“Berlusconi pentito della rielezione di Napolitano”: parla Brunetta

renato-brunetta-rielezione-napolitano-tuttacronacaE’ il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta, a dire a Radio Anch’io: “Silvio Berlusconi si è pentito della rielezione di Giorgio Napolitano e così abbiamo fatto in tanti insieme a lui”. E ancora: “Napolitano non può dire che le elezioni democratiche sono una sciocchezza. Napolitano rispetti la Costituzione: non è una sciocchezza ma la nostra democrazia”. Brunetta ha quindi aggiunto: “Io richiamerei il presidente della Repubblica ai suoi doveri istituzionali e di rispetto della costituzione. Il voto del popolo sovrano non è una sciocchezza, è la base stessa della legittimazione della democrazia. Quindi starei molto attento, se fossi nel presidente della repubblica, a usare queste espressioni, che sono poco rispettose della carta costituzionale e degli italiani”.

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Zalone e “l’interpretazione un po’ troppo alta di Brunetta…”

checco-zalone-tuttacronacaChecco Zalone è stato ospite del programma di Radio2 Un giorno da pecora e ha ricordato quando Brunetta, con riferimento al film Sole a catinelle, scriveva su Twitter: “Sole a catinelle. Zalone esprime in pieno la filosofia positiva, generosa, anticomunista, moderata, serena di Berlusconi e di Forza Italia”. La risposta del comico? Eccola: “Brunetta ha detto che sono di destra? E’ un’interpretazione un po’ troppo alta, anche se per Brunetta è un ossimoro”. E alla domanda se Renzi abbia fatto bene a incontrare Berlusconi, risponde: “Io pensavo che Berlusconi non volesse incontrare Renzi, mi ha meravigliato”.

Vanzina contro la politica… ma poi “vivere come culti è una tragedia”

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Dopo la polemica suscitata dal film di Virzì, Enrico Vanzina ai microfoni de La Zanzara di Radio 24 non risparmia nessuno e dichiara di essere favorevole ai finanziamenti pubblici per il cinema solo alle opere prime:

 

“Il cinema si deve misurare col mercato. È ridicolo vedere quella lista in cui ci sono i massimi autori della lobby di un certo tipo che prendono tutti quei soldi. Quella è una lobby che funziona sia col centrosinistra che col centrodestra, una cosa inconcepibile”. 

Come riporta Libero, il regista ha dato poi le pagelle ai politici.

“Renzi? Non mi piace perché la butta sempre in caciara. Però ha delle meravigliose doti da attore, fa delle battute di effetto, forse gliele scrive Brizzi. Credo che sia affascinato da Berlusconi, e viceversa”.

A proposito del possibile nuovo coordinatore di Forza Italia Vanzina spiega

“Toti? E chi è? Non lo conosco  io conosco solo Totti”.

Vanzina esce in questi giorni con un nuovo film “Sapore di te”, diretto insieme al fratello Carlo.

“A quelli che ci considerano ancora come cinema di serie di serie B dico che ormai con mio fratello siamo diventati dei culti. Vivere essendo culto è una tragedia. Fanno tesi di laurea, mi invitano a convegni dove vorrei parlare di cinema, invece si parla sempre di st******e e mai di cinema”.

Poi una puntualizzazione su Brunetta che sostiene che Zalone ha fatto un film berlusconiano. Secondo Vanzina, l’ex ministro

 ”Ha detto una st******a”.

Quanto alle parole di Virzì sul Nord, Vanzina sostiene che

“Sbagliano quelli che se la prendono per la storia della Brianza. È inconcepibile che un artista, prenda come sfondo una regione, un popolo, una città, e quelli si arrabbiano. Tanti anni fa, in uno dei più bei film della commedia all’italiana, Signore e signori, Pietro Germi distruggeva Treviso”.

Poi ha aggiunto:

“Paolo Virzì sbaglia a parlare di berlusconismo. Questo è conformismo, non ha più senso dire queste cose”.

 

Brunetta da Santoro: “mi sono fatto un c… così” VIDEO

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A Servizio Pubblico ieri sera è scoppiata la polemica tra un ragazzo e Renato Brunetta. Al centro della discussione la frase che il giovane a rivolto al deputato di Forza Italia “Lei riuscirebbe a campare con 800 euro al mese?”, immediata la replica di Brunetta “Io ho campato con 800 euro al mese”, ma il ragazzo attacca “Se l’avesse fatto, non ruberebbe i soldi degli italiani così” e a questo punto Brunetta si adira e ribatte: “Alla sua età ho guadagnato anche di meno. Mi sono fatto un c**o così. Facevo il venditore ambulante”

Brunetta vs Gabanelli: questioni di case, citazioni e querele

Report-gabanelli-brunetta-tuttacronacaQuesta sera la trasmissione Report proporrà un servizio sulle case del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta che ha già annunciato “citazioni e querele” contro Milena Gabanelli e i vertici della Rai, il presidente Tarantola e il direttore generale Gubitosi. Per il politico si tratterebbe delle “stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie’ che il settimanale l’Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni così gravi della mia persona”. In una nota Brunetta rende noto: “Apprendiamo dall’anteprima di Report, inviata alle agenzie e pubblicata sul sito del programma, che domani sera il settimanale condotto da Milena Gabanelli manderà in onda un servizio sulle mie case. Un vero scoop… con cinque anni di ritardo!”. E ancora: “Sono, infatti, le stesse, del tutto false e diffamanti, ‘notizie’ che il settimanale l’Espresso ha pubblicato nel novembre del 2008 e per le quali ho avviato una causa per essere risarcito di lesioni così gravi della mia persona. Purtroppo i tempi della giustizia italiana sono tali da non consentirmi di dire che sono già stati condannati gli autori di quel servizio, ma attendo fiducioso che il procedimento si concluda”. La nota quindi prosegue: “Che dire… copiare dal compagno di banco è da somari e da disonesti, ma, almeno, si abbia l’accortezza di non copiare da un altro somaro. Report, appunto, copia da chi è già sotto giudizio della magistratura per diffamazione. Di questi segugi senza fiuto, di questi giustizieri rispettosi del (proprio) padrone, faremo una bella comitiva. Ma senza sconti, anzi con richieste di più dure condanne. A questo punto seguiranno citazioni e querele anche nei confronti di Report, della responsabile della trasmissione Milena Gabanelli, del giornalista autore del servizio Giuliano Marrucci, degli operatori che hanno registrato le immagini, del presidente della Rai Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, per questa insensata, pervicace e fors’anche concordata iniziativa. Se queste stesse persone lo avessero voluto, solo informandosi con appena decente professionalità, avrebbero evitato di nuotare in un acquitrinio di menzogne e di schizzare fango”. E ancora attacca: “E’ questo il servizio pubblico? È questa la tivù di Stato per la quale paghiamo il canone? Filmare di nascosto, raccogliere dichiarazioni di cittadini anonimi, non inquadrati, sulla base di domande provocatorie, faziose e indegne della professione giornalistica, per poi montarle ad arte per ricostruire la vicenda come la si vuole raccontare. Che tristezza… che vergogna! I miei legali sono stati incaricati di procedere in ogni sede per venire risarcito ed ottenere giustizia e rispetto. E di tutto questo e di altro chiederò conto in commissione parlamentare di Vigilanza Rai alla presidente Tarantola e al direttore Gubitosi”. Pronta la risposta della conduttrice della trasmissione, Milena Gabanelli: “Sono due settimane che l’on. Brunetta diffonde intimidazioni preventive a mio carico. Sul servizio che andrà in onda domani sera gli è stata chiesta un’intervista, non si è nemmeno degnato di rispondere. Se vuole querelare, è un suo diritto; della mia ‘indegnità’ risponderò volentieri nelle sedi preposte”. E conclude: “Comunque la puntata di lunedì è dedicata all’Ilva e ai soldi dei Riva, il servizio che riguarda le case di Brunetta  è solo un’appendice di costume italico”. Brunetta ha quindi voluto replicare a questa risposta: “Dolcemente spudorata la dottoressa Gabanelli, e probabilmente con una lunghissima coda di paglia. Manda le sue troupe e i suoi giornalisti in giro per l’Italia, a caccia delle mie presunte malefatte, e poi alle mie più che giustificabili reazioni fa l’intimidita”. E continua ancora: “La richiesta di intervista della quale parla riguardava il Festival di Ravello ed in relazione all’argomento ho fornito alla redazione di Report tutta la documentazione a mia disposizione. Ma a questo punto, evidentemente, il Festival di Ravello era solo un pretesto, solo una trappola per parlare di tutt’altro”. “Guardando l’anteprima del servizio che andrà in onda domani, inoltre, si evidenzia anche una possibile violazione di domicilio – aggiunge Brunetta – con le immagini accuratamente tagliate e montate ad arte per tentare goffamente di camuffare la cose. Anche di questo, naturalmente, dovrà rispondere la dottoressa Gabanelli, e anche di questo chiederò conto alla presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e al direttore generale, Luigi Gubitosi. Ne vedremo delle belle. Altro che intimidazione, intimidazioni sono le sue…”

“Sono libero”… così l’Alfango di Crozza

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Torna l’Alfango di Crozza per dichiarare l’avvenuta liberazione. Non è più in schiavitù l’Angelino del comico genovese che ispirandosi all’ultimo film di Tarantino, rimane in controluce per questa nuova puntata de “Nel Paese delle Meraviglie” e lascia spazio  alle immagini animate che scorrono dietro di lui. Tra i nuovi “amici” che Alfango incontrerà ci sarà anche Brunetta, uno da cui scappare in fretta.

Saccomanni dal ristorante al Parlamento

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Si parlerebbe un presunto comportamento offensivo da parte del ministro Saccomanni nei confronti di Silvio Berlusconi, almeno secondo la versione riportata sulle pagine di Libero dove ha trovato spazio anche una lettera di un cittadino che racconterebbe la sua esperienza di “vicino di tavolo” del ministro dell’Economia:

Buongiorno, sono quasi certo che non pubblicherete questa mia, ma desidero raccontarvi brevemente, con molta amarezza, quanto mi è accaduto. Sabato 9.11.2013 ero a pranzo in un ristorante in Toscana. Accanto al tavolo dove ero seduto con mia moglie, si sono accomodati il ministro Saccomanni, sua moglie ed altre due coppie di loro amici, anch’essi noti. Molto rumorosi, poco discreti è dire poco. Eravamo a pranzo avanzato, quindi per una buona mezz’ora ci siamo dovuti sorbire i loro commenti sulla compagna di Berlusconi e mogli di vari altri politici, tutte le colpe del Pdl e menate varie; il tutto a voce alta e senza discrezione alcuna. Il top è stato quando uno dei suoi amici, a voce alta dice: «Che bello vedere che a Berlusconi gli stanno facendo un c**o come una capanna», e giù risate compiaciute da parte degli altri cinque. Inutile commentare.

Immediata la replica di Brunetta che ha presentato un’interrogazione in Parlamento per verificare se questi fatti  “corrispondano al vero, vista la non smentita, ad oggi, del ministro dell’Economia e delle Finanze; se si ritiene opportuno che un membro del governo si renda protagonista di un fatto cosi’ increscioso, che tende a colpire, ridicolizzare e demolire l’immagine del leader di una delle forze che sostengono il medesimo governo, nonché l’intero partito del ‘Popolo della Libertà” e, di conseguenza, tutti i suoi elettori; quali interventi intenda adottare il presidente del Consiglio, nell’ambito della sua responsabilità in merito alla tutela dell’unita’ dell’indirizzo e politico amministrativo del governo, per stigmatizzare tale comportamento e per impedire che episodi del genere non si verifichino in futuro”, così ha poi concluso Brunetta.

Brunetta difende la Cancellieri e “condanna” la Stabilità

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Secondo il capogruppo del Pdl Renato Brunetta, ospite oggi a “L’Intervista” il programma di Maria Latella su SkyTg24, il ministro Anna Maria Cancellieri va difeso: “A lei tutta la solidarietà mia e di tutto il Pdl. Questa sarà la nostra posizione in aula martedì”. Il governo rischia molto di più sulla legge di stabilità: “Iniqua e incomprensibile, che favorisce gli elettori del centrosinistra e punisce quelli del centrodestra. Il rischio è pagare dai 2 agli 8 miliardi in più sulla casa. O questa cosa cambia o il governo Letta non esisterà più”.

Altro fronte che potrebbe far traballare l’esecutivo è quello della decadenza di Silvio Berlusconi: “Renzi e il partito di Repubblica vogliono far cadere il governo, un governo che abbiamo voluto. Oggi non possiamo accettare la decadenza di Berlusconi, un fatto che sarebbe incompatibile con la nostra presenza al governo”. A terremotare Letta non è la posizione dei governisti del Pdl: “La preoccupazione di Alfano è dare al paese un governo stabile”. Secondo il capogruppo del Pdl bisogna guardare verso via del Nazareno: “Mi chiedo quale sia il senso di responsabilità del Pd. Epifani disse addirittura il 2 agosto che avrebbe votato per la decadenza, in piedi e paonazzo, senza aver nemmeno letto la sentenza. È questa la pacificazione?”.

Non c’è Marina nel futuro di Forza Italia: “Berlusconi ha conquistato la leadership sul campo. Aspettiamo che qualcun altro lo faccia. A Marina non interessa, lo ha dichiarato mille volte, perché questo accanimento? Sono invenzioni dei giornalisti”.

Infine un passaggio su Matteo Renzi: “Renzi è il segno dei tempi, il segno della crisi di un partito in preda al caos. Se vince, il Pd si spaccherà”.

Ondate di crisi… Brunetta batte il colpo!

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“O Letta e il Pd cambiano profondamente la legge di stabilità ed evitano la decadenza di Berlusconi, o le larghe intese sono finite, e si va a votare”, queste le parole di Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Corriere della Sera”. Nella quale dribbla il discorso dei falchi e delle colombe e afferma  “Basta con questa storia. Io sto con gli italiani, che non vogliono pagare i 30 miliardi dell’Imu di Letta, 6 in più di quella di Monti, e non vogliono la violenza dell’espulsione dalla politica del leader di uno dei due partiti di maggioranza relativa. Basti vedere la reazione entusiasta della Rete alla nostra decisione di tornare a Forza Italia”.

Su Marina Berlusconi, Brunetta sostiene: “Non ci sono subordinate a Silvio Berlusconi” e secondo il capogruppo del Pdl sarà proprio Matteo Renzi a provocare le elezioni. Per Brunetta il sindaco di Firenze è “superficiale e ondivago, ma non sciocco, e sa che per reggere quella gabbia di matti che è diventato il Pd, per tenere insieme Civati e D’Alema, Cuperlo e la Puppato, l’unico modo è andare a votare subito”.

Quello stipendio di Fazio che a Brunetta proprio non va giù…

Renato-Brunetta-Fabio-Fazio-tuttacronacaIl capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza perchè venga chiarita la tipologia del nuovo contratto in esclusiva tra Fabio Fazio e la Rai e sia reso noto, ufficialmente, l’ammontare del compenso triennale previsto per il conduttore genovese. Sostiene Brunetta: “Risulta quanto meno anomalo che il direttore generale Gubitosi proponga di discutere in Consiglio di amministrazione il rinnovo di un contratto che non è in scadenza, ma che giungerà a termine addirittura a giugno del prossimo anno. Secondo notizie pubblicate dai principali organi di stampa, lo stesso Fabio Fazio avrebbe imposto un rinnovo anticipato del contratto garantendosi una vera e propria blindatura e subordinando ad esso la conduzione del prossimo Sanremo. L’eventuale conferma di questa circostanza, si configurerebbe come una gravissima forzatura del conduttore nei confronti della Rai, poiché Fabio Fazio risulta già legato contrattualmente alla Rai fino al giugno 2014, cioè ben oltre il periodo di messa in onda della prossima edizione del Festival di Sanremo”. Ma l’onorevole non si ferma a questo, avendo oggi pubblicato un lungo post in Facebook, dal titolo “Rai. Fazio il falso mite e la comichetta del re” dove offre una sua rilettura della trasmissione “Che tempo che fa”, dov’è intervenuto ieri.

post-brunettaSi legge nel lungo post: “L’AgCom aveva provveduto, dopo un mio esposto, a intimare a ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio di ‘riequilibrare’ le presenze di centro destra, in nome del pluralismo. Così ieri sono stato ospite della trasmissione.” Quindi l’attacco al conduttore: “Qui fornisco alcuni spunti di decodificazione del linguaggio televisivo di Fabio Fazio, un maestro del minimalismo sorridente e blandente. Il tono minore, dimesso e antiautoritario di Fazio viene collocato in una scenografia dove lui se ne sta assiso come in un trono circondato dalle nuvole, ben sopra l’interlocutore. Questo consente di trasformare il tono basso di Fazio in una superiorità morale. Egli decide con lievi spostamenti della voce e delle parole se il pollice è alzato verso l’alto o verso il basso. Il pubblico non ha bisogno di essere catechizzato. Egli si identifica con Fazio posto a sovrano giudice, ma senza bastone, bensì uno come noi. Chi va da lui è già vivo o morto in partenza. O ti sottometti e accetti la sua signoria mite oppure sei fuori dal consesso civile. Troverà lui il modo di farti sistemare dal pubblico. Egli, con garbo, scomunica mandando messaggi subliminali al pubblico, ogni linguaggio diverso dal suo, non puoi uscire dal suo pentagramma, dalla sua sintassi altrimenti sei un barbaro. O sei faziano o sei trasformato in fazioso, e sei escluso.” Ma Brunetta non risparmia neanche l’altro volto del programma: Luciana Litizzetto. E’ il politico a spiegare che lei “entra alla fine a rendere esplicito il giudizio morale, con Fazio che finge di frenarla. I promossi sono ovviamente quelli di sinistra. Brunetta è censurato a posteriori con la comichetta della parrocchietta che fa le faccette a significare antipatia e disprezzo e attira l’applauso al suo pollice verso contro l’avversario-ospite. Si noti: la Littizzetto sale sul trono, la sola e unica, è il giudice popolare che legge la sentenza già stabilita, può permettersi tutto perché ha la licenza, è il giullare del re.” E ancora: “È il perbenismo eletto a Spirito hegeliano, che sa includere l’opposto purché accetti di lasciarsi definire come antitesi e poi sintetizzato sempre da Fazio tutto-in-tutti.” Ma Brunetta torna anche al momento dello scontro avuto con il conduttore riguardo il suo contratto: “Io ieri ho osato chiedere se fosse vero il contratto da più di 5 milioni di euro che Fabio Fazio ha firmato o sta per firmare. Fazio ha detto che non si fanno queste domande, perché è roba riservata, saperlo favorirebbe la concorrenza. Ho risposto: la trasparenza è dovuta per legge, i denari sono legittimi, ma la Rai è degli italiani, che devono sapere. Fazio sostiene a questo punto che comunque il suo programma porta attivo alla Rai e si paga interamente da solo con la pubblicità, e mi invita a controllare.” E conclude “E allora? Quand’anche fosse vero, e non è vero, è il minimo sindacale: i programmi di intrattenimento e di infotainment di Viale Mazzini devono far guadagnare per permettere poi di confezionare trasmissioni di servizio pubblico.”

I 5 milioni di Fazio, Brunetta non perdona!

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Un vero e proprio scontro verbale quello a cui si è assistito questa sera nel programma televisivo di Fabio Fazio a “Che tempo che Fa” dove ospite era Renato Brunetta. In un excursus che va dal voto di fiducia sino a un attacco personale al conduttore e al suo nuovo contratto.

“All’unanimità dei presenti abbiamo stilato una lista di persone che hanno deciso di votare la sfiducia. Poi, siccome non c’erano i numeri per far cadere il governo, Berlusconi ha deciso di dare la fiducia. Così è andata. Ricordo che Prodi fu candidato all’unanimità dal Partito Democratico, poi ci furono i 101”, racconta Brunetta a Fazio. «Rosy Bindi? Magari si vede molto ma pesa poco – dice ancora Brunetta – Le sto parlando dal punto di vista elettorale. Nel centrodestra c’è una gran parte di centro nuovi alla politica, e una parte minoritaria della destra storica. Il vecchio centrosinistra della prima Repubblica è stato incarnato da Berlusconi, mentre l’attuale centrosinistra è il sinistra-centro dell’epoca». Poi Fabio Fazio fa una domanda su Alitalia e Brunetta si surriscalda e inizia a parlare dello stipendio del conduttore: “Si leggono tante cose anche sui 5 milioni del suo contratto, meritati eh…”.

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Fazio risponde: “Non posso dire se ho un contratto di cinque milioni, perché il contratto me lo impedisce. Io però faccio guadagnare la mia azienda. Sono contentissimo di restituire il 50% in tasse e non ho nessuna denuncia fiscale. Questo programma è totalmente pagato dalla pubblicità”.
“Non è proprio così – risponde Brunetta, che aggiunge – Ho chiesto tutti gli stipendi della Rai, c’è una legge, Gubitosi non può dire di no”.

L’Imu non si tocca e la riforma Fornero resta. Il governo immobile?

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Giorgio Napolitano, oggi a Cracovia, ai giornalisti che chiedevano insistentemente circa l’Imu e gli scontri di governo a cui si era assistito nei giorni scorsi, ha dichiarato:

“Abbiamo avuto piccoli episodi e motivi di polemica, ma non mi pare che siano da sopravvalutare” e poi ha sottolineato “Non ho dettagli a riguardo, francamente ne ho parlato l’altro ieri con il presidente del Consiglio e non mi pare che fossero emersi”.

Sulla stessa linea del Capo dello Stato è Matteo Renzi: “Spero che il Paese colga questo momento per non continuare nei derby e nelle risse quotidiane – ha detto -. Queste dell’Iva, dell’Imu sono sicuramente importanti, non voglio essere superficiale, ma c’è un problema che va oltre i miliardi dell’Imu o dell’Iva, capiamo come fare a rilanciare l’economia in un momento in cui l’intera Europa è in crisi”. Anche Matteo Colaninno, responsabile economia del Pd, gioca di sponda con il capo dello Stato per chiudere la questione: “Non ci sono problemi sulla prima rata dell’Imu – ha detto -. Inoltre sono già stati disposti i trasferimenti ai Comuni e qualsiasi ipotesi alternativa sarebbe impossibile e ardua”.

Dello stesso avviso è Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera: “È evidente – ha detto – che dobbiamo decidere il modello progressivo che si applicherà. Penso che questo emendamento verrà ritirato. Ho fatto appello ai colleghi: i comuni hanno già incassato dal Governo le risorse”.

Tutti d’accordo con Brunetta che aveva dichiarato a Radio 1:

“Non può passare l’emendamento del Pd sulla prima casa – ha detto -. Semmai dovesse passare, noi chiederemo al Governo di mettere la fiducia sul’intero provvedimento, secondo la formulazione originaria proposta dal governo, per risolvere la questione”.

 

Nel centro del mirino: Verdini, Bondi, Santanchè, Brunetta e Sallusti

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Mediazione? Nel mirino di Alfano ci sarebbero 5 teste e poi si potrebbe parlare di “pacificazione” all’interno del Pdl. Intanto l’ex premier cerca di fare ordine nella voliera tra falchi e colombe.  Ma Alfano non si ferma e vuole quelle teste, una a una: Denis Verdini, Sandro Bondi, Daniela Santanchè, Renato Brunetta e Alessandro Sallusti.

Ma perché un giornalista? Lo spiega così l’Huff:

“Per la tregua servono segnali concreti. Sallusti non può stare lì a dirigere un giornale che dovrebbe essere del partito”. Per Berlusconi è impossibile dire io non c’entro. Alfano era con lui ai tempi della casa di Montecarlo, sa come funzionano le cose: “Si sa – dice un alfaniano di ferro – come vanno le cose. Prima di rompere ci blandiscono, poi inizia il dossier aggio e il metodo Boffo”.

Ora Alfano ha dettato le sue condizioni e la decisione rimbalza a Berlusconi!

La resa dei conti… quanti voti mancano al Goveno Letta?

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Vertice nella notte tra falchi e Berlusconi. A Palazzo Grazioli salgono, dopo il raid notturno di Alfano, anche Verdini, Ghedini, Brunetta, Santanchè, Capezzone e Micciché e si rifanno i conti. Secondo il Corriere della Sera i calcoli sui possibili «traditori» danno numeri molto diversi da quelli sbandierati nel pomeriggio da Giovanardi:

«Presidente — assicurava Verdini — Alfano si porta dietro, a quest’ora, tra gli 8 e i 15 senatori. E di questi, voglio vedere quanti domani avranno il coraggio, mentre li guardi in faccia, di votare contro di te… Se arrivano a 7 è tanto…». E comunque «tu non hai niente da perdere», gli hanno ripetuto, perché «anche da leader dell’opposizione otterresti più di quanto hai ora: quei traditori faranno la fine di Fini». E c’è sempre la carta Marina da giocare, seduzione mai scemata, ieri tornata, carta a sorpresa o illusione che sia. Perché i sondaggi calano ma «la mia battaglia è appena iniziata», promette il Cavaliere. Pensando anche ai nuovi nemici, ai figliocci che gli hanno voltato le spalle, a un passato che sembra lontano anni luce, in questa notte che non finisce mai.

Conti alla mano:

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L’ipotesi più rosea per Letta: oltre che sui 137 senatori sicuri (107 del Pd, 20 di Scelta civica compreso il senatore a vita Mario Monti, 10 autonomisti = 137) il governo in carica potrebbe contare pure su 54 «responsabili» filogovernativi in gran parte del centrodestra, che porterebbero la maggioranza a quota 191, ben oltre la soglia di sopravvivenza di 161 seggi. Un vantaggio ancora più consistente se si aggiungono i restanti cinque senatori a vita (Rubbia, Cattaneo, Piano, Abbado e Ciampi).

La politica a colpi di “Pasta e fagioli”

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C’era il tempo delle minestre riscaldate e oggi invece c’è la politica a colpi di pasta e fagioli. A inaugurare l’epoca sono stati Beppe grillo e Renato Brunetta. Il Semplice Portavoce del M5S ha infatti scritto sul suo blog:

“La ricetta di Brunetta per le coperture del Tesoro: “Soffritto, cipolla, sedano, carota, prezzemolo, un pò d’aglio per chi lo vuole, borlotti la sera prima a mollo…”.

La provocazione riprendeva un’intervista rilasciata 5 anni fa dal  capogruppo Pdl alla Camera durante un intervista ad Alain Elkann su La7 in cui Renato brunetta spiegava nei dettagli la ricetta della pasta e fagioli.

Una provocazione a cui Brunetta non ha fatto mancare la sua risposta: “Grillo finalmente viene allo scoperto e mi lancia la sfida sul soffritto e la pasta e fagioli. Del resto per lui i problemi degli italiani sono un pretesto per esercitarsi a fare il comico. Non vedo l’ora che abbia la stessa tempestività, venga allo scoperto e mi lanci la medesima sfida sulle coperture per Iva e Imu”.

Brunetta e i 4 milioni per il Festival di Ravello. Il Pd attacca!

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Clima teso tra querele e comunicati stampa alla Regione Campania dove la Fondazione Ravello, presieduta da Renato Brunetta, è stata protagonista un duro attacco da parte dei democrats campani. Lo scontro si è generato dopo che il Presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, Pdl, ha destinato un finanziamento da 4 milioni di euro   alla tradizionale rassegna Ravello Festival. Questo ha fatto esplodere l’ira del segretario provinciale del Pd di Salerno, Nicola Landolfi, che ha criticato aspramente la ripartizione delle risorse e ha voluto esprimere il suo dissenso con una frase molto forte che indicava tale contributo “una rapina a mano armata”. La querela non ha tardato ad arrivare.  Landolfi ha anche sottolineato come il finanziamento fosse dello stesso importo di quello stanziato per il Giffoni Film Festival.  La Fondazione Ravello – prosegue la nota – ha dato mandato agli avvocati di mettere in campo ogni iniziativa legale volta alla tutela del suo buon nome, del suo prestigio internazionale, e di quello delle personalità che la rappresentano’’. Ma il Pd non si è lasciato sfuggire l’occasione di una controreplica. Il capogruppo in Consiglio regionale Raffaele Topo ha annunciato a sua volta che alla ripresa dei lavori dell’Assemblea il gruppo regionale Pd ’’presenterà un’interrogazione urgente per conoscere i criteri e le procedure utilizzate in ordine all’assegnazione dei Fondi del Piano di Azione e Coesione sociale dalla Regione Campania adottato con apposita delibera n 225 del 12/7/2013’

L’Imu della discordia… 9 ipotesi e 1000 polemiche!

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Una casa è una macchina per abitare diceva Le Corbusier, in Verso una architettura, ma oggi sembra che una casa sia una risorsa indispensabile per il governo affinchè il bilancio torni a quadrare e così torna lo spettro dell’Imu sulla prima casa, naturalmente sarà solo per pochi e molto salata. Secondo Saccomanni infatti l’ipotesi di esenzione totale dell’Imu sulla prima casa “non sembra pienamente giustificabile sul piano dell’equità ed efficienza del tributo”. Invece è molto equo dire alcuni cittadini la pagano e altri no?

Arrivano 9 ipotesi, consultabili online in cui vengono anche indicati pro e contro di ogni proposta.  In sostanza si vogliono porre delle aliquote progressive in base ai componenti della famiglia e al valore dell’immobile.

In sostanza si evince dal documento che “Sotto il profilo dell’efficienza, le imposte immobiliari sono preferibili alle imposte sui fattori produttivi (lavoro e capitale) perché minimizzano l’impatto negativo delle imposte sulla crescita economica e hanno effetti meno distorsivi sull’utilizzo dei fattori produttivi e sull’accumulazione del capitale”. Sotto il profilo dell’equità si rileva come “il possesso dell’abitazione principale è uno dei fattori per la definizione della condizione economica dei contribuenti e la relativa capacità contributiva”. Quindi per cercare di intervenire sul lavoro si tartasseranno i pensionati e le famiglie che hanno voluto investire in una casa per assicurare il futuro ai propri figli. Si deprimerà ancora maggiormente il mercato immobiliare per cercare di far leva su un mondo industriale che sembra sempre più volto a cedere il passo. Tra le ultime dichiarazioni di Marchionne che affermava che in Italia non si può fare industria e la vendita di aziende rilevanti come patrimonio storico, ad esempio Loro Piana, sembra la strada davvero più ardua per cercare una ripresa aziendale. Con l’Imu sicuramente si deprimeranno anche i consumi delle famiglie italiane che saranno colpite dalla tassazione, oltre che ha creare ulteriori tensioni sociali tra chi pagherà l’odiosa tassa e chi invece ne sarà esentato.

Un documento che immediatamente scatenato le reazioni dei maggiorenti del Pdl, il primo a parlare è Maurizio Gasparri che dice: “”Basta balletti sull’ imu. Va tolta sulla prima casa o il governo rischia. Serietà e coerenza. L’imu sulla prima casa si toglie e basta”. Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta aggiunge: “Non è più il momento delle rassegne; non è più il momento delle ipotesi. È Ormai il tempo delle proposte: chiare politicamente, responsabili finanziariamente e utili per l’economia del nostro paese. Ci auguriamo che arrivino quanto prima”.

Battibecco in Aula tra Laura Boldrini e Renato Brunetta

boldrini-brunetta-tuttacronacaBattibecco nell’Aula della Camera tra Laura Boldrini e Renato Brunetta dopo che il capogruppo del Pdl ha chiesto alla presidente una censura per la deputata del M5S Carla Ruocco. La pentastellata ieri lo aveva definito “capo indiscusso del gruppo unico del malaffare, delle larghe intese e dell’inciucio”. Brunetta ha anche annunciato che si sarebbe avvalso di tutte le prerogative a difesa della sua onorabilità. Nel suo tentativo di mediazione, la Boldrini ha risposto: “bisognerebbe evitare queste cose inopportune. Mi dispiace se c’è stata un’offesa. Tutti evitino un linguaggio offensivo; non aiuta né qui dentro né fuori di qui”. Ma all’ex ministro queste parole non sono bastate: “Io chiedo la censura!”, ha urlato. Il presidente l’ha subito fermato: “Non è questo il tono. Vedrò il verbale e mi regolerò di conseguenza…”

Brunetta vs Rai: esposto alla Corte dei Conti

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Il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, ha presentato un esposto denuncia alla Procura regionale della Corte dei Conti presso la Regione Lazio per segnalare l’eventuale responsabilità della Rai, connessa con la violazione dei principi di trasparenza, tracciabilità dei costi e dei limiti massimi degli stipendi.

Le turbolenze sul governo Letta

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Stasera è previsto l’incontro Berlusconi-Letta, ma la tensione è alta. E’ lo stesso senatore Maurizio Gasparri “Sarà un momento per chiarire alcuni aspetti della situazione attuale. Siamo tutti angosciati, ma determinati, vedremo che succede”.

Ma la reazione del capogruppo alla Camera Renato Brunetta è più tagliente:  “Se non si fa la riforma dell’imposizione sugli immobili, che era nel programma del governo Letta, evidentemente il governo non va, non funziona. Se il ministro Giovannini, sul lavoro, continua con i suoi annunci, continua a dire che la prossima settimana, o al prossimo Consiglio dei ministri ci saranno le misure per l’occupazione giovanile, cosa di cui nessuno sa nulla, almeno io non sono a conoscenza di nessuna misura preparata dal ministro Giovannini, così non va”.

Le turbolenze ci sono e si fanno sentire anche se arriva l’annuncio da Graziano Delrio, ministro per gli affari regionali, che “Domani in consiglio dei ministri ci sarà il rinvio dell’aumento dell’iva”- e poi aggiunge – “C’è bisogno – dice – di trovare la copertura, per adesso la cosa al 99% più probabile è il rinvio di tre mesi”

 

Brunetta chiede gli stipendi dei manger Rai

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Brunetta torna sul discorso che già lo aveva visto protagonista lo scorso novembre e chiede a gran voce che vengano resi pubblici gli stipendi dei dipendenti della Rai: “i vertici della Rai non ritengano opportuno intervenire immediatamente per affermare i principi di trasparenza e della tracciabilità dei costi”. In passato il direttore generale della Rai Gubitosi giustificò l’omissione, durante un’audizione in Commissione di Vigilanza, dichiarando “che la pubblicazione dei compensi darebbe indicazioni vantaggiose ai competitors penalizzando la Rai”. Brunetta contesta queste affermazioni che “non tengono conto del fatto che la Rai è una società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, finanziata dai cittadini attraverso il canone. La pubblicazione dei compensi è un atto dovuto ai contribuenti e servirebbe a fare maggiore chiarezza a fronte delle indiscrezioni che appaiono frequentemente sulla stampa e sul web svelando i cachet percepiti dalle star televisive”. Ora sarà Roberto Fico a dover rispondere alle richieste di Renato Brunetta.

Brunetta e… la discriminazione d’altezza!

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Si è sfogato durante un’intervista con Aldo Cazzullo, sul Corriere, Renato Brunetta: “Bastaaa!!!”. Il suo problema non è a livello politico, riguarda la sua altezza e lui se la prende con “chi è ossessionato da me”. E qui la lista è lunga: “La sinistra D’Alema mi ha chiamato energumeno tascabile, Furio Colombo mini ministro. La damnatio di Gino Strada, la seggiola di Dario Fo, gli psicologismi d’accatto di Francesco Merlo, per cui la mia politica sarebbe frutto del mio complesso…Basta!!!”. Se ha preso nota di tutti quelli che l’hanno attaccato per il suo aspetto, però, non manca di fare un paragone con un calciatore per spiegare meglio la sua situazione. E infatti l’ex ministro afferma: “Sono come Balotelli, siccome è un vincente gli fanno buu”. Ma il suo sfogo continua, non capisce il perchè della persecuzione nei suoi confronti: “Per la mia altezza? Perché un nano osa pensare e non solo fare la comparsa nei film di Fellini? Osa parlare di tutto e non solo della sua altezza? Osa far politica a tutto tondo e con grinta senza limitarsi a raccontare discriminazioni subite perché povero e basso nel liceo dei signori”. Per avvalorare la tesi, cita anche dei versi di De Andrè: “Il nano è una carogna di sicuro/perché ha il cuore troppo vicino al buco del culo”. Uno sfogo in piena regola quindi, salvo che poi arriva il suo attacco: “Basta con la storia del nano e del complesso che ne avrei derivato. Balle è come dire: quello è così perché è povero, quello ha la faccia da delinquente. Ma siamo pazzi? Così si torna a Lombroso”.

Del resto dell’altezza di Brunetta il web non ha mai smesso di parlare, come dimostrano le vignette proposte dopo la sua affermazione di non aver i soldi per pagare la seconda rata dell’Imu…

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Gino Strada mette paura ai politici… non lo vogliono al Colle?

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Gino Strada è un personaggio scomodo e questo è più che evidente, ancor di più dopo l’incontro di ieri tra B & B.

Che possa diventare Presidente della Repubblica qualcuno che è al di fuori dell’apparato politico spaventa sia il Pd che il Pdl che devono quindi trovare una strada per far perdere credibilità a tutti i candidati che non siano “politically correct”, che in questo caso significa tutela di privilegi e possibilità di tattiche nella formazione di un governo. Così a farne le spese per primo è Gino Strada, fondatore di Emergency e possibile candidato del M5S, che alla trasmissione radiofonica un  Un Giorno da Pecora ha dichiarato “Alle ultime elezioni non ho votato perché ero a Los Angeles. Faccio una confessione: ho votato una volta sola negli ultimi decenni. Ho votato Orsoni   perché ho semplicemente pensato che Brunetta fosse esteticamente incompatibile con Venezia. Secondo me lui non c’entra niente con Venezia”.

Secca la replica di Brunetta “Anche nella Germania degli anni Trenta c’erano medici, colleghi del dottor Strada, che esprimevano opinioni estetiche simili a quelle espresse dal fondatore di Emergency. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere  da vergognarsi”

Anche Cicchitto si scaglia contro Gino Strada, che definisce il medico all’interno di un movimento di “un preciso filone culturale la cui traduzione politica ha esercitato una grande influenza in vaste zone dell’Europa negli anni Trenta e Quaranta. Mi sembra che la sua continuità con il dottor Mengele sia perfetta.”

Durissima anche la reazione della Carfagna  che invita Strada a stare “nei limiti della buona educazione e del rispetto della persona. Le sue affermazioni sono irricevibili, oltre che di cattivo gusto le valutazioni di carattere estetico sulle persone, purtroppo per lui, sono tipiche di chi non ha argomenti”.

Sicuramente l’affermazione di Strada non è stata delle più felici e come al solito la strumentalizzazione politica la fa apparire anche nella sua veste peggiore. Dispiace che una persona così preparata e intelligente come il Dott. Strada non abbia valutato la reazione politica che poteva scatenare con una tale affermazione. Un brutto autogol e un’altra possibilità degli italiani che va in fumo di vedere qualcuno che non sia prettamente un politico salire al Colle.

 

Veleni abissali nella politica italiana!

Cicchitto (Pdl): “non ci sfugge che è in corso un fuoco di sbarramento per favorire il Pd: l’ingresso sistematico in politica di magistrati che si sono occupati di una tematica così delicata qual è il rapporto mafia-politica comporta le conseguenze devastanti messe in evidenza dal dibattito, si fa per dire, fra Ingroia e la Boccassini”.

Letta (Pd): “Ingroia è un rivoluzionario da salotto”.

Ingroia (Rc) sulla Boccassini: ”Questa polemica e’ spiacevole e finisce per disorientare i cittadini. E’ stata una irruzione di forze estranee alla campagna elettorale. Bisogna uscire fuori dalle contrapposizioni personali e parlare di cose concrete e di programmi. I cittadini non hanno interesse a questo genere di spettacolo”

Bersani (Pd): “Ritengo che i contendenti abbiano un loro diritto e quindi ho sempre detto o tutti o nessuno, le tre conferenze stampa se vanno bene agli altri sono ok anche per me ma alla prima obiezione degli altri il Pd non ci sta: siamo democratici e non saprei come rispondere”.

Brunetta (Pdl): “sembra voler trarre da questi incontri una sua legittimazione politica, ai fini della propria campagna elettorale. La cosa rivela un enorme conflitto di interessi e una totale scorrettezza istituzionale”

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Brunetta: “La BCE ha più carisma dei governi!” E se Draghi facesse il Premier?

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