Shock a Verona, muore un bimbo di un anno, segni di percosse

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Shock a Vernona per un bimbo di appena un anno che alle 10.30 di questa mattina è morto all’ospedale al Borgo Trento. Sul corpo del piccolo infatti ci sarebbero segni di violenza. Il 118 era stato chiamato dalla stessa donna che questa mattina aveva lanciato l’appello con una chiamata ai soccorsi implorando di arrivare in fretta che il suo bambino stava male. Gli operatori sono immediatamente intervenuti, il ricovero è stato fatto in tempi rapidi, ma il bimbo non ce l’ha fatta. Ora la donna, una quarantenne argentina si troverebbe in questura e sarebbe indagata per la morte del figlio.

Giallo a pochi passi dalla Capitale, ucciso un uomo

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Il cadavere di un 51enne romano incensurato è stato trovato in strada intorno alle 7 a Rocca Priora, nei pressi della Capitale. L’uomo sarebbe stato ucciso con due colpi di pistola alla testa; sulla vicenda indagano i carabinieri di Frascati, che sono alla ricerca di elementi per risalire al movente.

Vittima del maltempo a Roma, muore un ragazzo sulla Colombo

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Un ragazzo in moto è stato travolto e ucciso da un pino precipitato a causa del forte vento su via Cristoforo Colombo a Roma, in prossimità di Malafede. L’incidente è infatti avvenuto al km 17+800. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno estratto il corpo del ragazzo da sotto al tronco.

Belsito trovato morto nel baule della sua auto

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E’ stato trovato morto nel baule della sua auto abbandonata, Franco Domenico Belsito, 52 anni. Secondo La Stampa, si tratterebbe del prestanome di  Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord. Franco Belsito probabilmente è stato ucciso a bastonate in testa e poi la sua auto è stata lasciata a a Lu Monferrato, paesino vicino ad Alessandria. A Franco Belsito era intestata la società “Aurora”, nel Canton Ticino, che gli inquirenti ritengono sia stata la segreta cassaforte svizzera su cui sarebbero transitati milioni di euro accumulati dalla Lega Nord con i fondi elettorali.

La Stampa scrive:

Francesco e Franco Domenico sono originari della stessa terra, anche se il cinquantaduenne trovato morto l’altra sera, intorno alla mezzanotte, da una dozzina d’anni viveva a Gavi, terra di buon vino, in provincia di Alessandria, ufficialmente impresario edile, benché conservasse ancora la residenza a Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia.

(…) Gli investigatori sono risaliti all’identità di Franco Domenico Belsito. Un nome non nuovo, un nome già scritto. Ad esempio sulla visura camerale della società «Aurora», con sede in via Gaggio 2 a Lugano, in origine intestata a Giovanni Russo(siamo a novembre 2010) e successivamente, nei primissimi giorni di marzo 2011, rilevata da Franco Domenico Belsito, che ne era diventato gerente, con firma individuale. Gli investigatori che indagano sul «tesoretto» della Lega Nord ritengono cheFrancesco Belsito abbia potuto trovare comodo utilizzare Franco Domenico come prestanome, escamotage che, ad esempio, poteva tornare utile nell’utilizzo di due codici fiscali diversi, ma facilmente confondibili vista la quasi sovrapposizione dei nomi.Franco Domenico Belsito rimase titolare della società svizzera (…) fino alle fine di marzo 2012. Poi fu fatta fallire, quando si stavano scatenando i venti della bufera giudiziaria che ha investito la Lega Nord e il suo tesoriere.

Cadavere ripescato in diga, forse suicidio

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Il corpo di un uomo è stato ripescato da una diga dell’Iren a Moncalieri, nel Torinese. Si tratterebbe forse di un uomo di 57 anni di Moncalieri di cui i familiari avevano denunciato la scomparsa in giornata. Secondo quanto riferito, l’uomo soffriva di depressione. E’ verosimile, secondo i carabinieri, che si sia suicidato.

Agguato nel Milanese, un morto e un ferito

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Il titolare di una ditta di autotrasporti è stato freddato intorno alle 7 di questa mattina a Seguro, una frazione di Settimo Milanese, alle porte di Milano. Nell’agguato ferito anche il figlio, 26enne, che comunque non sarebbe in pericolo di vita. A Settimo Milanese è in atto da tempo una faida tra famiglie di origine pugliese per il controllo dello spaccio di droga.

Giallo a Terracina, uomo crivellato a colpi di arma da fuoco

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Un uomo è stato trovato morto in un canaletto in via Macchia di Piano a Terracina. Era alla guida della sua auto e si pensava fosse finito fuori strada colto da malore. All’arrivo, i vigili del fuoco hanno scoperto che il suo colpo presenta i segni di più colpi di arma da fuoco.

Omicidio-suicidio a Castel Fidardo?

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Gli inquirenti stanno ipotizzando che si possa essere trattato di un omicidio suicidio quello che ha portato alla morte due coniugi a Castel Fidardo in provincia di Ancona. Diego Allori avrebbe infatti ucciso sua moglie Stefania Malavolta e poi si sarebbe suicidato. Ignoti i motivi del gesto, ora si sta scavando nella vita della coppia e nel lavoro dell’uomo che gestiva un’azienda di materiale elettrico vicino all’abitazione. 

 

Clochard di Arezzo, ucciso per un posto in tenda

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Massimo Bosco è stato lapidato a causa di una lite scoppiata tra  la notte tra 14 e 15 novembre.Probabilmente al centro della discussione ci sarebbe stata la tenda, dove Massimo Bosco aveva trovato riparo insieme a una ragazza bionda e a un magrebino. Una coppia avrebbe chiesto posto in tenda al diniego dell’uomo sarebbe scoppiata quindi una lite degerata in omicidio. I sospettati sono un romeno di 35 anni e una donna italiana di 45. La donna, amica della vittima, negli ultimi mesi avrebbe causato anche tre principi d’incendio e commesso alcuni furti. I due sospettati di omicidio si trovano adesso in questura: le indagini sono state svolte infatti in coordinamento tra polizia e carabinieri.

Arezzo violenta, omicidio al parco Pionta

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Arezzo come Chicago? La pioggia battente, un uomo di 40 anni, Massimo Bosco, ucciso forse da una pietra, forse lapidato, forse ancora accoltellato. Questa è l’altra faccia di Arezzo, quella notturna, quella che ha ucciso un uomo nato in Germania, di origini siciliane che viveva in una tenda con un maghrebino e ad una ragazza bionda, che ora sono i testimoni della vicenda. I sospettati sono due: una donna di circa 43 anni, considerata la possibile autrice materiale del delitto, sicuramente italiana e non si esclude che sia proprio aretina di origine, e un rumemo di 35 anni. Fuggiti dal parco nella direziione del centro e bloccati dai carabinieri in Stazione, forse nel sottopasso o già all’interno dello stabile, che di notte si trasforma in una sorta di ricovero. Tutti e due fermati. Una storia di emarginazione che è finita in tragedia, in una zona, quella del Pionta, ormai in degrado da anni.

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“Non perdonerò mai”. Parla la madre a cui volevano rapire il figlio di 8 mesi

bimbo-metro-tuttacronacaE’ di ieri la notizia di un tentato rapimento nella stazione della metro di Ponte Mammolo, a Roma: una nomade ha tentato di sottrarre il piccolo Giuseppe alla madre, la 36enne Giovanna Crielesi, che al Messaggero così racconta quegli attimi di paura mentre stava tornando a casa dopo aver portato il piccolo a trovare il suo papà, che fa ” il pizzettaio in un ristorante in centro e spesso rimane a dormire a Roma”. “Ho deciso di cambiare Giuseppe prima di affrontare il viaggio verso Vicovaro: sono andata nella sala d’attesa della stazione e l’ho adagiato su una panchina, lo avevo fatto già tante altre volte. Avevo visto quella donna entrando in stazione, mi fissava, non mi piaceva. Ho iniziato a cambiare Giuseppe e all’improvviso l’ho visto scivolare via sulla panchina: quella donna gli ha afferrato un piedino, un calzino si è tolto, sono stati istanti di terrore. Mi ha strappato via mio figlio con forza, sono riuscita a riprenderlo mentre lei continuava a strattonarlo”. La donna non aveva visto la nomade avvicinarsi, “ho visto soltanto un braccio che si allungava e che trascinava via Giuseppe per un piedino. Ho reagito d’istinto, ho ripreso Giuseppe, mi sentivo svenire e ho sentito gridare: erano due ragazzine che avevano visto tutto e sono intervenute”. Grazie alle due 16enni, che hanno fermato la rapinatrice, e all’intervento dei carabinieri, Giovanna è potuta tornare a stringere Giuseppe. “Vorrei fare un appello: incontrare le due ragazze per abbracciarle, sono state degli angeli. Stavo male e non ho potuto ringraziarle”. Riguardo all’idea di perdonare la bulgara che ha provato a sottrarle il figlio, dice che non la perdonerà mai: “non voglio più sapere niente di lei, non voglio neanche vederla, né conoscere i motivi di quel gesto. Le forze dell’ordine mi hanno detto che alle 13.30 sempre nella stazione di Ponte Mammolo aveva provato a prendere un altro bambino che stava su un passeggino. Sa cosa si prova a vedere il proprio figlio portato via? Lo sa? Ci si sente morire, ho ancora gli incubi”. Per quel che riguarda il piccolo, “Ha paura, ogni tanto piange, lo devo prendere in braccio per farlo tranquillizzare. Spero possa dimenticare tutto molto presto. Pensi sempre che non possa succedere a te”. E conclude parlando di quello che prova lei: “Provo rabbia, paura, non riesco a smettere di piangere: devo scuotere la testa per smettere di vedere lo sguardo di quella donna. E voglio dire a tutte le mamme di stare attente, di non distrarsi neanche per un secondo, di non lasciare mai i propri bimbi. È un’esperienza orribile: nessuno merita di perdere il proprio figlio”.

La nomade che tenta di rapire un bebè nella stazione della metro

rapimento-bebè-tuttacronacaNella stazione della metropolitana di Ponte Mammolo, nella periferia di Roma, una nomade bulgara avrebbe cercato di rapire un bimbo di appena otto mesi in pieno giorno, portandolo via alla madre che lo stava cambiando su una panchina della sala d’attesa in attesa della metro. Come riporta il Messaggero, la 25enne avrebbe trascinato via il piccolo correndo verso l’uscita venendo però fermata da alcuni ragazzi presenti allertati dalle richieste d’aiuto della madre. A quel punto sono intervenuti anche gli addetti della sicurezza che hanno chiamato i carabinieri. Sono anche stati prestati i primi soccorsi alla madre del bambino, in stato di shock. La nomade è stata arrestata con l’accusa di tentato sequestro di persona.

Anziana trovata morta in casa… Rapina? Giallo nel Casertano

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E’ giallo nel Casertano dove  un’anziana signora di oltre 70 anni è stata trovata senza vita nella sua abitazione nel centro storico di Maddaloni in provincia di Caserta. Sul posto, dopo una segnalazione, sono intervenuti i carabinieri che hanno trovato la casa a soqquadro. Il corpo era riverso sul pavimento. Al momento non si esclude alcuna ipotesi sulle cause della morte della donna, neanche il tentativo di rapina finito in tragedia.

Uccisa di botte dal marito, così è morta una donna bulgara

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Risolto il giallo a Vallo della Lucania, nel Salernitano dove il cadavere di una donna bulgara di 48 anni era stato rinvenuto questa mattina. All’inizio l’ipotesi era stata quella di un pirata della strada che avesse investito la donna e lasciata poi morire nella zona di campagna dove il corpo era stato rinvenuto. In realtà invece la donna è stata uccisa dal marito, un 50enne muratore, anch’egli bulgaro, che l’avrebbe ammazzata di botte.

“Ma quale violenza, mia sorella è stata uccisa”, così il fratello di Simona

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Nicola Riso, 35enne, ingegnere che vive e lavora a Roma, non ha dubbi la violenza sessuale è «una notizia priva di fondamento» e il fratello della vittima la esclude «categoricamente». La ragazza di San Calogero morta a Roma il 30 ottobre quindi non avrebbe mai subito una violenza e soprattutto non da persone di cui si fidava. Secondo invece il fratello: «Noi siamo fermamente convinti che mia sorella sia stata uccisa da qualcuno che la conosceva»,e poi parlando dell’orientamento degli inquirenti sulle indagini rispetto a quello sostenuto dai familiari, Nicola Riso ha affermato come «questo è l’orientamento degli organi di stampa e non quello degli inquirenti».

Suicidio o incidente? Dramma a Fabriano, si spara 13enne

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Il padre è un noto imprenditore di Fabriano e il figlio 13enne non aveva mai mostrato la volontà di suicidarsi. Un ragazzo tranquillo, nessun segno di malessere, nessuna lettera e nessun messaggio. Il ragazzo ieri sera, solo in casa, si è impossessato di una pistola di un parente ed è stato ritrovato morto dalla madre al rientro. Sul caso indagano i carabinieri. Suicidio o incidente?

 

54enne ucciso con un’accetta in provincia di Latina

omicidio-accetta-tuttacronacaUcciso a colpi di accetta dall’affittuario. E’ successo nella zona di Sant’Ilario a Cisterna, in provincia di Latina. L’omicida, un 37enne romano che si era trasferito da nove mesi, probabilmente ha compiuto il delitto al culmine di una lite avvenuta nell’appartamento dove vive. Dopo il gesto, ha chiamato il 113 per costituirsi e gli agenti della squadra mobile e del commissariato di Cisterna, giunti intorno alle 8.30, l’hanno trovato ad attenderli per farsi arrestare.

Cadavere di una donna, ennesimo giallo nella campagna Salernitano

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E’ giallo sul cadavere della donna ritrovato questa mattina n una zona di campagna a Vallo della Lucania, nel Salernitano. A dare l’allarme è stata una telefonata anonima ai militari. Ora si attende il medico legale per verificare se si sia trattato di un omicidio o di un suicidio.

 

Il mistero della morte di Simona Riso

simona-riso-tuttacronacaE’ morta otto giorni fa Simona Riso, trovata agonizzante nel giardino condominiale, con bacino e costole rotte. Alle 7, ai soccorritori racconta di esser stata violentata. Tre ore più tardi, muore al San Giovanni per insufficienza respiratoria e con i medici che non accertano alcun abuso. Si pensa subito al suicidio ma poi subentrano i dubbi: suicidio, omicidio, caduta dall’alto? In passato, la 28enne aveva sofferto di anoressia e depressione e ancora prendeva farmaci. E nel suo passato ci sarebbero altri episodi di autolesionismo oltre all’ombra di un trauma, una violenza subita in ambito familiare. Il fratello Nicola, però, non accetta l’ipotesi del suicidio: “Una che si vuole suicidare non esce con le chiavi di casa in tasca, mia sorella è uscita momentaneamente perché qualcuno ha bussato alla sua finestra al pian terreno”. Lui e l’avvocato Sebastiano Russo sono convinti che qualcuno che conosceva bene le abitudini della giovane e di cui lei si fidava l’ha cercata al mattino, poco prima che uscisse per andare al lavoro. E’ ancora il fratello a parlare: O è caduta o l’hanno massacrata e spinta giù dal terrazzo. I medici ancora non si sono pronunciati sulle lesioni, l’esito dell’autopsia non è pronto”. “Il giorno prima aveva cucinato per il cugino, avevano passato la serata a ridere e scherzare. E non è vero che non era andata a lavorare, aveva il giorno di riposo”. E per quel che riguarda anoressia e depressione, se le era lasciate alle spalle, “ne era uscita, aveva voglia di vivere”. E poi ci sono quelle voci che parlano di un trauma legato a una violenza maturata nell’ambiente familiare, un brutto ricordo che ogni tanto riaffiorava portandola a dire “sono stata violentata”. Voci che Nicola Rosi smentisce: “Cattiverie, nessuno in famiglia sapeva niente”. L’avvocato poi sottolinea che “I suoi problemi passati non c’entrano nulla con questa storia”. Quella notte Simona aveva chiacchierato al telefono con un amico che sta fuori Roma, scambiato messaggi con la fidanzata del cugino fino a tardi, almeno le due. Alle 4,46 aveva ricevuto la seconda telefonata della mamma. “Era tranquilla, nessun segnale sospetto, mi ha salutata dicendomi: ci sentiamo dopo”. Un dopo che non è mai arrivato. Nel frattempo gli inquirenti hanno sentito il cugino e i due francesi che dividevano l’appartamento con la giovane. Sembra che il ragazzo sia uscito verso le 8 e non si sia accorto dei carabinieri che si trovavano in giardino. E’ rientrato solo in tarda mattinata ma la sua testimonianza avrebbe convinto gli investigatori. La famiglia non esclude nemmeno che Simona sia caduta accidentalmente. “Vogliamo sapere se sono stati commessi errori da parte dei medici”, afferma l’avvocato. Il penalista ha ritirato la documentazione sanitaria per affidarla a un consulente che affiancherà l’esperto della Procura della Repubblica negli accertamenti medico-legali.

La morte di Simona Riso: la procura sente sette sanitari

simona-riso-tuttacronacaContinuano le indagini per far luce sulla morte della 28enne Simona Riso e ora si cerca di non solo di scoprire se si sia buttata volontariamente o se sia stata gettata da qualcuno dal tetto della sua abitazione romana, ma si vuole anche chiarire quanto accaduto nel Pronto soccordo del San Giovanni, dove la giovane è giunta in fin di vita. Qui è stato scelto di attivare il percorso diagnostico previsto per le vittime di violenza sessuale invece di quello per i pazienti con traumi gravi, con un polmone perforato. Proprio per capire la motivazione di questa scelta la Procura sentirà sette dipendenti dell’ospedale in quanto persone informate sui fatti. Si tratta del medico e dell’infermiere presenti in ambulanza ai quali la Rosi avrebbe riferito di essere stata violentata, dell’addetta al triage che, dopo aver parlato con lei, le ha assegnato il codice rosso, del chirurgo che l’ha visitata descrivendo in cartella clinica le lesioni al volto, dei due medici e infine dell’infermiere del Pronto soccorso ginecologico.

La memoria sfregiata: la foto della piccola Sarah in un sito d’incontri

sarah-scazzi-tuttacronacaLo sfregio alla memoria della piccola Sarah Scazzi arriva dal sito di amicizie on line: Badoo. Qui compare la foto della ragazzina di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010 e sulla cui morte ancora non tutto è stato chiarito. Ad appropriarsi dell’immagine, la 42enne Maria Rosa, residente a Erchie, un paesino in provincia di Brindisi sul cui confine con Avetrana si trova la tristemente famosa contrada Mosca dove la notte del 6 ottobre di tre anni fa venne trovato il corpo della quindicenne. La donna ha scelto il viso di Sarah per contattare e fare amicizia online. E se già non fosse grave scegliere l’immagine di una minorenne, è orribile che venga utilizzato il volto di una ragazzina innocente a cui è stata spezzata ogni possibilità di futuro. Nella nuvoletta accanto alla foto, si legge che “Maria Rosa vuole fare amicizia”. Badoo, piattaforma virtuale che ha permesso una simile appropriazione d’immagine e d’identità, conta più di 196 milioni di iscritti in 180 paesi ed è tra i siti più frequentati. La famiglia era all’oscuro di questo uso della foto della piccola per farsi notare in rete, quello stesso web dove le immagini di Sarah sono tra le più cliccate su Google e facilmente reperibili.

Ricca vedova, dello scritore Villa, sgozzata in Ghana

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E’ stata ritrovata morta in Ghana Egle Bellunato, 74 anni, originaria di Mogliano Veneto in provincia Treviso e residente a Romano d’Ezzelino in provincia di Vicenza. La donna da una decina d’anni si dedicava a opere umanitarie. A scoprire il cadavere è stato il compagno di 62 anni, Luigi Serradura, il 29 ottobre scorso e ora accusato di omicidio. Al suo rientro l’uomo avrebbe, secondo il suo racconto, sarebbe uscito a far la spesa e al suo ritorno avrebbe trovato il cadavere della donna e la stanza in disordine.  . Per questo Serradura ipotizza si possa trattare di una rapina finita nel sangue. A scagionarlo vi sarebbe un amico della coppia, anche lui italiano, che sarebbe andato con l’uomo a fare la spesa, rientrando con lui. La stampa africana, che si sta occupando del caso, rimbalzato in queste ore in Italia, ha diffuso una foto in cui si vede Serradura mentre prega, in canottiera e scarpe da ginnastica, ai piedi del cadavere della donna. Bellunato era vedova dello storico e scrittore Delisio Villa, per 15 anni direttore del settimanale «L’eco d’Italia» stampato a Parigi con edizioni speciali per la Svizzera e l’Inghilterra.

 

Morto Eros Veneziani… aveva 48 anni, il suo intimo resterà nella storia!

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Lo stilista Eros Veneziani, famoso in tutto il mondo per il suo omonimo marchio, è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione di via Nazionale a Ceto, in provincia di Brescia. Veneziani aveva 48 anni e stava attraversando un periodo difficile. Insieme ai soci Aldo e Claudia Monchieri gestiva la compagnia ‘Lo sfizio’, con base operativa a Ceto, che esporta in tutto il mondo prodotti made in Italy.

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La morte di Simona Riso: due ore da ricostruire

simona-riso-tuttacronacaE’ sempre più misteriosa la morte della 28enne Simona Riso e ora gli investigatori devono colmare un vuoto di due ore, mentre proseguono le audizioni delle persone che frequentavano la ragazza, che lavorava come cameriera in un hotel, per cercare di ricostruire le sue ultime ore di vita.  Al momento s’indaga per omicidio volontario con gli inquirenti che vogliono capire se la ragazza avesse attualmente in piedi vicende personali anche se i primi elementi raccolti raccontano di una persona sostanzialmente single ma con una breve relazione chiusa da qualche tempo. Ma importante è anche cercare di colmare il vuoto tra le 4,46 ora in cui la ragazza ha ricevuto la telefonata della madre, e le 6 e 40 quando è stata trovata agonizzate. In tasca, Simona Riso aveva una sim card, che usava alternativamente per i due telefonini e per il tablet. Dall’analisi del traffico telefonico, da quello telematico (la ragazza frequentava delle chat) e da quello legato all’utilizzo del bancomat potrebbero arrivare elementi utili alle indagini. Il giorno precedente la morte, la giovane non aveva lavorato, avendo usufruito del suo giorno di riposo.

Corpo di una neonata ritrovato in spiaggia ricoperto di alghe

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Tragica scoperta sulla spiaggia di località Campolongo ad Eboli nel Salernitano dove, una persona che passeggiava sulla spiaggia ha notato il corpicino senza vita di una neonata ricoperta di alghe ancora con il cordone ombelicale attaccato. I carabinieri hanno fatto i rilievi e stanno vagliando le diverse ipotesi tra cui quella che il cadavere si stato sospinto dalle correnti marine, ma anche dalla vicina foce del fiume Sele.

Ritrovato il corpo del pensionato, ripescato nel Tevere nei pressi di Deruta

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Lo hanno ritrovato nelle acque del Tevere a poca distanza da Deruta, l’anziano di 78 anni di Ponte San Giovanni di cui non si avevano più notizie da domenica sera. I familiari avevano allertato i carabinieri quando si erano resi conto che l’uomo si era allontanato con la sua auto. Non era solito prendere la sua Peugeot 107 blu ormai da tempo. Dopo molte ricerche coadiuvate anche da un elicottero il corpo è stato individuato e ripescato dai sommozzatori. Si tratterebbe probabilmente di suicidio.

Simona Riso precipitata dal tetto del palazzo… suicidio od omicidio?

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Una nuova verità starebbe emergendo sul caso di Simona Riso, la ragazza trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione e morta dopo qualche ora all’Ospedale San Giovanni. Sembrerebbe infatti che alcuni graffi riscontrati sul corpo sarebbero compatibili con la caduta dal tetto da parte della ragazza. Ora si aprono però nuovi interrogativi: Simona si è gettata o è stata spinta? E’ forse stato un incidente o un atto volontario? I dubbi degli inquirenti sono molteplici anche perché la ragazza abitava al piano terra, come mai era salita sul tetto? Era da sola? Secondo gli inquirenti le circostanze della morte di Simona Riso sarebbero circoscritte all’ambito in cui viveva, quindi non sarebbe stata trascinata nel cortile, e ad un arco di tempo che va dalle 4:45, ora in cui sentì la madre al telefono, e le 7, quando è stata trovata agonizzante.

Un ambito che sembra confermato anche dall’esame dei video delle telecamere a circuito chiuso della zona, dai quali non sarebbero emersi movimenti sospetti. Al vaglio del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Pisani c’è anche l’assunzione di farmaci da parte della giovane, in particolare di un potente ansiolitico del quale, nell’appartamento, sono stati trovati una confezione e la relativa prescrizione. Un quadro più completo si potrà avere quando saranno terminati gli esami tossicologici e quelli sulle tracce organiche trovate sulla maglietta che indossava.

Mistero a Varese, cadavere di una donna recuperato in un dirupo

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Tra giallo e mistero il cadavere che oggi è stato recuperato dai Vigili del fuoco e dalla polizia sul fondo di un dirupo del Campo dei fiori, a Varese. Il corpo, probabilmente di una donna di 30 anni non presentava segni di violenza si è quindi ipotizzato un incidente o un suicidio. L’allarme era stato dato da alcuni escursionisti che avevano notato il cadavere nel crepaccio. 

 

Luce sulla morte violenta di Simona Riso?

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Qualche luce con il passare delle ore sembra emergere e dei sospetti nascono tra i famigliari e gli amici che Simona la conoscevano bene. La 28enne trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Roma, soccorsa da una vicina che aveva lanciato l’allarme, potrebbe essere stata uccisa da un conoscente. La procura ora sta indagando per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato che la ragazza sarebbe stata colpita da calci e pugni. E’ stata quindi esclusa la caduta accidentale o il tentato suicidio, come era stato ipotizzato in un primo momento. Si è esclusa anche la violenza sessuale. La morte invece sarebbe sopraggiunta per un trauma che ha compresso le costole e i polmoni e ha provocato una crisi respiratoria. Nel corso dell’esame autoptico sono anche emerse una frattura del bacino e qualche altra escoriazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini di alcune telecamere.

 “Non cerchiamo vendette. Ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa”. E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che una cugina della 28enne ha letto nel corso dei funerali di Simona Riso a San Calogero. Il parroco, don Antonio Farina, nell’omelia, non ha affrontato il tema delle cause della morte della giovane, esortando i familiari della ragazza a rifugiarsi nella fede per superare il loro dolore. “Invito soprattutto voi a farvi forza”, ha detto il sacerdote, rivolgendosi, in particolare, ai genitori, Antonio e Caterina, ed ai tre fratelli di Simona Riso.

“Mia sorella è stata uccisa e tra le piste c’è anche quella dell’omicidio da parte di un conoscente, quindi una persona con la quale Simona aveva avuto dei contatti”. Lo ha detto Nicola Riso, fratello di Simona. “Alle 4.30 mia sorella ha sentito al telefono la madre dalla Calabria”, ha aggiunto. “Poi c’è un buco di due ore. In ogni caso non può essersi trattato di suicidio perché il corpo di mia sorella è stato trovato con jeans e maglietta e le chiavi con sé, quindi Simona era uscita da casa. Probabilmente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata nel posto dove poi è stata trovata”.

Donna uccisa di botte a Roma, parla il fratello

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E’ il fratello di Simona Riso, Nicola, a parlare della tragica morte della sorella. Secondo lui «Non ci sono molti dubbi: è stata picchiata, selvaggiamente, l’autopsia lo ha confermato. Mia sorella in passato aveva sofferto di depressione, ma ora stava bene. Ed era felice per il lavoro nell’hotel. Ci spiace che qualcuno abbia parlato di uso di farmaci e di tentato suicidio. Una follia: Simona non aveva preso medicinali, l’autopsia sta confermando anche questo». Quando Il Messaggero chiede a Nicola se secondo lui, la sorella conosceva il suo aggressore, il giovane ingegnere risponde così:  «Io sono convinto che chi l’ha picchiata e uccisa, l’abbia colpita vicino a casa, poi però abbia sollevato il corpo e l’abbia portato nel retro, nel cortile. Questa modalità mi fa pensare che sia stato qualcuno che conosceva Simona, che l’aspettava. Certo, possiamo ipotizzare anche a una rapina, qualcuno che volesse rubarle il portafogli. Ma perché allora picchiarla con tale cattiveria? C’è un assassino, feroce, che ha agito in una zona centrale come San Giovanni e che è ancora in libertà».

Perché secondo lei Simona, chiede ancora il giornalista de Il Messaggero, prima di morire, ha detto ai medici che era stata violentata? Gli esami lo hanno escluso.«Probabilmente era in stato confusionale, probabilmente l’assassino ha provato a violentarla».

Questa frase, chiede ancora il quotidiano, può avere rallentato l’operato dei medici del pronto soccorso del San Giovanni. «Dobbiamo capire perché i medici del pronto soccorso, invece di affrontare il problema delle gravissime lesioni interne, abbiano trasferito mia sorella in ginecologia. Senza accusare nessuno, speriamo che la procura svolga verifiche anche sull’operato dei medici. I miei genitori sono arrivati dalla Calabria. Chiediamo sia fatta luce sull’omicidio di Simona. Era una ragazza molto allegra, aperta, forse troppo ingenua. Aveva superato un momento difficile e proprio ora che era più serena è stata uccisa in modo tanto crudele».

Uccide la sorella disabile e si getta dalla finestra, tragedia a Palermo!

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Francesco Puccio ha prima ucciso la sorella disabile, Giuseppina di 62 anni, e poi si è suicidato  lanciandosi dal balcone della sua abitazione al sesto piano. La sorella sarebbe stata accoltellata. La donna è stata trovata legata a una sedia e con un sacchetto di plastica in testa.  Ci sarebbe anche una lettera scritta dalla sorella in cui scagiona il fratello: “Avevo voglia di morire, mio fratello non c’entra niente”. L’uomo da anni viveva con la sorella in via Albricci, nel quartiere Sperone di Palemo.

Giallo Parma… cadavere sgozzato a Sant’Andrea di Torrile

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Tragico ritrovamento questa mattina lungo l’argine del  torrente Parma a Sant’Andrea di Torrile, piccolo centro della Bassa parmense. Il corpo di un uomo, intorno ai 40 o 50 anni. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo, privo di pantaloni e di documenti di riconoscimento è stato ritrovato accanto alle rive del fiume. Il cadavere presenterebbe molte ferite da taglio sul volto e una profonda ferita alla gola. Sembra che al momento la prima ipotesi formulata possa essere quella di un omicidio.

Delitto di Garlasco: le motivazioni dell’Appello bis

alberto_stasi_garlasco-tuttacronacaLa Cassazione ha depositato oggi le motivazioni della sentenza che, il 18 aprile scorso, ha riaperto il processo per il delitto di Garlasco. Nelle carte si legge che non è possibile “pervenire a un risultato, di assoluzione o di condanna, contrassegnato da coerenza, credibilità e ragionevolezza”. Stasi, assolto in I grado e dalla Corte di Assise di Appello di Milano il 6 dicembre 2011 dall’accusa di omicidio volontario della sua fidanzata Chiara Poggi, dovrà quindi ricominciare l’iter giudiziario con un processo di Appello bis. Ad avviso della I Sezione penale della Suprema Corte, il verdetto di assoluzione in Appello ha “un approccio non coerente ai principi della prova indiziaria” e segue un “non corretto percorso metodologico“. Secondo i giudici, infatti, gli elementi indiziari sono considerati in maniera isolata “e avulsi dal loro contesto”. L’accusato ha scelto il rito abbreviato, limitando in questo modo l’integrazione di approfondimenti istruttori, ma la Cassazione, accogliendo il ricorso del procuratore di Milano e dei famigliari della giovane vittima, ha concesso una serie di “integrazioni probatorie” al fine di far luce sul delitto. A passare sotto la lente saranno ora alcuni punti che non erano stati sufficentemente analizzati in precedenza, come spesso i genitori di Chiara Poggi avevano fatto rivelare. Durante l’Appello bis si provvederà pertanto ad approfondire la mappature di tracce ematiche lungo la scala della cantina dell’abitazione della giovane, l’esame del capello trovato in una delle sue mani, un ulteriore approfondimento del dna della vittima trovato sui pedali della bicicletta di Stasi. Non solo, è stato anche disposto un ulteriore accertamento sulla bicicletta da donna in possesso della famiglia Stasi, anche se diversa di quella che due testimoni dicono di aver visto davanti la casa dei Poggi il giorno del delitto (13 agosto 2007). Si provvederà inoltre a rivedere l’assenza di alibi dell’accusato durante i 23 minuti compresi tra le 9.12 e le 9.35 di quella mattina.

Il boss Tatone trova la morte: ucciso a Milano

pasquale-tatone-tuttacronacaEmanuele Tatone, ex boss di quartiere, era stato ucciso domenica scorsa nel quartiere Quarto Oggiaro, a Milano, in un campo al confine con Novate Milanese assieme al suo autista Paolo Simone. Oggi la stessa sorte, secondo quanto riferito dalla polizia, è toccata al fratello, il boss Pasquale Tatone. L’uomo ha trovato la morte nello stesso quartiere, anche lui a colpi di arma da fuoco.

Cadavere alla Malcontenta, l’allarme dato da un pescatore

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Il cadavere di un uomo di colore è stato avvistato da un pescatore che si trovava a pesca nella zona del canale Bondante di Malcontenta di Mira, nel Veneziano. Il pescatore ha lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati gli uomini del soccorso per il recupero del corpo. Dalle condizioni si ipotizza che la salma sia in acqua da almeno una settimana. Si stanno setacciando le denunce di scomparsa.

Omicidio a Cerveteri, romeno uccide la moglie

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Un rumeno avrebbe ucciso la moglie a Cerveteri, nei pressi di Roma. Un romeno di circa trent’anni ha ucciso a coltellate la moglie, sua connazionale. L’episodio è accaduto in un fondo agricolo e il corpo della donna è stato trovato fuori dalla roulotte dove i due vivevano. Sulla vicenda indagano i carabinieri, che hanno arrestato l’uomo. Ancora non si conoscono i dettagli e gli inquirenti sono a lavoro per fare chiarezza.

Vicino a una laghetto sportivo trovato cadavere di un uomo con mani legate

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Il cadavere di un uomo è stato trovato alla periferia di Roma, in zona Fidene nei pressi di un laghetto sportivo. Il corpo aveva le mani legate e il volto rivolto a terra. Sul posto è intervenuta la polizia, che indaga per omicidio. Potrebbe essere uno straniero, forse un egiziano che ha una azienda agricola nelle vicinanze del laghetto in via della Marcigliana. L’uomo potrebbe avere un’età tra i 30 ed i 40 anni. A trovare il cadavere, con camicia e pantaloni, è stato un passante. Non ci sarebbero tracce di sangue.

Cadavere vicino a fiume Lambro

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Sono stati i carabinieri di San Giuliano Milanese a giungere sul posto dopo aver ricevuto l’allarme del ritrovamento di un cadavere nei pressi del fiume Lambro. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e non è stato possibile stabilire se si trattasse di un uomo o di una donna. Ora è stata disposta l’autopsia per cercare di risalire all’identità.

Giallo a Milano, 2 uomini uccisi da colpi di pistola

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Trovati due cadaveri a nord di Milano,  a Quarto Oggiaro, in un’area al limitare della strada dove si trovano alcuni orti. Sul posto è giunta la polizia che sta effettuando i rilievi. Entrambi i corpi mostrano i segni di proiettili sul corpo. Una delle vittime sarebbe Emanuele Tatone, ex boss del quartiere. Tatone nei mesi scorsi aveva organizzato una protesta per prendere le distanze dal suo passato, rivendicando di aver pagato tutti i debiti con la giustizia.

Cadavere nel bosco ad Anzio, s’indaga!

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E’ stato trovato il cadavere di un uomo, probabilmente di nazionalità indiana, in un bosco ad Anzio, vicino a Roma, Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e senza scarpe. Sul posto la polizia che ha avviato un’indagine.

Il venditore di fiori insistente che viene gettato in acqua

fiori-acqua-tuttacronacaLa scorsa notte è finito in mare a Savona, gettato da alcune persone infastidite dalla sua presenza, un venditore di fiori. Secondo quanto accertato, l’episodio d’intolleranza avrebbe avuto luogo dopo un diverbio tra un gruppo di avventori e il venditore, forse troppo insistente e che, non essendo riuscito a vendere la sua merce, avrebbe chiesto una sigaretta. E’ stato allora che è stato sollevato di peso e gettato in mare. L’uomo è stato soccorso e non ha riportato traumi.

Sangue nel Bresciano: anziana accoltellata dal marito

calvirano-omicidio-tuttacronacaDrammatica notte a Calvisano, nel Bresciano, dove un uomo ha colpito diverse volte l’anziana moglie con un coltello uccidendola e ferendo anche il nipote, che era accorso per difendere la nonna. L’omicidio è avvenuto nell’appartamento della coppia, in via Lechi, e per la donna sono stati inutili i soccorsi essendo stata ferita a morte. Il nipote è invece stato trasportato in ospedale: vessa in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita. I carabinieri della compagnia di Desenzano guidati dal capitano Fabrizio Massimo hanno già fermato l’assassino. Sul posto per i rilievi i militari della Scientifica.

Donna nel dirupo, fermato compagno

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Il compagno italiano della badante ucraina, Irina Meynster, 47 anni, il cui corpo è stato  trovato in un dirupo all’Argentario, in provincia di Grosseto. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella dell’omicidio. La vittima, secondo quanto accertato dall’autopsia, è stata strangolata.

 

Michele Misseri e il suo desiderio d’incontrare la mamma di Sarah

sarah_scazzi-tuttacronacaIlaria Cavo, inviata di Videonews, ha intervistato Michele Misseri, lo zio della giovane Sarah Scazzi. Nel filmato, trasmesso questo sera nel corso della trasmissione Quarto Grado, l’uomo ha confidato: “Incontrerei Concetta, ma senza telecamere, privatamente. La vedo passare qualche volta vicino casa e mi dispiace. Faccio finta di non guardarla, perché ci rimango male. Non è giusto quello che è stato fatto. Quello che ho fatto. Le ridirei che sono colpevole, che non copro nessuno”. Continua a dichiararsi l’autore dell’omicidio zio Michele, condannato a otto anni di carcere per occultamento di cadavere, mentre volta le spalle alla telecamera: “Non voglio più essere ripreso dalla televisione, mi hanno sempre bastonato perché vado in tv, dicendomi che sono un pupazzo, un burattino. Per far emergere la verità, ho subìto tutte queste cose che fanno male”. E riguardo a un eventuale incontro con la cognata: “Per prima cosa chiederei perdono a Concetta. Mi scuserei per quello che è successo: non l’ho fatto apposta. Questa è la verità. Se lei mi guardasse negli occhi, si convincerebbe che sto dicendo veramente la verità. Non volevo uccidere Sarah. Non so nemmeno perché l’ho fatto. Non mi hanno mai creduto, perché non mi ricordo come ho fatto con la corda”. Misseri continua a raccontarsi e confessa: “Piango sempre quando ci penso. Dovevo stare benone adesso e, invece, ho distrutto la mia famiglia e quella degli altri. Ero un uomo conosciuto da tutti e ora sono tra i più miserabili che esistano. Anche che se Concetta mi perdonasse, quel che ho fatto mi rimarrà sempre sulla coscienza”. Ma ci tiene anche a difendersi dalle accuse della madre di Sarah: “Non sono un furbacchione. Non è detto che Concetta mi debba credere per forza, ma io dico la mia verità”. Michele, noto per aver cambiato infinite volte la sua versione dei fatti, ora continua a difendere la figlia: “Cosa deve perdonare Concetta a Sabrina, se mia figlia non ha commesso niente? Ha fatto tre anni da innocente”. All’invito della Cavo di recarsi a casa della cognata, dichiara: “Se Concetta me lo chiede, io ci vado, ma non spontaneamente perché mi vergogno”.

Giallo a Grosseto, cadavere di una donna in un dirupo

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E’ stato ritrovato ieri sera il cadavere di una donna, in avanzato stato di decomposizione, senza vestiti, sul fondo di un dirupo della strada Panoramica in località Punta Ciana, sul versante di Porto Ercole (Grosseto), all’Argentario. Il corpo con la testa praticamente “divorata” da una parte, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato trovato appoggiato a una pianta, così almeno è stato ritrovato dai cacciatori che hanno lanciato l’allarme. Capelli rossi e dentatura intatta, che fa pensare a un’età giovane.

Come spiega La Nazione:

In quella zona, come spiega chi la conosce bene, non ci si arriva per caso. Assolutamente. Ci si deve andare conoscendola. Percorrendo la strada Panoramica che conduce alle Cannelle e poi imboccare quella stradina che alla fine, passando davanti ad alcune ville, si chiude. Potendo proseguire si arriverebbe a Porto Ercole, ma è impossibile andare oltre. Quindi se si è trattato di un incidente la ragazza doveva conoscere la zona ed essersi avventurata in una passeggiata? Ma perché nuda. Nelle vicinanze non è stata trovata neanche una calzatura o un brandello di vestito. Assolutamente niente. Ma come ha fatto ad arrivarci? O, forse è più giusto chiedersi chi ce l’ha portata?

Non si esclude al momento nessuna ipotesi. Il cadavere è stato trasferito all’obitorio di Grosseto a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere se eseguire l’autopsia.

Giallo nel Cagliaritano, trovato un cadavere con ferita da arma da fuoco

 

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E’ stato rinvenuto nelle campagne di Orroli, nel Cagliaritano, intorno alle ore 14, il cadavere di un uomo con una ferita da arma da fuoco, in località Santa Caterina. L’identità dell’uomo non è stata resa nota. Non è chiaro se si tratti di omicidio o suicidio. Sul posto i carabinieri della compagnia di Isili e il medico legale.

Un uomo accoltellato e un cane impiccato, shock nel Vicentino

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Una scena macabra quella che ha scoperto un passante che stava camminando su una strada poderale di Enego, nel vicentino. Il corpo di un uomo di 35 anni giaceva a terra con un coltello nello stomaco, nell’abitazione dell’uomo i carabinieri hanno ritrovato i suoi due cani impiccati. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe ucciso i suoi cani e poi si sarebbe tolto la vita con una coltellata nella pancia.

Si uccide lanciandosi dal Ponte, suicidio al centro di Roma

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Un italiano di 48 anni, che avrebbe anche lasciato un biglietto, si è lanciato questa mattina da ponte Principe Amedeo Savoia Aosta, all’altezza di Lungovetere in Sassia nei pressi dell’ospedale Santo Spirito, schiantandosi sulla banchina. L’uomo secondo alcuni sarebbe stato depresso da tempo e prima di lanciarsi avrebbe gridato alcune frasi sconnesse. Sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo della compagna San Pietro.

Femminicidio nel Viterbese, arrestato il convivente

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L’ennesimo femminicidio perpetrato tra le mura domestiche dove un uomo di 65 anni di origini napoletane ma residente a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, intorno alle 3,30 di notte ha ucciso a coltellata la convivente di 52 anni. Il movente non è chiaro e i militari sono a lavoro per ricostruire quanto sia avvenuto nella notte scorsa. L’uomo in stato di fermo è interrogato nella caserma di Ronciglione.

Omicidio suicidio: uccide la compagna e si butta sotto un treno

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Ha ucciso la sua compagna di 29 anni e poi si è ucciso gettandosi sotto un treno. Il giovane, protagonista di questo omicidio suicidio avvenuto a Rovereto in trentino, è un colombiano di 28 anni. E’ stata la polizia allertata dalla polfer a ricostruire quanto avvenuto a posteriori, recandosi a casa del giovane per trovare elementi che potessero spiegare il tragico gesto. Qui è stato invece ritrovato il corpo accoltellato della fidanzata. 

 

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