Balotelli pronto a scendere in campo e in partenza per New York

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Dopo due mesi di lontananza dal campo di calcio Balotelli è pronto. L’infortunio rimediato in  Confederations Cup con la Nazionale è costato a Super Mario un fermo obbligato e un allenamento personalizzato, ma ora sembra che i suoi problemi di salute siano archiviati e l’attaccante del Milan scalpita per ritornare sul rettangolo di gioco. Così è in partenza insieme alla squadra alla volta di New York dove nella notte tra il 4 e il 5 agosto i rossoneri affronteranno il Chelsea di Mourinho per la seconda partita della Guinness Cup. Oltre ai Blues, Nella tournèe americana, il Milan sarà impegnato l’8 agosto in una sfida tra Everton e Real Madrid. Intanto, sempre tramite twitter, l’attaccante ha mostrato anche la sua nuova cresta, pronta per essere sfoggiata in campo.

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Messi contro Neymar: vince Lionel, ma il brasiliano fa gol da centrocampo

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Un incontro di beneficenza in sui le star erano Messi e Neymar. Stravince la squadra degli ‘Amici di Messi’, allenata da  Fabio Capello, per 8 a 5 contro  la formazione ‘Resto del mondo’, nella quale giocavano anche Cannavaro e Materazzi. Sia Messi sia Neymar – ora compagni di squadra nel Barcellona – hanno segnato due reti a testa, ma l’attaccante della Selecao, fresca vincitrice della Confederations Cup, ha sbagliato un rigore dopo aver segnato uno splendido gol da centrocampo.

La provocazione a Cavani e la rabbia di De Laurentis

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Brutta grana a Rai Sport. E’ Giovanni Bruno, da oggi direttore a interim della redazione a dover commentare la protesta del Napoli per l’intervista fatta a Cavani dal Alessandro Alciato nel dopopartita della finale per il terzo posto di Confederations Cup vinta ai rigori dall’Italia. La società partenopea infatti aveva alzato la voce dopo che il giornalista aveva chiesto all’uomo di punta dell’Uruguay:

«Mi sembra evidente, la tua avventura a Napoli è finita quindi la domanda devo farla. Ormai sei andato via da Napoli, più Chelsea o Real Madrid?».

Immediate le proteste del club partenopeo e del presidente Aurelio De Laurentiis, che ha definito Alciato «persona sgradita perchè scorretta».

Così Giovanni Bruno ha risposto:

«Può capitare che nella concitazione di una finale si possa finire con il non adoperare il termine più corretto nel porre una domanda di grande attualità a un grande protagonista, come è l’attaccante dell’Uruguay e del Napoli Edison Cavani. Ma ciò nulla toglie alla grande professionalità dei nostri inviati e di Alciato in particolare, il cui lavoro quotidiano contribuisce in modo importante a trasmettere al pubblico quella passione per lo sport e i suoi eroi che è alla base del successo popolare del calcio».

 Il Cdr di Sky Sport ha espresso solidarietà al collega per le minacce ricevute via Twitter.

«Per noi di SkySport – si legge in un comunicato – il modo migliore di rispondere sarà continuare a fare il nostro lavoro, senza lasciarci influenzare da pressioni e tentativi di condizionamento, come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare. Sappiamo che la Direzione e l’Azienda saranno come sempre al nostro fianco per garantire agli abbonati Sky l’informazione più libera e puntuale».

Soddisfazione è stata espressa da parte di Giovanni Bruno per i risultati editoriali e di ascolto raccolti da Sky Sport negli ultimi 15 giorni. «Oggi provo l’orgoglio di tornare alla guida di una squadra straordinaria, che in questi giorni ancora una volta ha mostrato tutto il suo valore, nel racconto della Confederations Cup – ha detto – Abbiamo confezionato un grande prodotto. Sarà alla base del lavoro che svolgeremo l’anno prossimo nel racconto della Fifa World Cup, che trasmetteremo in semiesclusiva e che Sky Sport punta a trasformare, ancora una volta, in un evento unico».

Quella vittoria che vale la Confederation Cup: Brasile-Spagna 3-0

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Brasile e Spagna sono scese in campo con due formazioni determinate a vincere la Confederation Cup. Il Brasile ha schierato il suo 4-2-3-1: Julio Cesar; D. Alves, D. Luiz, T. Silva, Marcelo; Paulinho, L. Gustavo; Hulk, Neymar, Oscar; Fred. La Spagna risponde con il suo 4-3-3 mettendo sul terreno di gioco: Casillas; Arbeloa, S. Ramos, Piquè, J. Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Mata, Torres, Pedro.

Parte alla grande il Brasile e al 4′ su cross dalla destra di Hulk nasce un batti e ribatti in area spagnola risolto da Fred da terra con un tocco di destro in anticipo su Casillas in uscita. E’ gol per il Brasile con Fred che porta in vantaggio la sua squadra a pochi minuti dal fischio d’inizio.

Prova a reagire la Spagna, ma il Brasile è attento e preciso. Al 12′ Paulinho tenta il pallonetto dai 22 mt: Casillas si oppone con una mano sotto la traversa e blocca in due tempi. Nulla di fatto, il risultato resta sul 1-0 per il Brasile. Tre minuti più tardi arriva la prima ammonizione della partita. Arbeloa prende un cartellino giallo per un fallo a centrocampo ai danni di Neymar lanciato in contropiede.

Al 19′ è Iniesta che prova il destro dai 25 mt: J. Cesar vola sulla destra e devia in angolo! Va detto che, comunque, la palla sarebbe uscita. Al 24 il lancio al limite è per Fred che prova il destro in diagonale: un rasoterra che si perde 3-4 mt a lato alla destra di Casillas.

Al 28′ Ammonito Ramos per un fallo al limite ai danni di Oscar. Sugli sviluppi della punizione calciata da Hulk la palla finisce a lato dello specchio della porta difesa da Casillas.

Buona intuizione, al 34, quando il lancio in area sulla destra per Hulk, mette il giocatore in condizione di  tentare il cross in girata, peccato, per i brasiliani,  che la  palla finisca direttamente tra le braccia di Casillas.

Sul finire del primo tempo al 41′ c’è il pallone per Mata libero sulla tre quarti, il giocatore del Chelsea serve Pedro dall’altra parte: tiro di quest’ultimo, palla che sembra lentamente entrare in rete, ma uno strepitoso David Luiz salva sulla linea di porta. Il pareggio non arriva e la porta del Brasile resta inviolata.

Al 44′ c’è il raddoppio del Brasile con Neymar triangola al limite con Oscar e, entrato in area sulla sinistra, scarica un gran sinistro sotto la traversa che fredda Casillas. Brasile – Spagna 2-0.

 

Dopo due minuti di recupero le due squadre vanno a riposo con un risultato pesante da parte della Spagna e con la speranza nel cuore dei giocatori giallo oro.

Il primo tempo finisce con un Fred che sembra onnipresente in campo e con un possesso di palla sterile a favore della Spagna che nel primo tempo non ha saputo reagire dopo il gol subito nei primi minuti. I brasiliani sono stati bravi a imporre il loro ritmo di gioco a livelli vertiginosi che hanno impedito alla Spagna di costruire azioni pericolose ad eccezione di quella occasione mancata da Pedro.

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Il secondo tempo inizia con un cambio per la Spagna rimane negli spogliatoio Arbeloa,  già ammonito e in difficoltà nel primo tempo contro l’attacco brasiliano, al suo posto entra Azpilicueta.

Al 3′ minuto della ripresa il Brasile mette in rete il 3° gol, a firmarlo è Fred. Oscar, infatti, lancia sulla sinistra in area per l’attaccante brasiliano che dopo un velo di Neymar calcia a giro di prima intenzione sul secondo palo e infila la porta con un preciso destro rasoterra. E’ 3-0 e la Spagna sembra fuori dalla corsa alla conquista della coppa.

Lo stadio esulta e il Brasile vola tra gli ‘olè’ del proprio pubblico, Spagna frastornata.

La serata per gli spagnoli è decisamente da dimenticare. Al 9° l’arbitro concede un calcio di rigore per un fallo di ingenuità di Marcelo su Navas… Dal dischetto Sergio Ramos sbaglia il rigore.

Al 14° lancio in contropiede per Hulk che tenta il pallonetto di sinistro sull’uscita di Casillas: il portiere iberico di salva respingendo di petto fuori area. A fine azione si procede alla sostituzione nelle file spagnole: esce Torres ed entra Villa.

La Spagna a metà del secondo tempo perde la testa e Piqué, al 23° della ripresa, si fa espellere per un fallo su Neymar lanciato in contropiede.

Al 28° con la partita in mano c’è anche il tempo di far esordire in Confederation Cup Jadson che entra al posto di Hulk. Intanto continuano gli “olè” dello stadio e si attende solo il fischio finale per dar vita alla festa.

Al 34′ esce Fred, per il Brasile ed entra Jo. Ed è proprio il neo entrato che sin dai primi minuti del suo ingresso in campo si mostra pericoloso con un tiro dopo un contropiede, bravo Casillas a respingere.

Al 42′ ancora un cambio per il Brasile dentro Hernanes e fuori Paulinho.

La partita si chiude in un tripudio che è tutto per i brasiliani che hanno saputo costruire una partita perfetta. Ora la festa è tutta per i giocatori e tifosi.

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Durante la finale si sono verificati alcuni tafferugli tra manifestanti e la polizia fuori dallo stadio Maracanà di Rio de Janeiro.  Le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeno e spray al peperoncino per disperdere la folla.

L’Italia ancora ai rigori: Buffon regala il terzo posto!

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Si gioca per il terzo posto della Confederations Cup a Salvador de Bahia, in una sfida contro l’Uruguay di Tabarez diretta dall’arbitro algerino Djamel Haimoudi. I primi minuti sono di studio per entrambe le formazioni ma già al 6′ è la squadra di Cavani a partire all’attacco ma l’attaccante del Napoli non arriva sulla palla. Poco dopo ci riprova, spalleggiato da Suarez, ma è un nulla di fatto. Bisogna attendere il 9′ per vedere l’Italia con una punizione battuta da Diamanti dalla sinistra, ci arriva di testa Chiellini ma angola troppo e il pallone finisce sul fondo. Due minuti dopo, una conclusione di De Rossi è troppo alta. Al 12′ Forlan tira una punizione bassa che supera la barriera, ma Buffon è pronto. Al 23′ l’Italia rompe il ghiaccio: Diamanti tira un calcio di punizione, Muslera battezza fuori la palla che però colpisce l’incrocio dei pali per poi rimbalzargli sulla schiena: Astori raggiunge la sfera e pennella in rete: 1-0! Poco dopo, El Shaarawy fallisce per un attimo il raddoppio. E’ Suarez che tenta di annullare il vantaggio italiano, ma Buffon manda in corner. Al 31′ punizione per l’Uruguay, Cavani realizza di testa ma la rete è annullata per fuorigioco. Il Faraone, un minuto dopo, prova ad allungare le distanze: Muslera para. Dopo due primi di recupero, le squadre vanno agli spogliatoi.

Alla ripresa, le formazioni restano invariate. Dopo aver tentato un tiro in porta, Suarez viene atterrato a 20 metri dall’area guadagnando così una punizione che lui stesso calcia sulla barriera. Nel frattempo, Gonzalez ha sostituito Rodriguez. Al 12′ minuto, approfittando anche dell’evidente stanchezza italiana, Cavani batte Buffon: 1-1! E’ l’Uruguay la formazione più agguerrita in questo frangente e al 22′ Buffon compie un doppio miracolo bloccando per due volte l’attacco di Forlan. Prandelli tenta di correre ai ripari mandando in campo Aquilani al posto di De Rossi. Al 26′ il Faraone guadagna una punizione: Diamanti segna il suo primo gol in nazionale e riporta gli azzurri in vantaggio: 2-1! Trascorrono solo 5 minuti prima che siano i ragazzi di Tabarez a guadagnarsi un calcio di punizione: Cavani realizza. 2-2! Subito dopo El Shaarawy tenta un tiro di testa: nulla da fare. A 10′ cambio tra le fila uruguaiane: Alvaro Pereira entra al posto di Maxi Pereira. Anche Prandelli effettua una sostituzione: Diamanti esce a favore di Giaccherini. Al 2′ di recupero calcio di punizione per gli azzurri, ma Candreva supera la porta.  Sul risultato di 2-2, l’Italia va nuovamente ai supplementari.

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Nessuna delle due formazioni brilla nei cinque minuti iniziali del primo supplementare e Prandelli decide si schierare Bonucci al posto di Astori. Al 9′ pericoloso Suarez, ma la palla termina sul fondo anche per una difesa non proprio pulita di Chiellini. Al 12′ ci prova Cavani, che sbaglia i tempi e la difesa azzurra riesce a neutralizzare l’azione. Anche l’Uruguay effettua l’ultimo cambio: entra Perez per Arevalo Rios. Al 4′ del secondo supplementare, Candreva sfiora il palo: è una delle poche azioni italiane in questo frangente. Un minuto dopo secondo cartellino giallo per Montolivo: gli azzurri restano in 10 e perdono un possibile rigorista. Al 6′, Cavani tira una punizione: sfreccia sopra la traversa. Poco dopo, pericoloso Suarez ma la sfera vola ancora una volta sopra la traversa. A un minuto dal termine, volo di Buffon che salva la rete da un calcio potente di Gargano: sarebbe comunque stato fuorigioco. Anche i supplementari si termina in situazione di parità: per la seconda volta si va ai rigori.

Inizia l’Uruguay con Furlan: Buffon para! Aquilani porta l’Italia in vantaggio. Cavani non sbaglia e lo stesso fa El Shaarawy: Italia in vantaggio di uno. E’ il turno di Suarez di battere l’estremo difensore italiano. De Sciglio angola poco: facile la parata. Parità. Buffon ferma la palla anche di Caceres mentre Giaccherini realizza: 4-3. Gargano è l’ultima possibilità per l’Uruguay: Buffon non lo lascia passare! Per l’Italia è bronzo!

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Le Furie Rosse volano in finale dopo una partita sofferta: 7-6

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Giocano con il lutto al braccio gli Azzurri di Prandelli, anche se la Fifa ha negato il minuto di silenzio in memoria di Stefano Borgonovo, il calciatore che è mancato oggi dopo una lunga lotta contro la Sla. Tifa quasi tutto Italia il pubblico presente a Fortaleza quando nella prima frazione di gioco le squadre sono equilibrate con gli azzurri che già al 7′ guadagnano un corner. Al 14′ ottima occasione per Gilardino, che però calcia sul fondo. Due minuti dopo, è Maggio a provarci. La Spagna sta soffrendo in questo frammento.  Subito dopo De Rossi sfiora il palo. Al 18′ E’ il turno di Marchisio: la Spagna continua a mantenere il possesso di palla, ma gli Azzurri non concedono tregua. Al 25′ le Furie Rosse acquistano maggior sicurezza, ma i ragazzi di Prandelli sono attenti e, per ora, non si concedono le leggerezze in difesa viste nelle partite precedenti. Al 35′ grande giocata di Maggio che, di testa, mette in difficoltà il portiere spagnolo: Casillas para. Il minuto successivo è Torres ad andare vicino al gol: palla sul fondo. Con un’azione spagnola al 44′ su cui Xavi, in area, non arriva, termina il primo tempo. 0-0.

Nella ripresa Montolivo sostituisce Barzagli obbligando così De Rossi a passare centrale difensivo. Dopo 7′ anche la Spagna effettua il primo cambio: esce Silva che cede il posto a Navas. Al 12′ le Furie Rosse, che in questo secondo tempo hanno trovato nuova determinazione, impegnano Buffon, ma l’estremo difensore azzurro non si lascia sorprendere. Al 18′ è Iniesta a portare avanti una bella giocata, salvo rovinare l’azione all’ultimo tiro: finisce sul fondo. Dopo 10′, Pedro diventa pericoloso, ma ancora una volta il portiere azzurro riesce a salvare la sua porta. Tra le fila spagnole Pedro cede il posto a Mata mentre per l’Italia Aquilani sostituisce Marchisio per gli ultimi 11 minuti del secondo tempo. Al 40′ Piquet calcia deciso… sopra la traversa! A 5′ dal termine dei minuti regolari, lo spettro dei supplementari sembra avvicinarsi in un campo dove caldo e umidità hanno stancato rapidamente i giocatori. Al 91′ Aquilani tenta la rovesciata che Gilardino che raccoglie la palla: fuori di poco. La Spagna guadagna un calcio di punizione a pochi secondi dal termine: una devizione spinge sul fondo: i tempi regolamentari terminano 0-0.

Nel frattempo è arrivata la notizia che, mentre si gioca allo stadio Castelo, all’esterno un camioncino di una tv brasiliana e’ stato dato alle fiamme dai manifestanti che sono poi stati dispersi dai reparti anti-sommossa della polizia militarecon proiettili di gomma e gas lacrimogeno.

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Il recupero inizia con l’attacco spagnolo che guadagna subito un corner: Buffon salva la porta. Poco dopo, Giaccherini centra il palo: un’ottima azione per gli Azzurri. Ma sono le Furie Rosse a scatenarsi in questa frazione giocata in gran parte nella metà campo italiana. All’inizio del secondo supplementare le squadre sono ancora in una situazione di parità e Prandelli sprona principalmente i nuovi innesti mentre la stanchezza si fa sentire anche sotto forma di crampi, di cui cade vittima Chiellini. A 5′ dal termine, Xavi colpisce duro: Buffon, complice il palo, riesce ancora una volta a salvare la porta. L’aritro viene sommerso dai fischi per non aver fischiato al termine esatto dei 15′: si va ai rigori. Inizia l’Italia con Candreva che realizza, imitato da Xavi, Aquilani e Iniesta. 2-2.  E’ quindi il turno di De Rossi che realizza, rete anche per Piquet. 3-3. Gol anche per Giovinco e Ramos. 4-4. Pirlo regala all’Italia la quinta rete, Mata a sua volta fa centro. 5-5. Prandelli schiera quindi Montolivo, per la Spagna Busquets: 6-6. Bonucci spara fuori il settimo rigore. Navas non perdona: la Spagna è in finale. L’Italia giocherà per il terzo posto contro l’Uruguay.

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In attesa di Spagna-Italia, scontri davanti lo stadio

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A Fortaleza (Brasile) dove fra poco si affronteranno Spagna e Italia, un gruppo di dimostranti ha attaccato la polizia con pietre e bastoni vicino allo stadio. Il gruppo di facinorosi si è staccato all’improvviso dal corteo, circa 5000 persone, che pacificamente stavano sfilando per protestare contro gli elevati costi dei Mondiali del 2014.

Le “furie rosse” derubate tra sesso e alcol?

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Strip poker, sesso, alcol e poi il furto subito da alcuni giocatori spagnoli a Recife in Brasile dove si stava svolgendo la Confederations Cup. Quel furto in albergo ora assume una sfumatura molto diversa e già 27 persone sarebbero state ascoltate  per far luce su quella notte. Ma al Golden Tulip tra gli addetti alla sicurezza e volontari della Confederations, non ci sono troppi dubbi: la serata «allegra» di alcuni giocatori, a base di sesso e strip-poker con tanto di videotape, si sarebbe poi conclusa con  un furto.

«Hanno fatto baldoria e poi sono saliti in camera con alcune ragazze – ha raccontato a Globoesporte un volontario che ha assistito alla scena -. Sappiamo tutti che questo è accaduto, ma non se ne può parlare molto. Se davvero c’è stato il furto, è successo sicuramente in quei momenti, dopo che sono andati in camera. Ma ora certamente tutti negheranno».  

E infatti arriva secca la smentita da parte del capo della delegazione spagnola Raul Jimenez, e poi anche dal direttore dell’albergo, Eduardo Barbosa. Ma la Fifa, invece, continua a confermare l’accaduto.

Balo e quella vendetta da rinviare

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L’Italia è a pezzi dopo la sfida contro il Brasile? Sicuramente gli infortuni sono pesanti e anche Mario Balotelli non potrà essere in campo nella semifinale di Confederations Cup contro la Spagna che la squadra di Prandelli disputerà giovedì sera. Gli esami diagnostici a cui l’attaccante è stato sottoposto hanno rilevato una “una distrazione muscolare di primo grado al quadricipite della gamba sinistra”. Balotelli su Facebook aveva detto “È da un anno che aspetto la Spagna. La vendetta è un piatto che va consumato freddo”, ma sembra proprio che questa “vendetta” dovrà essere “congelata” per Balotelli. Altro giocatore in dubbio è Riccardo Montolivo, anche lui rimasto infortunato contro il Brasile per una pallonata alla testa.

 

Gli Azzurri lottano fino alla fine contro i padroni di casa ma non basta

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Si è giocato in un clima rovente, con la polizia a proteggere lo stadio mentre fuori impazzava la protesta. I padroni di casa non hanno perdonato, nonostante la crescita che si è notata tra le fila azzurre, orfane di Pirlo e De Rossi.  L’inizio è stato un incubo per i ragazzi di Prandelli, con Buffon che deve metterci i pugni per salvare la sua rete anche se la sua porta sembra cedere fin dai primi minuti. Bisogna attendere il 15′ perchè Balotelli abbia la prima occasione: solo dieci minuti e Montolivo deve uscire. Si teme un infortunio, bisognerà attendere per vedere se lo troveremo in campo giovedì. Poco dopo è Abate a dover lasciar il campo per problemi a una spalla. Cambio anche per il Brasile, con Luis costretto ad uscire. In questo frangente è la Selecao a mantenere il controllo di palla anche se ancora non trova la conclusione. E’ passato il 45′ quando Dante segna il gol che porta il Brasile in vantaggio e che sembra in fuorigioco con anche Fred e Thiago Silva oltre la linea dei difensori azzurri. Ma si tratta di pochi centimetri e il segnalinee non coglie le due posizioni irregolari.

Gli azzurri stanno comunque giocando una partita equilibrata e alla ripresa quando, dopo solo 5′, Giaccherini segna con uno splendido tiro al volo che è anche il primo gol subito dal Brasile in questa Confederations Cup. Pochi minuti e Neymar, su calcio di punizione, riconquista il vantaggio aggirando la barriera e battendo Buffon. Non mollano i ragazzi di Prandelli e per dieci minuti presa costantemente: peccato che Julio Cesar sia pronto su un gran tiro di Balotelli dalla distanza. Ma subito dopo è Fred che non perdona e il vantaggio si allunga: 1-3. Ma la partita non è finita: al 70° l’arbitro Irmatov fischia un rigore su Balotelli, ma il pallone arriva a Chiellini che si fa perdonare l’infortunio su Fred e segna il gol del 3-2. L’arbitro finge di non aver fischiato il rigore e assegna la rete a uno stupefatto Chiellini. Prandelli schiera El Shaarawi al posto di Diamanti, cercando il pareggio che potrebbe arrivare all’80’: su calcio d’angolo colpisce perfettamente di testa Maggio. Per lui traversa piena. Gli azzurri sognano il pareggio ma ci pensa Fred a chiudere la partita all’89’. Termina 4-2 e ora bisognerà attendere giovedì, probabilmente contro la Spagna.

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Azzurri relegati in albergo in Brasile… ma Balo se ne va a spasso!

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La Nazionale Italiana, a causa della tensione che pervade le strade brasiliane, è rinchiusa in albergo, ma SuperMario non resiste al coprifuoco ed eccolo che si gode il Brasile condividendo la sua gioia in Twitter: “Salvador !! Sembro bahiano anch io! Kkk i look like a person from Bahia!!! Kkk” Intanto, a un giorno dall’incontro con la Selecao, spiega Prandelli: “Non è il caso di tornare a casa. In questi giorni la situazione è cambiata, a Rio si poteva visitare la città, a Recife e qui ci hanno vietato di uscire dall’albergo”. Ma riguardo il prossimo incontro le idee  sono chiare sul piano tattico: “Non voglio 90′ nella nostra metà campo, userò giocatori freschi”. Ma gli scontri non lasciano indifferenti gli azzurri, soprattutto ora che le misure di sicurezza sono state incrementate: “Se le manifestazioni sono civili stimolano il miglioramento del Paese – ha spiegato Prandelli – ma se diventano violente allora non possono essere condivisibili. E sarebbe una contraddizione inaccettabile se qui a Salvador noi e la Seleçao dessimo spettacolo sul campo e fuori si verificassero degli scontri e contestazioni”. Riguardo all’uscita di Balo, che ha raggiunto il lungomare, ha spiegato: “Aveva un permesso speciale, perché sembrava uno di loro – ha scherzato Prandelli -. Aveva un permesso speciale, considerato il tipo di cose che lui ha fatto qui (Supermario aiuta il progetto sociale della maggiore favela di Salvador ndr). E’ importante che un calciatore si renda conto della fortuna che ha e aiuti il prossimo”. Il pensiero però torna rapidamente alla prossima sfida che vale il primo posto nel girore con lo spettro della Spagna che incombe: “Non siamo legati a un modulo preciso, io preferisco interpretare le situazioni di gioco. Serviranno giocatori freschi, qui la condizione fisica conta moltissimo. E poi proveremo a fare qualcosa di diverso”. Chiaro anche il piano tattico: “Cercheremo i raddoppi di marcatura perché sono molto bravi nell’uno contro uno, poi proveremo a mettere il Brasile in difficoltà con la manovra, limitando gli spazi a disposizone”. Obiettivo del ct è la prestazione: “Non vogliamo evitare la Spagna, ma fare una bella partita. Mi aspetto coraggio dalla mia squadra, non voglio passare 90′ nella nostra metà campo”. Infine una battuta sul gioielliNeymar e sul duello con Balotelli: “Non noto molta differenza, sarebbe molto interessante vederli giocare insieme….”

I banditi che minacciano la Confederations Cup: furti e pistole

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Non solo sport alla Confederatios Cup che si sta svolgendo in questi giorni in Brasile. Susana Werner, moglie del portiere del Brasile ed ex Inter Julio Cesar, è stata rapinata da tre banditi armati che le hanno sottratto fede e passaporto mentre si trovava nel centro di Fortaleza, il giorno della sfida della Seleçao contro il Messico. La donna ha raccontato: “Mi hanno minacciato con una pistola alla testa Ringrazio il mio Dio di essere ancora viva”. Ma non è stata l’unica vittima. Dei ladri sono entrati nell’hotel di Recife, dove alloggiavano i giocatori spagnoli in occasione dell’esordio contro l’Uruguay, e hanno ne hanno derubati sei, tra cui il difensore del Barcellona Gerard Piqué. Sono stati gli stessi atleti a spiegare che dei contanti, per un totale di circa mille euro, sono spariti dalle borse nelle loro camere. Più fortunati i compagni, che avevano riposto il denaro in cassaforte o chiuso dentro le loro valigie.

Miracolosa Italia: recupera lo svantaggio e vola in semifinale

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Volano verso la semifinale contro il Brasile padrone di casa e in stato di grazia i ragazzi di mister Prandelli, dopo una partita sofferta che sembrava fosse già chiusa a favore dei nipponici dopo poco più di mezz’ora di gioco. Si è iniziata a vedere negli ultimi 10 minuti del primo tempo, l’Italia di Prandelli, dopo che i giapponesi hanno imperversato per gran parte del parziale portandosi in netto vantaggio per due reti a zero. Al 20′ fallo di  Buffon che cerca di rimediare a un passaggio sbagliato di De Sciglio e regala così un rigore che Honda realizza. Al 34′ il Giappone raddoppia grazie a una girata al volo in area di rigore di Kagawa, che deve ringraziare la pessima difesa azzurra. Soffre la superiorità dell’avversario e l’umidità la nostra Nazionale, ma la squadra non molla. De Rossi spezza la supremazia nipponica con un colpo di testa calibratissimo su calcio d’angolo di Pirlo al 41′. Poco dopo Giaccherini va vicino al pareggio ma la sfera colpisce con forza il palo. Al termine del primo tempo l’Italia è sotto di una rete, ma lo spirito in campo è nettamente cambiato. Nuova determinazione azzurra nella ripresa, con Uchida che al 50′ segna un autogol che regala il pareggio agli avversari: 2-2. Passano solo due minuti e Balotelli realizza un rigore che porta la squadra in vantaggio. Il Giappone soffre e risente della stanchezza soffrendo il gioco italiano. Nonostante tutto, al 69′ Okazaki riesce ad annullare il vantaggio: 3-3. Bisogna aspettare l’86’ per avere il gol che regala la vittoria alla squadra azzurra: lo sigla Giovinco. Complimenti agli avversari e al loro allenatore, l’italianissimo Andrea Zaccheroni.

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Aspettando Italia-Giappone: le probabili formazioni

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Mancano ormai poche ore e per Prandelli è tempo di parlare dell’incontro che i suoi ragazzi si preparano a disputare contro il Giappone: “L’ultimo allenamento sarà importante per capire la condizione, ma ci saranno dei cambi. I nipponici sono allenati da un grande allenatore come Zaccheroni, non sarà facile, hanno una grande preparazione fisica”. In Nazionale Balotelli sembra diverso: “E’ motivato e ha un granpotenziale, ma ci deve mettere del suo”. In conferenza stampa, il ct spiega che attenderà l’ultimo allenamento prima della formazione ufficiale: “Per il modulo bisogna proporre una squadra in grado di attaccare come contro il Messico”. L’esordio negativo del Giappone non fa star tranquillo Prandelli: “Di loro temo la preparazione fisica e le capacità di Zaccheroni che è un grande tecnico. Le difficoltà che incontreremo saranno simili a quelle contro il Messico. Non conta quante punte metterò in campo, ma l’atteggiamento”. Ma la ‘ricaduta’ su Balotelli è sempre in agguato, e Prandelli affronta l’argomento delicato con il sorriso: “Abbiamo già superato l’argomento nello spogliatoio, guardiamo avanti. Deve modificare qualche comportamento, ma crediamo molto in lui. Ha un grande potenziale, ma ci deve mettere del suo. Parlare di lui però è sempre difficile, perché da un momento all’altro può combinarti qualcosa”. In conferenza stampa, l’allenatore parla anche di De Rossi, dopo la polemica tra il centrocampista e la Roma: “A noi non importa . Come ho già detto, quello che gli chiediamo noi sono cose che un centrocampista come lui può, anzi deve, fare. Non pretendiamo che sia l’unico costruttore di gioco. Il resto non ci importa”. Sull’impegno del calciatore, del resto, non c’è da preoccuparsi, come lo stesso atleta ha spiegato ieri: ”Il mio futuro è domani, poi la partita con il Brasile e spero semifinale e finale. Quanto alla Roma, ho fatto dichiarazioni chiare e che ribadisco, ma sono convinto sarebbe irrispettoso se io mi distraessi troppo dalla Nazionale pensando alla Roma e al futuro”.

LE PROBABILI FORMAZIONI
Italia (4-3-2-1): Buffon; Maggio, Barzagli, Chiellini, De Sciglio; Aquilani, Pirlo, De Rossi; Montolivo, Giaccherini; Balotelli.
Giappone (4-2-3-1): Kawashima; Uchida, Yoshida, Konno, Nagatomo; Hasebe, Endo, Okazaki, Honda, Kagawa, Maeda.

Chissà se dopo l’incontro di oggi i tifosi giapponesi chiederanno ancora autografi a Pirlo!

Il biglietto da visita degli Azzurri in Brasile: 2-1 contro il Messico

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L’Italia inizia con il piede giusto l’avventura in Confederations Cup al Maracanà di Rio de Janeiro. O meglio. Con i piedi giusti, quelli più attesi, di Pirlo e Balotelli, autori delle due reti che hanno regalato la vittoria alla squadra del Mister Prandelli. L’Italia ha iniziato bene, con una formazione 4-3-2-1, creata su misura per il torneo. Parte subito all’attacco Balotelli, troppo centrale e facile per Corona. Il Messico risponde con Guardado che centra la traversa. Dopo di che, è Pirlo-show. L’arbitro non concede un rigore evidente, la difesa messicana tentenna, ma SuperMario, solitario in avanti, tira ogni volta che gli è possibile. al 27′, Pirla festeggia a modo suo la centesima presenza in Nazionale con una punizione che fa in modo che tutto lo stadio inneggi il campione. Poco dopo, Barzagli pasticcia con Dos Santos e regala agli avversari un rigore che Hernandez realizza. All’intervallo, si torna allo spogliatoio sull’1-1. La ripresa inizia con Montolivo  che spreca su una punizione di Pirlo mentre Balotelli s’innervosisce per un fallo appena fuori area, ricevendo insulti e fischi dagli spalti. Per tutta risposta, in un secondo tempo dal ritmo basso che costringe Prandelli a rivedere la formazione, segna al 78′ il gol partita: dai fischi si passa ai cori.

Per incontrare il Messico, Prandelli si affida al Cristo Redentore!

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Preferisce far dell’ironia il ct della Nazionale Prandelli, ripensando alla figuraccia rimediata nell’amichevole contro Haiti, terminata 2-2. ”Con Haiti abbiamo fatto beneficenza in tutti i sensi…”. E’ anche salito in visita sul Corcovado, dove c’è il Cristo Redentore, e qui ha recitato una preghiera quanto mai originale: ”Abbiamo bisogno di protezione dall’alto e sono sicuro che l’avremo. Questo pellegrinaggio ci farà sicuramente bene. Vedo che i ragazzi hanno già rivolto l’attenzione alla gara con il Messico e sono fiducioso”. L’allenatore ha apprezzato il cambio di prospettiva: ”Il Brasile è anche questo, non solo il calcio. Siamo venuti anche per fare queste cose che servono per ritemprare lo spirito e formare il gruppo. Ma ora torneremo sul campo a lavorare soprattutto sulle motivazioni”. Nel pomeriggio poi, allenamento regolare in vista dell’esordio in Confederation Cup. Assente El Shaarawy, rimasto fermo a causa di un sovraccarico muscolare.

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Era partita bene… finisce in figuraccia! Italia-Haiti 2-2

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Solo 19 secondi e Giaccherini ha segnato il primo gol dell’incontro, il più veloce della storia della Nazionale, ma il seguito non è stato all’altezza dell’avvio. Sicuramente pesano ancora all’Italia le ore di volo, sia sulla testa che sulle gambe, ma era lecito attendersi qualcosa di più dai ragazzi di Prandelli in vista dell’incontro di domenica contro il Messico. La formazione scesa nello stadio Sao Januario è tutta nuova rispetto a quella vista a Praga, ma non basta. Giaccherini parte subito alla grande e dilaga nei primi 15′, mentre la prima conclusione di Haiti arriva solo al 23′ con Saint-Preux. Alla mezz’ora Cerci spreca un’ottima opportunità calibrando male un pallonetto, mentre al 42′ Gilardino colpisce il palo sotto porta.  Il secondo tempo vede ancora una Nazionale svogliata, che fatica a costruire gioco e rischia di subire il pareggio già all’8′ con Astori che per poco non firma un autogol. Se la difesa sbanda, Prandelli reagisce: dentro Balotelli, De Rossi e Montolivo, fuori Gilardino, Diamanti e Giaccherini prima, poi El Shaarawy per Cerci. Ma ancora si soffre un avversario aggressivo. Si continua a rischiare il pareggio ma Marchisio decide di allungare il vantaggio. E da questo momento è il disastro totale. Gli azzurri si rilassano e Haiti non perdona: in sei minuti rimonta con un rigore di Saurel e un sinistro di Peguero.

Figuraccia in campo… e sugli schermi! La grafia della Rai ha regalato una vera perla: forse presa in contropiede dal gol di Giaccherini che fa cambiare rapidamente risultato, manda sugli schermi: Pepepepepe-Quaquaquaqua 1-0. Solo all’intervallo arriva la spiegazione dei conduttori: “si è trattato di un problema legato al software, chiediamo scusa!.

La Nazionale italiana a dieta: prosciutto e parmigiano bloccati in aeroporto!

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La Nazionale Italiana arriva in Brasile e l’accoppiata Balotelli – El Shaarawy non manca di dare subito spettacolo: una partita a futvolley, su richiesta di alcuni brasiliani mentre i ragazzi si godevano una passeggiata sulla spiaggia di Barra da Tijuca, scortati a distanza da due uomini della sicurezza. Ma la simpatia è stata manifestata a tutti i ragazzi di Prandelli, con i tifosi in attesa davanti all’hotel per scattare alcune foto.
Ma non solo “momenti di festa”, una brutta notizia è arrivata già all’arrivo in aeroporto domenica nella tarda serata: una buona parte delle scorte alimentari è infatti stata momentaneamente sequestrata alla dogana visto che la legislazione brasiliana richiede permessi particolari per l’importazione di alcune derrate. I ragazzi scenderanno quindi in campo questa sera al Maracanà contro Haiti senza aver potuto assaggiare prosciutto crudo e cotto, bresaola e per l’adorato parmigiano. Via libera invece per olio, pasta e pelati. Ma gli azzurri non si sono abbattuti e la gioia per lo sbarco a Rio la manifestano via Twitter e postando foto in Instagram.

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El Shaarawy: “io voglio restare nel club al quale mi sento legato”

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E’ una lunga intervista quella a cui si è sottoposto El Shaawary per Repubblica, al suo arrivo in Brasile con la Nazionale per la Confederations Cup e il primo quesito riguarda uno degli argomenti più caldi del calciomerato: la sua cessione al Manchester:  “Nessun pensiero, non penso proprio che andrò via dal Milan. Se è vero che il City mi vuole, la cosa mi lusinga. Però io voglio restare nel grande club in cui mi trovo benissimo e al quale mi sento legato”. Il calciatore tiene a ribadire che “io al Milan ho sempre sentito e sento la totale fiducia da parte di tutti” : della società, di Allegri, che mi ha lanciato e incoraggiato, e dei compagni: anche quando non ho più fatto gol come prima, tutti mi hanno riconosciuto un lavoro importantissimo. Se sono qui in Nazionale, lo devo anche a loro”. Una squadra che, lo scorso venerdì contro il Praga, non è stata memorabile: “Siamo stati poco brillanti, inutile nasconderlo. Ma il punto è stato importantissimo per avvicinarci al Mondiale. Alla Confederations Cup andremo meglio, ne sono sicuro”. Parlando della stagione “fantastica”, ha affermato di essere stato il primo a sorprendersi: “Perché io sapevo di avere bisogno di giocare con continuità. Ma non mi apettavo così tanti gol, né di restare tanto a lungo in cima alla classifica cannonieri e di ritrovarmi in Nazionale e di segnare il mio primo gol, addirittura a una squadra come la Francia: è stata una tra le emozioni più grandi che io abbia mai vissuto”. E quali sono dunque le altre? “Il debutto in Nazionale, il primo gol in serie A e il primo gol in Champions, a San Pietroburgo con lo Zenit, anche perché è arrivato in un momento un po’ difficile per il Milan”. Tutto perfetto nella vita del Faraone? “Direi proprio di sì, però un piccolo cruccio a me e alla mia famiglia è rimasto: non ho mai giocato con la maglia del Genoa a Marassi, anche se ho esordito in serie A a 16 anni, in trasferta. Mi sarebbe piaciuto, quello stadio dà una carica tutta particolare. Ora sono qui, a giocare in Nazionale con Pirlo e Buffon, ma quella rimane una cosa che mi manca un po’”. Un grande percorso, ma “Devo ringraziare Antonio Rocca, uno dei miei primi ct, che me l’aveva predetto”. Cosa aveva detto l’allenatore al ragazzo dal futuro splendente? “Che avrei bruciato le tappe. Lui, che è stato appunto uno dei miei ct nelle giovanili come Salerno, Zoratto, Francesco Rocca, Ferrara e Mangia, a un torneo in Ucraina, in cui segnai due gol in semifinale e in finale, mi disse questo: “Non ti preoccupare, tra un anno e mezzo sarai nell’Under 21″. Avevo 16 anni e già tanti idoli da imitare”.

Ma una domanda resta: da quando Balo è sbarcato al Milan, lui ha smesso di segnare: “Non c’entra niente. Anzi, lui mi agevola, è uno che ti sa mettere davanti alla porta. Ci siamo scambiati assist e occasioni da gol. E comunque intesa ce n’era e ce n’è tanta, dentro e fuori dal campo”. Ma lui, cosa crede di aver imparato strada facendo? “Tanto, come calciatore e come uomo. Dai grandi campioni ho preso qualcosa in tutto: a livello tecnico e umano. Ho imparato, ad esempio, a rapportarmi di più con le persone, a gestire il gossip, anche se, essendo un tipo riservato, preferirei rimanerne fuori: vorrei che si parlasse di me soltanto per quello che faccio in campo. Con Allegri ho dialogato molto di più e lui mi ha dato molti consigli, soprattutto su come gestire la vita fuori dal campo”. Si trova anche il tempo per parlare degli episodi razzisti negli stadi e, in questo senso, la nazionale multietnica aiuta: “E’ un aspetto importantissimo. E’ un altro segnale forte di un paese moderno, quando calciatori con cognomi stranieri o diversi tra loro per il colore della pelle fanno parte della stessa nazionale. Tre o quattro di noi sono già inseriti in squadra, altri ne arriveranno negli anni”. Ma ora che è un idolo di molti, cosa conta di fare? “E’ una bella responsabilità. Però, non lo nego, mi fa anche piacere che tantissimi gioivani mi prendano come esempio. Me ne sono accorto piano piano: dai complimenti che ricevo, da qualche pagina su Facebook e naturalmente dalla percentuale di ragazzini con la cresta come la mia che vedo in giro. Sento l’obbligo di tenere sempre un certo comportamento. Cioè devo continuare a comportarmi come facevo prima di essere famoso: restare semplice è il migliore esempio che io possa dare”.

Stadio chiuso a Rio de Janeiro… gare a rischio, anche i giochi 2016!

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Lo stadio ‘Joao Havelange’ di Rio de Janeiro è stadio chiuso a tempo indeterminato per motivi di sicurezza. I problemi maggiori riguardano la copertura, il tetto è pericolante e rischia di cadere. Lo stadio, costruito sei anni fa e con una capienza di 47 mila persone, ospita le gare interne di Botafogo, Flamengo, Fluminense e Vasco da Gama, quattro prestigiosi club di Rio. L’Havelange non ospiterà gare della Confederations Cup di quest’estate, ma le preoccupazioni maggiori riguardano i Giochi Olimpici del 2016.

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Italia-Brasile la sfida si rinnova S.T: 2-2

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Si ricomincia a giocare dopo il finale rocambolesco che ha portato il Brasile in vantaggio nel primo tempo per 2 gol a 0. Doppio cambio per l’Italia, fuori Osvaldo e Pirlo, dentro Cerci ed El Shaarawy.  Italia che passa al 4-3-3 con Cerci ed El Shaarawy larghi, De Rossi regista, Giaccherini interno destro. Al 4′ prima azione offensiva dell’Italia con un cross di Cerci per Balotelli, l’attaccante del Milan sbaglia tutto. In questa ripresa sembra che i due gol abbiano tagliato le gambe agli azzurri. C’è stato un tiepido inizio di secondo tempo per la formazione italiana che sembra ancora accusare il colpo di un primo tempo quasi perfetto, in cui ha subito due gol sfortunati. Al 7′ però cambia marcia Balotelli di tacco per El Shaarawy! L’egiziano si inserisce in area, Julio Cesar chiude in angolo. 8′ Il calcio d’angolo, tocco d’esterno di De Rossi in anticipo, Julio Cesar non può nulla. All’11’ palla rubata, Balotelli dal limite dell’area la piazza a giro beffando Julio Cesar che era un po’ fuori dai pali! 2-2 dell’Italia e la partita ricomincia in perfetta parità. 13′ e l’occasione di Hulk tutto solo davanti a Buffon, l’attaccante dello Zenit si dimentica il pallone sul tentativo di saltare il portiere. Al 16′ un cambio anche per i brasiliani  fuori Oscar dentro Kakà. Ancora Italia e ancora Balò, solo, davanti al portiere dal limite dell’area, il numero 9 azzurro conclude male e si fa respingere il pallone dall’uscita disperata del portiere. Occasione che poteva portare al vantaggio. 21′  Altro cambio per l’Italia, fuori Giaccherini, dentro Poli. Siamo al 22′ quando c’è l’ennesima occasione a favore dell’Italia su calcio d’angolo, stacca perfettamente Bonucci che sfiora mandando largo il colpo di testa. Un cambio anche per i brasiliani dentro Diego Costa al posto di Fred. Diego Costa dentro nel Brasile al posto di Fred. 27′ Fallo di Hernanes da dietro ai danni di Balotelli che reagisce a brutto muso. Meritavano entrambi il giallo, l’arbitro sorvola. Il laziale sarebbe stato da espellere. Ancora sotituzioni, questa volta per l’Italia, fuori De Sciglio, dentro Antonelli. 30′ Balotelli a colpo sicuro, Dante devia in angolo! Cerci per Super Mario, l’attaccante del Milan conclude di prima intenzione, il Brasile si salva. Ammonito Maggio, fallo su Marcelo. Sulla punizione seguente di Hulk Buffon para sicuro a terra. Al 33′ brutto scontro tra De Rossi e Buffon, poi si rialzano entrambi. 37′ fuori Balotelli, acclamato dal pubblico, dentro Gilardino. 39′ Cambio nel Brasile, fuori Hulk dentro Jean. Fino ad ora Brasile tutt’altro che letale su punizione, Neymar centra ancora una volta la barriera. Il ritmo della gara si abbassa, ora il Brasile prova a venire fuori, gli azzurri non devono sprecare un secondo tempo molto produttivo e tentare in contropiede. Al 45′ scoccato cambio per il Brasile, fuori Hernanes, dentro Luis Gustavo.

Un inizio di secondo tempo tiepido per l’italia, ma dopo i primi 5′ gli azzurri hanno iniziato a carburare e si sono riportati in pareggio con i gol di De Rossi e di Balotelli. Poi tanta Italia, ma molti colpi imprecisi, sul finale i ritmi si abbassano, bella gara ma l’Italia meritava di vincere.

Italia-Brasile la sfida si rinnova P.T: 0-2

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Prima di iniziare a giocare i 22 giocatori in campo hanno tenuto un lungo striscione con su scritto: ‘No racism’ mentre il centrocampista del Milan Kevin Prince Boateng ha letto un messaggio al pubblico in cui paragona il razzismo alla malaria. Poi un 1′ di silenzio per ricordare Mennea. L’Italia gioca con il lutto al braccio.

Si parte per l’ennesima sfida all’ultimo respiro fra Brasile e Italia.

Al 2′ Subito Brasile, con Hulk che scaglia un pallone da lontano che non impensierisce Buffon. Italia in avanti e ottima occasione per Giaccherini che è andato vicino al gol.  Lo juventino converge e costringe Julio Cesar a chiudere in angolo. un minuto più tardi uno scontro non molto amichevole tra il laziale Hernanes e Osvaldo. Brasile ancora pericoloso. Penetrazione centrale di Neymar, Bonucci non riesce a contenerlo, Buffon costretto a parare in tuffo. Riparte l’Italia con Balotelli che subisce fallo a metà campo da Hulk. La punizione è un lancio lungo per Balò: tiro al volo con David Luiz in ritardo, Julio Cesar con i piedi manda in angolo! Sempre l’Italia che sta provando a premere con Balotelli che dialoga con Maggio e scarica a Pirlo che sbaglia l’assist per Osvaldo. Sulla ripartenza del Brasile è buona la chiusura di De Sciglio su Hulk lanciato sulla destra. E’ l’11 quando Dani Alves sfida De Sciglio sulla destra, al centro per Hernanes che calcia con il sinistro, tiro strozzato che finisce largo. Tensione in campo Balotelli si arrabbia per un fallo non fischiato, l’Italia recupera subito la palla e Super Mario ha l’occasione di tirare dal limite dell’area, David Luiz mette in angolo. Il Brasile fatica a ripartire, Osvaldo spreca una buona occasione calciando male dal limite dell’area, Balotelli ancora arrabbiato, avrebbe voluto il pallone. Al 17′ il Brasile sorprende con la punizione dai 35 metri, tutti si aspettano Hulk, invece prova Fernando che però non trova la porta. L’Italia esce bene dal pressing del Brasile, azione da destra a sinistra con Balotelli che cerca l’assist per Osvaldo, il giallorosso colpisce di testa fra due uomini, la traiettoria finisce alta. Scolari passa al 4-2-3-1 abbassando Hernanes e alzando Oscar sulla linea dei trequartisti. A metà del primo tempo occasione buttata per l’Italia!  Pirlo lotta con Neymar e metà campo, si libera con il brasiliano che si lamenta per un colpo al volto, lo juventino sfodera uno dei suoi lanci per l’inserimento di Maggio che da posizione defilata calcia male, Julio Cesar in uscita respinge. Al 27′ c’è la prima ammonizione, fallo di Fred su De Rossi. 28′ è il momento di Montolivo che calcia dai trenta metri, palla larga. Al 33′ arriva il gol del Brasile! Cross dalla sinistra, Bonucci prolunga la traiettoria, la palla finisce per essere perfetta per Fred che di prima al limite dell’area piccola buca Buffon. 0-1! Un vero peccato perchè l’Italia aveva dominato tutto il primo tempo e si meritava un vantaggio. 37′ Giaccherini ruba palla e serve Balotelli al limite dell’area, il milanista sceglie il tiro invece di allargare per De Rossi, Julio Cesar para in tuffo. Poteva fare meglio Super Mario. 39′ ancora una conclusione azzurra, Giaccherini vede l’inserimento di Pirlo che calcia dal limite dell’area, palla larga. repentino cambio di campo e occasione per il Brasile, De Sciglio d’esperienza con una spallata ferma Dani Alves. Ormai è Brasile! Secondo gol. Con un perfetto contropiede condotto da Neymar che scarica per Oscar, De Sciglio è in ritardo e il giocatore del Chelsea batte ancora Buffon per lo 0-2. Allo scadere del primo tempo occasione per l’Italia. La deviazione volante di Osvaldo non trova la porta, è la quinta possibilità per gli azzurri nitida, ma non arrivano i gol, i brasiliani al contrario sono perfetti.

Hanno giocato un ottima partita glia zzurri peccato per il risultato parziale del primo tempo che vede in vantaggio i Brasiliani, che al contrario hanno giocato poco ma concretizzato di più.

L’Italia con il lutto al braccio sfida il Brasile… Formazioni!

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Italia-Brasile, in programma stasera dalle 20.30 a Ginevra – dove gli azzurri scenderanno in campo con il lutto al braccio per ricordare Pietro Mennea – sarà un’amichevole solo sulla carta. Perché entrambe le squadre sono in cerca di certezze, perché si affrontano due nazioni che mettono sul campo nove titoli mondiali, perché sono le prove generale della Confederations Cup del prossimo giugno.

Ecco le probabili formazioni di Italia-Brasile:

Italia (4-3-1-2): 1 Buffon; 2 Maggio, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 5 De Sciglio; 16 De Rossi, 21 Pirlo, 8 Marchisio; 23 Giaccherini; 10 Osvaldo, 9 Balotelli. A disp.: 24 De Sanctis, 7 Abate, 3 Antonelli, 13 Astori, 17 Ranocchia, 20 Candreva, 25 Cerci, 22 Diamanti, 18 Montolivo, 6 Poli, 14 El Shaarawy, 11 Gilardino, 12 Giovinco, 27 Marchetti, 26 Sirigu. All. Prandelli.

Brasile (4-3-3): 1 Julio Cesar; 2 Dani Alves, 3 Dante, 4 David Luiz, 6 Filipe Luis; 5 Fernando, 10 Oscar, 8 Hernanes; 7 Hulk, 9 Fred, 11 Neymar. A disp.: 12 Diego Cavalieri, 13 Dedè, 14 Thiago Silva, 15 Marcelo, 16 Jean, 17 Luiz Gustavo, 18 Kakà, 19 Osvaldo, 20 Diego Costa. All.: Scolari.

Arbitro: Studer (Svi).

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