casa. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e i carabinieri ora hanno avviato le ricerche, anche sulla base di alcune testimonianze, sulle quali gli investigatori mantengono stretto riserbo. Il 118 intervenuto sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo, che frequenteva l’ultimo anno dell’Istituto Agrario di Verzuolo.

Una ragazza spunta dal cellulare di Carlo Mura…

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Sarebbe stata una ragazza l’ultima persona con cui Carlo Mura avrebbe parlato dopo essere stato ucciso (o suicidato, secondo un ipotesi che non trova molti riscontri). Ci sarebbe stata una telefonata una giovane e poi l’incontro, nella tarda serata di venerdì, sulle scale antincendio della scuola, non molto lontano dal luogo dove poi la bidella lo avrebbe trovato cadavere. Gli inquirenti sono giunti a lei tramite i tabulati telefonici del cellulare del giovane operaio, ma la donna al momento è ritenuta solo e unicamente una testimone.

Potrebbe essersi suicidato il ragazzo trovato morto a Mondovì?

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Continuano le indagini per chiarire il giallo della morte di Giovanni Carlo Mura, il 22enne trovato morto ieri mattina a Mondovì, vicino a una scuola, in località Passionisti. Ma sembrano il quadro si fa sempre più confuso. Il corpo bruciato, presentava ferite da taglio all’addome e segni di soffocamento da impiccagione, a pochi metri da lui, il coltello. Ma gli investigatori hanno rinvenuto anche il contenitore della sostanza usata, forse alcol; l’accendino; il telefono cellulare. Lo zaino di Mura si trovava invece all’ultimo piano delle scale anti-incendio dell’istituto agrario, a cento metri di distanza dalla stradina, vicino a una serra, dove, supino, è stato ritrovato il cadavere. Con i dovuti rilievi, si è accertato che il ramo dove è stato trovato un cavo elettrico con un cappio è troppo basso ripetto all’altezza del ragazzo per causare la morte per impiccagione. Poi  le tracce di sangue, in una linea diagonale sull’asfalto, lasciate a distanza regolare l’una dall’altra che sembrano confermare l’ipotesi che il 22enne, ferito e già ustionato, sia rimasto in piedi, prima di ricadere a faccia in giù nella roggia. Il ragazzo, che era stato visto per l’ultima volta, da solo, da un barista della zona che gli aveva servito quattro birra prima di vederlo allontanarsi, camminando, verso via Manera, aveva un fiscio robusto ed un carattere deciso. In base a questo, se si trattasse di un delitto, ci sarebbero volute almeno due o tre persone per riuscire ad ucciderlo con quella dinamica. Però resta il fatto che, sul luogo, sono rimasti il coltello, l’acendino e il cellulare. Carlo era incensurato e tutti parlano di lui come di una persona tranquilla e risevata, ma tutti negano la possibilità di un suicidio. Il titolare di un chiosco dove il ragazzo si recava tutti i giorni dopo il lavoro ne parla così:  “Un tipo silenzioso, educato, molto rispettoso. Con lui si scambiavano poche parole ma c’era un clima cordiale. L’ho visto venerdì, non posso credere al suicidio”. Sia i familiari che gli amici negano che nella sua vita privata ci possano essere elementi tali da condurre a uno scenario di violenza. I carabinieri stanno controllando tabulati telefonici e la memoria del suo pc. Alla ricerca di un indizio, di una frase, di un’immagine che possa dare un senso a quanto è accaduto.

Strade mortali: un motociclista ha perso la vita nel cuneese

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La strada è stata fatale, questa notte, per il motociclista 47enne Enzo Foti, residente a Torino. L’uomo stava percorrendo la provinciale 429, tra la frazione Manera di Benevello e Borgomale, quando ha perso il controllo della sua moto in un tornante ed è uscito di strada schiantandosi contro il guard-rail. L’uomo è morto dopo il trasporto con l’elisoccorso all’ospedale di Cuneo. Intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Alba. A causare l’incidente, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbe stata l’alta velocità della moto.

Il cadavere nel cuneese ha un nome: Giovanni Carlo Mura

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Era un operaio 22enne di Mondovì, l’uomo trovato morto questa mattina, accoltellato e semi-carbonizzato, in una stradina della cittadina cuneese. Si chiamava Giovanni Carlo Mura. A identificarlo sono stati la madre e il fratello.

“Me l’hanno ammazzato, bisogna fare di tutto per trovare chi l’ha fatto’’, sono le poche parole della madre, Iolanda, 49 anni. ‘’Ieri sera Giovanni è uscito presto – ha dichiarato la donna – anche io sono uscita, e al mio rientro non c’era ancora. Stamattina non l’ho visto, ma non ero preoccupata, perché si alzava presto la mattina per andare al lavoro’’.

Il sostituto procuratore si limita ad affermare Riccardo Baudinelli: “Al momento è presto per fare ipotesi. Ci sono molti elementi sulla scena del crimine e non escludiamo nessuna pista’’.

In paese tutti dicono che il giovane aveva pochi amici, era timido e probabilmente, secondo alcuni, aveva tendenze omosessuali.

All’interno del suo zainetto, oltre i documenti, sono stati rinvenuti un berretto e un libro fantasy.

Ma come è avvenuto il delitto?

Prima la vittima è stata accoltellata, poi strangolata con il cavo della batteria che è stato trovato su un albero. Infine il corpo sarebbe stato trasportato dal lato opposto della strada e dato alle fiamme. Questa mattina infatti la bidella che ha lanciato l’allarme lo aveva trovato proprio su quel lato della strada, mentre l’albero a cui pendeva il cavo si trovava sul lato opposto. Una dinamica complessa per un omicidio che sembra voler cancellare l’identità della vittima, quasi renderlo irriconoscibile. La ricostruzione è stata fatta grazie alle macchie di sangue sull’asfalto. Sul corpo, rinvenuto a pancia in giù, e girato solo dal medico legale, erano evidenti i segni dello strangolamento e le numerose ferite d’arma da taglio concentrate nella zona tra il torace e l’addome.

Sul posto oltre all’arma del delitto, un coltello a lama corta, è stato trovato, in serata, anche il cellulare della vittima. Proprio sul telefonino ora si concentreranno le forze dell’ordine per ricostruire le ultime ore di vita del giovane. 

 

Il cadavere di Mondovì non è una donna, ma un uomo!

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Non è una donna di origine nordafricana, ma un uomo. L’uomo non è stato ancora identificato, ma si tratterebbe di una persona giovane almeno da quanto si apprende dalle prime indiscrezioni. Il sostituto procuratore di Mondovì, Riccardo Baudinelli, si è recato sul posto per raccogliere la testimonianza di Patrizia Icardi, la bidella che ha notato il cadavere e ha dato l’allarme. “Stavo andando a scuola – ha detto  la bidella – quando ho visto quel fagotto. Subito ho pensato a un sacco dell’immondizia, ma poi ho capito che si trattava di un cadavere. Ero spaventata, così ho chiamato il mio collega e insieme abbiamo avvisato le forze dell’ordine”.  Ora è stato rinvenuto anche l’accendino che, probabilmente, è stato usato per dar fuoco al corpo. Accanto al corpo anche uno zainetto con dei documenti, gli inquirenti non sanno se appartengono alla vittima o se sono stati abbandonati o persi.

Donna accoltellata e bruciata ritrovata in strada nel cuneese.

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Il corpo di una donna probabilmente di origini africane, è stato rinvenuto questa mattina in una stradina di Mondovì (Cuneo), nella zona delle scuole, nel rione Altipiano. A dare l’allarme una bidella. Sul posto i carabinieri hanno anche trovato un cavo da batteria appeso a un albero, non è chiaro se l’omicida l’abbia utilizzato per la vittima o perché intendesse usarlo per suicidarsi. La donna è certamente stata accoltellata, il coltello si trovava a pochi metri dal corpo, ma ciò non esclude che l’assassino, forse, avrebbe voluto farla ritrovare impiccata. L’omicida ha cercato anche di dare fuoco al corpo della donna. La polizia sta indagando.

 

Harakiri nel cuneese, uomo si suicida con tecnica giapponese!

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Si e’ suicidato facendo harakiri con un grosso coltello da cucina. La vittima, G.M., 47 anni di Trinità, Cuneo, era molto depresso e da quando era morta la madre l’anno scorso, non si era piu’ ripreso. A trovare il cadavere in una pozza di sangue i carabinieri, chiamati da un vicino di casa. In un primo momento e’ stato ipotizzato l’omicidio, ma le indagini hanno appurato che l’uomo si e’ tolto la vita secondo l’antica pratica giapponese.

Cuneese: camion schiaccia un ciclista. Servono più controlli sulle strade.

 
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