Verso la Boston Marathon: s’intensificano le misure di sicurezza

boston-marathon-tuttacronacaEra il 15 aprile 2013 e a Boston, durante la tradizionale maratona, tre persone perdevano la vita mentre altre 264 restavano ferite a causa di un terribile attentato organizzato da due fratelli ceceni. Ora, mentre si lavora all’organizzazione della corsa di quest’anno, gli organizzatori hanno reso noto che sono state intensificate le misure di sicurezza in vista della gara. E’ stata la Boston Athletic Association ad annunciare che il prossimo 21 aprile, in occasione della corsa, gli atleti non potranno portare con sè borse o zaini, ma potranno sistemare i propri effetti personali in sacchetti trasparenti forniti dagli organizzatori. Per quel che riguarda i due attentatori, Tamerlan Tsarnaev è morto in uno scontro a fuoco con la polizia mentre il fratello Dzokhar, se verrà riconosciuto colpevole, potrebbe essere condannato alla pena capitale.

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La svolta Verde di Sgarbi: correrà come sindaco di Urbino

vittorio-sgarbi-tuttacronacaVittorio Sgarbi ha deciso di correre come sindaco di Urbino tra le fila dei Verdi in occasione delle amministrative che si terranno la prossima primavera. L’annuncio è arrivato ieri sera quando alla domanda “Che sindaco servirebbe ad Urbino” ha risposto “Io”. La conferma è arrivata dal vicesindaco Lorenzo Tempesta: “Noi glielo abbiamo proposto e lui ha accettato di buon grado”.  Lui, uscito dalla presentazione del libro di Bruno Zanardi, “Un patrimonio artistico senza”, non ha smentito smentisce di aver accettato la sfida, ma ha tuttavia frenato l’entusiasmo: “ci sono più possibilità: che vinca le primarie, che vorrebbe dire essere sindaco di Urbino perché le altre forze non esistono, che perda le primarie e in quel caso uscire di scena o non scendere affatto nella competizione. Quando mi hanno aperto a questa possibilità ho detto che l’unica prospettiva per avere un’ipotesi realistica, cioè di diventare sindaco, è partecipare alle primarie di centrosinistra -continua Sgarbi-. Qualunque candidato aspiri a diventare sindaco deve partecipare alle primarie, non c’è nessuna condizione possibile per un candidato di destra o di centro. Se dovessi fare il sindaco quella delle primarie sarebbe l’unica strada percorribile”.

Usain Bolt… più veloce anche di un autobus!

usain-bolt-bus-tuttacronacaUsain Bolt sfida anche un autobus… e lo batte! E’ successo in Argentina, a Buenos Aires. Qui, in Avenida 9 Julio, lo sprinter giamaicano, pluricampione olimpico e primatista mondiale di 100 e 200 metri, ha corso contro un bus percorrendo una distanza di 80 metri. In seguito, ha sfidato i campioni locali Mario Forsythe e Kimmari Roach sui 120 metri. L’atleta, a margine dell’esibizione, ha parlato anche dei Giochi di Rio del 2016. Il campione ha spiegato che non correrà i 400 metri ma mirerà a migliorare i tempi sulle sue distanza di 100 e 200 metri.

Tutto ok per Raikkonen: “L’operazione è riuscita”

raikkonen_si_opera_alla_schiena_tuttacronacaE’ stata la Lotus, sua scuderia fino al termine della stagione, a rendere noto che Kimi Raikkonen è stato operato alla schiena: “Come previsto, Kimi Raikkonen ha subito un intervento chirurgico alla schiena ieri presso l’Ospedale Universitario di Strasburgo. Il team Lotus è lieto di comunicare che l’operazione è completamente riuscita, secondo il professor Afshin Gangi”: Il comunicato conclude: “Kimi ora dovrà rimanere a riposo per un paio di giorni e inizierà il suo programma di recupero già dalla prossima settimana”. Il finlandese, che al termine della stagione passerà alla Ferrari, ha scelto di essere operato ora in modo da esser pronto per l’inizio della prossima stagione. Sarà il connazionale Heikki Kovalainen a sostituirlo nei due rimanenti Gp, che si svolgeranno ad Austin e a San Paolo.

I problemi della Ferrari non finiscono più: Raikkonen va sotto i ferri

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Non finiscono più i guai della Ferrari. Pessime prestazioni, tanta sfortuna e ora anche l’indisponibilità di Kimi Raikkonen.  Il pilota finlandese, che il prossimo anno guiderà “la rossa”, ha deciso di farsi operare alla schiena la prossima settimana. Finisce quindi ad Abu Dhabi il Mondiale 2013 di Raikkonen. Al suo posto potrebbe correre Davide Valsecchi.

Come spiega la Gazzetta dello Sport:

Il guaio di Raikkonen è di vecchia data, è la conseguenza infatti di un violento incidente rimediato durante una sessione di collaudi addirittura nel 2001 a Magny-Cours quando guidava ancora per la Sauber. “Era importante intervenire ora – ha spiegato il suo manager Steve Robertson – per potersi preparare poi in maniera adeguata alla stagione 2014”, quella che rivedrà Kimi tornare al volante della Ferrari, vettura con la quale ha centrato il suo primo e sinora unico titolo Mondiale. Ma è difficile credere che l’intervento anticipato non sia legato alle difficoltà finanziarie della Lotus: Kimi vanta notevoli crediti con il team e già alla vigilia di Abu Dhabi aveva minacciato di non correre. In Medio Oriente sembrava che si fosse trovato un accordo che consentisse alle due parti un divorzio morbido, in particolare era stato promesso al finlandese che sarebbero state saldate tutte le pendenze. Ma il nuovo finanziatore del team – la Quantum (ex Infinity) – in realtà continua non ha ancora ottemperato alle promesse e questo ha di fatto anche bloccato il mercato piloti della Lotus, che è a caccia del successore di Kimi (in pole Hulkenberg e poi Maldonado).

“Voglio morire correndo”: Joy Johnson ha realizzato l’ultimo sogno

joy-johnson-tuttacronacaAl Wall Street Journal, l’86enne Joy Johnson, aveva confidato: “Voglio morire correndo. Questa è la mia meta”. Ed è riuscita a raggiungerla, così come ha superato il traguardo della maratona di New York. Perchè la donna, che era diventata il simbolo della gara, si è spenta nel sonno, dopo neanche ventiquattr’ore dalla sua ultima corsa. Durante l’evento, Joy Johnson era caduta al 36° km, sbattendo la testa, ma ai medici che l’hanno soccorsa ha detto che non aveva intenzione di ascoltare i loro consigli. Ha così intrapreso gli ultimi 6 chilometri che la separavano dal traguardo, completando l’intero percorso in 7 ore, 57 minuti e 41 secondi. La figlia, Diana Boydson, ha affermato: ”Almeno stava correndo, è così che voleva andarsene”. Per la donna, si trattava della 25esima corsa della Grande Mela a cui aveva preso parte.

Il giudice vieta la grigliata di gatti

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Corsa dei gatti e chi perde finisce sulla griglia… ma quest’anno il giudice lo vieta. Ogni anno il macabro rituale si ripete a La Quebrada in Perù, nel tradizionale,  festival del Curruñao. Ma i costumi cambiano e le sensibilità si modificano così quest’anno il magistrato María Luyo Sánchez ha deciso che la tradizione non sarà osservata motivando così la sentenza: «Un evento che alimenta la violenza, basato su atti crudeli nei confronti degli animali che causano grave danno sociale e di salute pubblica». Ora il governo sta studiando se vietare tali manifestazioni in tutto il Paese, dopo la storica decisione del giudice, avvenuta anche dopo la movimentazione popolare che chiedeva a gran voce, che si mettesse fine a questa tortura priva di senso.

Il video che mostra come Lorenzo “investe” un gabbiano al Gp!

lorenzo-gabbiano-tuttacronacaAlle qualificazioni del GP d’Australia è accaduto qualcosa che ha dell’incredibile. Jorge Lorenzo, che poi ha conquistato la pole, stava girando quando un gabbiano, che sostava con un compagno ai bordi della pista, forse spaventato dal rombo dei motori, ha spiccato il volo. Ma non è riuscito ad allontanarsi: la moto dello spagnolo infatti l’ha investito e l’animale si è incastrato nella presa d’aria del radiatore di destra. Il fatto non ha comunque influito sulla corsa del pilota. Marquez è a 2 decimi, poi Valentino Rossi a 7. 5° Pedrosa, 8° Hayden davanti a Dovizioso e Iannone .

Shock in Spagna: ritrovata morta pilota automobilistica, lutto in F1

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Aveva 33 anni, Maria De Villota, l’ex pilota spagnola della  Marussia, trovata morta questa mattina nella sua stanza d’albergo a Siviglia, dove avrebbe dovuto tenere una conferenza durante il congresso organizzato dalla Fondazione “Lo que de verdad importa” (Quello che è realmente importante) che è stato in seguito sospeso. La pilota avrebbe inoltre dovuto presentare a Madrid, il prossimo lunedì, il suo libro “La vida es un regalo”. La De Villota – sorella di Emilio, pilota spagnolo di Formula Uno ritiratosi nel 1986 – aveva gareggiato in Formula Palmer Audi prima di diventare anche collaudatrice per la Formula Uno. Secondo le poche indiscrezioni trapelate, i servizi sanitari hanno ricevuto una chiamata alle 7:23 di mattina che sollecitava assistenza sanitaria per una donna di circa 40 anni in un hotel a Siviglia Est, in via Avenida Alcalde Luis Uruñuela. Secondo quando riporta Cadena SER, l’ex pilota era morta da circa un’ora quand’è stata trovata, rendendo vano ogni tentativo di rianimazione che pure è stata effettuata.

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Alonso ha saputo la notizia subito dopo la fine delle seconde libere a Suzuka: “È una notizia triste per tutto lo sport dei motori, era amica di tutti noi piloti. Non resta che pregare per lei e la sua famiglia, a cui sono vicino. Ho bisogno di qualche minuto per riflettere, ora ho molta tristezza”.

L’agenzia di stampa Efe, citando fonti della polizia, parla, come prima ipotesi, di morte per cause naturali.

Questo il video del terribile incidente nel quale la De Villota perse l’occhio un anno fa:

Polemica nell’ippica, fantino con le costole rotte e cavallo infortunato

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A Lanciano un fantino cade, un cavallo s’infortuna e il fronte degli ambientalisti che si apre. Il fantino Christian Atzori, di Corridonia, è caduto nella prima batteria di corse. All’ospedale di Lanciano, dove è ancora ricoverato, gli hanno riscontrato fratture alle costole. Il cavallo è andato giù nella finalissima, infortunandosi in modo grave tanto da far temere per la sua vita. Un altro cavallo si era infortunato nelle batterie. Sotto accusa la pista con il terreno che non sarebbe perfettamente manutenuto, anche perché da tempo non si correvano gare. Ma l’organizzatore dell’associazione “Corse e cavalli”, Nico Di Corinto, ricorda che come in tutti gli sport, anche nell’ippica possono verificarsi incidenti e spiega:  «Innanzitutto spiace che sia stata messa in giro la voce che il cavallo era stato abbattuto, invece lo stiamo curando e speriamo di salvarlo. Al fantino Atzori e alla sua famiglia tutta la nostra solidarietà. Non si trattava di un Palio, come, a esempio, quello di Siena, dove si corre senza sella e si parte fra i canapi. Erano normali corse al galoppo, con selle e partenze dalle gabbie, che rientrano tra le manifestazioni popolari a carattere regionale: c’è una commissione per la sicurezza e un veterinario della Asl che controlla i cavalli. Con la sabbia la pista era stata resa idonea. Abbiamo fatto tutto secondo le regole per far gareggiare i cavalli nella massima sicurezza. Purtroppo, poi, nelle attività sportive gli incidenti possono sempre succedere».

Il dibattito resta aperto e gli animalisti non sono della stessa opinione, in fondo i cavalli non possono scegliere se gareggiare o meno, non possono decidere a quali e quante corse prendere parte e soprattutto, sono sarà il caso di Lanciano, ma molto spesso i galoppatoi non sono in regola e il terreno è ostico per i cavalli e i fantini. Il dibattito è aperto.

Il tweet di Massa e l’addio alla Ferrari, il futuro è Raikkonen

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‘‘Dal 2014 non guiderò più per la Ferrari” Così inizia il tweet del brasiliano che annuncia il divorzio con la Ferrari e poi aggiunge “Vorrei ringraziare la squadra per tutte le vittorie e tutti i momenti bellissimi trascorsi insieme. Ringrazio mia moglie e tutta la mia famiglia, tutti i miei tifosi e i miei Sponsor. Da ciascuno di loro ho sempre ricevuto un grandissimo sostegno! Ora voglio spingere al massimo con la Ferrari per queste ultime 7 gare. Per il 2014 voglio trovare una squadra che mi dia una macchina competitiva per vincere tante altre gare e conquistare un Campionato che continua ad essere il mio sogno più grande! Grazie a tutti! Felipe”.

Ora si parla di un incredibile pilota che dovrebbe arrivare nella scuderia di Maranello, il nome più accreditato sembrerebbe quello di Kimi Raikkonen che potrebbe anche essere annunciato domani.

I nomadi di Denizli e la corsa delle pecore

corsa-pecore-denizli-tuttacronacaIn Turchia, nella provincia di Denizli, ha avuto luogo il tradizionale attraversamento del fiume nel villaggio di Asagiseyit. Qui i nomadi superano il corso d’acqua in compagnia delle loro greggi, in uno spettacolo di colori che rendono il corso d’acqua un variopinto arcobaleno.

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Video shock: fa jogging e lancia i cani oltre il muro di una villa

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Un operaio,  residente in una frazione di Vernole, di 55 anni appassionato di jogging, ma sicuramente molto meno amante degli animali, infastidito da tre cuccioli che lo seguivano durante il suo percorso podistico, ha pensato bene di lanciarli al di là del muro di recinzione di una villa che affaccia sulla strada, ignaro del sistema di sorveglianza. L’uomo ha afferrato i cuccioli, mentre si trovava su una stradina tra le campagne leccesi di Vernole e Melendugno, in località Trescorpi, e uno a uno e li ha scagliati con violenza nella villa. Gli animali hanno riportato traumi come ha spiegato  il proprietario della villa, che una volta ritrovati gli animali nella sua proprietà ha deciso di tenerli con sé. Grazie al filmato delle telecamere, l’uomo è ora ricercato, dopo denuncia per abbandono e maltrattamenti di animali, dai carabinieri di Melendugno.

E’ ancora lui il razzo umano: Usain Bolt torna re dei 100

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E’ ancora lui il re dei 100 anche sotto la pioggia battente: Usain Bolt. Il razzo umano si riconferma e vola e per gli avversari non c’è spazio ai Mondiali di atletica in corso a Mosca.  Il giamaicano ha concluso con il tempo di 9”77, suo miglior risultato stagionale che gli vale anche la medaglia d’oro. Dietro di lui l’americano Justin Gatlin (9″85) e il giamaicano Nesta Carter 9″95. Bolt si riprende così il titolo sfuggitogli nel 2011, a Daegu, a causa di una falsa partenza.

Atleta muore in gara, dramma a San Giorgio al Tagliamento

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Ylenia Turina, originaria di Osoppo, aveva solo 38 anni e gareggiava per la Punto Bike Team di Gemona. Era una specialista del duathlon, lo sport che prevede che i concorrenti facciano una prova in bici e una di corsa. Proprio mentre stava correndo a San Giorgio al Tagliamento, l’atleta si è improvvisamente accasciata a terra mentre gli altri concorrenti la superavano senza prestare troppa attenzione a ciò che stava accadendo, probabilmente pensando che si trattasse solo di uno svenimento momentaneo, invece Ylenia è morta. A rendersi conto di quello che stava accadendo uno degli addetti della società organizzatrice. Si ritiene che la donna sia stata stroncata da un infarto.

A Bucarest si corre in tacchi… fin quando non si cade!

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Di corsa sui tacchi, “Stiletto Run”.  La manifestazione  organizzata dal magazine “Glamour”,  si ripete in giro per il mondo per raccogliere fondi di beneficenza. Oggi, la gara, veniva disputata a Bucarest, in Romania e sembrava un bell’arrivo quando una delle partecipanti ha messo male il piede ed è scivolata rovinosamente a terra.

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Gp d’Ungheria tra noia e caldo vince Hamilton

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Gara noiosa, disputatasi in un caldo torrido (quasi 51 gradi sull’asfalto),  che si è decisa solo ai cambi di gomma. Il Gp d’Ungheria ha incoronato Hamilton davanti a Raikkonen e a Vettel. Ancora una volta si deve registrare la delusione per la Ferrari arrivata solo 5° posto di Alonso e l’8° di Massa.

 

Vettel trionfa al Nurburgring, Alonso al quarto posto

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E’ accaduto di tutto oggi al GP di Germania al Nurburgring. La corsa di Massa è terminata dopo pochi giri dalla partenza a causa di un testacoda alla prima curva. Al 9° giro incidente ai box della Red Bull quando Webber ha effettuato la prima sosta per il cambio gomme. Il pilota è stato fatto ripartire con una gomma mal avvitata che si è staccata colpendo un cameraman. Al 24° giro è stato il turno di Bianchi la cui Marussia ha richiesto l’intervento della safety car dopo la rottura del motore. Alla fine, è stato Vettel che, controllando l’aggressività delle Lotus di Raikkonen e Grosjean, si è aggiudicato la vittoria. Quarta posizione per Alonso dopo che aveva scelto l’azzardo di partire con le gomme medie.

GP di Germania: quella ruota di Webber che atterra il cameraman

gomma-webber-tuttacronacaEra al nono giro del GP di Germania Mark Webber quando si è fermato per un cambio gomme a dir poco disastroso: il pilota è stato fatto ripartire mentre i meccanici erano ancora al lavoro sulla gomma posteriore destra. Appena l’auto si è rimessa in marcia il pneumatico si è quindi staccato e, dopo esser rimbalzato in pit-lane, ha colpito uno dei cameraman presenti nella corsia box. Stanto alle prime indiscrezioni l’uomo, che è stato trasportato al centro medico per dei controlli, non accuserebbe problemi fisici gravi.

La minaccia di boicottaggio dei piloti di F1

gomme-f1-tuttacronacaIl “sindacato” dei piloti di F1, il Grand Prix Drivers Association, ha assicurato che i piloti hanno intenzione di ritirarsi dalla corsa in Germania se si dovessero verificare nuovi problemi alle gomme, che possono mettere in pericolo la loro stessa vita ma anche quella di “direttori di gara e spettatori”. Il problema di affidabilità e sicurezza è sorto dopo quanto successo durante il Gp di Silverstone, dove ci sono state cinque forature alle gomme.  Fernando Alonso, che se n’è visto esplodere una, si è sfogato al Nurburgring: “La cosa più importante è tornare a casa la domenica sera”, mentre ai nuovi test organizzati dalla Pirelli “non ho nessuna intenzione di andare”. Lo spagnolo della Ferrari accusa l’unico fornitore di pneumatici, che quest’anno ha sbagliato le scelte: “con gomme che si sono rivelate non adatte alla F1. Prima è stato necessario cambiarle per la delaminazione, poi la delaminazione è in parte rimasta e si è dovuto cambiare ancora, quindi sono capitate le esplosioni di Silverstone e arrivano altre modifiche. Speriamo di riuscire a fare tre gare con le stesse gomme”. Alonso non ha quindi intenzione di prender parte ai test Pirelli dal 17 al 19 luglio a Silverstone, che la stessa Fia ha introdotto al posto dei preventivati test giovani proprio come prima misura dopo le anomale esplosioni nel Gp d’Inghilterra. “Non ho nessuna intenzione di andare, non penso che provare le proto-tyres sullo stesso circuito e la stessa macchina sia una cosa troppo sicura in questo momento e non sento la necessità di andare. Penso che non siamo dei collaudatori Pirelli, siamo dei piloti. Però se la squadra mi dice di andare, vado, perché sono loro che hanno il potere. Quindi non ho sicuramente l’intenzione di andare, però devo vedere il team cosa decide”. Lo spagnolo ha quindi continuato: “ero impegnato nel sorpasso di Sergio sulla destra, il che è stata una fortuna. Se fossi andato sulla sinistra forse i detriti della gomma avrebbero colpito il mio casco. Piccoli pezzi di acciaio che viaggiano a 300 km/h sono come proiettili o un coltello. Hanno fatto delle modifiche, e abbiamo fiducia che Pirelli risolverà il problema perché sa quello che sta facendo. Staremo a vedere, nella speranza che queste criticità non si ripresentino perché non sono un bene per lo sport. Dobbiamo aspettare e vedere come i cambiamenti influenzeranno le nostre performance. È il terzo o quarto cambiamento che fanno in questa stagione. Alcuni ci hanno penalizzato, altri sono stati positivi per noi. È un altro punto di domanda di questo fine settimana. Ma quest’oggi le prestazioni sono una priorità secondaria. Quello di cui abbiamo bisogno è un pneumatico con cui è possibile terminare la gara e tornare a casa”. Altre voci però si sono levate in difesa della Pirelli, come quelle di Nico Rosberg (Mercedes), Sebastian Vettel (Red Bull), Nico Hulkenberg (Sauber), Sergio Perez (McLaren), Daniel Ricciardo (Toro Rosso) e Adrian Sutil (Force India): in questo caso si dicono certi che con le nuove gomme portate in Germania la sicurezza dei piloti non sarà a rischio. “Fia e Pirelli hanno preso le decisioni giuste – afferma Rosberg – e credo che si vedranno dei progressi durante il week end. Non sappiamo se a Barcellona abbiamo corso con queste gomme dovete chiederlo a Pirelli e non credo che per noi ci saranno vantaggi. È possibile però che ci sia un rimescolamento delle carte”. Anche Vettel è positivo: “credo sia positivo avere nuove gomme, sono fiducioso che ci sarà un passo avanti”.

Esplosione di colore a Berlino! Color Run. Tu di che colore sei?

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La corsa più colorata dell’anno è partita!  Forse mutuata dalla festa dei colori indiana, questo evento, inaugurato nel 2012 a Phoenix, Arizona, si è velocemente diffuso nel mondo. Le regole sono semplici: per correre basta avere una maglietta bianca, tanta voglia di divertirsi e farsi inondare dal colore. Non c’è limite d’età, né d’andatura… alla fine contano solo i colori che si sono riusciti a catturare durante il percorso: 5 km per essere cromaticamente irriconoscibili una volta che si taglia il traguardo

Oggi è Monaco di Baviera a ospitare la Color Run e molti hanno preso parte a questa gara. Anche in Italia a luglio è prevista una tappa e per iscriversi basta andare sul profilo Facebook Color Run e dal 1 luglio sarà  possibile riempire i moduli.

Quello che bisogna sapere, per non rischiare di essere presi di sorpresa, che durante la corsa si viene bombardati di polvere fluorescente 100% naturale. Ogni concorrente diventerà quindi un’opera d’arte, in carne e ossa, che taglierà il traguardo.

Al termine, concerto e gran festa per la coloratissima brigata.

Un Gp a colpi di gomma! A Silverstone vince Rosberg, terzo Alonso

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Esplosioni a ripetizione. Colpi di scena per le gomme che scoppiano! Vince Rosberg, secondo Webber e terzo Alonso, ma i dubbi restano: colpa dei cordoli “affilati” o dei pneumatici Pirelli? Silverstone, da sempre uno degli appuntamenti centrali dell’intero Gp mondiale è stato condizionato dalle gomme, come è possibile? Hamilton, partito in pole e trascinato dal pubblico di casa, paga più degli altri. Il copertone si lacera e lui deve compiere quasi un giro completo prima di poterlo sostituire. Poi è il posteriore sinistro di Massa che cede e il brasiliano si ritrova fuori pista costretto a rientrare dopo aver perso posizioni. Come è mai possibile che in Formula 1 una gomma si sgonfi come un palloncino? Poi capita a Vergne e quindi a Gutierrez. Problemi di gomme a non finire. Intanto Alonso compie una rimonta incredibile e piazza un terzo posto che mette fine alle polemiche in casa Ferrari degli ultimi giorni.  Vettel, invece, è costretto al ritiro per un problema al cambio. Buona anche la prova di Massa che nonostante il problema alla gomma finisce al sesto posto.

Un Gp a colpi di gomma?

Ad Assen vince Rossi e Lorenzo è quinto

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Valentino Rossi vince al Gp di Assen. Lorenzo, in pista a sole 30 ore dall’operazione alla spalla, è arrivato in quinta posizione. Rossi ha preceduto Pedrosa e Marquez.  Per quanto riguarda sempre gli italiani, Mattia Pasini è 19esimo.

Strasingle: la corsa… in nome dell’amore!

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Per le strade di Milano si è corso… in nome dell’amore! Si è svolta la sesta edizione della Strasingle, il raduno per single più grande d’Italia dedicato a chi è in cerca dell’anima gemella. La marcia, non competitiva, è unica nel suo genere in Europa e prevede cinque chilometri di corsa a ritmo libero per la città lombarda, con la speranza di poter approfittare dell’occasione per conoscere persone nuove, stringere amicizie, divertirsi e… magari conoscere anche un possibile partner. A indossare la maglia rossa come l’amore, sotto lo sguardo attento di Cupido, circa 4.500 cuori solitari, di tutte le età e spesso con look particolari e divertenti.

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Pilota stroncato da un infarto

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Aveva 55 anni  Wolf Silvester, il pilota che era alla guida di una Opel quando è stato stroncato da un infarto durante la quarta tappa del campionato tedesco endurance che si svolgeva sulla pista del Nuerburgring.

Stando a quanto riportato dai commissari di pista, la Opel Astra OPC del pilota tedesco correva senza nessun controllo sul tracciato per poi fermarsi alle curve 178 – 179.

La gara è stata interrotta dopo 2 ore e 47 minuti e successivamente è stata cancellata. E’ l’ottava vittima del circuito che semina morte dal 1977.

MotoGP: tra il trionfo di Lorenzo e la rabbia di Rossi

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Trionfa Jorge Lorenzo su Yamaha al Montmelò. A dividere con lui il podio del GP di Catalunya le Honda di Pedrosa e Marquez, e solo al quarto posto Valentino Rossi, con un +5.8 di ritardo. In classifica Pedrosa resta ancorato al comando con 123 punti davanti a Lorenzo con 116. Lorenzo è partito come una saetta, passando Pedrosa che tenta di proteggersi ma intanto Marquez si aggiudica la scia. Si accodano quindi Crutchlow e Rossi, poi Iannone in lotta con Bautista. Rossi, che ha già pagato al Mugello, gira largo quando Alvaro si butta interno, dentro la carena della sua M1. Subito dopo, l’anteriore della Honda di Bautista scarica a terra lo spagnolo che, scivolando, sfiora la numero 46 all’esterno. Lo scompiglio si riversa quindi sul gruppo, mentre Lorenzo non riesce ad allungare e Pedrosa che filrma il giro veloce. Il rischio però arriva da Marquez, che rischia di tamponare il team leader. Ma le fasi calde si ripecuotono sulle gomme: Iannone, Crutchlow e Hayden vengono traditi dall’anteriore nella curva in discesa a sinistra, imitati poco dopo anche da Pesek. Rossi non può andare oltre il quarto piazzamento, gira bene, ma c’è ancora molto da fare. Quello che non perdona, a fine gara, è l’atteggiamento di Bautista:  “Secondo me all’inizio non è molto lucido e quando vede i big vuole sempre strafare. L’obiettivo era lottare per il podio, ma non ci siamo riusciti. Mi mancano ancora un po’ di decimi nei primi giri. Soprattutto nella prima parte di gara. Quando la moto si alleggerisce riesco a controllarla meglio e ho il passo dei migliori. Dobbiamo fare un po’ meglio”. Insomma, il dito puntato è contro lo spagnolo: “Non vorrei esprimere commenti su Bautista perché sarebbero parolacce. Dopo avermi steso al Mugello, averci riprovato subito alla gara dopo vuol dire che non capisce. E’ stato molto fortunato che non mi ha steso anche oggi, altrimenti avrebbe avuto grossi problemi. Farlo due volte di seguito è una cosa poco intelligente. Fortunatamente ha sbagliato mira”. Ma Valentino è anche fiducioso di una prossima crescita sulla sua M1: “La gara è stata bella. Sono andato bene, anche se devo migliorare nella prima parte di gara, dopo la partenza, quando l’anteriore mi spinge sempre davanti e gli avversari vanno via. Poi ho meno problemi e ritrovo il passo dei migliori. Sono in crescita, miglioro tutti i weekend, e potevo fare bene anche al Mugello se Alvaro non mi avesse abbattuto. Rispetto a Jerez, dove perdevo anche nel finale, qui non ero lontano dalle Honda”.

Tragico incidente al GP del Canada: investito un commissario di gara

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Finisce in tragedia il GP del Canada: un commissario di gara 38enne è stato investito a bordo pista dal camion gru che trasportava la Sauber del messicano Esteban Gutierrez, che aveva abbandonato a sette giri dal termine. L’incidente è avvenuto alle 15.30 ora locale e l’uomo, che stava collaborando al recupero dell’auto ed è stato schiacciato dal camion in retromarcia mentre era chinato per recuperare una radio caduta a terra, è stato subito trasportato all’ospedale di Montreal, ma non ce l’ha fatta. Il decesso è stato annunciato dai medici alle 18.02 locali. Il decesso ha interrotto tutti i festeggiamenti, come spiega Alonso: “Non c’è niente da festeggiare, la morte del commissario è una notizia terribile”. “Molto triste”, ha scritto in Twitter il pilota spagnolo della Ferrari.

GP del Canada: Vettel trionfa ma… che sorpasso quello di Alonso!

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Se Vettel è scattato dalla pole e durante tutta la gara non s’è più visto, arrivando a tagliare il traguardo in solitaria, la vera gara si è svolta nelle retrovie, con un Alonso in stato di grazia sulla sua Ferrari. Il pilota della Red Bull ha conquistato la terza vittoria stagionale, nono stante un paio di errori di cui non ha dovuto pagare le conseguenze: prima ha appoggiato entrambe le gomme di destra sul muro e poi nel finale di corsa è finito lungo, e nell’erba, alla prima variante. Alonso ha invece dato il meglio di sè, con una partenza calma dopo la quale ha continuato ad aumentare di velocità, sorpassando ad uno ad uno i suoi avversari fino a quel fantastico 63° giro in cui la sfida era tutta tra lui e Hamilton. sorpasso con toccatina e secondo posto sul podio per lui, che gli consente di superare Raikkonen nella generale e proporsi come il più serio avversario di Vettel. Dominato il GP del Canada, il vincitore ha però tenuto a precisare che le lamentele espresse in preccedenza nei confronti della gomme Pirelli sono perfettamente giustificate: il dominio Red Bull ha dimostrato che non si è tentato di modificare le prestazioni delle gomme, ma sono stati ugualmente chiesti interventi per aumentare la sicurezza. “E’ abbastanza semplice. Le critiche che ho espresso non erano basate sulle prestazioni, si basavano sulla sicurezza” ha dichiarato Vettel. “Ci sono state alcune occasioni in cui la gomma si è delaminata per qualche motivo, forse detriti, ma ci sono sempre pezzi sulla pista”.

Al Mugello non ce n’è per nessuno… s’impone Lorenzo!

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Dopo la caduta all’avvio di Rossi causata da un errore di Bautista, la gara è stata dominata da Lorenzo. Lo spagnolo della Yamaha ha vinto nel Gran Premio d’Italia, il quinto appuntamento stagionale del Motomondiale 2013, sul circuito del Mugello. Jorge Lorenzo ha preceduto sul traguardo il connazionale Dani Pedrosa, mentre terzo è arrivato Cal Crutchlow. Ai piedi del podio Stefan Bradl, quinto Andrea Dovizioso, poi Nicky Hayden e Michele Pirro. Mark Marquez e’ caduto a tre giri dalla fine quando si trovava in seconda posizione.

Cade Rossi al Mugello… paura in pista!

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A inizio gara Valentino Rossi è stato coinvolto in un banale errore compiuto da Bautista che, in partenza, compie un cambio di direzione sulla prima S dopo il rettilineo e colpisce in pieno il motociclista italiano. Attimi di apprensione, ma poi il Dottore lascia il centro medico dove era stato portato a seguito dell’incidente senza nessun problema. Quello che è certo è che resta l’amarezza per aver dovuto abbandonare la gara.

Il cavallo che corre contromano! Succede a Firenze

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Spettacolo fuori dal comune per gli automobilisti che si sono ritrovati a passare in via Baracca, a Firenze: un cavallo, presumibilmente scappato dalla sua stalla alle Cascine, senza fantino, ha imboccato piazza Puccini e poi via Baracca, correndo con tanto di biga dietro. In molti hanno tentato di fermare la folle corsa, ma, probabilmente spaventato sia per il rumore che per il traffico, non ha voluto sentire ragioni. Alla fine è intervenuta una pattuglia della polizia municipale che è riuscita a fermarlo all’altezza di viale Corsica e lo ricondotto nella sua stalla. Sul posto è subito intervenuta anche la proprietaria dell’animale che stava cercando di fermarlo. L’autore del video ha commentato: “Non avevo mai visto sulla di simile, era qualcosa di spaventoso e pericoloso. Fortunatamente sono arrivati i vigili urbani a bloccarlo, ma prima il cavallo ha percorso chilometri e ha anche urtato con alcune auto…”.

Le bombe di Boston erano pentole a pressione!

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In una conferenza stampa con l’Fbi, il governatore del Massachussets, Deval Patrick, ha affermato che non c’erano altri ordigni oltre ai due esplosi durante la maratona a Boston. Per il resto sono stati ritrovati solo pacchi sospetti. “Solo due bombe” quindi, costituite da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori e all’interno di buste di nylon nere o zaini. Sono state poi rinvenute tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer. Mentre sembrano non esserci nuove minacce, l’Fbi prosegue le indagini a 360° e chiede la collaborazione della gente pregando tutti di consegnare eventuale materiale fotografico o video da visionare in cerca di tracce. Nel frattempo il capo del Pentagono ha usato il termine “terrore”, che fino a ieri nessuno, neanche il presidente, aveva utilizzato. Oggi Obama però non ha più potuto mantenere il riserbo: “E’ stato un atto di terrorismo, ma gli americani rifiutano di farsi terrorizzati, ma al momento il motivo e le persone dietro all’attentato di Boston restano sconosciuti” ha detto. In seguito ha fatto presente che non si sa ancora chi abbia organizzato l’attentato e perchè, l’unica cosa certa è che sono esplose delle bombe che hanno provocato dei danni. Nel frattempo la scena del delitto, al traguardo della maratona, è diventata una grande scena del crimine, ampia 12 isolati, transennata. “Arriveremo fino alla fine del mondo per trovare i responsabili di questo atto di cattiveria così grande –  dice Deslauriers -. La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo” per chiarire scoprire gli autori della strage che ha commosso il mondo.

Mentre ancora resta resta sconosciuta la matrice, la Cnn riporta che una dottoressa saudita, ferita a una gamba e ricoverata in un ospedale di Boston, starebbe collaborando con la polizia mentre è stato smentito il fermo  di un giovane saudita rimasto ferito e piantonato in ospedale dagli agenti.

L’appoggio alla cittadinanza di Boston arriva da tutto il mondo (tra gli altri Papa Francesco, Putin ma anche Egitto, Afghanistan e Cina) e anche Napolitano ha inviato un messaggio al presidente Barack Obama ricordando che “nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto”. E nel frattempo sono state innalzate le misure di sicurezza con un’allerta che comprende gli obiettivi sensibili, come ambasciate, consolati, sedi diplomatiche, porti e aeroporti con particolare attenzione nei confronti delle sedi Usa.

Le strane coincidenze dell’attentato alla maratona di Boston!

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“Our hearts go out to those that are hurt or killed #Boston marathon – but this thing stinks to high heaven #falseflag”.

“I nostri cuori vanno con i feriti e con gli uccisi della maratona di Boston, ma questa cosa puzza, puzza fino in cielo”. Tweet firmato da Alex Jones, conduttore radiofonico e regista che da anni cerca di svelare “i segreti di stato” dell’America. Alex Jones o lo ami o lo odi… non hai vie di mezzo. Ma se anche alcune teorie a volte sono discutibili poichè presentano scenari troppo “sopra le righe”, gran parte del lavoro di Jones non va poi molto lontano dalla realtà.

False Flag? Cospirazione? Complotto? Questo scrive Jones nel suo messaggio e solleva un caso mediatico.

Fbi, Cia, chi è stato e perché? Il conduttore radiofonico nel suo programma ha collegato l’attentato al recente calo del prezzo dell’oro, ma non ha aggiunto nulla che potesse spiegare ulteriormente questa sua teoria che appare quindi abbastanza evanescente. Mentre più probabile, anche se ancora da provare, sarebbe la tesi dell’importanza che Boston ha nella storia americana e non solo in quella della guerra d’indipendenza come stestimoniato dalla Patriots’ Day, ma anche in quella più tragicamente recente come 11 settembre. Uno degli aerei che si schiantarono sulle Twin Towers era partito da Boston.

Ma Alexnon è l’unico a dare una versione “diversa” da quella che sembra in queste ore più accreditata (la pista islamica). Anche la versione inglese di “Pravda.ru” parla di un evento creato proprio dall’amministrazione Obama per poi aver un pretesto per attaccare Iran e Siria.

Altro nodo cruciale sarebbe l’esplosivo usato. Il Semtex, è relativamente difficile da reperire sul mercato e viene di solito usato in ambito civile per demolizioni controllate e in alcuni ambiti strategici-militari.

Il Boston Globe invece, scrive che per 15 aprile era “in programma a Boston un’esercitazione con detonazione controllata (“Funzionari: Ci sarà un’esplosione controllata di fronte alla biblioteca entro un minuto come parte delle attività della squadra dinamitarda”.

Una strana, stranissima coincidenza…

Il messaggio di Giorgio Napolitano a Barack Obama

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di solidarietà al presidente americano Barack Obama, definendo l’attentato a Boston come “un potente monito anche per l’Italia”.

“Per il nostro Paese – ha scritto Napolitano – che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente. Nessun Paese – prosegue il presidente nel suo messaggio – può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale. Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo”.

La deflagrazione di Boston, 2 le piste che stanno seguendo gli investigatori

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Due sono le piste che stanno seguendo in queste ore l’Fbi, la Cia e l’ente nazionale anti terrorismo che si stanno coordinando con le autorità locali per riuscire a far luce sull’attentato che ieri ha sconvolto l’America e ha portato morte e distruzione a Boston in una giornata che doveva essere all’insegna della festa e del patriottismo statunitense. Le indagini si stanno addensando su i gruppi del radicalismo anti governativo, quei razzisti legati alla supremazia della razza ariana o di anarchici conservatori in lotta con i poteri federali. L’altra pista che non viene esclusa è quella del terrorismo di matrice islamica. Ieri un giovane saudita rimasto ferito durante la deflagrazione è stato interrogato in un ospedale della città. La data scelta per l’attentato, il 15 aprile, il giorno in cui si pagano le tasse negli Usa e Festa de Patrioti in Massachusetts, corrobora il sospetto su un attentato di matrice interna.

 

Chi era il bimbo di 8 anni morto alla maratona di Boston?

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Si chiamava Martin Richard, aveva 8 anni ed è rimasto ucciso nell’attentato alla maratona di Boston perché voleva attendere il papà, William Richard, al traguardo e abbracciarlo subito dopo la corsa. Nell’esplosione sono rimaste gravemente ferite anche la madre e la sorella, la quale purtroppo ha subito l’amputazione di una gamba. I Richard avevano anche una terza figlia, che sarebbe illesa. La famiglia viveva a Dorchester, un quartiere periferico di Boston, dove William “Bill” Richard era un uomo molto conosciuto e stimato all’interno della comunità. Quando finiremo di massacrarci, quando diremo basta alla violenza, quando deporremo le armi in tutto il mondo? BASTA CON LE STRAGI DI INNOCENTI! A chi servono? Al potere per rafforzarsi e negarci altri diritti? Quando potremo espletare il diritto fondamentale di ogni essere umano sulla terra? A quando il diritto alla vita?

 

Erano 5 le bombe che dovevano esplodere a Boston

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Erano cinque le bombe predisposte in modo coordinato per mettere in ginocchio la città di Boston, fortunatamente solo due sono esplose mentre tre ordigni sono stati disinnescati mentre la polizia per ora esclude che vi fosse un collegamento tra le esplosioni alla maratona e quella che ha provocato un incendio alla Kennedy Library. Obama ancora non ha parlato di terrorismo, ma dalla Casa Bianca si avvisa che l’attacco, condotto con “molteplici ordigni”, che sembra siano stati azionati a distanza col cellulare secondo quanto riportato da Abc, appare “chiaramemente un atto di terrore” e come tale sarà trattato. tuttavia non è ancora chiaro se possa venire attribuito ad un gruppo terroristico organizzato se sia di matrice straniera piuttosto che interna agli Stati Uniti. Le fonti ospedaliere della Cnn, nel frattempo, hanno reso noto che ci sono almeno 8 bambini tra i feriti. Ma davvero non c’era alcun sospetto che potesse accaere qualcosa del genere? Un testimone, allenatore di atletica all’Università di Mobile, in Alabama, alla tv locale Local 15 ha raccontato che: “Sembrava ci fosse qualche tipo di minaccia, ma continuavano a dirci che era un’esercitazione”. Per tutta la maratona, infatti, alla partenza e al traguardo si trovavano unità cinofile della polizia con cani fiuta-bombe impegnati, secondo quanto affermavano, in un’esercitazione antiterrorismo.

Stay Strong Boston!

Sono in migliaia ad accanirsi contro le ramificazioni del male, ma solo uno a colpirne la radice.

 Henry David Thoreau

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Lo vedeva da lontano quel traguardo e non aveva importanza di quante persone davanti a lui lo avessero già superato, il suo momento sarebbe stato quando avrebbe superato quella linea gialla sul terreno e alzato le braccia al cielo ricordandosi che il 15 aprile 2013 lui c’era. Nel giorno del Patriot Day quando si commemora l’anniversario delle battaglie di Lexington e Concord, lui avrebbe vinto la sua corsa. Avrebbe dimostrato di potercela fare, nonostante non fosse robusto… sarebbero stato il suo regalo per la mamma e il papà. Suo fratello era lì dietro una di quelle transenne a fare il tifo per lui. Sarebbe stato il primo a gridare quando sarebbe passato sotto il traguardo… si sarebbe infilato tra le sbarre della transenna e gli sarebbe corso in contro per abbracciarlo… Poteva essere tutto questo, poteva essere un giorno di festa e invece si è trasformata in una tragedia di terrore… quel terrore che ti paralizza, che non ti fa più riflettere, che ti lascia il cuore a mille e la testa vuota… Un boato che ti toglie il respiro, che ti penetra nell’anima, che ti prosciuga.

Perché le ingiustizie mondiali devono ricadere sugli innocenti? Perché i sogni si devono spezzare negli urli disperati di un’esplosione? Perché il sangue deve scorrere nelle strade? Perché rimaniamo attoniti e impotenti? Perché dopo il primo mento di commozione lasciamo che i nostri problemi riempiano il vuoto lasciato dal dolore?

Oggi è Boston, ieri era New York e domani?

Quando verrà il giorno che l’uomo capirà che l’ingiustizia non si cura con le armi, che i torti non si cancellano uccidendo innocenti che non si colma il dolore con il dolore… odiare è facile, è una catarsi distruttiva che riempie l’animo con le macerie delle vite altrui… perché legarsi indissolubilmente con chi si odia? In fondo uccidendo stringi un nodo indissolubile con quella vita che spezzi… che senso ha?

 Stay Strong Boston!

La conferenza stampa di Barack Obama

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“Io e Michelle preghiamo per le vittime di questo atroce attentato”. Così ha esordito il presidente americano alla conferenza stampa convocata poche ore dopo l’attentato di Boston per annunciare il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il Paese. Per Obama le bombe che sono state fatte esplodere alla maratona di Boston sono “azioni senza senso”. Sentendosi vicino alle famiglie di tutte le vittime, (2 morti e 107 feriti secondo il Boston Globe, mentre la Cnn ha comunicato che ha perso la vita anche un bimbo di 8 anni) ha sottolineato che, di fronte a simili eventi, non ci sono né democratici né repubblicani. La sua conclusione è stato un messaggio diretto agli attentatori: “Non commettete errori, noi non trascureremo alcun dettaglio“. Ed ha quindi aggiunto: “troveremo i responsabili, andremo fino in fondo“.

Boston unico obbiettivo? La minaccia jihadista!

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La Cnn riferisce ceh la polizia di Boston ha smentito che ci sarebbe una persona fermata ma intanto sopraggiungono notizie inquietanti: le organizzazioni di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web, Jihad Watch, ha reso noto che su un sito jihadista si afferma che: I “prossimi attacchi di al Qaida saranno potenti e scioccanti” e si verificheranno “negli Usa, in Francia e in Europa”.

E se il sindaco della città, Thomas Menino, afferma che quanto è successo “E’ una tragedia”, la bresciana Maria Vittoria Togni, arrivata al traguardo prima dell’esplosione, non vede l’ora di andarsene dalla città: “Sono arrivata in 3 ore 45 minuti, dunque prima delle bombe, ho raccattato le mie cose e me ne sono andata. Non ho visto nulla, ma una mia amica stava facendo il suo miglior tempo ed è arrivata a 500 metri dalla fine quando la polizia l’ha bloccata, e lei implorava, fatemi passare. Non glielo hanno permesso ma ora si sente una miracolata”. Al momento, tutti i maratoneti giunti da fuori Boston sono barricati all’interno degli hotel: “Non possiamo neanche uscire a comprare da mangiare”.

A Boston cresce il numero dei feriti: oltre 100

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Il Boston Globe, il principale giornale della città, ha appena aggiornato il numero dei feriti che sarebbero oltre 100. E’ stata data anche una prima stima degli italiani che hanno partecipato alla maratona: sarebbero 227 atleti. Uno di loro, Paolo Rossi, un 48enne pistoiese, si stava avvicinando al traguardo al momento dell’esplosione: “Ho sentito un rumore enorme, la festa si è trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara. Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango”.

Gli aggiornamenti da Boston: fermato un sospetto

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La Cnn ha resto noto che gli ordigni ritrovati nei pressi del luogo delle esplosioni sarebbero piuttosto artigianali, simili agli Ied usati dai terroristi contro i soldati Nato in Iraq e in Afghanistan mentre fonti del governo fanno sapere che le esplosioni sono il frutto di un evento “ben coordinato e pianificato”. Nel frattempo, dovo aver avuto un colloquoi con il presidente Obama, il governatore del Massachusetts, Deval Patrick, ha commentato l’accaduto affermando che si tratta di un giorno orribile nella storia di Boston. Mentre il bilancio provvisorio, secondo il New York Post è di 12 morti e circa  50 feriti, Google ha creato un “cercapersona” per mettere in contatto maratoneti e pubblico della gara con i loro cari che non hanno notizie mentre la polizia di Boston ha bloccato le comunicazioni dei telefoni cellulari allo scopo di prevenire il rischio che un telefonino possa provocare esplosioni a distanza. Intanto sarebbe stato fermato un sospetto di nazionalità saudita: ferito, al momento si troverebbe sotto sorveglianza in un ospedale della città.

Conferenza Stampa sulle esplosioni di Boston: 3/a esplosione J.F.K Library

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Ancora ignoti i motivi dell’atto che al momento sembra delinearsi come attentato terroristico anche se non vi è stata conferma dalle fonti ufficiali. Anche alla Library J.FK. vi è stata un’esplosione, la terza esplosione, dopo le due della maratona. Al momento vi è un incendio che sta attanagliando l’edificio della libreria. Le bombe erano collocate nei cestini dei rifiuti.

Due esplosioni alla Maratona di Boston! Decine di feriti

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Due esplosioni alla linea di traguardo della Maratona di Boston, a pochi secondi di distanza l’una dall’altra avrebbero provocato, stando ai media americani, “decine di feriti” alcuni dei quali “in modo grave”. Fox News parla di tre morti, mentre il Boston Globe riporta che ci sono “macchie di sangue sui marciapiedi di Boylston Street”. Si parla anche di un possibile terzo ordigno, davanti al Mandarin Hotel. Molte persone sono state trasferite negli ospedali mentre altre hanno trovato ricovero nelle tende mediche adibite alla cura dei corridori. Ancora non sono arrivate delucidazioni sulla natura della deflagrazione da parte della polizia. Le immagini televisive hanno mostrato come, al momento della detonazione, vari atleti ed i fotografi presenti al traguardo sono caduti a terra, mentre si è subito provveduto a far evacuare il palco e parte delle tribune è stata distrutta. Terrore e panico si sono diffusi tra il pubblico mentre molti corpi restavano a terra e diverse sono state le vittime travolte dalla folla fuggito per lo spavento. Jackie Bruno, reporter di una tv locale del New Englad, che ha visto una delle vittime perdere entrambe le gambe, ha così commentato: “Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto”. Le esplosioni sono avvenute dopo circa tre ore dal momento in cui il vincitore aveva tagliato il traguardo.

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Apprensione anche in Italia: tra i maratoneti era presente il direttore di Repubblica Parma, Antonio Mascolo. L’uomo ha così narrato l’accaduto:

“A 12 km dall’arrivo i primi segnali di interruzione della gara, ci stanno facendo segno di interrompere perché siamo in una zona collinare. Ora ci avvicineremo al traguardo per capire cosa succede”

Nel frattempo è stato chiuso lo spazio aereo sopra la città ora sigillata mentre gli artificeri hanno detonato il terzo ordigno.

Mentre in America si dovrebbe festeggiare il Patriot Day, per sicurezza viene chiusa la Casa Bianca e sigillata la strada antistante.

La Farnesina sta verificando la presenza di altri italiani.

La grande magia di Rossi… poi in Qatar vince Lorenzo!

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Giù il cappello. Alla prima gara del mondiale Jorge Lorenzo dimostra la sua forza, scatta subito in testa e vola via, da solo verso la vittoria. Alle sue spalle però torna la leggenda: Rossi – è vero – si becca sette secondi di distacco dal suo compagno di squadra ma fa una gara vedere e rivedere: per un pelo al secondo giro non tampona Pedrosa e perde di colpo una marea di posizioni mentre era terzo, in piena rimonta. Gara addio? No: Rossi come dicevamo è tornato quello di sempre, si lancia in una furibonda rimonta e dal sesto posto – con un distacco che sembrava incolmabile – recupera e taglia il traguardo in seconda posizione.

Un secondo posto conquistato con rabbia perché negli ultimi giri ha dovuto tenere a bada uno scatenato Marquez che non pago di aver battuto Pedrosa ha fatto di tutto per tenere dietro e poi attaccare Rossi. Ma è lo stesso Valentino a spiegare che all’inizio per un pelo non è finito a terra: “Dopo il warm up di stamattina sapevo che se fossi partito forte avrei fatto bene – racconta Rossi – così dopo una bella partenza mi si è un po’ chiusa le vena… Scherzo ma ho toccato Pedrosa con il parafreno, bastava un pelo di più e sarebbe stato il disastro”.

Le ombre della Bonino raccontate da Travaglio

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Travaglio contro la Bonino che si avvia ad essere candidata per la Presidenza della Repubblica. Il giornalista del fatto quotidiano lanciale ombre (dimenticate ai più) per far sorgere dubbi su una sua possibile nomina a Capo dello Stato.

Si inizia con:

“Da sempre radicale, si è poi candidata nel ’94 con Forza Italia fondata da Berlusconi, Dell’Utri, Previti & C., e col centrodestra berlusconiano è rimasta alleata, fra alti e bassi, fino alla rottura del 2006, quando è passata al centrosinistra. Ha ricoperto le più svariate cariche: deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro per gli Affari europei nel governo Prodi”.

E proprio nel ’94…

“Nel ’94, quando si candidò per la prima volta con B., partecipò con lui e la Parenti a un comizio a Palermo contro le indagini su mafia e politica. Poi, appena eletta, fu indicata dal Cavaliere assieme a Monti come commissario europeo. Il che non le impedì di seguitare l’attività politica in Italia, nelle varie reincarnazioni dei radicali: Lista Sgarbi-Pannella, Riformatori, Lista Pannella, Lista Bonino. Nel ’99 B. la sponsorizzò per il Quirinale, anche se poi confluì su Ciampi. Ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (una legge ad personam dopo l’altra, dalla Gasparri alla Frattini, dal lodo Schifani al falso in bilancio, dalla Cirami alle rogatorie alla Cirielli) e cercava disperatamente un accordo con lui”.

Senza dimenticare:

“Alle meritorie campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti, fa da contrappunto la contraddizione dei soldi pubblici sempre chiesti e incassati per Radio Radicale. Nel 2010 poi la Bonino fece da sponda all’editto di B. contro Annozero : il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle elezioni. Con tutto il rispetto per la persona, di questi errori politici è forse il caso di tenere e chiedere conto”.

Forse è l’editto contro Annozero che pesa più di tutto?

La folle corsa di Bolt a Copacabana!

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Usain Bolt dà spettacolo sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro. Il giamaicano ha vinto la gara sui 150 metri in rettilineo, sulla pista allestita sulla celebre spiaggia carioca. Non è però riuscito a migliorare il suo record del mondo sulla distanza, di 14″35, visto che si è imposto in 14″42. A condizionare Bolt è stato il caldo torrido, ma per lui è stata comunque festa grande, vista l’affluenza di decine di migliaia di persone, desiderose di vedere da vicino la leggenda vivente dello sprint. Bolt ha ripagato tanto affetto con alcune delle sue celebri mosse e passi di danza.

Ritirato il “palazzo di Jabba” di Star Wars

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La Lego, storica azienda danese di giocattoli, ha deciso di ritirare dalla produzione il “Palazzo di Jabba”, dopo le proteste sollevate dalla comunità islamica austriaca che riteneva offensivo il prodotto. La polemica era nata a gennaio, dopo che un padre austriaco di fede islamica aveva scoperto come sua sorella avesse regalato il prodotto al figlio. Il gioco, rivolto a bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni, era stato così accusato di essere anti-islamico. Il personaggio protagonita del giocattolo, “Jabba the Hutt” viveva nella sua tana intergalattica, una cupola orientale dotata di razzi e mitragliatrici molto simile a una moschea. E si mostrava anche la Principessa Leia in catene, come sua schiava personale.

La Lego non aveva acconsentito al ritiro del gioco perché riteneva di aver immesso sul mercato solo la riproduzione del palazzo del film, quindi nessuna allusione all’Islam.

Poi, la società costruttrice del gioco ha cambiato idea: a partire dal 2014, il prodotto verrà ritirato. La decisione è arrivata dopo un incontro a Monaco di Baviera tra i leader della comunità turca e alcuni dirigenti della Lego.

Conte apre le porte all’Inter?

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Alla vigilia della partita con l’Inter, Antonio Conte non si preclude alcun futuro e lascia aperte le strade anche per altre squadre italiane.

«Sono l’allenatore della Juve e il suo primo tifoso – ha detto il tecnico bianconero nella conferenza stampa di stamane a Vinovo – ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l’Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l’ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista»

Vettel conquista la Malaysia, Alonso fuori al primo giro!

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Si è concluso con doppietta Red Bull il Gp della Malaysia, seconda prova del Mondiale di F1. Il campione del mondo in carica Sebastian Vettel ha trionfato sul compagno di scuderia Mark Webber, superato dopo una gara molto tirata a dieci giri dalla fine, con una manovra al limite da parte del tedesco. Terzo gradino del podio per la Mercedes di Lewis Hamilton, protagonista di un curioso episodio: al primo pit-stop il pilota britannico si stava fermando al box della McLaren, ma i meccanici gli hanno fatto cenno di proseguire ed è riuscito poi a rientrare nel box Mercedes per il cambio gomme. Ma la McLaren su twitter gli ha scritto «quando vuoi, passa a salutarci». Quarto posto per l’altra Mercedes di Niko Rosberg, davanti alla Ferrari di Felipe Massa. Incolore la gara del brasiliano sul bagnato, meglio con la pista asciutta. Partenza subito sbagliata per Alonso nel gran premio della Malaysia.  È finito al primo giro il Gp di Malaysia per Fernando Alonso. Il pilota della Ferrari, partito dalla terza posizione, ha tamponato alla terza curva la Red Bull di Sebastian Vettel danneggiando l’ala l’anteriore. Ha provato a continuare ma concluso il primo giro l’alettone si è spezzato facendo finire la F138 dello spagnolo nella sabbia.

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