Le banche ormai servono solo per tenere in vita gli Stati?

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Il dubbio è amletico e tragico come solo un dramma shakespeariano può essere. Torvo e nero si affaccia lo spettro di un rapporto di Fitch, anticipato dal Financial Times, che non lascerebbe dubbi: le 16 maggiori banche Ue riducono il credito alle imprese, ma sostengono il debito sovrano. Fra il 2011 e il 2012 risulterebbe infatti un calo del 9% nei confronti del credito d’impresa mentre ci sarebbe stato un incremento del 26% quello a sostegno del debito pubblico degli Stati.

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Ripresa? Per Draghi in Europa c’è il rischio sistemico della recessione

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Il «principale rischio sistemico in Europa è la recessione prolungata». Lo ha detto Mario Draghi rispondendo ad una domanda in Parlamento Ue in qualità di presidente della Esrb. Draghi ha aggiunto che «le recessione prolungata sta indebolendo il sistema bancario, aumenta i premi di rischio e danneggia« la capacità di credito.

«Per ridurre al minimo gli effetti prociclici degli interventi», ha aggiunto, Bankitalia ha chiesto alle banche di «aumentare le risorse interne» tagliando ulteriormente costi, dividenti, compensi ed «eventualmente vendendo gli asset non strategici».

«È probabile che gli interventi macroprudenziali saranno sempre più frequenti, tanto fuori quanto all’interno dell’Europa», ha detto Draghi nel corso del suo intervento nella audizione davanti alla Commissione economico-finanziaria del Parlamento europeo (Econ). «Il lavoro di consolidamento dei bilanci pubblici resta inevitabile, non deve essere disfatto ma deve essere amico della crescita», ha poi aggiunto rispondendo ad una domanda sul Portogallo: siamo coscienti del «disagio sociale» inflitto, ma «se fosse disfatto, sappiamo quale sarebbe la reazione dei mercati e porterebbe ad un’ulteriore depressione dell’economia dei paesi in difficolta».

«So che il disagio sociale in alcuni Paesi è una tragedia», ha affermato riferendosi ai Paesi in difficoltà e costretti al consolidamento di bilancio. La situazione dell’inflazione e dell’economia, ha aggiunto, «richiede tassi bassi», e «un rialzo dei tassi di interesse tenderebbe a destabilizzare Paesi in situazione già deboli, rendendoli ancora più deboli».

Illusioni della P.A.: i 40 miliardi alle imprese non arriveranno in tempi brevi

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Per chi credeva che il calvario fosse finito, la doccia fredda è arrivata come una mannaia.

Ieri, 30 aprile, giorno entro il  quale circa 22 mila enti pubblici, di cui 10 mila importanti, dovevano registrarsi nella piattaforma telematica allestita presso la Ragioneria dello Stato dalla Consip, si è verificato invece uno stallo. La registrazione non è avvenuta ed è scattata la denuncia di Rete Imprese Italia – la superconfederazione imprenditoriale che riunisce commercianti e artigiani – “Il decreto legge sui pagamenti dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, mostra fin da subito la debolezza di un impianto normativo basato su farraginosi adempimenti burocratici, fallendo nel suo primo obiettivo. Sul portale online del ministero dell’Economia, ad oggi, la maggior parte delle amministrazioni non ha ancora avviato la registrazione”.

 Ma se Rete Imprese Italia tuona, c’è anche la Ragioneria che minimizza e fa sapere che solo una piccola percentuale degli enti tenuti a iscriversi avrebbe mancato all’appuntamento informatico, che avverrà comunque nei prossimi giorni.

 Ma se anche questo adempimento verrà rispettato da tutte le amministrazioni nei prossimi giorni sarà solo il primo passo di una lunga e farraginosa procedura burocratica: tra il primo giugno e il 15 settembre, sempre attraverso la piattaforma elettronica, le amministrazioni che si sono registrate presentino l’elenco completo dei loro debiti “certi, liquidi ed esigibili” maturati fino al 31 dicembre 2012, con la specifica dei dati dei vari creditori. Solo all’indomani di questa “confessione”, si procederà alla liquidazione dei crediti fino a impiegare i 40 miliardi di euro che verranno raccolti dal governo emettendo nuovi titoli di Stato. Quaranta miliardi sugli oltre 90 stimati, forse 120 secondo molti, e addirittura 150 secondo altri.

Sembra quindi che le imprese abbiano tutto il tempo di collassare definitivamente in attesa di quei soldi… e poi parliamo di ripresa e di occupazione che non si riesce a trovare una procedura snella nell’adempimento dei debiti della P.A. con le imprese?

La solidarietà di Napoli… La pizza a credito!

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Mangia la pizza oggi e paghi tra otto giorni. Contro la crisi a Napoli si rispolvera il vecchio ma collaudato sistema del ‘finanziamento a breve’ per soddisfare la voglia di gustare il tipico prodotto gastronomico partenopeo pur in un momento difficile dell’economia. A rilanciare il meccanismo per la gente del quartiere di Via Tribunali che ricorda i tempi duri della guerra e del periodo post-bellico ma anche il fascino della Loren nel celebre ‘Oro di Napoli’ è il pizzaiolo Gino Sorbillo, noto, tra gli altri motivi, anche per diverse iniziative di solidarietà e di denuncia. “E’ il momento di essere solidali e di credere nella città e nei napoletani – spiega Sorbillo – In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri”. E cita un episodio: “Mi ha molto colpito la vicenda del ladro con il volto scoperto e la pistola in pugno che ha sorpreso qualche giorno fa un utente all’uscita di una pizzeria a Casoria, alle porte della città, derubandolo soltanto delle quattro pizze che l’uomo aveva in mano… ‘Stasera mangeranno i miei figli’ ha detto il ladro e poi si è dato alla fuga”. Una storia emblematica, afferma, per rispolverare un’antica usanza proprio napoletana: la famosa ‘pizza oggi a otto’, la pizza, cioé che si faceva, fritta, nei bassi la mattina presto e che veniva prelevata e consumata con la promessa di pagarla la volta successiva (a 8 giorni), essendo il credito, sulla pizza, puntualmente pagato da tutti”. “Ormai – sottolinea con amarezza – la gente non ricorre più al finanziamento per un telefonino o un pc, ma per mangiare…”. Da domani, dunque, la pizzeria Sorbillo accetterà dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità (una per abitante, presentandosi nel locale personalmente) il pagamento ‘differito’ del prodotto. “E’ un atto di fiducia verso i napoletani, una nuova scommessa sulla città che siamo certi non ci deluderà” dice il giovane pizzaiolo sostenuto, come in altre occasioni, dal commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli.

A rate… ma finalmente la P.A. comincia a pagare i debiti!

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Il provvedimento per pagare i debiti della P.A. serve a “immettere liquidità nel sistema economico e a far ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà dell’anno in corso”. Così il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, in audizione in Parlamento. “L’obiettivo di saldo strutturale dovrebbe essere comunque raggiunto” nonostante il pagamento degli arretrati, ha aggiunto. “Il limite del 3% di Pil è comunque invalicabile”.

Il pagamento dei debiti della P.a., ha spiegato Grilli, non è “un’operazione senza costi: nel 2013 ci sarà un aumento di 400 milioni” a valere sul debito e quindi un aumento degli interessi da pagare. Anche se di recente grazie ad un attenuarsi dei tassi si sono risparmiati 5,4 mld. Sarebbe “pericoloso – ha poi aggiunto – introdurre il principio che le banche non vengono pagate. Se si introduce questo principio, la possibilità per le imprese di ricevere credito sparisce”.  Ma il Ministro evita di dire che nell’ultimo anno, quando le banche sono state pagate alle aziende non sono comunque stati erogati i prestiti, di fatto è molto dubbio che si possa sperare per il futuro prossimo  nel credito per le piccole e medie imprese da parte degli Istituti bancari.
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