La biblioteca che manda in pensione i testi cartacei: arriva la Bibliotech

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10mila titoli, 300 e-book, 25 tablet, 25 portatili e 50 computer. Sono questi i dati della Bibliotech, la biblioteca che aprirà quest’estate ia San Antonio, in Texas, e avrà sede nella periferia sud della città. Le cifre sono state comunicate nel Wall Street Journal, che ha parlato di un costo iniziale del progetto è 1,5 milioni di dollari, ma che le autorità contano sul fatto che, una volta a regime ,i costi di gestione saranno inferiori rispetto a quelli di una biblioteca tradizionale, pur non fornendo le cifre esatte. Uno dei promotori del progetto, il giudice della contea Nelson Wolff, bibliofilo amatoriale ha affermato che “il mondo sta cambiando, e questo è il modo più efficace per fare un servizio alla nostra comunità”. In un’altra intervista ha anche detto di essersi ispirato a Steve Jobs e che concepisce la biblioteca di San Antonio come “una specie di Apple Store”. Importante anche il sostegno della University Of Texas at San Antonio, la cui facoltà d’Ingegneria aprì, tre anni fa, la prima biblioteca senza libri cartacei. Il 1 maggio di quest’anno, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui Anthony Marx, presidente della New York Public Library, ha spiegato la direzione verso cui si sta muovendo il servizio delle biblioteche pubbliche: “rimangono essenzialmente posti dove si trovano moltissimi libri, riviste e studi scientifici, ma anche dove puoi controllare le email, navigare, imparare a usare un computer, cercare un lavoro e avere informazioni riguardo le agevolazioni fiscali che puoi richiedere. La questione degli ebook può non sembrare una priorità, ma l’approccio alla lettura sta cambiando: deve cambiare anche l’accesso ai libri, se vogliamo che le biblioteche restino dei posti vitali”. Anche per questo, dal 2003, la New York Public Library ha attuato un processo di digitalizzazione grazie al quale ha reso disponibili per il prestito circa 100mila copie di 37mila testi diversi. Resta però un problema per quanto riguarda le licenze e le case editrici.

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Ecco cosa succede nell’editoria italiana!

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Chiunque scrive e spesso chi lo fa si sente uno scrittore… poi si scontra con il mondo dell’editoria e la sua frustrazione è profonda.   Ma c’è sempre chi è pronto a realizzare il sogno di un giovane aspirante romanziere… condizione necessaria è solo che il giovane (o meno giovane) possegga almeno 500 o 1000 euro necessari per la pubblicazione a pagamento del suo manoscritto. Ma ci sono case editrici che arrivano anche a chiedere 2000 euro a fronte dell’impegno da parte dell’autore di acquistare un certo numero di copie… i soldi evitano alla casa editrice di correre i rischi connessi con la pubblicazione di un’opera prima, ma soprattutto sono un lauto compenso per quelle aziende che più che all’editoria fanno un business proprio speculando con i sogni degli aspiranti scrittori, disposti a tutto pur di tenere tra le proprie mani quella creatura frutto di tanto lavoro.

L’azienda che è leader in questo settore, nonostante il periodo di crisi economica, ha fatturato 4 milioni di euro, proprio facendo leva sulla voglia di emergere dei giovani che si sono presentati speranzosi alla casa editrice e ne sono alleggeriti nel portafoglio con un edizione, la cui distribuzione non è curata e spesso è un cartellino giallo per presentarsi in case editrici più serie che vedono tali pubblicazioni come fumo negli occhi. Questa azienda fu aspramente criticata dal sito Writer’s Dream che la accusò immediatamente di pubblicare qualsiasi manoscritto senza la minima selezione. Questo editore pubblicò infatti anche un manoscritto estratto da un blog che cui pagine erano state copiate pedissequamente da Wikipedia, un collage di frasi che non aveva nessun senso logico… ma che fruttarono all’azienda quasi 3 mila euro.

Ora l’amministratrice del blog, una ragazza di appena 21 anni è stata condannata da un Tribunale per un commento che sarebbe diffamatorio per l’azienda in questione e che doveva essere “filtrato” (cioè cestinato) dall’amministratrice del blog. Una sentenza che lascia perplessi se si pensa che la ragazza all’epoca dei fatti era minorenne e che il messaggio in questione era uno dei tanti che arrivavano giornalmente a quel sito. Ma il blog, che per sua struttura giuridica non può mai essere considerato un giornale, in questo caso è stato processato proprio con la legge sula stampa del 1948.  

Questo solo per capire la potenza di alcuni organismi che non solo riescono a manovrare i sogni degli aspiranti scrittori, ma anche a far condannare un’autrice di blog.

La partita resta aperta tra i sostenitori di questi editori che comunque pubblicano seppur a pagamento e quelle grandi e importanti case editrici che danno spazio solo a nomi affermati senza mai neppure aprire il libro di un esordiente se non è opportunamente segnalato.

Blogger multata per i commenti… altrui!

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Mille euro. A tanto ammonta la multa che una giovane blogger dovrà pagare a causa degli insulti che tempestavano un forum che aveva aperto. La condanna per la 21enne amministratrice del sito, emessa da un giudice di Varese, deriva dal fatto che la ragazza è “responsabile di tutti i contenuti della pagina web” e a nulla è valsa la dichiarazione della giovane “di non assumersi la responsabilità dei commenti altrui”. La blogger è stata ritenuta colpevole di non “aver messo filtri” ai messaggi scritti dagli utenti che apostrofavano degli editori come “truffatori”, “cosche mafiose” e “strozzini” per l’usanza diffusa di far pagare le proprie pubblicazioni agli artisti emergenti. A far partire la denuncia alla Procura una donna di Concquio Trevisago, proprietaria di una casa editrice che era tra le mire dei giovani aspiranti scrittori.

Fotografia indie!

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“Little big press” non è “solo” una mostra, è anche una biblioteca e una libreria itinerante dedicata all’editoria fotografica indipendente e autoprodotta. Il progetto è nato con l’obiettivo di creare una rete che permetta di collegare fotografi, case editrici e pubblico, grazie alla possibilità di consultare una biblioteca che conta ormai più di 900 titoli e l’opportunità di acquistare quei volumi che spesso non sono raggiungibili nella grande distribuzione. “Little Big Press”  inaugura il 28 febbraio presso la Libreria di Forma, con una selezione di circa 80 titoli. L’esposizione inoltre, vuole soprattutto essere lo stimolo per approfondire e valorizzare la realtà dell’editoria indipendente italiana e internazionale. I libri presentati rispecchiano le linee principali degli ultimi due anni di produzione e sperimentazione attraverso un percorso che guida il pubblico all’interno delle diverse forme del libro fotografico.

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