Sfidano il freddo per dire STOP al FALSO MADE IN ITALY!

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Non li ha fermati neppure il freddo, la Coldiretti con le mantelle gialle sfida anche le temperature rigide per far arrivare la loro voce dalla frontiera del Brennero a Roma. Il messaggio è chiaro: “No al falso cibo Made in Italy”. La mobilitazione «La battaglia di Natale: scegli l’Italia» è iniziata e vuole difendere il settore dalle importazioni di bassa qualità spacciate come italiane.

Nell’area di parcheggio «Brennero» al km 1 dell’autostrada del Brennero – direzione sud (Austria-Italia) scelta come campo base della protesta, con tanto di megatenda per preparare pasti e bevande calde, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia.

I tir sono stati bloccati dagli agricoltori che personalmente si sono  schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sono sollevati cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari. Gli striscioni sono piuttosto espliciti: «615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania», «1 mozzarella su 4 è senza latte», «Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro», «Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate».

Cosa mangiamo? I nostri cibi per circa un terzo cioè il 33% vengono confezionati con materie prime straniere e poi esportate  con il marchio Made in Italy, con i consumatori che peraltro sono all’oscuro di tutto ciò. Questo è il dato che emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti nell’ambito della mobilitazione che l’organizzazione agricola sta svolgendo al valico del Brennero contro le importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. «Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali – denuncia il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo – riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani ma fatti con maiali allevati all’estero. Inoltre tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta; oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano non coltivato in Italia e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere».

La presenza di ingredienti stranieri nei prodotti alimentari realizzati in Italia – spiega Coldiretti – è dovuta alla ricerca del rifornimento a basso costo e senza preoccupazioni per le conseguenze sulla salute: perciò finisce nel piatto dal concentrato di pomodoro cinese all’olio di oliva tunisino, dal riso vietnamita al miele cinese. Solo nell’ultimo anno – cita tra i vari esempi l’organizzazione agricola – sono scomparsi in Italia 615mila maiali per lasciare spazio alle importazioni di carne do bassa qualità dall’estero. «È anche necessario – conclude il presidente Moncalvo nel richiedere la completa attuazione delle leggi sulla etichettatura obbligatorie d’origine – che sia resa trasparente l’indicazione dei flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero, venga bloccato ogni finanziamento pubblico alle aziende che non valorizzano il vero Made in Italy dal campo alla tavola e diventi operativa la legge che vieta pratiche di commercio sleale, tali da permettere di pagare agli allevatori e agli agricoltori meno di quanto spendono per produrre».

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Un mare d’argento rubato nel Vicentino, circa 10 tonnellate

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In sei, assaltano un tir carico di argento all’altezza di San Bonifacio, sequestrano i due tedeschi a bordo, e li liberano solo una volta arrivati nel Vicentino, a Brendola, fuggendo con la motrice carica di dieci tonnellate di lega preziosa. Un bottino importante, che potrebbe arrivare anche ai tre milioni di euro. Sarebbe questa una prima ricostruzione della rapina andata in scena martedì pomeriggio attorno alle 16.20.

Stando alle primissime informazioni – sull’episodio indagano i carabinieri – i banditi, armati e travestiti, avrebbero bloccato il mezzo pesante proveniente dal Brennero allo svincolo tra l’Autostrada A4 e l’A22, quando stava imboccando direzione Vicenza. Minacciato i due tedeschi a bordo, che avrebbero scaricato in zona Brendola, da dove sono riusciti a dare l’allarme, i criminali hanno staccato il rimorchio carico di argento e sono fuggiti, facendo perdere le loro tracce.

Incidente mortale sulla statale del Brennero: perde la vita un poliziotto

andreabattaglia-tuttacronaca_moto_autoE’ stato fatale un sorpasso in moto al 26enne Andrea Battaglia, poliziotto di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Il giovane si è schiantato contro un’automobile in fase di sorpasso sulla statale del Brennero, vicino a Colle Isarco. L’incidente è avvenuto ieri sera e l’agente della Questura di Bolzano, in servizio da tre anni al commissariato del Brennero, è morto sul colpo. Nello scontro sono rimasti coinvolti anche due veicoli e sono tre le persone ferite. Non sono ancora però chiare le circostanze dell’incidente.

A Verona… Accoltella la moglie e poi si getta sotto un tir

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Erano circa le 9.30 quando è scattata la follia omicida di un uomo di 31 anni romeno che prima  ha accoltellato la moglie  poi è scappato verso l’autostrada del Brennero, dove si è gettato sotto un tir.

La moglie, 29enne anch’essa romena, ferita in più arti del corpo, è riuscita a scappare in una ricevitoria dove ha chiesto aiuto e ha identificato il marito come l’aggressore che le aveva inferto le lesioni. La tragedia si è consumata nei dintorni dell’ufficio postale di via Cavour, a Dossobuono, nel Veronese, e ancora non si conoscono i dettagli della vicenda che ha portato l’uomo a compiere il gesto. Al momento la donna è ricoverata in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico. Da quanto si è appreso da fonti mediche la donna non dovrebbe essere in pericolo di vita.  Pesanti le ripercussioni al traffico tra tra Nogarole Rocca e il nodo con la A4, dove il traffico è rimasto bloccato per ore.“

“Revoca della scorta a Saviano”, la proposta senza pudore di Bertoldi.

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L’Italia è in crisi, prima di tutto di idee e ogni frase, anche la più delirante ormai riesce a riempire le pagine dei quotidiani. Non c’è più filtro e tutto viene dato in pasto all’opinione pubblica senza verificare le gravi conseguenze che un’affermazione può comportare. Oggi è il giorno del commissario del Pdl altoatesino, Alessandro Bertoldi, che vuole condannare a morte lo scrittore Roberto Saviano solo per aver detto quella che probabilmente è una dura e semplice realtà da dover affrontare. Lo scrittore è colpevole infatti di aver dichiarato che il Brennero è un potenziale corridoio della droga. Saviano lo ha dichiarato al Festival dell’Economia di Trento, ora viene accusato di essere “un ingrato” a cui lo Stato dovrebbe “revocare la scorta”.

Bertoldi, classe 1994, ha rincarato la dose affermando:  “Anche questa volta Saviano non ci ha risparmiato i suoi sermoni patetici. Anche in questo giorno ha mancato di rispetto alle nostre forze dell’ordine. Rinunci alla scorta, altrimenti chiederemo noi cittadini che il ministero gliela revochi, visto che costa parecchio e fin troppo per un ingrato del genere. Ci sarebbero una decina di uomini in più a garantire la sicurezza dei cittadini e a lottare contro mafie e droghe. Sono davvero indignato e lo dovrebbero essere tutte le autorità istituzionali e politiche di questa regione. La mia solidarietà personale e politica va ai vertici e agli uomini delle forze dell’ordine della nostra Repubblica”.

Il pupillo di Silvio Berlusconi, che molti vedono come erede diretto del leader del Pdl, appena 19enne, è stato nominato coordinatore provinciale del Pdl da Silvio Berlusconi e naturalmente sarà capolista alla provinciali di ottobre, affiancato da due “tutor”, uno dei due è la sorella di Michaela Biancofiore, Antonella, inflessibile preside delle Marcelline, ha quindi premuto sull’acceleratore con affermazioni originali “Visto che Saviano sostiene che i trentini e gli altoatesini siano delle persone a cui piace pippare coca, mi chiedo se non piaccia anche a lui”. Forse Bertoldi è poco informato su chi sia Saviano o forse non conosce le lotte che ha portato avanti in questi anni?

In Italia poi la pena di morte è illegale, levare la scorta a Saviano sarebbe condannarlo a morte. Forse non sa che è stata abolita nel 1948 ed è sempre stata utilizzata in modi limitatissimi soprattutto sotto il Regno Lombardo- Veneto?

L’importante è che certe affermazioni non trovino seguito in un paese democratico dove la lotta alle organizzazioni criminali dovrebbe essere il primo punto di un governo al servizio del paese. Sgominando la mafia e i suoi traffici l’Italia potrebbe davvero ricominciare a crescere e ad assumere giovani che la disperazione e la mancanza di lavoro sta gettando nelle braccia delle cosche. Quando si inizieranno a  fare discorsi etici e non proposte prive di pudore?

Decapitazione in mare. Forse il cadavere mutilato era di un clandestino

Cercava un posto dove dormire, ha trovato la morte. Uomo travolto da treno.

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