Il mistero della morte di Simona Riso

simona-riso-tuttacronacaE’ morta otto giorni fa Simona Riso, trovata agonizzante nel giardino condominiale, con bacino e costole rotte. Alle 7, ai soccorritori racconta di esser stata violentata. Tre ore più tardi, muore al San Giovanni per insufficienza respiratoria e con i medici che non accertano alcun abuso. Si pensa subito al suicidio ma poi subentrano i dubbi: suicidio, omicidio, caduta dall’alto? In passato, la 28enne aveva sofferto di anoressia e depressione e ancora prendeva farmaci. E nel suo passato ci sarebbero altri episodi di autolesionismo oltre all’ombra di un trauma, una violenza subita in ambito familiare. Il fratello Nicola, però, non accetta l’ipotesi del suicidio: “Una che si vuole suicidare non esce con le chiavi di casa in tasca, mia sorella è uscita momentaneamente perché qualcuno ha bussato alla sua finestra al pian terreno”. Lui e l’avvocato Sebastiano Russo sono convinti che qualcuno che conosceva bene le abitudini della giovane e di cui lei si fidava l’ha cercata al mattino, poco prima che uscisse per andare al lavoro. E’ ancora il fratello a parlare: O è caduta o l’hanno massacrata e spinta giù dal terrazzo. I medici ancora non si sono pronunciati sulle lesioni, l’esito dell’autopsia non è pronto”. “Il giorno prima aveva cucinato per il cugino, avevano passato la serata a ridere e scherzare. E non è vero che non era andata a lavorare, aveva il giorno di riposo”. E per quel che riguarda anoressia e depressione, se le era lasciate alle spalle, “ne era uscita, aveva voglia di vivere”. E poi ci sono quelle voci che parlano di un trauma legato a una violenza maturata nell’ambiente familiare, un brutto ricordo che ogni tanto riaffiorava portandola a dire “sono stata violentata”. Voci che Nicola Rosi smentisce: “Cattiverie, nessuno in famiglia sapeva niente”. L’avvocato poi sottolinea che “I suoi problemi passati non c’entrano nulla con questa storia”. Quella notte Simona aveva chiacchierato al telefono con un amico che sta fuori Roma, scambiato messaggi con la fidanzata del cugino fino a tardi, almeno le due. Alle 4,46 aveva ricevuto la seconda telefonata della mamma. “Era tranquilla, nessun segnale sospetto, mi ha salutata dicendomi: ci sentiamo dopo”. Un dopo che non è mai arrivato. Nel frattempo gli inquirenti hanno sentito il cugino e i due francesi che dividevano l’appartamento con la giovane. Sembra che il ragazzo sia uscito verso le 8 e non si sia accorto dei carabinieri che si trovavano in giardino. E’ rientrato solo in tarda mattinata ma la sua testimonianza avrebbe convinto gli investigatori. La famiglia non esclude nemmeno che Simona sia caduta accidentalmente. “Vogliamo sapere se sono stati commessi errori da parte dei medici”, afferma l’avvocato. Il penalista ha ritirato la documentazione sanitaria per affidarla a un consulente che affiancherà l’esperto della Procura della Repubblica negli accertamenti medico-legali.

La morte di Simona Riso: la procura sente sette sanitari

simona-riso-tuttacronacaContinuano le indagini per far luce sulla morte della 28enne Simona Riso e ora si cerca di non solo di scoprire se si sia buttata volontariamente o se sia stata gettata da qualcuno dal tetto della sua abitazione romana, ma si vuole anche chiarire quanto accaduto nel Pronto soccordo del San Giovanni, dove la giovane è giunta in fin di vita. Qui è stato scelto di attivare il percorso diagnostico previsto per le vittime di violenza sessuale invece di quello per i pazienti con traumi gravi, con un polmone perforato. Proprio per capire la motivazione di questa scelta la Procura sentirà sette dipendenti dell’ospedale in quanto persone informate sui fatti. Si tratta del medico e dell’infermiere presenti in ambulanza ai quali la Rosi avrebbe riferito di essere stata violentata, dell’addetta al triage che, dopo aver parlato con lei, le ha assegnato il codice rosso, del chirurgo che l’ha visitata descrivendo in cartella clinica le lesioni al volto, dei due medici e infine dell’infermiere del Pronto soccorso ginecologico.

Ricca vedova, dello scritore Villa, sgozzata in Ghana

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E’ stata ritrovata morta in Ghana Egle Bellunato, 74 anni, originaria di Mogliano Veneto in provincia Treviso e residente a Romano d’Ezzelino in provincia di Vicenza. La donna da una decina d’anni si dedicava a opere umanitarie. A scoprire il cadavere è stato il compagno di 62 anni, Luigi Serradura, il 29 ottobre scorso e ora accusato di omicidio. Al suo rientro l’uomo avrebbe, secondo il suo racconto, sarebbe uscito a far la spesa e al suo ritorno avrebbe trovato il cadavere della donna e la stanza in disordine.  . Per questo Serradura ipotizza si possa trattare di una rapina finita nel sangue. A scagionarlo vi sarebbe un amico della coppia, anche lui italiano, che sarebbe andato con l’uomo a fare la spesa, rientrando con lui. La stampa africana, che si sta occupando del caso, rimbalzato in queste ore in Italia, ha diffuso una foto in cui si vede Serradura mentre prega, in canottiera e scarpe da ginnastica, ai piedi del cadavere della donna. Bellunato era vedova dello storico e scrittore Delisio Villa, per 15 anni direttore del settimanale «L’eco d’Italia» stampato a Parigi con edizioni speciali per la Svizzera e l’Inghilterra.

 

Morto Eros Veneziani… aveva 48 anni, il suo intimo resterà nella storia!

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Lo stilista Eros Veneziani, famoso in tutto il mondo per il suo omonimo marchio, è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione di via Nazionale a Ceto, in provincia di Brescia. Veneziani aveva 48 anni e stava attraversando un periodo difficile. Insieme ai soci Aldo e Claudia Monchieri gestiva la compagnia ‘Lo sfizio’, con base operativa a Ceto, che esporta in tutto il mondo prodotti made in Italy.

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La morte di Simona Riso: due ore da ricostruire

simona-riso-tuttacronacaE’ sempre più misteriosa la morte della 28enne Simona Riso e ora gli investigatori devono colmare un vuoto di due ore, mentre proseguono le audizioni delle persone che frequentavano la ragazza, che lavorava come cameriera in un hotel, per cercare di ricostruire le sue ultime ore di vita.  Al momento s’indaga per omicidio volontario con gli inquirenti che vogliono capire se la ragazza avesse attualmente in piedi vicende personali anche se i primi elementi raccolti raccontano di una persona sostanzialmente single ma con una breve relazione chiusa da qualche tempo. Ma importante è anche cercare di colmare il vuoto tra le 4,46 ora in cui la ragazza ha ricevuto la telefonata della madre, e le 6 e 40 quando è stata trovata agonizzate. In tasca, Simona Riso aveva una sim card, che usava alternativamente per i due telefonini e per il tablet. Dall’analisi del traffico telefonico, da quello telematico (la ragazza frequentava delle chat) e da quello legato all’utilizzo del bancomat potrebbero arrivare elementi utili alle indagini. Il giorno precedente la morte, la giovane non aveva lavorato, avendo usufruito del suo giorno di riposo.

Corpo di una neonata ritrovato in spiaggia ricoperto di alghe

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Tragica scoperta sulla spiaggia di località Campolongo ad Eboli nel Salernitano dove, una persona che passeggiava sulla spiaggia ha notato il corpicino senza vita di una neonata ricoperta di alghe ancora con il cordone ombelicale attaccato. I carabinieri hanno fatto i rilievi e stanno vagliando le diverse ipotesi tra cui quella che il cadavere si stato sospinto dalle correnti marine, ma anche dalla vicina foce del fiume Sele.

Ritrovato il corpo del pensionato, ripescato nel Tevere nei pressi di Deruta

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Lo hanno ritrovato nelle acque del Tevere a poca distanza da Deruta, l’anziano di 78 anni di Ponte San Giovanni di cui non si avevano più notizie da domenica sera. I familiari avevano allertato i carabinieri quando si erano resi conto che l’uomo si era allontanato con la sua auto. Non era solito prendere la sua Peugeot 107 blu ormai da tempo. Dopo molte ricerche coadiuvate anche da un elicottero il corpo è stato individuato e ripescato dai sommozzatori. Si tratterebbe probabilmente di suicidio.

Simona Riso precipitata dal tetto del palazzo… suicidio od omicidio?

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Una nuova verità starebbe emergendo sul caso di Simona Riso, la ragazza trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione e morta dopo qualche ora all’Ospedale San Giovanni. Sembrerebbe infatti che alcuni graffi riscontrati sul corpo sarebbero compatibili con la caduta dal tetto da parte della ragazza. Ora si aprono però nuovi interrogativi: Simona si è gettata o è stata spinta? E’ forse stato un incidente o un atto volontario? I dubbi degli inquirenti sono molteplici anche perché la ragazza abitava al piano terra, come mai era salita sul tetto? Era da sola? Secondo gli inquirenti le circostanze della morte di Simona Riso sarebbero circoscritte all’ambito in cui viveva, quindi non sarebbe stata trascinata nel cortile, e ad un arco di tempo che va dalle 4:45, ora in cui sentì la madre al telefono, e le 7, quando è stata trovata agonizzante.

Un ambito che sembra confermato anche dall’esame dei video delle telecamere a circuito chiuso della zona, dai quali non sarebbero emersi movimenti sospetti. Al vaglio del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Pisani c’è anche l’assunzione di farmaci da parte della giovane, in particolare di un potente ansiolitico del quale, nell’appartamento, sono stati trovati una confezione e la relativa prescrizione. Un quadro più completo si potrà avere quando saranno terminati gli esami tossicologici e quelli sulle tracce organiche trovate sulla maglietta che indossava.

Mistero a Varese, cadavere di una donna recuperato in un dirupo

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Tra giallo e mistero il cadavere che oggi è stato recuperato dai Vigili del fuoco e dalla polizia sul fondo di un dirupo del Campo dei fiori, a Varese. Il corpo, probabilmente di una donna di 30 anni non presentava segni di violenza si è quindi ipotizzato un incidente o un suicidio. L’allarme era stato dato da alcuni escursionisti che avevano notato il cadavere nel crepaccio. 

 

Luce sulla morte violenta di Simona Riso?

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Qualche luce con il passare delle ore sembra emergere e dei sospetti nascono tra i famigliari e gli amici che Simona la conoscevano bene. La 28enne trovata agonizzante nel cortile della sua abitazione a Roma, soccorsa da una vicina che aveva lanciato l’allarme, potrebbe essere stata uccisa da un conoscente. La procura ora sta indagando per omicidio volontario dopo che l’autopsia ha evidenziato che la ragazza sarebbe stata colpita da calci e pugni. E’ stata quindi esclusa la caduta accidentale o il tentato suicidio, come era stato ipotizzato in un primo momento. Si è esclusa anche la violenza sessuale. La morte invece sarebbe sopraggiunta per un trauma che ha compresso le costole e i polmoni e ha provocato una crisi respiratoria. Nel corso dell’esame autoptico sono anche emerse una frattura del bacino e qualche altra escoriazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini di alcune telecamere.

 “Non cerchiamo vendette. Ciò che vogliamo è soltanto giustizia per la morte di Simona, che non si è suicidata ma è stata uccisa”. E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che una cugina della 28enne ha letto nel corso dei funerali di Simona Riso a San Calogero. Il parroco, don Antonio Farina, nell’omelia, non ha affrontato il tema delle cause della morte della giovane, esortando i familiari della ragazza a rifugiarsi nella fede per superare il loro dolore. “Invito soprattutto voi a farvi forza”, ha detto il sacerdote, rivolgendosi, in particolare, ai genitori, Antonio e Caterina, ed ai tre fratelli di Simona Riso.

“Mia sorella è stata uccisa e tra le piste c’è anche quella dell’omicidio da parte di un conoscente, quindi una persona con la quale Simona aveva avuto dei contatti”. Lo ha detto Nicola Riso, fratello di Simona. “Alle 4.30 mia sorella ha sentito al telefono la madre dalla Calabria”, ha aggiunto. “Poi c’è un buco di due ore. In ogni caso non può essersi trattato di suicidio perché il corpo di mia sorella è stato trovato con jeans e maglietta e le chiavi con sé, quindi Simona era uscita da casa. Probabilmente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata nel posto dove poi è stata trovata”.

Donna uccisa di botte a Roma, parla il fratello

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E’ il fratello di Simona Riso, Nicola, a parlare della tragica morte della sorella. Secondo lui «Non ci sono molti dubbi: è stata picchiata, selvaggiamente, l’autopsia lo ha confermato. Mia sorella in passato aveva sofferto di depressione, ma ora stava bene. Ed era felice per il lavoro nell’hotel. Ci spiace che qualcuno abbia parlato di uso di farmaci e di tentato suicidio. Una follia: Simona non aveva preso medicinali, l’autopsia sta confermando anche questo». Quando Il Messaggero chiede a Nicola se secondo lui, la sorella conosceva il suo aggressore, il giovane ingegnere risponde così:  «Io sono convinto che chi l’ha picchiata e uccisa, l’abbia colpita vicino a casa, poi però abbia sollevato il corpo e l’abbia portato nel retro, nel cortile. Questa modalità mi fa pensare che sia stato qualcuno che conosceva Simona, che l’aspettava. Certo, possiamo ipotizzare anche a una rapina, qualcuno che volesse rubarle il portafogli. Ma perché allora picchiarla con tale cattiveria? C’è un assassino, feroce, che ha agito in una zona centrale come San Giovanni e che è ancora in libertà».

Perché secondo lei Simona, chiede ancora il giornalista de Il Messaggero, prima di morire, ha detto ai medici che era stata violentata? Gli esami lo hanno escluso.«Probabilmente era in stato confusionale, probabilmente l’assassino ha provato a violentarla».

Questa frase, chiede ancora il quotidiano, può avere rallentato l’operato dei medici del pronto soccorso del San Giovanni. «Dobbiamo capire perché i medici del pronto soccorso, invece di affrontare il problema delle gravissime lesioni interne, abbiano trasferito mia sorella in ginecologia. Senza accusare nessuno, speriamo che la procura svolga verifiche anche sull’operato dei medici. I miei genitori sono arrivati dalla Calabria. Chiediamo sia fatta luce sull’omicidio di Simona. Era una ragazza molto allegra, aperta, forse troppo ingenua. Aveva superato un momento difficile e proprio ora che era più serena è stata uccisa in modo tanto crudele».

Uccide la sorella disabile e si getta dalla finestra, tragedia a Palermo!

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Francesco Puccio ha prima ucciso la sorella disabile, Giuseppina di 62 anni, e poi si è suicidato  lanciandosi dal balcone della sua abitazione al sesto piano. La sorella sarebbe stata accoltellata. La donna è stata trovata legata a una sedia e con un sacchetto di plastica in testa.  Ci sarebbe anche una lettera scritta dalla sorella in cui scagiona il fratello: “Avevo voglia di morire, mio fratello non c’entra niente”. L’uomo da anni viveva con la sorella in via Albricci, nel quartiere Sperone di Palemo.

Giallo Parma… cadavere sgozzato a Sant’Andrea di Torrile

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Tragico ritrovamento questa mattina lungo l’argine del  torrente Parma a Sant’Andrea di Torrile, piccolo centro della Bassa parmense. Il corpo di un uomo, intorno ai 40 o 50 anni. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo, privo di pantaloni e di documenti di riconoscimento è stato ritrovato accanto alle rive del fiume. Il cadavere presenterebbe molte ferite da taglio sul volto e una profonda ferita alla gola. Sembra che al momento la prima ipotesi formulata possa essere quella di un omicidio.

Il boss Tatone trova la morte: ucciso a Milano

pasquale-tatone-tuttacronacaEmanuele Tatone, ex boss di quartiere, era stato ucciso domenica scorsa nel quartiere Quarto Oggiaro, a Milano, in un campo al confine con Novate Milanese assieme al suo autista Paolo Simone. Oggi la stessa sorte, secondo quanto riferito dalla polizia, è toccata al fratello, il boss Pasquale Tatone. L’uomo ha trovato la morte nello stesso quartiere, anche lui a colpi di arma da fuoco.

Cadavere alla Malcontenta, l’allarme dato da un pescatore

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Il cadavere di un uomo di colore è stato avvistato da un pescatore che si trovava a pesca nella zona del canale Bondante di Malcontenta di Mira, nel Veneziano. Il pescatore ha lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati gli uomini del soccorso per il recupero del corpo. Dalle condizioni si ipotizza che la salma sia in acqua da almeno una settimana. Si stanno setacciando le denunce di scomparsa.

Omicidio a Cerveteri, romeno uccide la moglie

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Un rumeno avrebbe ucciso la moglie a Cerveteri, nei pressi di Roma. Un romeno di circa trent’anni ha ucciso a coltellate la moglie, sua connazionale. L’episodio è accaduto in un fondo agricolo e il corpo della donna è stato trovato fuori dalla roulotte dove i due vivevano. Sulla vicenda indagano i carabinieri, che hanno arrestato l’uomo. Ancora non si conoscono i dettagli e gli inquirenti sono a lavoro per fare chiarezza.

Vicino a una laghetto sportivo trovato cadavere di un uomo con mani legate

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Il cadavere di un uomo è stato trovato alla periferia di Roma, in zona Fidene nei pressi di un laghetto sportivo. Il corpo aveva le mani legate e il volto rivolto a terra. Sul posto è intervenuta la polizia, che indaga per omicidio. Potrebbe essere uno straniero, forse un egiziano che ha una azienda agricola nelle vicinanze del laghetto in via della Marcigliana. L’uomo potrebbe avere un’età tra i 30 ed i 40 anni. A trovare il cadavere, con camicia e pantaloni, è stato un passante. Non ci sarebbero tracce di sangue.

Cadavere vicino a fiume Lambro

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Sono stati i carabinieri di San Giuliano Milanese a giungere sul posto dopo aver ricevuto l’allarme del ritrovamento di un cadavere nei pressi del fiume Lambro. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e non è stato possibile stabilire se si trattasse di un uomo o di una donna. Ora è stata disposta l’autopsia per cercare di risalire all’identità.

Giallo a Milano, 2 uomini uccisi da colpi di pistola

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Trovati due cadaveri a nord di Milano,  a Quarto Oggiaro, in un’area al limitare della strada dove si trovano alcuni orti. Sul posto è giunta la polizia che sta effettuando i rilievi. Entrambi i corpi mostrano i segni di proiettili sul corpo. Una delle vittime sarebbe Emanuele Tatone, ex boss del quartiere. Tatone nei mesi scorsi aveva organizzato una protesta per prendere le distanze dal suo passato, rivendicando di aver pagato tutti i debiti con la giustizia.

Cadavere nel bosco ad Anzio, s’indaga!

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E’ stato trovato il cadavere di un uomo, probabilmente di nazionalità indiana, in un bosco ad Anzio, vicino a Roma, Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e senza scarpe. Sul posto la polizia che ha avviato un’indagine.

Donna nel dirupo, fermato compagno

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Il compagno italiano della badante ucraina, Irina Meynster, 47 anni, il cui corpo è stato  trovato in un dirupo all’Argentario, in provincia di Grosseto. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella dell’omicidio. La vittima, secondo quanto accertato dall’autopsia, è stata strangolata.

 

Giallo a Grosseto, cadavere di una donna in un dirupo

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E’ stato ritrovato ieri sera il cadavere di una donna, in avanzato stato di decomposizione, senza vestiti, sul fondo di un dirupo della strada Panoramica in località Punta Ciana, sul versante di Porto Ercole (Grosseto), all’Argentario. Il corpo con la testa praticamente “divorata” da una parte, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato trovato appoggiato a una pianta, così almeno è stato ritrovato dai cacciatori che hanno lanciato l’allarme. Capelli rossi e dentatura intatta, che fa pensare a un’età giovane.

Come spiega La Nazione:

In quella zona, come spiega chi la conosce bene, non ci si arriva per caso. Assolutamente. Ci si deve andare conoscendola. Percorrendo la strada Panoramica che conduce alle Cannelle e poi imboccare quella stradina che alla fine, passando davanti ad alcune ville, si chiude. Potendo proseguire si arriverebbe a Porto Ercole, ma è impossibile andare oltre. Quindi se si è trattato di un incidente la ragazza doveva conoscere la zona ed essersi avventurata in una passeggiata? Ma perché nuda. Nelle vicinanze non è stata trovata neanche una calzatura o un brandello di vestito. Assolutamente niente. Ma come ha fatto ad arrivarci? O, forse è più giusto chiedersi chi ce l’ha portata?

Non si esclude al momento nessuna ipotesi. Il cadavere è stato trasferito all’obitorio di Grosseto a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere se eseguire l’autopsia.

Giallo nel Cagliaritano, trovato un cadavere con ferita da arma da fuoco

 

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E’ stato rinvenuto nelle campagne di Orroli, nel Cagliaritano, intorno alle ore 14, il cadavere di un uomo con una ferita da arma da fuoco, in località Santa Caterina. L’identità dell’uomo non è stata resa nota. Non è chiaro se si tratti di omicidio o suicidio. Sul posto i carabinieri della compagnia di Isili e il medico legale.

Rinvenuto corpo carbonizzato nel Lucchese, s’indaga

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Sono stati i parenti di Pietro Tarabella, 64 anni, a ritrovare i resti dell’uomo in un  annesso agricolo ad Azzano, una località del Comune di Seravezza, in Alta Versilia. Il cadavere era carbonizzato e nel locale sarebbero state rinvenute anche delle taniche di carburante. Le forze dell’ordine stanno indagando per cercare di ricostruire quanto è avvenuto.

Sottoufficiale italiano trovato morto in Kosovo, s’indaga

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Un sottufficiale dell’esercito italiano è stato trovato morto questa mattina a Pristina, all’interno della base che ospita il quartier generale della Kosovo Force-Kfor. Ora sono in corso gli accertamenti da parte delle autorità per chiarire le cause sul decesso del militare. I famigliari sono già stati avvisati.   Ne dà notizia una nota.

Trovato morto in caserma, indagini per determinare le cause

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Il corpo del 2° Capo Fcm, Mirko Capriotti, di 35 anni è stato ritrovato esanime questa mattina all’interno della camera che occupava presso la Caserma Paolucci della Marina Militare a Roma. Dopo il ritrovamento è stato fatto intervenire il 118 e sono iniziati gli accertamenti per determinare le cause, probabilmente, secondo una prima ipotesi, si sarebbe trattato di un malore improvviso.

Si uccide lanciandosi dal Ponte, suicidio al centro di Roma

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Un italiano di 48 anni, che avrebbe anche lasciato un biglietto, si è lanciato questa mattina da ponte Principe Amedeo Savoia Aosta, all’altezza di Lungovetere in Sassia nei pressi dell’ospedale Santo Spirito, schiantandosi sulla banchina. L’uomo secondo alcuni sarebbe stato depresso da tempo e prima di lanciarsi avrebbe gridato alcune frasi sconnesse. Sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo della compagna San Pietro.

Omicidio suicidio: uccide la compagna e si butta sotto un treno

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Ha ucciso la sua compagna di 29 anni e poi si è ucciso gettandosi sotto un treno. Il giovane, protagonista di questo omicidio suicidio avvenuto a Rovereto in trentino, è un colombiano di 28 anni. E’ stata la polizia allertata dalla polfer a ricostruire quanto avvenuto a posteriori, recandosi a casa del giovane per trovare elementi che potessero spiegare il tragico gesto. Qui è stato invece ritrovato il corpo accoltellato della fidanzata. 

 

Ritrovato il corpo del turista svizzero disperso nel Grossetano

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Epilogo tragico per i turisti svizzeri in vacanza nel Grossetano che erano stati travolti nella notte tra sabato e domenica. Ieri era stato trovato il corpo del figlio di 6 anni e oggi quello del padre, Markus Link. Il cadavere dell’uomo era a circa un chilometro da dove la sua auto era stata inghiottita dalle acque del torrente esondato sabato.

Donna trovata morta a Roma, giaceva a terra nel parco Fao

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Il corpo di una donna è stato rinvenuto questa mattina all’interno del parco “Fao”, in via Ruzzante, in zona Marconi, a Roma. Il cadavere della 19enne giaceva a terra con una corda al collo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e allo stato attuale non si esclude nessuna ipotesi. Ora saranno i rilievi del medico legale a dare le prime risposte.

Aggiornamento: Quello che a prima vista era stato scambiato per il cadavere di una donna italo-cinese, è risultato invece essere il corpo di un ragazzo cinese. Vicino all’albero e’ stato trovato anche un secchio su cui il giovane sarebbe salito per poi suicidarsi. L’uomo avrebbe usato delle cinture per valigie intorno al collo per impiccarsi. Restano tuttavia aperte le ipotesi anche se è probabile che si tratti di suicidio. E’ stata disposta l’autopsia che dovrà fugare altri dubbi.

Una supertestimone: “Anch’io ho rischiato di morire per colpa di Pizzicolo”

Andrea_Pizzocolo-lodi-tuttacronacaGli investigatori della questura di Lodi avrebbero ricevuto la denuncia di una donna che avrebbe riferito: “Anche io ho rischiato di morire per colpa di Pizzocolo”. L’uomo è accusato dell’omicidio della 18enne romena Lavininia Ailoaiei. Sull’identità della donna gli inquirenti, che non confermano neanche la sua esistenza, viene mantenuto il più stretto riserbo. Si viene così intanto rafforzando la pista del serial killer mentre continua a pieno ritmo l’analisi dei filmati salvati nei computer del killer. Pizzocolo aveva realizzato, con l’ausilio di telecamere nascoste nelle stanze di alcuni motel della Lombardia, numerosi filmati pornografici girati da Pizzocolo. Resta ancora il mistero sul giro vorticoso di denaro sui conti del ragioniere mentre si continua a seguire la pista del regista di “snuff movies”, film nei quali viene ripresa la morte in diretta. Gli inquirenti hanno ricostruito decine di serate passate dal killer nei motel tra le province di Lodi, Milano, Cremona e Varese.

Regista di snuff movies? Pizzocolo e il “giro di denaro vorticoso”

lavinia-pizzoccolo-lodi-tuttacronacaContinua a indagare sull’omicidio dell’escort romena 18enne Lavinia Simona Aiolaiei la Questura di Lodi, che  si sta avvicinando alla verità sulla morte per strangolamento mentre faceva sesso con il suo assassino. Il ragioniere 41enne Andrea Pizzocolo avrebbe cinque conti correnti a lui intestati, “un giro di denaro vorticoso” che non si addice a un ragioniere che guadagna 1.800 euro al mese con moglie e figli a carico, spiegano gli investigatori che ipotizzano l’uomo fosse un regista di snuff movies. Si tratta di film legati al mercato nero, venduti a cifre esorbitanti, che ritraggono scene di sesso estremo e terminano con la morte di una persona. L’ipotesi giustificherebbe le telecamere rinvenute nella stanza del Moon Motel di Busto Arsizio e quella nascosta nell’orologio del killer. Bisognerà però attendere il proseguimento delle indagini per scoprire se l’ipotesi corrisponde alla realtà.

Ritrovato morto il ragazzo scomparso nel salernitano

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A meno di una settimana dalla scomparsa avvenuta domenica scorsa, Gregory Esposito, 23 anni, è stato ritrovato morto stamattina in località Curti. Il ragazzo di origini brasiliane adottato da piccolo era uscito per far jogging dalla sua casa di Giffoni Sei Casali, sui Monti Picentini nel salernitano. Alle 18 aveva chiamato sua madre poi non si era più saputo nulla di lui fino a oggi quando è stato ritrovato il corpo.

L’assassino di Lavinia: caccia alle decine di donne che ha filmato

lavinia-omicidio-lodi-tuttacronacaAndrea Pizzicolo, il ragioniere 41enne fermato per l’omicidio di Lavinia Simona Ailoaiei, la 18enne romena abbandonata in un campo di San Martino in Strada, ha girato un video dell’agonia della giovane con tre telecamere digitali ad alta definizione nascoste nella stanza del motel Moon di Busto Arsizio e del motel Silk vicino a Lodi. Per i primissimi piani è invece stata utilizzata una minitelecamera a fibra ottica acquistata in rete e che teneva nascosta nel cinturino dell’orologio. In Questura a Lodi sono convinti si tratti di un’attrezzatura da specialista che non si concilia con un incidente casuale. Il giudice Isabella Ciriaco, che ha convalidato il fermo dell’uomo, ha visto i filmati: “Anche la descrizione più dettagliata e realistica non può rendere con sufficiente giustizia la freddezza, la lucidità, la tenacia e la crudeltà che trasuda dai filmati”. Sarebbe a dire, come spiega La Stampa, che le immagini mostrano come il ragioniere non si lasciò prendere dal panico non riuscendo a rompere le cinghie di plastica che stavano ammazzando la sua vittima in un gioco erotico condiviso, ma che quasi sicuramente l’epilogo che avrebbe avuto la vicenda sarebbe stato accettato se non addirittura programmato. La differenza è sostanziale e rischia di valergli l’ergastolo. La vittima, come ha stabilito l’autopsia, è morta in un motel di Busto Arsizio prima di essere abbandonata in un campo di mais del lodigiano. Ma nell’auto di Pizzicolo sono state trovate anche altre telecamere e schede video mentre nella sua abitazione gli investigatori hanno rinvenuto ulteriori riprese riversate in dvd con immagini ad alta definizione. In questi filmati l’uomo appare protagonista di altri incontri con decine di ragazze più o meno giovani, europee ma quasi sicuramente straniere, probabilmente contattate via internet. Nessuno conosce che fine abbiano fatto queste giovani e l’ipotesi dell’assassino seriale sembra essere quella a cui gli investigatori credono meno, considerato che non ci sono casi aperti su donne scomparse. Potrebbe però essere che l’uomo sia un frequentatore attivo di siti dove vengono postati video di sesso estremo. Al riguardo, si attenderanno le risposte che daranno i suoi computer. Le ragazze riprese potrebbero offrire più informazioni, una volta identificate. Per quel che riguarda i vicini di Pizzocolo hanno solo riferito che, quando era solo in casa, l’uomo riceveva molte ragazze, spesso straniere, anche giovani.  E hanno aggiunto che le tapparelle erano sempre abbassate e di notte si sentiva sempre, solo il rumore continuo della doccia aperta.

Lavinia, uccisa per un gioco erotico, ripresa mentre moriva

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Shock in procura per alcuni video trovati sull’automobile di Andrea Pizzocolo, il 41 enne di Arese accusato di aver ucciso la 18enne Lavinia Simona Ailoaiei. La morte della ragazza potrebbe quindi non essere stato un incidente come ipotizzato in un primo tempo ma un omicidio volontario. Il quadro quindi che starebbe prendendo forma sarebbe un quadro più complesso con le accuse di vilipendio di cadavere e le aggravanti della premeditazione, le sevizie e i motivi abietti e futili. In quella stanza del Motel Moon di Busto Arsizio e del Motel Link di San Martino in Strada si sarebbero consumati atti di una violenza che la stessa procura, vedendo i video, avrebbe definito «raccapricciante». I dettagli sui contenuti naturalmente non sono stati diffusi ma sembrerebbe svanire l’ipotesi di un tragico incidente. Arese al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

Ragazzo investito al Rave… ma la festa continua. Orrore nelle Marche

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E’ stato trovato morto sotto una Opel bianca un ragazzo di appena 18 anni, Diego Luchetti, originario di Loro Piceno, che ieri sera aveva preso parte a un Rave. Il ragazzo sarebbe stato travolto dall’auto come è provato dai segni dei pneumatici sul torace e sulla testa. Questa sarebbe almeno l’ipotesi più accreditata da parte degli inquirenti che stanno cercando di dare una spiegazione alla morte del giovane. Nessuno però ha dato l’allarme, nonostante il gravissimo incidente la festa è continuata. Nella calca dei giovani, con la musica sparata a mille, nessuno si sarebbe accorto dell’investimento. Forse neppure lo stesso conducente della Opel. L’ipotesi è che l’auto, durante una manovra, abbia schiacciato il 18enne sdraiato sul prato. L’allarme è scattato solo all’alba, quando una ragazza ha iniziato a cercare l’amico che non vedeva più dal cuore della notte.

Svolta nel caso della donna trovata morta nelle campagne del Lodigiano

donna-uccisa-lodi-tuttacronacaLa pozia ha fermato il presunto killer della donna, una romena di 18 anni che è stata trovata morta nelle campagne di San Martino in Strada ieri. Si tratterebbe di un italiano di 41 anni che avrebbe ucciso per strangolamento. La giovane, che s’ipotizza sia stata uccisa in un altro luogo, è stata rinvenuta con due fascette autobloccanti da elettricista strette attorno al collo. Il suo cadavere è stato rinvenuto grazie a un agricoltore. Il Procuratore capo della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo, ha spiegato che le indagini cercheranno di verificare se “la poveretta sia stata violentata prima di venire uccisa. La dinamica è abbastanza chiara: qualcuno l’ha ammazzata e successivamente l’ha scaricata già nuda sul posto per poi fuggire via”. Il tratto di campagna in cui è stato rinvenuto il corpo, che al momento del ritrovamento era nudo, non è lontano dalla statale via Emilia che conduce da Lodi a Codogno e quella stradina di campagna, soprattutto la sera, è parecchio frequentata da giovani che raggiungono il centro ricreativo dalla zona del Piacentino. Si indaga anche nel mondo della prostituzione. Questo fa pensare che ci potrebbero essere dei testimoni.

Aggiornamento ore 12:47

Vicenzo Russo, procuratore della Repubblica, ha spiegato che il 41enne fermato ha confessato di aver conosciuto la giovane via Internet e e di averla uccisa strangolandola durante un gioco erotico. L’uomo ha confessato anche di aver avuto un rapporto sessuale con la vittima quando era già morta. Gli sono stati contestati l’omicidio volontario e atti osceni su cadavere.

Mistero sul cadavere di Lodi: ritrovato il corpo di una donna nuda

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E’ stato ritrovato nelle campagne del lodigiano, nei pressi di San Martino in Strada, il cadavere di una donna senza vestiti addosso dell’apparente età di 20 -30 anni. La donna, di carnagione bianca e con i capelli castano chiaro, secondo una prima analisi,  sarebbe morta per uno strangolamento, in un luogo diverso dal quale è stata poi ritrovata.  Due fascette autobloccanti da elettricista le sono state strette al collo. A dare l’allarme è stato un agricoltore che stava lavorando nei campi presso il centro ricreativo La Pergola.

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Tragica morte per un infermiere: si schianta con il parapendio

schianto-parapendio-tommaso-zuzzi-tuttacronacaTragico incidente in provincia di Udine dove l’infermiere 30enne Tommaso Zuzzi, di Majano, ha perso la vita questa mattina attorno alle 8 schiantandosi contro il muro di una fabbrica a Rivoli di Osoppo mentre volava con il suo parapendio a motore. Zuzzi era decollato poco prima, dal locale campo, per poi perdere rapidamente quota fino a scontrarsi contro il muro posteriore di un negozio di mobili, morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco mentre sono in corso di accertamento le cause dell’incidente. I carabinieri hanno già ascoltato alcuni testimoni oculari. L’ispezione cadaverica si terrà a Gemona, mentre non è stato disposto alcun sequestro.

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Ritrovamento macabro nel casertano: donna con il cranio sfondato

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Nei pressi della stazione ferroviaria di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) è stato rinvenuto il cadavere – in avanzato stato di decomposizione – di una donna con la parte superiore del cranio parzialmente sfondata. Il medico legale, da un primo esame ha constatato che la  lesione potrebbe essere compatibile con una ferita da corpo contundente. Sul posto gli agenti della polizia ferroviaria di Caserta e del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere.

Aggiornamento 4 settembre, ore 10.09

Secondo le indagini della Polizia, il cadavere, rinvenuto in una zona che si trova a circa venti metri dai binari della stazione e che viene utilizzata come deposito dalle Ferrovie dello Stato, potrebbe essere quello della 50enne Antonietta Afieri, della cui sparizione si era occupata la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Il corpo della donna era stato nascosto sotto alcune traversine di legno, mentre il viso era stato coperto da alcuni stracci.

Cadavere sulla banchina del Tevere, giallo a Roma

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Sarebbe stato identificato il corpo ritrovato sulla banchina del Tevere all’altezza di via di Sant’Eligio, in lungotevere dei Tebaldi. Si tratterebbe di un cittadino bulgaro di 31 anni, B.S.R, incensurato,  che potrebbe essere precipitato dal muretto.

 

Identificato il corpo dell’uomo ripescato nel Lago d’Iseo

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Oggi è stato ripescato dalle acque del lago d’Iseo, nella zona di Sarnico, in provincia di Bergamo, il corpo di Antonio Rech, 84 anni. L’uomo da oltre 50 anni era il custode e giardiniere della Villa Faccanoni, nelle cui acque ha trovato la morte. La causa del decesso non è ancora chiara e gli investigatori continuano a lavorare.

Pompei, corpo carbonizzato in auto.

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Il corpo di un uomo carbonizzato è stato trovato questa mattina a Pompei, in provincia di Napoli, all’interno di una vettura data alle fiamme. L’auto era in un’area privata di via Mariconda, utilizzata come parcheggio. Il cadavere non è stato ancora identificato. L’allarme è stato dato da un passante il quale si è accorto che una delle vetture parcheggiate, una Renault Scenic, era avvolta dalle fiamme. Quando i vigili del fuoco sono giunti sul posto per spegnere il rogo, si sono accorti che nell’auto c’era una persona, ormai carbonizzata. Sull’accaduto sta indagando la Polizia di Pompei.

Cadavere di una donna nudo nelle campagne di Bitonto

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E’ stato rivenuto, nelle campagne di Bitonto, in provincia di Bari, lungo la provinciale 231, il cadavere di una donna. Il corpo era quasi completamente nudo e presentava diverse ferite. Probabilmente ad uccidere la donna è stato il colpo di un arma da fuoco. Probabilmente si tratta di una prostituta dell’Est. Accanto al corpo è stato rinvenuta la borsetta di una donna contenente denaro contante.

 

Cadavere nel boschi intorno a Pesaro, è giallo sull’identità

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Macabra scoperta nei boschi fra Riosalso e Tavullia (Pesaro), dove è stato trovato il cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione. Secondo i primi accertamenti del medico legale, il decesso risalirebbe a 10-20 giorni fa. Nella zona non risultano denunce di scomparsa di persone. Sul corpo non sono stati notati indizi di morte violenta. Ma in proposito farà chiarezza l’autopsia, che sarà disposta dalla Procura di Pesaro.

Cadavere di un uomo a Crotone. Omicidio?

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E’ stato trovato a Crotone il cadavere di un cittadino romeno di 57 anni. Il cadavere è stato rinvenuto in una  baracca costruita nei pressi del fiume Esaro, in una zona periferica della città, aveva un fil di ferro stretto al collo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che sembrano propendere per l’ipotesi di omicidio. Il cadavere, anche a causa del caldo intenso, era in avanzato stato di decomposizione.

 

Le lettere di Vittorio Ciccolini, l’ex di Lucia Bellucci

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La volontà di uccidere Lucia sarebbe stata scritta da Ciccolini in alcune lettere.  «Le lettere – ha detto il magistrato – sono scritte con estrema lucidità». In un passaggio Ciccolini evoca «l’omicidio morale» che sarebbe stato commesso dalla giovane donna nei suoi confronti. Poi l’avvocato accenna ad un secondo omicidio, senza indicare di che cosa stia parlando. Parole che, se confermate, lasciano quindi pochi dubbi a quell’accusa di omicidio premeditato volontario.

 

Coppia scompare in Trentino: si cerca l’ex fidanzato.

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Lucia Bellucci, 31 anni, originaria di Pergola (Pesaro-Urbino), avrebbe cenato in compagnia di un ex fidanzato, Vittorio Ciccolini, 44 anni di Verona, avvocato, nel ristorante “Mezzo Soldo” a Spiazzo Rendena e poi sarebbe scomparsa. Gli uomini dell’arma cercano anche l’uomo, visto che anche di Ciccolini si sono perse le tracce. La coppia si è probabilmente allontanata a bordo di una Bmw serie 1 cabrio grigia.

Aggiornamento 12 agosto 2013, 15.40:

In seguito, in un garage di Verona è stato trovato il corpo di una donna che potrebbe essere la Bellucci. Ora si cerca l’ex compagno. E’ forse l’ennesimo femminicidio?

Aggiornamento 12 agosto 2013, 16,40:

Lucia Bellucci, il cui corpo è stato ritrovato nell’auto dell’ex fidanzato a Verona, nel garage della madre di Ciccolini, sarebbe stata uccisa con due coltellate. L’uomo avrebbe anche lasciato alcuni messaggi, di cui uno nello studio legale, con la parola «perdonatemi». Alla vista dei carabinieri che lo cercavano Vittorio Ciccolini si è messo a correre – da qui la prima versione, secondo la quale pareva stesse facendo jogging – ma è stato fermato. La vittima aveva fatto recentemente una denuncia per stalking.

Aggiornamento 12 agosto 2013, 21,12:

Emergono nuovi raccapriccianti particolari su questo femminicidio che ancora una volta ribadisce, che nonostante l’inasprimento delle pene, voluto dal Governo Letta, il problema è purtroppo molto lontano da una risoluzione. Ciccolini, dopo aver ucciso con due coltellate al cuore la sua ex, ha cercato di spostare il corpo nel bagagliaio, ma non essendoci riuscito, ha coperto il cadavere con un telo e poi ha guidato con il corpo della donna accanto fino a Verona.

Rino Lorenzi,  titolare del ristorante “Mezzo Soldo”, a Spiazzo Rendena, dove Lucia Bellucci ha cenato per l’ultima volta prima di essere uccisa, ricorda molto bene quella cena. “Erano entrambi molto eleganti, sono arrivati verso le 19 e la cosa che più mi ha colpito erano le premure che lui usava verso lei: l’ha consigliata sulla scelta dei piatti e una volta ha richiamato l’attenzione di un nostro cameriere per sollecitare un piatto di verdure che aveva ordinato la povera signora”. Una cena descritta come “normalissima” e l’uomo con l’atteggiamento “di uno che volesse corteggiare la povera ragazza o che cercasse di riconquistarla”. Lorenzi parla di una “discussione pacata per tutta la serata, come in una cena romantica”.

Ultimamente Lucia aveva cambiato casa e si era installata in un paese della val Rendena. Era infatti stata assunta dall’hotel Chalet del Brenta a Pinzolo, non lontano da Madonna di Campiglio. Avrebbe quindi dovuto prendere servizio come addetta al centro benessere.

“Sapevamo che Vittorio aveva sofferto per la fine di quel rapporto, ma nessuno poteva immaginare quello che poi è successo”. Anche i colleghi e gli amici del circolo tennistico di Verona sono sotto shock per la vicenda. Campione italiano di tennis a squadre per avvocati, andava spesso all’Associazione Tennis Verona, prestigioso circolo della “Verona bene”. “Però si vedeva che non era sereno. Quella storia finita lo tormentava. Era molto bravo, ma ultimamente giocava male perché non stava bene”, racconta un socio.

Shock anche per il sindaco  di Pergola, Francesco Baldelli: “Conoscevamo bene Lucia, una ragazza che qui era amata da tutti. E’ una tragedia che ha colpito al cuore la città”. Lucia Bellucci era figlia del medico di base di Pergola, Giuseppe.

Aggiornamento 13 agosto 2013, 13:05

Vittorio Ciccolini, noto avvocato veronese di 45 anni, ha raccontato ieri ai magistrati di aver convinto Lucia Bellucci, sua ex fidanzata, ad uscire a cena con lui, poi l’ha portata in una stradina di montagna che costeggia la via tra Pinzolo e Madonna di Campiglio e l’ha strangolata. Con la donna, aveva avuto una relazione e continuava ad avere un rapporto tormentato. L’uomo avrebbe manifestato in alcune lettere, datate 7 agosto, l’intenzione di ammazzare l’ex fidanzata. Giuseppe Amato, il pm che coordina l’inchiesta ha detto: “Le lettere sono scritte con estrema lucidità”. In un passaggio Ciccolini evoca “l’omicidio morale” che sarebbe stato commesso dalla giovane donna nei suoi confronti. Poi l’avvocato accenna ad un secondo omicidio, senza indicare di che cosa stia parlando. Secondo il Pm, potrebbe essere questo l’annuncio dell’intenzione di compiere il fatto di sangue. Nelle lettere – ha detto Amato – ci sarebbero poi delle minacce rivolte all’ex fidanzata. Che cosa sia scattato nella mente di un uomo “di successo”, almeno così viene descritto da amici e conoscenti, non è ancora chiaro. Ciccolini ai magistrati ha detto di aver ammazzato Lucia, certo, ma sono ancora molte le ombre su questo delitto. Una su tutte che cosa abbia fatto l’avvocato durante le 48 ore della fuga, dopo aver parcheggiato l’auto con dentro il corpo di Lucia nel garage di casa della madre: l’avvocato è provato e in stato confusionale. Intanto l’uomo è stato accusato di omicidio volontario premeditato. Decisive, per la premeditazione, le lettere ritrovate dagli inquirenti, che il 45enne aveva scritto a Lucia. Ancora top secret il contenuto. Sembra invece essere tramontata l’ipotesi di una denuncia di stalking nei confronti dell’avvocato: gli investigatori stanno cercando di capire se e quando Lucia l’avesse presentata, ma per ora non è stato trovato niente. Dopo l’interrogatorio Vittorio Ciccolini è stato portato in carcere a Trento. Ceccolini ha dichiarato di aver ucciso, strangolandola, Lucia in una stradina di montagna, eppure, sembrerebbe che ad insospettire gli inquirenti siano state alcune macchie di sangue ritrovate nella camera d’albergo della 31enne. Sarebbero state proprio quelle tracce a far scattare le ricerche della donna e a far pensare subito al peggio. Inoltre, a quale scopo le coltellate al cuore della vittima quando già era, secondo l’assassino, morta per strangolamento? Ovunque sia stata uccisa Lucia, resta il fatto che il suo corpo senza vita è stato trasportato da Ceccolini da Madonna di Campiglio fino a Verona, in via Verde da Salizzole, nella casa della madre dell’assassino. Centosessanta chilometri circa percorsi con al fianco una donna morta, e senza che nessuno si accorgesse di niente.

Cadavere nel Savonese, omicidio o suicidio? E’ ancora mistero

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Un mistero che forse si svelerà nelle prossime ore quello di un cadavere di un uomo di circa 30 o 40 anni rinvenuto nudo a Balestrino, un borgo antico del Savonese. A fare la scoperta sono stati due ragazzi del luogo che hanno poi allertato la polizia. L’identità della vittima non è stata accertata perché sul luogo del ritrovamento non vi erano documenti. I carabinieri al momento non escludono nessuna ipotesi né quella di un omicidio né quella di un suicidio. Il corpo era in strada in uno dei vicoli della parte abbandonata del paese, un’area che per il rischio di frane è disabitata da tempo.  I carabinieri della Compagnia di Albenga hanno ricostruito gli ultimi istanti di vita della persona deceduta: l’uomo è precipitato da una finestra al terzo piano di una casa abbandonata, ormai un rudere, dove c’è una stanza in cui sono stati trovati un paio di pantaloni e una maglietta che sarebbero quasi sicuramente suoi. Nella stanza c’era anche un grosso coltello da cucina compatibile con le ferite trovate sul cadavere: un profondo taglio all’addome, che dovrebbe avere provocato la morte, e alcuni tagli più lievi al collo. Non ci sono tracce di giacigli o fuochi nella stanza da fare pensare che l’uomo vivesse lì, né tracce di presenze di altre persone.

 

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