Operazione Mare Nostrum: Maroni attacca

marenostrum-tuttacronacaSi discute sull’Operazione Mare Nostrum, volta a far fronte al flusso dei migranti che continuano a morire al largo delle coste italiane. E se è arrivata la disponibilità della Slovenia a prendervi parte, con una propria nave militare, nel corso di un incontro tra il ministro della Difesa, Mario Mauro, e il suo collega sloveno, Roman Jakic, il quale si è detto “profondamente convinto che il problema del soccorso e del pattugliamento del Mediterraneo sia un tema di cui tutta l’Europa deve farsi carico”, in Italia non si placano le polemiche. Roberto Maroni, a Radio 24, ha detto: “Iniziative un po’ spettacolari come Mare Nostrum”, non servono a risolvere la questione sbarchi nel Mediterraneo, “ma bisogna andare nei paesi di partenza a fare gli accordi”. Il leader del Carroccio ha aggiunto di ritenere che sugli sbarchi di migranti, l’Unione Europea non avrà mai “capacità d’intervento”, dunque l’Italia deve agire da sola. A questo punto, il governatore della Lombardia non poteva non difendere la Bossi-Fini: il reato di immigrazione clandestina “è un deterrente che colpisce non chi viene in Italia da rifugiato”. Volerlo cancellare, ha ribadito, è solo “ideologia”. Dopo di che, un attacco al ministro per l’Integrazione Kyenge: “l’ho sentita proporre tante cose dall’inizio del mandato, ma il risultato è tante chiacchiere e zero sostanza e concretezza”, è il giudizio di Roberto Maroni, che ha concluso: è “una spesa inutile per il contribuente italiano”.

A Lampedusa i militari chiedono l’affidamento dei piccoli migranti

immigrati-bambini-tuttacronacaCatia Pellegrini, comandante della nave militare Libra, ha preso parte alle operazioni di sbarco di alcuni profughi che, salvati dal naufragio della loro imbarcazione al largo di Lampedusa, sono giunti a Porto Empledocle. Tra i sopravvissuti anche 4 bambini, rimasti orfani a seguito della tregia. Racconta il comandante: “alcuni dei miei uomini hanno chiesto se potevano dare il loro nominativo per chiederli in affidamento” e poter così offrire un futuro migliore a questi piccoli. Da parte sua, la Pellegrini ha vissuto così quei momenti: “Io non sono madre, però devo dire che, soprattutto in questa circostanza, dopo il salvataggio in mare, vedendo quei bambini che all’inizio non parlavano, erano scioccati, e poi piano piano, dopo le carezze, e le coccole, sembrava avessero dimenticato la tragedia, la commozione ti pervade”.

Nuovi migranti a Lampedusa, ma ancora non è terminata la conta dei morti

naufragio-lampedusa-tuttacronacaAncora non sono stati celebrati i funerali per i 359 eritrei annegati nel naufragio del 3 ottobre davanti alle coste di Lampedusa, con 150 bare che questa mattina sono salpate questa mattina a bordo della nave della Marina Militare con destinazione Porto Empedocle, e già altri morti vengono trasportati sull’isola. Per quel che rugarda l’ultima tragedia, attualmente si contano 21 vittime ma ci si attende un bilancio maggiore. Sono 150 i dispersi a fronte di 211 superstiti. Ma il numero è ancora incerto: stando ai racconti di alcuni testimoni, infatti, a bordo ci sarebbero state almeno 400 persone. Nel frattempo, come si apprende da fonti della Marina, ieri sera 87 migranti sono stati soccorsi e portati a bordo di nave Libra, che si trovavano a bordo del gommone che aveva lanciato l’Sos. Lo si apprende da fonti della Marina militare.

50 MORTI, 10 BAMBINI. La speranza naufraga per i migranti

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Una nuova speranza che naufraga e il viaggio che porta solo alla morte. La disperazione che cessa in fondo al mare e i corpi senza vita che chiedono solo sepoltura. L’orrore torna e sembra un tragico replay di quello a cui abbiamo già assistito. A quelle immagini che avremmo voluto solo ricordare come un emergenza umanitaria che invece si è trasformata in tragedia mondiale, che tornano invece prepotentemente nei nostri occhi e ci ricordano che quelle vite continuano a spezzarsi. Il bilancio sale e sono già 50 i cadaveri dell’ultimo naufragio, fra questi anche una decina di bambini. Il Canale si Sicilia che diventa un cimitero che chiede giustizia e Letta che afferma: “Il nuovo naufragio conferma una drammatica emergenza”.

Ma da quanto tempo i lampedusani invocano sostegno e parlano di emergenza? Quanti morti già ci sono su quel fondale marino? Quanti, ignorati dagli obiettivi sono già negli anni passati andati a fondo? Ora le larghe intese troveranno una “rete umanitaria”? E’ il tempo ancora delle dichiarazioni, degli annunci, delle speranze o il tempo è scaduto?

Morte in mare: sono 12 i cadaveri del naufragio a sud di Lampedusa

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Morti in mare, altri cadaveri sono stati recuperati nel nuovo naufragio avvenuto a sud di Lampedusa, in acque maltesi al confine con quelle libiche a circa 65 miglia dall’isola siciliana. A dare l’allarme sarebbe stato un velivolo maltese che ha visto letteralmente affondare l’imbarcazione carica di migranti. Immediati i soccorsi grazie al dispositivo potenziato proprio ieri. Oltre a due unità della Marina si sono recati in zona un velivolo della Capitaneria di Porto e una motovedetta maltese. Da Lampedusa poi sono salpate due motovedette della Guardia Costiera, due della Guardia di finanza e un elicottero della Guardia di finanza. A bordo del barcone si stima che ci fossero almeno 250 persone e 12 corpi sono stati già recuperati, ma il bilancio è destinato a crescere.

Nuovo naufragio di un barcone nel Canale di Sicilia, altri morti

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Dobbiamo ancora seppellire i cadaveri della strage di Lampedusa e già nelle acque affiorano nuovi cadaveri. E’ stato infatti avvistato un barcone con circa 250 immigrati a bordo. Il naufragio è avvenuto a circa 70 miglia a Sud Est di Malta. Sul posto stanno operando due navi della Marina militare, con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili. Secondo quanto si apprende, circa 200 persone sarebbero cadute in acqua e l’imbarcazione potrebbe essersi capovolta: avvistati alcuni cadaveri.

 

Soccorsi 400 migranti nel Canale di Sicilia, 3 morti

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Nel primo pomeriggio è scattato l’allarme e l’imbarcazione è stata raggiunto dai soccorritori due unità della Guardia costiera e tre navi mercantili che erano in navigazione a 45 miglia a sud di Siracusa. Il barcone aveva a bordo 400 migranti e forse, tre morti.

 Ancora non si sa con certezza nemmeno la nazionalità delle persone a bordo del barcone che, come accaduto nei giorni scorsi e nelle passate settimane, potrebbe essere di paesi mediorientali, in particolare la martoriata Siria. La “rotta” che porta direttamente sulle coste della Sicilia, e perfino della Calabria, è stata infatti battuta in queste settimane proprio da migranti di quelle aree.

Una volta a bordo dei mezzi di soccorso, i migranti saranno trasferiti a Porto Palo di Capo Passero e a Pozzallo, nella parte sud est della Sicilia. Appena ieri a Porto Palo, con due differenti sbarchi, erano giunti 325 migranti.

Continuano gli sbarchi dei migranti: sei morti a Catania

migranti-catania-tuttacronacaUn’imbarcazione con una settantina di migranti è sbarcata questa mattina all’alba a Catania. Sei di loro sono morti e i corpi sono sulla battigia della spiaggia del lungomare Plaia, dove sono giunti Polizia, Carabinieri e Guardia Costiera. S’indaga per accertare l’accaduto, mentre al porto di Catania vengono prestati i primi soccorsi. Sono circa 580 i migranti arrivati sulle coste siciliane nelle ultime 48 ore. A Porto Empedocle sono giunti in 235, tra cui 9 bimbi e 43 donne. A Pozzallo in 110, di cui 3 donne, soccorsi quando erano al largo dalla Sicilia, da un peschereccio liberiano. A Lampedusa 85 a bordo delle motovedette della Guardia costiera dopo essere stati presi in carico dalla nave Asso30.  Ad Augusta 151, due dei quali sono stati trasferiti trasferiti in Sicilia con l’elicottero della Marina per essere sottoposti alle cure mediche. Era stata la nave “Libra” della Marina militare a prenderli a bordo ieri quando erano 16 miglia da Lampedusa.

7 migranti annegati nel Canale di Sicilia

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Sarebbero 7 i migranti annegati nel Canale di Sicilia dopo che avrebbero cercato la salvezza aggrappandosi a una gabbia per l’allevamento dei tonni trainata da un motopesca tunisino. Il racconto dei superstiti, circa 95, sarebbe ancora al vaglio degli inquirenti se effettivamente ci possa essere stato da parte del motopesca “Khaked Amir”  il taglio del cavo che legava la gabbia all’imbarcazione. Altra ipotesi da valutare è anche se alcuni migranti abbiano tentato di salire a bordo del peschereccio, ma invece siano stati respinti con la forza. La tragedia sarebbe avvenuta a 85 miglia a Sud di Malta. I naufraghi sono stati avvistati prima di mezzanotte da un aereo della Marina Militare maltese mentre erano ancora aggrappati alla gabbia poi sarebbe stata avvisata la Guardia Costiera italiana già impegnata nella notte in operazioni di recupero.

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