Polemiche a Nuoro: il manifesto con il bacio gay

bacio-gay-tuttacronacaVoleva essere un manifesto per combattere l’omofobia ma ha fatto esplodere la polemica. Si tratta di una gigantografia apparsa sul muro dello stadio di Nuoro e che ritrae due giovani gay che si baciano. Accanto, la scritta “Dillo con la luce”. In rete c’è chi ne chiede la rimozione e che la campagna venga censurata ma ad appoggiare l’iniziativa si è schierata anche Gaynet Sardegna, che ha espresso solidarietà ai due protagonisti della foto esortandoli a “continuare nella lotta contro l’omofobia ‘alla luce’ del sole”. Francesco Pili, ex candidato Pdl alle precedenti elezioni comunali, spiega il suo pensiero su Facebook giustificandolo che il manifesto si trova davanti ad una scuola elementare. Opinione diversa ma stesso social per l’assessore comunale delle Attività produttive e Polizia municipale Francesco Guccini che ritiene il bacio un momento d’amore. E poco importa se sia omo o etero. Barbara de Luca, presidente Gaynet Sardegna, si è detta rammaricata per il “grave episodio di intolleranza avvenuto a Nuoro nei confronti di una innocente foto di un bacio che esprime esclusivamente amore. Il rammarico cresce ancora di più se pensiamo che il grave episodio si è verificato in un lembo di terra ricca di storia e cultura che ha sempre insegnato tolleranza. Mi auguro che l’ex candidato Pili riesca a capire l’errore e cerchi, con le sue scuse, di ridare dignità a se stesso”.

Giallo al Tiburtino, torna il Duce a testa in sù!

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Un’agghiacciante foto questa mattina è stata rinvenuta su un cartellone davanti a un palazzo abbandonato del Tiburtino. L’immagine è quella dell’impiccagione del Duce che è stata però appesa capovolta e quindi Benito Mussolini non appare a testa in giù ma al contrario. Naturalmente il fatto a suscitato scalpore e polemiche.

Foto di Cecilia Fabiano (ag. Toiati)

 

A Napoli otto uomini nudi messi al muro: la campagna del movimento anti Equitalia

bastafarcimale-tuttacronacaSono otto gli argomenti invisi ai consumatori: Rc auto, cartelle esattoriali, multe, Tarsu, lavoro, slot, rifiuti e sanità. E sono otto anche gli uomini nudi, fotografati di spalle e messi al muro, con una minima parte del corpo coperta da targhe che ripropongono proprio questi temi. Il manifesto serve per pubblicizzare la campagna di iscrizione a “Noi consumatori”, il movimento anti Equitalia. In cima al manifesto si legge “Basta farci male”, con caratteri che ricordano una scritta fatta con il sangue, mentre lateralmente si gioca con il doppio senso: “voltiamoci e salviamoci”. La campagna adesioni al movimento parte da Napoli ma riguarderà presto tutta la Campania e anche altre regioni italiane.

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L’anniversario della presa della Bastiglia… a seno nudo! Femen in piazza

protesta-femen-presa-bastiglia-tuttacronacaSi è festeggiato ieri, in Francia, l’anniversario della presa della Bastiglia e anche le Femen hanno preso parte all’evento. Il gruppo di femministe, con alla guida Inna Shevchenko, sono rimaste in posa, a seno nudo e con delle scritte sulla pelle, davanti a un cartellone che le raffigurava. E’ stato un artista di strada a creare l’opera.

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Sanremo nasconde la statua di Mike

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Lo scorso 16 febbraio la statua di Mike Buongiorno è stata presentata a Sanremo, in onore al grande conduttore italiano. Ora, tra lo sbigottimento generale, la stessa scultura è stata celata da un manifesto che sponsorizza le attività del Comune. E così passando per via Matteotti, in pieno centro, a pochi passi dal teatro Ariston, Mike non si vede più. Insomma, se già era posta in una traversa e quindi notarla non era poi così immediato, ora l’impressione è che sia stata ignorata. Anche se i turisti, qualora riescano a scovarla, non mancano di farsi ritrarre nella stessa sua posa con il braccio alzato come se ripetesse, all’infinito, la sua parola d’ordine: “Allegria”.  Paolo Grasso, in riviera per qualche giorno di relax, ha commentato: “E’ una vergogna. Ho visto la statua solo perché ho notato delle persone che facevano delle foto, ma non capivo a che cosa. Mi sono incuriosito e, andando a guardare dietro al cartello, ho visto Mike Bongiorno. Pazzesco!” Ma non è il solo a pensarlo. Giulia Bertacchini, di Reggio Emilia, che in queste zone viene da quando era bambina, ha commentato: “Ora speriamo che rimedino a questa clamorosa gaffe. Questo, poi, è un cartello del Comune di Sanremo, neanche la pubblicità di un privato… Ma non potevano metterlo nell’altro angolo dell’incrocio? E’ grottesco” E un’altra signora, in compagnia del marito e della figlia ha aggiunto: “Mi sono fermata proprio per fotografare questa cosa vergognosa. Mia figlia vuole pubblicare le foto su facebook.” Ma a lamentarsi sono anche i residenti, come il signor Umberto: “Spero che il Comune torni sui suoi passi e ridia dignità alla memoria di Mike Bongiorno, anche per rispetto della famiglia che questa statua l’ha pagata e regalata alla nostra città, facendoci un grande onore” .

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Eutanasia istituzionale: così il governo uccide i Comuni

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Il sindaco di un piccolo comune di Cosenza, Acquaformosa, ha pubblicato un manifesto a lutto per la morte del suo paese. Giovanni Manoccio, primo cittadino, parla di “assassinio premeditato”, a opera dei governi Berlusconi, Monti e Letta, rei dell’aumento delle tasse. “Il sindaco, nel dare la triste notizia -si legge- informa i cittadini che, con l’applicazione della Tares, si pagherà oltre il cento per cento di aumento per il servizio di igiene urbana, nonostante da otto anni si effettua la raccolta differenziata porta a porta”. Inoltre, “con l’applicazione del patto di stabilità il comune dovrà trovare risorse aggiuntive per un ammontare di 110mila euro”. La data del funerale si terrà “il giorno dell’approvazione del bilancio”. Quanti altri “cadaveri” ci attendono?

La protesta di un artigiano: onore agli alpini, disprezzo per chi governa…

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Un artigiano vicentino 67enne, Tony Costalunga, residente a Schio e titolare della Prisma Meccanica, officina meccanica nel settore delle stufe, ha esposto questa mattina, nell’edificio della sua azienda di San Tomio di Malo, in concomitanza con l’apertura del raduno triveneto delle penne nere, ha esposto uno striscione con la scritta: “Massimo onore agli Alpini, massimo disprezzo per chi ci governa e non rinnova”. L’ennesima protesta per la situazione in cui vessa l’Italia, come Costalunga ha spiegato: “Ho avvisato gli organizzatori che avevo intenzione di esporre questo striscione e ho avuto il via libera per un messaggio che è stato subito fotografato e messo in rete. La mia azienda si trova sulla statale che porta a Schio e qualcuno si è anche fermato per darmi la sua solidarietà e per dirmi di condividere quanto ho scritto. Il mio è l’appello accorato di chi, tra mille sacrifici, conduce un’azienda da 52 anni e che sta pensando fortemente di portare l’azienda fuori dall’Italia. Se non l’ho ancora fatto il motivo è legato ai ragazzi e ai padri di famiglia che ancora lavorano per me, visto che anch’io sono stato costretto a ridurre il personale a causa della crisi». L’uomo ha poi concluso: “I politici italiani ci lascino lavorare- e sappiano che tutti gli imprenditori di questa zona, anche quelli che hanno lavoro e idee nuove, sono appesi ad un filo perché il rischio concreto è che tutto si blocchi e nessuno sia più in grado di pagare».

Quanto ci odiano i cugini svizzeri? Odio razziale contro gli italiani!

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Elezioni in vista a Lugano  e i partiti affilano le armi per strappare qualche voto in più. Naturalmeente cosa c’è di meglio di una bella battaglia tra i poveri italiani e gli svizzeri più emarginati? Una provocazione che vuole innalzare il grado di intolleranza, una discriminazione razziale a uso e consumo del potere politico. Ma se davvero temono per la disoccupazione degli svizzeri, loro che da anni hanno amministrato Lugano perchè non hanno fatto nulla per arginare il fenomeno? Solo durante le elezioni torna di moda l’italiano transfrontaliero? L’Eldorado elvetico tira le cuoia e vuole attribuire la crisi dell’occupazione al lavoratore straniero costretto a farsi chilometri per andare a lavorare oltre il confine?

“Siamo in mutande”. Dalla Svizzera parte la nuova campagna anti italiana, che fa il paio con quelle già promosse in passato dalla Lega dei Ticinesi e dall’Udc, il partito elvetico di ultradestra. Ed è proprio l’Udc ad aver firmato i nuovi manifesti che ritraggono lavoratori svizzeri di ieri e di oggi, mettendo in luce il peggioramento delle condizioni di vita, dalla sicurezza al futuro per i giovani, passando per il lavoro. Proprio su questo punto l’Udc attacca gli “oltre 8000 lavoratori frontalieri impiegati nel terziario”, quasi a sottolineare che il lavoro nel settore dei servizi dovrebbe essere una prerogativa degli svizzeri, lasciando ai frontalieri italiani le mansioni meno gratificanti.

Dopo la morte del controverso e carismatico leader della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca è facile pensare che l’Udc voglia approfittarne per riprendersi una fetta di quel largo consenso che i leghisti elvetici avevano costruito alle ultime elezioni proprio sugli attacchi ai lavoratori frontalieri italiani, fino a diventare il primo partito del cantone.

“I nostri lavoratori – recita lo slogan pubblicato sotto la foto dello svizzero in mutande – sono messi sotto pressione dagli accordi bilaterali, soprattutto nel settore terziario. Sempre più sostituiti da lavoratori frontalieri, i nostri disoccupati tendono inesorabilmente ad aumentare.  È necessario mettere un freno a questa tendenza. L’iniziativa Udc contro l’immigrazione di massa è la soluzione”.

L’invettiva xenofoba dell’Udc non si ferma sul piano del lavoro, ma continua su quello della sicurezza, attaccando l’accordo di Schengen, colpevole di aver “permesso la libera circolazione dei criminali” e di aver portato quindi una situazione di insicurezza all’interno della confederazione, sottolineando che: “I criminali stranieri devono immediatamente lasciare il nostro Paese”.

C’è chi non si ferma proprio davanti a nulla!

C’è chi ci tiene al suo “lavoro” e non si ferma neppure se c’è un uomo a terra soccorso dai sanitari. Boxe e donne è un connubio che (purtroppo) sembra indissolubile. Il siparietto maschilista con ragazze in mostra tra un round e l’altro è una vecchia usanza dello sport più violento che esista. Ma c’è anche chi va oltre i limiti del buon gusto e dell’etica… una ragazza-cartellone non si ferma neppure quando uno dei due pugili è a terra. Lei sfila annunciando il prossimo round…

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