Raduno di star: tempo di Wind Music Awards

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Al Centrale del Foro Italiaco va in scena un raduno di star stasera. L’occasione è la nuova edizione del Wind Music Awards. E’ dal 2007 che gli Oscar della musica ospitano tutti coloro che hanno avuto il maggior successo discografico, che hanno vinto un Disco d’Oro, un Disco di Platino o di Diamante, più alcuni special guest e un gruppo di giovani in gara al concorso Wind Music Award Next Generation, dedicato agli artisti emergenti. Sul palco, presieduto da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, sfileranno dunque gli artisiti, in una staffetta rapida: il tempo di qualche chiacchiera e un po’ di buona musica, anche se non tutti si esibiranno, prima di passare il testimone. Ad aprire ci sarà Claudio Baglioni con il suo E vai, ma la lista è lunga: Renato Zero, Biagio Antonacci, Francesco De Gregori, Malika Ayane, Mario Biondi, Emma Marrone, i Club Dogo, Tiziano Ferro, i Negramaro, Emis Killa, Fedez, Fiorella Mannoia, Max Gazzè, Marco Mengoni, i Modà, Gianna Nannini, Max Pezzali, Eros Ramazzotti, Antonello Venditti, Chiara Galiazzo e così via. Non solo Italia però. La musica non conosce barriere e quindi a Roma arriveranno anche gli inglesi Bastille, il cantautore e pianista britannico Jamie Cullum e Olly Murs, nuova scoperta dell’X Factor UK  (anche lui inglese e diventato famoso grazie a X Factor UK. Ma ricordiamo anche i dieci emergenti che, grazie al voto in rete, si sono conquistati il diritto di giocasi “la finale”: Daniel Adomako, Niccolò Agliardi & Bianca Atzel, Caponord, Marco Castelluzzo, Arianna Cleri, Coez, Donatella, Erica Mou, Le Rivoltelle e Renzo Rubino. Buon divertimento.

Muore la madre di Bruno Mars… #StayStrongHernandezFamily

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#StayStrongHernandezFamily questo messaggio è in vetta al TT italiano per essere vicini al cantante e produttore discografico statunitense Bruno Mars a cui è venuta a mancare la madre, Bernadette Hernandez, deceduta ieri sera per un aneurisma cerebrale al Queens Medical Center di Honolulu. La donna aveva 55 anni ed era una cantante e ballerina di hula emigrata dalle Filippine negli Stati Uniti. Fu proprio la madre a educare il figlio alla musica sin dall’infanzia. Per capire quanto Peter Gene Hernandez in arte Bruno Mars fosse legato a sua madre basta ricordare che si era fatto tatuare il nome della donna sul braccio e le aveva dedicato una canzone dal titolo inequivocabile: ‘I love you mom’, in cui la definiva una “superstar” e “la mia ragazza preferita”. E’ lutto per il mondo della musica.

 

Fiori bianchi, auto d’epoca e tanta commozione: i funerali di Little Tony

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“Nei meravigliosi lidi dove ora stai scorrazzando, avrai tutto il tempo, la giovinezza che mai tramonta, e soprattutto la bellezza, per affinarti in un rock superiore, che fra le tribolazioni terrene non è dato ad alcuno di conoscere e che, da lassù invece, è tutta un’altra storia.”  E’ stato questo l’ultimo saluto di Adriano Celentano per l’amico Little Tony, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso il santuario del Divino Amore, una cerimonia semplice e sentita a cui sono accorsi parenti, amici e centinaia di fan, alcuni partiti da lontano per portare il loro ultimo saluto.

La chiesa era gremita e nel parcheggio vicino è stato allestito un maxischiermo. Sui primi banchi in chiesa gli amici conosciuti durante la lunga carriera: Bobby Solo con cui ha condiviso 35 anni di carriera, Al Bano, Mara Venier commossa dietro occhialoni neri e Pippo Baudo. All’esterno, varie auto d’epoca, sua passione, tra le quali spiccano le Ferrari.

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I saluti a Luttle Tony: i ricordi degli amici

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Avranno luogo giovedì, al Divino Amore, i funerali di Little Tony, l’Elvis italiano, in forma privata, come ha sottolineato la figlia Cristiana:”Sono stata con lui fino all’ultimo. Ha chiesto di non avere la camera ardente, ma solo una cerimonia privata”. Oggi sono molti quelli che lo ricordano, amici, colleghi, ammiratori. Perchè Little Tony ha caratterizzato una stagione musicale e ci ha lasciato grandi successi che hanno fatto ballare intere generazioni. “E’ stata la colonna sonora del pop nostrano, da quando io mi ricordo. Con lui se ne va davvero un mondo”, afferma un dispiaciuto Arbore, che con lui condivideva la passione del “rock’n’roll della prima ora”.
“Alcune volte è anche venuto a casa mia per fare rock&roll, per divertirci – continua -, perché condividevamo la grande passione per l’America di Elvis. Lui si divertiva a vestirsi, così, con quelle frange… abbiamo scherzato spesso sulla ‘vestizione di Little Tony’… Ma lui faceva tutto con grande ironia, dicendo sempre ‘io sono italiano’, questa era la sua grande cifra”. Anche Nino D’Angelo ha parlato di lui, non come un compagno di viaggio ma come di un modello a cui guardare: “E’ stato un personaggio direi storico per quelli che, come me, hanno iniziato la carriera girando ‘musicarelli’, anzi sono il piu’ ‘piccolo’ di quella generazione che ha realizzato film di successo partendo da una canzone”.

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Sono stati in molti a parlare del cantante anche sui social, con Twitter che proponeva l’hashtag #littletony. Saluti, ricordi, un po’ di malinconia tutti per lui. Morandi ha invece scelto Facebook per un ultimo saluto e son bastate poche parole per far percepire il dolore per la perdita del cantante con cui ha condiviso sia i palchi che gli schermi: “Ciao Tony, compagno di tante avventure e amico di sempre”. Ad accompagnarle, una foto di lui assieme a Little Tony, ragazzi degli anni 60, in tuta da baseball, uno dei loro film. E’ passato invece direttamente per l’Edicola l’ultimo saluto di Fiorello al “ragazzo col ciuffo”, di cui ha reinterpretato Riderà, perchè, in fin dei conti, sorrideremo sempre riascoltando le sue canzoni.

Addio al “cuore matto” della canzone italiana: è morto Little Tony

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Little Tony è mancato oggi, all’està di 72 anni, nella clinica Villa Margherita a Roma, dove era ricoverato da tre mesi. Antonio Ciacci, così all’anagrafe, si è spento a causa di un tumore. Tra gli interpreti più celebri della musica leggera italiana, reinterpretò in chiave nostrana il rock’n’roll, grazie a cui si assicurò l’appellativo di “Elvis Presley italiano”. Tra i suoi cavalli di battagli, gli intramontabili Cuore Matto e Riderà. Ma gli inizi risalgono a molto prima, grazie ad una famiglia di musicisti e la gavetta nei paesi dei Castelli Romani, nelle balere e nei teatri d’avanspettacolo. Nel 1958 si trasferisce in Inghilterra, assieme ai fratelli, dopo esser stato notato, durante uno spettacolo al Teatro Smeraldo di Milano, dall’impresario inglese Jack Good. E’ all’estero che nasce il gruppo Little Tony and his brothers, con un nome ispirato da Little Richard. Il successo che viene tributato al gruppo trattiene i ragazzi all’estero per alcuni anni durante i quali produce numerosi singoli come Lucille, Johnny B. Good, Shake rattle and roll. Alcuni suoi brani entrano a far parte della colonna sonora di alcuni film, da Blue Monday a Il gangster cerca moglie, da Che tipo rock a I teddy boys della canzone.

Bisogna attendere il 1961 per rivederlo in Italia, sul palco dell’Ariston, in compagnia di Adriano Celentano. Assieme cantano  24 mila baci,  aggiudicandosi il secondo posto del Festival di Sanremo ma destinata ad diventare uno dei maggiori successi della discografia di quegli anni, che sono anche quelli delle canzoni per i film, 5 marines per 100 ragazze, Rocco e le sorelle, Nerone ’71, La bella americana e Pugni pupe e marinai. Il primo, vero successo disografico per lui arriva con Il ragazzo col ciuffo: la vetta della classifica è sua. L’hanno successivo prova inutilmente a bissare il successo con So che mi ami ancora, ma deve attendere il 1963 per  ottenere il secondo posto al Cantagiro con Se insieme a un altro ti vedrò (scritta da suo fratello Enrico). Nello stesso anno  incide con successo T’amo e t’amerò, già presentata da Peppino Gagliardi. E’ anche il periodo in cui inizia la carriera di attore, in numerosi musicarelli. Torna a Sanremo nel 1964 con Quando vedrai la mia ragazza e ottiene un buon successo estivo con Non aspetto nessuno, portata al Cantagiro, e col retro La fine di agosto.  Ma Little Tony otterrà la consacrazione solo nel 1966, quando partecipa al Cantagiro con Riderà. Dopo di che un’altra hit infiamma il cuore degli italiani: Cuore matto, prima in classifica e poi fra i primi posti per dodici settimane consecutive.

Nel 1968 la quarta partecipazione a Sanremo con Un uomo piange solo per amore mentre in autunno arrivano Lacrime e La donna di picche. Little Tony  arriva anche a fondare una propria etichetta, la “Little Records”, con cui esce E diceva che amava me/Nostalgia e nel 1970 c’è il grande successo di La spada nel cuore, che conquista il quinto posto finale a Sanremo e lui esegue in coppia con Patty Pravo. Meno fulgida è la seconda metà degli anni Settanta, dopo che nel ’74 partecipa di nuovo a Sanremo con Cavalli e a Saint Vincent, semifinalista di “Un disco per l’estate” con Quando c’eri tu. Nel 1975 incide l’album Tony canta Elvis, omaggio al suo idolo, in cuiu ne interpretanda vari classici. Gli anni successivi sono quelli delle partecipazioni alle trasmissioni televisive di revival, in cui ripropone un personaggio che il pubblico non ha mai smesso di amare. Negli anni Ottanta, insieme a Bobby Solo e Rosanna Fratello, forma il supergruppo Ro. Bo. T. (dalle loro iniziali) che riscuote un certo successo. Nel 1981 incide Profumo di mare, celebre sigla della serie televisiva Love Boat.

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Addio a “lo straniero”: Georges Moustaki

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Aveva 79 e aveva lasciato le scene nell’ottobre del 2011, dopo aver rivelato di soffrire di una malattia “irreversibile” e che non avrebbe più potuto cantare, il cantante greco di nascita e francese di adozione George Moustaki. Nato ad Alessandria d’Egitto il 3 maggio 1936, all’anagrafe Giuseppe Mustacchi, aveva trasformato il nome in omaggio a Georges Brassens, che aveva conosciuto a Parigi negli anni Cinquanta. Appassionato agli studi e all’arte, cresciuto in un ambiente multiculturale, Moustaki ha studiato in Francia, dove ha maturato, sin fa giovane, la passione per la musica, grazie anche alle canzoni di Charles Trenet ed Edith Piaf. Ancora 15enne, si traferì a Parigi e lavorò come giornalista, cameriere, pianista di piano bar.

1958 la svolta della sua vita: l’amico Henri Crollo gli presenta uno dei suoi miti, Edith Piaf, per la quale scrisse numerose canzoni, tra le quali Milord: suo il testo, su una musica di Marguerite Monnot. E’ l’inizio di una carriera da autore prolifico, 300 canzoni interpretate anche dai grandi della musica francese. Tra i suoi testi, tradotti in tutto il mondo, anche Ma solitude, Ma libertè e La dame brune. In Italia è ricordato per Lo straniero, originariamente scritto in francese, con il titolo Le métèque e tradotto da Bruno Lauzi che lo trasformò in una perla romantica  che lo stesso Moustaki interpretò con successo. I versi della canzone, che raggiunse il primo posto delle classifiche italiane nell’ottobre del ’69, restano impressi nella memoria: “Il nostro amore durerà/ per una breve eternità/ finché la morte non verrà”, e ancora “Metà pirata metà artista/ un vagabondo un musicista/ che ruba quasi quanto dà”). Ma sua è anche una versione in francese di Marche de Sacco et Vanzetti, cover della memorabile Here’s to you di Ennio Morricone e interpretata da Joan Baez per la colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti”. Ma sua è anche Il rischio, storica sigla del “Rischiatutto” presentato da Mike Buongiorno. Moustaki fu anche attore e, nello sceneggiato televisivo “Il conte di Montecristo”, interpretò il ruolo dell’Abate Faria.

Jovanotti prende le difese di Fabri Fibra!

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“Mi sembra assurda questa censura a Fabri Fibra da parte del “minculpop” dei sindacati. Fibra è un acceleratore di immagini, la sua è arte”. Una difesa di categoria. Da (ex) rapper e a rapper, Jovanotti prende le difese di fabri Fibra, escluso dal concerto del primo maggio dopo che l’assocazione D.i.re, Donne in rete contro la violenza, aveva chiesto il ritiro dell’invito accusandolo di lanciare attraverso le sue canzoni messaggi “misogini, sessisti, omofobi”.

Ecco un breve riassunto della classifica di parolacce dette da Fabri Fibra nelle sue canzoni (non completo):

S.A.I.C.(Succhiateci ancora il cazzo) 2004 – 16 tipi diversi di parolacce

Rap in vena 2004 – 14 tipi diversi di parolacce

Solo una botta 2004 –  21 tipi diversi di parolacce

Coccole – 2004 – 4 parolacce (anche in una canzone che si chiama coccole è riuscito a mettere 4 parolacce)

Venerdì 17- 2004 – 11 parolacce (tra cui froci, recchioni, puttane)

Non fare la puttana -2004 – 7 parolacce

Dobbiamo festeggiare il primo maggio a suon di parolacce?  Sono termini condivisibili quelli della canzona Venerdì 17? Sono termini che richiamano i diritti dei lavoratori o delle donne?

 

Rapper violento invitato al 1° maggio! Fibra contesta.

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“Grave e inopportuna” la scelta di invitare al concertone del Primo Maggio a Roma il rapper Fabri Fibra: nei testi delle sue canzoni divulga “messaggi sessisti, misogini, omofobi e canta l’apologia della violenza contro le donne”.

Questa la posizione presa da Dire, l’associazione nazionale dei centri contro la violenza alle donne che chiede “ai sindacati di fare una scelta responsabile e di revocare l’invito nel rispetto delle donne e di tutte le vittime di violenza omofoba e di femminicidio”.
Arriva subito secca la risposta del rapper:

“Forse non dovrei dare mai per scontato che certi meccanismi del rap, e in generale della musica o ancora più in grande, dell’arte siano noti a tutti. Il rap, come il cinema, racconta delle storie, alle volte crude alle volte spensierate. Spesso le rime e il rap servono per accendere i riflettori dove c’è il buio. Dove c’è il silenzio, le rime arrivano a descrivere mondi spesso mai raccontati. Dover spiegare certe rime come se fossero consce dichiarazioni virgolettate è strano e le deforma, ma le canzoni non sono la realtà. Tutt’altro. Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione. Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo.Se adesso si sente dire che il femminicidio se lo cercano le donne, credo che si debba essere ancora più chiari e senza fraintendimenti. Basta ascoltare i miei testi più recenti. Non sono mai stato un violento in assoluto. Non essendoci una conoscenza approfondita del rap in Italia, sembra sempre che ciò che canti, lo pensi davvero… Non è così. Oggi la violenza domestica e in generale la violenza sulle donne, sia verbale che fisica, ha raggiunto in Italia proporzioni inquietanti. Tutti ne dobbiamo immediatamente prendere le distanze e deprecarla come uno dei peggiori crimini che si possano commettere. Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…”

C’è da chiedersi però come mai nei film di Tarantino nessuna associazione femminile è mai insorta in difesa delle donne? Forse perché lì il messaggio è chiaro, mentre nelle canzoni del rapper non lo è poi così tanto… e soprattutto perché cantare la violenza?

 

 

 

Tiziano e Kekko: i fan dicono NO alla collaborazione. Ma si farà?

Tiziano Ferro Modà - tuttacronaca

Ieri Kekko dei Modà ha “lanciato una bomba” in diretta su RTL 102.5. Durante l’intervento per promuovere il nuovo album del gruppo Modà, Gioia, e il tour italiano,  ha infatti spiegato di attendere una telefonata di Ferro, per il quale avrebbe scritto una canzone bellissima. I fan di Tiziano hanno accolto la notizia con una certa diffidenza, abituati ad ascoltare i brani che lui stesso si scrive e cuce addosso e che immancabilmente li colpiscono. L’appello via Facebook non si è fatto così attendere: un secco NO alla collaborazione che minerebbe la vera essenza di Ferro, autore di testi strappalacrime. Tanto più che è stato riscontrato un certo astio nei confronti dell’autore prescelto. Non è poi mancato chi ha fornito i retroscena della vicenda: Tiziano, durante una serata in compagnia del gruppo, avrebbe chiesto a Kekko di scrivergli un testo e i due si sarebbero scambiati i numeri per discuterne in futuro i dettagli. Da parte sua, Kekko si sarebbe subito messo al lavoro sul brano, una volta terminato il quale si è affrettato a contattare il cantautore. Tiziano avrebbe quindi chiesto un nuovo appuntamento telefonico che però non ha mai rispettato spingendo così Kekko ad aprofittare dei microfoni radiofonici per comunicare con lui. Che Ferro abbia cambiato idea nel frattempo? Di certo molti dei suoi fan se lo augurano di tutto cuore!

Ritirato il “palazzo di Jabba” di Star Wars

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La Lego, storica azienda danese di giocattoli, ha deciso di ritirare dalla produzione il “Palazzo di Jabba”, dopo le proteste sollevate dalla comunità islamica austriaca che riteneva offensivo il prodotto. La polemica era nata a gennaio, dopo che un padre austriaco di fede islamica aveva scoperto come sua sorella avesse regalato il prodotto al figlio. Il gioco, rivolto a bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni, era stato così accusato di essere anti-islamico. Il personaggio protagonita del giocattolo, “Jabba the Hutt” viveva nella sua tana intergalattica, una cupola orientale dotata di razzi e mitragliatrici molto simile a una moschea. E si mostrava anche la Principessa Leia in catene, come sua schiava personale.

La Lego non aveva acconsentito al ritiro del gioco perché riteneva di aver immesso sul mercato solo la riproduzione del palazzo del film, quindi nessuna allusione all’Islam.

Poi, la società costruttrice del gioco ha cambiato idea: a partire dal 2014, il prodotto verrà ritirato. La decisione è arrivata dopo un incontro a Monaco di Baviera tra i leader della comunità turca e alcuni dirigenti della Lego.

Conte apre le porte all’Inter?

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Alla vigilia della partita con l’Inter, Antonio Conte non si preclude alcun futuro e lascia aperte le strade anche per altre squadre italiane.

«Sono l’allenatore della Juve e il suo primo tifoso – ha detto il tecnico bianconero nella conferenza stampa di stamane a Vinovo – ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l’Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l’ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista»

E’ confermato! Il 9 aprile uscirà Pom Poms e twitter si scatena

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Era da tempo che si parlava di un nuovo album e con la primavera ecco “sbocciare” il nuovo progetto dei Jonas Brothers. Dopo tre anni di attesa anche i fans della band americana (ma con origini  irlandesi, italiane, tedesche) dei tre fratelli Janas, potranno godersi un nuovo lavoro ricco di sonorità e di canzoni tutte da scoprire. Eccoli quindi pronti a tornare in classifica con il nuovo singolo dal titolo “Pom Poms”. L’album completo è previsto invece per la fine del 2013. Il video, che accompagnerà l’uscita del singolo, è stato girato su un campo da calcio di una scuola superiore di New Orleans, in Louisiana. Qui sotto la galleria d’immagini tratta dal backstage del video:

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