Moulin Rouge sulla scena di… Moulin Rouge di Ewald André Dupon

Gente del Moulin Rouge… Henri de Toulouse-Lautrec

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Alcune sue opere! 

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Uno sguardo al Moulin Rouge… oggi!

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Uno sguardo al Moulin Rouge… ieri!

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Uno sguardo al… MOULIN ROUGE!

moulin rouge

Uno sguardo a Parigi… Soufflè Rothschild alle albicocche!

LA RICETTA PUOI TROVARLA QUI!Soufflè Rothschild alle albicocche

Parigi sulla scena di… Leon di Luc Besson

Gli interni del film sono stati girati a Parigi.

leon luc besson

Parigi sulla scena di… Subway di Luc Besson

subway luc besson

Parigi sulla scena di… Nikita di Luc Besson

nikita luc besson

Gente di Parigi… Charles Maurice de Talleyrand

Charles Maurice de Talleyrand

Uno sguardo a Parigi… dal Louvre!

louvre

Uno sguardo a Parigi… da Notre Dame

notre dame

Uno sguardo a… PARIGI!

tour eiffel

Uno sguardo a Nizza… Oyster Cocktail

La ricetta puoi trovarla QUI!oyster-shot

Nizza sulla scena di… La Nuit Américaine di François Truffaut

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Nizza sulla scena di…To Catch a Thief di Alfred Hitchcock

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Nizza sulla scena di… A Propos de Nice di Jean Vigo

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Gente di Nizza… Jean-Marie Gustave Le Clézio

Premio Nobel per la letteratura nel 2008. ap64460

Uno sguardo a Nizza… la Biblioteca nel Tete carré di Sosno

Tete carré

Uno sguardo a Nizza… il Casino!

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Uno sguardo a… NIZZA!

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Uno sguardo alla Francia… Madeleines

Guarda la ricetta QUI. cup-madeleine

La Francia sulla scena di… Le Juge et l’Assassin di Bertrand Tavernier

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La Francia sulla scena di… Sister di Ursula Meier

Sister di Ursula Meier

La Francia sulla scena di… La Maman et la Putain di Jean Eustache

mamain putain

La Francia sulla scena di… Zero in condotta di Jean Vigo

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La Francia sulla scena di… Pretty baby di Louis Malle

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Vive la France… Edith Piaf

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Vive la France… Yves Saint Laurent

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Vive la France… Jean Eustache

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Vive la France… Toulouse Lautrec

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Vive la France… Joachim Morat

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La Francia tra le pagine di… Anfitrione di Moliere

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La Francia tra le pagine di… L’ invitata di Simone de Beauvoir

simone de beauvoir

La Francia tra le pagine di… Amour di Paul Verlaine

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La Francia tra le pagine di… Justine del Marchese de Sade

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La Francia tra le pagine di… Les Miserables di Victor Hugo

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Uno sguardo a… FRANCIA!

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Uno sguardo alla Francia: i segreti della zuppa di cipolle

La ricetta nella rubrica di cucina!!! Buon appetito!

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Uno sguardo alla Francia: La Jetée, i 26′ apocalittici che ispirarono “Il Pianeta delle Scimmie”

Il cortometraggio capolavoro di Chris Marker del 1962 è uno dei cardini della cinematografia mondiale, tanto da esser stato l’ispiratore per Terry Gilliam.

La Jetée è la piattaforma di osservazione dell’aeroporto d’Orly. Questo è un luogo di partenza per un viaggio interiore che a poco a poco svela il passato di un uomo e la sua ossessione che lo ha accompagnato per tutta la vita. Vediamo un ragazzo in visita all’aeroporto con i genitori. Improvvisamente un uomo cade, è solo un bagliore, poi il corpo morto e tutti che accorrono, mentre lo sguardo del ragazzo è calamitato su un volto di donna.  Qualcosa di quella faccia, la sua espressione di ansia, rimorso e sollievo, e soprattutto l’ovvio ma non dichiarato legame della giovane donna con il morto, crea un’immagine di straordinaria potenza nella mente del ragazzo.

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Anni più tardi scoppia la terza guerra mondiale. Parigi è quasi cancellata da un immenso olocausto. La popolazione superstite è costretta nei sotterranei del Palais de Chaillot. I francesi sono una sorta di topi di laboratorio in un labirinto deformato dal tempo. I vincitori li usano per fare una serie di esperimenti. Tra le cavie c’è anche quel ragazzo, ormai diventato un uomo. Lui viene scelto per un esperimento nel tempo. Così si ritrova in una Parigi prebellica e vaga tra la folla di estranei.  E poi la vede… lei… quella donna che vide da bambino all’aeroporto di Orly. Si ritrovano innamorati, anche se con la consapevolezza di aver commesso un “crimine temporale”. Arrivano in un museo di paleontologia, un luogo dove il passato e il presente si fondono in un’unica esperienza visiva. Passano giorni  tra piante e animali fossili. Qui il giovane decide che non tornerà indietro nel futuro. Ritorna a quella piattaforma per dire addio al “suo mondo”, ma è qui che viene braccato e, senza via di uscita, decide di lanciarsi nel vuoto e schiantarsi a terra.

Solo ora lo spettatore capisce che quel corpo che cade all’inizio, non è altro che il protagonista che scappa dal suo futuro.

La particolarità del cortometraggio è una serie di foto che rappresentano l’intero film (c’è solo un fotogramma in movimento) con una voce off che attraversa tutti e 26 i minuti e ci proietta in una storia fantascientifica, poetica e straniante. In realtà è un viaggio interiore simbolista che attrae lo spettatore in una spirale temporale di cui i confini sono continuamente sfumati.

Da vedere per la poetica e per il linguaggio filmico.

L’intero film è visibile qui.

Uno sguardo alla Francia: la “scandalosa” George Sand

BeFunky_Patriotic_3La scrittrice “passionale” di Francia ebbe una vita tumultuosa e spesso criticata dai ben pensanti del suo tempo. Nata Aurore Dupin, figlia di un militare, Maurice Dupin, e di Sophie Victorie Anotoinette Delaborde. I sue si incontrarono a milano dove Maurice fu promosso ufficiale durante la campagna d’Italia sotto Bonaparte. Il padre morì per una caduta da cavallo e la madre entrò in depressione. Così la piccola Aurore fu mandata a casa della nonna a Nohant. Qui imparò a leggere e a scrivere e ben prestò iniziò a vestirsi come un uomo. Aveva un temperamento ribelle e le piaceva la caccia e andare a cavallo. Alla morte della nonna Aurore ereditò la proprietà. Caduta in depressione la madre la portò in vacanza nel castello di Plessis-Picard, presso i coniugi Roëttiers. Qui conobbe il giovane barone Casimir Dudevant, si sposarono ed ebbero un figlio.

Ma il temperamento di Aurore la portò ben presto ad avere un amante e a scappare a Parigi.  Qui visse con il giornalista ventenne Jules Sandeau ed entrambi collaborarono con Le Figaro scrivendo romanzi in collaborazione e firmandoli con lo pseudonimo «J. Sand»: i primi furono Le Commissionnaire e la Rose et Blanche. Ma fu l’anno successivo che Aurore fu notata. Scrisse da sola  Indiana e lo pubblico con lo pseudonimo «G. Sand». Fu un successo e tutti iniziarono a chiedersi chi fosse mai questo scrittore.

Spesso si vestì da uomo per entrare in luoghi in cui le donne del tempo non avevano accesso. Si iniziò ben presto a parlare della sua omosessualità, anche se tutt’oggi non ci sono prove certe. Le fu attribuita una relazione con l’attrice Marie Dorval. Lei fu anche protagonista di una sua opera teatrale dal titolo Cosima ou la haine dans l’amour.

Ma  il romanzo scandalo doveva ancora arrivare.

Siamo nel 1833 quando pubblica Lèlia, definito “abominevole” dallo scrittore Jules Janin nel Journal des Débats, tratta di una donna che si dichiara inappagata dai suoi amanti.

 Sand e l’amore! Le brevi e intense relazioni Prosper Mérimée e poi con Alfred de Musset. Il secondo ispirò l’opera Elle et lui. Con de Musset, infatti, intraprese anche un viaggio in Italia, si ammalò di tifo e fu curata dal giovane medico Pietro Pagello che ne divenne l’amante. Proprio durante la relazione con il medico scrisse Leone LeoniAndréLe Secrétaire intimeJacques e le Lettres d’un voyageur. Poi decise di divorziare dal marito e si rivolse all’avvocato Michel de Bourges. E anche con l’avvocato scattò l’amore! Fu lui a portare la scrittrice verso idee democratiche radicali. La loro relazione durò un anno, poi si separarono quando de Bourges non volle lasciare la sua famiglia. Così la Sand si innamorò del precettore del figlio, Félicien Mallefille. La relazione durò fin quando non conobbe Fryderyck Chopin. Del musicista la Sand scriverà “Chopin è così debole e timido da poter venir ferito persino dalla piega di una foglia di rosa”. I rapporti tra il figlio della scrittrice e Chopin posero però fine alla relazione tra la madre e il musicista. La Sand poi distrusse la corrispondenza tra lei e Fryderyck.

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Appoggiò i tentativi di unificare le diverse correnti del movimento operaio, scrivendo a questo proposito Le Compagnon du tour de France, ispirato alla figura dell’attivista socialista Agricol Perdiguier. Incoraggiò i tentativi artistici di Savinien Lapointe, Charles Magu, Charles Poncy, i cosiddetti “poeti operai”; a questi ultimi, Sand dedicò i Dialogues familiers sur la poésie des prolétaires, pubblicati nel 1842 sulla Revue indépendante. Questi inoltre fornirono inoltre il modello di alcuni personaggi dei romanzi di George Sand; ne La palude del diavolo  e ne Les maîtres sonneurs viene sottolineato e contrapposto l’ozio infingardo e l’immoralità dei grandi proprietari alla dignitosa laboriosità dei modesti artigiani.

Sand, come il figlio Maurice, che era all’epoca il sindaco di Nohant, fu favorevole alla Rivoluzione parigina del febbraio 1848, che aveva proclamato la Repubblica, vedendola come l’espressione di una rigenerazione di massa. «Sono comunista così come si era cristiani nell’anno 50 della nostra era. Il comunismo è per me l’ideale delle società in progresso, la religione che vivrà tra qualche secolo. Non posso dunque aggrapparmi a nessuna delle formule di comunismo attuali, perché esse sono tutte piuttosto dittatoriali e credono di potersi affermare senza il concorso dei costumi, delle abitudini, delle convinzioni. Nessuna religione si stabilisce con la forza».

Fu scettica quando Napoleone III dichiarò guerra alla Prussia. «Se questo bell’entusiasmo fosse sincero, Parigi è pazza. Capisco lo sciovinismo, quando si tratti di liberare un popolo, come la Polonia o l’Italia, ma tra Francia e Prussia, in questo momento c’è solo una questione di amor proprio, cioè chi abbia i fucili migliori»

Siamo nel 1871 e il 28 marzo Parigi insorge proclamando la Comune. L’ultima contraddizione della Sand sul suo finire di vita fu di condannare l’uccisione dei cinquanta ostaggi della Comune, e di giustificare il massacro di 30.000 parigini ordinato da Thiers.

Un personaggio da approfondire per capire uno spaccato della Francia attraverso gli occhi di un’intellettuale ribelle e anticonformista.

Uno sguardo alla… FRANCIA!

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Il ritratto di George Sand nelle pagine della “Piccola Fadette”

Francesca è una ragazzina esuberante e capricciosa. Nata in una famiglia povera, in un villaggio nella campagna francese, è da sempre conosciuta con lo pseudonimo di Fadette (che in francese significa “piccolo grillo” e viene usato in modo dispregiativo per  connotarla come una ragazzina bruttina e dai capelli color ebano).

Lei vive con la nonna e il fratello Giannetto. L’anziana, Comare Fadette, è una donna rude e poco incline a mostrare affetto ai nipoti. Nella comunità si rivolgono però spesso alla nonna di Fadette perchè ritenuta una guaritrice.

La vita di Fadette cambia quando due gemelli si innamorano di lei. Landro e Silvano, sono simili fisicamente, ma completamente opposti di carattere. Il primo è forte, coraggioso, istintivo mentre l’altro, il preferito della mamma, è più debole, delicato.

Dopo una serie di peripezie solo uno dei due gemelli potrà sposare Fadette, mentre l’altro sarà per sempre condannato a viverle lontano pur sapendo che sarà sempre l’unica donna che amerà e che non potrà mai avere.

Il libro è sicuramente uno spaccato della Francia ottocentesca ma racchiude all’interno temi psicologici  attuali. Il rapporto tra i due gemelli, la ribellione di Fadette, i poteri magici della nonna che poi saranno trasmessi anche alla nipote, sono tematiche descritte con una prosa semplice e impressionista capace anche oggi di attrarre lettori.

BeFunky_Patriotic_3Il romanzo, quasi una favola,  è pieno di credenze legate alla cultura popolare.

  • Fadet: creature magiche, folletti che, benché non cattivi, si divertono a combinare scherzi alla gente. Il cognome è uno dei motivi per cui la famiglia Fadet è tacciata di stregoneria;
  • Fades: fate; esistono sia le fades cattive che le fades buone.
  • Fuochi fatui: fuochi che a volte, la notte, si sprigionano dalla terra. Sono creduti spiriti malvagi in grado di ingannare le persone inseguendole, facendole smarrire e impazzire di paura. La Fadette aiuta Landro ad attraversare il fiume in occasione del suo incontro con un fuoco fatuo e gli spiega che in realtà si tratta di fiammelle fredde e fosforescenti che non bruciano, ma che non hanno nulla di magico o soprannaturale: si sprigionano la notte dalla terra grassa o bagnata ed è il vento a farli danzare.

 

All’interno del libro poi si trovano numerosi richiami alla vita della stessa scrittrice:

  • entrambe passano gran parte della loro vita nel Berry, la Sand, in particolare, a Nohant.
  • la Fadette rispecchia la Sand, ragazzina mora ed estroversa, con un carattere indipendente ed anticonformista, di temperamento quasi mascolino.
  • anche la Sand, rimasta orfana di padre a soli quattro anni, dopo la partenza della madre, viene allevata dalla nonna malata, di cui si prende cura; la nonna della Sand, come comare Fadet, alla sua morte, lascerà un’eredità alla nipote.
  • la Fadette si innamora di Landro; i due dovranno superare degli ostacoli per far accettare il loro amore all’interno della famiglia Barbeau e dell’intero villaggio. Allo stesso modo la Sand, nel corso della sua vita, dovrà scontrarsi con le convenzioni mondane e i pregiudizi sociali, a causa dei suoi legami con Alfred de Musset e Frédéric Chopin.
  • entrambe sono animate da una fortissima fede religiosa. La Sand, durante il periodo di permanenza al collegio parigino delle suore agostiniane inglesi, attraversò un periodo di crisi mistica e desiderò per un certo tempo di farsi religiosa.

E’ un modo di entrare nel mondo di una scrittrice che ha saputo raccontare un’esistenza inusuale e contraddittoria. Una personalità che ha saputo porsi sempre al centro dell’attenzione.

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