Terremoto tra Chieti e L’Aquila, magnitudo 2,4

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Chieti e L’Aquila tornano a tremare. Questa mattina, intorno alle 9.08 un sisma di magnitudo 2,4 si è registrato tra le provincie de L’Aquila e Chieti a una profondità di 17,4 km e ha interessato i comuni di Pescocostanzo, Colledimacine, Gamberale e Lettopalena. Non segnalati danni a cose o persone.

Morire attraversando la strada: uomo investito da due auto

uomi-investito-tuttacronacaShock a San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, dove il 63enne Sergio D’Armi è morto dopo essere stato investito da due auto. L’uomo stava attraversando sulle strisce pedonali quando è stato colpito da una Suzuki: nell’impatto, il suo corpo è stato proiettato sulla carreggiata opposta. Proprio in questi istanti stava sopraggiungendo una Opel che, a sua volta, lo ha investito. D’Armi, che è deceduto in seguito all’ospedale, è rimasto incastrato sotto l’auto ed è stato necessario l’intervento dei pompieri.

“Serie preoccupazioni sulla sicurezza”: Nature e il metodo Stamina

stamina_tuttacronacaE’ la rivista Nature a scrivere che, sulla base di documenti giunti in loro possesso, sorgono seri e profondi dubbi e preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia del metodo Stamina. Dai verbali del Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina, esaminati da Nature, emergono “serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”. Tra queste, “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali”. Gli esperti avevano inoltre indicato “errori concettuali” nel protocollo, “alcune sezioni del quale sono state copiate da Wikipedia”.

“Ci si approfitta della disperazione di famiglie e malati”: De Luca su Stamina

Stamina_approvazione-tuttacronacaMichele De Luca, ricercatore che guida il centro di medicina rigenerativa “Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, intervistato da La Stampa parla del metodo Stamina: “Nel mondo, e purtroppo anche in Italia, vengono proposti ciclicamente presunti trattamenti miracolosi per malattie gravi, privi di razionale e assolutamente senza alcuna efficacia. Basta pensare al caso di Di Bella. Questa volta è il turno di Stamina, un presunto metodo a base di staminali che non ha dimostrato di avere alcuna valenza scientifica e terapeutica. Ci si sta approfittando della disperazione delle famiglie dei malati gravi, infischiandosene dei limiti e delle regole della scienza”. Le staminali non sono una panacea di tutti i mali, spiega, “anche se negli ultimi tempi, purtroppo, molte persone hanno iniziato a crederci. Vorrei anch’io che fosse così, ma la ricerca sulle staminali ha ancora bisogno di molto tempo prima di rivelarsi utile”. E aggiunge: “Le uniche staminali che hanno dimostrato di avere una reale efficacia in un contesto clinico sono quelle ematopoietiche e quelle epiteliali. Le prime usate nel trattamento di patologie quali la leucemia, le seconda per la terapia di gravi ustioni. Per il resto si tratta di un campo di studi ancora aperto su cui non si hanno certezze”.  Prima che una terapia a base di staminali arrivi in clinica “si fa una ricerca di base solida – precisa -. Dopo la pubblicazione dei risultati, si raccolgono evidenze precliniche con studi sugli animali. E solo dopo si passa alla sperimentazione sull’uomo, che prevede tre fasi ben distinte, e i cui risultati vanno resi pubblici. Praticamente tutto quello che Stamina non ha fatto”.

“Siamo vittime di lobby dei farmaci, burocrazia e politica”: così Vannoni

vannoni-stamina-tuttacronacaConcede una lunga intervista a Repubblica Davide Vannoni, l’ideatore del controverso metodo Stamina di cui tanto si discute in questo periodo e respinge l’accusa di non essere un medico ma un ciarlatano, avendo conseguito una laurea in lettere e filosofia invece che in medicina. “Sono un presidente di fondazione, come Montezemolo per Telethon. Mai preso una siringa in mano, mai curato nessuno, ci mancherebbe. A quello pensano i nostri specialisti”. Niente imbrogli, quindi, a suo dire: “Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro e a San Marino pagava solo chi poteva”. Si vede quindi vittima di una diversa battaglia: “Siamo certamente vittime della lobby dei farmaci, della burocrazia e della politica. Tutto sulla pelle di chi sta morendo”. E spiega: “Una persona colpita da malattie neurodegenerative costa circa 300 mila euro all’anno allo Stato. Un ciclo di iniezioni mensili tradizionali, per lo più inefficaci, costa 28 mila euro. L’industria farmaceutica non ha certo interesse a incoraggiare altri soggetti e altri farmaci”. Per quel che riguarda l’idea che si tratti di una truffa, ribatte: “Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro”. Dopo che un paziente è morto a Trieste Vannoni rischia pure un’accusa per omicidio colposo, anche se per ora lui esclude l’ipotesi: “Quella persona è morta di polmonite dopo essere stata costretta a interrompere le cure, mentre i suoi familiari ci imploravano di proseguire. Associazione a delinquere? Con due direttori sanitari e venti medici dalla nostra parte? Per favore, non scherziamo”. Se è tutto così sicuro, perché allora la Fondazione non rende pubblica la metodica praticata? “Perché – spiega il presidente – il sistema non è brevettato e per evitare che in Israele oppure a Hong Kong qualcuno lo metta in pratica copiandolo, e chiedendo 30 mila euro a iniezione”. Ma non esclude di trasferire il suo team all’estero: “Abbiamo individuato una clinica a Capo Verde, attualmente inutilizzata. È già stata costituita una cooperativa di pazienti, senza fini di lucro, massimo una quota a testa. Queste persone apriranno un laboratorio con i propri soldi, pagheranno gli stipendi ai nostri biologi e noi li cureremo. Per la sanità sarà una vera rivoluzione, un’innovazione mondiale”.

Il Comitato boccia Stamina: pazienti e genitori non si fermano

 

caso_stamina_tuttacronacaIl Comitato scientifico scrive nella relazione al ministro della Salute Lorenzin: “Gravi incongruenze tra il metodo presentato da Stamina e quanto riportato a sostegno dei protocolli clinici proposti”. Non solo, c’è anche la “mancanza di un ‘metodo Stamina’ perché la metodica non presenta caratteristiche di originalità”, aggiunge il comitato. Il giudizio del Comitato è contenuto nella relazione tecnica e nella nota di accompagnamento per il ministro della Salute, lavoro ultimato alla fine di settembre. Il Comitato afferma che la metodica fornita “riguarda la semplice messa in coltura di cellule di origine midollare, che sarebbero poi iniettate come tali sia per via endovenosa che endorachidea (iniezioni di farmaci nella colonna vertebrale, ndr), e pertanto oltre a non presentare alcun carattere di originalità risulta incoerente con il presupposto stesso del metodo”. Riferendosi alla descrizione del metodo, viene inoltre rilevata “la mancanza della parte riguardante il differenziamento in senso neuronale delle cellule”. Tale fase, sottolinea, “viene invece richiamata nei protocolli di sperimentazione clinica presentati da Stamina come elemento fondante del metodo e base razionale della sua efficacia”. La risposta che arriva da pazienti e genitori dei piccoli pazienti in cura con il Metodo Stamina presso gli Ospedali Civili di Brescia è una conferenza stampa, organizzata per il 28 dicembre, nel corso della quale mostreranno “i certificati medici e gli esami strumentali, in loro possesso, attestanti l’assenza di effetti collaterali e i miglioramenti conseguiti dagli stessi pazienti a seguito delle infusioni con il trattamento Stamina”,come si legge in una nota diffusa. Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, ha assicurato la sua presenza per quel giorno: “anche io e Andolina saremo con i nostri pazienti e mostreremo i loro esami strumentali e i dati sulla sicurezza dei nostri prodotti, compresa la caratterizzazione delle linee cellulari paziente per paziente”. In seguito, Vannoni si recherà in America, a Miami, dove incontrerà l’immunologo italiano Camillo Ricordi “insieme alla nostra biologa più esperta, Erica Molino. Andremo solo in due. Prima dovremo fare il percorso per avere l’autorizzazione al trasporto controllato dei campioni di cellule, donate da pazienti già in cura agli Spedali Civili di Brescia che hanno prodotto più cellule di quanto necessario per le cinque infusioni, e credo che il ministero non ce la negherà”. A Miami, spiega, “ripeteremo le valutazioni già fatte a Brescia e approfondiremo alcuni aspetti sulle linee cellulari”. Nel frattempo continua l’indagine della procura di Torino sul metodo Stamina. Oltre alle dodici persone che hanno già ricevuto la notifica della chiusura delle indagini, ne sarebbero coinvolte anche altre a Brescia. Negli Spedali Civili della città lombarda erano state intraprese terapie con cellule staminali “a uso compassionevole”.

Stamina “pericolosa e scadente”. Lorenzin incontra il padre di Noemi

stamina-tuttacronacaE’ l’Ansa che parla dei verbali dello scorso anno stilati dal tavolo tecnico composto da Nas, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti e Agenzia del Farmaco (Aifa) che aveva giudicato la tecnica Stamina “Pericolosa e scadente”. Vengono anche rivelate le conclusioni: “Non esiste documentata efficacia del metodo Stamina Foundation”. Non solo. “Preoccupante – si legge nei verbali del tavolo tecnico – la pratica di utilizzare cellule provenienti da un paziente e infuse in un altro paziente”. “Per quanto riguarda la dose di infusione, la si potrebbe definire “omeopatica”, si legge ancora nei verbali. Nei documenti si avanza anche il sospetto che il metodo Stamina “farebbe presupporre l’uso di siero fetale bovino nei terreni di coltura”. Il ministro Lorenzin aveva ribadito lo stesso concetto questa mattina, in occasione dell’incontro con il padre di Noemi, la bimba abruzzese di 18 mesi per cui il giudice ha autorizzato la cura: “Il metodo Stamina non esiste dal punto di vista scientifico, non abbiamo ancora le prove. Vediamo quando sarà provato o non provato. In realtà – ha aggiunto il ministro della Salute  – l’altro comitato aveva già dato il verdetto, vediamo cosa farà il secondo”. Il nuovo Comitato scientifico verrà nominato, tramite decreto, nei prossimi giorni. Suo compito sarà valutare la possibilità di sperimentazione del metodo Stamina, ha confermato il ministro. Il nuovo decreto arriva dopo la decisione del Tar del Lazio. “Potevo fare appello al Consiglio di Stato o fare un nuovo Comitato. Ho scelto questa seconda strada”. Un nuovo Comitato e nuovi risultati “qualsiasi siano”, ha detto il ministro, accorciano i tempi rispetto a quelli di un appello. L’agenzia Ansa ha potuto visionare le carte dell’inchiesta di Torino condotta dal pm Raffaele Guariniello già l’anno scorso e di fatto quasi subito riaperta e integrata con altri elementi. I dati emersi sono preoccupanti. L’elenco dei rischi potenziali  è particolarmente lungo ed è suddiviso in base agli step del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i “medicinali imperfetti”, viste anche le condizioni di lavoro, non erano esenti da controindicazioni anche gravissime: si parte da “nausea e cefalea” per arrivare alle meningiti batteriche, dagli ematomi ai traumi midollari, fino alle “localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate” e al “rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione/trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro”. Ancora, stando all’inchiesta di Guarinello, sono stati gli scantinati di edifici di varie località italiane, e anche a San Marino, a tenere a battesimo la terapia Stamina. L’associazione presieduta da Vannoni operava in “più strutture, alcune palesemente inidonee e ricavate da scantinati”. In altri casi le sedi erano state “nascoste a San Marino nel palese intento di sfuggire ai controlli istituzionali previsti in Italia”. A Torino, peraltro, c’era già stato, il 27 marzo 2008, un “parere negativo” formulato dall’Ordine dei medici. Riguardo al caso di Noemi, quando il ministro Lorenzin ha potuto visitare il Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia mentre si trovava oggi in visita all’ospedale clinicizzato di Chieti, ha detto: “La politica  deve fare la politica e deve rispettare la scienza e il metodo scientifico”. Le dichiarazioni sul metodo Stamina traggono origine dalla vicenda di Noemi. “Il servizio sanitario nazionale non può permettersi di autorizzare cure che non siano considerate tali secondo la scienza. Da questa storia difficilissima vengono fuori insegnamenti: rivedere l’assistenza ai malati e riflettere sulla necessità di rafforzare le istituzioni scientifiche. Credo che il Parlamento dovrà affrontare questi temi. Se le istituzioni prendono un abbaglio devono pagare per questo. Da parte mia, mi sento di esprimere tutta la mia comprensione che però non può diventare irrazionalità”, ha concluso il ministro. Il padre di Noemi ha poi dichiarato: “E’ stato un lungo colloquio nel corso del quale ho chiesto al ministro di far sbloccare le liste di attesa perché le persone muoiono. Se domani si scoprisse che un trattamento è efficace, chi si prenderà la responsabilità delle morti di tante persone che non vi hanno potuto accedere? Sicuramente ora torno a casa senza poter dare una risposta a Noemi. L’ordinanza del Tar c’è ma non viene rispettata. Auspichiamo che venga chiamata al più presto in modo che Noemi possa raccontare al ministro i miglioramenti che ha avuto grazie al trattamento”. Come spiega Repubblica, il ministro Lorenzin ha preso il numero di cellulare di Andrea e il papà di Noemi ha messo a disposizione i numeri di pediatri. “Ho detto al ministro – ha riferito Andrea al termine del colloquio – tutte le mancanze che ci sono state in questa storia come il Tar del Lazio che ha detto che le cartelle cliniche non ci sono. Lei – secondo le parole di Andrea – ha affermato che le ha viste, ma il Tar dice qualcos’altro”. Quindi le liste d’attesa: “ho chiesto chiaramente di farle sbloccare. Non è possibile – ha detto Andrea – che dopo aver speso 6-7 mila euro di avvocati sono ferme e le persone muoiono. Il ministro mi ha risposto che non è sua competenza sbloccare le liste d’attesa, io le ho rinnovato l’appello anche prima di salutarci”.

Esplode un villino a Chieti: perde la vita una donna

chieti-tuttacronaca_esplosioneAnnarita Del Ponte, una 57enne, ha perso la vita a seguito di una tremenda esplosione, si pensa causata da una fuga di gas, avvenuta questa mattina attorno alle 10.30 a Chieti, in Contrada San Salvatore. La donna si trovava all’interno del villino assieme alla figlia 27enne al momento dell’incidente e, dopo essere stata estratta dalle macerie, è stata trasportata al Pronto Soccorso in codice rosso ed è morta poco dopo all’Ospedale di Chieti. La giovane sembrerebbe illesa. Sul posto, la polizia, i carabinieri, e i vigili del fuoco.

Le acque ingoiano un trabocco, cancellati 300 anni di storia

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Non ha retto all’irruenza delle onde ed è scomparso nelle acque il trabocco – un’antica macchina da pesca tipica delle coste abruzzesi – conosciuto col nome “Mucchiola”, nel comune di Ortona (Chieti), era uno dei più antichi impianti di pesca tradizionale della Costa dei trabocchi, risalente a circa 300 anni fa. Un vero simbolo che è stato ingoiato per sempre dalle mareggiate. Ora sono visibili solo due pali di legno che affiorano dall’acqua.

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Nella notte si rovescia un’autocisterna: fiume di benzina in A25

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Nella notte, verso le 3,20, si è rovesciata un autocisterna sull’A25, un fiume di benzina ha invaso l’autostrada tra i caselli di  Scafa-Alanno e Chieti-Pescara. Nell’incidente sono rimaste coinvolte anche 3 vetture: i guidatori e i passeggeri hanno riportato solo ferite lievi. Quasi illeso anche il conducente dell’autocisterna. L’autocisterna trasportava 10mila litri di benzina e 15mila di gasolio, nell’incidente si è girata completamente e dai boccaporti è uscito un fiume di combustibile. L’autostrada è rimasta chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia e il traffico stato deviato sulla Tiburtina fino al termine delle operazioni, in tutto circa otto ore. Alle 11,25 è stata riaperta la carreggiata nord, mentre alle ore 13,05 sono terminate le operazioni di rimozione dell’autocisterna.

 

Un pittbull senza guinzaglio e museruola morde un bimbo

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Ha appena 5 anni la vittima del bittbull che ieri a in località lido Riccio di Ortona, nel chietino, è stato azzannato alla gamba dal cane che, secondo l’agenzia Adnkronos, girava indisturbato senza guinzaglio né museruola. Il padre del bimbo ha denunciato il fatto ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona.

Shock a Chieti per l’arresto dell’assessore D’Agostino:concussione e violenza sessuale

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Ivo D’Agostino, 54 anni, iscritto all’Udc e assessore al traffico, alla sanità, alle politiche della casa,  secondo le accuse, avrebbe  ottenuto con la forza, prestazioni sessuali in cambio dell’assegnazione di alloggi popolari. Per questo ora è stato messo agli arresti domiciliari con pesantissime accuse: concussione, tentata concussione e violenza sessuale. Secondo quanto citato da Il Centro l’assessore comunale avrebbe abusato di almeno 5 ragazze bisognose. Le giovani, tra cui alcune segnalate dalla Caritas, si rivolgevano all’assessore per avere degli aiuti. In cambio chiedeva prestazioni sessuali, da consumarsi negli stessi uffici dell’assessorato.

Terremoto nelle Marche: danneggiata la basilica di Loreto

loreto-terremoto-tuttacronacaSi contano i primi danni causati dalla forte scossa di terremoto che questa notte ha colpito le Marche: si è aperta una crepa nella Basilica della Santa Casa di Loreto, nella sagrestia del Santuario. Sono anche caduti dei calcinacci. Chiuso il locale a titolo precauzionale, così come i camminamenti per i turisti che portano alla cupola della Basilica. Non ha subito danni, invece, il sacello di marmo che custodisce la Santa Casa, la reliquia che secondo la tradizione sarebbe la casa di Gesù a Nazareth. Le verifiche hanno escluso danni alle scuole e all’ospedale.

La terra continua a tremare nelle Marche

terremoto-marche-tuttacronacaDopo la forte scossa di questa notte, di magnitudo 4.9, e le successibe, tutte tra i 2 e i 4 gradi della scala Richter, continuano a tremare le Marche. Una nuova scossa, ancora una volta in mare, è stata registrata dalle strumentazioni dell’Ingv alle 14:19. Stando ai rilevamenti l’evento ha avuto magnitudo 2.8 e una profondità di 8.8 km. I comuni vicini all’epicentro sono Numana, e Sirolo (AN) e Porto Recanati (MC).

Terremoto nelle Marche: continuano i controlli

terremoto-controlli-tuttacronacaSi sta verificando la presenza di eventuali danni causati dalla forte scossa di terremoto, di magnitudo 4.9, che questa notte ha colpito le Marche. I vigili del fuoco sono al lavoro per verifiche di stabilità su uno degli edifici più alti dell’area interessata dal sisma, l’Hotel House di Porto Recanati, in provincia di Macerata, un grattacielo di 16 piani. Sinora non sono stati riscontrati cedimenti.

Forte scossa di terremoto nelle Marche: gente in strada

terremoto-marche-tuttacronacaAlle 3:23 una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata alle 3:32 nelle Marche, in prossimità delle province di Ancona e Macerata. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’epicentro è stato in mare, non lontano dalla costa, nel distretto sismico di Monte Conero. Successivamente si sono verificate almeno altre 8 scosse con magnitudo tra i 2 e i 4 gradi. I comuni più vicini all’epicentro sono stati quelli anconetani di Numana e Sirolo e di quello maceratese di Porto Recanati. L’Ipocentro è stato registrato a 8,4 km di profondità. L’orario della scossa di terremoto di magnitudo 4.9, le 3:32, è lo stesso di quella che il 6 aprile 2009 devastò L’Aquila. Una coincidenza che non è passata inosservata agli abruzzesi, che anch’essi stanotte, da Pescara a Chieti, hanno chiaramente avvertito il sisma marchigiano. La scossa di terremoto è stata chiaramente avvertita dalla popolazione, che si è riversata nelle strade. Secondo diverse testimonianze, il sisma è stato relativamente lungo e percepito in diverse località della regione, fino in Abruzzo. I centralini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile sono stati presi d’assalto, ma non sono stati segnalati danni a persone o cose.

Di Santo è pericoloso e può reiterare il reato! In carcere.

Secondo il gip, Roberto Di Santo, 58 annidi Roccamontepiano (Chieti), accusato degli incendi compiuti a Pescara e Chieti, è in grado di reiterare il reato. La misura cautelare è scattata in particolare per l’incendio appiccato il 10 gennaio davanti al Tribunale di Chieti.

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Preso in tempo! Minacciava altri attacchi il bombarolo pescarese!

Arrestato l’incendiario ricercato per gli attentati nel pescarese e al tribunale di Chieti.

Imbavagliata e legata! Trovata a Chieti anziana morta in casa

Probabilmente ha sorpreso i ladri a rubare ed è stata uccisa.

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