Si avvicina il derby della Capitale: come si preparano i tifosi?

Carlo-Verdone-derby-tuttacronacaE’ il Messaggero a parlare della febbre per il derby Lazio-Roma che non solo cresce tra i tifosi delle due squadre della Capitale ma colpisce anche i volti noti del mondo dello spettacolo. Il quotidiano spiega come si preparano all’evento Carlo Verdone, Massimo Wertmuller e Massimo Ghini.
S’inizia con il parlare di scaramanzie pre-derby di Carlo Verdone: “E’ una gara che ha un suo significato e c’è una rivalità eterna, ma non ho particolari scaramanzie. Rispetto al passato è cambiato tutto: dal tifo allo stadio. Tifo per la mia squadra ma la vera competizione è con la Juventus”.  La Roma dicono sia favorita. C’è da preoccuparsi? “Sulla carta potrebbe essere favorita. Tuttavia, non mi fido della Lazio perché ha un allenatore molto bravo. Reja è un ottimo stratega e potrebbe creare delle rogne. La Roma mi piace molto ma ha un piccolo difetto: le manca un pizzico di cinismo e cattiveria. E’ ancora un pochino leziosa e, in parte, si è visto col Napoli. Gervinho, ad esempio, funziona perché, oltre ad essere concreto, è preparato atleticamente”.  Pronostico? “Diciamo X2. E chi segna, segna. Anche un loro autogol va bene”.

Per quel che riguarda Massimo Wermuller, alla domanda come si prepara all’evento: “Lo vedo più sereno rispetto agli anni scorsi. Spero di non pentirmene e uso un po’ di scaramanzia. Sarà come prendere un caffè con un amico: quanto zucchero vuoi? (ride, ndr)”.  E’ soddisfatto della gestione societaria? “All’inizio nutrivo un po’ di preoccupazione verso la nuova gestione. Oggi posso dire che sta dimostrando di avere, concretamente, un progetto di crescita costante per fare grande la Roma. Gli errori commessi sono tutte in buona fede. Siamo fortissimi e la squadra, in campo, è potente e bella”. 

Infine il Messaggero chiede anche a Massimo Ghini come affronta la Stracittadina: “Piccola premessa: la settimana pre Derby è la più difficile nella vita di un tifoso. Vado con la devozione con cui si assiste ad una qualunque cerimonia. Una cerimonia, ovviamente, profana. E lo faccio con un’aria diversa dallo scorso anno perché so che la Roma è forte e dimostra grande maturità”.

La grande bellezza… e la scalata al successo. In lizza per l’Oscar

La-grande-bellezza-Sorrentino-tuttacronacaContinua la sua scalata alla fama il film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”. Dopo il trionfo agli Europeans Film Award e l’ingresso nelle nomination per i Golden Globe, da sempre visti come anticamera per gli Oscar, il titolo italiano è entrato nella shortlist di nove titoli ancora in gara per l’Oscar come miglior film straniero. I cinque titoli finalisti saranno annunciati insieme alle altre candidature il 16 gennaio.

“Abbiamo svenduto anche la cultura?” Verdone in crisi con l’Italia!

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L’Italia in crisi e Verdone in crisi con l’Italia. Il comico, uno dei simboli del nostro Paese, che fa fatica a identificarsi con l’Italia. Verdone che rilascia un’intervista sui mali non solo della cultura, ma di un’intera nazione in vendita. Carlo Verdone e la sua amarezza che è un po’ quella di tutti gli italiani che si trovano di fronte a un Paese in cui non si riconoscono più e che si rifugiano nel passato per coglierne ancora gli aspetti migliori.

“Questa situazione di degrado mi sembra che vada avanti da un bel po’ di tempo e tocca vari aspetti: c’è una crisi economica a livello internazionale con conseguenze che riguardano tutti, ma c’è anche una cattiva gestione da parte delle amministrazioni e le cattive abitudini di alcuni cittadini che evadono”, così risponde all’Huffpost il comico romano quando gli viene chiesto se i gravi problemi economici della Capitale, che rischia il default, siano lo specchio della situazione drammatica del paese.

“Ci sono troppi scandali, troppi soldi buttati, troppi “aiuti” agli amici degli amici… alla fine hanno ridotto questa città, e questo paese, in un paese in svendita. Telecom, Alitalia, industrie farmaceutiche e tessili prese dai cinesi, aziende che chiudono… ma che ci rimane di italiano qua? Credo che le ultime risorse siano la cultura e il turismo, ma vanno aiutati. Quando vengo a sapere che devono arrivare gli stranieri per rimettere a posto Ercolano ci resto male…abbiamo svenduto pure la cultura?”, queste le dure parole del regista con le quali si apre l’intervista.

È una strada senza uscita?
“In un’intervista mi hanno accusato di essere pessimista, ma io osservo solo realtà e vedo ragazzi costretti ad emigrare per specializzarsi, per fare ricerca, e questo mi preoccupa. Questa è una generazione di giovani che emigrano per imparare qualcosa, ma dove sono i professori che allenano le future generazioni? Io vedo solo un popolo di indagati. Certo ci sono anche le persone perbene, ma sono poche, invece ci vorrebbe una grossa rivoluzione di brave persone che rimettono le cose a posto”.

Pensa che nell’ambito della politica ci sia qualcuno in grado di rimettere a posto le cose?
“Francamente non lo so, vorrei vederli all’opera… posso dire che non ritengo Letta una cattiva persona, anche Renzi mi sembra che possa portare un vento di novità. Al momento sembra che vogliano fare qualcosa, io me lo auguro perché abbiamo bisogno di persone valide, credibili e oneste. Basta con chi pensa solo al bene proprio e non al bene comune, questo comportamento ha messo l’Italia in grosse difficoltà e rischiamo una perdita d’identità”.

Nei suoi film ha sempre tratteggiato con cura personaggi che in qualche modo erano lo specchio del paese, ad esempio nell’ultimo film parlava di padri divorziati che non riescono a sbarcare il lunario. Oggi che cosa porterebbe al cinema?
“Visto che siamo un paese sempre in emergenza, parlerei dell’emergenza del momento cercando di piegarla in commedia trovando il lato ironico anche in una situazione difficile. Non ci si può esimere dal raccontare la realtà, altrimenti al pubblico non lasci niente, e poi io sono un attento osservatore delle cose che mi circondano… ci vuole solo abilità nel far diventare tutto questo un film, se non comico, almeno brillante. Se dovessi girare in questo momento penso che parlerei di tutte quelle persone, anche amici miei, che erano benestanti e ora sono ridotte in miseria perché hanno perso il lavoro. Io sento sempre parlare di tasse, tasse, tasse…ma se uccidi il cittadino con tutte queste tasse, anche quello benestante, i consumi si bloccano e così a catena chiuderanno i negozi, le ditte e così via. Direi che anche questa politica fiscale comincia a diventare un’emergenza, soprattutto per chi non ha lavoro…io mi ritengo fortunato, ma ci sono pensionati che vivono con 480 euro al mese: mi spiega lei come fa un uomo a vivere con 480 euro al mese? E’ uno schifo, io mi vergogno.

Il Leone d’Oro è andato a Sacro Gra, un film sull’estrema periferia romana che fotografa anche lo straniamento e l’isolamento della gente che vive ai margini della grande città. Lei che ne pensa?
“E’ un film-documentario che mi è piaciuto molto, pieno di poesia, semplice, senza grosse pretese, dove il regista ha mostrato una forte sensibilità nel saper cogliere dei personaggi straordinari. Sono anime pure che sembrano venire da un pianeta diverso e che invece vivono ai margini di Roma, sotto agli aeroplani che si alzano e atterrano e ai bordi del traffico congestionato del grande raccordo anulare, sempre così pieno di persone che vanno e vengono”.

La sua amata città sembra in agonia, sono finiti i tempi della Roma di Veltroni simbolo di cultura e rinascita per tutto il paese?
“Io amo tantissimo questa città, la fotografo continuamente sempre dallo stesso punto con una luce diversa, solo che ultimamente sono passato al bianco e nero perché mi dà delle emozioni fortissime…è come una voglia nostalgica di tornare al passato, ai bei tempi. Oggi vedo una città sciatta e la sciatteria a lungo andare porta alla distruzione: Roma ha bisogno di tanti di quei soldi per rimetterla a posto che fa impressione, è lasciata a se stessa e per me questo significa solo che non vogliono più bene a Roma. Ancora è presto per giudicare, ma spero che Marino sappia imprimere un nuovo corso alle cose.

A proposito della sua partecipazione allo spot, sulla fibrosi cistica, quanto è importante la presenza di personaggi famosi per attirare l’attenzione su temi che sembrano ignorati dalla maggior parte delle persone?
Io ho accettato con molto entusiasmo, è come un atto dovuto per me: io ho ricevuto molto dalla vita e dalla gente e se persone in difficoltà stanno studiando questa terribile malattia che è piena di portatori sani, penso che metterci la faccia sia il minimo, è un gesto concreto, un modo per dire grazie alla gente per quello che mi ha dato, ma anche io devo dare qualcosa. Sono cose che si devono fare e non bisogna ringraziare chi le fa.

La buona stella di Verdone!

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Carlo Verdone da domani torna dietro e davanti la macchina da presa per raccontare una nuova storia comica, drammatica, italiana e malinconica che strappa un sorriso regalando un’emozione e una riflessione. Torna per raccontare un ex marito, vedovo alle prese con i figli ormai grandi e una vicina, Paola Cortellesi, che si trasformerà nella buona stella per mediare nel rapporto difficile tra padre e figli. Torna con una riflessione sull’Italia di oggi dove i figli anche se adulti hanno bisogno ancora di un confronto con i genitori, torna a raccontare quelle sensazioni di assenza e di rapporti interrotti difficili da riallacciare, Carlo Verdone torna con il film di San Valentino che dovrebbe essere la fotografia di uno spaccato della società di oggi, dove in mezzo a tante difficoltà, forse anche “I posti in piedi in Paradiso” sono esauriti e non rimane altro che augurarsi di stare “sotto una buona stella”.

Nel frattempo sarà trasmesso anche uno spot che vede protagonista il comico romano in prima linea per la lotta contro la fibrosi cistica:

L’Italia vista con gli occhi di Carlo Verdone

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Carlo Verdone e i suoi occhi che scrutano l’Italia. L’ha raccontata con sottigliezza e con spietatezza in molti suoi film. I suoi personaggi “vittime” dei vizi che si trasformano, a volte in carnefici. Il Fatto Quotidiano ha ottenuto l’intervista con il comico romano che parla dei temi caldi che stanno attraversando in queste ore la nostra penisola dalla crisi politica a Telecom. Il titolo è dei più eloquenti: “Avrei preferito morire democristiano. Mi sono rotto le pa**e di Berlusconi e Belen”.

“Non ne posso più. Il matrimonio di Belen ci ha perseguitato per 20 giorni. Prima se fa, poi nun se fa, poi il prete ha detto de sì, poi du’ preti hanno detto de no, aspetto il figlio, poi non aspetto il figlio. Basta. Pietà. Abbiamo queste due B, Berlusconi e Dudù glieli risparmio e poi ne abbiamo una terza. Barcone. Una vergogna senza limiti. Centinaia di poveracci morti in modo atroce con qualche peschereccio che ha anche evitato di soccorrerli. Ma che mondo è questo?” […]

Ma magari morissimo democristiani, ci metterei una firma. Dei democristiani che avevano le loro magagne e hanno fatto casini tremendi, sapevamo a memoria quel che non ci piaceva. Li abbiamo presi in giro e avversati, ma oggi purtroppo giungo a una conclusione tragica. Erano migliori dei loro eredi e pur nell’ipocrisia, avevano il buon gusto di non trasformare le loro avventure private nella soap preferita della nazione. Poi erano preparati e, porca pupazza, avevano una loro dignità. Qui c’è un Parlamento in cui ci sono alcune persone improvvisate che hanno frequentato un Cepu accelerato di politica. Per la politica ci vogliono i maestri. 50 anni fa c’erano Bobbio, Berlinguer e, anche se distante dalle mie idee, Almirante. Ora chi c’è? Dove sono i maestri? Ma li ha visti ieri a Montecitorio? Squadre impegnate a dire soltanto “Yes” oppure “no” al capo, logge, gruppi di interesse.

Ieri in Parlamento, secondo Verdone, la realtà ha superato la fantasia.

Ieri Alfano fondava una corrente a cui non aderiva, Santanchè fluttuava da diva disneyana, Scilipoti inneggiava alle bastonate da riservare ai traditori e in un clima da suburra, tra pianti e tifo da stadio, andava in scena un circo. Sono caratteri, maschere impossibili da riprodurre. In Gallo Cedrone c’era Armando Feroci. Un mitomane. Un arrivista. Un politico senza scrupoli animato dal trasformismo nettamente superato, superato trecento volte, dagli episodi del reality parlamentare dell’ultimo mese.

E Verdone non è certo fiero di aver precorso i tempi con le sue commedie amare

Osserviamo con un senso di impotenza. Ci stanno rubando il mestiere. Va in scena una postcommedia della politica con un finale “incaciarato” che pur sforzandosi, a essere bello non riesce. È talmente brutto che ti cascano le braccia. Anche artisticamente.

Sconfortanti anche i casi Alitalia e Telecom:

Dei proclami inutili e ridicoli: “La nostra grande compagnia di bandiera deve rimanere tutta italiana”. Italiana un ca**o. Arriveranno tedeschi, francesi, forse persino polacchi e ungheresi che hanno flotte in rapida crescita. Potremmo parlare anche di Telecom, ma forse è inutile. Siamo fuori. Abbiamo messo tutto all’asta. Cultura e turismo potrebbero aiutarci. Invece se ci casca un pezzo in testa, non abbiamo i soldi per ripararlo e a salvare i capolavori arrivano gli stranieri: “Ve lo aggiustiamo noi, fatevi da parte”. Che umiliazione.

E la responsabilità, secondo Verdone, non è solo della classe politica, ma degli italiani tutti.

La gente è inc****ta. Ma la gente, dirlo è onesto, ha le sue responsabilità. Si è fatta fregare perché ha studiato poco e male. Un popolo in letargo di azione e dinamismo ha delegato il futuro agli uomini sbagliati. Si è trasformato in una compatta truppa di telespettatori permanenti. Con lo stesso piglio riservato alla televendita, l’Italia si è messa sul divano: “Questo mi piace, questo mi conviene, quell’altro non mi fa pagare”. Seguendo i pifferai che promettevano di salvare il portafogli senza immaginare che quello che risparmi oggi, lo paghi domani con gli interessi.

Non è esente da critiche neppure Beppe Grillo:

Mi sforzo di capirlo. Alcune volte mi sembra onesto, altre non lo comprendo, faccio fatica. Potrebbe collaborare di più, ma non lo giudico. Può darsi che valuti senza torti l’ipotesi di un’alleanza come l’ultimo capitolo dell’eterna commedia all’italiana.

Ma il labiale di Letta che dice “grande” a Berlusconi, dopo la fiducia, è stata la ciliegina sulla torta

Bisognerebbe chiedergli cosa intendesse. Grande attore? Grande istrione? Grande faccia tosta? Io penso grande faccia tosta.

 

“La grande bellezza” prova a conquistare l’America: candidato agli Oscar

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Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

La Commissione di Selezione per il film italiano da candidare all’Oscar istituita dall’ANICA, su invito della “Academy of Motion Picture Arts and Sciences”, ha designato “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese. La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino vede protagonisti Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte e Isabella Ferrari.

L’annuncio delle cinquine che parteciperanno al premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese sarà dato giovedì 16 gennaio 2014, mentre la cerimonia di consegna dell’86esimo premio Oscar si svolgerà domenica 2 marzo 2014.

Da un sacco bello a un SACCO SILVIO! Il videomessaggio diventa ironico

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Il videomessaggio di Silvio è ancora un tema di dibattimento, ma c’è chi la butta sull’ironia. Così mentre Pdl e Pd s’interrogano c’è invece chi si diverte a scherzare e mette in rete un video che ricalca quello del celebre film di Carlo Verdone “Un sacco bello” che per l’occasione diventa “Un sacco Silvio”…

Verdone disilluso? Roma “zozza e derubata”

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Verdone l’aveva raccontato in “Gallo Cedrone”. Aveva raccontato quella “sciatteria politica” capace di entusiasmare le folle, l’aveva raccontato con quell’iperbole entrata nella storia della commedia italiana di ricoprire il Tevere e fare un’autostrada a tre corsie come a Los Angeles! La frase shock, quella frase a effetto che diventa lo slogan della campagna elettorale. Una propaganda spesso vuota e sterile, fatta di non sense e di imprecisioni, di dati buttati in pasto a un popolo che non ha mai tempo di documentarsi, incapace di farsi un’idea politica e spesso talmente assorbito dal degrado e dalla sfiducia nella politica di votare per abitudine. Di votare in base al sensazionalismo che diventa il faro guida nelle mille frasi incomprensibili gettate da improvvisati politici. Così l’attore e regista si racconta al Fatto Quotidiano:

Chi è Feroci, il protagonista de “Il Gallo Cedrone” che si candida a sindaco della Capitale?

Verdone risponde così: “Un mezzo bullo, sicuramente mitomane e una netta inclinazione all’esibizionismo. I politici, mi sono accorto poi col tempo, hanno un piacere assoluto nella mitomania, che è una pura devianza dell’intelligenza, una cosa da psicanalisi, una questione evidente di regressione fantastica, estrema necessità di stupire ed esibirsi”. 

E chi sono gli italiani?

L’attore non ha dubbi: È un Paese così disunito, strano, distinto. A una parte di italiani il mitomane affascina, l’eccentrico fa proseliti, il miliardario conquista simpatie chiama all’emulazione, produce milizie che ingaggiano una lotta col destino per divenire ridens e pieni di banconote. Hanno un bisogno patologico di una suggestione forte, eccessiva.

Ma gli italiani che votano Berlusconi?

Verdone non ha dubbi: I politici dovrebbero sottoporsi a visita medica, ma anche gli italiani andrebbero indagati bene. Serve indagine sanitaria approfondita e collettiva. Lui è strano, bizzarro, esibizionista (‘sta storia di Ruby, delle escort porta solo là). Ma anche noi non scherziamo.

Come è Roma vista oggi con gli occhi di Carlo Verdone?

Zozza, trascurata, insicura. Le mura sbrecciate e imbrattate, le strade polverose e piene di voragini… Io ci sono finito dentro con tutta la moto. Un tizio, per passare con la sua Mercedes, aveva allegramente tolto le fiaccole che segnalavano il pericolo. Io sapevo dei lavori in corso, avevo visto al mattino gli operai scavare. A notte fonda rientro e non c’è più segnalato nulla. Anvedi che bravi, mi dico, hanno già finito il lavoro. Mi ritrovo dentro il fosso, con la moto su di me e la colonna vertebrale fratturata. L’episodio è sintomatico del puro anarchismo in cui viviamo.

Armani arriva a Roma e 700 vip si danno appuntamento all’evento

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“Era un po’ che mancavo dalla capitale dalla mia mostra alle Terme di Diocleziano. Roma è sempre la più bella città del mondo, ma anche la più bersagliata, maltrattata. A Roma c’è la bellezza, il cinema. Ci sono tanti giovani talenti emergenti della moda. E’ arrivato il momento di sfatare certi luoghi comuni: ho trovato Roma più pulita di Milano!”. Mal comune mezzo gaudio?

In occasione della One Night Only Roma, Giorgio Armani torna nella capitale in occasione della promozione del nuovo punto vendita in via Condotti: nove vetrine, ampliata fino a 900 mq di superficie, distribuiti su tre piani.

Erano circa 700 gli ospiti che hanno presenziato all’evento. Da Sophia Loren a Clive Owen, Tina Turner, Milla Jovovich, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone a Ornella Muti e Raoul Bova, tutti i vip hanno potuto assistere alla sfilata sul black carpet allestito dallo staff Armani. Una sfilata lunga 110 modelli, estratti dalle collezioni Emporio, Giorgio Armani per uomo e donna e Privè. Inoltre, a lato di questo evento principale, a Roma è stata allestita anche la mostra che sarà visibile a Palazzo delle Civiltà. Qui si potranno ammirare 300 accessori, tra gioielli, pochette, cappelli, profumi a edizione limitata (Crystal e Armani Privè) e 62 capi super colorati, luminosi, “stravaganti alla maniera di Armani”, realizzati dal grande designer dal 1985 ad oggi, appartenenti alle collezioni Giorgio Armani e Privè.

Ad Amici trionfa il rap!

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E’ il rapper Moreno “Stecca” Donadoni a vincere la 12esima edizione di Amici, dopo che per un’intera finale ha atteso pazientemente il suo turno. La sfida è iniziata con una Greta in forma come non si era mai sentita che ha eliminato Veridiana. Anche il ballerino Niccolò, pur trionfatore della sua categoria e con un futuro brillante davanti a lui, ha dovuto piegare la testa allo stato di grazia della cantante che questa sera ha convinto davvero tutti, dai giudici Ferilli, Ponte e Argentero, ai due direttori artistici Emma Marrone e Miguel Bosè, tornato per la finale. Ma anche loro sono rimasti “in panchina”, con i ragazzi che si sono auto-gestiti la loro gara. Alla fine non rimaneva che uno sfidante a Greta, il rapper che è diventato in breve l’idolo della folla. Alla fine Moreno si è portato a casa il premio della critica e il trofeo più ambito: la vittoria sancita dal pubblico. D’ora in poi… “steccca” per tutti!

Amici 2013 riserva una sorpresa per la finale: torna Bosè!

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Colpo di scena per la finalissima di Amici 2013: Miguel Bosè, terminati i suoi impegni, parteciperà alla puntata! Vengono fugati così i gossip che parlavano di un litigio con Emma Marrone e anche la possibilità di dissapori con Maria De Filippi. Lucia Bosè, madre del cantante, ha spiegato che l’uscita di scena era fissata “fin dall’inizio” e questo a causa di “impegni lavorativi improrogabili” che gli avrebbero impedito di terminare la stagione del talent show. Per l’occasione, svelata una piccola anteprima riguado la prossima stagione: Bosè ha già accordi per ricoprire ancora una volta le vesti di direttore artistico. E’ ancora la madre a spiegarlo: è stato chiamato per l’anno prossimo, ad Amici 13, quando sarà nuovamente impegnato con loro per due o tre mesi”. Questo conferma quindi che l’artista spagnolo è stato un ottimo acquisto per il talent show e a questo punto, vista la regola che vuole che la squadra vincente non vada cambiata, è legittimo aspettarsi che anche Emma venga riconfermata.

Emma e il calcio a Miguel!

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Dopo tante polemiche forse emerge la verità ed è tra le più sconcertanti. L’alterco di “Amici” fra Miguel Bosé ed Emma Marrone sarebbe degenerato dietro le quinte e dalle frecciatine reciproche si sarebbe passati ai fatti: un calcio che Emma avrebbe dato a Miguel si era già parlato, ma ora emergono i particolari e quel calcio sarebbe andato a finire  proprio sul fondoschiena di Bosé. A quel punto il coach avrebbe deciso di abbandonare la trasmissione, forse sarà felice anche Maria De Filippi che ancora non gli ha perdonato l’eliminazione di Emanuele…

Amici: la squadra blu dice addio ad uno dei suoi!

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La quinta puntata di Amici, che andrà in onda il 4 maggio, ospiterà Giovanni Allevi come primo ospite musicale. Il quarto giudice, contro ogni previsione che lo voleva come ospite comico, è Carlo Verdone, che si aggiunge a Sabrina Ferilli, Luca Argentero e Gabry Ponte per l’assegnazione dei punti al termine delle varie esecuzioni. Come ogni settimana, anche questa volta nomi illustri accompagnano le squadre duettando con i cantanti: per i bianchi, nella prima manche Patty Pravo si esibisce con Greta in E dimmi che non vuoi morire, mentre Verdiana calca il palco assieme ad Antonello Venditti in un mesh-up di Ci vorrebbe un amico e Ricordati di me. Nella seconda, il duetto di Ylenia con gli Stadio mentre la squadra bianca schiera la propria coach Emma. A differenza delle precedenti puntate, quando veniva eliminato un concorrente al termine di ognuna delle due sfide, questa volta ci sarà solo una nomination che porterà al ballottaggio finale. La squadra di Bosè è la prima a “subire” la nomination: è il turno di Edwyn di preoccuparsi per il suo prossimo futuro. Al termine della seconda manche è invece la squadra bianca a decidere chi vuole salvare: Lorella finisce al ballottaggio. L’ultima, decisiva sfida vede l’esibizione del cantante che propone il suo inedito, Mattia, mentre la ballerina esegue il suo cavallo di battaglia. Al termine, è Edwyn a dover lasciare definitivamente il programma!

Amici 2013: chi canta?

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Alle 18 inizierà la registrazione della quinta puntata di Amici che andrà in onda sabato 5 maggio. Nel frattempo iniziano a girare le prime indiscrezioni che parlano di Antonello Venditti come ospite musicale. Quello che è certo è che Miguel Bosè terrà tre concerti in Messico, l’1 il 2 ed il 3 maggio, eventi che giustificano il suo abbandono dal programma. La novità di questa puntata è che, invece delle due esclusioni a cui ci hanno abituato, oggi sarà eliminato solo uno dei concorrenti.

Bosè va via, troppi contrasti con Emma? Arriva Eleonora Abbagnato…

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Se ne parla da giorni ma sembra tutto confermato. Oggi 25 aprile sarà l’ultima puntata di Amici di Miguel Bosè. Sembra che la decisione sia stata presa per le continue tensioni tra Emma Marrone e Bosé siano state la causa determinante della decisione. Emma rimproverava un atteggiamento mirato solo all’eliminazione dei concorrenti più forti della sua squadra attraverso una tattica messa in opera a tavolino da Bosè. Tutto determinato e un gioco al massacro che andava oltre le regole del Talent Show. Così, ufficialmente, Bosé abbandona per impegni pregressi… in realtà perché lui ad arrivare secondo proprio non ci sta e ogni mezzo è valido per ottenere la vittoria. Sembra che alla base della decisione ci sia stato quello scontro senza esclusione di colpi che si è verificato nella  terza puntata del serale, quando la squadra bianca ha perso entrambe le manches e si è ritrovata senza Angela ed Emanuele, due componenti su cui Emma ha puntato tantissimo. Le lacrime della De Filippi nell’abbracciare Emanuele erano state esaustive… Non doveva andare così.

Sembra che poi Bosé, quasi un novello Piton, si sia avvicinato a Emma per esprimere il proprio rammarico di fronte all’eliminazione di due ragazzi talentuosi e a quel punto sarebbbe scoppiata la quasi-rissa, con tanto di calcio che Emma avrebbe dato a Bosè il quale avrebbe risposto con un insulto. Forse solo fantasie, ma più probabilmente una triste realtà.

Al momento è stata contattata l’étoile dell’Operà di Parigi Eleonora Abbagnato, la quale aveva già annunciato la sua partecipazione al programma in veste di tutor per sei puntate e pare che sia giunto il momento di entrare in scena, proprio in concomitanza con la partenza di Bosè. L’Abbagnato quindi potrebbe prendere il posto di Bosé a tutti gli effetti magari affiancata dal rapper Nesli che già stava affiancando Bosé.

Miguel Bosè dice addio ad Amici?

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Tra Emma Marrone e Miguel Bosè, i due coach di Amici di quest’anno, non si può certo dire che scorra buon sangue e la terza puntata ha messo una volta di più in evidenza l’attrito, soprattutto dopo che lo “sterminatore” Bosè ha nominato Angela per l’eliminazione, costringendo la tutor dei Bianchi a scegliere tra lei ed il rapper Moreno. Se Emma l’ha accusato di giocare sporco, Bosè si è limitato a mandarla a quel paese anche se pare che, a fine puntata, si sia sfiorata la rissa a causa di un calcio sferrato dalla Marrone troppo intenta a consolare l’escluso Emanuele per aver voglia di parlare con il cantante spagnolo. Sembra però che questi screzi non siano destinati a durare ancora a lungo. Vuoi per possibili impegni lavorativi, vuoi perchè stanco degli alterchi, Miguel Bosè sembra destinato a lasciare l’arena di Amici, probabilmente sostituito da Eleonora Abbagnato, Etoile dell’Opera di Parigi. Passaggio di testimone sulla panchina della squadra Blu quindi, che però non è l’unica “staffetta” a cui si assiste in questa stagione.  Maria De Filippi ci ha abituati ad un superospite ad ogni nuova puntata  nonchè ad un ospite “comico”. Se fin’ora il pubblico ha applaudito le apparizioni di Siani, Littizzetto e Brignano, sabato prossimo sarà il turno di uno dei pezzi da 90 del nostro cinema: Carlo Verdone.

Uno sguardo alla… crostata di albicocche

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Regola sulla scena di… Borotalco di Carlo Verdone

Regola sulla scena di… Bianco, Rosso e Verdone di C. Verdone

La scena del seggio elettorale fu girato nello stesso palazzo dove visse la famiglia del regista, dagli anni Quaranta alla morte di suo padre Mario Verdone.

Regola sulla scena di… Stasera a casa d’Alice di Carlo Verdone

La location esterna del palazzo dove abitano i due cognati Saverio e Filippo con le rispettive mogli è in Via Giulia 167. Gli interni e le scene sul terrazzo invece, furono girati a Via di Montoro.

Gente del quartiere Regola… Carlo Verdone!

 

Uno sguardo al quartiere Regola… Via Giulia!

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Uno sguardo al quartiere Regola… Lungotevere!

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Uno sguardo al… quartiere REGOLA, Roma!

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C’è Comico e… Comico!

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Carlo Verdone racconta Albertone. Lo fa partendo dalla casa, da quello che è lo specchio di ogni persona, che ci conosce intimamente, che contiene la “nostra vita” prima che le nostre cose. Alberto e la sua casa museo con tanto di teatro costruito negli anni Sessanta, il ricordo delle sue ‘discrete’ storie d’amore da parte di Goffredo Fofi e, soprattutto, Carlo che “indaga”  e fa emergere una figura, quella più privata, che non è nota al grande pubblico. Sulle tracce di un grande attore comico scomparso dieci anni fa, i fratelli Verdone cercano di ricostruire la storia di quegli anni, il cinema, la commedia dell’arte, i personaggi nati dalla capacità di osservazione e di riproduzione caricaturale che solo i grandi geni sanno compiere attraverso un percorso di rielaborazione.

Vanno in scena anche le testimonianze di Gigi Proietti, Emi De Sica, Gian Luigi Rondi, Christian De Sica, la sorella dell’attore Aurelia, Franca Valeri, Carlo Vanzina, Pippo Baudo, Dino De Laurentiis, Ettore Scola, Claudia Cardinale e Fulvio Lucisano. Tutti raccontano il “rivoluzionario” Sordi, “l’inquisitore dei difetti italiani”!

“Questo nostro documentario – dicono i due autori – vuole essere un omaggio a un grande attore che rappresenta la tradizione dello spettacolo romano ai più alti livelli e che negli anni si è rivelato anche di fondamentale importanza per la nascita e lo sviluppo della migliore commedia all’italiana.

Un attore assolutamente rivoluzionario, all’inizio della sua carriera, tanto da scardinare le impostazioni da Accademia Teatrale canonica creando stupore e sbalordimento sia nel pubblico che nella critica. Sordi è stato una maschera ineguagliabile che conteneva tutte le fragilità, le miserie, i tic e i difetti dell’italiano meglio. Non quindi una maschera regionale ma una maschera universale”. Alberto Sordi, spiega Verdone nell’incontro con la stampa, é stato un attore “troppo imitato”, un uomo “abitudinario e anarchico allo stesso tempo, lo scopo di questa operazione é quella di far capire ai giovani, a chi non conosce Alberto Sordi, che c’é stato prima di loro. Non è possibile che si conoscano solo Tarantino e Lynch. Bisogna invece omaggiare il passato e far conoscere non solo Sordi, ma personaggi come Pietro Germi e Blasetti. Bisogna rituffarsi nel passato per poter creare il cinema del futuro”.

In un’Italia allo sbando, dilaniata da politiche sbagliate, da poteri occulti, da una finanza oppressiva, forse ripartire dai nostri “difetti” con uno sguardo al futuro, ricordarci da dove veniamo e avere davanti agli occhi chi è in grado di farci sorride… è un ottimo turbo per ripartire e invertire la rotta. In fondo la corruzione c’era, era insita nel nostro animo, ma c’era anche la generosità e un po’ di sana ingenuità… ora c’è solo rabbia, odio e invidia… abbiamo lasciato il marcio dei personaggi di Sordi e non abbiamo conservato il lato ludico… gli italiani ormai sono tetri e sorridono solo quando possono volgere lo sguardo altrove… a un Tarantino, a un Linch… a quell’estero che tanto ci piace, perchè ci accoglie, perchè non ci fa sentire al posto sbagliato nel momento sbagliato… ma veramente non possiamo più avere un occhio “italiano”?

 

Arriva “Alberto il grande” firmato Carlo Verdone!

IL racconto di un’amicizia, una storia lunga e bellissima, gli aspetti privati di un personaggio fra i più amati che la storia dello spettacolo ricordi. Alberto il Grande: così si intitola il documentario realizzato da Carlo Verdone e dal fratello Luca (con l’assessorato alla Cultura della Regione Lazio) per celebrare i dieci anni dalla morte di Alberto Sordi, scomparso il 24 febbraio del 2003. Un viaggio appassionante nei luoghi-simbolo della vita dell’attore, dal rione Trastevere, dove nacque, a via delle Zoccolette, dove visse a lungo, “dirimpettaio” di casa Verdone, a via Druso, vicino alle Terme di Caracalla, dove sorge la magnifica villa in cui abitò dal 1958 fino alla sua morte.

“Questo documentario è una carezza che abbiamo voluto dare ad Alberto – dicono Carlo e Luca Verdone – e vorremmo che tutti coloro che come noi lo hanno amato, tutte quelle migliaia di persone che hanno fatto la fila per ore alla camera ardente per dargli l’ultimo saluto dieci anni fa, avessero la possibilità di ricordarlo ancora una volta insieme a noi”. Il debutto di Alberto il Grande sarà quindi un evento popolare: il documentario sarà presentato con una serie di anteprime aperte a tutti, martedì 19 febbraio al cinema Adriano: tre sale dedicate, con due spettacoli gratuiti, alle 19.30 e alle 21.30. Per entrare in sala bisogna prenotare sulla pagina dedicata del sito dell’assessorato alla Cultura.

 

 

Il Fazio Show alla terza serata segna 11,5 mln di spettatori, 42,8% di share

Arrivano i dati della terza serata e sono ancora positivi. Il Sanremo di Fazio e Littizzetto tra tematiche gay, flash mob contro la violenza e  le polemiche su Crozza, riesce a portare spettatori anche dopo 3 serate. Oggi sarà la serata dedicata al passato, tra immagini di repertorio che ci faranno riascoltare il peggio della musica leggera italiana, si cercherà di fare la storia di Sanremo rimestando nei ricordi degli italiani.  Gli ospiti saranno Caetano Veloso, Pippo Baudo, Stefano Bollani e la Giuria di Qualità guidata dal premio Oscar Nicola Piovani, e nella quale Neri Marcoré ha preso il posto dell’indisposto Carlo Verdone.

VERDONE HA MAL DI DENTI… NIENTE FESTIVAL!

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“Sono davvero dispiaciuto perché sono una persona che quando prende un impegno lo mantiene. Mi dispiace molto per Fabio Fazio e per il direttore di Rai1 Giancarlo Leone ma non ce la faccio stasera a partecipare alla Giuria di qualità al Festival di Sanremo, ho la faccia gonfia, per un ascesso al dente come Marlon Brando nel Padrino”. Così Carlo Verdone .

Anche Barenboim non potrà essere presente: leggi l’articolo correlato.

Vedi i motivi della disdetta di Raffaella Carrà: leggi l’articolo.

Al via le celebrazioni per Albertone!

Villa Borghese e Alberto Sordi. Una mostra dedicata al grande genio comico a 10 anni dalla sua scomparsa. E poi tante proiezioni in piu’ location, un concerto benefico, una messa, i suoi sketch radiofonici nelle stazioni della metro, e le immagini dei suoi film proiettate sul Colosseo. Roma per Albertone! 

celebrazioni per alberto sordi

A Sanremo i Modà con GIOIA!

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Al via Sanremo, anno 63°: conferenza stampa di Fazio e della Littizzetto

“Manco da 13 anni dal Festival, e da Rai1. Per me è un ritorno a casa importante. Il nostro obiettivo è quello di essere allegri e rispettosi. Al Festival bisogna voler bene, fa parte della nostra storia, nel bene e nel male. E’ un oggetto affettuoso”.

Ospiti al Festival quest’anno ci saranno: Roberto Baggio, i direttori Daniel Barenboim e Daniel Harding, Andrea Bocelli (nella serata conclusiva) e l’ex premiere dame di Francia Carla Bruni. Carla Bruni canterà una sua canzone. Tra gli ospiti anche Caetano Veloso, Asafa Avidan, il ballerino Lutz Foster, Claudio Bisio, Beppe Fiorello, Neri Marcore’.

A consegnare i premi oltre a Marco Alemanno, l’ex compagno di Lucio Dalla, ci saranno anche la tennista Flavia Pennetta, Benedetta e Cristina Parodi, Filippa Lagherback, Paola Damico, Vincenzo Montella, il pallanuotista Stefano Tempesti, la campionessa di tiro con l’arco Jessica Rossi.

La Giuria di qualità del Festival quest’anno sarà composta da Carlo Verdone, Serena Dandini, Stefano Bartezzaghi, Nicola Piovani, Eleonora Abbagnato, Claudio Coccoluto, Nicoletta Mantovani, Cecilia Chailly, Rita Marcotulli e lo scrittore Paolo Giordano. 
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Le sorprese di Carlo: fra 3 anni farò solo il regista!

 

3 anni e poi Carlo Verdone si “ritirerà” dalla carriera di attore. L’annuncio lo ha dato a Viareggio in occasione del Premio della Fondazione Burlamacco d’oro.

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Metti una sera… Sordi, Trastevere e Verdone!

Carlo Verdone sul set del docuentario-omaggio a Sordi. Oggi giornata dedicata ai luoghi che hanno visto nascere l’Albertone nazionale: il Ghetto e Trastevere.

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In tempo di crisi i fratelli Verdone raccontano Sordi: a Roma il primo ciak

“Una volta Alberto Sordi mi disse che l’arte della commedia era sempre più in crisi. Secondo lui il motivo era che tra la gente era sparito il senso del ridicolo. Nessuno si stupiva più per nulla. Aveva perfettamente ragione”. (Carlo Verdone)
Il documentario sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e realizzato da Arimvideo e Fondazione Alberto Sordi con la collaborazione di Medusa, celebrera’ il grande attore romano a 10 anni dalla sua scomparsa.
BUON LAVORO, CARLO!
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Renzi resterà a fare il sindaco di Firenze, nessun accordo con Bersani

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Primarie Pd, Verdone respinto al seggio:”sono stato defraudato di un diritto”

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