Berlusconi vuole il voto: “No all’impeachment ma alzare i toni”

berlusconi-voto-tuttacronacaDopo il “golpe” di Napolitano, Berlusconi prepara le prossime mosse e sceglie di non andare fino in fondo con l’impeachment ma di arrivare al voto non appena venga approvata la legge elettorale, tenendo saldo il tavolo sulle riforme con Renzi. L’ex premier ha deciso per il silenzio, salvo dare ordine ai suoi di scaldare il clima, mostrando da parte sua una calma “politica”. Con i suoi, ragiona che non è un caso che la ricostruzione di Friedman sia comparsa, nello stesso giorno, su un giornale dell’establishment italiano come il Corriere e su un giornale dell’establishment internazionale come il Financial Times, entrambi un tempo pronti a festeggiare l’arrivo di Monti. Ma un altro segnale è anche il fatto che testimonino del “complotto” Romano Prodi e Carlo De Benedetti, mentre la ricostruzione è confermata dallo stesso Monti.Come scrive l’Huffington Post:

Prodi, De Benedetti e Monti. Tre figure ostili che nella prospettiva del Cavaliere rappresentano uno che vorrebbe fare il capo dello Stato della sinistra (Prodi), il nemico economico e politico per definizione, nonché tessera “numero 1” del Pd di Matteo Renzi (De Benedetti), e uno che cerca incarichi in Europa dopo aver stretto con Renzi un patto di ferro (Monti). E allora si capisce l’analisi che l’ex premier consegna ai suoi dopo aver chiuso i giornali: “Stanno cambiando cavallo”. I fantini in questione sarebbero i poteri forti. Il cavallo scelto sarebbe Renzi. Una gara che passa attraverso l’indebolimento di Giorgio Napolitano, il grande tutore del governo Letta. Delegittimare Napolitano per archiviare il suo governo e aprire l’era Renzi, questa l’operazione secondo l’analisi del Cavaliere. Che però resta oscura sul “come”, se cioè attraverso le urne o attraverso un manovrone di Palazzo.

Da queste riflessioni, la scelta di alzare sì i toni ma senza arrivare fino in fondo sulla richiesta di impeachment senza unirsi a Grillo. Perfino Daniela Santanchè, a Piazza Pulita, non ha pronunciato la parola “impeachment”: “Quello che è emerso – dice – dimostra che aveva ragione Berlusconi a denunciare il complotto”. E con questo termina l’arsenale polemico del Cavaliere.

Perché l’obiettivo è il voto. Sondaggi alla mano, da giorni l’ex premier ha cambiato di nuovo idea. Ritenendo che, con la nuova legge elettorale, le elezioni tornano a essere la best option. E – paradossalmente ma non troppo – le dimissioni del capo dello Stato sarebbero controproducenti: “Il nuovo presidente – è il ragionamento dell’ex premier – lo deve eleggere il nuovo Parlamento, non questo”. Da cui uscirebbe una figura ostile, alla Prodi. Non è un caso che una vecchia volpe come Giuliano Ferrara, ascoltato consigliere nei momenti difficili, si affretti a registrare un video sul Foglio per spiegare che chiedere l’impeachment di Napolitano è un errore perché rischia di rianimare un governo morente. Tenere sulla corda il capo dello Stato, ma senza affondare è proprio l’ordine che dirama Berlusconi da Arcore. Convinto, anche in questo modo, di giocare di sponda con Renzi che non vuole andare a palazzo Chigi senza elezioni. Ma che vuole il voto una volta approvata la nuova legge elettorale. E chissà se è una coincidenza, ma la dichiarazione più importante a difesa del capo dello Stato, quella di Renzi, arriva per ultima. Come fosse un atto dovuto. Segnali, appunto.

La confessione del maggiordomo di Berlusconi

Silvio-Berlusconi-tuttacronaca

Dopo il videomessaggio arrivano le confessioni del maggiordomo. Al fianco del presidente del Consiglio per 25 anni per la prima volta racconta la sua versione dei fatti sulla discussa vita privata del premier:

Questa l’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano:

“Lui e Napolitano? Sono amici”.

Prima la politica. Pezzotti parla del rapporto del Cavaliere con il capo dello stato: “Lui e Berlusconi sono amici si sentono spesso, sono amici”. Filo diretto anche con il presidente del Consiglio Enrico Letta: “Stima moltissimo anche lui, e non solo perché è il nipote di Gianni”.

Le feste di Putin. Pezzotti ne ha per tutti. Ma la cosa che più gli è rimasta in mente degli anni accanto al Cavaliere sono le feste nelle dacie di Putin:

“Non potete immaginare: atterravamo con l’aereo su laghi ghiacciati. Eravamo lontani da tutto, isolati nelle foreste. Putin ci aspettava ai cancelli e subito cominciava lo show: feste in maschera, combattimenti di arti marziali, partite di hockey su ghiaccio. Le guardie del corpo, russe e Italiane che si sfidavano”.

“Pagare per il sesso? Assurdo, non ne ha mai avuto bisogno”.

Sulle donne Pezzotti è categorico. “Lo posso giurare. Solo cose galantissime. Alle 11 e mezzo si andava a letto”. E Ancora: Divento furioso quando leggo certe falsità sul capo. Soprattutto l’idea che potesse pagare per il sesso: assurda. Non ne ha avuto mai – e ripeto mai- bisogno”.

“Lui e la Pascale: una coppia normale”

Sulla nuova fidanzata del Cavaliere – secondo alcuni proprio la causa del suo allontamento – Pezzotti ha solo parole di affetto. “Una ragazza molto carina, che gli vuole bene per davvero”. La coppia ha il suo placet. “Quei due si vogliono bene veramente. Sono una coppia proprio normale. Colazione a letto, insieme. Fette biscottate e tè per lui, spremuta d’aranciata fresca per lei”.

“Nessun festino”.

Quindi una raffica di smentite sui resoconti che le cronache giudiziarie hanno restituito delle serate di Arcore. Pezzotti, nega l’esistenza di festini e di prestazioni sessuali retribuite (“di soldi non ne giravano”), ridimensiona i travestimenti di Nicole MInetti (“Follie. Hanno trasformato goliardia in mostruosità”), e conferma al cento per cento la versione da sempre ripetuta dal Cavaliere sui dopocena: “Il presidente proiettava i filmini elettorali. Sono proprio belli. E tanti: con le varie manifestazioni, come quella di San Giovanni. E poi le convention, il discorso al Congresso americano, un grande momento di storia”.

“Mi ha regalato una piscina”.

Pezzi di storia. Perché Pezzotti ormai ha lasciato il Cavaliere per aprire un ristorante. E anche al momento dell’addio, Berlusconi non avrebbe perso il vizio delle generosità: “Mi ha regalato la piscina”, spiega lui. “Sono andato a svegliarlo e mi ha detto: la piscina la offro io, per le tue figlie. Il giorno dopo Marinella (Brambilla, la storia segretari a ndr) mi ha consegnato ventimila euro”.

Possono le confessioni diventare propaganda?

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