Mici in fuga! La mamma-gatta che spaventa i piccoli sbagliando il salto

gatta-mici-fuga-tuttacronacaUna camera da letto dove una mamma gatto trascorre il suo tempo in compagnia dei piccoli. Dopo aver curiosato un po’, la micia cerca di raggiungere il davanzale della finestra con un balzo… che però non le riesce bene. Cadendo a terra terrorizza così i piccoli che in un attimo si danno alla fuga. In appena tre giorni il video, rinominato “Catbomb”, ha già superato le 200mila visualizzazioni.

Fabio Volo contro Brunetta a sostegno di Fazio

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Anticipazioni di Libero su Fabio Volo, che rilasciando una dichiarazione al settimanale Chi avrebbe attaccato Brunetta sul comportamento tenuto durante l’intervista di Fazio, secondo il quotidiano:

Fabio Volo, si è lanciato in uno sprint alla Fred Flinstone. Come ha prontamente riportato il settimanale Chi, Volo si sarebbe espresso sul faccia a faccia tra Fabio Fazio e Renato Brunetta durante la trasmissione Che tempo che fa. “Al posto di Fazio, gli avrei tirato una clava, a Brunetta”

L’Italia ha bisogno di una clava o di trasparenza? Rispondiamo violentemente perché, forse con troppa irruenza, da parte del capogruppo Pdl alla Camera si sono chiesti chiarimenti sui compensi dei conduttori della tv pubblica? In ogni modo, clava a parte, speriamo che Volo non si sia riferito anche all’exploit di Maradona… altrimenti la clava pioverebbero anche su Fassina?

“L’ombrello” di Maradona: Vigilanza Rai contro Fazio

maradona-ombrello-fazio-tuttacronacaSalvatore Margiotta (PD), Vice Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, è intervenuto oggi su La7 dove ha dichiarato: “Filmati agghiaccianti ed esempi pessimi” quelli del calciatore, Maradona, “che ospite della tv italiana replica strafottente a Equitalia e del politico, Denis Verdini, che ammette pubblicamente di aver ricevuto pagamenti in nero. Più grave il secondo certo, perché il senso di responsabilità che si chiede a un uomo delle istituzioni è più alto di quello che è tenuto a dimostrare uno sportivo, tra l’altro non italiano.” Riferendosi poi all’accusa che il Codacons ha rivolto alla Rai di pubblicità occulta perchè il presentatore ha parlato della raccolta di dvd dedicata all’ex Napoli, prodotta dalla Radio-Televisione di Stato e curata da Gianni Minà, ha concluso: “Grave è che Fabio Fazio in diretta non abbia obbligato alle scuse l’ex campione, ma la polemica del Codacons proprio non sta in piedi. Un conto è la promozione che si propone all’artista in cambio della partecipazione al programma, un conto il gettone di presenza. Non possiamo perder tempo a fingere che il mercato non abbia delle regole che tutto il mondo rispetta”.

Lo sguardo al futuro: il progetto di Temor per il ponte della Libertà

ponte-libertà-temor-venezia-tuttacronacaPorta la firma di Mor Temor, architetto 39enne nato in Terra Santa, nell’Alta Gallilea (Israele) e laureato al Politecnico di Milano, il futuristico progetto per il ponte della Libertà, a Venezia, città a cui s’ispira per gli elementi architettonici decorativi. Il rendering del ponte, con cinque piazze sopraelevate e una pista ciclabile, potrebbe venir presentato alla città dallo stesso architetto, disposto a illustrarlo e a valutarne la fattibilità. Spiega Temor: “Ho ricevuto l’invito di progettare una pista ciclabile da un amico veneziano che lavorava nella comunità europea e aveva visto anni fa il mio progetto per lo Stretto di Messina. Sono venuto in città per due giorni, ho visitato il ponte della Libertà. E ho fatto il giro per Venezia cercando di mettere i pezzi del progetto, cercando gli elementi della tradizionale e della vita quotidiana”. Ma ci potrebbe essere un ostacolo alla realizzazione: i piloni di sostegno del tram. “Quando sono stato a Venezia ho notato che stanno lavorando per il tram, per questo ho preso nel progetto tale esigenza. Secondo me devono subito fermare la posa dei piloni che sostengono i cavi elettrici che sono di troppo, ho pensato ad una soluzione più intelligente che potrei presentare assieme al progetto”. Il ponte della Libertà, con i suoi elementi strutturali plasmati attraverso l’uso dell’acciaio, sarebbe anche una ode a Venezia: “Attraversando il percorso ci sembrerà di intravedere la gondola, il remo della gondola, le briccole ed infine il campanile di San Marco, tutti segni rubati alla singolare quotidianità veneziana e sapientemente trasformati in strutture. Unica nel suo genere in quanto sarà la passerella pedonale sospesa più lunga del mondo”.

Web e politica alleati… contro il gesto dell’ombrello di Maradona

maradona-ombrello-tuttacronacaE’ stato ospite da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, in onda ieri sera su Rai 3, Diego Armando Maradona. E la sua lunga intervista, durante la quale l’ex Napoli ha raccontato degli spaccati della sua vita, ha colpito il mondo della politica italiana. Per un unico motivo: l’argentino si è infatti difeso dalle accuse di evasione fiscale, per un totale di 39 milioni di euro. “Non sono mai stato un evasore. Equitalia si occupi di chi ha firmato i contratti. Come Coppola e Ferlaino. Chi ho la fatto oggi può andare in giro in Italia tranquillamente. A me invece tolgono gli orecchini e gli orologi. Ma oggi non ce l’ho con me”. Alle sue parole, ha fatto seguire l’inequivocabile gesto dell’ombrello, rivolto ad Equitalia. “Mi hanno cercato degli sponsor offrendosi di pagare il mio debito per farsi pubblicità, ma io ho rifiutato. Proprio perché non sono un evasore. Voglio la verità e andare fino in fondo”. Il primo a puntare il dito contro Maradona è stato il viceministro dell’Economia Stefano Fassina. Intervenuto nel programma Mix 24, su Radio 24, il dem ha affermato: “E’ un gesto miserabile che va perseguito. Parliamo di 40 milioni di euro, Maradona farebbe bene a rispettare le leggi”. Ma anche la rete si è lamentata del comportamento del Pibe de Oro, bocciando il gesto in Twitter.

Addio a Georges Descrières, il volto di Lupin

george-descrieres-tuttacronacaE’ mancato sabato 19 ottobre, all’età di 83 anni, l’attore francese Georges Descrières, noto al grande pubblico per aver prestato il volto ad Arsenio Lupin nella serie tv. Malato da tempo Descrières, il cui vero cognome era Bergé, ha vinto due primi premi al Conservatorio e si è diplomato in arte drammatica, intraprendendo poi una promettente carriera di attore teatrale alla Comedie Francaise. E’ stato anche chiamato a Hollywood, anche se quasi mai nelle vesti del grande protagonista, al fianco di personaggi del calibro di Audrey Hepburn e Brigitte Bardot, ma il suo nome è indissolubilmente legato a quello del ladro gentiluomo. E lui stesso raccontava: “All’epoca in cui la serie era trasmessa in tv ricevevo lettere di uomini e donne che mi chiedevano di intervenire, di fare qualcosa perché venisse loro pagata la pensione. Come se davvero fossi il ladro-giustiziere Lupin”. Tra le altre opere interpretata, a teatro recitò ne Le nozze di Figaro nel ruolo del conte d’Almaviva, fu protagonista del Cyrano oltre che di tanti classici greci. Al cinema, esordì con Il Rosso e il Nero, diretto da Claude Autant-Lara, poi fu ancora Athos ne I tre moschettieri di Bernard Borderie. Dopo l’epopea di Lupin, si ritirò nel sud della Francia, andando a creare e dirigere il Conservatorio del teatro di Grasse.

Dario Fo e la “pagliacciata gigantesca” del voto di fiducia

dariofo-fiducia-buffonata-tuttacronacaEra a Imola, al teatro Ebe Stignani, per presentare lo spettacolo “Sesso? Grazie, tanto per gradire”, Dario Fo, in occasione di una serata organizzata dall’associazione femminile Trame di Terra. E da qui ha commentato il voto alla fiducia al governo Letta avvenuto poche ore prima: “Quella a cui abbiamo assistito oggi al Senato è una pagliacciata gigantesca”. Il premio Nobel, prima che iniziasse la proiezione, non risparmia critiche sul dietrofront di Berlusconi: “Un condannato, riconosciuto colpevole dopo tre gradi di giudizio, invece di essere cacciato è ancora in Parlamento a pavoneggiarsi, a dettare le regole della politica italiana, obbligandoci a rimanere impotenti”. E prosegue: “Anche se sembra finito ha spiazzato nuovamente l’avversario, in ogni momento è in grado di dare le carte: dà l’asso a chi di dovere, e la matta a chi deve essere fregato”. Ma Fo è anche certo che la buffonata a casa Pdl non sia ancora terminata: “ci sarà la danza del ritorno da parte di quei personaggi che sembravano consapevoli nell’aver criticato l’imposizione del capo con le dimissioni dei ministri di qualche giorno fa. D’ora in avanti varranno lo zero virgola zero nulla”. E non risparmia nemmeno il Capo dello Stato: “Non concederà la grazia a Berlusconi. Di passi falsi questo presidente ne ha fatti tanti”. Non si salva neppure il Pd: “I democratici e B. stanno insieme da anni. Dopo l’unione di questo governo possono quindi sposarsi. Speriamo almeno che non facciano figli. Ma sapete qual è la cosa più bella? E’ che questo andazzo politico Franca l’aveva intuito più di 6 anni fa, quando divenne senatrice per l’Idv”. E il ricordo della compagna di una vita, dentro e fuori dal palco, porta il premio Nobel a parlare del passato, di “quando con Franca durante la sera o la notte ci mettevamo a parlare di quello che accadeva in Italia. Nel libro che uscirà nei prossimi giorni, In fuga dal Senato, emerge tutto lo sporco che c’è in questo paese: le morti sul lavoro, i delinquenti dentro le istituzioni, la mancanza di rispetto per i cittadini”. Il filo del ricordo si dipana e arriva fino all’episodio del 9 marzo ’73 a Milano in cui la Rame venne violentata e malmenata da un gruppo di estremisti di destra: “lo stupro venne deciso molto in alto, da alti ufficiali dell’arma”, ricorda Fo dal palco imolese, “si stabilirono mandanti ed esecutori ma ci fu la prescrizione”. Dario Fo, rientrando nel tema della serata e allo spettacolo scritto da Franca Rame e Jacopo Fo nel 1996, ha ricordato anche: “Qui a Imola ci negarono il palco negli anni settanta”, prosegue Fo, “è quindi doppiamente importante sul piano civile che si mostri quest’opera di Franca dove si parla finalmente di donne che gestiscono se stesse e la propria vita senza imposizioni da parte degli uomini”. Ma ancora mancava una chiosa sul M5S, il movimento di cui è supporter: “Ha fatto bene Grillo a denunciare in anticipo quello che sarebbe successo in Senato. L’accordo del Movimento con il Pd non sarebbe mai potuto avvenire, solo degli ingenui possono cadere in questa trappola. Io però ora mi sto dedicando a scrivere una commedia su quello che sta succedendo in questi mesi nella politica italiana, spero vi divertirete a vederla”.

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