Donna con mitra a bordo di una nave Costa Crociere

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Ancora sotto il mirino della magistratura una plancia di una nave Costa Crociere. Stavolta sarebbe stato il comandante della nave Costa Atlantica, in navigazione nel golfo di Aden, con un’amica rumena, Sasha Alexandra, a far sollevare l’opinione pubblica per una foto che ritrae la donna mentre imbraccia il mitra del marò imbarcato come scorta anti-pirateria. Secondo il settimanale il gesto pur non ha avendo avuto conseguenze per la sicurezza dei passeggeri è approdato in procura a Genova, perché la donna ha tentato di ricattare la compagnia armatrice con la foto scattata in plancia e che ‘Oggi’ pubblicherà in esclusiva. Costa Crociere, secondo la rivista, ha preso provvedimenti disciplinari, rimuovendo dal suo incarico l’ufficiale che ha violato i regolamenti. Fonti della procura, nel frattempo, hanno fatto sapere che al momento non ci sono seguiti alla denuncia.

Traghetto urta contro banchina in Sardegna. Avaria?

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Ha urtato la banchina a Carloforte, in Sardegna, il traghetto della Saremar, la Vesta, impegnato nelle operazioni di ormeggio. Probabilmente la causa dell’urto è stata un’avaria temporanea agli organi di governo. Nessuno tra i 72 passeggeri, con 30 auto al seguito, è risultato ferito. Nessun contuso neppure tra lo staff. Solo uno squarcio a poppa al lato sinistro. Il comandante ha subito accertato l’entità dei danni, constatando che la nave non imbarcava acqua: ha quindi ripreso il controllo riuscendo a completare l’ormeggio e ad effettuare le operazioni di sbarco in sicurezza.

Si dimette il Comandante della polizia municipale di Roma

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Un fulmine a ciel sereno per il sindaco Marino che questo pomeriggio ha ricevuto la lettera di dimissioni firmata dal Comandante generale del Corpo di Polizia di Roma Capitale, Carlo Buttarelli. Le motivazioni addotte nella lettera datata 7 luglio, il Comandante attribuisce la sua decisione a cause personali. Il sindaco di Roma ha commentato: “Ho immediatamente cercato il Comandante Buttarelli, per ringraziarlo del lavoro svolto. Nelle prossime ore assumero’ le conseguenti iniziative, nell’interesse dei cittadini e dello stesso Corpo di Polizia”. 

In realtà ci sarebbero stati nei giorni scorsi degli screzi tra Marino e Buttarelli.

A testimoniare la crisi, la pagina Facebook del numero uno della polizia municipale che, alcuni giorni fa, ha cambiato la sua immagine del profilo con un teschio con le carte della mano del morto.

La provocazione di Buttarelli sarebbe la conseguenza di un acceso confronto con il primo cittadino avvenuto giovedì.

Marino ha chiesto più volte, in questi giorni, l’ultima volta giovedì, di far partire i controlli antiabusivismo. Ma Buttarelli ha preso tempo: “Ho bisogno di trovare 300 vigili, non lo posso fare in un giorno”. Al che il sindaco non avrebbe reagito bene.

Marino, così, ha convocato Buttarelli e lo ha duramente criticato. E il comandante, la sera, ha cambiato la sua immagine sul suo profilo Facebook, esibendo  un teschio con le carte della mano del morto. Poi oggi la decisione di lasciare.

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Il senegalese fermato per la morte di Ilaria aveva dei complici?

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Ilaria Leone non è morta per strangolamento, ma è stata soffocata dal suo stesso sangue fuoriuscito dalle profonde ferite al setto nasale. L’autopsia ha quindi dato una verità diversa sulle cause della morte della 19enne.  Ora si ritiene che la giovane sarebbe stata barbaramente picchiata e successivamente portata nell’oliveto dove sarebbe morta. Inoltre l’autopsia ha confermato che la giovane sarebbe stata oggetto di una tentata violenza prima di essere uccisa. Questi dati fanno ora prevedere uno scenario diverso in cui   Ablaye Ndoye il senegalese fermato ieri, avrebbe avuto anche alcuni complici, fatto, quest’ultimo, che non esclude neppure Francesco De Leo, il procuratore che sta indagando sull’omicidio della ragazza.  Emergono anche altre verità sulla vicenda. Sembra infatti secondo il Corriere Fiorentino che il senegalese sia stato “incastrato” da un suo connazionale, il quale si sarebbe rivolto ai carabinieri dopo che Ablaye Ndoye gli avrebbe chiesto di cancellare la memoria del telefonino della vittima.

”Sembra che il fermato – ha aggiunto De Leo – non fosse gradito alla comunità che lo ospitava, ma che venisse tollerato per il loro senso del dovere”. Intanto Ablaye Ndoye, ha riferito ancora il magistrato, ”è stato ancora interrogato, ma ha continuato a non ammettere la colpa”. Nei suoi confronti, ha aggiunto, ”il fermo verrà convalidato dal pm Fiorenza Marrara nelle prossime ore, per il reato di omicidio”.

Ilaria Leone: questa sera, la veglia per lei a Castagneto Carducci

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Questa sera, a Castagneto Carducci, si è tenuta una veglia per Ilaria Leone, uccisa ieri forse dopo un tentativo di stupro. Il senegalese accusato del delitto ha ricevuto una telefonata da Ilaria poco prima che la ragazza fosse strangolata. La giovane, se di solito si faceva dare un passaggio per rientrare a casa da lavoro, la sera del primo maggio ha rifiutato tutti gli inviti, pur dovendo percorrere circa 6 km. Non erano ancora le 22.30 quando ha chiesto, per strada, ad un amico incontrato per caso, di accendere una sigaretta, ed è stata l’ultima volta che qualcuno l’ha vista. La mattina dopo è stato un operaio dell’uliveto a trovare il suo corpo parzialmente coperto da alcuni rami. Sembra certo però che non sia stata uccisa nel luogo del ritrovamento, come testimoniano anche tracce di sangue che conducono al luogo. Gli inquirenti indagano sul senegalese che aveva già ricevuto un avviso di espulsione e che sembra abbia fatto tutto da solo. Sul corpo della ragazza sono state trovate sia tracce biologiche, che verranno confrontate con il dna del sospettato, che di sangue. Se inizialmente si era parlato di un delitto passionale, ora però si profila anche la pista della droga, visto che Ilaria faceva uso di sostanze stupefacenti ed il senegalese è uno spacciatore.

Chi è il senegalese accusato dell’omicidio di Ilaria?

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Ablaye Ndoye, il senegalese di 34 anni, fermato con l’accusa di aver ucciso Ilaria Leoni era noto per essere uno spacciatore e la ragazza faceva uso di sostanze stupefacenti. Nello zaino del senegalese è stato rinvenuto anche il cellulare di Ilaria.

Il giovane senegalese non aveva  il permesso di soggiorno ed era già destinatario di un provvedimento di espulsione le cui pratiche erano in corso. Lo ha detto il procuratore di Livorno, Francesco De Leo, che insieme al comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Della Gala ha confermato che l’uomo non ha ancora confessato, ma che «su di lui ci sono pesanti indizi».

E’ probabile che Ablaye abbia anche abusato della ragazza e poi l’abbia uccisa poco distante dall’oliveto dove l’hanno ritrovata, ma su queste indiscrezioni dovrà fare chiarezza l’autopsia.  

Spari alla base di Quantico… Follia di un militare! 2 MORTI.

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Sparatoria nella base marine di Quantico, in Virginia, dove un militare si e’ barricato in un edificio e ha fatto fuoco su altri due militari, uccidendoli prima di suicidarsi. Il fatto, ha spiegato il portavoce della base, e’ accaduto ieri sera intorno alle 23 locali. Non è ancora chiaro il movente della sparatoria. David Maxwell, comandante della Base, ha detto che le identità dei tre ”non verranno rese note per le prossime 24 ore”.

Il Chavez di Stone!

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In occasione della scomparsa del presidente venezualano Hugo Chavez, Flavia Parnasi e Andrea De Liberato con la Movimento Film distribuiranno in sala il 27 marzo in 150 copie il film-documentario di Oliver Stone ‘Chavez – L’ultimo comandante’ (South of the Border). Il film era stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009 e documenta il viaggio del regista in Venezuela per intervistare Chavez e analizzare l’immagine che di lui hanno proposto i mezzi d’informazione statunitensi.

Chavez, il corteo e il mistero della bara!

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Hugo Chavez sarebbe morto a Cuba e la bara che ha sfilato durante oltre sette ore attraverso Caracas e alla quale hanno reso omaggio centinaia di migliaia di venezuelani non avrebbe contenuto la sua salma. Lo sostiene il quotidiano spagnolo ABC, citando fonti militari venezuelane. I funerali del presidente “bolivariano” sono previsti per oggi.

Chavez, quindi, non sarebbe morto nell’ospedale Militare di Caracas, ma a Cuba, dove il presidente era stato portato per un ultimo e disperato tentativo di salvare la sua vita. Da qui il suo corpo sarebbe stato portato direttamente all’Accademia Militare di Fuerte Tuina, dove centinaia di migliaia di persone stanno salutando il leader bolivariano.

Secondo ABC “l’inganno della processione costituisce una nuova messa in scena del governo, che si aggiunge alla lunga lista di bugie con le quali il chavismo ha riempito gli ultimi mesi della vita del leader”. “Volevano mostrare un bagno di folla con un chiaro interesse politico, permettendo che la gente potesse perfino toccare il feretro, quello falso, senza mettere a rischio l’integrità fisica di quello vero”, ha detto una delle fonti militari del giornale madrileno.

Il decesso, scrive il quotidiano, risalirebbe a martedì scorso all’Avana intorno alle 7 del mattino (ora locale) e il suo cadavere sarebbe stato trasportato durante la notte fino alla base aerea Generalisimo Francisco de Miranda, a Caracas, più vicina al Forte Tiuna dell’aeroporto internazionale civile di Maiquetia. La salma di Chavez, proseguono le fonti, sarebbe quindi stata esaminata nel centro medico della base, che si trova a circa 200 metri dall’Accademia Militare, e composta con l’uniforme militare. Durante la giornata di mercoledì, il corpo sarebbe stato tenuto nei sotterranei dell’Accademia.

Nel frattempo, una bara simile, vuota o con qualche peso al suo interno, è stata portata all’ospedale Militare, da dove è partita mercoledì la processione funebre. Al suo arrivo all’Accademia, duranti i pochi minuti in cui il feretro non è stato ripreso dalle telecamere, si è proceduto alla sostituzione della bara finta con quella vera, prima della sua esposizione.

LE ULTIME PAROLE DI CHAVEZ!

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“Non voglio morire. Per favore non lasciatemi morire”. Sono queste le ultime parole di Hugo Chavez al capo della guardia presidenziale del Venezuela, il generale Jose Ornella, che lo ha raccontato all’Ap fuori dall’accademia militare dove si trova la salma. “Non poteva parlare, lo ha detto con le labbra”, ha aggiunto Ornella che ha riferito di aver passato le ultime due settimane con il presidente, compresi i momenti finali. “Ha sofferto molto”, ha dichiarato.

MORTO HUGO CHAVEZ

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Ora è ufficiale, Il presidente del Venezuela dopo una lunga malattia, non ce l’ha fatta. Lascia il suo popolo, lascia un Paese tra contrasti e conflitti, lascia un vuoto che sarà incolmabile. Sicuramente il Comandante resterà ancora a lungo nei cuori dei venezuelani che lo hanno amato e lo hanno rieletto anche se malato, nella speranza che avvenisse il miracolo, ma non è accaduto. Ora non resta che l’ultimo saluto.

SALUTE COMANDANTE

Maduro scaglia frecce avvelenate: Chavez come Arafat

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Hugo Chavez si è ammalato perché “è stato attaccato”, come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat, ha detto oggi il vicepresidente venezuelano, Nicolas Maduro, sostenendo che “una commissione speciale di scienziati” potrà confermare questa tesi.

Il vice presidente venezuelano Nicolas Maduro ha denunciato l’esistenza di un ”piano per destabilizzare” il Venezuela dietro la malattia del leader Hugo Chavez. Maduro ha parlato durante una riunione del governo trasmessa in diretta TV.

Il Venezuela ha espulso dal suo territorio l’addetto militare dell’Ambasciata Usa David Del Monaco per aver agito a favore della destabilizzazione del Paese. Lo ha annunciato il vice presidente Nicolas Maduro.

Intanto si diffonde la notizia secondo cui Chavez sarebbe già morto, ma ancora non è pronto l’apparato per rendere la notizia pubblica. C’è quindi una serie di notizie sul peggioramento del presidente venezuelano per cercare di preparare la popolazione all’evento. Secondo altre fonti Chavez è peggiorato ulteriormente in questi giorni e si è deciso per un ritorno a Cuba dove il leader possa essere sottoposto ad altre cure. Tra smentite, ipotesi e complotti, il Venezuela vive uno dei momenti più drammatici per la storia del paese.

Aggravamento della salute di Chavez!

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In una nota emanata durante la notte dal ministro per la Comunicazione, Ernesto Villegas, si legge che le condizioni di salute del presidente venezuelano, Hugo Chavez, sono “molto delicate” a causa di un aggravamento dei problemi respiratori provocati da “una nuova e severa infezione”. Chavez nei giorni scorsi era stato sottoposto a una “chemioterapia il cui impatto è molto forte”. Un aggravamento quindi in un quadro molto complesso che preoccupa il popolo venezuelano.

Chavez è davvero al capolinea?

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Il tumore pelvico di cui soffre Hugo Chavez e’ ormai in fase di metastasi e si e’ esteso su oltre il 30% di uno dei suoi polmoni, per cui il presidente venezuelano ormai e’ sottoposto solo a cure palliative e sarebbe stato spostato da Caracas all’isola di La Orchila, per permettergli di stare con la famiglia ‘nelle ultime fasi della sua malattia’.

Salute Comandante!

Il twitter di Chavez “Sono a casa”!

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Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, annuncia su Twitter il suo rientro in Venezuela dopo l’intervento di dicembre scorso e il ricovero per un cancro a Cuba. “Siamo tornati nella patria venezuelana. Grazie mio Dio! Grazie popolo amato! Qui continueremo le cure”, si legge sul tweet.

Chavez: stato di salute delicato, ma evoluzione medica favorevole

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