Vandali a via della Spiga, distrutte le fioriere al centro di Milano

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Milano e il vandalismo. Ormai le grandi città da Roma a Catania, da Milano a Torino sembrano davvero non riuscire a contenere la violenza e il vandalismo che nell’ultimo periodo si sta facendo sempre più dilagante anche in quelle zone che sembravano talmente centrali da non poter essere sfiorate dalla maleducazione e dall’inciviltà. Invece oggi in Via della Spiga un’aiuola è stata danneggiata gravemente: il bordo di cemento è stato rotto e le zolle di terra sono state scoperchiate. Inoltre anche le colonnine di marmo, installate per impedire il transito dei veicoli, sono state divelte.  Un periodo nero, dunque, per via della Spiga: nella giornata di martedi, infatti, la boutique di Rocco Barocco è stata rapinata da una donna e tre uomini, che sono riusciti a rubare un abito pregiato del valore di 2.200 euro.

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Il cemento che inghiotte la Città Eterna

consumo-suolo-roma-tuttacronacaL’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) sostiene che negli ultimi quindici anni la Capitale è stata vittima di una speculazione edilizia inarrestabile con un consumo di suolo che procede inarrestabilmente al ritmo di 8 mq al secondo. Francesco Montillo ha realizzato un video al proposito, mettendo a confronto le immagini aeree di 22 zone della capitale, con immagini del 1998 e del 2013. Il volume e la densità delle costruzioni è aumentata e il verde è stato velocemente inglobato dal cemento. Ispra, in un comunicato, afferma: “Negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia è cresciuto ad una media di 8 metri quadrati al secondo e la serie storica dimostra che si tratta di un processo che dal 1956 non conosce battute d’arresto. Si è passati dal 2,8 per cento del 1956 al 6,9 per cento del 2010, con un incremento di 4 punti percentuali. In altre parole sono stati consumati, in media, più di 7 metri quadrati al secondo per oltre 50 anni. Il fenomeno è stato più rapido negli anni 90, periodo in cui si sono sfiorati i 10 metri quadrati al secondo”.

46 cantieri a Milano, la città riuscirà a chiuderli prima del rientro dalle ferie?

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D’estate i comuni ne approfittano per rifarsi il look e per migliorare i servizi ai cittadini (che in tempo di crisi sembra un vero miraggio), così Milano ha aperto 46 cantieri che fanno sperare per un autunno davvero migliore. Dalla periferia al centro sono programmati una serie di interventi per rifare in particolare il manto stradale che dopo un inverno lungo e rigido sembra davvero provato. 46 vie per un totale di 2.170.000 metri quadrati su cui gli operai lavoreranno da qui a un anno. È il doppio di quei 1.150.000 metri quadrati che avevamo annunciato lo scorso aprile», sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza. Un obiettivo raggiunto grazie al «recupero dei resti di tutte le gare precedenti di lavori sulle strade», spiega, che ha permesso di aggiungere un «tesoretto» di 15 milioni di euro a quanto già stanziato. Nel lungo elenco si va così da via Lissona e via Eritrea a Quarto Oggiaro a via Ippodromo a San Siro, dal cavalcavia Bacula (i cui 18mila mq saranno riasfaltati completamente) ai 20mila mq delle vie interquartiere del Gratosoglio, dove si procederà anche al ripristino di marciapiedi e impianti di raccolta dell’acqua piovana. E poi, verso la Cerchia dei Bastioni, ad esempio, viale Coni Zugna, viale Umbria, piazzale Bacone, via Andrea Doria. Quindi, piazza Piemonte, corso Vercelli, viale Monte Santo, via del Caravaggio.  Due i lotti di intervento: il primo che si concluderà entro il 2013, il secondo che andrà avanti fino alla prossima estate.

Ma il primo lotto riuscirà ad essere terminato prima che i milanesi rietrino dalle ferie o dovranno pagare sulla propria pelle i cantieri ancora non ultimati che inesorabilmente creeranno disagi e disservizi?

Dead drops… giochiamo a far le spie!

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‘Dead Drops’ è un sistema di condivisione offline in spazi pubblici. Chiavette Usb cementate nei muri cittadini alle quali collegare il proprio computer per scaricare file e magari aggiungerne altri. Il tutto senza che gli utenti si incontrino o identifichino mai. Per questo il nome: Dead Drops era il metodo con cui le spie si scambiavano documenti scottanti, depositati in un luogo segreto concordato in precedenza. In Italia ci sono già 62 chiavette che dagli angoli più impensabili della penisola.

Il progetto è iniziato nel 2010, quando l’artista di Berlino Aram Bartholl, durante un soggiorno a New York, ha creato le prime cinque versioni. Da allora sono diventate centinaia, sparse in tutto il mondo, e uno speciale registro online ne attesta la posizione, la capienza, la data di creazione.

Al momento quelle censite sono 1.104, per un totale di 4.788 gigabyte. Quasi cinque terabyte di informazioni che nessuno può ottenere, se non connettendosi direttamente al muro.
Perché una volta ideate, le Dead Drops, sono state impiantate ai quattro angoli del pianeta da migliaia di utenti di tutte le nazionalità, creando una street art 2.0.

Il principio infatti è quello della partecipazione e condivisione: foto, musica, testi, video sono per strada, a disposizione di tutti coloro che con un computer vogliono scaricare questi contenuti anonimi. Per poi lasciare traccia del proprio passaggio nella Dead Drop, caricando i propri file per il prossimo fruitore.

«L’idea di base e quella delle connessioni online e offline e il rapporto fra questi due differenti contesti – spiega Aram Bartholl – oggi il mondo che conosciamo è super-connesso ed è diventata una sorta di avventura andare fisicamente nel mondo esterno. Invece con le Dead Drops tu devi per forza andare fuori e connetterti a un edificio, senza sapere in anticipo che dati e informazioni troverai li dentro».

E soprattutto, non è possibile risalire a chi quei contenuti li ha creati, caricati e quindi diffusi, proprio nell’era in cui ciascuno è rintracciabile in ogni istante.

Requisiti imprenscindibili per ogni nuova Dead Drop sono, così come sancito nel Dead Drops Manifesto, che ogni chiavetta sia situata in uno spazio pubblico, nel quale a malapena si noti. Per connettersi non c’è bisogno di nulla, nessun plugin, nessun cavo: solo un portatile.

Nelle città italiane potete trovarle qui:

Bologna: via 4 novembre, vicolo alemagna, via del guasto

Milano: via palestro 14, via massena 2, foro bonaparte 50

Roma: via del politeama 4/6, Piazzale di San Francesco di Paola, Piazzale Aldo Moro

Napoli: via pedamentina San martino, via taddeo da sessa, salita del petraio

Firenze: via de’ vanni 7

Cagliari: viale Francesco Ciusa 44

Venezia: calle Priuli dei Cavalletti

Messina: via garibaldi 121

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