Torna Lady Gaga ed è ovazione al gay Pride di New York

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Non poteva certo mancare Lady Gaga al Gay pride. Così venerdì sera la cantante è tornata sul palco per la prima volta, a New York, dopo l’intervento all’anca che l’ha costretta a interrompere il “Born this way tour”.

Lady Gaga  ha cantato l’inno americano, con la bandiera arcobaleno in mano, durante il Gay Pride nella Grande Mela. Durante il discorso ha detto: “Non siamo una nicchia, siamo una parte imponente dell’umanità e io credo che sia tempo che le strade siano sicure. Chiedo la salvaguardia dei nostri diritti”.

Orgoglio gay… da New York a San Francisco, ma anche Google festeggia

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Nella giornata mondiale dell’orgoglio gay, in occasione del gay pride che si terrà a New York, l’Empire State Building, simbolo della Big Apple festeggia con i colori arcobaleno. D’altra parte è nata proprio a New York nel 1970 la parata del gay pride in memoria della “rivolta di Stonewall” avvenuta un anno prima. Stonewall Inn era infatti un locale per omosessuali molto noto a New York che fu teatro di forti scontri tra polizia e comunità gay.

Ma se New York festeggia anche San Francisco si tinge di arcobaleno. Il Council Hall (municipio) è stato infatti illuminato con i colori della bandiera del movimento gay, diventando così una vera e propria festa per gli occhi.

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Quest’anno, grazie anche alla storica sentenza della Corte Suprema degli Usa, i festeggiamenti sembrano essere iniziati in anticipo e con un coinvolgimento maggiore da parte di tutta la popolazione, una festa che sta investendo tutte le più grandi città Usa.

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Anche Google festeggia con un Easter Eggs. Se si prova a cercare le   parole “gay”, “lesbica”, “transgender” (e i loro sinonimi) o l’acronimo “lgbt”, la barra di ricerca diventa arcobaleno. Sono giorni che l’azienda di Mountain View ha voluto unirsi ai festeggiamenti della comunità lgbt per la sentenza.

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L’invecchiamento dei gay…

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Che succede quando i gay invecchiano e non sono tutelati a causa di discriminazioni  legislative e culturali? Che succede quando questi anziani, spesso privi dei figli che possono provvedere a loro, si sentono emarginati e soli?

 Del problema, negli Usa, se ne occupa la Sage (Services & Advocacy for LGBT Elders, la più grande organizzazione statunitense dedicata a migliorare la vita di anziani lesbiche, gay, bisessuali e transgender) che dichiara che a oggi gli over 65 gay e lesbiche sono tra gli 1 e i 4 milioni ( i dati oscillano a causa che ancora molti di loro non ammettono apertamente di esserlo), ma si prevede un numero raddoppiato già per il 2030. Bisogna quindi attrezzare strutture in grado di accoglierli  e che siano specificatamente dedicate agli anziani LGBT. Chi entra oggi in normali case di cura per anziani spesso è costretto a nascondere la sua natura di gay o di lesbica per non ritrovarsi emarginato o isolato all’interno della comunità. Ci sono stati anche casi di maltrattamenti come è stato rilevato nel 2011 da uno studio condotto da National Senior Citizens Law Center, organizzazione no profit che si occupa di tutelare i diritti degli anziani.

C’è poi il problema della povertà che colpisce doppiamente i gay. Infatti con la crisi immobiliare è sempre più complesso reperire alloggi a prezzi accessibili e circa il 49% delle persone over 65 sono considerate povere a causa del loro basso reddito, ma mentre le coppie di anziani sono tutelate a livello federale, i gay non lo sono affatto.

Esistono già oggi in molte città americane delle strutture dedicate all’accoglienza di anziani omosessuali o di coppie di anziani omosessuali: oltre agli alloggi offrono molti servizi legati all’assistenza sanitaria o all’attività sportiva e ricreativa. Tutte hanno liste d’attesa anche decennali e sono in espansione, comprese le più costose: “Birds of a Feather Resort Community” si trova dal 2004 a Pecos, in New Mexico, e ha intenzione di raddoppiare i posti disponibili nel corso del 2013; “Triangle Square“, a Los Angeles, ha aperto una seconda sede che sarà disponibile dal 2014. Negli Stati Uniti sono state fondate anche delle vere e proprie comunità gay e lesbiche, piccole città protette da cancelli in cui vivono solo persone omosessuali: la più celebre è Palms of Manasota, in Florida.

In Europa un simile progetto esiste dal 2012 e si trova a Berlino, nel quartiere di Charlottenburg. La casa per gay e lesbiche che hanno superato i sessant’anni è molto grande, copre un intero isolato e si chiama MehrGenerationenHaus (“casa delle molte generazioni”). Gli appartamenti sono in affitto, sono previsti anche settori particolari per chi soffre di demenza senile e l’infermeria è aperta 24 ore su 24.

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