Il condono tombale che piace al Pdl e che sfrutta il sisma emiliano

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Poteva mancare il condono tombale edilizio? Certamente, no! Se al governo c’è il Pdl prima o poi arriva la proposta e così ecco un emendamento a firma Domenico De Siano del Pdl per il decreto sulle emergenze ambientali che propone di “riaprire fino al 31 dicembre 2013” i termini della sanatoria del 2003.  Ad accorgersi dell’emendamento che suona come un fantasma nelle carte è stato il senatore del Partito Democratico, Stefano Esposito.  La scusa per riaprire la sanatoria tombale del 2003, è la necessità di trovare risorse da destinare alle popolazioni terremotate dell’Emilia Romagna.

Per il senatore Pd, “è vergognoso che si voglia far passare come una norma di solidarietà per i terremotati il tentativo di riaprire il condono edilizio del 2003, provvedimento contro il quale il Partito democratico si è sempre opposto e continuerà a farlo”. Il rischio del blitz è di “alzare la tensione su un argomento sensibile come quello dei condoni, su cui il Pd ha espresso chiaramente la propria posizione e questo sarebbe un atto irresponsabile.  Siamo certi che – ha concluso Esposito – nè il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, nè il capogruppo al Senato Renato Schifani saranno complici di un tentativo maldestro e tardivo di sanare vecchie speculazioni edilizie”.

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La guerra del mattone sarà legalizzata?

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Governo al servizio… del condono edilizio? Dopo anni di danno all’ambiente irreparabili, dopo sfregi su sfregi, dopo aver costruito in zone non sicure e con materiali scadenti per poi chiedere soldi allo Stato al primo terremoto, anche lieve, che ha ridotto in cenere le abitazioni o dopo un esondazione che ha distrutto la propria villetta costruita abusivamente sull’argine di un fiume, dopo tante promesse di aver cercato una politica sostenibile… torna alla ribalta il CONDONO EDILIZIO!!!

Quella legge che priva i cittadini onesti di poter vivere il territorio e ne abbassa immediatamente il prezzo poiché nessuno vuole più abitare in zone degradate da costruzioni nate come funghi, senza un piano edilizio predisposto dal comune e soprattutto deturpa l’ambiente con gravi ripercussioni su flora e fauna. Uno scempio, un crimine verso la natura e verso i concittadini che poi viene legalizzato dallo Stato.

Questi i dati della regione campania: 129mila case illegali, 6mila ogni anno, 500 al mese, 16 al giorno, una industria che non risente di spread e crisi e che per rilanciarsi aspetta una sola parola d’ordine: sanatoria.

Francesco Nitto Palma nella sua prima intervista da presidente della Commissione giustizia del Senato, lo ha promesso: “Presenteremo subito una iniziativa di legge per tutelare gli interessi dei cittadini campani che non possono vedere andar giù la loro casa”. Un disegno di legge è già pronto. “Il condono – dice Arturo Scotto, deputato napoletano di Sel – è l’autobiografia del Pdl in Campania, qui alle scorse elezioni, in due settimane, Berlusconi è riuscito a recuperare migliaia di voti concedendo quella che è una vera e propria licenza di uccidere il territorio. Ora vogliono riaprire i termini del condono, una iattura, con il Pd che sembra essere dentro un incantesimo e vuole trasformare i rospi (Alfano, Cesaro, Nitto Palma) in fatine”.

“L’abusivismo in Campania – è la reazione di Michele Buonomo, presidente di Legambiente – ha creato situazioni di non ritorno, le case illegali sono migliaia, quelle costruite per necessità una piccolissima percentuale. Si vada a vedere piuttosto chi c’è dietro l’urbanistica totalmente abusiva”.

Ma chi c’è spesso e volentieri dietro l’abuso edilizio? La camorra. Non a caso l’81% dei comuni sciolti per mafia in Campania negli ultimi vent’anni è stato commissariato anche per gli abusi edilizi e per il mattone illegale. In provincia di Napoli sono l’83%, il 77% in quella di Caserta. A Napoli c’è poi un intero quartiere nato abusivo: Pianura che conta 58mila abitanti e 70mila domande di sanatoria. Una micro città all’interno di una metropoli!

Inoltre su queste case abusive si risparmia: non si paga l’Imu, nè la tassa sui rifiuti urbani… spesso si riesce a eludere anche luce, gas e acqua. Ma anche se regolarizzate queste case non porteranno mai l’Imu nelle casse statali… saranno sempre classificate come prima casa! 

 

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