Il Natale delle star!

buonnatale-star-tuttacronacaAlcune foto tra quelle apparse sui social in occasione delle Feste ti sembrano banali? Non hai ancora visto alcune di quelle postate dalle star, che al momento sembrano prediligere Instagram per fare i loro auguri ai fan. Tra saluti in famiglia e travestimenti da “renna Rudolf” … eccone una carrellata:

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Vita dura per i paparazzi: la California dice basta ai flash

paparazzi-california-tuttacronacaUn anno fa le attrici Halle Berry e Jennifer Garner iniziarono una crociata affinchè venisse limitata l’invedenza dei fotografi nella vita dei figli delle star californiane, per lo più hollywoodiane, ma anche appartenenti al mondo della politica e dell’economia. Ora Jerry Brown, governatore della California, ha promulgato il “Bill 606”, una nuova legge che eleva a un anno di prigione la pena per i fotografi che “molestano un minore a causa della professione di uno dei genitori”. Oltre a questo, arrivano le sanzioni finanziarie in cresita: 10 mila dollari alla prima violazione, 20 mila alla seconda, 30 mila alla terza. Inoltre i “genitori famosi” potranno chiedere al “paparazzo molestatore” risarcimenti civili per i danni causati con i suoi scatti. A seguito della promulgazione della legge, Halle Berry ha dichiarato: “Ho incominciato a battermi in difesa della piaga inflitta ai bambini a causa della celebrità dei genitori ma ora mi rendo conto che questo è l’inizio della fine dell’aggressività dei paparazzi”. Infatti ora i fotografi si troveranno ad aver a che fare con una ridotta capacità d’inseguire i vip non potendosi più avvicinarsi ai loro figli e, essendo la definizione di “intrusione” alquanto ambigua, possono rientrare nel novero anche le stesse foto scattate. Proprio per questo motivo le organizzazioni che rappresentano i fotografi americani, i network della California e i produttori cinematografici si sono opposte alla nuova legge. Secondo tali organizzazioni, infatti, si tratterebbe di una “limitazione della libertà di espressione” tutelata dal Primo Emendamento Costituzione. La legge, che è passata perchè “alla fine ha prevalso la necessità di tutelare i bambini da comportamenti estremi da parte di estranei” come ha spiegato il senatore Kevin de Leon, entrerà in vigore il primo gennaio 2014 e per molte star rappresena una prima vittoria in vista della riconquista della loro privacy.

Se crolla il governo che ne sarà di pensionati, esodati e cig?

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Cosa ne sarà di pensionandi, pensionati, esodati e cassaintegrati se cade il governo Letta? La riforma Fornero non funziona e questo è un dato di fatto, ma ci sarà il tempo per apportare le modifiche? Molto si cercherà di fare con la legge di stabilità che verrà presentata al Parlamento in ottobre… sempre che il governo regga fino a quella data. Giovannini promette anche misure di contenimento del cuneo fiscale. E il lavoro? Con il governo che è in disequilibrio costantemente sono molti gli interrogativi che per il momento ancora non hanno risposte.

IlSussidiario.net ha riportato quanto dichiarato nell’intervista da Silvano Moffa, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera:

Cosa rischiano pensionati, pensionandi, esodati, cassaintegrati se cade il governo Letta?

In queste settimane stanno venendo a galla tutte le incognite della riforma Fornero. E che fine farà il taglio delle pensioni d’oro su cui pure si è impegnato il governo ma che ha già ottenuto un primo stop dalla Corte costituzionale perché va a toccare i diritti acquisiti dei lavoratori? Tutto dipenderà dalla legge di stabilità che verrà presentata alle camere a ottobre. Sempre che l’attuale governo sia ancora in carica. Secondo il ministro Giovannini, la legge di stabilità conterrà anche misure per il contenimento del cuneo fiscale. IlSussidiario.net ne ha parlato con Silvano Moffa, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera.

Se cade Letta che ne sarà della riforma pensioni? Esodati e cassa integrazioni rimarranno senza copertura? Che fine farà il taglio delle pensioni d’oro?

Non so se il governo cadrà, nonostante le fibrillazioni di questi giorni. Sul fronte delle convenienze reciproche credo che alla fine ci sia un interesse comune dei due poli a tenere in piedi l’attuale esecutivo. Tuttavia, se dovesse cadere sicuramente ci sarà un rallentamento del processo di riforma della riforma, per il recupero delle parti dannose che la riforma Fornero ha introdotto.

Solo un rallentamento?

Secondo me sì, anche perché ci saranno ulteriori passaggi che debbono essere fatti all’interno della finanziaria. È lì che bisognerà trovare le risorse aggiuntive necessarie.

Come giudica l’operato del governo sul tema delle pensioni?

Guardi, già all’epoca del governo Monti, attraverso la Commissione Lavoro della Camera, chiedemmo di impostare un percorso completamente diverso. E in parte riuscimmo a sanare la questione “esodati”. Ovviamente questi temi oggi sono tornati in primo piano.

Qual è l’argomento più urgente da affrontare?

Tutto quello che si riesce a fare per recuperare un equilibrio su un tema così fortemente sbilanciato è positivo. La riforma del lavoro ha infatti ridotto l’area della flessibilità in entrata con conseguenze pesantissime sulla disoccupazione giovanile, con molti contratti a termine che non sono stati rinnovati. A suo tempo dicemmo: attenzione, in questa maniera avete preso come bersaglio la precarizzazione, ma di fatto avete fatto scomparire dal mercato le prime opportunità di lavoro che si presentano a un giovane. In più…

In più?

Il governo si è assunto l’onere di risolvere definitivamente il problema degli esodati esploso a suo tempo e parzialmente tamponato. Con la prossima legge di stabilità dovrà dire in che maniera intende farlo.

Con la legge di stabilità il governo vorrebbe addirittura ridurre il cuneo fiscale…

Non c’è dubbio che bisogna ridurre il cuneo fiscale per andare incontro alle esigenze delle imprese e dei lavoratori. Però, anche qui, il governo dovrà dire con quali risorse intende perseguire questo obiettivo.

È d’accordo con l’idea di introdurre una maggiore flessibilità in uscita per chi è prossimo alla pensione?

Assolutamente sì. È esattamente l’equilibrio che cercavamo di offrire alla Fornero quando proponevamo maggiore flessibilità in entrata e di rendere meno rigido il mercato in uscita. Che significava liberare il mercato del lavoro da tanti vincoli che ne bloccavano l’espansione. Questo purtroppo non è avvenuto: abbiamo mantenuto un mercato rigido con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Cosa ne pensa dell’idea del ministro Giovannini di dare un acconto sulla pensione a chi perde il posto quando è a pochi anni, due o tre, dal traguardo?

In questo modo si cerca di recuperare almeno in parte il danno causato dall’allungamento dell’età pensionabile creando una sorta di scivolo, con un’anticipazione. Voglio solo sottolineare il fatto che stiamo parlando di risorse che appartengono ai lavoratori: non stiamo regalando niente. Stiamo solo accorciando i tempi. In una situazione congiunturale sfavorevole come quella attuale può essere una boccata d’ossigeno. Ma non mi sembra una riforma sistemica del nostro sistema pensionistico.

Giusto il taglio delle pensioni d’oro?

Guardi, a suo tempo cui fu una discussione abbastanza accesa sull’argomento. C’era chi diceva che bisognava ridurle non tenendo conto che si tratta di diritti acquisiti. Altri, come me, dicevano invece: attenzione, mettendo in discussione diritti acquisiti rischiamo di andare a scontrarci con norme di rango costituzionale. Cosa che è puntualmente avvenuta. Quando ero Presidente della Commissione Lavoro, assieme al collega della Commissione Affari istituzionali, mettemmo chiaramente in luce il rischio di incostituzionalità di quella norma.

Sta dicendo che le pensioni d’oro non si possono tagliare?

No, non sto affatto dicendo questo. Si può fare introducendo un elemento di solidarietà, una sorta di bonus di solidarietà che può essere richiesto per un certo numero di anni a chi gode di pensioni fuori dall’ordinario tanto sono elevate. Chiedere a chi oggi si trova in condizioni di maggior benessere, addirittura di una ricchezza oltremisura, un atto di solidarietà mi sembra giusto. Non solo. Sarebbe un obiettivo più facilmente perseguibile e non attaccabile sotto il profilo della norma costituzionale.

Bella ciao… ovvero ecco come cambiano le pensioni per alcuni settori!

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Pensioni che tutelavano i lavori più pesanti come quelli dei marittimi, poligrafici o degli sportivi oppure quelli in cui l’età ha un ruolo determinante come nel mondo dello spettacolo per gli attori, i ballerini e cantanti verranno modificate con una nuova legge che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri, lunedì 9 e trovare applicazione già dal 1° gennaio 2014. Saranno così chiuse le vecchie “finestre mobili” e arriveranno i nuovi requisiti. Naturalmente sono salvi però i comparti della Difesa e Sicurezza e i Vigili del Fuoco che se inclusi nel provvedimento avrebbero accresciuto notevolmente il risparmio della spesa pubblica. Il provvedimento invece così come arriverà in aula farà risparmiare 526,4 milioni di euro.  Lo stesso Sole 24 ore in un articolo a firma di Davide Colombo afferma:

“È facile immaginare come sarebbero cresciuti i risparmi sulla spesa pensionistica con l’inclusione anche di questi comparti che, nel loro insieme, contano su circa 500mila addetti, pari al 15% dei dipendenti pubblici”.

Ma come cambieranno le regole del pensionamento? Per i marittimi la pensione di vecchiaia scatterà con 5 anni di anticipo:

“Per i marittimi il diritto alla pensione di vecchiaia arriva con cinque anni di anticipo rispetto ai requisiti anagrafici generali, mentre per l’anzianità speciale riconosciuta a chi ha almeno 10 anni di “effettiva navigazione” o di “servizio di macchina” o di “stazione radiotelegrafica”, dai 56 anni (con 20 di contributi) si passerà dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 a 57 anni, mentre dal 2018 si salirà a 58 anni”.

Nel mondo dello spettacolo invece cambiano le regole per ballerini, attori e cantanti:

“Per ballerini e tersicorei l’età di pensionamento di vecchiaia sale di un anno, da 45 a 46, mentre per gli attori è previsto l’aumento da 63 a 64 anni, sempre dal 1° gennaio prossimo. Le attrici vedranno cambiare i requisiti anagrafici con più gradualità: un anno ogni due, per allinearsi all’età pensionabile degli uomini nel 2022. Adeguamento anche per i cantanti con il sistema di calcolo misto della pensione: andranno in vecchiaia a 61 anni, da gennaio, gli uomini mentre per le donne c’è una scalettatura da 57 a 61 sempre entro il 2022″.

L’adeguamento per gli sportivi professionisti è anch’esso previsto entro il 2022:

“Alla stessa data è previsto l’allineamento graduale uomo-donna per gli iscritti al fondo sportivi professionisti: a 53 anni gli uomini subito, da 49 a 53 le donne”.

Il nuovo sistema poi riguarderà anche i poligrafici delle aziende in crisi:

“Per i lavoratori poligrafici di aziende in crisi, infine, il prossimo gennaio passa da 32 a 35 anni il requisito contributivo necessario per il ritiro anticipato, venendo a cadere il vecchio abbuono di tre anni. Il requisito contributivo sale ulteriormente a 36 anni nel 2016 e 37 anni nel 2018″.

Ma non si configura la disparità giuridica fra differenti soggetti dello Stato uniti dalla qualifica di lavoratori?

Addio a Giancarlo Bornigia. Fondò il Piper e il Gilda

bornigia-morto-tuttacronacaGiancarlo Bornigia si è spento la scorsa notte per un arresto cardiaco al Policlinico Umberto I di Roma, dove era stato ricoverato due giorni fa per problemi al cuore. I funerali avranno luogo lunedì 26 agosto alle ore 11, nella chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giochi Delfici. Bornigia, che avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 29 settembre, lavorava come commerciante di automobili quando nel 1965,  con Alberigo Crocetta, ex marò della Decima Mas, e l’importatore di carni Alessandro Diotallevi apre a Roma in via Tagliamento, nel quartiere Coppedè, il Piper. Un locale che lanciò personaggi come Patty Pravo e Renato Zero e che presto diventò un vero e proprio fenomeno di costume diventando una delle icone del boom italiano degli anni ’60. Il fotografo del Messaggero, Rino Barillari, ricorda: “Tutto il mondo ci è passato. Sembrava un santuario, tutti a parlare del Piper. Cambiò il volto della città”. Il figlio del “re delle notti romane”, Giancarlo junior, ha raccontato all’Ansa: “Mio padre era stato ricoverato due giorni fa. Il cuore aveva ripreso a battere ma ci sono state altre complicazioni dovute alla crisi cardiaca. Ha combattuto contro tanti mali nella sua vita, era stato operato per tumori allo stomaco, ai polmoni e ce l’ha sempre fatta. Ha portato in Italia la moda, il costume, le tendenze dall’Inghilterra e da altri paesi europei oltre a gruppi storici come gli Who e i Rolling Stones che hanno suonato dal vivo al Piper. Fino alla fine, anche se in modo diverso, si è dedicato alla vita mondana”. Al Piper si sono esibiti fin dall’inizio i migliori artisti della beat generation italiana tra i quali i Rokes, i Rokketti, l’Equipe 84 e Le Pecore Nere. Non passò molto e si affiancarono anche Fred Bongusto, Dik Dik, Romina Power, Gabriella Ferri e Rita Pavone. E poi ancora Mal, Mia Martini, Loredana Bertè e Mita Medici. Ma non bisogna dimenticare che Bornigia ha portato anche per la prima volta in Italia gli Who, i Pink Floyd, nell’aprile del 1968, e un giovanissimo Jimi Hendrix. In una delle sue ultime interviste, lo stesso Bornigia aveva raccontato, ricordando quando i Genesis suonarono nel locale: “Tutti i concerti di allora al Piper erano degli eventi. Per tanti i Genesis erano un gruppo come un altro, ma comunque il pubblico affollava i locali per ascoltare musica, per conoscerne di nuova e farlo condividendo l’esperienza. Allora tanti gruppi stranieri non erano conosciuti a tutti in Italia, come oggi, per cui per esempio ci è anche capitato che gli Who, dopo il concerto al palazzetto, passassero così al Piper e improvissassero un concerto anche qui con gli spettatori che osservavano pronti a recepire le nuove esperienze”. In una nota del Piper Club, che annuncia la scomparsa del fondatore si legge:  “Bornigia negli anni Sessanta e Settanta contribuì a creare un fermento artistico italiano e un locale di riferimento, dando particolare attenzione alla musica e alle nuove leve. Tra musica e arte Bornigia volle portare al Piper Club anche opere d’arte contemporanee tra cui due dipinti di Andy Warhol, alcuni di Schifano e opere di Piero Manzoni e di Mario Cintoli”. Dopo il successo del Piper, Bornigia, negli anni, ha creato un picolo impero dei locali notturni, gestito poi anche dai figli. E’ stato lui a fondare il Gilda, in via mario de’ Fiori, ancora in mano alla famiglia, e a guidare l’ex Alien, ora Boeme.

Anna Tatangelo, Gigi D’Alessio… e i ladri in casa loro!

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Erano fuori Roma Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo mentre dei ladri, che per gli inquirenti sarebbero stati dei professionisti, si sono introdotti nella loro villa all’Olgiata disinstallando le telecamere di sicurezza e disinserendo le sirene d’allarme per poi, senza fretta, rubando l’intera collezione di orologi Rolex del cantante e quasi tutti i gioielli della compagna per un bottino che potrebbe ammontare a qualche milione di euro. Ovviamente lo shock dell’accaduto l’hanno condiviso con i fan via social network dove la Tatangelo ha cinguettato:  “Siamo devastati! Essere derubati della propria serenità nel posto in cui dovresti sentirti più sicuro, è terribile! Speriamo passi presto”. Forse speravano in una compassione maggiore però, visto il commento di D’Alessio su Facebook: “Leggendo i commenti sul web mi rendo conto che l’invidia è la cosa più brutta in questo mondo. Malgrado tutto non auguro a nessuno di provare la stessa esperienza che stiamo vivendo noi in queste ore. Nemmeno a chi in questo momento sta godendo di questa brutta notizia. Io amo tutti”.

L’anniversario di Beyoncè e Jay Z rischia di diventare una crisi internazionale!

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Doveva essere una seconda luna di miele, invece il viaggio a Cuba di Beyoncè e Jay Z finisce sulle scrivanie di Washington. A rovinare la festa ai due sposini, sull’isola per il loro quinto anniversario di matrimonio, due parlamentari repubblicani dello stato della Florida che hanno chiesto all’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro di spiegare come mai alla celebre coppia è stato consentito andare a Cuba. «Scriviamo – hanno detto – per esprimere preoccupazione e per chiedere informazioni sul tanto pubblicizzato viaggio dei due musicisti americani Beyoncè Knowles-Carter (Beyoncè) e Shawn Carter (Jay-Z) a Cuba. Vorremmo sapere che tipo di permesso e per quale scopo è stato approvato il viaggio». La legge americana proibisce transazioni finanziarie a Cuba per attività turistiche. La stampa americana fa inoltre notare che esiste un embargo da 51 anni che vieta ai cittadini americani di andare a Cuba al solo scopo turistico. Nessun commento al momento dal ministero del Tesoro che ha approvato il viaggio. Tuttavia le due star non sono finite nel mirino solo per quella che potrebbe sembrare una violazione dell’embargo, bensì anche per essersi recati in un Paese dove si ignorano i diritti umani, come ha sottolineato Mauricio Claver-Carone, direttore esecutivo di Cuba Democracy Advocates, un gruppo che promuove la democrazia nell’isola caraibica.

Rihanna & Chris Brown: ultimo atto?

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Il 29 marzo, stando alla stazione radio ‘Power 106’ di Los Angeles, il cantante 23enne avrebbe rivelato la definitiva separazione da Rihanna. Durante l’emissione radiofonica infatti, alla domanda del presentatore se lui e Rihanna formassero ancora una coppia, Brown ha affermato: “No, non stiamo più insieme, questa è la mia risposta”. Questa separazione, però, non dovrebbe avere ripercussioni sul piano professionale, almeno stando alle parole del cantante: “In questo momento ho un paio di canzoni che ho scritto per il suo album, e un paio di canzoni del mio album a cui parteciperà anche lei. Una delle track si intitola ‘Put it up’ “.

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