Ruba soldi dalla cassa del negozio dove lavora: le aumentano lo stipendio

commessa-ruba-soldi-tuttacronacaE’ il quotidiano La Nazione a raccontare quanto accaduto in un negozio di Arezzo dove una commessa è stata sorpresa a sottrarre denaro dalla cassa. Nessuna denuncia per lei, nè il proprietario ha deciso di licenziarla: ha invece scelto di aumentarle lo stipendio. La donna ha infatti spiegato il motivo del suo gesto: “L’ho fatto per i miei figli, sono disperata, mio marito ha perso il lavoro da un anno”. Per questo motivo il capo, compreso il disagio della sua dipendente, l’ha perdonata e, anzi, le ha aumentato di 150 euro la bista paga mensile.

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Quelle papere che trovano la porta aperta ed entrano!

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Una porta aperta e le papere che entrano a far spese! Questo è quanto è successo in un supermercato degli Stati Uniti. Un gruppo di papere approfittando delle porte aperte si sono introdotte nei locali, lasciando di stucco i clienti. Per “accompagnarle” fuori, è dovuta intervenire una commessa.

Boomerang per Oprah: la storia della borsa fa diminuire il gradimento

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Ieri sera a Los Angeles, Oprah Winfrey, mentre sfilava per  la prima del film di Lee Daniel”The Butler”, è tornata a parlare  di quell’increscioso episodio successo in Svizzera e si è scusata per il risalto mediatico che è stato dato sull’incidente:    “Mi spiace che la vicenda sia stata così esagerata” e poi specifica meglio, anzi cambia versione, e afferma che a Zurigo si era seccata perché la commessa “non voleva fare fatica per prendere la borsa dallo scaffale più in alto” e non perché non era stata riconosciuta. La conduttrice ha poi puntualizzato: “Se negli Usa qualcuno commette un errore non è che tutta la nazione debba chiedere venia. Ho raccontato l’episodio quale esempio di come possa succedere che qualcuno sia in un posto dove nessuno se lo aspetta” e si è anche affrettata ad affermare che non avrebbe mai comprato quella borsa: “38.000 dollari per una borsa é immorale. Non ha nessun senso”.

Come mai questo passo indietro? Tages-Anzeiger riferisce che sul sito ufficiale e sul profilo Facebook di  Oprah WInfrey l’incidente della borsa ha sollevato molte polemiche:  il 90% degli interventi si schiera contro la versione dei fatti proposta dalla star. Tra le argomentazioni  c’è anche il fatto che la commessa aveva tutto l’interesse a vendere la borsa. Ciò che invece viene criticato è proprio il prezzo in questione 35.000 franchi sono parecchi soldi considerando che molti americani devono vivere con meno di 40 dollari al giorno.

Insomma un vero boomerang per Oprah che si è sentita duramente attaccata dai suoi sostenitori, che immediatamente l’hanno sentita, forse, la diva capricciosa, che spende cifre astronomiche nei negozi più “alla moda” della Svizzera. Lontna, troppo lontana dai problemi che invece vuole risolvere nelle sue trasmissioni e da quella televisione nata per generare “emozioni” e mostrare il “dolore” comune.

 

L’altra verità sul caso Oprah, parla la commessa italiana!

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E’ indignata Adriana N., commessa del negozio di Zurigo in cui Oprah è entrata per acquistare una borsa. Secondo la commessa italiana quella frase riportata da tutti i media internazionali non è stata mai pronunciata.

“Ma quale razzismo! Non è vero che mi sono rifiutata di mostrare una borsa a Oprah Winfrey: le ho solo detto che quella era molto più cara”. Dopo le polemiche sulla borsa “sconsigliata” alla nota conduttrice americana, parla Adriana N., la commessa italiana al centro del caso. In un’intervista pubblicata oggi dal “SonntagsBlick”Adriana racconta la sua verità: “Non sono razzista e non è vero che mi sono rifiutata di mostrarle la borsa”.

“Ero insicura su cosa dovessi presentarle. Sono andata verso una vetrina e le ho mostrato le borse alla Jennifer Aniston, che sono molto in voga. Le ho spiegato che sono disponibili in varie grandezze e materiale, come faccio sempre. Lei ha guardato su uno scaffale più in alto. Lì era in mostra la borsa di coccodrillo da 35.000 franchi. Le ho detto che era la stessa borsa di quella che avevo in mano, solo molto più cara e che potevo mostrarle anche altre borse”. Perché voler mostrare altro quando un cliente ha espresso la sua preferenza?

Secondo la conduttrice americana la venditrice avrebbe detto alla cliente che la borsa era “troppo cara per lei”.

“Non è vero”, reagisce Adriana N. “È assurdo. Non direi mai una cosa del genere a un cliente. Veramente mai! La buona educazione e la gentilezza sono la base di questa attività”. La commessa aggiunge di non capire perché Winfrey abbia parlato in quel modo della vicenda nella ormai famosa intervista nel programma di Larry King sulla rete americana CBS. “Se i fatti si sono svolti come dice lei, perché non si è lamentata all’indomani con la mia principale, Trudie Goetz, che pure era invitata alle nozze di Tina Turner?”. Forse perché alle nozze non si parla di questioni così delicate davanti a molti invitati, suscitando un caso in una festa che dovrebbe vedere come protagonisti gli sposi?

La venditrice – come peraltro in precedenza la stessa Trudie Goetz – ritiene che tutto sia nato da un semplice malinteso. “Ho parlato inglese con la signora Winfrey. Il mio inglese è okay, ma non eccellente. Purtroppo”, spiega Adriana N., che lavora per Goetz da cinque anni. In precedenza era impiegata in una boutique in Italia. Si è trattato di un errore linguistico? Probabilmente la commessa voleva dire che il prezzo della borsa, vista da Oprah, era più elevato di quella invece che le stava mostrando… Ma un errore in inglese può davvero stravolgere la vita! Nell’intervista, la prima frase di Oprah è infatti “No, too more expensive” ma la stessa Oprah non dice “No, too more expensive for her!”. Probabilmente la commessa voleva solo avvisarla che quella borsa aveva un prezzo molto più alto rispetto a quella mostrata e come viene spesso detto in italiano “no, costa di più”, intendendo solo quella borsa costa di più, ergo quel “no” che viene usato è per fare una comparazione fra due prezzi. In inglese però è facile interpretare “No, costa troppo!”, quindi quel “no” iniziale prende il significato di “no, non gliela mostro perché costa troppo”.

La commessa poi torna a sottolineare di essere italiana. “Perché dovrei discriminare qualcuno per la sua origine? Non ha senso!”  e aggiunge “Non dormo da giorni, mi sento al centro di un ciclone (…)”.

Adriana non ha intenzione di lasciare il lavoro, né tanto meno sarà licenziata. “Ho chiesto a Trudie Goetz se desidera che io mi licenzi. Ha detto di no ed è stata molto comprensiva. È bello avere un principale che ti difende”.

Forse è stato solo un malinteso, forse è stato un problema linguistico, forse non bisognerebbe pronunciare la parola “too more expensive” prima di mostrare una borsa. Non sarebbe meglio prima mostrare l’oggetto richiesto, far capire le caratteristiche diverse e poi spiegare che proprio in virtù di queste caratteristiche la borsa ha un costo più elevato rispetto alle altre?  A volte a fare la differenza sono i dettagli!

Oprah vittima di razzismo: quella borsa è “troppo cara” per lei!

oprah-borsetta-razzismo-tuttacronacaAnche Oprah Winfrey è stata vittima di un episodio di razzismo, come lei stessa ha raccontato. E’ accaduto mentre si trovava a Zurigo per partecipare al matrimonio di Tina Turner con Erwin Bach, che si è celebrato il mese scorso. La popolare conduttrice televisiva si era recata alla boutique Trois Pommes, dove ha chiesto alla commessa di poter vedere una borsa. Ma l’impiegata ha risposto che quella creazione, del valore di 38mila euro, era “troppo cara” per lei e le ha proposto un’alternativa più economica. Ed ha aggiunto: “non vorrei farla rimanere male”. Suggerendo così che Oprah, un’afroamericana, non potesse permettersi una simile borsa. La conduttrice, che ha una fortuna stimata intorno ai 3 mld di dollari ed è sempre tra le prime nella classifica di Forbes delle donne più ricche d’America, oltre ad essere stata una delle più entusiaste sostenitrici di Obama, ha lasciato il negozio senza battere ciglio. Dopo di che, ha raccontato il fatto durante diverse interviste televisive. Immediate le scuse dell’Ente per il turismo svizzero in Twitter: “siamo fortemente irritati, quella persona si è comportata malissimo, presentiamo le nostre scuse ad Oprah”. Ma il fatto ha creato un imbarazzo anche maggiore a Trudie Goetz, proprietaria della catena di boutique di lusso, che era anche tra gli invitati al matrimonio della Turner, che ha definito il comportamento della sua commessa “un equivoco”, secondo quanto riporta il giornale Blick.

Ci dobbiamo vergognare per Finmeccanica?

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Belgio e Olanda non vogliono più i treni della compagnia Finmeccanica. I due paesi europei hanno annullato una commessa da quasi mezzo miliardo di euro inerente alla fornitura di 19 convogli ad alta velocità Fyra V250. I treni sarebbero stati destinati al collegamento Amsterdam – Bruxelles. Con questo mancato utile sono a rischio migliaia di posti di lavoro negli stabilimenti di Pistoia e Reggio Calabria.

“I motivi addotti dai nostri clienti di sospendere la commessa sono illegittimi e strumentali”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Ansaldo Breda, Maurizio Manfellotto, annunciando che la vicenda “può essere molto devastante a livello di immagine”. E ha aggiunto: “Non ci sottraiamo alle nostre responsabilità, ma desideriamo dimostrare che quelle principali sono attribuibili ai nostri clienti, che dall’inizio hanno avuto un atteggiamento inadeguato a una situazione complessa, che si è conclusa con l’assunzione di decisioni e posizioni che giudichiamo scorrette e illegittime”. La stessa Ansaldo Breda aveva fatto sapere nei giorni che sta “valutando ogni azione a tutela dei nostri interessi”, compresa un’azione legale contro Olanda e Belgio.

I problemi riscontrati sarebbero soprattutto quando le condizioni metereologiche diventano rigide. Il freddo non sarebbe gradito ai treni italiani.

All’orizzonte si prospetta un’azione legale internazionale, con rapporti tesi tra Belgio e Olanda pronti a minare la stabilità di Finmeccanica. L’azienda olandese ha  incaricato un gruppo di esperti legali di trovare un modo per recuperare i 120 milioni di euro già pagati ad Ansaldo. “I test hanno dimostrato che continuare con i V250 sarebbe irresponsabile per i viaggiatori perché i treni sono completamente inaffidabili“, avvertono da Amsterdam, sottolineando che l’azienda italiana “non è stata in grado di rispettare un limite di tre mesi concordato per trovare una soluzione ai problemi tecnici”.

Dobbiamo davvero vergognarci dei nostri treni o è l’ennesima trappola per mettere alle strette l’Italia in ambito europeo?

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