Miliardario in incognito? Libero e l’articolo su Fabio Fazio

fazio_sanremo_tuttacronacaGiacomo Amadori, su Libero, pubblica un lungo articolo che ha per soggetto il conduttore di Che Tempo Che Fa e del Festival di Sanremo, Fabio Fazio. Esordisce Amadori:

Si narra, in Liguria, che un giorno Fazio e Roberto Saviano, attovagliati in un rinomato e costoso ristorante della Riviera ligure, ordinarono per i nove uomini della scorta «un solo piatto». Le altre portate fu costretto a offrirle lo chef. Oculatezza a parte, Fazio di sinistra non ci è nato, lo è diventato, tanto che alle elezioni studentesche si candidò contro una lista «rossa».

Lo stesso Fazio, spiega ancora l’articolo, qualche anno fa dichiarò “Erano gli anni in cui i comunisti erano insopportabili”. Amadori ripercorre quindi la vita del conduttore. Di famiglia molto cattolica, frequentatore dell’oratorio, un diploma al liceo, gli anni alla facoltà di Giurisprudenza per poi laurearsi in Lettere

e inizia a fare l’intellettuale de sinistra. Nei primi anni ’80 il professore che gli dava ripetizioni di greco, Felice Rossello, gli presenta il concittadino Carlo Freccero, genio del tubo catodico e certamente di sinistra. Il quale gli domanda: «Vuoi fare un programma di Rete 4 (all’epoca della Mondadori ndr)?». La prima conduzione di Fazio, nel 1984, è in Sponsor city: «Fu un programma catastrofico » ricorda il presentatore. Insieme con lui c’erano, tra gli altri, Bombolo e Loris Del Santo. Nel 1993 arriva la consacrazione con Quelli che il calcio, su Raidue, ma non è ancora «impegnato ». Infatti nel 1994, mentre Silvio Berlusconi scende in campo, accetta di fare il testimonial per il Dash. Eppure la vena radical chic sta per prendere il sopravvento. Nel 1996, alla vigilia delle elezioni che decreteranno il trionfo di Romano Prodi, a Paderno Dugnano (Milano), promuove con trasporto i candidati Patrizia Toia e Nando Dalla Chiesa nell’evento «Quelli che l’ulivo». Nel 1997 il portavoce dei Verdi Luigi Manconi lo coopta nel comitato del movimento. A chi gli domanda chi preferisca tra Prodi e Veltroni, Fazio risponde sicuro: «Sto con Veltroni, non c’è dubbio. Ma da qui a pensare a chissà quali intrecci ce ne passa. E poi non ho mai avuto una tessera. Anzi, ne ho solo una, quella dell’ Anpi (Associazione nazionale partigiani, ndr)».

In tutto questo, fonda anche la Archimede, una società di consulenza e produzione che chiude nel 1998.

Intanto i suoi guadagni crescono: nel 1999 per Quelli che il calcio incassa circa 1,3 miliardi di lire e 500 milioni per Sanremo; quindici anni dopo i suoi compensi sono più che raddoppiati: 1,8 milioni per «Che tempo che fa» e circa 600 mila euro per la kermesse canora. Nel 2001, mentre conduce un comizio di Massimo D’Alema, irride la tv commerciale: «Tra la prima e la seconda parte della costituzione Berlusconi ci metterà la pubblicità?» domanda. Ma la politica non gli fa mai dimenticare la borsa e così proprio in quei giorni, accompagnato dal suo avvocato, mette a punto un contratto miliardario con la neonata 7 del dalemiano Roberto Colaninno. Dopo neanche tre mesi il suo Fab show viene annullato e lui se ne va con 28 miliardi tra buonuscita e penali. Ma che cosa ci ha fa con tutti questi soldi? Da uomo oculato sceglie investimenti sicuri. Come il mattone.

Per esempio ha comprato casa nell’amata Parigi. Nel 2002 ha fondato persino un’immo – biliare, la Apparvest srl, che nel 2008 è stata liquidata. Di quella avventura restano due lussuosi appartamenti a Milano, in zona Porta Romana, rispettivamente di 8,5 e 9,5 vani. Nel savonese bisogna aggiungere sei vani ad Albissola Marina e altre due grandi appartamenti a Varazze (8,5 e 9,5 vani), di cui sono usufruttuari i genitori. Oculata amministratrice è la moglie Gioia, 46 anni, laureata in lingue. I due si sono conosciuti nel 1986 durante un concorso di canzoni tra liceali savonesi (Fabio era in giuria e lei vinse) e sposati nel 1994. Oggi vivono sulle colline di Celle ligure in un vecchio cascinale riattato a supervilla (classe A8), una casa un po’ da cumenda che nel 1998 aveva suscitato diverse polemiche.

(…) La magione è salita a 13 vani e a questa si sono aggiunti due mini appartamenti di 2 e 3 stanze. Il tutto circondato da 7 mila metri di uliveti. Va detto, però che, per chi osserva dall’alto, la principale attrattiva risulta la piscina oversize, quasi un laghetto artificiale. Che, forse, ha ispirato il sermone sulla bellezza con cui Fazio ha aperto l’ultimo Sanremo.

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Lo sfogo della Pascale: “Siamo angosciati, non sappiamo più cosa sia il sonno”

silvio-berlusconi-e-francesca-pascale-tuttacronacaFrancesca Pascale, fidanzata di Silvio Berlsuconi, ha scelto le pagine del settimanale Oggi per sfogarsi al termine della settimana in cui tanto si è parlato dell’ex premier tra tensioni interne al Pdl, voto sulla fiducia e Giunta. “Siamo angosciati, non sappiamo più cosa sia il sonno. Sta succedendo tutto insieme, tutto insieme. E non è giusto, comunque la si pensi su di lui”. Con riferimento alle ricostruzioni giornaliste, poi dice: “Qui si parla di falchi e colombe, e io in questo zoo sarei la iena”. E spiega: “Quando ho iniziato a vivere con lui ho trovato una situazione inaccettabile, ho fatto solo quello che andava fatto, un pò di pulizia. In molti hanno approfittato di lui”. La Pascale parla anche dell’assegno che Berlusconi deve a Veronica Lario, l’ex moglie: “In quale Paese un uomo viene condannato a pagare 3 milioni di euro al mese all’ex moglie e non c’è una rivolta d’opinione?”. Racconta ancora: “La gente non si spiega perché il presidente abbia scelto proprio me: era pieno di donne belle e si è preso me che non sono ‘sto granchè. La verità è che gli tengo testa, gli dico quello che penso, faccio un poco di ordine e a lui piace”. Ma racconta anche di spaccati della vita a casa del leader di Forza Italia, spiegando di essere alle prese con una vera e propria riorganizzazione della casa, improvvisando anche una spending rewiev: “Dovevo intervenire. Pagavano i fagiolini 80 euro al chilo. Le pare possibile? Arrivavano casse così di pesce, quando lo sanno tutti che il presidente non solo non lo mangia, ma prova fastidio anche solo per l’odore quando lo cucinano. Insomma, mancava una donna in casa”.

Renzi e la crisi: “Spiacente, non partecipo al festival-teatrino delle dichiarazioni”

renzi-mondiali-tuttacronacaMentre a Roma stanno per prendere il via le consultazioni del Pdl e con Letta intenzionato a chiedere la fiducia in Aula, dopo un paio di giorni di silenzio Matteo Renzi, sindaco della città che ha appena ospitato i Mondiali di Ciclismo, commenta quanto sta accadendo al governo con un laconico post in Facebook. “In tanti mi chiedono: ‘Che pensi della crisi di governo?’. Spiacente, non partecipo al festival-teatrino delle dichiarazioni.” Spiega il primo cittadino di Firenze per poi spiegare: “Aspettiamo di sentire cosa dirà il Premier Letta e di vedere cosa deciderà il Parlamento. Nel frattempo l’unico modo per restituire un po’ di dignità alla politica è fare bene il proprio mestiere.” Quindi sottolinea il suo impegno per la città toscana: “Oggi sono intervenuto in Consiglio Comunale sui risultati amministrativi del mondiale di ciclismo (rastrelliere, strade asfaltate, piste ciclabili, spazi culturali riaperti) e stamattina ho inaugurato l’asilo nido al Palazzo di Giustizia (liste d’attesa diminuite del 90% in quattro anni). La politica deve parlare meno e fare di più”.

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Barbara Berlusconi: tra la politica e la moda… meglio le passerelle

barbara-berlusconi-tuttacronacaMeglio la moda che la politica. Barbara Berlusconi, che ha partecipato al Galà dell’Amfar a Milano dove ha dimostrato di sentirsi a suo agio sulle passerelle modaiole del capoluogo lombardo, ha rilasciato un’intervista a Ballarò dove, oltre a difendere il padre, ha ribadito il suo ‘no’ a un’eventuale discesa in campo. “Non è il mio orizzonte. Ci sono molte persone che fanno politica, tanti giovani capaci che intendono occuparsene. Io confido in loro”. Spiega invece così il suo intervento in difesa del padre: “Io sono intervenuta per rispondere a coloro che tentano di ribaltare la verità. Sono convinta che la storia di mio padre sia una storia politica e imprenditoriale, non certo criminale. È questo quello che penso. Mio padre ritiene di aver fatto tanto per l’Italia e non vuole essere liquidato come un evasore. Per questo non si dà pace e io lo capisco”.

Berlusconi: il Cavaliere indeciso fa dietrofront

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Non è mai stato così indeciso nella sua vita nè imprenditoriale, né professionale e forse neppure in quella personale. Silvio Berlusconi, l’uomo pratico e fattivo, sembra ora fragile e insicuro. L’atteso videomessaggio che doveva andare in onda per l’inaugurazione del nuovo partito è stato ritirato a pochi minuti dal passaggio televisivo. La notizia è stata confermata da fonti del Pdl a Libero. Ora non è chiaro se andrà in onda domani o dopodomani, se verrà cambiato, se si preferirà attendere prima il verdetto della Giunta e poi annunciare la crisi. Insomma gli scenari sono molteplici e anche se sembra che il governo sia destinato a rimanere in carica, la situazione è in piena evoluzione. Per ora il cavaliere fa dietrofront e osserva!

 

Il videomessaggio alla vigilia della decadenza. Ecco cosa dirà il Cav.

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Non è un grande mistero il contenuto di quel videomessaggio, anche perchè della sua esistenza si sa da diversi giorni. C’è anche chi afferma che possano esistere diverse versioni e si sia scelta quella soft al momento. Un feroce attacco alla magistratura, il lancio di Forza Italia, ma niente crisi. Un videomessaggio soprattutto per ribadire che lui c’è, è in campo e non sarà una condanna o una decadenza a fermarlo, perché già sembra che, consigliato dai suoi avvocati, possa anche scegliere i servizi sociali piuttosto che i domiciliari. Come mai scegliere una via più umiliante rispetto che a quella più “dignitosa” chiuso nei suoi palazzi? Perché i servizi sociali gli consentirebbero di continuare a fare il leader politico del nuovo partito: Forza Italia. La richiesta infatti avrebbe solo due vincoli: rientrare a casa entro le 22, uscire dopo le 7-8.

Come si legge oggi su La Repubblica:

Il video parte col lungo excursus sulla “persecuzione giudiziaria “, sulla famosa “guerra dei vent’anni” e sulla necessità di una riforma. Un unico passaggio sul governo, per intimare a Letta a impegnarsi per ridurre la pressione fiscale. Apprezzamento poi per i cinque uomini Pdl nell’esecutivo – racconta chi ha visto il lungo messaggio – ma non c’è alcun passaggio sulla crisi, nessuna minaccia. Né un riferimento al voto imminente in giunta e alla sua vicenda. Berlusconi lo ignora, quanto meno preferisce dare questa impressione e va già oltre, si sente in campagna elettorale. Il messaggio ai ministri è implicito: “Voi restate pure al governo, io costruisco il mio partito e lavoro ad altro”. L’ex premier è ormai sfiduciato, stanco del tira e molla col Pd e del mancato impegno di Letta nella ricerca di una soluzione ai suoi problemi. È la ragione per la quale Alfano, Lupi, Lorenzin, Quagliariello e De Girolamo hanno concordato tra loro di presentarsi giovedì dal leader, nella nuova sede di Piazza San Lorenzo in Lucina, per rassegnare le dimissioni nelle sue mani e giocare d’anticipo. Rimettendo a lui il compito di respingerle.

Ma da chi sarà formato il suo nuovo partito? Via i vecchi e largo ai giovani. Basta con i soliti volti noti e spazio a volti freschi e acqua e sapone. D’altra parte i panni sporchi si son sempre puliti così! Ma a spaventare Berlusconi sarebbero state le parole di Giuseppe Castiglioni a Piazza Pulita. In tale occasione infatti il sottosegretario alle politiche agricole del Pdl, ha ammesso: “C’è un gruppo di senatori a me più vicini tra i quali Gibiino, Torrisi e Pagano pronti a non seguire Silvio”.

 

Dopo l’Imu, tempo di pensare alla riforma elettorale: parla Enrico Letta

enrico-letta-legge-elettorale-tuttacronacaHa parlato ai microfoni di Radio anch’io, su Radio 1, il premier Enrico Letta, e ha affermato: “Io insisto: il ‘porcellum’ è uno dei guai principali del nostro Paese” e sia la parte delle “riforme costituzionali, sia la parte dalla riforma elettorale”, saranno i temi “prioritari dell’autunno”. Il giorno dopo il Consiglio dei ministri, riguardo la vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi, sembra sereno: “Ho sempre detto che non temevo” che potesse incidere sulle sorti del governo “e non temo a maggior ragione adesso che ci sia un’influenza sulla vita del governo, perchè gli italiani hanno bisogno di governo, di risposte, di concretezza nelle risposte, quindi credo che ci sia bisogno di muoversi su questa strada. Quello che abbiamo fatto ieri fa parte di questa filosofia della concretezza delle risposte”. Non è comunque entrato nel merito della questione decadenza visto che “è una decisione che riguarda la Giunta del Senato che si occupa di queste cose, ho sempre separato le due questioni e continuerò a farlo anche adesso”. Ma il Premier ha anche parlato della nuova service tax che entrerà in vigore l’anno prossimo spiegando che quello su cui si concentra principalmente è la situazione degli italiani: “Le famiglie avranno una riduzione fiscale importante e dalla nuova service tax dell’anno prossimo in particolare ci sarà più equità, le famiglie numerose saranno meno penalizzate rispetto a quanto l’Imu faceva oggi. Ho sempre concentrato la mia azione non sulla politica o sul politichese, ma sulle cose concrete che riguardano il rilancio del nostro Paese. Al di là del governo più debole o più forte, delle scadenze, del chiacchiericcio politico che in questo momento non mi interessa e lascio perdere, ci sono sette risultati importanti che riguardano l’Italia e gli italiani.” Infine, parlando della sessione autunnale, ha ricordato che serve guardare “lontano”. “Le risposte di ieri sono risposte importanti su Cig, esodati e lavoratori in difficoltà su mutui casa”, ma sono una “prima risposta” e “sono molto fiducioso nel fatto che la sessione autunnale, questo maggiore respiro che oggi possiamo avere e questo orizzonte più lungo che ci dà la possibilità di guardare più lontano” ci permetterà di “costruire una legge di stabilità con dei pilastri basati sulle riforme strutturali e sulla crescita”.

Nell’Imu ci sono 700 milioni per gli esodati!

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Il Consiglio dei ministri, convocato per le 17 di questo pomeriggio, sarà decisivo per la controversa abolizione definitiva dell’Imu 2013. L’obiettivo del governo è quello di cancellare la tassa sia sulla prima, che sulla seconda casa: per la copertura economica dell’operazione servono 4,6 miliardi, ci saranno aumenti delle accise su alcolici, giochi e tabacchi. Ma alla quadratura dei conti mancherebbe un altro miliardo, ma si sono stanziati 700 milioni per gli esodati. Secondo fonti de La Stampa è stato trovato l’accordo quindi per dare la pensione a 10mila esodati in due anni. Arrivano anche 400 milioni per rifinanziare la cassa in deroga. Insomma si è dati un colpo al cerchio e uno alla botte: il Pdl può sventolare la carta dell’Imu e il Pd risponde con esodati e cassa in deroga… la quadratura politica è perfetta, quella finanziaria meno. Chi pagherà?

Monti e il governo che cede alle pressioni del PdL

mario_monti_imu-tuttacronacaConsiglio dei ministri convocato oggi alle 17 per l’esame, come recita la convocazione, “del seguente ordine del giorno: – Decreto-legge: Disposizioni urgenti in materia di IMU, abitazioni e cassa integrazione guadagni (Presidenza – Vicepresidenza e Interno – Economia e Finanze – Lavoro e politiche sociali – Infrastrutture e Trasporti – Affari regionali e Autonomie); – Leggi regionali; – varie ed eventuali.” E se Brunetta, ai microfoni del Tg1, è apparso soddisfatto, “Finalmente ci sarà la soluzione per l’Imu sulla prima casa e i terreni agricoli. Cancellazione per il 2013 e riforma complessiva della tassazione degli immobili, in termini di service tax, dal 2014. Stiamo definendo le coperture in maniera seria, responsabile, trasparente”, lo stesso non dicasi per Mario Monti. Intervenuto stamattina a Omnibus, ha attaccato la scelta del governo sull’IMU, definendola un “cedimento di Enrico Letta e del Ministro Saccomanni, di cui ho in grandissima stima, e del PD alle pressioni del PDL”. E ha proseguito: “L’Europa chiedeva da tempo che l’Italia introducesse una tassazione per la prima casa, non per un sadico gusto di far pagare di più ai cittadini ma per poter ridurre semmai la tassazione sul lavoro, stimolando la produttività”.  Monti ha poi detto: “Il Governo ha scelto una strada diversa, quella di arrendersi alla forte pressione del PDL. Quindi si avrà, se ho capito bene, un successo politico del PDL, un’apparente soddisfazione per i proprietari di case e tutti i cittadini finiranno a pagare tutto questo con piccoli aumenti a piccole tasse e l’aumento dei tassi d’interesse”. Ha quindi concluso: “Il Governo è guidato da un partito, con il PD pronto ad accondiscendere alle pressioni, anche se non le condivide, del PDL e con Scelta Civica che non ha i numeri per impedire questa evoluzione. Tutto questo dà la sensazione, all’interno e all’esterno del Paese, che anche se c’è un Governo, si accettano pressioni che non hanno molto senso dal punto di vista economico e civile”.

L’Imu sulla prima casa abolita per il 2013: tasse su alcolici, giochi e tabacchi

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Come verranno coperti i 4,8 miliardi a cui lo Stato rinuncerà abolendo l’Imu sull’abitazione principale e sugli immobili agricoli?

Nel menu delle coperture entreranno anche voci che rappresentano di fatto un aumento di imposta: ritocchi delle accise su alcol e tabacchi, interventi sui giochi e forse anche una maggiorazione della stessa Imu a dicembre per gli altri immobili, in particolare le seconde case.

 E potrebbe anche tornare in ballo l’aumento dell’Iva destinato a scattare il primo ottobre, in assenza di un intervento che vale un miliardo per gli ultimi tre mesi dell’anno. Sul piano politico sarebbero così state superate le resistenze del Pd, che ancora ieri al termine di un vertice tra il segretario Epifani e la delegazione governativa, aveva ricordato come tra le proprie priorità figurino altre voci, dalla cassa integrazione in deroga agli esodati.

Sarebbe contraddetto anche, se questa ipotesi si concretizzasse, quanto invocato dal ministro Zanonato e cioé che l’operazione Imu non avrebbe provocato un aumento del prelievo fiscale sotto altra forma.

Da questa operazione dovrebbero essere esclusi prodotti di più ampio uso quali benzina e gasolio, anche se potrebbero poi verificarsi aumenti se le risorse non bastassero nel proseguo dei mesi.

Per il 2014 c’è invece sul tavolo l’ipotesi di una service tax per i servizi da pagare nel Comune o nella circoscrizione di residenza.

Verso una soluzione per l’Imu? Se ne parla…

letta_epifani-tuttacronacaHa avuto luogo l’incontro tra il segretario Epifani e i ministri del PD oggi, in via del Nazareno e al termine è stato diramato il comunicato che spiega come il risanamento del Paese non passi per l’abolizione dell’Imu: “Le priorità riguardano la scuola, il rifinanziamento della Cassa integrazione guadagni, il tema degli esodati. In una fase di drammatico calo dei consumi interni sarebbe utile evitare il previsto aumento dell’aliquota Iva”. Ma la nota prosegue parlando proprio della tassa sulla casa: “Il tema del superamento dell’Imu, come previsto dal programma di governo dovrebbe essere affrontato attraverso soluzioni eque e che siano nel contesto di un riforma federale”. La nota sembra dunque voler sottolineare che i democratici non hanno piegato la testa davanti alle richieste del Pdl, come ha ribadito Epifani: “Non accettiamo ultimatum, non c’è solo l’Imu”. Al riguardo prende la parola anche il ministro dello Sviluppo economico Zanonato:  “Non c’è nessuna ipotesi di aumentare le tasse per coprire l’eventuale mancato gettito dell’Imu”. Ma se non si prevede di aumentare le accise su alcool e tabacchi, come invece era stato prospettato nei giorni scorsi, ci si chiede come sia possibile coprire il mancato introito della tassa sulla prima casa e, di conseguenza, chi potrebbero essere coloro che dovranno pagarla. Un’indicazione era giunta da Delrio che aveva indicato che le abitazioni di lusso sarebbero 73mila, su un totlare di oltre 33milioni ma il PdL vuole stringere il più possibile le persone che potrebbero essere colpite dall’Imu, che per il Pd potrebbero essere troppo poche. Bisognerà quindi capire dove verrà tracciata la linea di demarcazione anche se sembra che, nonostante le incertezze ancora presenti, si possa trovare un accordo: nelle more delle diverse ipotesi ancora al vaglio, l’abolizione (o la sostanziale rimodulazione) riguarderà il solo 2013. L’ostacolo sulla via dell’intesa potrebbe essere rappresentato dalle preoccupazioni del ministro Fabrizio Saccomanni. che però ha avuto un incontro in tarda mattinata con Angelino Alfano e durante il quale sono emersi segnali positivi:

alfano-imu-twitter-tuttacronacaAd essere ancora preoccupata per la questione è l’Anci, che si è riunita questa mattina e alle 17 invierà una delegazione a Palazzo Chigi.

Il CdM dà il via libera a dl e ddl sulla Pubblica Amministrazione

enrico-letta-pubblica-amministrazione-tuttacronacaIl Consiglio dei ministri ha dato il via libera al pacchetto sulla Pubblica amministrazione, che comprende un dl e un ddl. Il premier Letta, annunciando un provvedimento sull’efficienza nel pacchetto di misure sulla P.A. ha spiegato: “Purtroppo non riusciremo a usare in questi sette anni tutte le risorse disponibili” dai fondi strutturali europei. Tra i provvedimenti votati oggi “c’è un ulteriore taglio del 20% delle auto blu; una scelta che continua una direzione di marcia sulla quale dobbiamo fare ancora di più”. Con il dl “si decide di dare una soluzione strutturale al tema del precariato nella Pa” ha aggiunto Letta, che ha anche sottolineato la decisione di “tipizzare e ridurre le forme di lavoro flessibile” e di aver “messo barriere” per evitare le “scorciatoie per le assunzioni”. Il dl sulla P.A. rappresenta anche un “intervento importante di razionalizzazione del sistema per far sì che ci sia concentrazione e rafforzamento della lotta alla corruzione, della sua prevenzione e della trasparenza attraverso una divisione di competenze” che trasforma la Civit nel “soggetto oggi esclusivamente dedicato alla lotta corruzione” togliendole “tutte le altre funzioni” che saranno “allocate all’Aran, in particolare per la valutazione”. Il pacchetto include l’assunzione di 1.000 vigili del fuoco. Un investimento, per il premier, che segnala “un’attenzione profonda rispetto ai problemi del nostro territorio”.

Il ministro della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, ha detto al termine del CdM: “Mai più contratti a termine che non siano eccezionali e temporanei perchè temporanea è la richiesta”. Il ministro ha anche sottolineato che il contratto “tipico” è il contratto a tempo indeterminato. Sono previste “procedure selettive” perchè tra coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque “si scelgano i migliori”, ha aggiunto a proposito delle norme per la stabilizzazione dei precari. Nel dl è prevista la riserva del 50% dei posti a concorso per queste persone. D’Alia ha detto inoltre che con il ministro dell’Interno Angelino Alfano, è stato deciso d’inserire “anche una norma che ci sembra un atto di giustizia: l’assunzione nella pubblica amministrazione di testimoni di giustizia”.

Violante apre a Berlusconi e intanto Mediaset crolla in borsa

violante-apertura-berlusconi-tuttacronacaNonostante Epifani abbia ribadito l’intenzione di votare sì alla decadenza di Berlusconi senza “cedere a ricatti”, uno dei “saggi” di Napolitano, Luciano Violante, in forza al Pd, si è detto favorevole ad attendere i chiarimenti della Consulta. In un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato: “Noi siamo legalitari e la legalità comprende il diritto di difesa che va pienamente garantito, in questo come in qualsiasi altro caso”. Secondo l’ex magistrato ed ex presidente della Camera, “Berlusconi deve spiegare alla Giunta perché a suo avviso la legge Severino non si applica. E i membri della Giunta hanno il dovere di ascoltare e valutare la sua difesa”. Poi, se l’organo del Senato “ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l’eccezione davanti alla Corte. Ma questa – precisa – non sarebbe una dilazione: sarebbe l’applicazione della Costituzione”. Ben venga anche il possibile ricorso del Pdl alla Corte europea: “La Corte di Lussemburgo potrebbe essere interpellata perché dica se in base alla normativa europea, applicabile anche in Italia, la legge Severino dà luogo a pena, non retroattiva, o a un semplice effetto sulla condanna”. Apprezzamenti dal Pdl arrivano tramite la Gelmini: l’intervista del Presidente Violante “rappresenta una prima autorevole apertura al dibattito sulla decisione della Giunta; dibattito che i falchi del Pd avevano fin qui respinto come una perdita di tempo”. Ma mentre si attende, Piazza Affari risente delle tensioni politiche anche in attesa di scoprire il destino di Iva e Imu e, in una giornata di diffuso nervosismo, Milano ha subito guadagnato la maglia nera d’Europa, viaggiando su un rosso del 2,31% mentre lo spread è passato dai 241 della chiusura di venerdì ai 245 punti. E se sono in perdita Fondiaria Sai (3,44%), Mps (3,72%), Unicredit (4.33%) e Intesa(3,84 %), anche Mediaset è penalizzata dalla situazione: -7,08% dopo una sospensione per eccesso di ribasso.

Berlusconi ai ferri corti con il Pdl, chiede il “silenzio stampa” ai falchi

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Berlusconi è davvero ai ferri corti con i suoi? C’è davvero una frattura difficilmente sanabile nel Pdl?

«In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all’interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa». Silvio Berlusconi, con una nota, invita i suoi parlamentari a evitare ogni polemica. Un vero e proprio “silenzio stampa”!

Nello scritto l’ex premier sottolinea che «la passione e l’impegno generoso dei nostri dirigenti e dei nostri militanti, anche negli ultimi giorni, vengono riportati e descritti a tinte forti, quasi fossero sintomi di divisione e di contrasto». Pertanto, Berlusconi invita tutti, e in particolare i “falchi” «a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento».

Cosa bolle nella pentola del Pdl? Cosa sta cucinando Silvio Berlusconi? O chi sta cucinando l’ex leader?

Il governo dei castelli di sabbia spazzato via dal vento d’autunno?

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Il governo era fragile, le larghe intese erano maglie consumate e gli annunci di Letta sulla tenuta del governo erano castelli di sabbia. Le perturbazioni atmosferiche degli ultimi giorni e le tensioni della sentenza Mediaset hanno scatenato una bufera d’agosto che forse non consentirà al governo di arrivare all’autunno caldo che già aveva prospettato il premier Letta. La dichiarazione di Berlusconi rilasciata a un’intervista al settimanale Tempi non lascia molti dubbi sul futuro di questo esecutivo:

“Diranno che e colpa mia se i ministri del Pdl valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l’altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?”

Ma quale è il nodo da sciogliere? Un indizio ci viene dalle parole di Mario Mauro:

“Non possiamo far diventare il Parlamento il quarto grado di giudizio, non può essere questa la soluzione”, la soluzione, aggiunge, deve essere “politica”. “Amnistia e indulto, come nel dopoguerra con l’amnistia di Togliatti”. Perché oggi, dati gli indicatori economici, la situazione è “anche più difficile di allora” e “chiudere quasi 20 anni di contrapposizioni che ci hanno portato a questa situazione è interesse di tutti”.

Ma dove è stata la guerra? Dove sono stati gli uomini che sono morti per un ideale? Qui ci sono solo suicidi della disperazione legati alla disoccupazione e all’impossibilità di vedere un futuro. Siamo in un dopoguerra? E chi ha fatto la dichiarazione? Chi ha vinto? Chi ha perso? Che territori abbiamo liberato? Come si può parlare oggi di amnistia e indulto? Un provvedimento generale lascerebbe impuniti tutti i criminali e i cittadini onesti, sono stati meno furbi, più stupidi?

Pensavamo che fosse giunta l’ora di edificare i palazzi delle riforme, invece ci ritroviamo con gli annunci entusiastici trasformati in castelli di sabbia spazzati via dal vento autunnale!

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Come vi cucino l’Italia: videomessaggio shock di Berlusconi e la crisi

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E’ davvero già tutto pronto per far scoppiare la crisi in Italia? Dopo l’ultimatum lanciato ieri da Silvio Berlusconi attraverso il ministro dell’interno e vicepremier, Angelino Alfano, sembra che al Pd non resti molto tempo per bloccare la caduta dell’esecutivo. Dieci giorni per fermare i lavori della Giunta per le Elezioni e riconsiderare la costituzionalità della legge Severino. La “patata bollente” ora è nelle mani dei democrat e davvero può diventare una bomba a orologeria in grado di polverizzare la maggioranza o di distruggere il partito. Se infatti il Pd dovesse decidere di far decadere Berlusconi dalla carica di senatore l’esecutivo andrebbe a casa immediatamente, nel caso contrario, gli elettori si allontanerebbero ancora di più da questo partito, già da molti visto come un’ombra che si ripara nelle grandi alleanze, più che una forza di sinistra che promuove iniziative politiche. La road map della caduta del governo è pronta? Secondo il quotidiano La Repubblica ci sarebbe già un crono-programma con i tempi della nascita di Forza Italia, della crisi e del voto anticipato.  E a questo servirebbe il videomessaggio che sarebbe già pronto. Una dichiarazione shock,  una sorta di riedizione di quello della discesa in capo del 1994 di Berlusconi. Dopo vent’anni e una condanna definitiva il film si ripete? Ci sarà un rimpasto o gli italiani saranno cucinati a puntino dalla crisi?

 

Un anno di tempo per dare una prospettiva nuova all’Italia. Il discorso di Napolitano

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forse con l’aria che tira in Italia non molti hanno voglia di festeggiare la Repubblica, ma Napolitano non manca di lanciare il suo messaggio, un po’ per rincuorare per gli italiani ma, soprattutto, per ricordare ai politici quanto aveva detto nel suo discorso d’insediamento. “Vigilerò perché non si scivoli di nuovo verso opposte forzature e rigidità e verso l’inconcludenza, né per quel che riguarda scelte urgenti e vitali di politica economica e sociale, né per quel che riguarda la legge elettorale e riforme istituzionali più che mai necessarie”. Si rivolge con determinazione ai rappresentanti politici il Presidente della Repubblica e invita tutti a moderare i toni del confronto e a lavorare insieme per uscire dalle difficoltà della crisi, ricordando che “Il primo banco di prova sta nel discutere e confrontarsi tra loro liberamente, ma con realismo e senso del limite, senza mettere a rischio la stabilità politica e istituzionale, in una fase così delicata della vita nazionale”. E ha proseguito: “È giusto che in questa giornata del 2 giugno l’Italia dia di sé un’immagine di dignità, di consapevolezza, di volontà costruttiva” prima di ricordare le difficoltà, dalle quali è certo l’Italia si rialzerà: “Viviamo con profonda preoccupazione il protrarsi e l’aggravarsi della recessione, la crisi diffusa, in  molti casi drammatica, delle imprese e del lavoro. Ma diciamo a noi stessi, come all’Europa e al mondo, che a queste difficoltà non ci pieghiamo, che vi reagiamo convinti di poterle superare. Purché – ha detto ancora Napolitano – scatti uno sforzo straordinario di mobilitazione operosa e di coesione sociale, e insieme un impegno efficace e convergente di governo e Parlamento”. La sua preoccupazione primaria, comunque, resta per il lavoro giovanile: “In queste settimane”, ha detto,  ci si sta muovendo “seriamente in direzioni nuove anche in Europa, dove ormai si impone all’ordine del giorno come problema numero uno quello del creare occasioni e prospettive di lavoro per vaste masse di giovani che ne sono privi”. La sua risposta per superare il periodo arriva subito dopo: “Occorre recuperare fiducia nella politica e nelle istituzioni, dando risposte concrete soprattutto ai molti tra voi che vivono momenti duri e penosi e sono in allarme per il presente e per il futuro. Ad essi mi sento e resterò vicino”. Domani dunque il via a una celebrazione sobria, prima di fissare una data ultima per raggiungere un obiettivo: “Di qui al 2 giugno del prossimo anno, L’italia dovrà essersi data una  prospettiva nuova, più serena e sicura – ha proseguito nel suo messaggio -. Andiamo avanti con coraggio per potervi riuscire.  Ancora un augurio. Viva la repubblica!”, ha concluso il suo video messaggio per l’anniversario della nascita della Repubblica.

Bersani ne ha per tutti… tranne che per gli italiani!

Bersani - tuttacronaca

Giornata intensa per il segretario del Pd Bersani. Non solo l’incontro con Monti durante il quale è stato “esaminato il modo per l’Italia di orientare le politiche dell’Ue in favore di una maggiore attenzione alla crescita, all’occupazione e alla dimensione sociale della crisi, tenendo conto delle specificità nazionali” e in cui sono state discusse le priorità che obbligatoriamente saranno al centro del Programma Nazionale di Riforme, da presentarsi entro aprile, ma ancora attacchi alle persone che, probabilmente, percepisce come minacce al suo desiderio di governo. Agli insulti di Grillo ha deciso di non replicare essendo altre le sua priorità. il bene del Paese ed il desiderio di presentare proposte realizzabili, dando “risposte serie e non incappucciate davanti al Paese” aggiungendo una sfida: “Dimmi cosa vuoi fare. Dimmi qualcosa di serio che si possa capire e che valga anche domani mattina, per il nostro Paese”. Per quanto riguarda Renzi, l’ha definito “allergico agli orgasmi” aggiungendo che “alla direzione del Pd abbiamo discusso otto ore e mezza e non è stata una passerella. Ma è talmente giovane che sono cose che si superano, ci si può anche abituare”.

In tutto questo ancora non si è sentito parlare di fatti concreti, di possibili azioni da intraprendere. Dal canto suo il sindaco fiorentino ha già espresso le sue motivazioni, e le sue frustrazioni, quando ha lasciato la Direzione senza prendere la parola: “Onestamente, quello che dovevo dire l’avevo detto. Sostengo il tentativo di Bersani: posso pure impararlo a memoria e dirlo in cinese… Ma oltre questo, che devo fare? Tra me e lui le differenze ci sono: dovevo intervenire per esasperarle?” Per poi, rientrando nella sua città, aggiungere: “Ma come sono giorni che insisto a dire che se avessimo cavalcato noi l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti avremmo spuntato qualche unghia a Grillo, e Bersani che fa? Nemmeno ne parla nella relazione introduttiva… Qua si rischia di andare avanti come prima. Ma come prima non va bene affatto.”

E per questo motivo si è allontanato, per non ritrovarsi invischiato in una “casta” che non rinuncia ai benefici, con un atto che è possibile leggere come dissociazione da una realtà immutabile che non impara neanche dalla sua sconfitta. A Bersani interessa solo arrivare primo?

Niente Strasburgo, la crisi politica non lo consente! così Napolitano.

napolitano strasburgo

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ringraziandolo insieme alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi per l’invito rivoltogli a prendere nuovamente la parola nell’Assemblea il prossimo 13 marzo, e rammaricandosi che i tempi stretti e la complessità del processo di formazione di un nuovo governo in Italia non gli consentano di intervenire a Strasburgo. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.

“Desidero vivamente assicurare lei e tutti i deputati al Parlamento Europeo – ha scritto Napolitano a Schulz – che, anche nel ruolo riservatomi dalla Costituzione italiana, dopo la conclusione del mio mandato presidenziale, di Senatore a vita, resterò fedele al mio rapporto col Parlamento Europeo, istituzione alla quale mi sono dedicato nel corso di lunghi anni. E mi farò ancora attivo sostenitore, nei limiti delle mie forze, della causa europea e del ruolo decisivo, in seno all’Unione, della principale fonte di legittimazione della costruzione europea e cioè della rappresentanza dei cittadini incarnata nel Parlamento”.

Ha fatto bene, ce ne andiamo tutti! Consiglio dei Ministri solidale con Monti.

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