Crociera… con morbillo! I passeggeri vengono fatti sbarcare a Civitavecchia

morbillo-tuttacronacaStava per lasciare il porto di Civitavecchia la Costa Pacifica, nave da crociera della compagnia Genovese Costa Crociere, quando si è reso necessario fare sbarcare decine di passeggeri. Tra i viaggiatori, infatti, tra cui molti italiani e turisti stranieri, in parecchi avrebbero accusato malori, con febbre alta e il personale medico presente a bordo della nave, dai primi sintomi, avrebbe riscontrato la possibile affezione dal morbillo. Presso l’ospedale Spallanzani di Roma ci sarebbero almeno nove persone già rivoerate mentre altre sono state trasferite dal porto in siverse strutture della Capitale e di Orbetello. Non solo i passeggeri sono sbarcati però: hanno lasciato la nave anche tutti e 59 i membri dell’equipaggio.

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Un cane muore asfissiato sulle navi Tirrenia: due versioni

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Forse sarà stato un caso isolato, forse si sarà trattato di un tragico errore, ma Rocky, il cane della signora Maria Rosanna, originaria di Rieti, era uno di famiglia e ora è morto dopo un viaggio in nave da Civitavecchia ad Olbia. La padrona aveva chiesto  alla compagnia navale Tirrenia di riservarle una camera sul traghetto che salpava ieri notte da Civitavecchia e che questa mattina ha attraccato regolarmente  a Olbia. Un viaggio lungo che faceva preoccupare la donna. Rocky non lo voleva far stare per 8 ore sul ponte di notte. Voleva che stesse con loro, accudito per tutto il viaggio, proprio come un figlio. Ma la compagnia aveva risposto secondo il regolamento “Gli animali si possono portare solo nella suite e al momento siamo al completo”. Così la donna si era vista costretta ad affittare un posto nella zona riservata ai cani.

Quasi 400 euro di cui 270 per l’acquisto della gabbia e altri 100 per la custodia. Era il costo di una notte con tutti i confort in un albergo a 5 stelle, invece a Rocky non è stata data neppure l’acqua ed è stato tenuto nel garage accanto al vano motori. Una dimenticanza? La zona riservata ai cani era al completo? Il cane, spaventato e solo, è morto asfissiato dal caldo e dai fumi della nave. Una notte che si è trasformata in calvario e la mattina dopo gli addetti hanno solo potuto constatare il decesso della povera bestia. Tre membri dell’equipaggio si sono presentati dalla signora e sembra anche che abbiano incolpato in un primo momento proprio Maria Rosanna di quella morte che secondo loro, e secondo quanto riportato da alcuni media, sarebbe avvenuta per incuria. Poi è scattata però la rivolta degli altri passeggeri: Stavolta e’ finita in tragedia, ma le condizioni in cui sono costretti a viaggiare questi poveri animali sono pessime e prima o poi bisognava aspettarselo. È’ dire che si pagano fior di soldi per portarli con noi”, ha dichiarato un giovane accompagnato dal suo gatto costretto ad essere chiuso in una gabbietta per tutto il viaggio. La donna stava per svenire, il marito dalla rabbia ha avuto un malore. Rocky non c’è più. Ora la famiglia vuole far denuncia alle autorità competenti. Forse così si eviteranno disgrazie future. (Fonte “Leggo”)

Aggiornamento 14 agosto 2013, ore 21:26

Testimonianze a cui si è aggiunta l’ammissione dei proprietari del cane, riportate anche sul giornale di bordo, portano in luce che sono stati gli stessi ad averlo lasciato chiuso in un trasportino all’interno della loro autovettura nel garage della nave. Oltre a questo, sono stati lasciati i vetri chiusi. E’ stato così causato il decesso del povero animali. E’ la Tirrenia che, in una nota, smentisce “categoricamente di aver concorso o, ancor peggio, causato la morte del cane Rocky a bordo di una delle sue navi (Bithia) nella traversata tra Civitavecchia e Olbia lo scorso 12 agosto”. “Ai proprietari di animali viene ripetutamente comunicato nel corso delle traversate dagli autoparlanti di bordo, di tenere i loro animali con sè o nel canile posizionato su uno dei ponti”, continua la nota di Tirrenia che “si rammarica per quanto accaduto a Rocky, ma non può ritenersi responsabile di azioni dirette dei proprietari e tantomeno delle loro negligenze che, nello specifico secondo quanto da loro dichiarato, erano stati consigliati da chi gli aveva venduto lo stesso trasportino, evidentemente incurante delle conseguenze delle proprie affermazioni.”

Visto che le versioni sono contrastanti siamo costretti come moderatori del blog a rimuovere alcuni commenti che potrebbero essere lesivi dell’immagine della compagnia Tirrenia. Appena accertato il fatto i commenti saranno nuovamente online. Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto contribuire con la loro testimonianza. 

Ladri nella casa del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

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I ladri, nella notte, si sono introdotti nella casa al mare del presidente della Regione Lazio, a Capalbio Scalo, in Toscana. Nicola Zingaretti, la moglie e le due figlie stavano dormendo quando i rapinatori sono entrati in casa passando per una finestra lasciata aperta per il caldo.  I malviventi hanno cercato di prendere tutto ciò che hanno trovato a portata di mano, poi sono entrati anche nei villini vicini e si sono dileguati sparando una raffica di colpi.  Infine, la fuga, a bordo di due Mercedes rubate nel comprensorio lungo la statale Aurelia in direzione di Civitavecchia. I ladri sono stati intercettati dai carabinieri di Tuscania all’altezza di Montalto di Castro, hanno poi abbandonato le auto a Tarquinia facendo perdere le loro tracce.  La refurtiva a bordo dell’auto è stata recuperata.

Zingaretti non si sarebbe accorto di nulla: «Dormivamo – ha raccontato – questa mattina poi i carabinieri ci hanno riconsegnato tutto. A me avevano rubato un Ipad».

Scompare un uomo sul traghetto per la Sardegna

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Aveva circa 70 anni il passeggero che è scomparso nella notte a bordo del traghetto o della Tirrenia “Bonaria” in navigazione fra Cagliari e Civitavecchia.  Ora le ricerche stanno proseguendo in mare con le  Motovedette delle capitanerie di Cagliari e Olbia e un velivolo dell’aeronautica decollato dall’aeroporto di Decimomannu (Cagliari). Si teme che l’uomo si possa aver deciso di gettarsi in mare. In particolare si sta scandagliando la zona al largo di Arbatax (Ogliastra).

La morte di Cristina Mencarelli: sette medici rinviati a giudizio

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Era una giovanissima promessa del canottaggio la sedicenne di Civitavecchia Cristina Mencarelli, morta in seguito a un intervento chirurgico dovuto a un tumore benigno. Era la fine del 2011 quando i genitori della ragazza l’accompagnarono in ospedale a causa di violente emicranie. Dopo gli esami, le venne diagnosticato un tumore benigno all’ipofisi, per il quale fu sottoposta a intervento il 22 dicembre. Ma Cristina non si è mai ripresa: dopo l’operazione sta male e soffre di disturbi alla vista. Secondo i pm questo dipende da un eccesso di sodio nel sangue, effetto dell’operazione che i medici avrebbero dovuto monitorare prestando maggior attenzione. In ospedale affermano:  “Il decorso post operatorio procede regolarmente. La paziente è un po’ ansiosa”. E’ il 26 dicembre quando la giovane entra in coma e viene portata in Terapia intensiva. Viene presa la decisione di sottoporla a un nuovo intervento, ma nessuno pensa a riequilibrare quell’eccesso di sodio. Il 2 gennaio 2012, Cristina muore. Ora sette medici sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Stando a quanto riporta il Messaggero, nel mirino sono finiti i sanitari che gestirono l’assistenza nei giorni del decorso post operatorio senza comprendere che la situazione stava degenerando. Sulla rete, il ricordo di Cristina è vivo, tanto che in Facebook è stato aperto il gruppo “Giustizia per Cristina”, che conta ormai un migliaio di iscritti, tra amici e parenti della giovane e semplici utenti della Rete che si sentono vicini a una famiglia straziata da una morte che, forse, si poteva evitare e che è stata nuovamente beffata: la nuova udienza si terrà a luglio, del 2014.

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I disagi del pendolare diventano un’immagine shock su Facebook!

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La vita del pendolare è complicata e non è solo uno dei soliti luoghi comuni o delle frasi fatte, ma un vero e proprio calvario che quotidianamente vivono i cittadini italiani costretti per lavoro a percorrere lunghe distanze. Spesso dalle zone limitrofe dei grandi centri abitati si deve arrivare al centro delle grandi metropoli e durante lo spostamento i disagi possono essere innumerevoli. I treni che tardano, le corse che saltano e poi il degrado di carrozze che diventano vere e proprie latrine. C’è chi ha voluto mostrare l’orrore su internet perché  si è arrivati al punto di salire in treno e trovare una carrozza con siringhe, sangue e vomito. Peccato che non era il set di “Trainspotting” era l’agghiacciante realtà del «Treno regionale 12256 da Roma Termini per Civitavecchia» Così un “Vittorio” scatta la foto con il proprio cellulare e poi la posta su Facebook. E inizia così la diffusione dell’immagine su un gruppo a cui aderiscono oltre 400 persone:  “Pagina dedicata a tutti i compagni di sventura della Fr5 Civitavecchia-Roma Termini” e altri compagni di sventura confermano che quella scena l’hanno vista anche loro «Si tratta del treno che è partito lunedì alle 17.15 da Roma Termini». Quando riusciremo a dare un po’ di dignità a questi cittadini che ogni mese rinnovano un abbonamento che negli anni ha visto lievitare il prezzo e peggiorare il servizio?

I decreti dell’ultima ora… per sistemare amici, conoscenti e casta?

corrado passera- decreto-portuale

E’ un governo tecnico specializzato in decreti dell’ultima ora. Nonostante sia ormai esangue l’esecutivo Monti non smette di dispensare ed erogare soldi! Dopo il decreto di dicembre che innalzava le tasse aeroportuali, ora arriva quello del ministro Corrado Passera, con 80 milioni di euro che entreranno nelle casse di alcune Autorità Portuali. Ma se pensate veramente che sia l’ultimo scandalo, vi sbagliate, perché non più tardi di dicembre scorso la bagarre era scoppiata sull’assegnazione di 100 milioni per lo sviluppo del Porto offshore di Venezia. Ora invece la “torta” spetta a Genova, Savona, Civitavecchia, Gioia Tauro e Cagliari. Naturalmente sia a Venezia sia nel recente caso nessuna strategia è alla base dell’erogazione e non vi è stata nessuna spiegazione a correlare l’urgenza del decreto.

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