“Tutto un complotto!” La Cancellieri e la lezione di B vista da Colombo

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Furio Colombo, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ieri aveva redatto un articolo dal titolo  “Cancellieri e la lezione di B. È tutto un complotto”. Sotto la lente naturalmente ci sono quelle dimissioni in date dopo lo scandalo Ligresti e quelle frasi che troppo spesso affiorano, forse da troppo tempo, sulla bocca dei nostri politici. Una di queste è senza dubbio “è tutto un complotto”

“Che cosa è accaduto della vecchia rispettabile pratica delle dimissioni? Il più delle volte, se ci assiste la memoria, ce lo ricordiamo come un gesto di dignitosa e rispettabile reazione con cui qualcuno, in posizione importante, fermava un dubbio o una obiezione o un dissenso su qualcosa che gli sembrava non rinunciabile, e diceva: “Va bene, basta così, ho detto quello che penso e che credo. Fermiamoci qui”.

Non sto parlando delle dimissioni come via di fuga, ma dell’abbandonare un ufficio o un incarico, specialmente se importante, come affermazione della propria dignità. Ma anche nella consapevolezza che, oggettivamente, la persona che si dimette è circondata di obiezioni, incertezze, giudizi discordanti e diversi. Dimettersi vuol dire troncare il discorso che ha a che fare con la tua posizione, ma anche con la tua reputazione, per riprenderlo, libero da incarichi, sulla verità di ciò che tu, non creduto (…) stavi affermando.

Il caso Cancellieri è esemplare. Il ministro della Giustizia, che adesso è discusso per avere liberato dalla detenzione una persona amica, afferma che, come lei (la signora amica liberata) ci sono altri 101 detenuti che si sono affidati alla sua valutazione e hanno trovato lo stesso aiuto e comprensione nello stesso tempo di giorni e di ore. Come controprova della sua disponibilità a continuare su questa strada di attenzione personale e solidale (…), qualcuno, per mettere al riparo il Ministro Cancellieri, ha proposto di istituire un numero verde, a cui ogni detenuto o famiglie di detenuti potranno rivolgersi.

Immalinconisce pensare che nessuno, accanto al ministro, sembra avere avuto il coraggio di sconsigliare sia la finzione dei cento detenuti precedentemente aiutati che il numero verde. Perché immaginare la prima telefonata a quel numero è un lavoro che solo Crozza può svolgere adempiendo alla sua missione di comico. E ci sarebbe sempre il rischio di impaginare quella prima telefonata accanto ai tabulati delle conversazioni Ligresti, che “sono cari amici la cui amicizia – dice legittimamente il ministro della Giustizia,- rivendico”. Ha ragione, è la sua vita. Ma solo alla orgogliosa e dignitosa condizione di dimettersi. (…)

Purtroppo il ministro Cancellieri si è dichiarato innocente esattamente come il senatore Berlusconi. Eppure non doveva disputare una sentenza, che ha un alto contenuto soggettivo, (benché regolato da tutte le garanzie processuali). Doveva accettare un fatto oggettivo: il “fuori gioco”, che ferma la partita in modo automatico, e annulla il punto. In questo caso l’incompatibilità (…)

Strano che una persona come la Cancellieri che, abbiamo detto, ha una reputazione da difendere, abbia scelto, certo mal consigliata, di mettersi sullo stesso piano del senatore Berlusconi e gridare: “Sono innocente”. Certo, anche Berlusconi avrebbe tratto gran beneficio, quanto a reputazione, dimettendosi prima di permettere ad altri di decidere il suo destino. Però Berlusconi ha sempre considerato un grande vantaggio, nel labirinto dei suoi giochi, non avere una reputazione da difendere. Ecco perché è un peccato che il presente Ministro della Giustizia Cancellieri abbia scelto la stessa strada del condannato Berlusconi. Proclama di essere vittima di una grave ingiustizia, e denuncia il complotto. Conferma se stessa in nome e da parte di se stessa. Un gioco che, persino Berlusconi lo sa, non riesce mai bene.”

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L’autunno che avvolge i nostri 7 giorni

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E’ l’autunno a caratterizzare la nostra settimana e non solo per il maltempo che si è abbattuto sulla penisola, ma anche per quella mannaia che sta per cadere sui pensionati, quei cittadini che di stagioni ne hanno già viste e che hanno contribuito con i loro sforzi a migliorare questo Paese che invece ora vuole sottrargli dei diritti acquisiti.  Su tutto grava la bocciatura dell’Ue sulla nostra finanziaria che come un fulmine a ciel sereno di è abbattuta sull’esecutivo scuotendo ancor maggiormente le larghe intese, già sotto pressione per il caso Cancellieri che sta facendo sanguinare il Pd e per la spaccatura nel centro-destra. E c’è chi parla di spending review, per arginare le richieste di Bruxelles… ma basterà? Intanto i pensionati corrono ai ripari e pensano a un lavoro in internet… sembra proprio che lo stato sociale si stia sgretolando, ma soprattutto la sanità pubblica che subirà nuovi tagli. Quanti saranno i vaccini scaduti che saranno poi somministrati? Eppure qualcosa nel paese sembra stia cambiando visto che una bimba è stato affidato a una coppia di gay e un’altra affidata anni fa a una coppia di donne oggi è felice e ha ritrovato la serenità che non poteva avere con sua mamma, c’è quindi un cambio di rotta? Forse, ma regna la tensione a nord con i No Tav, a sud con la Terra dei Fuochi, al centro con i movimenti per la casa che da tutta la penisola vengono a Roma a chiedere un tetto sulla testa.

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Tempo d’autunno abbiamo detto e infatti tira la bufera anche sull’Eredità e il gelo arriva anche in casa Moratti, dove l’ex presidente dell’Inter ha rifiutato il Tapiro. Ma per un tapiro rifiutato c’è un tapiro appena nato: Piro. Ma per un tapiro che viene alla luce c’è anche una bambina che scopre il ghiaccio, mentre il web si commuove davanti al bagnetto per i gemellini. Ma a volte non è poi così facile venire al mondo e quindi ecco che un’invenzione potrebbe rivoluzionare il mondo dell’ostetricia. Ma purtroppo c’è anche un autunno dell’adolescenza, di quella generazione che consuma troppo in fretta la primavera e vuole tutto e subito… ecco quindi le sconvolgenti rivelazioni delle baby prostitute dei Parioli, un dramma senza fine sul quale non solo le famiglie con le adolescenti, ma le ragazzine stesse s’interrogano su chi sono le loro compagne di banco e di come sia facile cadere in una trappola forse un po’ per gioco e un po’ per necessità. Così come i minorenni che hanno affermato che “quello che facevamo con Paolini ci sembrava normale!” Forse a volte è davvero un bene poter aprire gli  occhi… e magari trovarsi a tu per tu con l’oceano! 

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Frammenti di Pd!

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Nessun ripensamento e il Pd va in frammenti. “Penso che abbiamo agito correttamente”, così il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, a margine di un’iniziativa politica promossa da Gianni Cuperlo, risponde a distanza a Matteo Renzi sul caso Cancellieri.  E proprio sul sindaco di Firenze agiunge “mi sono dato un costume in questa fase di non entrare in discussione con i candidati”.

Che segnali sta dando il Governo?

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E’ quasi fine anno e avremmo, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi, dovuto festeggiare l’uscita dalla crisi, l’inizio della ripresa e la diminuzione della disoccupazione grazie alla Legge di Stabilità che avrebbe portato nuova linfa alle imprese e generato un circolo virtuoso. Nulla di questo sembra accadere e Bruxelles anzi ci ricorda i nostri limiti e il nostro deficit.  Il governo che segnali sta dando?

Alfano afferma  “Noi invitiamo calorosamente e convintamente il ministro Cancellieri a rimanere a fare il ministro della Giustizia, come lo sta facendo. Il ministro è una persona perbene, un funzionario dello Stato di altissimo pregio, con una carriera brillante che non può essere oscurata da un gesto che noi riteniamo compatibilissimo con i suoi doveri d’ufficio”.

Anche i Renziani, partiti all’attacco con le dimissioni, si sono, poi,  fatti tiepidi: “Ma quali dimissioni… Bisogna ascoltarla in aula, ascoltare le intercettazioni e poi si vede…”. Eppure per la Idem, le dimissioni furono immediate.

Ma ora si valuta, si vede, si analizza… come per le riforme, per la legge elettorale, per il finanziamento pubblico ai partiti… Questi sono i segnali che sta dando il Governo?

Ilaria Cucchi difende la Cancellieri, ma…

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“Io e Lucia Uva, siamo state ricevute due volte, la seconda separatamente, dal ministro Cancellieri. E so che come noi il ministro ha incontrato anche vittime ‘sconosciute’. Entrambe siamo rimaste colpite dalla grande partecipazione del Ministro al nostro dolore. Partecipazione vera, addolorata per quanto i nostri cari hanno dovuto subire, per ciò che è potuto loro accadere e per ciò che ci stava accadendo nel nostro percorso giudiziario”. Questa la dichiarazione di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e deceduto una settimana dopo in ospedale a Roma che poi ha aggiunto:  “Non so e non conosco la vicenda giudiziaria di Giulia Ligresti -conclude Ilaria Cucchi – quel che so è che se fosse stato ministro Lei, ed avesse saputo delle condizioni di mio fratello oggi, forse, non esisterebbe il caso Cucchi. Stefano, forse, sarebbe con noi”.

Forse ha ragione la sorella di Cucchi anche se purtroppo  restano ombre ancora da rischiarare… Basti  ricordare le parole del Guardasigilli sul caso Aldovrandi e sulla manifestazione degli agenti di polizia del Copasir sotto l’ufficio della madre della vittima. In quell’occasione Anna Maria Canellieri, affermò: “Episodio grave, da stigmatizzare, (quello dei poliziotti) ma nessun provvedimento. Resta un giudizio morale assolutamente negativo”. E non ci fu alcun seguito su quel tristissimo episodio.   Comunque ci auguriamo davvero che le speranze di quanti si trovano in condizioni psicologiche e fisiche drammatiche possano avere al più presto risposte dal ministro Cancellieri,  dato  che  lei si è già operata per così tante persone… Per esempio come mai Fabrizio Corona che sta passando un periodo di depressione ed è sotto effetto di psicofarmaci è ancora in carcere?   Anche  Corona quindi potrebbe essere a rischio! E allora come mai il ministro ancora non ha valutato il suo caso ? Eppure  perfino i giornali ne hanno parlato…  E nessuno è autorizzato a pensare che nel caso di Corona siamo di fronte a gossip e in quello della Ligresti a un dramma serio…

La finta Cancellieri e il vero Zanda

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Pronto chi è? L’ennesimo scherzo de La Zanzara su Radio 24 si trasforma in un clamoroso autogol per il Pd e in particolare per il capogruppo al Senato Luigi Zanda che certo di stare a parlare con il Ministro della Giustizia si è lasciato andare a dichiarazioni sorprendenti:

“In Parlamento devi spiegare la questione del trattamento preferenziale…per i rapporti con la famiglia Ligresti. Al di là delle tue intenzioni su cui non ho il minimo dubbio. Però quello dei rapporti è un dato oggettivo, non devi ometterlo. Devi spiegare la particolarità dei rapporti personali”.

La telefonata ha inizio con una voce giovane di segretaria che annuncia a Zanda la Cancellieri. Segue la finta voce di Annamaria Cancellieri, che, chiede a Zanda un giudizio sulla vicenda e la prima risposta è:

“Te lo dico con franchezza: sono sicuro che sei intervenuta solo per la questione umana. E i giudici hanno preso provvedimenti senza tener conto di altri fattori che non siano la salute della Ligresti. Ma la storia l’ho saputa solo oggi dai giornali, ieri non ci avevo fatto caso”.

Poi si passa all’imminente e inevitabile confronto con Camera e Senato:

“In Parlamento devi spiegare la questione del trattamento preferenziale…per i rapporti con la famiglia Ligresti. Al di là delle tue intenzioni su cui non ho il minimo dubbio. Però quello dei rapporti è un dato oggettivo, non devi ometterlo. Devi spiegare la particolarità dei rapporti personali”.

Zanda insiste:

“Il punto che devi descrivere è questo, è naturale che sei stata interessata perché avevi rapporti personali altrimenti non ti saresti interessata”.

Replica la finta Cancellieri:

“Ma io sono intervenuta anche in altri casi”.

Zanda:

”Appunto, appunto, devi illustrare questo aspetto..la questione più delicata è questa. A me no di certo, ma a nessuno salta in mente che tu hai fatto un intervento che aveva obiettivi obliqui o che sei intervenuta al di fuori dei tuoi poteri, o che la decisione del giudice sia stata condizionata da altri fatti se non la condizione sanitaria di Giulia Ligresti”.

Domanda cruciale e trappola potenziale: come si comporterà il Pd?

Zanda :

“Sei la prima persona con cui ne parlo non lo so, non ho il polso della situazione”.

Posso anche dimettermi, dice il finto ministro:

Zanda:

”Va bene, ma in questo momento non mi sembra che sia la questione. Comunque se sento qualcosa ti faccio sapere, se apprendo qualcosa o posso aiutarti ti faccio sapere, ne riparliamo. Oggi è venerdì…”.

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