Di nuovo sul ring Pd e Pdl: scontro tra Epifani e Bianconi

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L’intervista shock rilasciata dal Guglielmo Epifani al Corriere della Sera ha rimesso sul ring Pd e Pdl. Scontro dopo scontro sembra che il governo Letta sia condannato a logorarsi sotto la scure dei continui veti incrociati che partono da destra e sinistra dopo che la sentenza della cassazione ha definitivamente condannato Silvio Berlusconi.

Questa l’intervista del segretario Pd al Corriere:

Berlusconi deve fare un passo indietro?
«Quello che è giusto fare e che avviene normalmente. Come ha detto lui stesso in quel video. Negli Usa cosa sarebbe successo? Nei Paesi democratici c’è una severità enorme nei reati fiscali e societari».

E la stabilità del governo?
«Il principio di legalità in uno stato democratico viene prima di qualsiasi valutazione politica».

Anche prima dell’esecutivo?
«È il fondamento. Se annulliamo legittimità e legalità non c’è più nessun caposaldo, per questo bisogna avere una linea rispettosa ma anche molto ferma. Io non vedo altre strade».

Il Pdl ha intravisto un’apertura nelle parole di Napolitano.
«A me invece è parso assai chiaro, ha detto “non forzate le mie parole”. Non lo si tiri per il bavero, lo si lasci fuori. Lo dico anche a Grillo, le cui parole ritengo inaccettabili e intollerabili».

Se si andasse al voto, il Pd avrebbe tutto da guadagnare…
«La nostra convenienza è la convenienza del Paese. Come insegna la vicenda del governo Monti, a noi semmai si può rimproverare un eccesso di responsabilità. Ma un partito non personale è questo, è una forza che si assume la responsabilità. Dopodiché il nostro problema è  che il governo non tiri a campare e sia messo in condizione di agire, per questo ci vuole fermezza. È una scelta che non subiamo, ma che vogliamo. Non ci facciamo tirare la giacca. Non ci facciamo condizionare da vicende, che pur avendo una grande rilevanza, non sono il cuore della scelta che il Paese ci chiede. Qualche timido segnale di decelerazione c’è, ma da qui a fine anno la crisi toccherà il fondo…».

Un governo di larghe intese non rischia di avere le mani legate?
«Il governo ha le mani legate dal peso del debito, dalle scelte dell’Europa che non si smuovono da una linea di austerità e dalla eredità del governo di centrodestra, che ha assunto il fiscal compact e l’obiettivo del 3 per cento nel rapporto deficit pil. Se si ragiona entro questo limite le cose che il governo sta facendo, con poche risorse, sono tutte buone. Piccole cose, intendiamoci. Ma dopo anni di tagli, il provvedimento su cultura e spettacolo è un’inversione di tendenza. Ora dobbiamo chiedere uno sforzo ancor più grande per dare impulso all’occupazione e agli investimenti».

E il Porcellum?
«Due cose dobbiamo fare, il conflitto di interessi e la legge elettorale. Da settembre avanti tutta».

Il Pd ha paura che Renzi faccia il segretario?
«Il segretario lo decidono gli iscritti e i nostri elettori, che si registreranno all’albo delle primarie. Le regole saranno rispettose di tutti. Le primarie saranno aperte, anche se ovviamente quelle per il premier lo sono di più, perché è un altro campo di gioco».

Lei si candida?
«No, lo confermo. Sono abituato a mantenere la parola».

Dopo le parole del segretario Pd, immediata monta la polemica negli ambienti di centrodestra che non mancano di commentare le parole del segretario Epifani, così D’Alessandro: “Gugliemo Epifani è un irresponsabile e un provocatore che cerca la crisi di governo senza intestarsela”, afferma l’esponente del Pdl, Luca D’Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera.Brunetta:  “Il segretario, sia pure transitorio, del Partito democratico ha esplicitamente messo in conto la fine delle larghe intese. Oltre tutto in riferimento a una questione che non è compresa nel programma di governo e su una vicenda delicata, di cui non si può non avvertire la rilevanza democratica, a seguito della quale sia Silvio Berlusconi che il Pdl hanno già escluso riflessi sul governo, assicurando la continuazione del loro impegno”.

Bianconi, Pdl: “Guglielmo Epifani, già segretario generale della Cgil e oggi segretario pro tempore del Pd, ci inonda di sciocchezze. Fra i miei colleghi di partito c’è chi si indigna o chi si arrabbia. Io no. Mi viene sempre in mente la frase di Bettino Craxi: i sindacalisti quando fanno i sindacalisti sono dei grandissimi rompicog***ni, quando entrano in politica restano dei grandissimi cog***ni”.

Il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, commenta così la vicenda: “Le dichiarazioni di Epifani tendono a incendiare il clima politico nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima. Non è una provocazione ma quasi. Non abbiamo bisogno lezioni da parte da nessuno”.

Il tesoriere del Pdl accusa i suoi parlamentari

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Conti in rosso e casse vuote questo il bilancio del Pdl. Ad accusare i parlamentari è proprio il tesoriere del partito di Silvio Berlusconi, Maurizio Bianconi, che lancia l’allarme dalle pagine del Corriere della Sera. Il buco nero sarebbe di quei sei milioni di contributi che sarebbero dovuti arrivare dagli eletti alle casse del partito e invece non si sono visti:

“Io i nomi non glieli posso proprio fare perché violerei le leggi sulla privacy”, scandisce uno sconsolato Bianconi, che tutto immaginava anni fa meno che avere degli “evasori” tra i colleghi di partito. “Certo”, aggiunge, “quella voce l’abbiamo un po’ enfatizzata anche perché adesso abbiamo davvero un bisogno disperato di soldi. Ma il problema c’è. Eccome se c’è. Berlusconi dovrebbe intervenire subito”. Tra i consiglieri regionali il 60 per cento non ha mai sborsato un euro. E quando il discorso arriva a deputati e senatori, Bianconi prima smorza (“Diciamo che quelli che non versano i soldi al partito sono più o meno il 20 per cento”), poi attacca: “Sapesse quanti tirchi ci sono tra noi. Alcuni sono tirchi celebri, altri tirchi meno. Ma sempre tirchi sono…”. E dire che la cifra da versare al Pdl non sarebbe neanche alta, soprattutto se confrontata con i guadagni. Cinquecento euro al mese per i consiglieri regionali, ottocento per i parlamentari nazionali ed europei. Tra questi ultimi, dice il tesoriere, “praticamente non c’è nessuno che ci paga. Credo che uno, tale Silvestri (in realtà si chiamo Sergio Silvestris ed è pugliese, ndr), fino a un certo punto ha pagato, poi non so”.

Il Corriere della Sera poi prosegue:

Il bilancio 2012, che il tandem Bianconi-Crimi ha confezionato rispettando il termine del 30 giugno, è la fotografia di una valle di lacrime. Colpa di entrate ridotte all’osso, anche per i tagli ai rimborsi elettorali e al finanziamento pubblico. E anche di un Berlusconi, che comunque continua a garantire sui 75 milioni di debito della vecchia Forza Italia, fermamente intenzionato a chiudere i cordoni della borsa.

Ora che Silvio Berlusconi ha rilanciato Forza Italia rottamando il Pdl che ne sarà di questi conti? Il Popolo della Libertà è destinato a finire nel registro delle bad company? I dati sono allarmanti, ma il Cavaliere preferisce ritornare al passato piuttosto che risanare il presente?

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