Burger King e il video degli indigeni. Sfruttamento?

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Una campagna pubblicitaria promossa dal grande competitor di MacDonald’s, Burger King, che questa volta però sembra aver superato i limiti e il web s’indigna per lo spot che ritrae gli indigeni del mondo che assaggiano gli hamburger ed esprimono il loro parere.  Campagna pubblicitaria offensiva e scandalosa”, fanno sapere le organizzazioni umanitarie, che definiscono lo spot un altro esempio dello sfruttamento grossolano dei popoli indigeni del mondo. La domanda quindi non è più Whopper o Big Mac, ma piuttosto dignità o sfruttamento?

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Tensioni in casa Kyenge dopo l’intervista del marito a Libero!

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Domenico Grispino, marito di Cecile Kyenge ha rilasciato un’intervista a Libero che ha alzato molte polemiche dichiarando, tra l’altro “Le hanno fatto firmare un impegno a restituire 34mila euro di spese elettorali, ma la campagna l’ho pagata tutta io”.

Questa è una parte dell’intervista di Grispino pubblicata su Libero a cura di Giacomo Amadori:

(…) Non pare avere un alto concetto della politica.

«Mangiano tutti. Destra e sinistra. Non si salva nessuno. A parte mia moglie, che è una persona perbene e avrebbe fatto meglio a continuare a fare il medico, professione in cui è bravissima. Io ho scritto a Beppe Grillo sa? Gli ho detto: io, se non fossi costretto a dimezzarmi lo stipendio, sarei pronto a scendere in campo. Non mi ha neppure risposto. Così in Parlamento ci vanno quelli che guadagnano meno di 2.500 euro o i disoccupati. Delle scamorze. Ma là servono i migliori e non i somari».

Viste tutte le polemiche che accompagnano Cécile, non teme che possano chiederle di dimettersi come hanno fatto con Josefa Idem?

«Pensa davvero che la Idem l’abbiano fatta dimettere per tremila euro di Ici? Da qualche giorno parlava di Dico, unioni di fatto. E questo non è piaciuto ai cattolici del partito. Il resto lo ha fatto Enrico Letta. E comunque su mia moglie che polemiche ci sono? Quelle sul fatto che è nera?»

Ma perché sua moglie non risponde alle domande?

«È colpa del clima che c’è nell’entourage. Sono tutti pronti a farti lo sgambetto. E in pochi hanno festeggiato quando è stata eletta».

È la politica…

«È una politica di me**a».

Dawa è stata un trampolino politico per sua moglie?

«Io non credo. La sua fortuna è che Livia Turco l’ha segnalata a Pier Luigi Bersani e Bersani ha ascoltato il suggerimento. Altrimenti non sarebbe mai stata eletta. Il partito per le primarie aveva puntato su altri tre nomi».

Quindi non avete fatto campagna elettorale?

«Sì che l’abbiamo fatta. Il partito le diceva dove andare a parlare e lei andava. Ma a spese proprie. Per i tre mesi di campagna ho investito io quasi duemila euro perché in giro non raccoglieva niente».

Beh, quei soldi adesso li avrete recuperati.

«Mia moglie oggi guadagna circa cinquemila euro netti. Poi ne ha tremila di diaria con cui affitta la casa a Roma e paga le spese di trasferta e altri tremila da rendicontare, di cui ben duemila vanno al Pd».

Perché?

«Questa è una bella domanda visto che prendono anche il finanziamento pubblico. Le hanno fatto firmare un accordo molto generico per presunte spese elettorali con cui lei si impegna, dopo l’elezione a versare al Pd 34 mila euro. Ma quali sono queste spese elettorali? Era nel listino. Il partito non le ha dato niente e sono anche stupidi perché quei contratti sono atti impugnabili ».

…Veniamo alla Dawa. Libero ha svelato che non avete pagato le assicurazioni per i volontari, obbligatorie per legge. Di chi è la colpa?

«Mia, è solo mia. Io sono il più intelligente dell’associazione (ride, ndr) e avevo il compito di occuparmi delle questioni burocratiche».

Però la firma sui documenti è di sua moglie e le raccomandate con il sollecito di pagamento sono inviate a Cécile Kyenge.

«Che vuole che le dica? Lei quella roba non la guarda. Mettete in croce me. Si va in galera per questo?».

No, non si va in cella, ma è una grave irregolarità: i vostri volontari andavano in Africa senza assicurazione.

«Sono tornati tutti a casa. E allora dove è il problema? Purtroppo di quelle questioni non mi sono mai occupato. Se di ignoranza devo morire, morirò».

Poi è arrivato il comunicato di Cecile Kyenge dopo l’intervista del marito a Libero: “Mi dissocio e mi rammarico”.

E Giacomo Amadori su Libero scrive:

(…) Nel pomeriggio la doccia fredda della presa di posizione della consorte. Verso le 16 telefoniamo a Grispino che si è appena svegliato da una pennichella. Gli domandiamo se abbia letto le dichiarazioni di Kyenge. Si stupisce: «Non so nulla, Cécile non mi ha detto un casso, non ha mica avuto il coraggio di telefonarmi ». Non è con lei? «No, è a Napoli per una manifestazione con Erri De Luca e padre Alex Zanotelli». Oggi non l’ha sentita? «Assolutamente no. Ma non mi chiamerà, tranquillo ». L’ha contattata qualcun altro? «Alcuni renziani per farmi i complimenti. Mia moglie dovrebbe essere contenta: lei sostiene il sindaco di Firenze e alcune cose che ho detto possono fargli comodo ». «SOLO LA VERITÀ» Gli leggiamo il comunicato: «È vero la responsabilità è mia. Si dissocia? È un italiano che non capisco. Sono frasi alla casso. Ci avranno pensato tutto il giorno per decidere cosa scrivere e alla fine l’avrà messo giù l’ufficio stampa. Però mi devono dire se ho detto delle cose false, di quelle devo rispondere». Sua moglie sembra essersi schierata con il partito: «Lei stia con chi vuole, io sto con la mia onorabilità. Se avrò le mani libere dovranno avere paura davvero. Vorrà dire che diventerò famoso e scenderò in politica ».

Adesso la sua consorte non le chiederà mica il divorzio? «Me lo aspetto, io sono più intelligente degli altri e anticipo le situazioni. Ma non mi rimangio niente: certe cose vanno dette. Bisogna spiegarlo che c’è gente in giro che guadagna 4 mila euro al mese e non ha mai lavorato». Si fermi, altrimenti sua moglie la butterà fuori casa. «A me non mi sbatte fuori nessuno, perché le case sono tutte mie».

Nuda per salvare i fondali marini: Gillian Anderson posa davanti all’obiettivo

gillian-anderson-tuttacronaca“I soldi dei contribuenti inglesi sono stati dati ai pescherecci francesi per distruggere li fondali marini delle acque britanniche”. E’ questo il messaggio che vuole lanciare il fotografo francese Denis Rouvre con la sua campagna “Fishlove”. Per protestare contro la distruzione dei fondali marini, anche l’attrice Gillian Anderson, nota per aver interpretato l’agente Dana Scully nella serie X.Files, ha accettato di posare nuda e avvolta da un pesce.

L’incredibile storia del ragazzo “allucinato”: vaga per due anni!

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Il protagonista di questa storia che ha dell’incredibile è un inglese di origini italiane.  Fabio Ballcereti, studente 21enne è stato ritrovato che vagava nella campagna inglese in preda all’efftto di funghi allucinogeni. Secondo una ricostruzione il giovane avrebbe preso parte al festival di Glastonbury nel luglio del 2011, poi come lo stesso Ballcereti spiega sul sito Wonderground, si era separato dai suoi amici dopo aver mangiato quasi cinquanta grammi di funghi hawaiani. Per circa 2 anni il giovane è vissuto

vagando per la campagna del Somerset, sopravvivendo con bacche, frutta, noci, McDonalds e Starbucks. La polizia dice che è “sano, ma lui potrebbe stare meglio con un taglio di capelli e barba.”

Ballcereti ha spiegato il suo calvario: “L’ultima cosa che ricordo è che stavo mangiando un fungo, con uova e salsiccia in un panino. Dopo sembrava come che mi fossi recato in qualche altra dimensione, ho pensato di essere morto o rapito dagli alieni”.

“Poi mi sono svegliato a Stonehenge coperto di neve, ero molto confuso, paranoico e disorientato. La campagna inglese è così vasta, si può letteralmente andare per ore senza vedere uno Starbucks! Poi un giorno ho iniziato a ricordare le cose, ero una persona, il mio nome è Fabio, mi piace la musica, tutto è venuto verso di me. Ho trovato il poliziotto più vicino e ora eccomi qui”.

Giallo in Toscana, canadese ritrovata in stato confusionale

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E’ giallo sulla notte trascorsa da una giovane canadese ritrovata a vagare per le campagne toscane in stato confusionale. Lei, studentessa di 25 anni, ritrovata alle porte di Firenze, ha chiamato in lacrime il 112 alle 2 di notte e ha riferito di essere in aperta campagna, dove era stata abbandonata da alcuni ragazzi con cui aveva trascorso la serata. Poi la linea si è interrotta, senza che la giovane sapesse indicare dove si trovasse e il cellulare è risultato irraggiungibile. I carabinieri si sono messi alla ricerca scandagliando ogni angolo di campagna alle porte di Firenze ed è stata ritrovata alle 4.30. La ragazza era in condizioni disperate , esausta, infreddolita, non in grado di camminare e si è reso indispensabile l’intervento del 118. La giovane è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Torregalli senza riuscire a fornire indicazioni su quanto le era accaduto.

Niente conferenza per Battisti!

cesare-battisti-tuttacronacaEra prevista per oggi, all’Università Federale di Santa Catarina a Florianopolis, la conferenza “Chi ha il diritto di vivere” che prevedeva come oratore principale Cesare Battisti. Ma il governo brasiliano, alla luce delle ultime polemiche, ha deciso di annullare il seminario. E’ stato lo stesso comitato che aveva organizzato l’incontro ad informare di aver ricevuto una e mail dell’ex terrorista nella quale si annunciava l’annullamento della conferenza. Per la precisione Joa Gabriel Almeida, lo studente che aveva organizzato la partecipazione di Battisti, ha diffuso il messaggio nel quale l’ex terrorista sostiene che “attraverso una richiesta formale, all’ultimo momento, il governo mi ha proibito partecipare al nostro incontro”.

Battisti chiamato a tenere una conferenza: “Chi ha il diritto di vivere”

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Scoppiano le polemiche perché Cesare Battisti, terrà nei prossimi giorni,  una conferenza in un’università brasiliana dal titolo  “Chi ha il diritto di vivere”.

Battisti ex membro dei Pac, Proletari Armati per il Comunismo, condannato in Italia per quattro omicidi: quello di Pierluigi Torregiani, gioielliere ucciso durante una rapina il 16 febbraio del 1979, quello di Lino Sabbadin, un macellaio iscritto all’Msi, ucciso lo stesso giorno di Torregiani; quello della guardia carceraria Antonio Santoro; e infine per l’omicidio dell’agente della Digos Andrea Campagna.

Nelle vesti di conferenziere Battisti riceverà un compenso 1.500 Real, circa 500 euro, finanziato direttamente dal ministero dell’Educazione.”Battisti è stato chiamato per dar voce agli esiliati, agli imprigionati” ha spiegato Paulo Lopes, organizzatore del seminario, al quotidiano brasiliano “O estado”.

 

Donne al volante in Arabia Saudita: scattano le multe durante la protesta

arabiasaudita-donne-guida-tuttacronacaIeri la protesta delle donne in Arabia Saudita per il diritto di prendere la patente, con un piccolo gruppo che si è messo al volante nel primo giorno della campagna “26 ottobre”, chiamata così per la sua data di inizio e che proseguirà finchè non sarà riconosciuto loro il diritto di guidare. Le fonti della polizia hanno riferito che sono state almeno 15 le donne multate per il loro gesto. Il colonnello Fawaz Al-Miman, portavoce aggiunto della polizia nella capitale saudita, ha spiegato che “Sei donne sono state fermate a Riad dalla polizia e poi multate di 300 riyal (circa 58 euro)”, aggiungendo che ogni donna, con il rispettivo tutore maschile (padre, fratello, marito o un altro membro della famiglia), ha dovuto “firmare un impegno scritto a rispettare le regole vigenti nel regno”. Sempre secondo il portavoce, la polizia ha fatto contravvenzioni anche a due donne a Gedda. Mentre la stampa ha riferito che sei donne sono state inoltre interrogate nella provincia orientale e almeno altre due in diverse regioni del regno.

Women2drive: le saudite si mettono alla guida per protesta

donne-volante-tuttacronacaE’ il “Women2drive” oggi in Arabia Saudita, con le donne che sfidano il governo mettendosi alla guida in un Paese dove a loro non è consentito. Alcune hanno anche postato le foto in rete, su Twitter. Il Regno Saudita non concede la patente alle donne per impedir loro di avere dei contatti con maschi non sposati, come può succedere in caso di incidente. Senza contare che le autorità religiose più conservatrici ritengono che concedere la patente alle cittadine consentirebbe loro di parlare con altri maschi, senza il consenso della famiglia. Ma sono molti anche quelli che vogliono cambiare lo stato dei fatti, considerato che simili norme, che non sono riconducibili ad alcun passaggio del Corano, siano addirittura controproducenti. Del resto se una donna non può gidare non le resta che prendere un taxi… con un uomo al volante.

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Tweeting bra: quando il reggiseno si fa social

tweeting-bra-tuttacronacaL’attrice greca Maria Bakodimou indossa il primo e, finora, unico capo di lingerie social: si tratta di un reggiseno che ora avrà la possibilità… di cinguettare! Niente chiacchiere inutili però: il bra entra in rete per sensibilizzare sul tumore del seno nel mese dedicato alla prevenzione di questa malattia. Come? Per due settimane, il periodo durante il quale lo userà, ogni volte che lo sgancerà il reggiseno inverà un tweet sul cancro della mammella, invitando le donne a controllarsi e proteggersi. Il simbolo dell’uccellino che appare all’altezza del gancetto è infatti un sensore che permette di collegarsi allo smartphone e pubblicare un post grazie al dispositivo bluetooth di cui è dotato. Il tweeting Bra è stato creato in Grecia da OgilvyOne per una campagna promossa da Nestlè Fitness.

La tesi shock dello sceicco: guidare nuoce all’apparato riproduttivo

arabia-saudita-donne-guida-tuttacronacaIn Arabia Saudita le attiviste sono da tempo impegnate nella lotta per l’abolizione del divieto delle donne al volante e hanno lanciato una campagna in rete per invitare le connazionali a guidare il 26 ottobre. Nel frattempo sono oltre 11mila le firme raccolte dalla petizione oct26driving.com che chiede “di consentire alle donne di accedere agli esami di guida per il rilascio delle patenti”. Nel tentativo di dissuadere le attiviste dall’idea di proseguire con la loro campagna, lo sceicco saudita Salah al Luhaydan ha sostenuto una tesi a dir poco scioccante, come riportato dal sito panarabo Al Arabiya. Lo sceicco ha spiegato che la guida “potrebbe avere un impatto fisiologico. La medicina ha studiato il caso dimostrando che ha un impatto automatico su ovaia e pelvi”. Salah al Luhaydan, che è stato anche presidente della Suprema Corte di Giustizia saudita, ha inoltre parlato di bambini nati con “problemi clinici”. Ovviamente una simile presa di posizione non poteva non avere ripercussioni sui social network dove sono stati in molti a ironizzare sulle “grandi scoperte scientifiche”.

Polemica e shock in India per le dee “contro la violenza”

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L’India visto la crescente escalation di violenza si affida alle divinità  hindu Durga, Saraswati e Laskhmi per sensibilizzare contro gli abusi nei confronti delle donne. La campagna promossa dall’ong Save our sister e denominata ‘Abused Goddessess’, dovrebbe essere un monito contro le violenze domestiche. Le foto, che ritraggono le divinità con ematomi e ferite sul volto, sono immediatamente diventate virali in Asia hanno però scatenato notevoli polemiche tra le “intellettuali”. Lo shock è arrivato proprio dalle giornaliste che si sono dette contrariate da questo tipo di pubblicità arrivando ad affermare che ”mettere le donne sul piedistallo rappresentandole con i tratti delle divinità è la stessa cosa che mostrarle come oggetti sessuali. Entrambe le rappresentazioni desumanizzano le donne”. Tali affermazioni in occidente stanno in queste ore aprendo un dibattito sull’argomento.

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Scossa di terremoto in Campania, tra Salerno e Avellino

terremoto-irpinia-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 alle 6:50 di questa mattina nel distretto sismico dell’Irpinia. L’evento, avvenuto a una profondità di 10.5 km, ha avuto come epicentro la zona tra Bagnoli Irpino e Montella (AV) e Acerno e Campagna (SA) ma è stato avvertito anche in diversi centri dell’Alta Irpinia. Non si segnalano danni a cose e persone.

Ritorna Forza Italia, i nuovi manifesti a Milano. E’ già campagna elettorale?

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E’ un segnale di crisi? E’ l’inizio della campagna elettorale? E’ già campagna tesseramento? In ogni caso è la fine di un era: il Popolo della Libertà è morto e ora è tempo di Forza Italia.

Si è scelto un cartellone in cui il simbolo del movimento politico campeggia sovrapposto ad una gigantografia con Silvio Berlusconi al comizio di domenica scorsa davanti a Palazzo Grazioli. Si è scelta un’immagine post sentenza per mostrare la forza del leader anche dopo la condanna. I militanti sotto al palco che agitano le bandiere e ancora una volta sono pronti a combattere al fianco del Cavaliere.

I cartelloni sono lì ad attendere i milanesi dal ritorno dalle ferie. Sono lì, in una Milano che trasuda calore, dall’asfalto infuocato e polveroso, che toglie il fiato. Le polemiche degli ultimi giorni, la bufera sul giudice Esposito, la tensione sull’Imu, e l’icona di un Silvio Berlusconi che resiste anche dopo la sentenza di Cassazione. Il guerriero che reagisce e che si prepara alla campagna… elettorale? La tecnica è consolidata:battere gli altri sul tempo, arrivare per primi, bussare alle porte degli italiani mentre la sinistra sta litigando su leadership e premiership. Dare un segnale! Questa volta la partita si giocherà anche sul “martire” che nonostante la ferita inferta resta saldo sul suo cavallo… proprio come un Cavaliere.

Dal 16 agosto in poi, i cartelloni si moltiplicheranno, invaderanno l’Italia, tutto è già pronto, come in una perfetta macchina da guerra. Il 6×3 con il simbolo di Forza Italia dilagherà nelle strade, nelle piazze e anche nei vicoli. E poi via Il tour estivo nelle località di vacanza, le interviste tv e i gazebo per raccogliere firme per i referendum dei radicali. Insomma il film già visto che si rivede… sempre lo stesso, solo un po’ più usurato dalle tante messe in onda… forse è il momento anche di un restauro o di un restyling… ma non aspettiamoci un volto nuovo!

Prostitute ritratte sui muri: la nuova campagna argentina

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In Argentina non può essere ignorato il fatto che l’87% delle prostitute siano anche madri single ed è per questo che l’Anmar, Asociaciòn de Mujeres Meretrices de la Argentina, un’associazione molto simile a un sindacato, ha creato una campagna singolare che fa bella mostra di sè sui muri di Buenos Aires. Nella capitale, infatti, sono apparsi degli “stencil” che ricordano lo stile di Bansky al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di vita di queste donne e madri. Sono 19 anni l’Anmar è impegnata nella lotta per cambiare l’attuale legislazione argentina permettendo alle prostitute di registrarsi presso gli uffici competenti, pagare le tasse e ottenere una pensione. In questo Paese la prostituzione è legale, purchè non ci sia la mediazione di un protettore, tuttavia queste donne sono prive di di tutela e assistenza da parte dello stato. E proprio per questo si è voluto “renderle parte” della vita della città ritraendole. “Volevamo mostrare che prima di tutto siamo tutte donne, madri e lavoratrici ancora prima di essere delle prostitute – spiega Georgina Orellano, attivista di Ammar – Le leggi devono proteggerci, non emarginarci. C’è una parte della società che non può scegliere. La governante sceglie di fare quel lavoro? Le prostitute non sono differenti. Usano il proprio corpo per lavorare, come fanno tutti. Non è una scelta facile, ma spesso è l’unica cosa che possiamo fare”.

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Le donne belle non pagano!

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Curiosa campagna quella lanciata da una catena brasiliana di ristoranti, Spoleto. Lo scopo era “incoraggiare l’autostima delle donne” e il titolo dell’iniziativa “Le donne belle non pagano”. Pranzo gratuito dunque, ma solo in caso di bellezza accertata. Ma chi giudicava la presenza/assenza di questo requisito fondamentale? La diretta interessata! Ad ogni cliente, infatti, al momento di saldare il conto veniva chiesto se fosse bella o meno. Le donne tenderebbero ad essere ipercritiche verso il proprio aspetto fisico e questa “costrizione” ad ammettere di esser belle contribuirebbe ad aumentare l’autostima. Come hanno spiegato gli autori della campagna: “Abbiamo aiutato le donne a capire che la bellezza viene da dentro”

Bengasi sfruttata dalla campagna shock del partito repubblicano Usa!

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Si può sfruttare un attentato a scopi politici per vincere le presidenziali americane? Sembra chi ci abbia pensato, tanto da realizzare un video, ma poi non aver il coraggio di diffonderlo.

Abc News pubblica il video che i repubblicani non hanno mai mandato in onda e che era stato pensato per l’ultima campagna presidenziale. Lo spot inizia citando Hillary Clinton e poi passa direttamente al video con l’esplosione del consolato americano a Bengasi. Quell’attentato che costò la vita a Christopher Stevens – ambasciatore americano in Libia – a due marines e a un funzionario nel settembre del 2012. Il filmato solleva domande circa la capacità di Barack Obama di guidare il paese e punta il dito verso la gestione di Hillary Clinton.

Non sei uno schizzo! La nuova campagna anti-anoressia

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Suscita critiche e perplessità la nuova campagna anti-anoressia dell’agenzia brasiliana Star Models, “You are not a sketch”, creata con l’aiuto di Photoshop. Gli annunci mostrano un’illustrazione di moda, con le sue proporzioni tipicamente esagerate, accanto a una modella che indossa lo stesso vestito ed ha uguali misure del bozzetto: insomma, “una visualizzazione letterale di ciò che la moda definisce standard a”, secondo Liz Osborne-Leavell. Accanto alla doppia immagine un annuncio: “Tu non sei uno schizzo”. L’aspetto grafico della campagna è stato lodato come “potente” e ci si augura possa inviare un efficace messaggio anti-anoressia che vada a contrastare la moda del web della “thinspiration” ed i siti pro-anoressia. Anche Adam Green mette pollice alto alla campagna: “Mi piacciono questi annunci, perché affrontano la questione che l’anoressia sembra derivare dall’incapacità delle persone di distinguere la realtà dalla finzione.” C’è anche, però, chi pensa che, al contrario, questi annunci possano rappresentare l’ennesima arma in mano a chi diffonde il mito della magrezza a tutti i costi. “E’ una buona campagna per le ragazze giovani che non hanno ancora ceduto alla Cultura del sottile del nostro Paese, forse per stroncare la tendenza sul nascere. Ma per coloro che soffrono già di anoressia, questi modelli non sono altro che il loro obiettivo”.

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Anche l’Italia non è nuova a queste immagini scioccanti: nel 2007 la campagna di Nolita aveva come interprete la modella Isabelle Caro. La ragazza all’epoca soffriva di anoressia ed è morta tre anni dopo, ancora 28enne.
Una cosa è certa: le agenzie di moda possono proporre milioni di immagini evocative e cercare di combattere questa piaga, sicuramente la stessa società potrebbe, a sua volta, cercare di capire e riconoscere i disagi che spingono sempre più adolescenti a percorrere la strada della magrezza a tutti i costi, anche se il prezzo ultimo dovesse essere la morte. Però finché i messaggi restano appesi ad un cartellone difficilmente riusciranno ad avere una vasta audience: ecco allora che serve anche “la pratica”: finché sulle riviste e le passerelle ci saranno ragazze che sì, assomigliano ad uno schizzo, difficilmente ci potrà essere un cambio di tendenza. Perché al giorno d’oggi sembra che la bellezza abbia due caratteristiche chiave: estrema magrezza ed eterna giovinezza. Il corpo di una donna, quello vero, è un’altra cosa. Il corpo di una donna, in ogni sua forma, è di per sé incredibile bellezza ed armonia: basta saperlo guardare con sguardo non condizionato! E, forse, c’è un’unica “cura” all’anoressia: amore e rispetto per se stessi. 

Beckingham palace… vendesi!

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Dopo 14 anni di vita in campagna, nello Hertfordshire, David e Victoria Beckham hanno deciso di mettere sul mercato la loro lussuosa residenza, che i giornali inglesi avevano subito ribattezzato con ironia dal nome del palazzo reale: sette camere da letto, uno studio di registrazione, due piscine e persino un eliporto. Il tutto circondato da 22 acri di parco.

Quanto ci odiano i cugini svizzeri? Odio razziale contro gli italiani!

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Elezioni in vista a Lugano  e i partiti affilano le armi per strappare qualche voto in più. Naturalmeente cosa c’è di meglio di una bella battaglia tra i poveri italiani e gli svizzeri più emarginati? Una provocazione che vuole innalzare il grado di intolleranza, una discriminazione razziale a uso e consumo del potere politico. Ma se davvero temono per la disoccupazione degli svizzeri, loro che da anni hanno amministrato Lugano perchè non hanno fatto nulla per arginare il fenomeno? Solo durante le elezioni torna di moda l’italiano transfrontaliero? L’Eldorado elvetico tira le cuoia e vuole attribuire la crisi dell’occupazione al lavoratore straniero costretto a farsi chilometri per andare a lavorare oltre il confine?

“Siamo in mutande”. Dalla Svizzera parte la nuova campagna anti italiana, che fa il paio con quelle già promosse in passato dalla Lega dei Ticinesi e dall’Udc, il partito elvetico di ultradestra. Ed è proprio l’Udc ad aver firmato i nuovi manifesti che ritraggono lavoratori svizzeri di ieri e di oggi, mettendo in luce il peggioramento delle condizioni di vita, dalla sicurezza al futuro per i giovani, passando per il lavoro. Proprio su questo punto l’Udc attacca gli “oltre 8000 lavoratori frontalieri impiegati nel terziario”, quasi a sottolineare che il lavoro nel settore dei servizi dovrebbe essere una prerogativa degli svizzeri, lasciando ai frontalieri italiani le mansioni meno gratificanti.

Dopo la morte del controverso e carismatico leader della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca è facile pensare che l’Udc voglia approfittarne per riprendersi una fetta di quel largo consenso che i leghisti elvetici avevano costruito alle ultime elezioni proprio sugli attacchi ai lavoratori frontalieri italiani, fino a diventare il primo partito del cantone.

“I nostri lavoratori – recita lo slogan pubblicato sotto la foto dello svizzero in mutande – sono messi sotto pressione dagli accordi bilaterali, soprattutto nel settore terziario. Sempre più sostituiti da lavoratori frontalieri, i nostri disoccupati tendono inesorabilmente ad aumentare.  È necessario mettere un freno a questa tendenza. L’iniziativa Udc contro l’immigrazione di massa è la soluzione”.

L’invettiva xenofoba dell’Udc non si ferma sul piano del lavoro, ma continua su quello della sicurezza, attaccando l’accordo di Schengen, colpevole di aver “permesso la libera circolazione dei criminali” e di aver portato quindi una situazione di insicurezza all’interno della confederazione, sottolineando che: “I criminali stranieri devono immediatamente lasciare il nostro Paese”.

Vibra con noi! Il calcio femminista e sessista alla francese.

vibra con noi

Lo Stade de Rennes, squadra che milita nella massima serie di calcio francese, ha rischiato di scatenare l’ira del movimento femminista per via di una campagna pubblicitaria dedicata alle donne che usano il vibratore, con slogan che recitava “venez vibrer“. Il club francese ha postato sul suo sito ufficiale, una foto di un vibratore a forma di anatra con sciarpa rigorosamente rossonera con invito speciale per le donne ad assistere alla gara interna dell’8 marzo (festa della donna): “Cinque euro per tutte le donne”.

 

Firme false per Monti e Albertini!

firme

La Procura di Cremona ha aperto un’inchiesta – l’ipotesi di reato è falso in atto pubblico materiale e ideologico – in relazione a una trentina di presunte firme false raccolte a sostegno della lista Albertini e della lista Monti in vista delle prossime elezioni regionali. La notizia, anticipata dal sito ‘Cremona oggi’ è stata confermata da fonti investigative.

In Procura è arrivato nei giorni scorsi un rapporto firmato dalla Digos di Cremona dal quale emergerebbero doppie firme per la lista Monti e la lista Albertini, poi disconosciute davanti agli inquirenti dagli stessi firmatari. Gli elenchi contenenti le presunte firme fasulle sono stati sequestrati: sarebbero cittadini che hanno apposto la firma per la presentazione della lista Monti e poi si sarebbero trovati anche tra i firmatari di quella di Gabriele Albertini, candidato al Pirellone. Al momento c’è un solo indagato: non è escluso che l’indagine si allarghi.

“La vicenda riguarderebbe irregolarità per 30 firme su un totale di 641 raccolte nella provincia di Cremona”, fa sapere Albertini attraverso una nota. “Una volta di più esprimo tutta la mia fiducia sugli accertamenti che Digos e magistratura stanno compiendo. Qualora dovessero ravvisarsi responsabilità di ogni tipo, saremo inflessibili con tutti coloro che dovessero essere coinvolti  in questa vicenda. Mai come in questo momento lo slogan della mia campagna, ‘zerocompromessi’, deve rispondere alla domanda di serietà che i cittadini richiedono. Lo abbiamo promesso agli elettori, lo abbiamo chiesto ai candidati che hanno sottoscritto un codice etico, lo abbiamo richiesto con forza a chiunque ha deciso di sostenere il nostro cammino. Non transigerò in nulla da quest’impegno”.

 

Demolizioni!

monumento vodka

Era il simbolo della città di Glazov, negli Urali (a circa 1.000 km da Mosca), ma una mattina gli abitanti si sono svegliati e non l’hanno più trovato. Di cosa stiamo parlando? Del monumento alla vodka: una bottiglia alta tre metri e realizzata in metallo, eretta nel 2000 per celebrare il centenario della fondazione della distilleria locale.

Il monumento era stato distrutto dalle autorità locali durante la notte!
In Russia infatti si sta portando avanti una campagna per combattere l’alcolismo, e lo scorso luglio Putin ha firmato una legge che vieta ogni pubblicità di alcolici.

E’ proprio questo che ha spinto alla rimozione dell’insolito monumento: a fare partire la richiesta di rimozione sono stati proprio i dirigenti della distilleria, nel timore che il monumento potesse essere considerato una pubblicità dei loro prodotti.

Berlusconi compra i voti, Monti i mercati finanziari. COLONIZZATECI!

ITALIA IN VENDITA… ANZI IN SVENDITA! SCANDALO MPS, BORSE IN CALO, SPREAD IN SALITA, CONDONI IN VISTA E IMU DA RESTITUIRE, IL TUTTO IN “SALSA” CAMPAGNA TELEVISIVA PIU’ CHE ELETTORALE. TRA UNA MINACCIA ECONOMICA DI MONTI E UNA SHOCK DI BERLUSCONI SEMBRA DI ESSERE NELL’ARENA DI HUNGER GAMES… IL POPOLO CHE SI SCANNA TRA UNA CLASSE MEDIA STRANGOLATA, LA CLASSE POVERA MORIBONDA E UNA SCHIERA DI BANCHIERI E POLITICI CHE BANCHETTANO SUGLI SCHELETRI…

BENVENUTI IN ITALIA! COLONIZZATECI! 

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