Il flop di Salvo Sottile: sospesa Linea Gialla

salvo-sottile-tuttacronacaSalvo Sottile ha lasciato Mediaset a favore di La7 ma il suo si è rivelato un passo falso. Il suo programma Linea Gialla, infatti, ha faticato a decollare. Non solo: ha subito anche diversi cambiamenti durante la programmazione, passando dalla cronaca nera all’attualità, a causa degli ascolti non in linea con la rete. Nonostante le mutazioni, tuttavia, nulla è riuscito a risollevarne le sorti e così la trasmissione è stata sospesa dal palinsesto di La7. “Linea gialla” registrava in media ascolti inferiori al 3%, mentre ha toccato il 2,3% durante l’ultima puntata del 25 febbraio, con ospite Raffaele Sollecito.

Nigeria shock: il ristorante che serve carne umana

carne-umana-ristorante-tuttacronacaSicuramente un ristorante che Hannibal Lecter consiglierebbe, se solo i sospetti si dovessero rivelare fondati. In Nigeria il ristorante di un hotel di Anambra, nel sud est del Paese, è stato chiuso per il sospetto che i piatti venissero in parte preparati con carne umana. La chiusura è avvenuta dopo che, grazie a una soffiata che ha fatto scattare il blitz della polizia, sono state rinvenute in un frigo due teste umane avvolte nel celophane. Il fatto è stato riportato dal sito nigeriano in lingua inglese “The Osun Defender” che spiega anche che il proprietario del resort e altre 10 persone sono state arrestate.

175 piccoli ospedali a rischio chiusura

piccoli-ospedali-chiusura-tuttacronacaSono 175 i piccoli ospedali con meno di 120 posti letto inseriti nella lista stilata dal governo che dovranno chiudere se Regioni e governo daranno via libera al Patto per la salute. Come ricorda La Stampa, forse chiuderanno per poco, in attesa di essere riconvertiti in quelle strutture per la riabilitazione o per le lungodegenze che scarseggiano.Tali strutture resistono da 20 anni e, spiega sempre il quotidiano, sono inutili, costosi e insicuri, visto che mancano di servizi di emergenza e apparecchiature in grado di affrontare i casi di una qualche complessità. E, cosa non da poco, con pochissimo utilizzo. Basti pensare che ci sono nosocomi con 15-20 posti letto utilizzati anche meno di 3 giorni su 10. Il ministro della Salute Lorenzin vorrebbe siglare il Patto per la salute con le Regioni prima di Natale, per poi inviarlo in Gazzetta sotto forma di decreto. La lista in realtà sarebbe di 222 mini-nosocomi con meno di 120 posti letto, ma tra questi andranno salvati: i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, che in realtà ospedali non sono; gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, perché fanno ricerca; i centri per “post acuti”, che servono per chi dopo un ricovero non è in grado di tornare a casa ma ha bisogno di cure meno intensive. Alla fine si arriva alla lista di 175 ospedaletti. Al riguardo della loro chiusura, i medici hanno pareri diversi: “Nelle zone disagiate vanno mantenuti dei presidi sanitari, magari non ospedali veri e propri ma servizi con caratteriste utili a quella popolazione sì”, è il parere di Costantino Troise, segretario nazionale del sindacato dei medici ospedalieri Anaao. Che è però favorevole alla riconversione dei mini ospedali vicino ai grandi nosocomi. “Gli ospedaletti rappresentano un pericolo per i cittadini e persino per chi ci lavora, perché non hanno specialisti, strumentazioni e casistica sufficienti ad operare in sicurezza”, taglia invece corto Massimo Cozza, segretario nazionale della Cgil medici.

La crisi delle farmacie, almeno 1 su 6 a rischio chiusura

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La Federfarma lancia l’allarme sono ormai circa 3000 farmacie su 18.000 a essere in gravi difficoltà economiche, cioè almeno una su sei è a rischio chiusura, mentre almeno seicento stanno per fallire:

Le notizie sulle chiusure sono all’ordine del giorno e, per cercare di risollevarsi da una situazione definita ‘drammatica’ uno dei punti su cui far leva è il nuovo sistema di remunerazione, che dovrebbe essere introdotto dal nuovo Patto per la Salute.

“Non cattiva gestione”, ma “il continuo calo della spesa farmaceutica convenzionata” e “la crisi che riduce la capacità di spesa dei cittadino” sono, per Annarosa Racca, presidente del sindacato di titolari di farmacie, tra i fattori all’origine delle numerose chiusure per fallimento.

Ma ad aggravare la situazione, anche i ritardi nei pagamenti da parte delle Regioni e, in ultimo, le rapine, che vedono le farmacie al secondo posto tra gli esercizi più a rischio, subito dopo i supermercati.

Lazio, Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania, le regioni maggiormente colpite dal fenomeno. Per Federfarma non dovrebbe esser più basato su un guadagno in percentuale sul prezzo del farmaco venduto ma su una quota fissa per ogni confezione. Fiducia viene riposta anche dall’auspicato rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale, che domani sarà sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni e che dovrà definire, tra l’altro, le regole per assistenza domiciliare,cronicità e prevenzione.

Nel futuro, anche le ricette dematerializzate, in avvio con maggiore o minore lentezza nelle diverse regioni italiane, Sicilia in Primis, dove sono già state 500.000 quelle emesse fino ad oggi. Ma anche una piattaforma informatica per la gestione, monitorata tramite web, dell’assistenza integrativa e dei farmaci forniti per conto delle Asl. Un sistema che per Federfarma sarà in grado di eliminare gli sprechi e attuare quella farmacovigilanza indispensabile per monitorare l’aderenza terapeutica”.

Gelateria chiusa per tre giorni: sanzione di evasione di 1 euro e 50

gelateria-evasione-chiusura-lasmeralda-tuttacronacaResterà chiusa per tre giorni, da venerdì 30 agosto a domenica 1 settembre, una gelateria nel centro di Olbia per una sanzione di evasione fiscale di € 1,50. A raccontare il caso è il sito Olbianova.it che spiega come la proprietaria Mirella Manzotti, residente a Bergamo, abbia collezionato 4 verbali per scontrini non emessi in cinque anni. Fatale è stato l’ultimo, sufficiente a far scattare lo stop deciso dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti: secondo la norma sono sufficienti 4 scontrini non emessi in cinque anni per ordinare il “fermo”. E non importa che l’importo sia esiguo: due scontrini da 1 euro, uno da 6,50 e uno da 1 euro e 50. 10 euro in totale, per una sanzione di 1 euro e 50 tra Iva (al 10%) non versata e spese accessorie. Decretando lo stop, però, lo Stato perderà almeno € 500 di euro, in quanto non incasserà l’iva per il mancato introito del fine settimana della gelateria previsto in circa 6 mila euro. “Io ho protestato presso la Guardia di Finanza di Olbia, che mi ha comminato le multe sugli scontrini, ma mi hanno risposto che loro non possono farci niente e che è troppo tardi. Avrei dovuto fare tutto tramite il tribunale di Milano” ha spiegato la proprietaria 32enne della Smeralda, una delle più avviate gelaterie artigianali della città. La famiglia bergamasca ha aperto l’attività al Corso Umberto 18 anni fa, per ironia della sorte proprio di fianco all’ex palazzo della Finanza. “Già è stata una pessima stagione – ha aggiunto – stiamo in piedi malgrado le perdite che si sommano ogni mese che passa. Beninteso, non voglio nessun regalo e sono pronta a pagare il mio debito ma spostatemi anche solo di 15 giorni la chiusura forzata. Chiudendo tutto questo fine settimana perderemo l’incasso che avrebbe bilanciato le perdite subite!”

Stagione finita per il Cocoricò di Riccione? Chiuso fino al 14 settembre

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Sembra che la stagione estiva si chiuda domani nella nota discoteca riminese, il Cocoricò, dove la Questura di Rimini ha imposto uno stop di tre settimane per spaccio di droga dentro e fuori il locale, a cui si somma la segnalazione dei carabinieri per un presunto episodio di stupro ai danni di una turista milanese.

Terremoto alla Borsa di Milano: chiude a -2,46%

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Se nei giorni scorsi la Borsa sembrava non aver risentito dell’incertezza politica italiana e del clima di tensione, ora invece la tendenza è cambiata e la Borsa di Milano è annegata in questo lunedì d’agosto. L’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 2,46% a 17.243 punti. Male anche l’All Share, in calo del 2,29% a 18.290 punti, e lo Star che archivia la seduta a -0,74% a 14.209 punti.

Il ritorno di una leggera tensione sui titoli di Stato dei Paesi dell’Europa meridionale che la scorsa estate subirono l’attacco della speculazione appesantisce soprattutto Milano, che è la peggiore del continente, con gli altri listini comunque negativi. Un vero e proprio terremoto sui titoli delle materie prime e soprattutto delle banche. A fine giornata, Unicredit e Ubi hanno perso rispettivamente il 5,2% e il 5,1%. Male anche Bper (-4,8%), Bpm (-4,6%), Banco popolare (-4,5%), Intesa (-4,1%) e Mediobanca (-3,9%). Ha tenuto Mps (-0,09%), confermando come il netto recupero della scorsa settimana non fosse solo legato allo spread.

Positiva Parmalat (+0,08%) unico titolo con il segno più dell’indice principale di Piazza Affari, mentre limitano i cali energetici e lusso. Anche Fiat è in ribasso a causa di realizzi (-3,6%). Il mercato spera che un accordo extragiudiziale consenta a Chrysler di acquisire una quota di Veba.

Chiude in rialzo a 238 punti base dai 230 di venerdì lo spread tra il Btp e il Bund tedesco. Il tasso sul decennale del Tesoro sale al 4,27%.

 
 

Annullata “temporaneamente” la chiusura della tv pubblica greca

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Nei giorni scorsi il governo di Atena aveva deciso la chiusura della tv pubblica Ert, ma ora il Consiglio di Stato,  la piu’ alta giurisdizione dello stato, ha annullato ”temporaneamente” la decisione di chiudere l’emittente. Ne è stata quindi disposta la riapertura, in attesa si costituisca un nuovo soggetto radiotelevisivo pubblico. Anche il premier Samaras aveva avanzato oggi la proposta di una riapertura parziale, mentre il sindacato Ert si era rivolto all’alta corte contro la chiusura. Ma una “nota stonata” resta: la chiusura, dopo 75 anni di vita, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale greca, che ha salutato il proprio pubblico eseguendo l’inno nazionale nel corso di un concerto che ha suscitato commozione sia nei presenti che negli negli stessi esecutori, le cui lacrime non potevano passare inosservate.

Lo sciopero della ristorazione! In 4 anni persi 32.000 tra bar e ristoranti

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Chi ha detto che servivano cuochi in Italia? Chi ha pensato che la ristorazione poteva ancora essere un settore che non conosceva flessioni? C’è chi sosteneva che non eravamo interessati dalla crisi perché i nostri ristoranti erano pieni… in 4 anni hanno chiuso 32.000 esercizi pubblici che si occupavano di ristorazione. Ora a incrociare le braccia sono proprio i barman, i cuochi e i camerieri dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno appena deciso di interrompere le trattative per il rinnovo del contratto del turismo che interessa oltre un milione di lavoratori. A porre un punto e a capo è stato il direttore generale Fipe, Marcello Fiore: “con numeri così non firmo un contratto che non preveda aumenti di produttività” replicando alle critiche dei sindacati che accusano la federazione aderente a Confcommercio di ”voler strumentalizzare la crisi paralizzando la trattativa”. Intanto l’estate non si preannuncia certo all’insegna delle vacanze: un italiano su due ha già deciso di restare a casa e molti si concederanno qualche breve weekend. Tra low coast e offerte dell’ultimo minuto si consumeranno le vacanze della maggior parte degli italiani che ha deciso comunque di concedersi qualche giorno di refrigerio dalla calura delle grandi città. Turismo a picco o ennesima speculazione?

Il fallo gigante chiude il circuito di Nuerburgrung

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Sono apparse scritte di ogni genere sulla storica pista del Nuerburgring, ma ancora qualcosa che facesse chiudere la pista non c’era ancora stata. Ma l’autore o gli autori che hanno disegnato un enorme fallo, di 14 metri, sono riusciti nell’impresa. Anche perché il disegno era posto proprio sulla curva Brunnchen e la vernice con cui era stato realizzato rendeva precaria l’aderenza in curva. Così i gestori hanno deciso di chiudere il circuito per consentire la cancellazione.

 

Crisi al Cairo, chiude l’aeroporto!

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L’aeroporto del Cairo chiudera’ parzialmente di notte per risparmiare energia, tenendo conto della diminuzione del traffico aereo negli ultimi due anni, dovuta al calo dei turisti in Egitto. Lo hanno annunciato le autorita’ egiziane, mentre il Paese affronta una grave crisi economica. A partire da giugno, due delle tre piste dello scalo internazionale saranno ”chiuse dall’1.30 per quattro ore per risparmiare energia”, ha dichiarato il ministro dell’Aviazione civile Wael Maadaoui.

Chiude il San Carlo a Roma!

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«Dopo circa due anni di patimenti, di stipendi non pagati e di continue incertezze, ci mancava solo questo. La sospensione delle attività all’ospedale San Carlo di Nancy alimenta il clima di tensione». Lo dicono il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il coordinatore dell’Ugl sanità Roma Nord, Antonino Gentile, commentano la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio per l’ospedale San Carlo di Nancy decisa dalla Asl Roma E. «Oggi siamo venuti ad incontrare il presidente della Regione Lazio per discutere del blocco della procedura di licenziamento collettivo e di opportunità di rilancio delle strutture del gruppo Idi – aggiungono – e invece ci giunge la notizia della chiusura di un ospedale. Non sappiamo più cosa pensare. La determinazione regionale cui fa riferimento il provvedimento – continuano i sindacalisti – porta la data del 22 marzo, lo stesso giorno in cui avevamo avuto un confronto proprio con Zingaretti, che in quella occasione però non aveva fatto alcun accenno a questa decisione: possibile che non ne fosse a conoscenza? È arrivato il momento – concludono – che Regione e Asl trovino una quadra, perchè ci sono centinaia di lavoratori che non sanno più cosa fare».

Signore e signori… si chiude! Addio Ambra.

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Dal 1° luglio, infatti, cesserà definitivamente l’attività il teatro Ambra Jovinelli, la sala nel cuore dell’Esquilino.
Era il dicembre del 2010 quando Officine Culturali, la società che prese in carico l’Ambra, con la direzione artistica di Fabrizia Pompilio, avviò un programma di rilancio della Sala. «A distanza di due anni e mezzo di attività culturali di grande interesse e di grande successo, la società di gestione deve rinunciare alla sua casa artistica per problemi tecnici e strutturali del teatro», è scritto nell’annuncio ufficiale. Un comunicato racconta la storia recente del teatro: «Tanti gli artisti, le compagnie, le maestranze e gli spettatori che, solidali, hanno continuato ad animare il teatro nonostante la criticità di alcuni impianti (riscaldamento, argani e parti tecniche da sanare). Tante le soddisfazioni che hanno premiato il rischio d’impresa di imprenditori che hanno portato, in poco più di due stagioni teatrali, il Teatro Ambra Jovinelli a nuovi splendori. Tanti i volti che hanno fatto registrare il tutto esaurito: Rocco Papaleo, Stefano Accorsi, Simona Marchini, Claudio Santamaria, Valerio Mastandrea, Andrea Rivera, Nicola Piovani, Ficarra e Picone, Lillo & Greg, Teresa Mannino, Filippo Timi, Leo Gullotta, Alessandro Haber e Alessio Boni».

Perchè non si cercano sponsor e si inizia una programmazione sperimentale e multimediale? Ormai l’Ambra era diventato solo un teatro per campagne elettorali e per spettacoli dei “compagnetti della parocchietta”!

17 MILIARDI BRUCIATI IN BORSA!

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Mentre si cercano alleanze dell’ultimo minuto, mentre i politici sono sotto shock post elettorale, mentre il mondo ha acceso i riflettori su Roma per la corsa al governo e per la successione di Benedetto XVI, mentre la televisione continua a mandare gli spot pubblicitari con le famiglie italiane sorridenti e mentre si sta in fila alla Caritas , disoccupati e con il mutuo da pagare… LA BORSA ANNEGA TRAVOLTA DALLA SPECULAZIONE! Il dato economico di oggi conferma (se qualcuno aveva ancora dubbi) che esiste una potenza che governa il mondo, lo fa con i meccanismi finanziari, con le armi che hanno una testata nucleare chiamata spread, capace di ridurre un Paese sul baratro in 3 minuti durante una contrattazione. Più potente della bomba atomica, più dannosa delle bombe al napal, più veloce di un missile terra -aria! L’alta finanza mondiale non gradisce Grillo, forse stava studiando Bersani se era disponibile a fare il bravo agnellino nel gregge e sicuramente voleva il fedele scudiero Monti!

MA TUTTO QUESTO NON E’ ACCADUTO, IL FILM E’ STATO DIVERSO E LA RABBIA HA DILANIATO I GRANDI FINANZIERI! -5% LA BORSA CALA, MA L?ITALIA FORSE HA RIALZATO LA TESTA…

Consob vieta le contrattazione allo scoperto!

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La Consob ha deciso di vietare le vendite allo scoperto sul titolo Intesa San Paolo oggi e fino alla fine della seduta di domani. Il divieto, sottolinea la Commissione, in applicazione del Regolamento comunitario in materia di ”Short Selling”, ”tenuto conto della variazione di prezzo registrata oggi dal titolo (superiore alla soglia del 10%)”. Il divieto, prosegue la Consob, ”riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilita’ dei titoli. Con cio’ viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, gia’ in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre scorso in virtu’ del Regolamento Comunitario”.

Borsa in caduta libera: -5%

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Crolla Piazza Affari dopo le elezioni. Il Ftse Mib cede il 5%. Molti grandi titoli non riescono a fare prezzo a causa dei forti ribassi. Chi pilota l’alta finanza? Chi vuole spaventare il popolo italiano? Chi sta mettendo in atto la speculazione sui titoli italiani? Siamo veramente una colonia al soldo degli investitori esteri che pretendono di neocolonizzare i mercati mondiali imponendo governi e condizionando l’economia?

 

Annega la borsa di Milano attendendo il voto! -3,13%

borsa milano

Il Ftse Mib cede il 3,13% a 16.009 euro, appesantita dalle banche per l’allargamento dello spread, a sua volta condizionato anche dall’incertezza per le prossime elezioni. Sul listino principale Parmalat e’ l’unica in rialzo. E domani come andrà?

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