Lavorare un mese per un euro in busta paga: “la legge costringe all’elemosina”

disperazione-tuttacronacaUna lettrice del Mattino ha voluto condividere la sua busta paga, che le ha riservato una tragica sorpresa: a causa dell’acconto Irpef anticipato e delle detrazioni per il fatto di avere il marito a carico, la donna si è ritrovata a lavorare per un mese per poter mettersi in tasca 1 euro. Questa la lettera della donna:

Gentile redazione del Mattino.it,

sono un’ incaricata annuale monoreddito, con due figli che frequentano la scuola. Mio marito in seguito alla grave crisi economica, sono ormai due anni che non lavora. Quindi le spese sono tutte a mio carico. Questo mese ho aperto il mio statino ed ho trovato 1€ in busta paga, con le seguenti motivazioni: acconto irpef € 797.27 anticipato pur non avendo altri redditi, mentre gli altri soldi sono dovuti per le detrazioni in quanto avevo mio marito a carico. Egli ha ricevuto a dicembre 2013 un indennizzo di disoccupazione in un’unica soluzione di € 3000 in tal modo superando i 2850 € annui stabiliti dalla legge per essere a carico del coniuge ho dovuto restituirne 400 il mese di agosto e il restante il mese di novembre. La mia domanda è questa: è possibile che vi siano leggi che debbano permettere alle famiglie di elemosinare il cibo? Tutto questo che sta accadendo per me è una vera vergogna nei riguardi dei nostri giovani figli ai quali sono stati rubati i sogni e le speranze».

A. C.

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45mila euro netti: lo stipendio “sobrio” della Melandri

melandri-maxxi-tuttacronacaErano state molte le polemiche a maggio, quando era stato annunciato che Giovanna Melandri, presidente del MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dopo aver inizialmente proclamato che avrebbe ricoperto il ruolo a titolo gratuito (“Vado gratuitamente a rilanciare un’istituzione pubblica e da oggi querelo tutti quelli che parlano di spese folli. Voglio trasformare questo museo nella Tate Modern italiana. Ai miei detrattori do appuntamento fra tre anni per valutare insieme i risultati”), era tornata sui suoi passi spiegando che “avrebbe regalato il suo tempo” solo per un anno. Da ottobre, quindi, ha iniziato a percepire uno stipendio. L’ex ministro Pd ha ora deciso di tagliare la testa al toro e rivelare di persona quanto percepirà, trovando da subito una giustificazione: “C’è molto di importante e interessante a cui pensare – dice – Sono stata un anno senza stipendio, adesso lo avrò, sarà sobrio”. Poi, la cifra, che conferma le indiscrezioni circolate: “Guadagnerò 45mila euro netti all’anno, più o meno”.

Gli 8 euro salveranno l’Italia?

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Ci sarà in media un aumento di 8 euro al mese nelle buste paga dei lavoratori per il 2014 e ci si domanda se, attendendo i 25 euro (ammesso che siano confermati) nel 2016 davvero questo, insieme alle poche misure per le industrie che hanno già messo sul piede di guerra Confindustria, possa dare la svolta di cui l’Italia ha bisogno per ricominciare a crescere. L’inversione di tendenza c’è stata e questo è un dato positivo, ma purtroppo la crisi economica italiana è profonda… Davvero gli 8 euro in busta paga salveranno l’Italia?

Operaio contesta la busta paga: picchiato dal datore di lavoro

rissa uomini-tuttacronacaD.S., un metalmeccanico 26enne di Melara, in provincia di Rovigo, e domiciliato a Rovere (Mantova), sarebbe stato picchiato dal proprio datore di lavoro dopo aver chiesto chiarimenti su una busta paga. A seguito dell’aggressione, il 26enne è finito all’ospedale con una prognosi di 15 giorni. Stando alla denuncia presentata ai carabinieri, il dipendente, dopo aver trovato alcune incongruenze nella busta paga, si sarebbe recato nell’ufficio di Nereo Parolin, che gestisce un’impresa metalmeccanica a Roncanova, nel Mantovano, e che ha anche un incarico di assessore comunale a Gazzo Veronese. La richiesta di chiarimenti riguardava la mancata annotazione di alcune ore di straordinario e il mancato pagamento degli assegni familiari. L’incontro sarebbe quindi degenerato, con Parolin che avrebbe aggredito il giovane polesano davanti alle sue stesse moglie e figlia. L’imprenditore-assessore, a sua volta, si è mosso a propria tutela assicurando di essere stato lui a venire aggredito: Parolin ha quindi a sua volta presentato querela. Ha inoltre precisato di avere sempre pagato regolarmente gli stipendi, nell’azienda che gestisce. Per quel che riguarda il pagamento degli assegni familiari, inoltre, l’azienda sarebbe stata in attesa di chiarimenti da parte dell’Inps, dal momento che il modulo consegnato dal dipendente per ottenerli era in parte incompleto. La vicenda ha avuto un seguito anche politico, poiché, a Gazzo (Verona), alcuni consiglieri di minoranza hanno chiesto le dimissioni del politico. Mentre altri hanno ritenuto la vicenda una questione privata, non per forza di cose da mettere in relazione all’attività di amministratore di Parolin.

Buste paga troppo “magre”: denunciato Gordon Ramsay!

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Finisce nei guai il cuoco scozzese Gordon Ramsay, trascinato in tribunale da un gruppo di quattro dipendenti (alcuni ex) del suo ristorante losangelino The Fat Cow, La Mucca Grassa. Come spiega l’Huffington Post, Jennifer Becerra, Montinique Dever, Andrea Bourke e Lauren Benge hanno accusato lo chef di non averli adeguatamente pagati per tutti gli straordinari, comprese le pause che sarebbero spettate loro di diritto per consumare un rapido pasto. Sarebbe dunque troppo “magra” la busta paga che Ramsay distribuisce ai suoi collaboratori, pur non lesinando le sue famose sfuriate. Ma il cuoco non è nuovo agli incontri con gli avvocati: una causa gliel’ha intentata in aprile il suo commercialista, dopo avergli recapitato una parcella di 75.000 dollari di arretrati. Nello stesso periodo, si è fatta avanti anche l’impresa che ha ristrutturato il Fat Cow, con un conto parti a 45.000 dollari.

La Melandri e lo stipendio… Maxxi! Ma non ci andava “gratuitamente”?

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Giovanna Melandri, bisogna ammetterlo, è stata lungimirante: immaginando che, dopo cinque legislature e non aver brillato come ministro dei Beni Culturali, difficilmente ci sarebbe stato ancora un seggio per lei in Parlamento, si è guardata intorno, trovando un modo per assicurarsi un posto nella schiera degli intellettuali. Ad aiutarla, il professor Ornaghi, suo successore al Ministero che, nell’ottobre 2012, l’ha nominata presidente del Maxxi, il museo di arte contemporanea di Roma che, nelle giornate della Festa del Cinema, ospita una sezione del festival. Come riporta La notizia: “Una scelta che aveva subito fatto storcere la bocca a quasi tutti, suscitando più di un legittimo interrogativo sulla congruità del suo curriculum per un incarico così delicato.” La Melandri ha avuto la risposta pronta: “Vado gratuitamente a rilanciare un’istituzione pubblica e da oggi querelo tutti quelli che parlano di spese folli. Voglio trasformare questo museo nella Tate Modern italiana. Ai miei detrattori do appuntamento fra tre anni per valutare insieme i risultati”.Ma cosa ancora ci si può aspettare se, come ha fatto notare Dagospia, già in pochi mesi si è rimangiata la parola? Perchè, negli ultimi giorni di vita del governo Monti, il ministro Francesco Profumo ha cambiato la destinazione d’uso della struttura: il Maxxi non è più solo un museo, ora si avvale anche del titolo “ente di ricerca”, proprio come aveva proposto la Melandri, e creando così le premesse perchè potesse incassare quello stipendio che aveva giurato di non volere. E’ stata lei stessa a confermare l’indiscrezione parlando di “un’ottima soluzione per il Maxxi, che così può ampliare la sua rete di rapporti con analoghe istituzioni internazionali e sviluppare la sua innata vocazione di centro di studio e ricerca, anche nel contesto europeo”. E lo stipendio? “Personalmente avevo promesso al ministro Ornaghi che avrei regalato un anno del mio lavoro per il rilancio del Maxxi. E così sarà”. Praticamente: da ottobre arriva la busta paga! Sempre La Notizia fa sapere che “la sua addetta stampa Beatrice Fabbretti, sorpresa dalla polemica mentre si trovava a Venezia, dichiara che «la questione dello stipendio non è mai stata posta all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione. Escludo quindi che sia mai stato stabilito l’ammontare di un eventuale compenso per la presidente Melandri. Da quanto ne so, non se n’è mai parlato. Posso aggiungere qualcosa?» Prego. «Io credo che una persona che si occupa del Maxxi 24 ore su 24 e non solo per partecipare di sfuggita ai consigli di amministrazione meriti un compenso. Si sbatte, briga, fa, studia, incontra, cerca sponsor… Perché non può avere uno stipendio?».” Forse solo perchè l’aveva detto lei?

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