Lo spray arriva anche tra poliziotti e carabinieri

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La sperimentazione partirà a gennaio e polizia e carabinieri saranno dotati di bombolette spray al peperoncino. Le prime città interessate saranno Roma, Napoli e Milano.  Da anni i vertici della sicurezza hanno preso in considerazione la possibilità di dotare le forze dell’ordine di questa ‘arma’, ma dubbi sulla pericolosità della sostanza ne avevano sempre frenato l’introduzione. Lo stesso capo della polizia, Antonio Manganelli, in audizione alla commissione Affari Costituzionale della Camera nel febbraio del 2012, aveva rilevato l’utilità dello spray. «Ad una carica di aggressività che si aggiunge al gas – aveva detto – abbiamo sempre pensato», ma ci sono «difficoltà, perchè commissioni come quelle del ministero della Salute frequentemente concludono che il capsicum fa male». Ora i dubbi sono stati sciolti e c’è stato il via libera.

 

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Polemica in Australia: Bieber e il suo gesto “davvero, davvero stupido”

bieber-tuttacronacaVoleva lasciare un ricordo del suo passaggio e così Justin Bieber ha pensato bene di disegnare dei graffiti sulla parete nell’hotel di Gold Coast in cui ha dormito per un concerto a Brisbane, prima tappa del tour oceanico. E non si tratta di un caso isolato: è infatti una replica di quanto il cantante canadese aveva fatto a Rio de Janeiro. Tom Tate, il sindaco che ha inviato una squadra a pulire, ha commentato: “È stato davvero, davvero stupido. Se lo avesse fatto una persona normale si sarebbe beccata dalle 80 alle 100 ore di lavori socialmente utili”. Il tutto è avvenuto mercoledì notte, quando l’idolo delle teenager, al rientro in hotel dopo il concerto, ha disegnato insieme al suo staff un Pacman fantasma e altri personaggi dei cartoni con una vernice fosforescente. E non hanno neanche cercato di celare le loro azioni, infatti le foto sono state postate su Instagram e hanno subito commenti per lo più negativi, con inviti a Bieber “a crescere” e a “non sentirsi al di sopra della legge”. Dall’hotel, tuttavia, i commenti non sono stati così duri, anche per via della pubblicità ricevuta dalla bravata del cantante. I responsabili dell’hotel QT di Surferes Paradise hanno infatti difeso il cantante definendolo “una persona adorabile” e assicurando che aveva chiesto il permesso per disegnare i graffiti. Bieber nel frattempo è partito per Sydney ma il sindaco Tate lo ha invitato a tornare per partecipare alla pulizia della parete.

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Upfest: sulle orme di Bansky

upfest

Nei giorni scorsi si è tenuta a Bristol, in Inghilterra, la sesta edizione dell’Upfest, il più grande festival europeo che riunisce street artist da tutto il mondo. La reunion degli “imbratta muri” nella città di Banksy è ormai una parte importante della vita cittadina: “Gli abitanti ci ospitano molto volentieri – spiega Stephen Hayles, uno degli organizzatori dell’Upfest – con tutta questa gente che entra nei negozi e spende…”. 342 street artist provenienti da tutto il mondo e oltre 20mila visitatori, tutti radunati in North street, cuore pulsante della manifestazione, per fare arte in piena libertà. Ma non è l’unica manifestazione cittadina, ad agosto, poco distante, si terrà il See No Evil, un evento simile e parimenti apprezzato dal pubblico. “Le istituzioni? Qui non creano troppi problemi quando le cose sono organizzate – spiega Stephen – il sindaco di Bristol, George Ferguson, ha fatto dipingere sui muri della Tobacco Factory, un palazzo che è di sua proprietà”. Anche gli italiani accorrono e come spiefa Frode, writer milanese in trasferta: “Venire qui per noi è come respirare aria pulita e basta guardarsi intorno per vedere che i muri non sono imbrattati, ma anzi sono più belli. Credo che la repressione che c’è in paesi come il nostro in realtà finisca per aumentare le tag”. Ovvero le “firme” che si diffondono di notte sui muri. Qui non corrono questo rischio: in giro solo i nomi più celebri della street art, con in vetta Bansky, di cui ancora si possono ammirare una decina di lavori. Ecco cos’è successo a l’ultimo Upfest!

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In Germania si testano i droni anti-graffiti

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La lotta ai writers, in Germania, inizia nelle stazioni ferroviarie, che subiscono danneggiamenti per 7 milioni di euro l’anno. L’idea è di testare dei droni, muniti di telecamere ad infrarossi, che spiino gli “artisti della bomboletta” e registrino prove che inchiodino chi la notte imbratta i treni. La notizia è stata data da un portavoce delle Deutsche Bahn, che ha spiegato che i droni “intelligenti” saranno utilizzati esclusivamente nelle grandi stazioni, per poter raccogliere prove suffi cienti per citare in giudizio i grafittari. I droni saranno consentiti solo nelle aree di proprietà delle ferrovie tedesche, senza ledere il diritto alla privacy delle persone che transitano al di fuori della proprietà privata di “Deutsche Bahn”. Ma vediamo in giro per il mondo che accade…

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