Petardi e uova contro le vetrine: a Napoli in corteo

 

corteo-napoli-tuttacronacaCorteo non autorizzato oggi a Napoli, partito da piazza Medaglie d’Oro nel quartiere Vomero e composto da precari, studenti, ex lavoratori licenziati e “senza casa” contro i “privilegi della casta”. In testa, uno striscione con la scritta: “Natale per tutti o per nessuno”. I manifestanti, una sessantina circa, hanno attraversato piazza Amedeo prima d’imboccare via dei Mille, facendo registrare problemi al traffico cittadino. Alcuni partecipanti, una volta raggiunta piazza dei Martiri, ha lanciato un petardo davanti il palazzo Partanna, che ospita la sede dell’Unione Industriali di Napoli. I manifestanti hanno anche lanciato uova contro le vetrine di dei negozi di note griffe di moda che si affacciano sulla piazza.

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Spending review? La casta si compra 210 auto blu blindate!

auto-blu-tuttacronacaE’ Luca Romano per Il Giornale a parlare di come “il Palazzo si blinda” e a spiegare che, lo stesso giorno della protesta dei Forconi, la Consip ha indetto una gara per la fornitura in acquisto di autovetture blindate. Tali auto saranno destinate alle esigenze dei soggetti istituzionali incaricati di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica.

La gara è strutturata in due lotti: il primo prevede la fornitura di un massimo di 150 berline a tre volumi (con una base d’asta di 18.075.000 euro Iva esclusa), il secondo 60 vetture a 5 porte a trazione integrale (con una base d’asta di 7.230.000 euro Iva esclusa). Il tutto avviene mentre il governo sottolinea i progressi nella riduzione delle auto blu per le amministrazioni centrali e locali. Per ciò che concerne lo Stato centrale, al primo dicembre 2013 sono 1663, il 7,6% del totale della P.A., 288 in meno rispetto a fine 2012 (-14,8%). Ridotte le auto di servizio nei Ministeri: sono 1290, ridotte di 201 unità rispetto a fine 2012 (-13,5%), la maggior parte delle quali (1128) concentrate nei dicasteri cui sono affidati servizi istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Sono poi 4.557 le auto blu a disposizione delle amministrazioni regionali e locali.

Serve un centrale alla Roma… a gennaio Micah Richards?

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La Roma è già attiva e pensa già al prossimo colpo da mettere a segno per portare a gennaio un centrale da affiancare al tandem composto da Benatia-Castan. E’ sfumato l’accordo con Rami e ora si mira a portare nella Capitale Micah Richards del Manchester City, ma la concorrenza sembra davvero agguerrita Arsenal, Bayern Monaco e Real Madrid. 

La dirigenza giallorossa, in ogni caso, dovrà prima trovare una sistemazione a Burdisso che ha un ingaggio alto.

Gomathi, uccisa a 17 anni dai fratelli: voleva sposare un paria

ragazza-uccisa-fratelli-tuttacronacaVoleva sposare un giovane “paria”, cioè un appartenente alla casta più bassa della scala sociale, e per questo motivo i suoi fratelli l’hanno impiccata. E’ l’orribile storia di Gomathi, una ragazza indiana di 17 anni che viveva a Seevalaperi, villaggio dello Stato meridionale di Tamil Nadu. A riportare la notizia The Times of India, che scrive: “L’omicidio a sangue freddo è stato compiuto ieri da Murugan e Sodalaimuthu, i due fratelli di Gomathi, che hanno agito con la benedizione del padre Mayandi, di professione contadino”. Da quanto di è appreso, Gomathi, appartenente a una casta intermedia, lavorava in una fabbrica di Tuticorin dove aveva conosciuto Murugan, un coetaneo di cui si era innamorata. La famiglia, venuta a conoscenza della volontà della giovane di sposarsi con il ragazzo appartenente ai dalit (o paria) indiani, ha cercato di dissuaderla organizzandole un altro matrimonio. La reazione della 17enne è stato fuggire con il suo amato. Rintracciata dai familiari, che l’hanno convinta a tornare a casa con la promessa di assecondare i suoi desideri, è tornata sui suoi passi. Ma a quel punto Gomathi è stata picchiata e impiccata con una corda nella sua stanza dai fratelli che hanno cercato di simulare un suicidio. Sono stati gli abitanti del villaggio ad avvisare la polizia che ha ricostruito la vicenda e arrestato i due fratelli che hanno prima negato, poi confessato il delitto.

I bambini devono inchinarsi alla casta? L’associazione insorge!

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Il 22 giugno a Castiglione Olona, in provincia di Varese, sarebbe dovuto essere un giorno di festa per genitori e bambini: era infatti organizzata una manifestazione sul sagrato della chiesa della Collegiata. Peccato che Geronimo La Russa, figlio del politico Ignazio, abbia scelto la stessa data e la stessa location per convolare a nozze con Patrizia Silini. Alessandro Madron, presidente dell’associazione Genitori in Branda, ha spiegato che “Gli amministratori locali hanno deciso di inchinarsi alla casta e, senza che qualcuno abbia nemmeno dovuto chiederlo, hanno scelto di calare le braghe sfrattando una manifestazione fissata da mesi per fare spazio al matrimonio e ai suoi invitati di spicco, una scelta talmente scoordinata e fuori tempo da apparire surreale”. Per l’evento, patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese, che si sarebbe dovuto tenere dalle 15 alle 19 nel centro storico del paese, erano previsti giochi e laboratori per bambini, ma alla cerimonia nuziale, che avrà luogo nello stesso arco temporale, sono state invitate più di 500 persone, tra cui anche Berlusconi. Le famiglie che avevano organizzato di trascorrere un pomeriggio godendosi il “Borgo dei balocchi” dovranno quindi lasciare spazio al “sì” del figlio di La Russa. “E’ doveroso sottolineare che nè la prefettura nè la questura di Varese hanno mai emesso ordinanze restrittive nei confronti della manifestazione che, a detta dello stesso Questore di Varese, non viene ritenuta incompatibile con lo svolgimento del matrimonio – ha proseguito Madron -. Qui non si vogliono pronunciare sentenze contro gli sposi perchè loro, ne siamo certi, non hanno mai chiesto di spostare o sospendere l’iniziativa – ha sottolineato -, quello che si contesta è il sistema che porta un’amministrazione comunale a scegliere di tutelare l’interesse privato di una coppia di sposi preferendolo a quello pubblico dei cittadini.”

Le aziende aspettano, i parlamentari prendono la liquidazione!

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Gli imprenditori aspettano mentre i mandati per le liquidazioni degli ex parlamentari sono già pronti. Sono 600 che stanno per ricevere l’accredito e si parla di una spesa di circa 3 milioni di euro! Mentre i lavori del Parlamento vanno a rilento per mancanza di materia prima, tipo un governo, i contabili stanno completando i calcoli di quanto spetti ai “trombati” dall’ultima legislatura. Naturalmente questa è solo la seconda tranche perché i vitalizi sono separati e sono già stati erogati.

In cima alla lista c’è Gianfranco Fini: il suo detassato trattamento di fine rapporto, vale 250mila euro. Ma a dimostrare che l’unica cosa davvero trasversale a tutti gli schieramenti sono i privilegi, sul podio sale Massimo D’Alema con 217mila. Stessa cifra per Livia Turco (Pd) e Domenico Nania (Pdl). Ma non trascurabili anche i gruzzoletti di Roberto Maroni (175mila euro), Franco Marini (Pd) 174mila euro, Beppe Pisanu (Pdl) (157mila euro) e Antonio Di Pietro (58mila euro). Non fatevi ingannare dalle cifre “modeste” di questi ultimi: avevano già ricevuto una liquidazione al tempo dell’interruzione del loro mandato.

Nessuno ha rinunciato alla propria liquidazione, ma a cosa serve la liquidazione del parlamentare? Bisogna sottolineare che la cifra viene costituita dalle trattenute che ogni parlamentare ha versato durante il suo mandato. Soldi, comunque, stanziati dal popolo italiano per creare un “assegno di reinserimento“. Sì, perché la liquidazione venne pensata per permettere al parlamentare di tornare alla società civile dopo aver prestato la sua opera al servizio del suo Paese. Pensiero stupendo, direbbe Patty Pravo, ma del tutto ipocrita nel momento in cui il parlamentare diventa politico di professione e smette di “esercitare” in tempo per la pensione (o per il vitalizio). Oppure passa da un incarico all’altro, come Maroni, già comodamente reinserito sulla poltrona di presidente della Regione Lombardia.

E così mentre imprenditori e professionisti aspettano diligentemente che, dopo aver eletto un Parlamento, si proceda con lo scegliere un governo che tra le prime cose sblocchi i pagamenti per lavori che hanno già svolto (e per cui hanno il più delle volte anticipato le tasse), i vecchi della Casta passano all’incasso. Perché sotto il cielo di Roma, il tempo scorre un po’ così. E l’ora della busta paga scocca puntuale per tutti, ma per qualcuno un po’ di più.

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