L’alluvione a Modena è colpa delle nutrie: lo sostiene Giovanardi

giovanardi-tuttacronacaCarlo Giovanardi ha presentato un’interpellanza al Senato contro le nutrie che, suo dire, sarebbero responsabili dello straripamento del fiume Secchia. Il motivo? Hanno scavato le loro tane dentro ai suoi argini. “Quali iniziative intendono intraprendere il governo ed il ministro dell’Ambiente per garantire la sicurezza dei cittadini e il ripetersi di alluvioni come quelle di Modena?”, ha chiesto il senatore evidenziando come “più volte la Protezione civile abbia indicato nei cunicoli scavati dalle nutrie sugli argini dei fiumi la causa del collasso degli stessi in caso di piene”. Il senatore ha inoltre sottolineato la denuncia fatta dalle organizzazioni agricole della provincia di Modena, che ritengono che questo fenomeno avrebbe causato anche la rottura dell’argine del fiume Secchia a Bastiglia con conseguenti gravissimi danni materiali e il decesso di un cittadino. A questo punto, il dito viene puntato anche contro le associazioni animaliste che “ostacolano in ogni modo la cattura e l’abbattimento delle nutrie, che sono state immesse nei nostri fiumi circa 30 anni fa e si sono moltiplicate a dismisura”. Ovviamente, dopo un simile intervento, che non poteva passare inosservato al popolo della rete, su Twitter è apparso l’ hashtag #colpadellenutrie. I parlamentari emiliani M5S rispondono a Giovanardi che : “L’esondazione del Secchia si poteva evitare con normali azioni ed interventi di prevenzione”. Scherza l’Idv regionale: “Nutria espiatoria o mancanza di fondi e controlli?”.

Giovanardi derubato nella notte

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Vittima del furto avvenuto durante la notte tra domenica e lunedì scorso a Serramazzoni, sull’Appennino modenese è il senatore Carlo Giovanardi, del Nuovo Centro Destra. Solo oggi i media hanno riportato la notizia quantificando anche il bottino dei ladri: circa 2000 euro in contanti, oltre ad alcuni vestiti. Il parlamentare era nell’abitazione con la famiglia ma solo in mattinata, dopo il risveglio, si è potuto accorgere dell’accaduto e ha sporto denuncia ai carabinieri.

Mi costi, ma quanto mi costi? La politica italiana e i conti de Il Fatto Quotidiano

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E’ stato Il Fatto quotidiano a fare la classifica dei 10 politici più longevi e quindi, secondo il quotidiano, anche quelli più costosi per i contribuenti. Nella Top Ten ci sono:

1. Giorgio Napolitano – 60 anni – 13,6 milioni
2. Francesco Colucci (senatore Pdl) – 34 anni 107 giorni – 7,8 miliioni
3. Pier Ferdinando Casini – 30 anni 105 giorni – 6,9 milioni
4. Altero Matteoli – 30 anni 105 giorni – 6,9 milioni
5. Anna Finocchiaro – 26 anni 115 giorni – 5,9 milioni
6. Umberto Bossi – 22 anni 197 giorni – 5,1 milioni
7. Maurizio Sacconi – 22 anni 114 giorni – 5 milioni
8. Maurizio Gasparri – 21 anni 184 giorni – 4,9 milioni
9. Ignazio La Russa – 21 anni 184 giorni – 4,9 milioni
10. Carlo Giovanardi – 21 anni 184 giorni – 4,9 milioni

Come sono stati fatti i calcoli?

Prendiamo il caso di Napolitano:  60 anni fra Parlamento, governo e presidenza della Repubblica. Entrato alla Camera dei deputati nel 1953, è stato – tranne la IV legislatura, 1963, in cui fu nominato segretario del Pci di Napoli – deputato, ministro, presidente della Camera, parlamentare europeo, senatore a vita e presidente della repubblica. Il Fatto calcola che se questi sessant’anni di vita politica gli fossero stati pagati con lo stipendio di un attuale deputato (228 mila euro annui), Napolitano sarebbe costato 13,6 milioni di euro.

 La piccola nota di colore è che se Giulio Andreotti fosse ancora in vita sarebbe lui, deputato dalla prima legislatura, nel 1948, a guidare la classifica, essendo stato parlamentare per ben 65 anni.

 

Secondo Libero, Violante avrebbe legittimato la compravendita dei deputati

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Libero estremizza un concetto di Violante espresso durante la Commissione d’Indagine del 1999 e quello che viene fuori dall’articolo potrebbe compiere l’ennesima deflagrazione. Secondo Libero la frase di Violante sotto la lente di ingrandimento che potrebbe a detta del quotidiano prefigurare una certa legittimità alla compravendita dei deputati si evincerebbe in questa frase:  “Questi cambi si sono manifestati sin dalla scorsa legislatura e si sono moltiplicati in modo del tutto legittimo (…) Gli inviti al cambio di gruppo avvengono in molte sedi, anche autorevoli (…) Oggi tutto questo è formalmente legittimo”.

Ecco l’articolo su Libero:

La sinistra non ha alcun problema ad avere a che fare con ciò che lui descrive come un «collaudatissimo “sistema corruttivo”». Non deve porsi alcuno scrupolo di fronte a qualsiasi forma di shopping di deputati. E, soprattutto, può anche evitare di dipingere il Cavaliere come responsabile di chissà quale inaudito misfatto. Non lo diciamo noi bensì un autorevole esponente progressista, ovvero Luciano Violante. Il quale, nel 1999 – da presidente di una commissione d’indagine composta da Lorenzo Acquarone, Pierluigi Petrini, Alfredo Biondi e Carlo Giovanardi – certificò che comprare un parlamentare è legittimo. Deprecabile e un po’ vergo – gnosetto, certo. Ma comunque legittimo. Sta tutto scritto negli atti parlamentari della Camera, precisamente nel resoconto stenografico datato 21 dicembre 1999. Questi i fatti. Il 16 dicembre di quell’anno, onorevole Paolo Bampo – espulso dal gruppo della Lega e passato nel gruppo minsto – dichiara all’Ansa di aver ricevuto una proposta indecente.

L’onorevole Luca Bagliani gli ha offerto duecento milioni «in cambio del passaggio al gruppo parlamentare dell’Udeur». Su richiesta divari parlamentari, il 18 dicembre viene istituita una commissione di indagine, guidata da Luciano Violante dei Ds (allora presidente della Camera), con il compito di stabilire se effettivamente l’onorevole dell’Udeur abbia offerto soldi al collega per fargli cambiare schieramento e se tale proposta avesse qualche rapporto con la crisi di governo e la costituzione di un nuovo esecutivo. La commissione interroga vari parlamentari e il quadro che emerge è abbastanza chiaro. Prima Luca Bagliani nega di aver offerto soldi, poi ripensa. Anche perché saltano fuori testimonian- ze di altri parlamentari che sostengono di aver ricevuto proposte di questo genere da parte sua. Cesare Rizzi fa sentire alla commissione una registrazione telefonica in cui Bagliani spiega di aver ricevuto parecchi vantaggi col suo passaggio nell’Udeur e «promette analoghi vantaggi all’onorevole Rizzi». A questo punto, la dinamica dei fatti è cristallina. Ecco dunque ciò che scrivono Violante e soci a conclusione del loro lavoro:

«La commissione, all’unanimità, ritiene che l’onore – vole Bagliani abbia offerto utilità economiche all’onorevole Bampo in cambio di un suo passaggio al gruppo parlamentare dell’Udeur». Insomma, la compravendita c’è stata, anche se non è andata a buon fine. Bene, e a questo punto che succede? Salta fuori Woodcock da un cespuglio ad arrestare tutti per corruzione? Appare Travaglio su un bianco destriero a giustiziare tutti i parlamentari dell’Udeur da Mastella in giù? No. Non accade assolutamente nulla. Anzi, la commissione certifica che tutto va bene. Si legge nel verbale che dai lavori «è emersa la facilità con la quale si può conversare di utilità economiche e di carriera in cambio di passaggi di gruppo e di schieramento. Questi cambi si sono manifestati sin dalla scorsa legislatura e si sono moltiplicati in modo del tutto legittimo». Segue breve reprimenda, in cui si fa presente che lo shopping parlamentare non è proprio il massimo. Tuttavia «la formazione di nuovi gruppi parlamentari, tanto di maggioranza quanto di opposizione, spesso risponde a rispettabili esigenze politiche. Gli inviti al cambio di gruppo avvengono in molte sedi, anche autorevoli, come è emerso nel corso delle audizioni». Ed ecco il passaggio più interessante: «Oggi tutto questo è formalmente legittimo». La commissione precisa che i cambi di gruppo non fanno bene alla stabilità delle istituzioni e possono gettare «un’ombra su tutti coloro che in queste istituzioni lavorano». Ma non c’è corruzione che tenga: o si cambiano leggi e regolamenti oppure tutto è «legittimo». Speriamo che, lette le dichiarazioni di stimati rappresentanti della sinistra, il Giannini di Repub – blica si metta il cuore in pace. E se lo stimato collega non si fida, ce lo faccia sapere. Gli possiamo passare le fotocopie. Gratis, s’intende.

 Naturalmente questa è solo un’opinione, voi che ne pensate?

La foto di Aldrovandi non è veritiera? Giovanardi indagato per diffamazione

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In diverse occasioni, il senatore Pdl Carlo Giovanardi, l’ex senatore ora in Fratelli d’Italia Alberto Balboni e il segretario nazionale del Coisp, sindacato di polizia, Franco Maccari, hanno sostenuto che non fosse veritiera la foto di Federico Aldrovandi all’obitorio, con la testa appoggiata su un lenzuolo macchiato di sangue. La madre del ragazzo,Patrizia Moretti, morto a Ferrara nel 2005 dopo un controllo da parte di alcuni agenti di polizia, si è sentita pubblicamente offesa da simili posizioni. Ora la procura della città ha aperto un fascicolo per diffamazione ai danni della donna. Era stata lei stessa a sporgere querela dopo il sit in organizzato dal Coisp a sostegno dei 4 agenti condannati, proprio sotto le finestre del Comune di Ferrara per il quale lavora. Quel giorno, Patrizia era scesa in strada portando con sé la foto ingrandita che ritraeva il figlio morto, così come l’hanno potuto vedere i parenti all’obitorio. Riguardo l’immagine, Maccari aveva affermato che “non è stata ammessa in tribunale perché non veritiera”, mentre Balboni aveva aggiunto che “la foto non corrisponde alla verità”, ed era stata usata dalla stampa “per una campagna di disinformazione ma è una falsificazione della realtà”. Giovanardi, intervenendo poi alla trasmissione radiofonica La Zanzara, aveva infine dichiarato che  la macchia rossa sulla foto non era sangue “ma un cuscino”.

GIOVANARDI… CHE VERGOGNA ITALIANA!

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Mentre l’Italia è intenta a mangiare la colomba, c’è chi si permette di uccidere i morti e la memoria, che tra una manifestazione agghiacciante e pene leggere, si tenta,sia pure con difficoltà, di mantenere in vita!  Spera forse che nelle feste di Pasqua nessuno s’indigni?

Carlo Giovanardi, autore già di  “Due donne che si baciano? Come fare pipì in strada”  parla del caso di Federico Aldrovandi a La Zanzara su Radio 24. “I poliziotti sono vittime”, “il sangue nella foto – di Federico – non è vero”, “Grillo ha sterminato una famiglia e non gli è successo niente”. La madre di Federico, Patrizia Moretti, annuncia querela.

Ecco alcuni estratti dell’intervento di Giovanardi: ”Ipoliziotti del caso Aldrovandi non devono essere in galera. Gli agenti sono vittime come il ragazzo che è morto e non vanno cacciati dalla polizia. La manifestazione dei sindacati è legittima”.

E ancora: ”La sentenza dice che dopo una battaglia di perizie in tribunale c’è stata una condanna per omicidio colposo. Nessuna tortura, Aldrovandi non è morto per le botte, non è stato massacrato. I poliziotti hanno avuto una condanna che non è neppure assimilabile a quella di Grillo che ha accoppato padre, madre e un figlio uscendo di strada con il fuoristrada, ma non è mai andato in carcere. Per omicidio colposo, cioe’ negligenza e imprudenza, non va in carcere nessuno”.

”Aldrovandi – dice Giovanardi – ha la responsabilità di una persona che era in una situazione di agitazione psicomotoria anche per ingestione di sostanze stupefacenti, c’è stato uno scontro duro ed è accaduto l’imprevedibile, infatti è stato dato omicidio colposo. Era alterato, non era in grado di ragionare”.

”Andateci voi a bloccare una persona – dice Giovanardi ai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo – trovate voi il sistema per cui durante una colluttazione con una persona robusta non succede niente. Invece qualcuno in Parlamento vuole introdurre il reato di tortura con l’ergastolo per gli agenti”.

”I poliziotti hanno fatto un errore, ma erano lì perchè i cittadini hanno telefonato per un’emergenza che magari hanno affrontato male e hanno dovuto chiedere rinforzi perchè non ce la facevano da soli – conclude – Aldrovandi era in una situazione di alterazione che ha provocato le telefonate dei cittadini e l’intervento della polizia. La foto che ha fatto vedere la madre è vera, ma la macchia rossa non è sangue. La madre del giovane dice che devono essere cacciati dalla polizia, invece no. Omicidio colposo significa che non c’è dolo, è imprudenza”.

Pronta la risposta di Patrizia Moretti su Facebook: ”Giovanardi non fa che insultarci da otto anni. E’ uno sciacallo che mente sapendo di mentire. Dice che il sangue di Federico non e’ vero. Lo querelo e tutti i danni li devolvo all’Associazione Federico Aldrovandi. Spero che anche Ilaria lo quereli per le offese a Stefano Cucchi”.

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