Il cattivo gusto dello spot di Sanremo, gaffe di Fazio e Littizzetto?

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Arriva il primo spot di Sanremo ed è subito polemica. A chiedere la rimozione del video sono stati i disabili che non hanno gradito la gag comica contenuta all’interno. Sulle note di  “Se mi lasci non vale”, Fazio rimane con il braccio di un manichino tra le mani, dopo che la Littizzetto ha lasciato la scena. Al centro delle polemiche proprio il braccio che è stato reputato di cattivo gusto da chi è portatore di handicap e che ha suscitato anche la disapprovazione del presidente dello sportello dei Diritti Giovanni D’Agata che ha già minacciato di rivolgersi all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, se il video non verrà immediatamente rimosso. L’Agcom, dal canto suo intanto è già intervenuta, bollando lo spot come “squalificante e di cattivo gusto”. Anche sul web, in particolare su YouTube sono innumerevoli i commenti disgustati degli utenti:

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L’agghiacciante proposta shock: 50.000 firme per far suicidare Ruffini

Paolo-Ruffini-petizione-tuttacronaca

Tra cattivo gusto e shock arriva anche la proposta di qualcuno, che forse voleva essere goliardico, ma ha solo superato il limite propone 50mila firme affinché Paolo Ruffini, conduttore televisivo, nonché attore e regista, si tolga la vita. Al di là dell’agghiacciante petizione anche la motivazione sembra alquanto priva di senso e molto vaga: “L’aria è un bene importante e di tutti. Lui con la sua esistenza sta sprecando inutilmente ossigeno. Il nostro. Se hai un cuore, firma e condividi. È per una buona causa”. Forse l’aria la sottrae anche chi perde tempo con simili manifestazioni che vanno contro ogni umana comprensione… ma noi auguriamo buona salute a chiunque, anche all’autore di tale gesto e ai pochi sostenitori che hanno sottoscritto la petizione. Speriamo solo che scompaia dal web il prima possibile.

Quest’estate va di moda… il trash?

trash-spiaggia-italia-tuttacronacaC’era un tempo in cui si affermava con orgoglio che gli italiani avevano il senso della moda… E sembra proprio il caso di parlare di “c’era una volta”, visto quello che imperversa sulle nostre spiagge. Sembra proprio che in estate, liberi anche dai codici d’abbigliamento, in molti riescono a dare il peggio di sè. Fuori dai confini del Belpaese sembra non essere sfuggita questa “tendenza cafonal” in cui riescono immancabilmente a spiccare gli emuli dei protagonisti di Grande Fratello quando non direttamente dei Tronisti. I must diventano allora occhiali che coprono mezzo viso, catene il più pesanti possibili e abbronzature feroci perchè “quando si torna a casa si deve vedere bene che sono stato al mare”. Senza parlare di sopracciglia ad ali di gabbiano per lui e per lei, pinocchietti nel guardaroba maschile e tacchi 12 sulla sabbia per le vere addicted. In alternativa, via libera a infradito e ciabatte ortopediche, possibilmente il più fluo possibile. A raccontare tutto questo anche la firma di Le Monde Marc Beaugé, che ha preso Capri come suo osservatorio: “Quando si arriva sull’isola ci si ritrova con una folla di turisti vestiti con canottine terribili, l’infradito, occhiali paurosi, jeans slavati, costumi dalle terribili e improbabili fantasie floreali e tatuaggi degni di guerrieri maori”. Fernanda Speranza, commissario dell’Azienda di soggiorno e turismo di Capri, ha tirato in ballo “i dati positivi di presenze di turisti stranieri” che “vanno in controtendenza con quanto dichiarato dal giornalista di Le Monde”. Ma nessuno mette in dubbio che l’Italia sia un Paese bellissimo, il giornalista parla piuttosto di chi popola le località turistiche. Ma sono gli stessi media a veicolare un concetto di moda che poi viene ripreso e riproposto sulle nostre spaggie. Tre esempi? L’estate 2013 è stata all’insegna del costume fluo, visibile a distanza e che ha catturato anche Ilary Blasi, Antonella Mosetti & Co., che non si sono fatte pregare e hanno sfoggiato i loro microcostumini dai colori di un giubbotto catarifrangente, avvinati a immancabili occhiali specchiati e braccialetti, ovviamente flou. E sempre in tema di costumi femminili, dopo anni di ferretti e push-up, quest’estate era quanto meno doveroso sfoggiare il bikini a fascia, che tutto fa, tranne valorizzare le forme femminili: le fashioniste giurano che tutto ciò sia estremamente elegante. Dulcis in fundo, e in pieno stile cow-girl, sempre a fascia ma… con frangia incorporata!

Spogliarello in Russia per far rispettare i limiti di velocità. Sessismo?

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Ennesimo caso di sessismo? Sembra proprio che in Russia per far rispettare i limiti di velocità alle autovetture che spesso li infrangano si sia scelto un metodo molto “originale”: due spogliarelliste si sono appostate indossando solo biancheria intima,cartelli stradali con i limiti in mano e stivaloni ai piedi. Forse il limite di velocità sarà rispettato ma è stato superato il limite del trash e del cattivo gusto.

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