Un nordafricano bacia sulla bocca un bimbo di 1 anno, arrestato!

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“Mi piacciono i bambini” così si è giustificato un nordafricano di 38 anni che oggi è stato arrestato per abuso sessuale dai carabinieri a Lido di Camaiore (Lucca), in Versilia. La mamma del piccolo stava facendo la spesa, quando il nordafricano ha baciato il figlio della donna che si trovava dentro al carrello. La madre ha iniziato a gridare richiamando l’attenzione degli addetti alla sicurezza che hanno bloccato l’uomo. Poi sono sopraggiunti i carabinieri che hanno arrestato l’uomo.

L’Italia sull’orlo del baratro, dopo il default arrivano i rincari.

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La S&P ha messo l’Italia sull’orlo del baratro, lo spread ne ha risentito (anche se secondo gli analisti la colpa è del Portogallo) e nonostante ci siano i riscaldamenti spenti, gli italiani dovranno subire una nuova ondata di rincari. I dati Istat sono negativi: nel mese di giugno l’inflazione ha registrato un aumento pari al 1,2% rispetto allo stesso mese del 2012. Su questa base le associazioni dei consumatori hanno già calcolato che gli aggravi per le famiglie, calcolando un nucleo di 3 persone, vadano dai 400 ai 600 euro su base annua. Un rincaro quindi anche di 50 euro al mese che per molte famiglie possono diventare insostenibili.
Su cosa ci saranno i rincari?
Sale il prezzo dei carburanti, con la verde che tocca il nuovo record di 1,865 al litro. L’aumento ‘alla pompa’ porta il prezzo ai valori più alti dallo scorso 25 marzo.
Sale il carrello della spesa e tocca l’1,7%. A subire i maxi rincari sono soprattutto gli alimenti freschi, in particolare la frutta che in un solo mese, da maggio a giugno, ha subito un rincaro del 6,9%. La Coldiretti lo giustifica con “l’effetto maltempo e nubifragi estivi che ha interessato questa estate”. La verdura fresca così subisce un aumento dell’11%.

Altra spesa che aumenta sono i pacchetti vacanze.  Da maggio a giugno i pacchetti vacanza nazionali sono rincarati del 12,8% mentre quelli internazionali del 6,9%. Stesso discorso per villaggi vacanze e campeggi (+6,6% in un mese). Sempre legati alle ferie degli italiani sono gli aumenti dei trasporti: per gli aerei +5,7% rispetto a maggio e +16,1% rispetto a giugno 2012. Anche i traghetti in un mese sono aumentati del 13,1%; per i treni invece i costi dei biglietti risultano in calo (-2,9% da maggio a giugno; ma rispetto a giugno 2012 la variazione è +3,1%). Proprio per questo motivo, sottolinea Confartigianato, circa 7,8 milioni di italiani dovranno rinunciare alle vacanze estive e altri 23,3 milioni di nostri connazionali andranno al risparmio. In questa spesa rientrano anche hotel, ristoranti e ogni divertimento estivo.

La città più cara è Reggio Calabria con un aumento pari al 2,9% a giugno 2012. A seguire Venezia, Potenza, Bologna e Genova.

Iva dal 21% al 22%? 26 mila aziende chiuderanno!

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Un punto di Iva in più rischia di cancellare 26 mila aziende… questa è una realtà con cui fare i conti oltre che con la stangata di 135 euro in più all’anno per famiglia (che poi non sono mai reali… se i dati ufficiali parlano di 135 euro c’è da aspettarsi almeno un 150 euro in più). Su quali prodotti si va ad abbattere l’Iva al 22%? Circa sul 70% di prodotti che consumiamo… e non sono prodotti di lusso… dallo shampoo del discount fino al pane che ogni giorno portiamo in tavola. Laddove l’Iva non è diretta, la pagheremo in modo indiretto, dal trasporto alla produzione, dalla distribuzione al costo al dettaglio tutto sarà aumentato. In questo modo saranno costrette a chiudere 26 mila aziende entro al fine del 2013.

Il previsto aumento dell’Iva dal 21% al 22% dal primo luglio si tradurrà in una stangata da 135 euro l’anno a famiglia. Il calcolo è dell’Ufficio studi di Confcommercio, che prevede un duro colpo anche per le imprese: l’aliquota standard Iva riguarda infatti il 70% dei consumi. Il ritocco rischia di costringere 26mila imprese del settore a chiudere. Secondo Confcommercio, se salirà l’aliquota scompariranno entro la fine del 2013.

“Bisogna assolutamente scongiurare questo aumento – sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia -. Se il governo Letta non lo farà, corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi che ormai sono ridotti al lumicino con gravi ripercussioni economiche non solo sulle famiglie, ma anche su artigiani e commercianti che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Rispetto al 2011, la riduzione della spesa per consumi delle famiglie italiane è stata del 4,3%, una variazione negativa molto superiore a quella registrata nel biennio 2008-2009 quando, al culmine della recessione, i consumi avevano segnato una caduta tendenziale del 2,6%”.
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