Vincenzo Ferrante: ucciso perchè si trovava nel posto sbagliato

agguato-arzano_tuttacronacaMercoledì sera, in un centro estetico di Arzano, in provincia di Napoli, venivano uccisi due uomini. Le vittime sono Ciro Cascone, gregario del clan Moccia, e l’operaio 39enne Vincenzo Ferrante. L’agguato è stato organizzato da due sicari entrati in azione con il volto coperto da un casco e i carabinieri sono sulle loro tracce. La tragica verità di quei momenti di sangue è che Vincenzo Ferrante non aveva alcun tipo di rapporto con la malavita organizzata: si era trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. I killer, infatti, avrebbero avuto come obiettivi Cascone e il suo guardaspalle: proprio per questt’ultimo, scampato all’agguato, è stato scambiato l’innocente operaio.

Sparatoria nel solarium: due morti nel Napoletano

sparatoria-solarium-tuttacronacaSpari ad Arzano, nel Napoletano, dov’è stato aperto il fuoco in un centro estetico in via Luigi Rocco, al civico 40. Due uomini, si tratterebbe di Ciro Casone e Vincenzo Ferrante, ritenuti vicini al clan Moccia, si trovavano nel solarium e si stavano sottoponendo a un trattamento quando sono stati uccisi. Casone è considerato un elemento di spessore della criminalità organizzata. Sul posto i carabinieri della compagnia di Casoria e del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna.

Il marito sigla un patto con la moglie e l’amante di lei: poi picchia entrambi

violenza-sulle-donne-tuttacronacaAlcuni giorni fa si era parlato di un contratto particolare siglato a Casoria, in provincia di Napoli, firmato da un marito, la moglie e l’amante di lei. Il tutto era nato perchè lei non sapeva chi scegliere e per questo aveva deciso di avere una relazione con entrambi, “in attesa di fare chiarezza”. Ma l’accordo ha funzionato solo per pochi giorni, dopo di che la gelosia del marito si è fatta accecante e li ha minacciati di morte. Spiega il Messaggero:

Nella scrittura privata, Lina, 38 anni, il 18 dicembre, ha spiegato bene come stavano le cose: «Nelle mie piene facoltà di intendere e di volere dichiaro di voler bene appassionatamente sia al mio marito legittimo…sia…, pertanto decido di avere una relazione con entrambi». Il marito ha firmato: «accetto questa situazione». E anche l’amante ha firmato: «accetto anche io questa situazione». Ma no, non vissero però tutti felici e contenti, perchè la gelosia è venuta fuori. Se, infatti, durante i primi giorni al marito è andato bene anche che la moglie smettesse di chiamare ‘Annamarià il suo amante e facesse liberamente smancerie al telefono, il giorno di Natale le smancerie sono durate troppo e, così, è scattata la lite. Prima l’uomo ha offeso la donna, poi ha iniziato a picchiarla. L’ha inseguita in tutte le stanze del loro appartamento, dicendole che se ne doveva andare. Una lite durante la quale a prendere le difese della donna ci ha pensato perfino il primo dei loro quattro figli, 14 anni, anche lui al corrente del “patto”. Un accordo che secondo il ragazzino il papà doveva rispettare visto che l’aveva firmato. E così, mamma e figlio sono stati inseguiti dai calci e pugni del “capo famiglia”, perfino in strada. E non è finita qui.

La sera di Natale, poco dopo le 23, il picco della lite. La donna ha deciso di incontrare l’amante, dieci anni più giovane, in un comune vicino, ad Afragola. Ma mentre lei stava raccontando delle botte ricevute e del patto saltato, è arrivato il marito che al suo rivale ha assicurato “morte e persecuzione”. Gli ha detto che non li avrebbe fatti stare tranquilli, che gli avrebbe mandato degli uomini che lo avrebbero «sciolto». E giù calci e pugni all’automobile e alla donna. Una storia, quella tra i tre, iniziata nero su bianco e finita pure nero su bianco. Questa volta, però, non in un patto d’amore ma in una denuncia che Lina ha presentato ai carabinieri. No, questa volta non ha scritto di voler bene «appassionatamente» al marito. Lo ha piuttosto accusato: di maltrattamenti e di perseguitarla. E ha suggellato ben altro rispetto ad un “happy end”.

Triangolo amoroso… per contratto!

lui-lei-l'altro-tuttacronacaTriangolo amoroso? Non è certo una novità. Ma quello che ha preso vita a Casoria, nel Napolitano, è quantomeno particolare. Un “lei, lui, l’altro” con tanto di patto scritto dove tutte e tre le persone coinvolte accettano la situazione, con tanto di firma, e di attendere fino a quando la lei non prenderà una decisione. La notizia la riporta il Mattino:
Il patto moglie, marito e amante, esiste per davvero. Con tanto di firma. Una sorta di scrittura privata dove la donna, una casalinga di trentotto anni di Casoria, pur ribadendo di «voler bene appassionatamente sia il marito legittimo che l’amante (dieci anni più giovane di lei) decido di avere una relazione con entrambi, in attesa di fare chiarezza con me stessa». Segue la firma.
E chi ora, si fosse aspettato uno sfracello del marito, resterà deluso. Perché in calce a questa singolare dichiarazione seguono poche righe, vergate dal marito che scrive: «Io, accetto questa situazione», con tanto di firma. Più stringata la dichiarazione dell’amante, che in uno stentato stampatello scrive : «Accetta questa situazione anche(nome e cognome)» con tanto di firma. Crolla un mondo.
Davanti a questo patto che cancella secoli di drammi e tragedie amorose, persino Otello scompare e con lui tutti i gelosi, compresi quelli da cabaret.

LUILEILALTRO

Sequestrati 150 milioni a Mas, grande emporio di Roma

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Sequestrati beni per 150 milioni di euro a Mas, “Magazzini allo Statuto”, l’enorme emporio di Roma, nei pressi di Piazza Vittorio, il cui proprietario è l’imprenditore campano Gennaro Boanelli, titolare anche del marchio Jenny Fur. A Boanelli sono stati sequestrati anche il Montecarlo Bingo di Casoria, immensa sala giochi con 800 posti a sedere, 56 slot machines, 2 sale roulettes ed annesso ristorante; il patrimonio aziendale di varie società, con sede a Casoria ed Empoli, operanti nei settori immobiliare, edilizio e del gioco d’azzardo; beni mobili e immobili di pregio; autovetture e motoveicoli. Sempre nella Capitale, è stato sequestrato un appartamento di 200 metri quadrati e locali ad uso commerciale nella centralissima zona Esquilino, mentra tra Napoli e provincia sono stati sequestrati, una villa composta da 22 vani con annesso locale ad uso commerciale a Casoria; altri appartamenti e locali commerciali sempre a Casoria; un appartamento nel centro di Napoli.

Fra gli immobili di pregio sequestrati a Boanelli c’è anche la ex residenza di Alcide De Gasperi, una lussuosa villa di 1000 mq sul lago di Castel Gandolfo, nel cuore dei castelli romani, con annesso parco, campo da tennis e piscina esclusiva.

La Dia ha appurato che Gennaro Boanelli sarebbe riuscito ad reinserire, nel mercato finanziario e commerciale regolare, risorse accumulate illecitamente. La disponibilità di ingenti capitali finanziari gli ha permesso di acquisire, in modo diretto o indiretto, il controllo e la gestione di attività economiche in vari settori, prediligendo quelli dell’abbigliamento, dell’edilizia e del gioco d’azzardo, attività utilizzate per ‘ripulire’ il denaro. Da questo nasce l’interesse per il Bingo di Casoria, tra gli immobili sequestrati, da parte dei gruppi camorristici dei Casalesi e del clan Moccia, che dalla gestione di questa attività hanno ottenuto un notevole successo, tale da scegliere di incrementare sempre più i loro investimenti nel settore.

Nel Napoletano c’è chi si è svegliato… in mezzo alla nebbia! Voli dirottati

nebbia-tuttacronacaSta per terminare ottobre e non meraviglia sentire che la nebbia crea disagi alla circolazione, almeno non se si sta parlando di Pianura Padana. Ma se ad essere avvolta da un manto grigio è la provincia a Nord di Napoli, sicuramente il fenomeno non passa inosservato, come sanno gli abitanti di Casoria, Caivano e molti comuni del circondario. Diversi sono stati gli automobilisti che, per recarsi al lavoro, hanno inaugurato i fanalini antinebbia, finora inutilizzati e molti hanno voluto condividere “l’umida esperienza” postando foto sui socials. La nebbia si è poi diradata verso le 9, ma nel frattempo un volo diretto all’aeroporto di Napoli Capodichino è stato cancellato e altri 14 sono stati dirottati a Bari e Roma. Atterraggi e partenze sono ripresi alle 9,50, con ritardi tra 20 e 60 minuti.

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Voragini a Napoli e città in tilt, arriva il maltempo e travolge le strade

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Voragine in via nazionale delle Puglie, a Casoria, e città in tilt, il maltempo arriva e travolge le strade. A Quarto è emergenza per gli allegamenti in via Campana e in via Pantaleo. Molte le infiltrazioni nelle abitazioni del centro storico di Napoli.

Alla base del problema c’è sempre la lacuna della manutenzione degli scoli, la pulizia dei tombini e i problemi che ogni anno nella città partenopea si ripetono e mandano interi quartieri cittadini nel caos e nella paura.  Otto squadre dei vigili del fuoco in queste ore sono impegnate negli interventi nel capoluogo campano e in provincia.

 

 

Furto di sangue in ospedale

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Dall’ospedale Santa Maria della Pietà di Casoria, in provincia di Napoli, è stata sottratta una sacca di globuli rossi concentrati. La sacca, che si trovava nel frigo emoteca del reparto di Chirurgia dopo essere stata ritirata dal Centro immuno trasfusionale di Napoli e sarebbe dovuta servire come prima scorta in caso di emergenza, sarebbe stata sottratta di notte da ignoti. Il direttore sanitario del presidio ha presentato una denuncia ai carabinieri della locale compagnia.

La solidarietà di Napoli… La pizza a credito!

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Mangia la pizza oggi e paghi tra otto giorni. Contro la crisi a Napoli si rispolvera il vecchio ma collaudato sistema del ‘finanziamento a breve’ per soddisfare la voglia di gustare il tipico prodotto gastronomico partenopeo pur in un momento difficile dell’economia. A rilanciare il meccanismo per la gente del quartiere di Via Tribunali che ricorda i tempi duri della guerra e del periodo post-bellico ma anche il fascino della Loren nel celebre ‘Oro di Napoli’ è il pizzaiolo Gino Sorbillo, noto, tra gli altri motivi, anche per diverse iniziative di solidarietà e di denuncia. “E’ il momento di essere solidali e di credere nella città e nei napoletani – spiega Sorbillo – In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri”. E cita un episodio: “Mi ha molto colpito la vicenda del ladro con il volto scoperto e la pistola in pugno che ha sorpreso qualche giorno fa un utente all’uscita di una pizzeria a Casoria, alle porte della città, derubandolo soltanto delle quattro pizze che l’uomo aveva in mano… ‘Stasera mangeranno i miei figli’ ha detto il ladro e poi si è dato alla fuga”. Una storia emblematica, afferma, per rispolverare un’antica usanza proprio napoletana: la famosa ‘pizza oggi a otto’, la pizza, cioé che si faceva, fritta, nei bassi la mattina presto e che veniva prelevata e consumata con la promessa di pagarla la volta successiva (a 8 giorni), essendo il credito, sulla pizza, puntualmente pagato da tutti”. “Ormai – sottolinea con amarezza – la gente non ricorre più al finanziamento per un telefonino o un pc, ma per mangiare…”. Da domani, dunque, la pizzeria Sorbillo accetterà dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità (una per abitante, presentandosi nel locale personalmente) il pagamento ‘differito’ del prodotto. “E’ un atto di fiducia verso i napoletani, una nuova scommessa sulla città che siamo certi non ci deluderà” dice il giovane pizzaiolo sostenuto, come in altre occasioni, dal commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli.

Ruba le pizze con la pistola in pugno!

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Casoria, provincia di Napoli. Comune disastrato della Campania, dove la crisi qui si sente più che altrove. Dove mangiare è diventato un incubo… dove davvero c’è chi non si può permettere una pizza e impugna una pistola. Così un uomo a volto scoperto ha atteso un professionista che usciva da una pizzeria con  quattro pizze, due margherite, una capricciosa e una quattro formaggi. Bottino: 19 euro.
Gli si è avvicinato il ladro, puntando la pistola sull’uomo gli ha intimato di dargli le pizze. «Stasera mangeranno i miei figli», ha detto, poi la fuga. «Avevo qualche decina di euro e il cellulare, ma lui voleva le pizze – dice la vittima – Meglio così, ho pensato, se per una sera ho aiutato a sfamare una famiglia».

Sexy truffe online… il ricatto corre in rete!

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Le nuove tipologia di truffe ed estorsioni viaggiano nella Rete, ed alcune ti queste ti lasciano letteralmente in mutande o forse neppure quelle. Ultima vittima di quella che è una vera e propria estorsione, un impiegato di 34 anni di Casoria. Che ha pure pagato la prima volta. Poi quando il giorno successivo, via e mail gli è giunta una seconda richiesta di soldi, per non linkare il video, ha spento il computer e si è precipitato dai carabinieri. Ed ha denunciato quanto gli era accaduto.
La sera prima, si era collegato con il sito http://www.chatroulette.com, un portale dove si conoscono on line gli utenti collegati anche con la web cam. Il nostro, è incappato nelle immagini mozzafiato di una bionda. 22 anni, misure ragguardevoli, in cerca di un web amico per far trascorrere la serata noiosa. La bionda, ha intuito che l’impiegato era il “ pollo”, e dopo qualche convenevole gli ha proposto un giochino: io mi tolgo la maglietta e tu fai altrettanto fin tanto da arrivare ad essere nudi.
E quando, in un lampo, le mutande del “pollo”, è arrivata la doccia fredda e la richiesta di 500 euro, per non linkare sulla sua pagina di Facebook e su You Tube, le nudità intime. E lui ha pagato 200 euro, ad un conto intestato ad un marocchino. Il giorno dopo, la seconda richiesta che ha fatto scattare la denuncia. I casi, in Italia sono migliaia.

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