Il “caso” di Sanremo 2014: Sinigallia e quella canzone non nuova

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S’intitola “Prima di andare via” il brano di Riccardo Sinigallia che ha fatto finire il cantante nel centro della bufera. Da regolamento, la canzone che viene proposta a Sanremo non può essere mai stata presentata né cantata prima che l’artista salga sul palco dell’Ariston. Ma la rete punta il dito proprio contro Sinigallia e accusa che, al contrario, il brano fosse già stato interpretato. Il quotidiano online La Provincia di Cremona.it ha anche pubblicato il video in cui il cantante si esibisce in questo brano a Cremona, durante una delle giornate del Festival Le Corde dell’Anima. Il video è stato rimosso, ma molti utenti giurano di averlo visto e confermano così i rumors. Nel frattempo Leone, direttore di Rai1, ha fatto sapere: “Nel pomeriggio si riunirà la direzione musicale e artistica per verificare se sia vero che la canzone di Riccardo Sinigallia sia già stata eseguita in pubblico. E poi prenderemo tutte le decisioni del caso”. Per il cantante si profila l’esclusione dalla gara.

Ecco il comunicato della Lazio, difeso Minala

Ss-Lazio-Minala-dubbio-anno-nascita-giocare-camerun-tuttacronaca-lotitoLa Lazio non ci sta e reagisce alle accuse fatte al suo giocato Joseph Minala, che nei giorni scorsi era stato accusato di essersi cambiato l’età per poter continuare a giocare. Oggi è lo stesso Claudio Lotito con delle dichairazioni al ‘Corriere dello Sport’, a prendere le difese del giocatore: “E’ un ragazzo che è stato già provato dalla vita: arrivato in Italia, gli è stato assegnato un tutore. Al di là di tutti gli altri aspetti, Minala va rispettato come uomo innanzitutto. L’ho rincuorato, è inesistente tutto quello che è stato detto su di lui. Ci si dimentica degli sforzi di chi come lui, partendo da una situazione disagiata, ha fatto di tutto per alzare la testa. Dicono che sembra uno di quarant’anni? Ma come si fa?! Quante persone, al contrario, hanno un volto da bambino e invece hanno anni in più. Mi dite come potrebbe mai un quarantenne reggere i ritmi di una partita Primavera? Il sistema è intossicato da chi cerca di strumentalizzare notizie diffuse ad arte”.

Quanti anni ha Minala?

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Qaunti anni ha Minala? Giallo sul calciatore della Lazio che dopo le presunte rivelazioni di Senego.com, che avevano suscitato scalpore e sorpresa, ha invece risposto con un comunicato stampasmentendo la notizia del quale si ritiene vittima e che lo potrebbe aver danneggiato a livello professionale.

Questa l’indiscrezione di Senego.com

“I colleghi di Senego.com, quotato media senegalese, avrebbero infatti incalzato Joseph Marie fino a strappargli un’autentica confessione: “In realtà non ho 17 anni, ho firmato subito il contratto per iniziare ad inviare soldi alla mia famiglia, rimasta in Camerun. Festeggerò i miei 42 anni nel mese di agosto, mi auguro che la Lazio continui a tenermi”. Ricordiamo che nelle scorse ore sia il diretto interessato, via social network, che il club di Lotito tramite il proprio responsabile della comunicazione Stefano De Martino avevano bollato come illazioni le insinuazioni circa l’anno di nascita dell’atleta, le cui istantanee avevano fatto sorgere più di un ragionevole dubbio.”

Ecco invece il comunicato stampa della S.S.Lazio.

“Ho preso conoscenza delle presunte dichiarazioni che sono state attribuite in un comunicato apparso sul portale senego.net nelle quali avrei confessato la mia reale età rispetto a quella risultante nei miei documenti. Si tratta di dichiarazioni false che mi sono state attribuite da soggetti che non conosco e nei cui confronti riservo ogni azione di danno.
Joseph Minala“

Nel caso Pistorius entra la Apple e l’Fbi

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Apple e Fbi chiamati dagli investigatori nella speranza di fa chiarezza e quindi giustizia sull’uccisione di Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius per il quale il campione è indagato per omicidio premeditato.

“Oscar Pistorius trial: Investigators looking to access ‘mobile phone messages’ ahead of court” titola l’Indipendent. E infatti le autorità adesso, con la collaborazione di Fbi e Apple, vogliono sbloccare alcuni portatili di Pistorius per cercare dati e informazioni. Proprio sul pavimento dove venne ritrovato il corpo senza vita di Reeva Steenkamp furono ritrovati due iPhone e due Blackberry.

 

Operazione trasparenza all’Ama… e si scoprono gli stipendi segreti

ama-roma-stipendi-segreti-tuttacronacaL’Ama a Roma ha pubblicato online gli stipendi dei dirigenti nell’ambito di un’operazione trasparenza voluta dal nuovo presidente e amministratore delegato, Daniele Fortini, che con questa mossa intendeva dare un segnale di discontinuità con il passato. Ma nelle ultime ore, oltre all’elenco ufficiale pubblicato degli stipendi dei dirigenti, come riporta il Corriere, sono circolate altre liste, meno ufficiali, di impiegati e quadri. Scorrendo la lista, si nota che gli stipendi vanno da un minimo di 80 mila euro l’anno a 220 mila.  Al direttore generale, Giovanni Fiscon, lo stipendio più alto. Seguono Paolo Passi (175 mila euro) e Giovanna Anelli (173 mila). Spiega il Corriere:

L’elenco più aggiornato contiene 15 quadri e impiegati beneficiati di superminimi annui variabili dai circa 4.000 euro del genero di Panzironi (Armando Appetito) a una media di 10-20 mila, fino al top di 40-45 mila euro di compenso «extra» per 5 super-fortunati. Luca Panariello, Fabrizio Mericone e l’ex estremista di destra Stefano Andrini, tutti con diplomi di scuola superiore, sono tra questi. Così come la collaboratrice storica di Panzironi, Patrizia Caracuzzi, caso raro assai di segretaria con qualifica di quadro e retribuzione, ole!, vicinissima alla cifra tonda dei centomila.

Ma il Corriere fa anche notare che quasi tutte le assunzioni cadononel periodo incriminato di Parentopoli, ad eccezione di qualche sindacalista come Remo Cioce (Ugl), che oltre al sostanzioso superminimo anni fa spuntò dai vertici Ama un doppio scatto di livello. Ma al di fuori della lista dei 15 si trova anche Gloria Rojo, una della prime segretarie di Panzironi, assunta a circa 45 mila euro l’anno. Ma anche la carriera di Giancarlo Santinelli, un altro quadro da 94 mila euro di cui 43 mila «ad personam», suscita gelosie: dall’Unire (l’ente razze equine, storico feudo «panzironiano») all’Internal auditing dell’Ama, per poi passare nella squadra dell’attuale capo del Personale Paolo Passi, secondo tra i dirigenti meglio pagati (175 mila euro), prima ancora dell’ex direttore generale Giovanna Anelli (173 mila).

L’elenco più aggiornato contiene 15 quadri e impiegati beneficiati di superminimi annui variabili dai circa 4.000 euro del genero di Panzironi (Armando Appetito) a una media di 10-20 mila, fino al top di 40-45 mila euro di compenso «extra» per 5 super-fortunati. Luca Panariello, Fabrizio Mericone e l’ex estremista di destra Stefano Andrini, tutti con diplomi di scuola superiore, sono tra questi. Così come la collaboratrice storica di Panzironi, Patrizia Caracuzzi, caso raro assai di segretaria con qualifica di quadro e retribuzione, ole!, vicinissima alla cifra tonda dei centomila.

Quando si dice il caso… prima lo salva e il mese dopo lo arresta!

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“Potevi lasciarmi morire” sono state le prime parole che  ha detto l’arrestato al carabiniere. Il pregiudicato aveva aggredito un’anziana 80enne con uno spray urticante, ma dopo alcuni giorni era stato individuato e tratto in arresto dai carabinieri. Forte deve essere stata, al momento dell’arresto, la reciproca sorpresa fra il brigadiere dell’arma e l’uomo che un mese prima  aveva tentato il suicidio sul ponte San Michele di Paderno d’Adda, in provincia di Lecco, ma era stato tratto in salvo proprio dal militare che lo ha poi arrestato.

L’autunno che avvolge i nostri 7 giorni

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E’ l’autunno a caratterizzare la nostra settimana e non solo per il maltempo che si è abbattuto sulla penisola, ma anche per quella mannaia che sta per cadere sui pensionati, quei cittadini che di stagioni ne hanno già viste e che hanno contribuito con i loro sforzi a migliorare questo Paese che invece ora vuole sottrargli dei diritti acquisiti.  Su tutto grava la bocciatura dell’Ue sulla nostra finanziaria che come un fulmine a ciel sereno di è abbattuta sull’esecutivo scuotendo ancor maggiormente le larghe intese, già sotto pressione per il caso Cancellieri che sta facendo sanguinare il Pd e per la spaccatura nel centro-destra. E c’è chi parla di spending review, per arginare le richieste di Bruxelles… ma basterà? Intanto i pensionati corrono ai ripari e pensano a un lavoro in internet… sembra proprio che lo stato sociale si stia sgretolando, ma soprattutto la sanità pubblica che subirà nuovi tagli. Quanti saranno i vaccini scaduti che saranno poi somministrati? Eppure qualcosa nel paese sembra stia cambiando visto che una bimba è stato affidato a una coppia di gay e un’altra affidata anni fa a una coppia di donne oggi è felice e ha ritrovato la serenità che non poteva avere con sua mamma, c’è quindi un cambio di rotta? Forse, ma regna la tensione a nord con i No Tav, a sud con la Terra dei Fuochi, al centro con i movimenti per la casa che da tutta la penisola vengono a Roma a chiedere un tetto sulla testa.

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Tempo d’autunno abbiamo detto e infatti tira la bufera anche sull’Eredità e il gelo arriva anche in casa Moratti, dove l’ex presidente dell’Inter ha rifiutato il Tapiro. Ma per un tapiro rifiutato c’è un tapiro appena nato: Piro. Ma per un tapiro che viene alla luce c’è anche una bambina che scopre il ghiaccio, mentre il web si commuove davanti al bagnetto per i gemellini. Ma a volte non è poi così facile venire al mondo e quindi ecco che un’invenzione potrebbe rivoluzionare il mondo dell’ostetricia. Ma purtroppo c’è anche un autunno dell’adolescenza, di quella generazione che consuma troppo in fretta la primavera e vuole tutto e subito… ecco quindi le sconvolgenti rivelazioni delle baby prostitute dei Parioli, un dramma senza fine sul quale non solo le famiglie con le adolescenti, ma le ragazzine stesse s’interrogano su chi sono le loro compagne di banco e di come sia facile cadere in una trappola forse un po’ per gioco e un po’ per necessità. Così come i minorenni che hanno affermato che “quello che facevamo con Paolini ci sembrava normale!” Forse a volte è davvero un bene poter aprire gli  occhi… e magari trovarsi a tu per tu con l’oceano! 

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Scoppia il caso delle tende di Lampedusa

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Sono state chieste le tende per cercare di dare un riparo ai 400 migranti che dormono a cielo aperto non avendo più posto nei centri di prima accoglienza. Il disagio si sente da Lampedusa a  Porto Empedocle, da Salina Grande al centro di Milo a Trapani. L’immagine è sempre la stessa: i panni sulla rete e i materassi sulle aree all’aperto. Eppure le tende ci sarebbero, sono ammassate nei magazzini della protezione civile. In giro si dice che mancano le autorizzazioni: problemi di sicurezza? Certificazioni anti-incendio? Burocrazia lenta?

Intanto c’è chi come Jacopo Fo, figlio del premio Nobel, si dice disponibile a mandare in Sicilia 100 tende ma il sindaco Giusy Nicolini non ha accolto il dono di Fo.

“Ho pensato di mandare giù cento tende da campeggio  –  racconta Jacopo  –  dopo aver visto le immagini di disperati che dormono su cartoni e stracci, i vestiti appesi a una rete e la pioggia che bagna tutto. Ho telefonato alla sindaca di Lampedusa. La risposta è stata: “Non dipende da noi”. Ho chiamato in prefettura, mi hanno invitato a inviare un fax”. Inutile ogni tentativo di contattare il prefetto di Agrigento: non risponde mai”.

Come mai non dipende dal sindaco? Eppure dovrebbe rientrare nelle sue competenze…

Ma i segnali positivi sono mancati anche dallo Stato centrale come racconta La Repubblica:

Durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del presidente della Commissione europea, José Barroso, a Lampedusa, un cronista ha chiesto perché non si montassero quelle quattro tende subito disponibili. C’è stato molto imbarazzo: Letta ha passato il microfono al ministro Angelino Alfano. Lui l’ha presa alla lontana, spiegando che era stato bandito l’appalto per la ricostruzione della parte del centro di accoglienza distrutta da un incendio un paio d’anni fa. Cosa c’entri con le tende non è dato sapere. Il ministro ha preferito rassicurare che parte dei 30 milioni stanziati dall’Europa andranno ai comuni agrigentini che hanno offerto i loro cimiteri per seppellire le vittime.

“Il nostro umore mette un prezzo…

casualità-tuttacronaca… a tutto ciò che ci proviene dal caso.”

-François de La Rochefoucauld- (Massime, 1678)

Un mistero lungo 16 anni… Lady D. in arrivo novità sul caso?

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Sono passati 5 anni dall’archiviazione dell’indagine su Lady Diana e Dodi Al Fayed, ma qualcosa si muove a Scotland Yard dove si stanno vagliando nuove ipotesi che potrebbero portare a una ricostruzione molto diversa di quella notte in cui persero la vita Lady D e Dodi Al Fayed. Una tesi da sempre sostenuta dal padre di Dodi, secondo cui la coppia sarebbe stata assassinata. Le informazioni sembrerebbero essere emerse dai suoceri di un ex soldato attraverso la Royal Military Police e la polizia britannica le starebbe prendendo ”molto seriamente”. Le nuove informazioni includono anche un riferimento al diario segreto di Diana.

Da dove è partita l’inchiesta?

La Corte marziale che giudicava il sergente Danny Nightingale poi condannato per possesso illegale di armi si è trovata per le mani una lettera di sette pagine con un passaggio esplosivo. In una riga il «soldato N» (è conosciuto soltanto così), un ex compagno di stanza del sergente Nightingale e testimone chiave nel suo processo, scrive che le «Sas sono dietro alla morte della principessa Diana». E chi afferma che può essere solo la lettera di un mitomane, stavolta dovrà ricredersi perché la stessa Scotland Yard ha ritenuto  abbastanza attendibile la fonte da approfondirne il contenuto. Pare che questa lettera, di cui è venuto in possesso il Sunday People, sia stata trasmessa al ministero della Difesa già nel 2011.

 

10 casi di Nuova Sars in Italia. E’ lo stesso virus o uno nuovo?

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Alla fine sono 10 le persone positive al test della Nuova Sars ad affermarlo è professor Alessandro Bartoloni, responsabile del reparto malattie infettive dell’Aou di Careggi.

“Le persone risultate positive al test – prosegue il professore – non sono state isolate e sono a casa perchè non presentano alcun sintomo. Continuiamo a prelevare campioni e ad esaminarli per capire fino a che punto il virus si è diffuso. C’era la convinzione, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – prosegue l’infettivologo -, che il virus si trasmettesse poco e fosse piuttosto aggressivo. Quel che stiamo vedendo finora sembra essere, invece, esattamente il contrario. Lo schema si è ribaltato”. I test vengono quindi condotti su persone che hanno avuto contatti con chi già risulta positivo, anche se non presenta alcun sintomo. “Oltre che a tutela delle persone – spiega il professor Bartoloni – questo studio ci servirà a capire quale è la dimensione del fenomeno. L’interrogativo, a questo punto, è: il virus si è modificato o è un altro virus?”.

I pazienti ricoverati intanto migliorano e  la collega del primo paziente colpito da Nuova Sars, il quarantacinquenne giordano dipendente di un albergo fiorentino, potrebbe essere dimessa già stasera o al più tardi domani. Ma sono migliorate sensibilmente anche le condizioni del 45enne anche se ha ancora qualche difficoltà respiratoria.

 

Nuova Sars: primo caso segnalato in Toscana

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Il Ministero della Salute ha reso noto che, in Toscana, è stato segnalato un primo caso di Coronavirus, la Nuova Sars. Ad esserne colpito un 45enne straniero che vive in Italia e che era stato di recente in Giordania dove uno dei suoi figli sembra soffrisse di una forma influenzale non specificata. L’uomo, che ha febbre ala e tosse, si trova ora in isolamento, ma è in buone condizioni. Il virus si trasmette con “stretto contatto” e sono sufficienti le normali misure igieniche che vengono usate anche contro linfluenza per fare prevenzione. “Per quanto riguarda i viaggi internazionali e le rotte commerciali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda test né altre restrizioni ai viaggiatori all’ingresso nei Paesi membri della Regione Europea”, sottolineano al Ministero.

Quelli che… non vogliono le staminali! Quanti interessi ci sono dietro?

cellule_staminali

In Italia il dibattito si è aperto quando il 10 aprile scorso la legge per l’uso terapeutico delle cellule staminali ai trapianti d’organo,  è stata approvata in Senato e ha riscosso notevole scalpore. Ora dovrà passare al vaglio della Camera e si cerca perciò di fare pressione affinché la legge venga bocciata. Ma di cosa si tratta nel concreto e cosa si vuole veramente impedire? Quali  interessi ci sono dietro?

In molti paesi del mondo l’uso terapeutico di cellule staminali di derivazione embrionale o da tessuti differenziati, è considerato dal punto di vista legale analogo all’uso di farmaci. Questo comporta che l’eventuale approvazione delle cellule staminali come strumenti terapeutici, è sottoposta a valutazioni molto severe e restrittive. Questo è necessario per la natura stessa delle cellule. Il pregio delle cellule staminali, infatti, è la loro capacità di differenziarsi in molti o tutti i tipi di cellule mature e quindi di poter rimpiazzare tessuti o addirittura organi non più funzionanti. Il problema principale connesso con il loro uso clinico è che non è facile controllare che di questa grande gamma di possibilità sia espressa esattamente quella richiesta dalla patologia del paziente: la cellula staminale, che può fare tutto, può fare una sola cosa utile al paziente, quella che gli serve, e molte altre inutili o addirittura dannose, non escluso sviluppare un tumore. Ma essendo la legge restrittiva già ai soli trapianti d’organo è chiaro che non servono altre restrizioni che a questo punto potrebbero solo impedirne l’uso laddove la legge lo consente.

Per essere più chiari un cuore trapiantato, se è sano e non viene rigettato, funziona esattamente come un cuore normale e non può causare danni “imprevisti”, di certo non diventa un tumore.

Ma quindi perché si vuole impedire l’uso delle staminali che invece potrebbero salvare molte vite umane?

Perchè il giro di affari delle staminali può diventare un vero e proprio business. Ci sono ditte  o istituzioni che preparano cellule staminali per uso terapeutico come la Stamina, che potrebbe avere diversi interessi a tale proposito. Basti pensare che nel 2009 la Stamina Foundation finì sotto inchiesta per aver manipolato cellule staminali nei sottoscala in ambienti non igienici che potevano mettere a rischio la salute dei pazienti a cui tali cellule erano destinate.

Ci sono poi i medici in cerca di notorietà o animati da tante buone intenzioni che vogliono a tutti i costi fare anche la sperimentazione e quindi sono i primi a dividersi tra i contrari e favorevoli solo per mero protagonismo.

C’è poi il Vaticano che invece vuole puntare a ogni costo sulle cellule  staminali di derivazione non embrionale, che però non hanno gli effetti che possono avere le altre.

Il discorso sulle staminali è sicuramente complesso, anche perché la ricerca scientifica è molto indietro, ma pare ceh ci siano troppi “cani intorno all’osso” a voler dare spiegazioni pseudo-scientifiche che nascondono solomeri interessi economici.

La nostra salute e la nostra vita possono diventare una banconota di scambio?

E’ di poche ore fa la lettera di 13 “autorevolissimi” scienziati mondiali che mettono sotto accusa il decreto sulle staminali definendolo “un attacco alle regole” base della ricerca medica, un precedente ” unico nel mondo occidentale” che rischia di varcare “il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre”.

E se sicuramente c’è bisogno di una attenta valutazione caso per caso e di regole specifiche che garantiscono la “filiera” con cui vengono generate poi le cellule introdotte nei pazienti, è anche vero che irrigidire tutto il sistema non garantisce un maggior controllo, ma ne blocca l’utilizzo.

D’altra parte l’organo da cui arriva la protesta, che fra l’altro chiede all’Ue di fermare il decreto italiano, viene da una  associazione che conta oltre 1500 scienziati in tutto il Mondo, ma solo 13 hanno sottoscritto questo appello. Come mai se era così dannoso, tanto da minare la vita di alcuni pazienti, gli altri si sono astenuti?

Tra questi c’è il professore di Patologia alla Sapienza di Roma, Paolo Bianco, “Le cellule staminali possono offrire opportunità senza precedenti per sviluppare nuove cure verso molte malattie ad oggi inguaribili. Ma ci vorrà tempo. Ad ogni modo, solo una scienza rigorosa e dei severi controlli possono assicurare che ciò che scopre la scienza diventi una terapia sicura ed efficace”. Approvare il decreto per utilizzare i protocolli della Stamina Foundation, che come ricordano gli stessi esperti “non hanno dimostrato la loro efficacia”, potrebbe portare “ad un pericoloso precedente per i pazienti  che cercherebbero di essere trattati con altre terapie a base di staminali in Europa o in altri Paesi”.

Ancora più dura la posizione di Elena Cattaneo, direttrice del centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano, secondo la quale “i trattamenti basati su metodi irrazionali e non verificati, che non siano stati validati o documentati scientificamente, non dovrebbero raggiungere i pazienti. Prevenire che accada è una specifica responsabilità delle autorità competenti in materia di salute e di ogni governo, che devono anche assicurarsi di non illudere i pazienti. I malati possono essere danneggiati o addirittura uccisi da cure che non si siano dimostrate totalmente sicure ed efficaci con trial clinici rigorosi. L’uso di medicine che non abbiano seguito gli standard più alti possibili – conclude – è un comportamento irresponsabile”.

Il caso rimane aperto, anche se la stampa sembra aver preferito dargli un basso profilo. Quanto le staminali possono a oggi essere utilizzate? In che modo e in che misura? Dove in realtà si tratta solo di mero business e di truffa per i pazienti? C’è anche da dire che le staminali solitamente vengono utilizzati su quei pazienti che soffrono di patologie irreversibili come la Sla e che si affiderebbero a qualsiasi speranza che possa cambiare la loro condizione… fin dove si cura e dove invece si lucra?

Cristina indagata… Juan Carlos abdicherà?

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L’inchiesta giudiziaria per corruzione nei confronti del marito dell’infanta Cristina, secondogenita del re di Spagna Juan Carlos, ora tocca direttamente la famiglia reale. Cristina, 47 anni, infatti è stata indagata dal giudice incaricato dell’inchiesta e dovrà presentarsi in tribunale per essere interrogata il 27 aprile. E’ l’ultimo, potenzialmente dirompente, atto di questa vicenda che potrebbe addirittura portare re Juan Carlos all’abdicazione.

Il tentativo di separare le responsabilità del marito Iñaki Urgangarin dalle sue nel “caso Noos”, l’istituto attraverso il quale l’uomo ha ottenuto pagamenti illeciti da amministrazioni comunali e regionali per eventi mai organizzati grazie a fatture gonfiate, non ha retto, almeno secondo il pm.

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