Paul Walker rimpiazzato: ecco chi sostituirà l’attore

paul-walker-tuttacronacaEra il 30 novembre scorso e Paul Walker moriva in un drammatico incidente stradale. La star di Fast & Furious, oltre a dover girare il capitolo 7 della saga che gli aveva regalato la fama mondiale, aveva in programma altri due film: The best of me e Agent 47. E’ stato confermato che la pellicola sulle corse d’auto dove l’attore ha recitato insieme a Van Diesel fino al giorno della sua morte, uscirà lo stesso nelle sale con le scene girate dal divo. Per quel che riguarda gli altri due progetti, invece, i registi hanno pensato a delle sostituzioni. In The best of me, adattamento del libro di Nicholas Sparks diretto da Michael Hoffman e con Michelle Monaghan, le cui riprese sono stabilite a inizio febbraio, reciterà James Marsden. In Agent 47, invece, reciterà l’attore di “Homeland”, Rupert Friend. La pellicola è tratta dalla serie di videogiochi in cui Walker avrebbe interpretato l’assassino Hitman.

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La morte di Paul Walker: la Porsche lanciata a oltre 160 km/h

Paul-Walker-tuttacronacaDall’autopsia e dagli esami condotti dal medico legale è emerso che la Porsche su cui viaggiava l’attore Paul Walker, morto lo scorso 30 novembre per uno schianto dell’auto contro un albero a nordest di Los Angeles, andava a più di 160 chilometri orari. Il giorno  successivo all’incidente erano state molte le voci sulla possibilità che l’auto, su cui l’attore si trovava con un amico, fosse impegnata in una gara con un altro bolide. L’entourage della star di Fast & Furious ha sempre smentito, ribadendo che l’attore era di ritorno da una manifestazione benefica.

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Shock in Usa: il sito che annuncia che Paul Walker non è morto

paul_walker-tuttacronacaLa morte di Paul Walker ha gettato nella disperazione migliaia di fan e c’è chi ha tentato di dare un senso al terribile incidente che ha tolto la vita alla star hollywoodiana e all’amico Roger Rodas. In sole 48 ore era già pronta la teoria di un complotto ad hoc e ora il sito americano nodisinfo.com lancia un’altra bomba: Paul Walker non solo non sarebbe morto ma l’incidente sarebbe stato inscenato così come il suo decesso sarebbe stato falsificato. Il sito dedica numerosi articoli a questa ipotesi, cercando di dimostrare in tutti i modi l’incidente-fake che ha coinvolto il famoso attore di ‘Fast and Furious’. A questo punto resta aperta la questione del perchè mai avrebbe dovuto inscenare la sua morte. “Paul Walker non è morto, neppure Roger Rodas. Sono entrambi vivi e vegeti, i loro parenti lo sanno bene”, scrivono sul un’articolo nel sito.  Ad essere presa di mira è anche la ragazza di Walker, accusata di aver cambiato stato d’animo, da sorridente a disperata, non appena ha visto l’arrivo delle telecamere.  “Perché tormentano la gente? Vogliono confondere volutamente e ingannare il popolo. Perché? I decessi di Walker e Rodas sono stati falsificati sulla base di un incidente d’auto fasullo coinvolgendo in stile hollywoodiano”, conclude l’articolo.

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I funerali di Paul Walker

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Paul Walker, l’attore di Fast and Furious, è stato cremato il 12 dicembre a Glendale, in California. I funerali si svolgeranno in forma privata e solo per la famiglia e i più intimi sabato 14 dicembre, scrive il RadarOnline.

Le sue ceneri saranno divise: una parte sarà seppellita in un’urna, il resto sarà tenuto dalla famiglia in suo ricordo.

Oltre alla famiglia, solo alcuni degli amici più intimi di Walker e le co-star dei film Fast and Furious prenderanno parte alla cerimonia funebre.

La decisione di limitare il pubblico ai funerali è stata presa per proteggere la figlia di Walker, Meadow, che ha perso il papà a 15 anni ed è distrutta dal dolore.

Cody Walker, fratello di Paul, ha eseguito un sopralluogo del cimitero di Los Angeles per scegliere il luogo della sepoltura.

L’auto di Walker e i problemi di frizione, parla l’ex proprietario!

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La macchina, la porsche che ho venduto a Paul Walker aveva un difetto, aveva dei problemi con la frizione”, a parlare è il vecchio proprietario della Porsche di Paul Walker: “Aveva dei problemi soprattutto per mettere la prima ma ho guidato spesso quella Porsche in montagna, anche a velocità elevata, e non ho mai avuto problemi”.

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Secondo le ultime dichiarazioni della polizia di Los Angeles, riportate dallo sceriffo, intervistato da NBC News, l’attore sarebbe morto nell’impatto mentre procedeva a un’andatura di 70 km/h.

Nessuna corsa clandestina, ma un incidente come tanti che poteva accadere a chiunque. Le autorità affermano, inoltre, che sembrerebbe priva di fondamento la notizia per cui ci fosse una seconda macchina coinvolta nell’incidente.

Paul Walker: una settimana dopo, il rally in suo onore

paul-walker-rally-tuttacronacaIl dolore per la morte di Paul Walker è ancora vivo e, dopo una settimana dall’incidente che ha spezzato la vita all’attore di Fast and Furious e all’amico Roger Rodas, i fan hanno organizzato un rally in loro memoria. A Santa Clarita, a nord di Los Angeles, lungo la strada dell’incidente, è stato creato una sorta di santurio con candele, fiori e piccoli pensieri. Non manca neanche un enorme pannello per lasciare il proprio messaggio mentre sui vetri delle auto si legge: ”R.I.P. Paul Walker”, ma c’è anche chi indossa felpe personalizzate su cui sono stampati il volto e le frasi dell’attore.

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Dopo la morte di Paul Walker… basta un video e arriva la teoria del complotto!

paul-walker-tuttacronacaE’ un complotto degli Illuminati. Paul Walker è morto lo scorso primo dicembre in un incidente automobilistico e, come segnala Protesi di Complotto i fan dei complotti in meno di 48 ore hanno creato un complotto ad hoc per la morte dell’attore di Fast and Aurious. Prove non ce ne sono, ma a quanto pare è bastato un video nel quale non si vede quasi nulla per decidere che si tratta di una cospirazione.

UNA PRIMA E POI UNA SECONDA ESPLOSIONE DIMOSTRANO L’ESISTENZA DI UN COMPLOTTO? LE ‘COINCIDENZE’ CHE ORA CIRCONDANO LA MORTE DI PAUL WALKER SI STANNO ALLINEANDO E SONO IMPOSSIBILI DA TRASCURARE.
I COLLEGAMENTI FATTI DALLO YOUTUBER PAUL GARDINER DIMOSTRANO CHE LA MORTE DI PAUL WALKER E’ UNA ‘MORTE DE GLI ILLUMINATI’?

La premessa dalla quale parte il pezzo in questione, che mette i punti interrogativi solo per porre domande retoriche, è che:

I VERI GIORNALISTI DI CRONACA, (DAI PENNIVENDOLI CHIAMATI TEORICI DEL COMPLOTTO) STANNO DISCUTENDO SE IL FILMATO REGISTRATO DALLA TELECAMERA DI SORVEGLIANZA CHE MOSTRA L’AUTO DI PAUL WALKER MENTRE COLPISCE UN ALBERO, RIVELA UNA COSPIRAZIONE O UN REALE INCIDENTE. QUELLO CHE EMERGE DA ALCUNI FRAME È CHE SEMBRANO ESSERCI DUE ESPLOSIONI. SEMBRA CHE CI SIA UNA ESPLOSIONE AL MOMENTO DELL’IMPATTO E UNA SECONDA POCHI ISTANTI PIÙ TARDI.

Ovviamente non manca un movente, che giunge da fonte irreprensibile:

NEI FORUM DI COSPIRAZIONE E’ ANDATA VIA VIA FORMANDOSI UN’INTERESSANTE TEORIA RIGUARDO LA MORTE PREMATURA DI PAUL WALKER E SAREBBE CHE L’ATTORE DI FAST & FURIOUS FACENDO PARTE DELL SOCCORSO FILIPPINO PER IL TIFONE, VOLEVA ESPORRE “UNA COSPIRAZIONE CHE MIRA A FORNIRE LE VITTIME DEL TIFONE HAIYAN UN FARMACO PROTOTIPO DI CONTROLLO DELLE NASCITE PERMANENTE NASCOSTO NELLE FORNITURE DI MEDICINALI E AIUTI ALIMENTARI”

E per sicurezza, arriva anche una seconda teoria:

UN’ALTRA TEORIA È CHE WALKER ABBIA SCOPERTO IL DENARO SPORCO CHE GIRAVA ATTORNO AL SISTEMA DEGLI AIUTI E “AVREBBE SENSO PERCHÉ POSSEDEVA UNA SOCIETA’ SPECIALIZZATA NELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO RAPIDO”.

A questo punto, non può mancare la conclusione frutto del brainstorming:

SE QUESTE TEORIE SONO CORRETTE, ALLORA, LE PAROLE CHE WALKER HA PRONUNCIATO NEL SUO FILM DEL 2000 ‘THE SKULLS’, QUANDO DISSE  “SE CONTINUATE A SCAVARE VI SCAVATE LA TOMBA”, ERANO ALTAMENTE PROFETICHE.

E così, anche per questa nuova morte la teoria del complotto è servita. In attesa di trovare nuovi spunti…

“Tutto un complotto!” La Cancellieri e la lezione di B vista da Colombo

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Furio Colombo, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ieri aveva redatto un articolo dal titolo  “Cancellieri e la lezione di B. È tutto un complotto”. Sotto la lente naturalmente ci sono quelle dimissioni in date dopo lo scandalo Ligresti e quelle frasi che troppo spesso affiorano, forse da troppo tempo, sulla bocca dei nostri politici. Una di queste è senza dubbio “è tutto un complotto”

“Che cosa è accaduto della vecchia rispettabile pratica delle dimissioni? Il più delle volte, se ci assiste la memoria, ce lo ricordiamo come un gesto di dignitosa e rispettabile reazione con cui qualcuno, in posizione importante, fermava un dubbio o una obiezione o un dissenso su qualcosa che gli sembrava non rinunciabile, e diceva: “Va bene, basta così, ho detto quello che penso e che credo. Fermiamoci qui”.

Non sto parlando delle dimissioni come via di fuga, ma dell’abbandonare un ufficio o un incarico, specialmente se importante, come affermazione della propria dignità. Ma anche nella consapevolezza che, oggettivamente, la persona che si dimette è circondata di obiezioni, incertezze, giudizi discordanti e diversi. Dimettersi vuol dire troncare il discorso che ha a che fare con la tua posizione, ma anche con la tua reputazione, per riprenderlo, libero da incarichi, sulla verità di ciò che tu, non creduto (…) stavi affermando.

Il caso Cancellieri è esemplare. Il ministro della Giustizia, che adesso è discusso per avere liberato dalla detenzione una persona amica, afferma che, come lei (la signora amica liberata) ci sono altri 101 detenuti che si sono affidati alla sua valutazione e hanno trovato lo stesso aiuto e comprensione nello stesso tempo di giorni e di ore. Come controprova della sua disponibilità a continuare su questa strada di attenzione personale e solidale (…), qualcuno, per mettere al riparo il Ministro Cancellieri, ha proposto di istituire un numero verde, a cui ogni detenuto o famiglie di detenuti potranno rivolgersi.

Immalinconisce pensare che nessuno, accanto al ministro, sembra avere avuto il coraggio di sconsigliare sia la finzione dei cento detenuti precedentemente aiutati che il numero verde. Perché immaginare la prima telefonata a quel numero è un lavoro che solo Crozza può svolgere adempiendo alla sua missione di comico. E ci sarebbe sempre il rischio di impaginare quella prima telefonata accanto ai tabulati delle conversazioni Ligresti, che “sono cari amici la cui amicizia – dice legittimamente il ministro della Giustizia,- rivendico”. Ha ragione, è la sua vita. Ma solo alla orgogliosa e dignitosa condizione di dimettersi. (…)

Purtroppo il ministro Cancellieri si è dichiarato innocente esattamente come il senatore Berlusconi. Eppure non doveva disputare una sentenza, che ha un alto contenuto soggettivo, (benché regolato da tutte le garanzie processuali). Doveva accettare un fatto oggettivo: il “fuori gioco”, che ferma la partita in modo automatico, e annulla il punto. In questo caso l’incompatibilità (…)

Strano che una persona come la Cancellieri che, abbiamo detto, ha una reputazione da difendere, abbia scelto, certo mal consigliata, di mettersi sullo stesso piano del senatore Berlusconi e gridare: “Sono innocente”. Certo, anche Berlusconi avrebbe tratto gran beneficio, quanto a reputazione, dimettendosi prima di permettere ad altri di decidere il suo destino. Però Berlusconi ha sempre considerato un grande vantaggio, nel labirinto dei suoi giochi, non avere una reputazione da difendere. Ecco perché è un peccato che il presente Ministro della Giustizia Cancellieri abbia scelto la stessa strada del condannato Berlusconi. Proclama di essere vittima di una grave ingiustizia, e denuncia il complotto. Conferma se stessa in nome e da parte di se stessa. Un gioco che, persino Berlusconi lo sa, non riesce mai bene.”

Complotto marziano?

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Marte, i complottisti, la Nasa, Curiosity e Photoshop, questo è il menù del video postato su YouTube che riprenderebbe una vecchia teoria nella quale si vorrebbe veicolare il messaggio che la Nasa avrebbe usato dei rettili come esperimenti per gli studi sull’atmosfera sul pianeta rosso. Naturalmente una foto o un video non risolvono il mistero, anzi sollevano dubbi da un sasso a un fotomontaggio, fino chi invece sostiene plausibile l’ipotesi che l’iguana sia stato inviato su Marte. Il video in ogni modo diverte il web e apre il dibattito!

Video: ecco la conferma che sono i ribelli che usano armi chimiche?

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E’ la tv iraniana in lingua araaba Al Alam ha diffondere un video che dimostra chiaramente, secondo l’emittente, il coinvolgimento dei ribelli nell’utilizzo delle armi chimiche.

Le immagini sono postate su Facebook e Youtube e “mostrano cosiddetti militanti dell’Esercito libero siriano (Fsa) mentre lanciano un attacco al gas contro un villaggio siriano” (non meglio precisato). Le immagini “mostrano anche razzi caricati con taniche tossiche”.

Già nei giorni scorsi si erano avuti i dubbi sul presunto utilizzo da parte delle forze governative delle armi chimiche:

Armi chimiche complotto per incolpare Assad? Daily Mail cancella l’articolo

Il regime siriano accusa i ribelli di utilizzare armi chimiche

Sventato l’attentato a Maduro in Venezuela?

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Secondo il ministro dell’Interno, Miguel Rodriguez, le autorità del Venezuela avrebbero sventato un complotto per assassinare il presidente Nicolas Maduro, ordito dall’ex leader colombiano Alvaro Uribe Velez, un conservatore ostile al governo progressista di Caracas.

I due uomini arrestati farebbero parte di un commando di dieci persone incaricate di assistere il killer destinato a eseguire materialmente l’omicidio, identificato solo come ‘David’ e definito dal ministro un “professionista di grande esperienza”. Il killer avrebbe preso ordini da Oscar Alcantara Gonzalez, uno stretto collaboratore di Uribe attualmente in prigione, collegato anche a elementi dell’estrema destra venezuelana esiliati a Miami.

Proprio perché si ritiene che alcuni elementi del complotto vivano a Miami, Maduro avrebbe chiamato Obama. I giornalisti venezuelani, dissidenti da sempre con il governo degli Usa, avrebbero commentato così la notizia:
“Il presidente Obama è così debole che negli Stati Uniti si prendono per suo conto decisioni sull’uccisione di un capo di Stato latino-americano senza che lui ne sappia nulla?”

“Preferirei parlare di questioni importanti e non delle calunnie di una dittatura”, ha replicato Uribe, che lasciò la presidenza nel 2010. “Nessuno crede a una storia così assurda”, ha tagliato corto a propria volta Henrique Capriles, leader dell’opposizione liberale di Caracas, sconfitto di misura da Maduro nelle contestate presidenziali dello scorso aprile.

Armi chimiche complotto per incolpare Assad? Daily Mail cancella l’articolo

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Un articolo pubblicato, a Gennaio dal quotidiano inglese Daily Mail e successivamente cancellato, è stato poi recuperato nella cache di archive.org., e ora sta shoccando il web. 

Il giornale inglese riportava la notizia di un piano, posto in essere con l’approvazione degli Stati Uniti, per lanciare un attacco chimico in Siria e poterne successivamente incolpare il leader siriano Bashar Al Assad e il suo governo. Come riporta Radio Bandiera Nera:

Grazie a un hacker che ha avuto accesso alla corrispondenza intercorsa tra il dirigente del Business Development di Britam Defence e il fondatore della stessa società, si è venuto a scoprire che il dirigente informava il suo superiore di aver ricevuto la proposta di consegnare ad Homs delle armi chimiche (Chimical Weapons) di origine sovietica. La proposta proviene dal Quatar, ed è, tiene a sottolineare il dirigente, approvata da Washington. Nella mail si precisa che tali armi sarebbero analoghe a quelle che si ritiene la Siria possa avere in dotazione, e che la somma offerta è enorme.

 

Dopo il tribunale a Milano ora tocca alla Scuola di Polizia Campana

scuola di polizia campana

Attacco hacker e maschera stile Anonymous sul sito della Scuola regionale di Polizia locale della Campania. Proprio come avvenuto ieri per il sito del Tribunale di Milano e del Dap, all’indirizzo http://www.polizia.campania.it campeggia la scritta ‘Preparatevi ha inizio l’apocalisse’. E’ la fine per un nuovo inizio’. La scuola che ha sede a Benevento, ha lo scopo di qualificare professionalmente gli operatori della Polizia Locale della Campania.

Leggi l’articolo sull’attacco alla giustizia milanese!

ATTACCO AL CUORE DELLA GIUSTIZIA MILANESE!

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Sotto attacco il sito del tribunale di Milano! Ecco come appare questa mattina la Home Page. Ora stanno lavorando i tecnici per capire da dove proviene l’attacco e se c’è qualche correlazione con i processi in corso. Sicuramente la notizia sta facendo il giro del web. Dopo l’attacco a Facebook ora tocca alla magistratura italiana. Molti gridano a un complotto politico, altri a uno scherzo di pessimo gusto, altri cercano collegamenti di natura giudiziaria… quel che è certo è che l’aumento di questi fenomeni fa sempre più dubitare della sicurezza in internet!

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