Corpo carbonizzato trovato in un’auto nel Napoletano: quinto caso in un mese

corpo-auto-carbonizzata-tuttacronacaSi trovava a Casandrino, nel Napoletano, l’auto rinvenuta con all’interno un cadavere carbonizzato di un uomo la cui l’identita non è ancora nota. La Fiat Punto era ancora fumante quando sul luogo sono giunti i carabinieri. Il corpo si trovava sul sedile posteriore, con la faccia rivolta verso il basso. Si tratta del quinto episodio del genere in meno di un mese tra i comuni napoletani di Giugliano in Campania, Caivano, Grumo Nevano e Casandrino. Il primo caso risale al 6 febbraio, con un’auto rinvenuta a Giugliano, dove fu trovato un corpo nel bagagliaio di una Renault Megane. Il 17 dello stesso mese sono stati invece trovati due cadaveri in un’auto divorata dalle fiamme a Caivano. La quarta vittima invece è stata trovata a Grumo Nevano il 21 febbraio all’interno di una Fiat Multipla.

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La nuova arma della camorra: le donne killer

donne-killer-tuttacronacaLunedì scorso due corpi carbonizzati erano stati rinvenuti all’interno di un’auto data alle fiamme a Caivano, nel Napoletano. Indagando sul duplice delitto, gli investigatori hanno fatto una clamorosa scoperta: ora i clan della camorra assoldano anche donne killer per portare a termine le proprie vendette. La scoperta è avvenuta mentre gli inquirenti analizzavano le immagini delle telecamere di sorveglianza, nelle quali hanno scorto i profili degli assassini: due donne. Il Mattino racconta che le due sono state riprese mentre scendevano dalla Fiat Punto nella quale erano stati appena uccisi Aniello Ambrosio e Vincenzo Montino, boss del clan Cennamo di Crispano; poco dopo l’auto è stata data alle fiamme. Le telecamere hanno registrato solo l’apparizione di due ombre, niente più, ma dalle analisi risulta chiaro che i killer dei due fossero donne per via della silhouette, del portamento, dell’andatura. E ciò, secondo il quotidiano partenopeo, spiega anche come mai i due pregiudicati uccisi si siano fatti cogliere con le difese abbassate: mai si sarebbero appartati in auto con altri elementi del clan, mentre avrebbero tranquillamente accettato un’avventura con due donne. Che invece si sono rivelate essere altrettanto pericolose.

Giustiziati e poi bruciati in un’auto: orrore nel Napoletano

caivano-auto-bruciata-tuttacronacaMacabra scoperta a Caivano, nel Napoletano, dove sono stati rinvenuti due cadaveri in un’auto data alle fiamme. Il ritrovamento è avvenuto in via Palmieri, località Casolla, e l’identificazione delle vittime risulta essere complessa per le condizioni in cui sono stati trovati i corpi. Al momento non è chiaro neppure il sesso e non sono stati trovati documenti. Stando ai primi accertamenti, si sarebbe trattato di un’esecuzione, con diversi bossoli rinvenuti attorno a una Fiat Punto risultata rubata ad Aversa tre giorni fa. I carabinieri di Castello di Cisterna, giunti sul posto, conducono le indagini.

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L’ultima di Miley Cyrus… i cadaveri!

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Polemiche e ancor più polemiche per la campagna pubblicitaria di Marc Jacobs che vede protagonista Miley Cyrus che non è la prima volta che collabora con lo stilista newyorchese, ma stavolta sembra che la provocazione si andata ben oltre le aspettative. Nella foto, illuminata solo e unicamente dalla luna, la Cyrus appare preoccupata e triste accanto a una donna riversa a terra con il viso ricoperto di capelli, quasi fosse morta.

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Non è la prima volta che in pubblicità si utilizza una donna che sembra morta o stremata quasi avesse subito una violenza sessuale. Il Guardian scrive:

Questa ossessione per la morte non deve sorprendere, se la si considera come la conseguenza ultima del modo in cui la sottomissione e l’inerzia delle donne sono sessualizzate e trasformate in un accessorio glamour e facilmente vendibile. Negli ultimi anni ci sono stati numerosi e brillanti progetti che hanno sottolineato la bizzarria di una rappresentazione femminile che pone le donne davanti all’obiettivo in pose da contorsioniste che le fanno sembrare ridicole, deboli, vulnerabili e allo stesso tempo, trasmettono anche un messaggio di disponibilità sessuale […] La gente vuole davvero queste immagini? Vogliono davvero che la violenza sulle donne venga sessualizzata? Ci sono forti segnali che dicono di no, a partire da tutte le donne che si schierano contro questo tipo di immagini […]. Eppure, c’è una ragione per cui queste immagini continuano a proliferare: nel momento in cui nella nostra cultura la donna è stereotipicamente rappresentata come passiva e vulnerabile, l’industria pubblicitaria è arrivata alla conclusione più logica: non c’è niente di più attraente di una ragazza morta».

Insomma la stampa inglese non ha apprezzato soprattutto perché si fa notare come la campagna sia stata lanciata un giorno dopo l’uscita dell’ultimo numero di Entertainment Weekly, dedicata al fin di prossima uscita Gone Girl che mostra Ben Affleck avvinghiato a una cadaverica Rosamund Pike su un lettino da camera mortuaria.

Giallo nell’Agrigentino: due cadaveri in un appartamento

carabinieri-cadaveri-tuttacronacaE’ giallo a Ribera, in provincia di Agrigento, dove in una appartamento del centro storico, in via Gullo, sono stati rinvenuti due cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Nell’abitazione sono stati trovati dai carabinieri, inoltre, cumuli di rifiuti. Gli investigatori attendono l’arrivo del medico legale.

Strage negli Usa, famiglia sterminata a Phoenix, in Arizona!

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Tragedia e follia, gli Stati Uniti devono ancora una volta fare i conti con il malessere profondo di una società che sembra sgretolarsi sotto il peso di una crisi economica da cui ancora si fatica a uscire. Le tensioni, lo stress e i rapporti familiari che portano inevitabilmente a gesti estremi e così a Phoenix, in Arizona, la polizia ha trovato 4 cadaveri un appartamento. Secondo una prima ricostruzione un uomo, Michael Sanders, avrebbe sparato alla sua ex moglie, Carol, mentre stava raccogliendo alcuni oggetti personali dalla casa. A questo punto sarebbe scattata la follia dell’uomo che avrebbe prima fatto fuoco sulla donna, poi sulla figlia adolescente, Audra, di 14 anni, e per ultimo su un amico di famiglia, prima di suicidarsi.

Shock a New York: musicista uccide i membri del suo ex-gruppo

theyellowdogs-tuttacronacaRaefe Ahkbar, ex componente de The Yellow Dogs e fondatore del gruppo, era stato cacciato con l’accusa di aver rubato soldi e strumenti musicali. Il ragazzo, in cerca di vendetta, poco dopo la mezzanotte, ha aperto il fuoco a Brooklyn, nella zona di East Willamsburg, uccidendo tre componenti della band prima di rivolgere l’arma contro se stessa. Il gesto è stato la sua vendetta per essere stato cacciato dal gruppo di origine iraniana che, partito da Teheran, alla volta di New York in cerca di successo. La polizia è giunta sul posto dopo aver ricevuto una chiamata dal quarto membro della band che è stato ferito ad un braccio. Gli agenti hanno trovato i tre cadaveri all’interno di un condominio su Maujer Street, mentre il sospetto killer si è sparato sul tetto del palazzo. Soroush Farazmand, 27enne chitarrista, è stato ucciso con un colpo di pistola e trovato con il volto a terra nell’appartamento in cui viveva con i suoi compagni. Morti anche il batterista 35enne Arash Farazmand e Ali Eskandarian, il cantante del gruppo, che si trovavano in due stanze diverse.  Non sono ancora stati divulgati dalla polizia informazioni più certe sull’accaduto.

Il boss Tatone trova la morte: ucciso a Milano

pasquale-tatone-tuttacronacaEmanuele Tatone, ex boss di quartiere, era stato ucciso domenica scorsa nel quartiere Quarto Oggiaro, a Milano, in un campo al confine con Novate Milanese assieme al suo autista Paolo Simone. Oggi la stessa sorte, secondo quanto riferito dalla polizia, è toccata al fratello, il boss Pasquale Tatone. L’uomo ha trovato la morte nello stesso quartiere, anche lui a colpi di arma da fuoco.

Giallo a Milano, 2 uomini uccisi da colpi di pistola

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Trovati due cadaveri a nord di Milano,  a Quarto Oggiaro, in un’area al limitare della strada dove si trovano alcuni orti. Sul posto è giunta la polizia che sta effettuando i rilievi. Entrambi i corpi mostrano i segni di proiettili sul corpo. Una delle vittime sarebbe Emanuele Tatone, ex boss del quartiere. Tatone nei mesi scorsi aveva organizzato una protesta per prendere le distanze dal suo passato, rivendicando di aver pagato tutti i debiti con la giustizia.

Cinque cadaveri per una lite tra vicini

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Sembra che a provocare la strage sia stata una banale lite tra vicini. In un complesso residenziale alla periferia di Phoenix, Arizona, la polizia avrebbe trovato cinque cadaveri. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo avrebbe aperto il fuoco su quattro vicini e i loro due cani e poi si sarebbe sparato. La strage sarebbe avvenuta intorno alle 14, quando gli agenti sono intervenuti sul posto trovando due cadaveri nel patio di un appartamento e altri due all’interno dell’alloggio insieme ai due cani. Il quinto cadavere, quello del presunto omicida è stato rinvenuto nella casa accanto.

2 cadaveri scoperti dopo 5 giorni in Liguria, il maltempo miete vittime

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I cadaveri di due uomini sono stati trovati in Liguria dopo 5 giorni. I due uomini sarebbero infatti morti nella notte tra lunedì e martedì quando il ponte di Carasco, in provincia di Genova, crollò a seguito della forte ondata di maltempo che ha colpito a inizio settimana la regione. Uno dei due cadaveri è stato trovato in mare a Bogliasco e l’altro era ancora nell’auto sotto il ponte. I due erano amici e si stavano recando in Germania.

2 corpi di neonati ritrovati in giardino. Shock in Germania

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Sono stati trovati, probabilmente per caso, i corpi di due neonati nel giardino di casa plurifamigliare dell’alta Franconia, con precisione ad Bad Alexandersbad. Ora verranno fatte le analisi e l’autopsia per cercare di conoscere la loro identità e la causa della morte. La Germania è sotto shock

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Rubano pace-maker alle salme, arrestati

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La banda del “caro estinto” si potrebbero chiamare i cinque ex necrofori del nosocomio di Pesaro che sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza. I cadaveri venivano sezionati per rubare i pace-maker. Inoltre venivano venduti anche corredi funerari a 500 euro e vestizioni a pagamento dei defunti senza versare un euro all’azienda ospedaliera.  Altre 29 persone sono state indagate tra medici e impresari funebri, con accuse di peculato e truffa. I guadagni arrivavano sino a 10 mila euro al mese.

 

A Lampedusa i militari chiedono l’affidamento dei piccoli migranti

immigrati-bambini-tuttacronacaCatia Pellegrini, comandante della nave militare Libra, ha preso parte alle operazioni di sbarco di alcuni profughi che, salvati dal naufragio della loro imbarcazione al largo di Lampedusa, sono giunti a Porto Empledocle. Tra i sopravvissuti anche 4 bambini, rimasti orfani a seguito della tregia. Racconta il comandante: “alcuni dei miei uomini hanno chiesto se potevano dare il loro nominativo per chiederli in affidamento” e poter così offrire un futuro migliore a questi piccoli. Da parte sua, la Pellegrini ha vissuto così quei momenti: “Io non sono madre, però devo dire che, soprattutto in questa circostanza, dopo il salvataggio in mare, vedendo quei bambini che all’inizio non parlavano, erano scioccati, e poi piano piano, dopo le carezze, e le coccole, sembrava avessero dimenticato la tragedia, la commozione ti pervade”.

Nuovi migranti a Lampedusa, ma ancora non è terminata la conta dei morti

naufragio-lampedusa-tuttacronacaAncora non sono stati celebrati i funerali per i 359 eritrei annegati nel naufragio del 3 ottobre davanti alle coste di Lampedusa, con 150 bare che questa mattina sono salpate questa mattina a bordo della nave della Marina Militare con destinazione Porto Empedocle, e già altri morti vengono trasportati sull’isola. Per quel che rugarda l’ultima tragedia, attualmente si contano 21 vittime ma ci si attende un bilancio maggiore. Sono 150 i dispersi a fronte di 211 superstiti. Ma il numero è ancora incerto: stando ai racconti di alcuni testimoni, infatti, a bordo ci sarebbero state almeno 400 persone. Nel frattempo, come si apprende da fonti della Marina, ieri sera 87 migranti sono stati soccorsi e portati a bordo di nave Libra, che si trovavano a bordo del gommone che aveva lanciato l’Sos. Lo si apprende da fonti della Marina militare.

50 MORTI, 10 BAMBINI. La speranza naufraga per i migranti

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Una nuova speranza che naufraga e il viaggio che porta solo alla morte. La disperazione che cessa in fondo al mare e i corpi senza vita che chiedono solo sepoltura. L’orrore torna e sembra un tragico replay di quello a cui abbiamo già assistito. A quelle immagini che avremmo voluto solo ricordare come un emergenza umanitaria che invece si è trasformata in tragedia mondiale, che tornano invece prepotentemente nei nostri occhi e ci ricordano che quelle vite continuano a spezzarsi. Il bilancio sale e sono già 50 i cadaveri dell’ultimo naufragio, fra questi anche una decina di bambini. Il Canale si Sicilia che diventa un cimitero che chiede giustizia e Letta che afferma: “Il nuovo naufragio conferma una drammatica emergenza”.

Ma da quanto tempo i lampedusani invocano sostegno e parlano di emergenza? Quanti morti già ci sono su quel fondale marino? Quanti, ignorati dagli obiettivi sono già negli anni passati andati a fondo? Ora le larghe intese troveranno una “rete umanitaria”? E’ il tempo ancora delle dichiarazioni, degli annunci, delle speranze o il tempo è scaduto?

Morte in mare: sono 12 i cadaveri del naufragio a sud di Lampedusa

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Morti in mare, altri cadaveri sono stati recuperati nel nuovo naufragio avvenuto a sud di Lampedusa, in acque maltesi al confine con quelle libiche a circa 65 miglia dall’isola siciliana. A dare l’allarme sarebbe stato un velivolo maltese che ha visto letteralmente affondare l’imbarcazione carica di migranti. Immediati i soccorsi grazie al dispositivo potenziato proprio ieri. Oltre a due unità della Marina si sono recati in zona un velivolo della Capitaneria di Porto e una motovedetta maltese. Da Lampedusa poi sono salpate due motovedette della Guardia Costiera, due della Guardia di finanza e un elicottero della Guardia di finanza. A bordo del barcone si stima che ci fossero almeno 250 persone e 12 corpi sono stati già recuperati, ma il bilancio è destinato a crescere.

Nuovo naufragio di un barcone nel Canale di Sicilia, altri morti

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Dobbiamo ancora seppellire i cadaveri della strage di Lampedusa e già nelle acque affiorano nuovi cadaveri. E’ stato infatti avvistato un barcone con circa 250 immigrati a bordo. Il naufragio è avvenuto a circa 70 miglia a Sud Est di Malta. Sul posto stanno operando due navi della Marina militare, con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili. Secondo quanto si apprende, circa 200 persone sarebbero cadute in acqua e l’imbarcazione potrebbe essersi capovolta: avvistati alcuni cadaveri.

 

La tragedia infinita, sbarchi di migranti e corpi senza vita

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Una tragedia senza fine: quella di tante vite strappate dai “viaggi della speranza”. Nonostante l’estate sia finita, il maltempo abbia colpito il centro-nord, al sud continuano invece gli sbarchi. Sul lido di Sampieri, in Sicilia, è approdato un barcone di migranti di origine africana dal quale sono stati scaricati almeno tre corpi senza vita. Sul posto sono arrivati i soccorsi e i carabinieri. Nonostante il Paese sia sull’orlo del collasso continuano a speculare sulla pelle di disperati che sperano di arrivare sulla nostra terra per poter avere un opportunità di lavoro e un futuro. Perché l’Europa non si fa carico di questa emergenza sociale che sta toccando l’Italia in un momento critico?

Aggiornamento 30 settembre 2013: salgono a 13 i morti nel Ragusano

Sei cadaveri in due auto: mistero degli anni ’70

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Un cold case nel lago Foss in Oklahoma, risalente agli anni ’70. Due auto una  Camaro del ’60 e una Chevrolet risalente addirittura agli anni 50 sono riemerse dal fondo con 6 cadaveri. Nella Camaro sono stati rinvenuti tre cadaveri di teenager mentre nella Chevrolet ne hanno trovato altrettanti, di età superiore ai 60 anni.  Tutti i corpi sono stati identificati, alcuni risultano dispersi da almeno 4 decadi.

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Quel mistero dietro la morte di padre e figlio: ora spunta Ustica

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La tecnologia a casa Bellucci non era mai entrata. Nessun cellulare, niente internet e neppure un fax. Solo un telefono al quale nessuno rispondeva mai. Padre e figlio vivevano in due case coloniche ed erano molto riservati. Ora che è morto, si scopre che Lucio Bellucci, 90 anni, ex controllore di volo, quando aveva 57 anni sarebbe stato in servizio al radar di Fiumicino la notte del 27 giugno dell’80 quando dai cieli di Ustica scomparve il DC9. Il figlio lo aveva rivelato tempo fa a un conoscente.

I corpi sono stati scoperti giovedì e ora nessuno potrà più avere conferme o smentite.  

Il figlio Paolo sarebbe morto, almeno stando ai primi dati che sono emersi, prima (non dopo come si era ipotizzato in un primo momento) del padre, colto probabilmente da un infarto fulminante. L’anziano padre sarebbe morto dopo tre giorni di stenti. L’uomo era cieco e quasi immobilizzato ed è stato ritrovato vicino all’uscio dove era arrivato dopo notevoli difficoltà per cercare di chiedere aiuto, ma purtroppo nessuno lo ha udito. L’allarme è scattato quando la badante dei vicini ha riferito ai carabinieri di pattuglia nella zona che era preoccupata perché non aveva più visto Paolo. L’uomo si occupava della colonia felina regolarmente denunciata, ma da diversi giorni non lo aveva più visto.
La Procura di Macerata intanto ha disposto l’autopsia sui corpi. Intanto si sta cercando di rintracciare qualche parente.  I due erano particolarmente amanti degli animali tanto che il sindaco Giuseppe Mancinelli ha detto ” I sei cani sono stati affidati al canile di Tolentino, mentre oggi ho dato disposizione agli operai di dare da mangiare ai gatti, una quarantina di esemplari che dovranno essere anche visti sotto l’aspetto sanitario”. Per le gatte in particolare è prevista la sterilizzazione prima del reimmissione nella colonia. Inoltre in casa del padre vivevano, poi, un riccio in gabbia, due tortore e un altro cane meticcio piuttosto ribelle che gli operatori hanno avuto difficoltà a catturare, forse anche spaventato dal via vai delle persone nell’abitazione.

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Secondo i primi accertamenti la famiglia Bellucci viveva con la pensione di Lucio e avrebbe giacenze alla Poste e in banca, oltre ad avere due appezzamenti di terreno, tra cui un bosco di 2/3mila metri, e tre corpi di abitazione nelle campagne di Penna, dove i Bellucci erano arrivati venti anni fa comprando il podere di proprietà di un romano.

Lucio era originario di Napoli, la moglie Savina Milizzi, morta un anno fa e sepolta a Penna in un loculo acquistato dalla famiglia, era originaria di Milano ed era stata attrice in alcuni film negli anni d’oro del cinema italiano.

Paolo, era nato a Roma e con i genitori si era trasferito a Penna ed era entrato in contrasto con i vicini per questioni di confini e proprietà, spesso lo si vedeva aggirarsi con cannocchiale e macchina fotografica a immortalare presunte irregolarità, quasi un ossessione. E a mettere tutto nero su bianco con denunce molto dettagliate che rivelavano una profonda conoscenza della legge e delle questioni legali, con battaglie legale che erano arrivate in Cassazione.

“Assad ha commesso molti crimini contro l’umanità”: parla Ban Ki-moon

Ban-Ki-Moon-siria-tuttacronacaIl segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha affermato che “Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha commesso numerosi crimini contro l’umanità”. Ha quindi aggiunto: “ci sarà un processo per accertare le sue responsabilità”. Si è quindi detto sicuro che il rapporto degli ispettori delle Nazioni Unite inviati a Damasco “dimostrerà in maniera schiacciante che sono state usate armi chimiche”. Ban Ki-moon ha quindi puntato il dito contro il rais di Damasco, lasciandosi sfuggire le prime anticipazioni del rapporto che gli ispettori internazionali consegneranno a Palazzo di Vetro nel week end. Le parole sono state però dette a microfoni spenti e non sarebbero dovute trapelare e il segretario ha successivamente spiegato che quanto riferito sulle armi chimiche usate in Siria e i crimini commessi da Damasco sono risposte a domande giunte a margine di un convegno. Ha quindi sottolineato di non poter commentare “pubblicamente” sui contenuti del rapporto degli ispettori perché non lo ha ancora ricevuto, ma di aspettarsi che dal dossier arriverà la “soverchiante, soverchiante dimostrazione” che armi chimiche sono state usate in Siria. Pur non avendo precisato se siano state le forze di Assad o i ribelli a lanciare l’attacco del 21 agosto, ha comunque detto che il presidente siriano Bashar al Assad “ha commesso molti crimini contro l’umanita”.

Educatrice sociale uccisa da un detenuto: lo stava accompagnando a terapia

adeline_assistentesociale-tuttacronacaIl detenuto francese Fabrice Anthamatten, condannato a dieci anni per violenza carnale, è scomparso ieri mattina nel cantone svizzero di Ginevra assieme a un’educatrice sociale di Carouge, Adeline M. Il corpo della 34enne, madre di un bambino, è stato rinvenuto oggi. La donna doveva accompagnare il prigioniero in un centro sociale alla porta della città per la riabilitazione alla quale l’uomo, che stava scontando la sua pena nel carcere di Champ-Dollon, si sottoponeva una volta alla settimana. Solo che questa volta il malvivente ha rapito Adeline per poi ucciderla e far perdere le sue tracce.

L’orrore della guerra siriana e le foto shock. Spari su ospedali

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I veri numeri della tragedia siriana forse nessuno li riuscirà mai a redigere. Ci sarà sempre qualche corpo dilaniato che non rientrerà nei calcoli, qualche famiglia sterminata che non sarà inclusa nel computo dei morti e forse la verità di ciò che sta accadendo non si riuscirà a raccontare. L’orrore è dietro ogni angolo come ci raccontano le stime “riviste al rialzo” di Human Rights Watch (Hrw) che parla di un bilancio molto peggiore del numero di morti dall’inizio di maggio nei villaggi di Bayda e Banyas, sulla costa siriana. L’organizzazione ha infatti identificato 248 vittime, anche se stima che il numero dei morti potrebbe essere molto più alto.

Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione d’inchiesta creata dal Consiglio Onu per i diritti umani “le forze governative e le milizie affiliate interferiscono e strumentalizzano le cure mediche per favorire scopi strategici e militari. Le prove raccolte dalla Commissione portano a una conclusione sconvolgente: le forze governative seguono la politica di negare le cure mediche a coloro che si trovano nelle zone controllate dall’opposizione”, come si legge nel rapporto tematico della commissione. Ci sono anche le prove che alcuni gruppi armati anti-governativi hanno attaccato gli ospedali in certe aree, aggiunge il documento.

Per gli esperti della commissione “la negazione di cure mediche come arma di guerra è una realtà distinta e agghiacciante della guerra in Siria. Respingendo il principio inconfutabile e universalmente accettato che le persone ferite durante le ostilità devono essere trattate, le parti in conflitto in Siria stanno creando un pericoloso precedente”.

Come poi scrive il TgCom:

Emergono intanto nuovi particolari e testimonianze sul massacro dei due villaggi nella provincia di Tartous, avvenuti il 2-3 maggio. Secondo quanto riportato da alcuni giornalisti locali siriani, dopo il massacro l’esercito governativo ha impedito ai sopravvissuti l’ingresso nei villaggi per quattro giorni, non permettendo quindi la sepoltura dei morti. Dopo il ritiro delle truppe, i cadaveri abbandonati per le strade sono stati trovati straziati dai cani. Eppure non sono mancati i casi di “fedeltà canina”. L’animale nella foto, infatti, ha vegliato per giorni il corpo del padrone, difendendolo dagli altri cani selvatici che volevano sbranarlo.

Su YouTube è possibile anche vedere il video, di cui è ancora da provare l’autenticità, sul massacro del villaggio Bayda.

+++ VIDEO ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO E CONSAPEVOLE +++

 

 

Due uomini trovati morti in casa, padre e figlio.

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Padre e figlio, sono stati trovati morti in una abitazione a Penna San Giovanni, in provincia di Macerata, oggi intorno alle 14.30. I due sembrerebbe che siano deceduti  in due ambienti diversi della casa e in giornate diverse, per il padre si ipotizza una settimana e per il figlio cinque giorni. I due corpi non presentavano segni di violenza.  Il padre novantenne è stato trovato disteso a terra su un fianco in un locale in un seminterrato dell’abitazione sita in via Colle San Lorenzo. Il figlio, 56 anni, era in camera da letto, disteso tra il letto e un cumulo di panni sporchi.

Giallo in mare a Campobello di Mazara, s’indaga!

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I cadaveri di un uomo di 30 anni e di una donna di 25, di carnagione chiara, sono stati ripescati nel mare di Tre Fontane, frazione balneare di Campobello di Mazara. I corpi erano non molto distanti dalla battigia. I due, che non sono stati ancora identificati, sarebbero morti per annegamento. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

Pericolo guerra mondiale? Il Vaticano lancia l’allarme sull’attacco alla Siria

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Un no deciso all’attacco arriva dal Vaticano che teme l’estensione della guerra ad altri Paesi: “La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere l’intervento armato. La violenza non ne verrebbe diminuita. C’è, anzi, il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi. Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali”, ha detto Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace. Già questa mattina erano state sollevati molti dubbi, da diversi organi di stampa, circa le prove dell’utilizzo di armi chimiche, esibite dagli Usa, per motivare un possibile attacco alla Siria. 

 

Barack Obama e le foto dei cadaveri dei bimbi con il ghiaccio

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L’asso per convincere l’opinione pubblica, gli Usa lo hanno gettato sul tavolo mostrando quelle che, secondo il governo statunitense, sarebbero le prove che inchioderebbero il governo della Siria sull’atroce responsabilità dell’uso dei gas contro la sua popolazione civile.  Sono quattro pagine che riportano foto scattate dai satelliti che mostrano le location da cui sono partiti i missili con le bombe caricate con il micidiale gas sarin o affini come il tabun. Per rendere ancora più credibile l’uso di queste armi di sterminio di massa, ci sarebbero anche le intercettazioni telefoniche di ufficiali siriani man mano impegnati a dare l’ordine del lancio, quello di indossare le maschere antigas e a dirsi preoccupati che gli ispettori dell’Onu scoprano le loro orribili responsabilità. Obama, come fece anni fa George H. Bush, figlio di George W. Bush, ha deciso di ignorare completamente il rapporto che sarà stilato nei prossimi 10-14 giorni dalle Nazioni Unite. L’America non ha tempo di attendere per conoscere la verità sulle armi chimiche, salvo poi, come nel caso di George Bush, accorgersi a guerra ultimata che quelle armi davvero non erano mai esistite.

Ma chi può davvero credere che quelle foto siano uno specchio reale della verità? Chi senza ombra di dubbio può affermare che quelle foto non siano strumentali? Forse gli Usa potrebbero essere anche in buona fede, ma può accadere che un’immagine venga “manipolata” per sensibilizzare le coscienze e non a caso sono stati scelti i corpi dei bambini dilaniati per gridare all’orrore e inneggiare alla guerra.

Se queste sono 4 pagine vanno poi confrontate con le 80 che poco tempo fa furono presentate all’Onu da  Cina, Francia, Usa e Regno Unito per dimostrare l’uso di gas Sarin da parte dei ribelli a Khan al-Assal.

Non dimentichiamo che già il 6 maggio a parlare di prove sull’uso di gas Sarin da parte dei ribelli era stato il magistrato svizzero Carla Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per i delitti contro l’umanità compiuti nell’ex-Jugoslavia. Certo Del Ponte non è sospettabile di simpatie pro Assad.

Le prove di Obama poi non sarebbero così schiaccianti se venissero analizzate nei dettagli.

Le foto e le riprese satellitari per essere credibili dovrebbero mostrare i singoli lanci come se fossero stati visti da pochi metri di distanza, permettendo di capire bene di che tipo di missili si tratta e che divisa indossa chi li lancia. Da oltre 10 anni è provato che i satelliti e gli aerei spia Usa sono in grado di leggere perfino le targhe dei camion.

Ma quello che convince meno sono le intercettazioni telefoniche. Non c’è bisogno di avere lavorato in certi uffici militari per sapere che gli ordini più compromettenti non si danno per telefono, strumento che per certe comunicazioni è anzi vietato usare. E non c’è bisogno di essere esperti per sapere che i reparti che lanciano bombe caricate a gas non hanno nessun bisogno di sentirsi dare l’ordine – per telefono! – di indossare le maschere a gas. Per il semplice motivo che per poter metter mano a quel tipo di arsenale devono munirsi prima di maschere antigas e non solo: devono indossare infatti anche le speciali tute antigas. Sembra davvero una dichiarazione ingenua, per far colpo sull’opinione pubblica americana. Purtroppo molte informazioni negli Usa non riescono a essere veicolate. Pur essendo un paese dove le libertà sono sempre state un cardine della società e della democrazia, è pur vero che l’informazione ha sempre dovuto seguire i governi e cercare di fare presa sulla popolazione. Gli americani (salvaguardando poi le eccezioni) inoltre, sono abituati a credere alle loro istituzioni, non dubitano come gli europei o ancor peggio, gli italiani, che un’istituzione possa strumentalizzare delle prove per agire con il consenso dei cittadini e arrivare a obiettivi economici, piuttosto che umanitari. Sicuramente non sarà questo il caso, ma come dimenticare Il massacro di Timisoara? Era il dicembre 1989, e la Romania era sotto l’egemonia del comunista Nicolae Ceausescu. Nella “città martire” vennero mostrati a giornalisti e operatori televisivi accorsi come mosche decine di corpi sventrati, ricuciti alla meglio, bruciati, “torturati dal servizio segreto rumeno”, la famigerata Securitate. L’indignazione del mondo intero fu enorme. Si scoprirà in seguito che la strage in realtà non c’era mai stata: quei morti gettati in faccia al mondo erano gente comune deceduta negli ospedali e gli squarci sui loro cadaveri erano dovuti alle autopsie. Il regime finì pochi giorni dopo con la fucilazione di Ceausescu, il cui posto è stato preso dai suoi ex amici autori della messinscena.

 Ci sono poi le dichiarazioni di due esperti, uno americano e l’altro inglese, rilasciate a un noto quotidiano israeliano, Haaretz. Uno è Dan Kaszeta, ex ufficiale del Chemical Corp dell’esercito Usa nonché consulente della Casa Bianca per la Sicurezza, l’altro è l’inglese Steve Johnson, un ricercatore della Cranfield University leader nello studio degli effetti dell’esposizione a sostanze tossiche che ha lavorato con il Ministero della Difesa della Gran Bretagna nel campo della guerra chimica.

I due esperti hanno raccontato:

Dan Kaszeta: “Nessuna delle persone che trattano le vittime o le fotografa indossa un qualche tipo di protezione verso i prodotti chimici denunciati. E nonostante questo, nessuno di loro sembra essere stato danneggiato” . Ciò porterebbe ad escludere l’uso della maggior parte dei tipi di armi chimiche di tipo militare, compresa la stragrande maggioranza dei gas nervini, perché tali sostanze non evaporano immediatamente, soprattutto se sono state utilizzate in quantità sufficiente per uccidere centinaia di persone (355, secondo alcune dichiarazioni di Médecins sans frontières accreditate dalla stampa ocidentale), ma lasciano un livello di contaminazione anche sui vestiti e sui corpi di chi, come i soccorritori, viene in contatto con loro nelle ore successive un attacco non adeguatamente protetto”.

Kaszeta aggiunge che ”non c’è nessuno degli altri segni che ci si aspetta di vedere in seguito di un attacco chimico, come ad esempio i livelli intermedi di vittime, gravi disturbi della vista, vomito e perdita di controllo dell’intestino”.

Steve Johnson: “Dai dati che abbiamo visto finora , un gran numero di vittime in un’ampia zona significherebbe un uso dei gas dalla dispersione molto invasiva. Con un tale livello di agente chimico ci si aspetterebbe di vedere un sacco di casi di contaminazione sulle vittime in arrivo e tra i soccorritori e coloro che li curano senza essere adeguatamente protetti . Noi qui non stiamo vedendo nulla di simile”.

Haaretz aggiunge che non ci sono risposte neppure alle domande se gli ordigni chimici siano stati usati altre volte, perfino quando gli ispettori dell’Onu erano già in Siria per indagare.

E chi ha sparato sul convoglio degli ispettori dell’Onu? A dire che può essere stato chiunque, modo elegante per dire che sono stati i ribelli mercenari, è in primis il New York Times.

Uno scenario complesso e difficile da decifrare, ma proprio per questo bisognerebbe agire con prudenza per poi non ritrovarsi con errori impossibili da riparare. Poniamo anche per un istante che sia tutto vero, che Assad abbia usato le armi chimiche, che quelle foto siano prove inconfutabili e che la popolazione abbia subito dalle forze governative un attacco chimico, combattiamo contro Assad? Lo uccidiamo mettendo a repentaglio ancora una volta la popolazione vittima di una guerra senza fine? Una nuova ondata di violenza? Bombardamenti senza sosta dalle forze ribelli, da Assad e dagli americani e i loro alleati? Uccidiamo Assad e poi diamo lo stato in mano ai ribelli che sono ideologicamente affini ai Fratelli Musulmani? Scateniamo nuovi attentati nel mondo e mettiamoa  repentaglio l’Europa geograficamente più vicina alla Siria?

Perché invece non si è tentata la mediazione? Perché Obama non ha incontrato Putin?  Perché rinnovare ancora una volta la guerra tra Usa e Russia? Forse c’è anche la volontà di far dimenticare il Datagate e mostrare che i nemici sono altrove, non sono dentro casa pronti a spiare ogni mail che riceviamo? 

Dramma in Francia: una famiglia si toglie la vita in hotel

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L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un dramma familiare che ha portato 4 persone a togliersi la vita all’interno di un hotel. Sono stati rinvenuti, infatti,  in una stanza d’albergo di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, i cadaveri di due adulti e di due adolescenti. I due genitori sono stati trovati impiccati mentre i figli, di  13 e 16 anni, erano senza vita nel letto.  L’uomo, 45 anni, e la donna, 43 aveva appeso alla porta della stanza un foglio con l’avvertenza: «non entrate, chiamate la polizia». All’interno, un altro messaggio spiegherebbe in modo piuttosto chiaro le intenzioni suicide dei due adulti. Il sito on line del quotidiano locale Sud-Ouest riferisce che «i genitori avrebbero prima fatto prendere dei farmaci ai figli, poi si sarebbero tolti la vita». Il giornale precisa che la famiglia era di origine bretone e che alloggiava al terzo piano di questo hotel-residence, in un miniappartamento, dall’11 agosto.

 

Omicidio-suicidio nell’Aretino, rinvenuti due cadaveri

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I corpi di una coppia, lui, un cinquantenne bulgaro, e lei, una 49enne italiana, sono stati ritrovati durante la notte  in un bosco a Loro Ciuffenna, fra Castiglion Fibocchi e Talla, nella zona di Pontenano in Pratomagno, in provincia di Arezzo. Secondo una prima ricostruzione la donna avrebbe sparato all’uomo e poi si sarebbe tolta la vista rivolgendo l’arma contro di  sé. La coppia sembra che sia giunta nel bosco dalla provincia di Pisa. L’omicidio-suicidio, se confermato, dovrebbe risalire a qualche giorno fa.

Aggiornamento 9 agosto 2013, 14,12:

Sembra che la ricostruzione fatta in un primo moemnto sull’omicidio-suicidio di Pratomagno non sia corretta. Secondo le ultime indagini emerge che sia stato l’uomo a uccidere con un colpo di pistola in fronte la donna e poi abbia fatto fuoco contro di lui. Sono emersi anche alcuni biglietti e un video che la coppia aveva lasciato nella vettura.

I due affermano di aver deciso di comune accordo di farla finita per ”una insoddisfazione esistenziale latente da tempo – spiegano i carabinieri – e per una malattia dell’uomo”.

Aggiornamento 10 agosto 2013, 10,50:

Le identificazioni dei due corpi sono state portate a termine ed è emerso che la donna, era una ballerina e si chiamava Barbara Rossi De Rigo, originaria di Schio (Vicenza), molto conosciuta nell’ambiente della danza per le collaborazioni con cantanti del calibro di Zuccchero e Fabio Concato, aveva lavorato anche per il Bagaglino. Lui era un bulgaro che da anni viveva a Livorno e si chiamava Dimitar Ynakiev,

Francia sotto shock… uccisa madre e tre figli

Saint-Paul-Trois-Chateaux-omicidio-francia-tuttacronaca

Una madre e i suoi tre figli – di 2, 8 e 9 anni – sono stati ritrovati senza vita nel sud della Francia, a Saint-Paul-Trois-Chateaux. Il marito della donna, un 43enne che al momento non è reperibile, è il maggior sospettato. La coppia stava per separarsi e la donna, una 29enne, già in passato aveva subito violenze dall’uomo. Il corpo è stato ritrovato, in una pozza di sangue, a casa della madre della vittima, dove sembra che la giovane donna si sarebbe trasferita negli ultimi mesi, forse temendo per la sua sicurezza. L’arma del delitto si suppone che possa essere un coltello o comunque un’arma bianca.

I corpi dei bambini invece sono stati rinvenuti nell’auto del padre questa mattina. L’ennesimo dramma famigliare sfogato in tragedia.

2 cadaveri trovati in una casa nel bolognese.

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Un uomo di circa 60 anni  e la sua compagna sono stati trovati morti in una casa a Zola Predosa, nel Bolognese. L’allarme sarebbe stato dato dal fratello della donna. In queste ore sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri nell’abitazione di via Berlinguer. Tra le prime ipotesi formulate sta prendendo sempre più consistenza quella di un omicidio-suicidio, consumato tra le mura domestiche.

Aggiornamento:

I cadaveri trovati questa mattina in un abitazione nei pressi di Zola Predosa sono di Carmelo Bonura e Marinella Odorici. Lui era un 65enne agli arresti domiciliari per reati di droga e lei, 45enne, sarebbe stata la compagna dell’uomo. Sembra che l’omicidio suicidio sia scaturito da un gioco erotico finito male. La donna è stata trovata nuda sul pavimento di fianco al letto e non è escluso che sia morta asfissiata. Lui si sarebbe quindi pugnalato per la disperazione più volte. L’ingresso dei soccorsi, verso le 10.30, e dei carabinieri è stato reso difficile per la presenza di due cani, meticci, poi sedati. Al momento gli inquirenti non escludono altre piste e mantengono comunque il massimo riserbo sulla vicenda.

Arrestate 4 persone: organizzavano matrimoni tra fantasmi

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Non desiderate che un vostro caro defunto trascorra l’eternità in solitudine? Il rimedio è semplice: farlo sposare con un altro fantasma. Questa pratica, nonostante il governo cinese cerchi di debellarla dal 1949, anno in cui venne proclamata la Repubblica Popolare Cinese, persiste nelle aree rurali e consiste nel trovare un compagno per il proprio caro: dopo il “matrimonio”, gli sposi vengono poi risepelliti, questa volta assieme. I matrimoni tra fantasmi vengono gestiti da intermediari che, a volte, non si preoccupano neanche di trovare un accordo diretto tra le famiglie dei defunti né organizzano incontri tra le stesse. A volte, come hanno fatto quattro uomini ora condannati, si limitano a rubare i cadaveri per venderli “a scopo matrimoniale”. Non che siano stati i primi: il valore di un corpo sul mercato nero raggiunge anche i 2.500 dollari e, considerato che è sempre più raro che persone muoiano in giovane età e siano facili candidati per il rituale, non c’è da meravigliarsi che ci sia gente disposta a tutto. Tempo fa, collegata a questo tipo di tratta, è stata sgominata una banda che assassinava giovani ragazze in nome di questo macabro profitto.

NON ABBANDONIAMOLI!

suicidio-avvelenamento-vincenzo isgrò-tuttacronaca

Le famiglie con i disabili si trovano sempre da sole. Vivono drammi nell’abbandono più assoluto da parte delle istituzioni e delle amministrazioni locali sanitarie. Famiglie che spesso sommano la disabilità con la povertà, con l’impotenza di condividere il loro calvario giornaliero, nella più totale indifferenza per quegli eroi senza nome che si accollano la croce del parente disabile. Così, Vincenzo Isgrò, un uomo di 39 anni, ha ucciso le due sorelle disabili di 41 e 48 anni, e poi si è ucciso. I tre cadaveri sono stati trovati in casa in via Nenni a Terme Vigliatore (Me). Secondo i primi accertamenti le sorelle sarebbero state avvelenate. Compiuto il suo gesto di “liberazione” Vincenzo ha poi deciso di assumere la stessa sostanza letale. Finisce così l’agonia di un uomo che ha lottato fino allo stremo per stare accanto alle sorelle, ma poi ha deciso che era ora di farla finita. Una vita di sacrifici che non riusciva più a sostenere… ma chi ci pensa a tutti quelli come Vincenzo? Chi è al governo a litigare sulla poltrona? Chi taglia i fondi ai servizi sociali e alla sanità? Chi pensa al pareggio di bilancio invece che al benessere dei cittadini?

vincenzo isgrò-sucidio-omicidio-messina - tuttacronaca

 CHI?

Nonna killer… regala la morte al nipote nel giorno del compleanno!

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Dramma familiare negli Stati Uniti, dove una nonna 47enne ha ucciso i suoi due nipotini e poi si è tolta la vita. I cadaveri sono stati ritrovati all’interno di una macchina a Preston, nel Connecticut. La donna, Debra Denison, soffriva di psicosi maniaco-depressiva. I piccoli, uno di due anni e l’altro di sei mesi, erano stati dati per scomparsi dopo che la nonna li aveva presi dall’asilo nido e non aveva fatto ritorno a casa.
I cadaveri dei due bambini sono stati scoperti dopo una chiamata anonima giunta al 911  in cui si segnalava una automobile sospetta nei pressi del lago di Isles con tre persone ferite dentro, due dei quali sembravano bambini.

E’ stata proprio la madre delle piccole vittime a chiedere alla nonna assassina di prendere i bambini da scuola. Secondo la ricostruzione della polizia, la donna è uscita da casa già armata, ma non ha tradito alcuna agitazione quando è arrivata a scuola e ha fatto salire i nipoti in macchina.

La proprietaria dell’asilo nido ha raccontato: “Tutto è sembrato normale e Debra era sulla lista delle persone autorizzate a prendere i bambini”.

Il piccolo di due anni quella sera avrebbe dovuto festeggiare il compleanno.

Esplosione nei cieli di Luxor, si disintegra una mongolfiera.

mongolfiera3Una mongolfiera turistica con a bordo 19 persone è esplosa a 300 metri di altezza a Luxor. Gli unici sopravvissuti sono il pilota e un turista. Dopo l’esplosione in volo, la mongolfiera è precipitata nei campi a ovest della città di Luxor, che dista circa 500 chilometri dal Cairo. Tra le vittime non ci sono italiani. Sulla mongolfiera vi erano tedeschi, britannici, giapponesi, francesi e cittadini di Hong Kong.  I cadaveri di tredici dei turisti sono stati trovati e portati nel principale ospedale della città, come dicono fonti locali, secondo cui le ricerche dei resti delle altre vittime sono ancora in corso su una vasta zona di campi di canna da zucchero. A bordo, hanno segnalato le stesse fonti, il numero massimo consentito di passeggeri è di venti.

“Si lanciavano dalla mongolfiera come sacchettini di carta in fiamme”. E’ il racconto shock del pilota di una mongolfiera che era in fase di atterraggio accanto a quella esplosa e precipitata all’alba a Luxor. Secondo la fonte le due mongolfiere appartengono alla stessa agenzia. L’incidente, a suo parere, è avvenuto quando l’elio contenuto nella bombola per creare il flusso di aria calda è fuoriuscito e si è incendiato

Nigeria: l’esercito dei “giustizieri”

 

Secondo le affermazioni dei residenti di quattro quartieri musulmani a Maidugori, nel nordest del Paese, l’esercito nigeriano avrebbe “giustiziato” almeno 40 giovani nel corso di un blitz. Arrivati sul luogo hanno ordinato alla gente di uscire e diviso giovani da anziani. In seguito si sono sentiti colpi di arma da fuoco. Fonti ospedaliere confermano l’arrivo di 39 cadaveri. Da parte di Amnesty c’è stata ieri una denuncia contro gli abusi dei militari nigeriani.

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