1200 “conti laici” chiusi allo Ior, circa 300 milioni in meno

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L’era Bergoglio si fa sentire e così lo Ior, banca vaticana ha deciso di inviare 1200 lettere ad altrettanti correntisti per chiudere i conti e invitarli a scegliere altri istituti di credito.  Il nuovo Ior si limita a prestare servizio solo a “istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti o ex dipendenti del Vaticano titolari di conti per stipendi e pensioni nonché diplomatici accreditati presso la Santa Sede”. Tutti gli altri sono fuori: il che significa 300 milioni di euro in meno per l’istituto di credito.

A darne notizia è Maria Antonietta Calabrò sul Corriere della Sera. La decisione era stata presa il 4 luglio anche se le lettere sono state inviate il 19 settembre,  pochi giorni dopo l’uscita di scena dalla banca del direttore generale Paolo Cipriani e del suo vice Massimo Tulli, travolti dall’arresto di monsignor Nunzio Scarano.

Il Corriere della Sera pubblica una foto delle lettere inviate che indicano la scadenza del 30 novembre, termine oltre il quale, scrive il presidente Ernst von Freyberg, “si applicheranno le disposizioni interne previste per il recesso da parte dell’Istituto”.

Ma in Italia, riporta il Corriere, ci si interroga sulle procedure di chiusura. Dalla Banca d’Italia, all’agenzia delle Dogane e delle Entrate, queste le preoccupazioni

Questi soldi torneranno in Italia? E se sì, come? Tanto per capire: l’ultimo scudo fiscale per il rientro di capitali dal Vaticano è stato di un importo complessivo di un solo milione di euro. In ogni caso, come ha anticipato il Corriere.it ci saranno presto i nostri finanzieri alla frontiera con il Vaticano. Scopo: controllare il passaggio di contante, visto che secondo l’Aif vaticana nel 2011 ci sono state 658 operazioni in entrata superiori ai diecimila euro e 1.894 in uscita.

 

La prima volta di Bergoglio, piazza di Spagna apre le braccia a Francesco

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2 appuntamenti per Papa Francesco oggi, 8 dicembre. Bergoglio infatti si è recato a piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla Madonna in occasione della festa dell’Immacolata Concezione e poi andrà alla Basilica di Santa Maria Maggiore per un momento di preghiera davanti alla Salus Populi Romani, la Madonna venerata nella capitale. In piazza di Spagna, ad accogliere il Papa ci sarà il cardinale vicario Agostino Vallini; il sindaco di Roma Ignazio Marino; il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i malati dell’Unitalsi. Ci dovrebbe essere anche una piccola sosta in via Condotti dove papa Francesco riceverà l’omaggio dall’Associazione dei commercianti. Le celebrazioni nel cuore della capitale sono iniziate già in mattinata e per consentire l’affluenza dei fedeli il centro della capitale è “blindato”. Dalle 12 circa chiusa, e lo resterà sino a cessate esigenze, la stazione Spagna della linea A della metropolitana a Roma.

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Le parole del pontefice prima della cerimonia. «Oggi pomeriggio, seguendo un’antica tradizione, mi recherò in Piazza di Spagna, per pregare ai piedi del monumento all’Immacolata», ha detto papa Francesco al termine dell’Angelus nella festa dell’Immacolata Concezione. «Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo pellegrinaggio – ha proseguito -, che è un atto di devozione filiale a Maria, per affidarle la città di Roma, la Chiesa e l’intera umanità». «Nel rientro mi fermerò un momento nella basilica di Santa Maria Maggiore per salutare con la preghiera la ‘Salus populi romani – ha aggiunto il Pontefice con riferimento all’immagine mariana che vi è conservata – e pregare per tutti voi, per tutti i romani».

A piazza San Pietro. «Anche noi, da sempre, siamo stati scelti da Dio per vivere una vita santa, libera dal peccato», ha affermato papa Francesco all’Angelus, in una Piazza San Pietro affollatissima di fedeli nella festa dell’Immacolata Concezione. «È un progetto d’amore che Dio rinnova ogni volta che noi ci accostiamo a Lui, specialmente nei Sacramenti», ha detto il Pontefice. Il Papa, commentando i brani evangelici, ha dedicato il suo discorso alla figura di Maria, «la Madre di Gesù, la nostra Madre», invitando anche i fedeli a ripetere con lui tre volte l’appellativo «piena di grazia». Bergoglio ne ha parlato come di «una ragazza di Nazareth, piccola località della Galilea, nella periferia dell’impero romano e anche nella periferia di Israele», su cui però «si è posato lo sguardo del Signore, che l’ha prescelta per essere madre del suo Figlio». E illustrando in breve il dogma dell’Immacolata Concezione, ha spiegato: «In vista di questa maternità, Maria è stata preservata dal peccato originale, cioè da quella frattura nella comunione con Dio, con gli altri e con il creato che ferisce in profondità ogni essere umano». «Ma questa frattura – ha proseguito – è stata sanata in anticipo nella Madre di Colui che è venuto a liberarci dalla schiavitù del peccato. L’Immacolata è inscritta nel disegno di Dio; è frutto dell’amore di Dio che salva il mondo». Secondo Bergoglio, «il mistero di questa ragazza di Nazareth, che è nel cuore di Dio, non ci è estraneo. Infatti Dio posa il suo sguardo d’amore su ogni uomo e ogni donna! Con nome e cognome. L’Apostolo Paolo afferma che Dio ‘ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati».

Papa Francesco versione “farmacista” diventa un business

papa-francesco-misericordina-tuttacronacaDue settimane fa Papa Francesco dava un “consiglio medico” suggerendo a tutti l’assunzione della Misericordina, una medicina per l’anima che prevede santino e rosario in confezione farmaceutica con tanto di bugiardino. Ma se allora le confezioni erano state regalate ai presenti, ora il Pontefice viene utilizzato come testimonial e la Misericordina si può acquistare nei negozi vicino San Pietro e anche on line, a prezzi che variano da 5 a 35 euro. Si è venuto così a creare un business internazionale, alimentato dal migliore “spot” della storia. Il Papa aveva esortato tutti: “Non dimenticatevi di prenderla” e quella che voleva essere un’idea per invitare alla preghiera, si è trasformata in un banale business. Le confezioni in vendita sono identiche a quelle mostrate in Piazza San Pietro e il prezzo varia tra cinque e sei euro a seconda del negozio: molto, se paragonato a quello degli altri rosari, circa 1 euro, per i quali esistono pure offerte speciali, dodici a cinque euro. Ma anche in rete è possibile acquistare la “medicina” e qui i prezzi lievitano: ci sono store online che la vendono per 5 euro come i negozi, ma su eBay non mancano quelle garantite “originali” vendute a 34,90 dollari, ai quali va aggiunta la spedizione. In Vaticano sembrano non aver visto il rischio che qualcuno potesse sfruttare il prodotto, ma non è sfuggito ai commercianti di oggetti religiosi. La Misericordina, più che una cura per l’anima, è diventata un souvenir accanto al Colosseo di plastica. O meglio, accanto a tutti quei prodotti che sul sacro giocano, dal prete gonfiabile per confessioni lampo al sapone a forma di Gesù per lavarsi l’anima, fino alla forma che stampa il viso della Vergine sui toast.

Quant’è moderno Papa Francesco? Tanto da avere un’app tutta per lui!

papa-francesco-app-tuttacronacaE’ l’Ansa a lanciare una nuova app dedicata interamente al Pontefice. Si chiama “Papa Francesco News” e riporta notizie, speciali e approfondimenti sul nuovo corso in Vaticano, permettendo di restare sempre aggiornati sui principali eventi che coinvolgono il Santo Padre, la sua svolta riformatrice, il suo stile, la visione della ‘’chiesa povera’’.  Non mancheranno inoltre le migliori foto che testimoniano non solo il suo operato ma anche i fuoriprogramma, i momenti solenni e le curiosità. Di facile consulatazione, la nuova app permette di non perdere nessuna novità su quanto riguarda documenti pontifici, discorsi del Papa, vita delle istituzioni vaticane e celebrazioni dei grandi appuntamenti. E ancora si trovano approfondimenti sulla sua biografia e non mancano le analisi della vaticanista Ansa Giovanna Chirri, la giornalista che per prima ha dato al mondo la notizia delle dimissioni di Papa Ratzinger. Ancora, sarà possibile avere sul cellulare la storia di Papa Francesco raccontata da Francesca Ambrogetti, autrice della biografia del Pontefice nella quale racconta 3 anni di conversazioni con Bergoglio sulla sua vita e su Dio. Per tutte le informazioni, basta dare uno sguardo a http://www.papafrancesconewsapp.com.

Papa Francesco: “Non stancatevi di chiedere perchè”

Papa-Francesco-tuttacronacaPapa Francesco ha incontrato la comunità filippina, che ancora è scossa per il dolore e la devastazione provocata dal tifone Haiyan e ha esortato i presenti a non smettere mai d’interrogarsi su quello che accade: “Nel momento della prova ci chiediamo perché succedono queste cose, e non si può spiegare. Non stancatevi di chiedere il perché, cosi attirerete la tenerezza del Padre”. Il Pontefice ha quindi confessato: “In questi giorni anch’io sono stato molto scosso. Ho sentito che il dolore era forte ma anche la solidarietà di tutti nel momento della prova”.

Il Papa medico prescrive la misericordia. Prendetene tutti!

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Prendetene tutti! Il papa medico distribuisce 20.000 scatolette di Misericordina durante l’Angelus a san pietro«Come mezzo di prevenzione si assume una volta al giorno – recita la posologia – e in casi urgenti si assume tante volte quante chiede la tua anima. La posologia è identica per bambini e adulti». Tirati in ventimila copie i «bugiardini» realizzati in italiano, polacco, inglese e spagnolo, spiegano quando ricorrere a «Misericordina – 50 grani per il cuore». E ventimila scatolette della «medicina» vengono distribuiti in piazza San Pietro dopo l’Angelus del Papa. Si tratta di 20.000 rosari, contenuti in una piccola scatoletta in tutto simile a quelle dei farmaci – con l’ illustrazione di un miocardio e di un tracciato cardiaco – e accompagnati dalle istruzioni. Tra queste: «prima di usare la medicina, leggere il contenuto di questo prospetto; se è necessario leggerlo una seconda volta, e quando è necessario un consiglio o una informazione aggiuntiva, mettersi in contatto con un sacerdote». Seguono le spiegazioni su cosa sia Misericordina e quando vada usata, sulle precauzioni per l’uso, la posologia, le forme di somministrazione, le controindicazioni. Le scatolette – nate da una idea dei seminaristi polacchi devoti di santa Faustina Kowalska (la suora polacca che ha iniziato il culto della ‘Divina misericordia’, influenzando anche papa Wojtyla, ndr) e realizzate per impulso di padre Konrad, l’elemosiniere del Papa, hanno ricevuto l’approvazione di papa Francesco. All’Angelus il Papa ha suggerito la «Misericordina» come un «modo per concretizzare i frutti dell’Anno della fede che volge al termine. Si tratta – ha detto – di una ‘medicina spirituale chiamata ‘Misericordina’. È contenuta in una scatoletta, che alcuni volontari distribuiranno mentre lasciate la piazza. C’è una corona del rosario, con la quale si può pregare anche la ‘coroncina della Divina misericordia’, aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità». «Vorrei adesso – ha detto prima di consigliare la ‘medicina’ – consigliarvi una medicina, ‘ma che, ora il Papa fa il farmacista?’». Tenendo in mano la scatolina, e agitandola per farla vedere a tutti, il Papa ha spiegato la iniziativa. «Non dimenticatevi di prenderla – ha esortato – perché fa bene al cuore, all’anima, a tutta la vita».

“Francesco è un Papa Masterchef” e altre curiosità

Papa-francesco-tuttacronacaDi lui conosciamo la veste “ufficiale”, quella di un Papa che scende tra la gente e abbraccia malati e bimbi, si scatta foto con i giovani e telefona alla gente. Ma anche che non si fa problemi a puntare il dito contro quello che non va e che ha intenzione di dare un volto nuovo alla Chiesa. Ma cosa fa Papa Francesco quando non lo vediamo? Il nuovo pontefice è tutto da scoprire e in questo senso ci viene in aiuto Elisabetta Piquè, giornalista argentina e amica del Santo Padre che ha scritto un libro su di lui: “Francesco. Vita e rivoluzione”. E scorrendo le pagine scopriamo abitudini e curiosità, come il fatto che “Francesco ama la buona tavola e spesso si mette anche ai fornelli: per esempio, sa preparare un’ottima paella”. Insomma, “Francesco è un Papa masterchef”. La giornalista è stata intervistata da Gente e ha raccontato che “Già alle 4.15 del mattino, quando si sveglia, dopo doccia, barba e preghiere, si prepara un paio di mate per colazione. E nel menu di Santa Marta ha ‘imposto’ il dulce de leche, il suo dessert preferito”. Altre curiosità: “Ogni giorno, intorno alle 17.00, Bergoglio, rigorosamente da solo, prende il cappuccino alla macchinetta del caffè di Santa Marta, tirando fuori di tasca sua i 30 centesimi necessari. E ha l’abitudine di offrire brioche alle guardie svizzere”. Tra le testimonianze raccolte nel libro quella dell’amico Oscar Crespo: “Andavamo a ballare al club del quartiere Chacarita perche’ c’erano molte ragazze. Jorge era fidanzato con una della zona, rimasta sconosciuta”.

Spuntano altre minorenni nell’indagine dei Parioli!!!

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Ci sarebbero altre ragazze minorenni oltre alle due già individuate nel giro di prostituzione  a Roma, questa almeno sarebbe la pista che starebbero seguendo in queste ore gli investigatori che indagano sulla vicenda. A quanto si è appreso, potrebbe trattarsi di amiche o conoscenti delle due ragazzine già al centro delle indagini. Sono circa 20-30 i clienti finora coinvolti: tutti facoltosi o agiati.

Ratzinger presunto omicida, non è la prima volta, ma forse è diffamazione

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Sarebbe una testimone oculare, una donna che avrebbe dichiarato di essere stata presente durante un rituale con sacrifici umani. La notizia è tata resa nota dall’ITCCS(Tribunale Internazionale sui Crimini di Chiesa e Stato) che il 28 ottobre 2013 ha pubblicato ufficialmente la denuncia attraverso il loro sito d’informazione pubblica. Numerosi giornali, fra questi anche Blasting News, avrebbero riportato il fatto, avvenuto, secondo quanto affermato dalle fonti, nel 1987 in un castello francese. La donna avrebbe dichiarato che Ratzinger in tale occasione abbia personalmente assassinato una bambina e che in molti incontri simili abbia assistito all’uccisione di numerosi innocenti. Altri nomi vengono invischiati nella vicenda, personaggi illustri e influenti, come  il cardinale cattolico Alfrink e il principe Bernardo, fondatore del Bilderberg.

Queste le parole della donna: “E’ stato brutto e orribile e non è successo solo una volta. Ratzinger ha preso spesso parte. Lui, Alfrink (olandese cardinale cattolico) e il Principe Bernardo erano solo alcuni degli uomini più importanti che ne hanno preso parte”.

Tempo prima ci fu anche un’altra donna, l’olandese, Toos Nijenhuis, che aveva dichiarato di raduni con sacrifici umani a cui avrebbero partecipato esponenti della chiesa cattolica.

Dal comunicato dell’ITCCS si apprendeva inoltre che alcuni politici italiani si siano schierati dalla loro parte affinché s’intraprenda un’azione legale contro il papato, che protegge Ratzinger tra le mura vaticane, ostacolando così la giustizia e il suo corso.

Del resto è notizia già nota che nello scorso febbraio 2013 è stato spiccato un mandato d’arresto contro il deposto Papa Benedetto XVI, accusato di crimini contro l’umanità. Arresto chiaramente mai avvenuto.

Pare che uno degli obiettivi principali dell’organizzazione (ITCCS) sia quello di abolire i Patti Lateranensi, che garantiscono immunità giuridica a Ratzinger rifugiato in Vaticano, grazie anche ad un decreto approvato dall’attuale Papa Bergoglio. Tale protezione renderebbe anche lui in qualche modo attaccabile per complicità.

Naturalmente prima di poter dar adito alle tante voci che ruotano intorno alla notizia bisognerebbe verificare l’attendibilità dei testimoni e vedere se ci possano essere motivi di diffamazione, magari provenienti da nemici della Chiesa o che abbiano interesse a denigrare le alte personalità del Vaticano.

Papa Francesco piace alla gente ma non alla ‘ndrangheta

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“Papa Francesco sta facendo innervosire la mafia finanziaria […]. Se i boss potessero fargli uno sgambetto, non esiterebbero. E di certo ci stanno già riflettendo”, l’allarme è stato lanciato dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri in un’intervista a Il Fatto Quotidiano “Questo Papa – spiega al quotidiano – è sulla strada giusta. Ha da subito lanciato segnali importanti: indossa il crocifisso in ferro, rema contro il lusso. È coerente, credibile. E punta a fare pulizia totale”. Questo può dare molto filo da torcere alla mafia finanziaria che da tempo investe e ricicla denaro anche, secondo quanto afferma il procuratore, nutrendosi “delle connivenze con la Chiesa”. “Chi finora si è nutrito del potere e della ricchezza che derivano direttamente dalla Chiesa è nervoso, agitato. Papa Bergoglio sta spostando centri di potere economico in Vaticano. Se i boss potessero fargli uno sgambetto, non esiterebbero”.

Come riporta l’Huffington Post citando sempre Il Fatto Quotidiano:

Secondo il procuratore aggiunto di Reggio, il Papa può essere davvero in pericolo. “Non so se la criminalità organizzata sia nella condizione di fare qualcosa – precisa – ma di certo ci sta riflettendo. Può essere pericoloso”. Gratteri, che dal 1989 vive sotto scorta, ha scritto insieme allo storico Antonio Nicaso un libro intitolato “Acqua Santissima” in cui racconta i profondissimi legami che esistono tra mafia e Chiesa. Nella sua esperienza sa come i preti vadano “di continuo a casa dei boss a bere il caffè, regalando loro forza e legittimazione popolare”.

Tevez dal Papa e poi l’attaccante twitta “speciale e umile”

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L’attaccante della Juventus, Carlos Tevez è stato ricevuto in udienza privata da Papa Francesco a Roma. L’Apache ha postato sul suo profilo Twitter una foto che lo ritrae al fianco di Papa Bergoglio, in compagnia della sua famiglia. “Grazie santo padre per aver ricevuto la mia famiglia. E’ un orgoglio che sia argentino, e che sia così speciale e umile”, ha scritto Tevez su Twitter.

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Il Papa della gente con il naso da clown!

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Naso rosso e sorriso divertito così Papa Francesco, definito da Today –  che riporta la notizia – “il Papa della Gente”, Bergoglio avrebbe indossato il naso finto per congratularsi con un coppia di sposini che si traveste da clown  per allietare i bambini per beneficenza.

Il Papa di Crozza ha il frigorifero sulle spalle

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Nel suo ‘Paese delle meraviglie’ in onda su La7, il comico si trasforma nel Papa argentino che sta rivoluzionando la Chiesa con la sua spontaneità e le sue idee controcorrente. Ma non tutti sono disposti ad aiutarlo nel sostenere il peso del cambiamento.

Una donazione che diventa una rompicapo. Che ci farà Papa Francesco?

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Un rompicapo più che una donazione, quella eredità che Anna Maria Chiap, ricca possidente veneta morta a 92 anni ha lasciato in favore del Patriarcato di Venezia. Un patrimonio di gran valore che tuttavia non potrà essere rivenduto per poi usare il ricavato in attività benefiche, in quanto la donna ha lasciato vincoli precisi: lo si deve usare solo per “lo sviluppo del lavoro giovanile”. Che ci farà Papa Francesco con 16 fabbricati e 56 terreni per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro?

Missile sull’ambasciata della Santa Sede a Damasco, nessun ferito!

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Un missile ha colpito l’ambasciata della Santa Sede a Damasco, la nunziatura vaticana è sita nel quartiere centrale di Malki, non lontano dalla piazza degli Omayyadi. Fortunatamente in quel momento l’ala dell’edificio era vuota e non ci sono feriti. Lo riferiscono varie fonti locali. «Qui è pieno di pietre e calcinacci. Un muro è crollato ma per fortuna stiamo tutti bene» così hanno riferito fonti contattate dall’agenzia missionaria MISNA alla nunziatura di Damasco. «Verso le sette meno un quarto abbiamo sentito un boato assordante, poi l’impatto. Fortissimo», racconta ancora l’interlocutore, aggiungendo che il Nunzio apostolico Mario Zenari è corso subito a vedere cosa fosse accaduto. «Abbiamo pregato e ringraziato Dio perché l’esplosione ha provocato solo danni materiali, senza causare vittime».

Il prete che stuprò la bambina, ora chiede di morire

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Dopo anni di silenzio, esce allo scoperto don Pietro Tosi, 87 anni, il sacerdote che nel 1980 abusò di una 14enne a Cornacervina e la lasciò incinta. “Verso quella famiglia ho la coscienza a posto – dice oggi a “Il Resto del Carlino” – ho fatto tutto quello che era possibile, ora non so cosa fare e chiedo a Dio di morire”. Il figlio di quella violenza, Erik Zattoni, combatte una battaglia perché Papa Francesco riduca il sacerdote allo stato laicale e ha denunciato tutto alla trasmissione “Le Iene”.

Aveva solo 14 anni la bambina che fu stuprata nel 1980 da don Pietro Tosi, oggi 87enne. La bambina rimase incinta e il figlio di quella violenza  Erik Zattoni, ha chiesto, attraverso la trasmissione “Le Iene” che Papa Francesco riduca il sacerdote a laico.

Don Pietro Tosi in un intervista a “Il Resto del Carlino” ha dichiarato di aver fatto tutto il possibile e ora chiede a Dio solo di morire. Il prete ora si troverebbe in una casa di riposo, lontano dai riflettori che invece è stato proprio il figlio ad accendere. Di quel figlio però non parla: “Sto morendo, sono finito, non ne posso più”, dice Tosi e poi ha ancora la lucidità di affermare “Parlate con i miei avvocati” dice, e cita tra i legali il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani. Nonostante chieda e afferma che la sua ora è giunta, Tosi ha anche promesso di raccontare la sua vita in un libro. All’epoca dei fatti respinse ogni addebito, minacciando le vie legali. Oggi la soluzione è arrivata dopo molti anni, nell’ambito della causa per il riconoscimento della paternità. E don Tosi ha voglia di raccontare la sua personalissima verità “Non mi merito tutto questo, ho aiutato giovani, anziani, famiglie, poveri, insomma la mia gente. Non c’era niente a Cornacervina (Ferrara, ndr) io ho fatto costruire tutto”

Draghi da Francesco

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Il Papa ha ricevuto il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Il comunicato è arrivato attraverso una nota della Sala Stampa vaticana che ha fatto sapere che il presidente della Banca Centrale Europea e la sua famiglia sono a colloquio con il Pontefice.

Anziana derubata chiede aiuto al Papa: lui le spedisce 200 euro

papa_francesco_tuttacronacaSi trovava in un autobus diretto all’ospedale dove il coniuge si sottopone alle terapie, un’anziana che, a Marghera, Venezia, è stata derubata del portafoglio contenente 54 euro. La donna, in seguito, ha deciso di rivolgersi a Papa Francesco scrivendogli una lettera per chiedergli aiuto viste le sue difficoltà economiche. Ieri mattina, è suonato il campanello della canonica dei Santi Gervasio e Protasio, in via San Donà a Carpenedo: era il postino, con una raccomandata dal Vaticano indirizzata al parroco don Gianni Antoniazzi. All’interno della busta, un assegno non trasferibile del valore di 200 euro e la fotocopia della lettera del 10 settembre. “La prego di consegnare, nel modo che riterrà più opportuno, il relativo importo alla signora significandole che si tratta di un dono di Sua Santità, il Quale l’accompagna con la Benedizione Apostolica propiziatrice dei desiderati aiuti e conforti divini per essa e per il marito” si legge sulla missiva che riporta le volontà del Pontefice.

La residenza da 31 milioni del vescovo che scandalizza i fedeli

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Imbarazzo e scandalo di fronte alla residenza da 31 milioni di euro del vescovo della città di Limburgo, nel land occidentale dell’Assia, in Germania, monsignor Franz-Peter Tebartz-van Elst. Il vescovo poi avrebbe anche mentito per ben due volte sotto giuramento su un volo effettuato in business class, per recarsi in India. In particolare al monsignore si contestava di aver affermato ai giornalisti che lui ha l’abitudine di viaggiare esclusivamente in prima classe. La situazione naturalmente preoccupa anche il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch che ha dichiarato  «Sono come voi sorpreso da questi 31 milioni» e ha espresso l’intento di recarsi in Vaticano per riferire a Papa Francesco. Già il mese scorso la Santa Sede aveva mandato un suo inviato per esaminare le finanze della diocesi.

I giornalisti “epurati” dopo aver criticato Papa Francesco

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Sono stati licenziati Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro,  intellettuali cattolici di stampo tradizionalista che su Il Foglio avevano avevano criticato Papa Francesco. Sono passati pochi giorni e quel commento dal titolo  “Questo Papa non ci piace”, non è passato inosservato e sono stati quindi allontanati da Radio Maria dove conducevano il programma.

Nel loro articolo sul Foglio, Gnocchi e Palmaro puntavano il dito contro le interviste di Bergoglio, in particolare quella a Eugenio Scalfari, e il suo stile comunicativo, definendoli “un campionario di relativismo morale e religioso”.

I due intellettuali hanno spiegato sul Foglio come è andata:

“Dopo l’articolo ‘Questo Papa non ci piace’, firmato mercoledì 9 ottobre sul Foglio, siamo stati esautorati dalla conduzione delle trasmissioni che abbiamo condotto per dieci anni su Radio Maria, ‘Incontri con la bioetica’ (Palmaro) e ‘Uomini e letteratura: incontri alla luce del Vangelo’ (Gnocchi). Ci è stato comunicato con una garbatissima telefonata del direttore padre Livio Fanzaga, nei confronti del quale non muta la nostra amicizia. Ma questo non cambia la sostanza dei fatti”.

“Padre Livio ritiene che non si possa essere conduttori di Radio Maria e, contemporaneamente, esprimere critiche sul Papa. Pur non condividendo questa linea editoriale, ne prendiamo atto rimarcando comunque che le nostre critiche a papa Francesco non contengono una sola riga che non si attenga alla dottrina cattolica e non sono state espresse dai microfoni della Radio”.

“L’atto compiuto nei nostri confronti risulta dunque abbastanza raro nell’uso giornalistico sia nella sostanza sia nel metodo colpendo delle opinioni, discutibili certo ma legittime, espresse su un’altra testata”. Con questo “non possiamo però tacere che, per dieci anni, abbiamo avuto la possibilità di trattare a Radio Maria in assoluta libertà temi molto scottanti per merito del suo direttore. Ed è proprio ciò che rende più amaro questo epilogo, di cui vogliamo dare così notizia anche agli ascoltatori delle nostre trasmissioni”.

Dalle telefonate alle schede telefoniche… l’evoluzione di Papa Francesco

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Papa Francesco ci ha abituato alle sue telefonate indirizzate a varie personalità politiche o di spicco in giro per il mondo e in particolare in Italia. La comunicazione è al centro del suo Pontificato e questo è giornalmente sotto gli occhi di tutti: dalla lattina presa da un fedele al cambio della papalina. Un universo fatto di piccoli gesti che stanno pian piano cercando di riavvicinare la Chiesa al suo popolo. L’ultimo atto è stato quello di acquistare numerose schede telefoniche internazionali e distribuirle presso i Centri di accoglienza di Lampedusa. Il Papa voleva infatti dare la possibilità ai migranti di mettersi in contatto con i propri familiari, nei paesi d’origine.

 

Il Papa e l’Europa, i 30 minuti di Francesco e Schulz

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Un incontro durato 30 minuti fra Papa Francesco e il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz che si è svolto in privato alla sola presenza di un interprete. Al momento dello scambio dei regali, Schulz ha donato al Papa un fotoalbum sulla visita di Giovanni Paolo II al Parlamento Europeo di 25 anni fa e un libretto di preghiere tedesco di epoca ottocentesca, dei Gesuiti.

Medaglia per il primo anno di Pontificato di Papa Francesco ritirata: c’è un errore!

medaglia_commemorativa_primo_anno_pontificato_francesco_sbagliata-tuttacronacaE’ stata messa in vendita ieri, dall’Istituto Poligrafico e dalla Zecca dello Stato, una medaglia commemorativa in onore del primo anno di pontificato di Papa Francesco. Ma il Vaticano l’ha già ritirata dal commercio. La scelta è stata obbligata visto che presenta errore grossolano. Spiega il certificato di garanzia che la medaglia dovrebbe riportare incisa la scritta: VIDIT ERGO JESUS PUBLICANUM ET QUIA MISERANDO ATQUE ELIGENDO VIDIT, AIT ILLI SEQUERE ME (Gesù guardò il pubblicano e avendone pietà gli disse Seguimi). Peccato, però, che al posto della “J” di Jesus sia stata incisa la lettera “L”. La frase, tratta dalle Omelie di san Beda il Venerabile e incisa intorno alla raffigurazione della chiamata di Matteo, segnò il giovane Jorge Mario Bergoglio quando nel 1953, ancora 17enne, fece esperienza della presenza di Dio nella sua vita in occasione della festa di san Matteo. In seguito ad una confessione, si sentì toccare il cuore e avvertì la discesa in esso della misericordia di Dio che lo chiamava alla vita religiosa, sull’esempio di sant’Ignazio di Loyola. La medaglia, opera di Mariangela Crisciotti, è stata coniata in oro, argento e bronzo, e ha un diametro di 44 mm. In tutto ne sono stati venduti 4 esemplari, destinati a veder moltiplicato il loro valore originario.
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Papa Francesco in un atteggiamento inedito. Uno scatto del 2006

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Un Papa che stupisce sempre e questo scatto realizzato il 29 giugno del 2006 esposto nella galleria  di Enrique Cangas, lo mostra appoggiato sulla spalla di un ragazzo: l’ennesimo atteggiamento inedito di un Pontefice vicino al popolo e lontano dal “palazzo del potere”. All’epoca, naturalmente Bergoglio non era ancora pontefice e il ragazzo con cui è stato ritratto si chiama Juan Francisco Taborda. Il giovane, ora 22enne avrebbe incontrato  Papa Francesco due volte prima che diventasse pontefice, senza mai riconoscerlo fino a pochi giorni dopo l’elezione.

 

Prete pedofilo? Alcune chiese che non risarciscono le vittime

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In Polonia, nella terra di Papa Wojtyla, ma anche una delle Chiese che al momento sono al centro delle più scabrose indagini per la pedofilia che sembrerebbe nascondersi tra i muri di queste comunità ecclesiali, il vescovo Wojciech Polak si scusa e offre solidarietà e supporto psicologico e terapeutico per le vittime dei preti pedofili, ma non aveva fatto cenno a risarcimenti. Oggi Jozef Kloch, il portavoce della Conferenza episcopale polacca ha ribadito che la chiesa non intende pagare risarcimenti alle loro vittime. In Polonia sono circa 27 i preti accusati di pedofilia ai quali recentemente si sono aggiunti altri due fra cui un arcivescovo ricercato a Santo Domingo.

Assisi e il suo Francesco, il Papa sulle orme del Santo

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Il giorno dopo la tragedia di Lampedusa, inizia la giornata in pellegrinaggio di Papa Francesco ad Assisi. Un percorso di oltre 30 km che prende inizio alle 7.45  e che è previsto che si concluderà alle 19.15, dopo aver toccato 11 tappe, tra cui quella più importante a metà mattinata alla tomba di San Francesco.

A dare il benvenuto al Papa c’era Pietro Grasso, presidente del Senato, dove oggi la giunta è riunita per la decadenza di Silvio Berlusconi.  Tra coloro che hanno accolto il Pontefice nelle prime ore della mattina c’era il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino e moltissimi pellegrini. Al fianco del Papa a seguirlo in questo percorso anche gli otto cardinali del consiglio che si è riunito nei giorni scorsi a Roma per riformare la Curia.

Il primo pensiero del Papa è andato naturalmente ai morti di Lampedusa: “Oggi è un giorno di pianto, queste cose le fa lo spirito del mondo”, ha detto Francesco nel corso della sua visita alla sala della spogliazione di Assisi, criticando il “mondo selvaggio” a cui non importa, tra l’altro, se “tanta gente fugge dalla schiavitù, dalla fame, cercando la libertà” e “trovano la morte come è successo ieri a Lampedusa”. Poi l’attacco alla “mondanità spirituale che uccide l’anima delle persone e la Chiesa. Prego Dio – ha detto Francesco – affinché dia a tutti noi il coraggio di spogliarci dello spirito del mondo che è la lebbra, il cancro della società, il nemico di Gesù”.

Dopo le frasi d’inizio il Papa si è recato alla prima tappa del pellegrinaggio: l’Istituto serafico di Assisi, dove Francesco si è fermato a salutare alcuni bambini e ragazzi disabili. “La mia visita è soprattutto un pellegrinaggio di amore, per pregare sulla tomba di un uomo che si è spogliato di se stesso e si è rivestito di Cristo e, sull’esempio di Cristo, ha amato tutti, specialmente i più poveri e abbandonati, ha amato con stupore e semplicità la creazione di Dio. “Noi siamo tra le piaghe di Gesù. Queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate. Di essere riconosciute. Mi viene in mente – ha proseguito – quando il Signore Gesù andava in cammino con quei due discepoli tristi”, ad Emmaus. “Ma alla fine – ha rimarcato Bergoglio – Gesù ha fatto vedere le sue paghe e loro lo hanno riconosciuto. Poi il pane, lui era lì. Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. Qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, bambini, in queste persone – ha scandito il Papa – Adoriamo la carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse non tanto sui giornali come notizia, quello che è un ascolto che dura uno, due o tre giorni. Poi viene un altro. Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani. Il cristiano adora Gesù, cerca Gesù. Il cristiano sa riconoscere le piaghe di Gesù”.

“Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate”. Lo ha chiesto Papa Francesco nel discorso ufficiale – consegnato ma non letto – in risposta al sindaco di Assisi, Claudio Ricci. “A volte – ha scritto il Pontefice nel testo – le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano”.

“La società purtroppo è inquinata dalla cultura dello scarto”, che è opposta alla cultura dell’accoglienza”. Così Papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso ufficiale all’Istituto Serafico non pronunciato ma consegnato al vescovo della città del ‘poverello’. “E le vittime della cultura dello scarto – dice Bergoglio – sono proprio le persone più deboli, più fragili. In questa Casa invece vedo in azione la cultura dell’accoglienza. Certo, anche qui non sarà tutto perfetto, ma si collabora insieme per la vita dignitosa di persone con gravi difficoltà. Grazie per questo segno di amore che ci offrite: questo è il segno della vera civiltà, umana e cristiana! Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate!”.

“A volte invece le famiglie – dice ancora Bergoglio – si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso”.

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“Non si può servire due padroni. O servi Dio, o servi il denaro”, ha detto Papa Francesco ad Assisi, nel suo discorso per una Chiesa più umile e povera.

“La chiesa si spogli dal pericolo della mondanità che ci porta alla vanità”. Così il papa a braccio nella Sala della Spoliazione di San Francesco del Vescovado di Assisi, davanti poveri assistiti dalla Caritas. “Oggi – ha aggiunto Francesco – è un giorno di pianto”.

“Tutti voi siete stati spogliati da questo mondo selvaggio che non dà lavoro, che non aiuta, che non importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo, non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare pane a casa. Non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà. E con quanto dolore tanto volte vediamo che trovano la morte, come e successo ieri a Lampedusa. Ma oggi è un giorno di pianto”. Lo dice Papa Francesco da Assisi.

“La Chiesa, tutti noi, deve spogliarsi della mondanità, che la porta a vanità, orgoglio e idolatria”. Così Papa Francesco nella sala della spogliazione di Assisi, dove San Francesco si spogliò degli averi. Il Papa ha definito la mondanità “lebbra” e “cancro” della società.

“Questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi, ma la Chiesa siamo tutti, dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù che è nato e ha voluto essere umiliato fino alla croce e se noi vogliamo esse cristiani non c’e un’altra strada”. Così Papa Francesco nel corso della sua visita alla sala della spogliazione di Assisi.

“Possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano, senza croce, senza Gesù, senza spoliazione e diventeremo cristiani di pasticceria con belle torte, cose dolci, ma non cristiani davvero. Ma di cosa deve spogliarsi la Chiesa? Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Un cristiano non può convivere con lo spirito del mondo, la mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E l’idolatria e il peccato più forte”, ha detto Papa Francesco da Assisi.

Quando nei media, ha aggiunto, “si parla della Chiesa credono che la Chiesa siano i preti, le suore, i vescovi, i cardinali e il papa. Siamo tutti noi e tutti noi dobbiamo spogliarci di questa mondanità. La mondanità ci fa male. È tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro della sicurezza che gli dà il mondo, ma non si può lavorare dalle due parti”.

Il Papa poi si ferma a pregare sulla tomba di San Francesco.

Enrico Letta arriva ad Assisi.

Queste le tappe fondamentali del Pontefice sulle orme di San Francesco:

Un nuovo forte appello di pace è stato lanciato da papa Francesco durante la sua messa ad Assisi. Il Papa ha invocato che “cessino i conflitti armati che insanguinano la terra”, che “tacciano le armi”, e si ascolti il “grido” di chi soffre e muore per il terrorismo e le guerre, specie in Siria, in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente.

“Da questa Città della Pace, ripeto con la forza e la mitezza dell’amore: rispettiamo la creazione, non siamo strumenti di distruzione!”. È l’appello per la difesa del creato lanciato da papa Francesco durante la messa ad Assisi. Nell’omelia il Pontefice ha citato il Cantico delle Creature di San Francesco.

“Rispettiamo ogni essere umano – ha detto il Papa – cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l’odio ceda il posto all’amore, l’offesa al perdono e la discordia all’unione”. “Sentiamo il grido di coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della violenza, del terrorismo o della guerra, in Terra Santa, tanto amata da san Francesco, in Siria, nell’intero Medio Oriente, nel mondo”, ha aggiunto.

“Preghiamo per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide”. Lo ha detto papa Francesco ad Assisi, nell’omelia della messa celebrata sulla piazza di San Francesco. “Auguri a tutti gli italiani, alla persona del capo del governo, qui presente”.

Durante il suo Pellegrinaggio Papa Francesco a gran voce riabilità la figura di Francesco come una personalità forte e non guidata da un sentimento

“Per favore: questo San Francesco non esiste! La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo”.

Il Papa richiama ancora una volta alla vera natura del Francesco amante degli animali e lo strappa però da quella visione di panteismo, che spesso viene attribuita al Santo. Ancora una volta quindi la Chiesa allontana l’idea di divinità nelle cose e negli animali e si incanala dentro i canoni della religione più ortodossa, senza lasciar spazio ad altre riflessioni.

“Questo – ha spiegato il Pontefice – non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di San Francesco è quella di Cristo, e la trova chi ‘prende su di se il suo ‘giogo’, cioè il suo comandamento: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo con mitezza e umiltà di cuore”.

Francesco sceglie di mangiare alla Caritas di Assisi. Siede a tavola con i poveri, nei pressi della stazione ferroviaria  di Santa Maria degli Angeli. Il Papa è atteso dal direttore della Caritas diocesana, padre Vittorio Viola, dalla presidente della fondazione, Antonietta Vetturini, e dai volontari.

Il Papa chiama Carlo Petrini: si parla di Terra Madre

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Oggi che c’è stata l’immane tragedia di Lampedusa quella telefonata avvenuta sabato 28 settembre tra Papa Francesco e Carlo Petrini, scrittore e fondatore di Slow Food in cui si è parlato di ambiente, immigrazione e degli umili del mondo, ora appare come un filo di Arianna al quale attaccarti per sperare in un “mondo più bello”. Quella telefonata infatti è connessa proprio a Lampedusa, quando il Papa si era recato nel mese di Luglio a far visita ai migranti nel centro di accoglienza dell’isola. In quel periodo Carlo Petrini aveva inviato al Pontefice il suo libro, Terra Madre, insieme a una lettera un articolo sui migranti piemontesi in terra d’Argentina, proprio come i genitori di Bergoglio.

“Sul cellulare mi è comparso all’improvviso un numero sconosciuto. Ho risposto, e dall’altra parte c’era Papa Bergoglio .- così Petrini racconta il suo “incontro” con il Papa –  Non ero affatto preparato, ma la semplicità con cui il pontefice è stato capace di instaurare un dialogo diretto mi ha messo subito a mio agio. Avevo inviato un libro al Papa…”.

Nell’articolo dei migranti Petrini raccontava come in un secolo, cioè dal 1876 al 1976, dal nostro Paese erano partiti per l’estero 24 milioni di migranti. Di questi, 3 milioni avevano trovato casa in Argentina. Ed è esattamente ciò che avviene oggi con i nostri neri d’Africa: gli italiani morivano allora, come costoro muoiono oggi.

Il Papa racconta a Petrini di suo padre: “Nell’articolo parlo di un bastimento, -dice il fondatore di slow food – il ‘Principessa Mafalda’, che nel 1927 partì da Genova e si inabissò poco lontano dalle coste brasiliane causando la morte di 314 migranti italiani. Bergoglio mi ha detto che suo padre sarebbe dovuto salire proprio su quella nave. Invece partì due anni dopo. Gli ho detto che io sono agnostico, ma che c’è un segno del destino se suo padre non salì sul Mafalda, di cui tutti, ancora oggi, in Piemonte hanno memoria”.

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Come riporta la Repubblica, nell’intervista a Carlo Petrini si scoprono a poco a poco i punti di contatto fra le due diversissime personalità:

Da piemontese a piemontese, cosa vi siete detti?
“Mi sono permesso una frase in piemontese… una frase che diceva mia nonna sui preti. Ma non dico quale… saggezza popolare. Lui si è messo a ridere”.

Nella lettera invece cosa scriveva al Papa?
“Nella lettera parlavo di Terra Madre, di questa rete di persone umili che difendono ovunque l’ambiente, la biodiversità, l’economia rurale. E a questo punto la chiacchierata è diventata più incisiva”.

Nell’intervista a Eugenio Scalfari, il Papa insiste sull’amore per il prossimo, sul lievito che serve al bene comune, e su come il liberismo selvaggio non faccia che rendere i forti più forti, i deboli più deboli e gli esclusi più esclusi. Avete riaffrontato il discorso? 
“Il ragionamento di fondo è ruotato attorno alla necessità di portare avanti un’economia agricola di sussistenza, e non di accaparramento. Lui ha concordato, e mi ha anche svelato che sua nonna era solita dire che quando si muore, nel sudario non ci sono tasche in cui portarsi dietro il denaro. Da qui, ha definito ‘stupefacente’ il lavoro che stiamo portando avanti come Terra Madre. Io allora mi sono anche permesso di invitarlo da noi, in Piemonte”.

Verrà?
“Nel 2014 ha in programma questo viaggio, e, se riuscirà, verrà anche a trovarci. Ci siamo trovati in piena sintonia sull’importanza di focalizzare l’attenzione sugli umili, e di come, grazie alla rete delle comunità del cibo, essi acquisiscano autostima e dignità col farne parte. E’ un mondo povero, che però difende il seme della propria terra, e in quanto tale propositivo”.

Cosa le ha lasciato questa telefonata?
“La fiducia in un mondo migliore fino a quando c’è gente come Papa Francesco, che sa dialogare in maniera affabile e gettare ponti. Una semplicità e un’empatia che nascondono un carattere straordinario. Ci siamo salutati augurandoci buona salute e un abbraccio virtuale… come con un amico. Non ho avvertito alcuna distanza, e so di aver conosciuto un personaggio straordinario. Tutto ciò è importante non solo per la storia della Chiesa, ma per la speranza di un dialogo e per la sostenibilità ambientale”.

Lionel Messi dal Papa, incontro a San Benedetto

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Per andare dal Pontefice, Lionel Messi ha deciso di indossare un abito della sarta argentina Elisabet Vozzo confezionato con tessuto (un fresco lana blu) fornito dal negozio ‘La Firma’ di Castelfidardo. Una contaminazione quindi di omaggio a Papa Francesco che originario dell’Argentina è stato “adottato” dall’Italia. Il proprietario del negozio Claudio Scataglini si è detto onorato «che un personaggio così importante abbia indossato un nostro tessuto». Il campione del Barcellona infatti è stato inviato a  San Benedetto per la Giornata delle Marche. Si spera anche che Messi trovi il tempo per visitare Recanati, la città da cui i suoi antenati sono partiti per poi stabilirsi in Argentina.

Papa Francesco e il comunismo

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Come si legge oggi nella lunga intervista di Eugenio Scalfari su La Repubblica:

“Ebbi anche un’insegnante verso la quale concepii rispetto e amicizia, era una comunista fervente. Spesso mi leggeva e mi dava da leggere testi del partito comunista. Così conobbi anche quella concezione molto materialitica.  – Poi Papa Francesco aggiunge – Ricordo che mi fece avere anche il comunicato dei comunisti americani in difesa dei Roseberg che erano stati condannati a morte. La donna di cui sto parlando poi è stata arrestata, torturata e uccisa dal dittatoriale allora governante in Argentina.”

Eugenio Scalfari poi chiede a Bergoglio: il Comunismo la sedusse?

“Il suo materialismo non ebbe alcuna presa su di me. Ma conoscerlo attraverso uan persona onesta e coraggiosa mi è stato utile, ho capito alcune cose, un aspetto sociale, che poi ritrovai nella dottrina sociale della Chiesa.”

“Così cambierò la Chiesa”, Papa Francesco ed Eugenio Scalfari

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Un ateo e un Papa. due visioni del mondo diverse, ma che forse in questo periodo storico così complesso e drammatico riescono a trovare dei punti in comune. Un’analisi sulla società, sul ruolo della Chiesa, sull’uomo. Su La Repubblica di oggi si legge:

Mi dice papa Francesco: «I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l’uno né l’altra, e il guaio è che non li cercano più. Sono stati schiacciati sul presente. Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé».
Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali. «Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chiesa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime. La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».

Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile. Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?
«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza. Io desidero che lo sia di più. Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».
L’incontro con papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete. Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita. Erano le due e mezza del pomeriggio. Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente ».

Un’intervista lunga dove Francesco spinto dalle domande di Scalfari si racconta più dal punto di vista umano che da quello religioso ( ammesso che si possano scindere le due visioni). La Chiesa che Francesco racconta è quella del “fare” (per dirla con termine ormai abusato dalla politica, dove se ne parla ma non si realizzano gli obiettivi che ci si propone di raggiungere) non è quella mistica. Quando il direttore di La Repubblica chiede a Bergoglio “Lei ha una vocazione mistica?” il Papa risponde “Adoro i mistici; anche Francesco per molti aspetti della sua vita lo fu ma io non credo di avere quella vocazione e poi bisogna intendersi sul significato profondo di quella parola. Il mistico riesce a spogliarsi del fare, dei fatti, degli obiettivi e perfino della pastoralità missionaria e s’innalza fino a raggiungere la comunione con le Beatitudini, Brevi momenti che però riempiono l’intera vita”.

 

Dagospia fa lo scoop? “Notizia Bomba Bergoglio chiama Scalfari”

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Papa Francesco ha telefonato ad Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica. Ne ha dato notizia Dagospia.

Riferisce Dagospia:

“Notizia bomba, fonte sicura: alle tre del pomeriggio lo stalker Bergoglio ha chiamato la pecorella smarrita Scalfari e gli ha chiesto se può andare a trovarlo, entrando da una porta secondaria. Il laicissimo EuGenio, che a dio ho sempre preferito l’Io, a momenti sveniva. Gli ha detto ‘’non ho impegni, santita”’. Il pontefice-stalker vuole continuare a parlare dopo le rispettive lettere”.

Titolo di Dagospia:

“1. FERMI TUTTI! NOTIZIA BOMBA, FONTE SICURA: ALCUNI GIORNI FA, ALLE TRE DEL POMERIGGIO, LO STALKER ARGENTINO JORGE BERGOGLIO HA CHIAMATO LA PECORELLA SMARRITA SCALFARI E GLI HA CHIESTO SE PUO’ ANDARE A TROVARLO, ENTRANDO DA UNA PORTA SECONDARIA
– 2. IL LAICO EU-GENIO, CHE A DIO HO SEMPRE PREFERITO L’IO, A MOMENTI SVENIVA. OVVIAMENTE GLI HA DETTO ‘’NON HO IMPEGNI, SANTITA’’’ E SI E’ PRECIPITATO A CASA SANTA MARTA
– 3. DOPO LE RISPETTIVE LETTERE IL PAPA-STALKER VUOLE CONTINUARE IL COLLOQUIO SULLE FEDE CON IL FONDATORE DI “REPUBBLICA” (A QUANDO UNA SANTA PARTITA DI BRISCOLA?)”

Santi il 27 Aprile: i due Papa Giovanni saranno canonizzati insieme

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Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno canonizzati insieme il 27 Aprile, domenica della Divina Misericordia. Lo ha deciso il concistoro che si è tenuto oggi, fissando una data simbolica che fosse anche un monito per i fedeli. Inoltre fu Papa Wojtyla ha fissare il 27 Aprile come data per ricordare la santa polacca Faustina Kowalska e, morì poi, alla vigilia di questa ricorrenza. Inoltre il concistoro ha anche dovuto considerare l’effetto climatico. Saranno molti i polacchi che verranno a Roma per assistere alla santificazione del loro Papa e si è deciso di attendere la primavera quando le strade della Polonia vengono abbandonate dalla neve e dal gelo.

I due Giovanni quindi verranno santificati insieme da Bergoglio anche per dare una linea di continuità e unirli nell’immaginario collettivo.

La visita a Cagliari di Papa Francesco: un uomo si getta sulla papamobile

papafrancesco-cagliari-tuttacronacaSi trovava lungo la statale 130 Papa Francesco, diretto all’aeroporto di Cagliari Elmas per far ritorno Roma quando un uomo, che attendeva assieme ad altri fedeli il passaggio del Pontefice, si è lanciato verso la papamobile nel tentativo di bloccarla. Quando ha intravisto la vettura, si è gettato sulla strada obbligando una assistente capo della Polizia stradale, sul luogo perchè impegnato con una pattuglia per la viabilità a un incrocio, a bloccarlo prima che potesse raggiungere il mezzo. Nei suoi confronti non è scattato alcun provvedimento. Oggi il Papa si è recato a Cagliari per un incontro con i lavoratori.

Macchianera award 2013: Papa Francesco è il personaggio dell’anno

autoscatto-papa-francesco-tuttacronacaL’oscar italiano della Reta, il Macchianera award 2013, è stato assegnato a Papa Francesco. Al Blogfest di Rimini, è stato infatti proprio il pontefice a essere nominato personaggio dell’anno, dopo aver conquistato ilweb stracciando, con il 32& delle preferenze, star della rete come Fiorello, ma anche i diretti “concorrenti” al titolo: dalla sibillina Lia Celi all’astronauta siciliano Luca Parmitano, dal direttore de Il Post Luca Sofri alla tagliente Selvaggia Lucarelli. Il Papa è riuscito a conquistare il popolo della rete grazie alla sua presenza in Twitter, disinvolta e assidua. Il suo grido “mai più la guerra, ma più la guerra”, è stato retweettato oltre 4mila volte mentre i follower del suo profilo italiano sono oltre 1 milione, senza contare i 3 milioni in inglese, i 3,7 milioni in spagnolo e centinaia di migliaia in quelli in francese, tedesco, polacco, portoghese e arabo. E ci sono anche 167 mila persone che i tweet del papa li leggono in latino. Ma non si può certo dimenticare neanche l’autoscatto che alcuni scout piacentini hanno postato:con loro, a San Pietro, proprio Papa Francesco. E la rete è impazzita.

Santo, Santo subito… costo tanto?

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Anche i Santi hanno un loro costo e lo sa bene Papa Francesco che ha chiesto di indagare sui conti delle cause di beatificazione e canonizzazione. Aveva chiesto la documentazione entro il 31 agosto, ma sembra che non sia arrivato nessun dossier. Tutti in ferie, anche i Santi? Ma cosa aveva fatto sorgere i dubbi? Sembra che Bergoglio analizzando i bilanci relativi al fondo per le cosiddette cause povere non abbia trovato i versamenti necessari indispensabili per ogni processo di beatificazione e canonizzazione. Di qui la richiesta da parte del Pontefice di un’indagine interna, ma fino ad oggi nulla è arrivato sul tavolo del Santo Padre. Ma dove vuole andare a scavare Bergoglio? Sembra che solo le congregazioni più importanti, quelle quindi più ricche possano permettersi di veder canonizzato il proprio fondatore… per le altre l’oblio!

“Ogni causa di beatificazione fa storia a sé”, sottolinea il giornalista di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta, precisando che le spese vive si aggirano complessivamente intorno ai 15mila euro. Questa cifra comprende i diritti della Santa Sede e i compensi dei medici, dei teologi e dei vescovi che studiano e giudicano le cause. A questa somma, però, bisogna aggiungere tutto ciò che riguarda le ricerche, l’elaborazione delle “positio”, il lavoro del postulatore e di altri esperti e ricercatori eventualmente coinvolti, la stampa dei volumi, gli allestimenti per la cerimonia. Ed è qui che il costo di una causa per la santità può lievitare in modo impressionante fino a raggiungere la cifra complessiva record di 750mila, come nel caso del processo che ha portato alla beatificazione, nel 2007, di Antonio Rosmini.

Nel mese di agosto Bergoglio ha dato mandato al cardinale Giuseppe Versaldi, presidente della prefettura degli affari economici della Santa Sede, di indagare sui conti Ior dei postulatori delle cause di beatificazione e di canonizzazione. Versaldi, che deve l’episcopato e la porpora al cardinale Tarcisio Bertone di cui è stato vicario generale a Vercelli, si è subito attivato per dimostrare al Papa la sua piena sintonia di vedute sulla politica della trasparenza finanziaria e sulle lotte al riciclaggio e alla corruzione.

Ma sotto quale pontificato si sono avuti più Santi, beati e celebrazioni?

Sotto il regno di Giovanni Paolo II la “fabbrica dei santi” ha sfornato 1338 beati in 147 riti di beatificazione e 482 santi in 51 celebrazioni. Cifre impressionanti soprattutto perché superano quelle dei beati e dei santi proclamati dalla Chiesa dalla sua fondazione fino all’avvento di Karol Wojtyla sul trono di Pietro. Con il Papa polacco, però, molte di queste cause hanno avuto un buon esito proprio grazie a quel fondo per le “cause povere” che oggi sembra scomparso.

Bergoglio sembrerebbe anche che abbia trovato l’opposizione del cardinale Angelo Amato,  prefetto della congregazione della cause dei santi. Il porporato salesiano, infatti, ha spiegato che il suo dicastero è completamente estraneo all’amministrazione economica dei postulatori delle cause. Inoltre il religioso ha da poco compiuto 75 anni età  canonica delle dimissioni. Amato è deciso a lasciare senza ulteriori proroghe, amareggiato dalle verifiche economiche che hanno colpito il suo dicastero proprio al termine del processo di canonizzazione di Giovanni Paolo II.

Problemi di famiglia per Papa Francesco: sorella ricoverata

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Problemi in famiglia per papa Francesco, dopo che ha appreso che sua sorella, Maria Elena Bergoglio, 66 anni, è stata ricoverata in una clinica di Moron – nella periferia ovest della capitale argentina – a causa di un «grave scompenso cardiaco». Come afferma il quotidiano Clarin, Maria Elena sarebbe stata ricoverata ieri pomeriggio, usando un falso nome per evitare le attenzioni della stampa. «Fuma molto, e ultimamente era molto nervosa e abbastanza stressata», ha confidato una fonte anonima al giornale, che segnala l’ermetismo che ha circondato il ricovero di Maria Elena Bergoglio, sottolineando che i suoi vicini di Ituzaingò (sempre nella periferia ovest di Buenos Aires) non erano al corrente del fatto. «Con fede, ma anche con molta riservatezza, nell’entourage del Papa sarebbero già cominciate catene di preghiere per fare sì che Maria Elena possa superare il quadro di severo scompenso che ha sofferto», aggiunge Cronica. Intanto il Pontefice questa mattina ha inviato il seguente tweet: “Ci sono tanti bisognosi nel mondo d’oggi. Sono chiuso nelle mie cose, o mi accorgo di chi ha bisogno di aiuto?”

Il “paradiso” dei soldi riciclati in Vaticano, ecco la procedura.

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Sono state le parole di monsignor Nunzio Scarano,  l’ex capo contabile arrestato a giugno per aver esportato all’estero milioni di euro di proprietà degli armatori D’Amico, ad aprire un altro filone d’inchiesta che riguarda l’Apsa, cioè l’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica. Come ha spiegato il monsignore:

«Noi come Apsa non potevamo avere clienti esterni, ma pur non potendo in realtà “facevamo banca”, nel senso che avevamo una raccolta di risparmio e forme di reimpiego con corresponsione di interessi ai depositanti. Fui ricevuto dal cardinal Bertone alcuni anni fa, subito dopo la sua nomina, ma l’incontro non ebbe alcun effetto».

Quando gli inquirenti chiedono al monsignore di entrare nei dettagli, Scarano afferma:

«C’erano conti di cardinali, gestiti da Giorgio Stoppa precedente delegato direttore dell’Apsa. C’erano anche conti laici ma non ricordo alcun nome specifico se non quello della duchessa Salviati, benefattrice del Bambin Gesù. Di recente mi recai dal cardinal Filoni (Ferdinando, attuale prefetto di Propaganda Fide, ndr) al quale dissi dei conti “laici”. Dato l’incontro al 2010 e in seguito a questo in effetti alcuni funzionari furono allontanati dall’Apsa. Mennini (Paolo, il direttore, ndr) era arrivato quando Stoppa andò in pensione e si trattava di trovare qualcuno che si occupasse anche di coprire gli scheletri da lui lasciati nell’armadio. Mennini portò con sé De Angelis. I due avevano uno stretto rapporto con Marco Fiore che lavora per i D’Amico a Montecarlo. Stoppa gestiva in maniera padronale e opaca il suo settore. Mennini gli riconobbe un trattamento pensionistico molto lauto. Mennini si era portato anche una certa Maria Teresa Pastanella che godeva di un trattamento privilegiato pur non avendo alcun titolo di studio. Per effetto del mio incontro con il cardinale Filoni furono anche chiusi dei conti di laici».

Ora spetterà agli  specialisti del Nucleo valutario della Guardia di finanza guidati dal generale Giuseppe Bottillo ricostruire altri dettagli, ma sembra già che ci sia stata un’operazione di riciclaggio da 20 milioni di euro che il religioso avrebbe favorito sui conti personali dello Ior per “aiutare” i D’Amico.

I magistrati durante gli interrogatori gli avevano chiesto di parlare con le gerarchie vaticane di quanto era avvenuto all’interno dell’Apsa.

Lui dichiara: «A Filone riferì di un’operazione fatta dal banchiere Nattino». Il riferimento è alla famiglia fondatrice della banca Finnat. Poi prosegue: «Questi aveva un conto all’Apsa (poi chiuso) e un figlio di Mennini, Luigi, lavorava nella banca da lui diretta. Fece un’operazione di aggiotaggio di cui si parlava nei corridoi che riguardava titoli della sua banca che subivano oscillazioni e che venivano comprati e venduti, di fatto, sotto mentite spoglie. A quanto ricordo i titoli erano stati fatti artatamente scendere di valore e Nattino li riacquistò al momento giusto senza apparire e servendosi dello schermo Apsa. Vi furono più operazioni simili. Quando il cardinale Filoni prese provvedimenti, la cosa scatenò il finimondo e io fui promosso in seguito a questi eventi, anche se la promozione, di fatto mi collocò fuori dal perimetro operativo. Avevo anche sospetti su improvvisi cambiamenti nelle banche con cui operavano (si consideri che spostavamo milioni di euro). In un caso fu interessato un istituto in cui lavorava il padre del genero di Mennini, ma non so quale sia la banca»

Per Caffarra le nozze gay sono devastanti!

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L’arcivescovo di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra, nella sua lezione d’apertura all’anno formativo per gli insegnanti è ritornato sul tema dei gay e dell’omosessualità. Secondo il religioso Il riconoscimento del matrimonio per le coppie omosessuali sarebbe ”la devastazione del tessuto fondamentale del sociale umano: la genealogia della persone” poi nella sua lunga lezione Caffarra ha anche aggiunto ”che c’è stato come uno scippo della parola amore, diventata una specie di recipiente dove ognuno mette ciò che sente”. Chissà cosa pensa il religioso dei preti che hanno abusato dei minori se queste sono le sue idee sulle coppie gay?

 

Papa Francesco nomina il nuovo segretario di Stato: chi è Pietro Parolin?

pietro-parolin-tuttacronaca-nominaIl prossimo 15 ottobre avverrà il passaggio di consegne: Pietro Parolin, attuale nunzio in Venezuela, prenderà il posto di Tarcisio Bertone assurgendo a segretario di Stato. In seguito alla nomina arrivata da Papa Francesco, Parolin ha espresso la sua “profonda e affettuosa gratitudine” al Pontefice per aver riposto in lui una “immeritata fiducia”, manifestandogli “rinnovata volontà e totale disponibilità a collaborare con Lui”. Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di auguri al nuovo segretario di Stato, un italiano, facendo riferimento ai suoi precedenti incarichi:  “Nei lunghi anni trascorsi alla Segreteria di Stato, unanimemente apprezzata è stata la Sua costante attenzione per le relazioni fra lo Stato italiano e la Santa Sede ed il Suo impegno affinchè il rapporto di esemplare concordia e armoniosa convivenza esistente fra le due sponde del Tevere potesse ancor più consolidarsi, nel rispetto dell’indipendenza e della sovranitá di cui ciascuna delle due parti è, nel proprio ordine titolare. Sono certo che grazie alla Sua presenza al vertice della Segreteria di Stato, le nostre relazioni continueranno ad arricchirsi di nuovi contenuti e la nostra collaborazione a difesa della pace e della giustizia nei diversi scenari internazionali potrá ulteriormente consolidarsi”. Il Papa ha inoltre confermato negli incarichi il sostituto alla segreteria di stato mons. Angelo Becciu, il segretario per i rapporti con gli stati, mons.Dominique Mamberti, il prefetto della casa pontificia, mons. Georg Gaenswein, l’assessore per gli Affari generali mons. Peter Wells e il sottosegretario per i rapporti con gli stati, Antoine Camilleri.

Ma chi è il nuovo segretario di Stato? L’arcivescovo veneto monsignor Pietro Parolin è uno stimato diplomatico di lungo corso. Originario di Schiavon, dove è nato il 17 gennaio 1955, ordinato prete nella diocesi di Vicenza il 27 aprile del 1980, Parolin si è poi dedicato agli studi alla pontificia università Gregoriana (dove si è laureato in diritto canonico) e il primo luglio del 1986 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Dal 1986 al 1989 ha prestato la sua opera in Nigeria e in Messico dal 1989 al 1992 per poi rientrare a Roma nella seconda sezione della Segreteria di stato, quella che appunto si occupa dei rapporti con gli stati. Era il 30 novembre 2002 quando è stato nominato sotto-segretario della sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato da Papa Giovanni Paolo. Parolin si è occupato in particolare delle relazioni tra la Santa Sede e i Paesi orientali curando soprattutto i dossier riguardanti la Cina e il Vietnam. Il suo impegno ha riguardato anche su un altro fronte, quello dei negoziati tra Israele e Santa sede che, dopo aver allacciato relazioni diplomatiche nel 1992, sono ancora impegnati nella definizione delle questioni giuridiche e fiscali.Benedetto XVI l’ha promosso, il 17 agosto 2009, arcivescovo (sede titolare di Acquapendente) e gli viene affidata la delicata e prestigiosa nunziatura di Caracas nel Venezuela di Hugo Chavez, dove la sua azione diplomatica ha favorito la riconciliazione tra stato e chiesa dopo un lungo periodo di tensioni. Il 12 settembre 2009 Parolin ha ricevuto l’ordinazione episcopale direttamente dalle mani di papa Ratzinger nella basilica di San Pietro. Il nuovo segretario di Stato, legato da vecchia conoscenza a Papa Francesco, conosce l’inglese, il francese e lo spagnolo ed è una personalità molto apprezzata in curia a cui vengono riconosciute capacità e sensibilità anche dal punto di vista umano e pastorale. E’ il più giovane segretario di stato dai tempi di Eugenio Pacelli che lo divenne nel 1930 a un mese dal compiere 54 anni.

Stupro di gruppo contro una suora

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Una suora di 28 anni è stata attirata nella trappola attraverso una telefonata da una donna che le comunicava che la madre della religiosa era molto malata. Così la suora, che risiede Chennai (Tamil Nadu),  ha preso un treno per Bamunigam. Arrivata a destinazione c’erano i cugini e degli amici ad attenderla che invece di portarla al villaggio di Minapanka, gli uomini l’hanno condotta in un luogo non ancora identificato. Qui la suora ha subito ripetuti stupri di gruppo per una settimana. Poi gli aggressori hanno lasciato la religiosa alla stazione ferroviaria di Berhampur, minacciandola di non riferire a nessuno quanto accaduto. Ma la vittima ha raggiunto il suo villaggio e ha sporto denuncia. Al momento la polizia ha arrestato due uomini, Jotindra Sobhasundar – cugino della vittima – e Tukuna Sobhasundear, un suo amico. Gli altri aggressori hanno fatto perdere le loro tracce. Secondo il fratello della religiosa, all’origine della violenza potrebbero esserci “motivi familiari”. Lo scorso anno uno zio è stato ucciso da guerriglieri maoisti, ma i figli (i cugini) accusano i familiari della suora di essere coinvolti nell’omicidio.

I “Cavalieri” italiani riconosciuti da Stato e Chiesa: tra politici e mafiosi

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Politici, banchieri, militari ma anche boss mafiosi fra i membri dei sette misteriosi ordini religiosi che il Vaticano e lo Stato italiano riconoscono.  Tra antichi simboli come spade, croci e mantelle si celano i misteri della storia del nostro Paese

L’Ordine di San Gregorio Magno fu plasmato il 1 settembre 1831, da papa Gregorio XVI e da allora annovera “personalità eminenti” che possono vantare il grado di Cavaliere di Gran Croce o di semplice Commendatore. Scorrendo gli elenchi si trovano nomi noti come l’ex direttore generale Rai, Mauro Masi, o l’ex sottosegretario Paolo Peluffo. l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmio o Arturo De Felice, il poliziotto a capo dell’Antimafia e  ancora l’ex ministro e ammiraglio, Giampaolo Di Paola. Benedetto XVI ha  reclutato anche Gabriello Mancini, presidente della fondazione Monte dei Paschi di Siena. Sicuramente un buon acquisto, per la Chiesa, vista la generosità nei suoi confronti della Fondazione. E per non far distinzioni  classiste, fra le personalità eminenti troviamo  anche il boss Renatino De Pedis.

Ma anche l’Ordine costantiniano di San Giorgio riesce a riunire personalità diverse fra loro, come militari, religiosi, monsignori e politici, giuristi e burocrati. Ecco che appaiono Silvio Berlusconi e don Nunzio Scarano, alias Monsignor 500,  l’intermediario Giovanni Caranzio e l’ex ministro Franco Frattini.  E ancora  il cardinale Crescenzio Sepe ha avuto il suo riconoscimento, lui  che gestiva bene il patrimonio immobiliare di Propaganda Fide e male le inchieste che l’hanno reso inquieto, così come il Governatore della Campania, Stefano Caldoro.  Sembra tutto uno splendore, ma cosa si nasconde dietro  il luccichio? Spesso nomi di dubbia o sinistra fama  come quello dell’ex prefetto Francesco La Motta, arrestato per i fondi al Viminale e Totò Cuffaro, ora in galera per mafia.

I Cavalieri di Grazia o di Gran Croce hanno accolto l’ex garante Agcom Corrado Calabrò e Pasquale De Lise, che ha occupato tante poltrone. Francesco Cossiga, appassionato di soldati e crociati, aeroplani (in miniatura) e servizi (segreti), ne era affascinato. Troviamo invece Bossi e Maroni in quell’armata che fu voluta, il 17 giugno 1847, da Pio IX, ma anche il fascismo aveva ottenuto il riconoscimento pontificio – fra i primi ci furono Benito Mussolini e Galeazzo Ciano – anche se poi Pio XII soppresse la dote nobiliare che le squadre nere avrebbero potuto tramandare alle generazioni successive.

Ma il Sacro Ordine Piano ospita anche il presidente della Repubblica italiana e quindi ha aperto le porte a Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. In seguito si ruppero gli argini anche alle istituzioni di più stretta osservanza politica ed ecco che  sono stati accolti anche Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Franco Frattini e Gianfranco Fini, oltre a Massimo D’Alema che ruppe l’embargo per i politici.

Che dire poi degli imbarazzi all’interno dell’Ordine di San Silvestro Papa? Annovera il presunto boss Giulio Lampada, che quando fu arrestato per associazione mafiosa, –  ‘ndrangheta esportata in Lombardia –  chiamò a testimoniare il primo ministro vaticano, il segretario di Stato,  riflesso politico di Benedetto XVI, cioè il cardinale Tarcisio Bertone che qualche anno prima aveva firmato la sua nomina a Cavaliere. In questo Ordine è lo stesso pontefice che arruola i Cavalieri e li governa e soltanto l’erede di San Pietro può essere il Gran maestro.  Qu ,negli anni, sono stati ammessi i luogotenenti dei Carabinieri, Roberto Lai e Fiorenzo Leandri; l’ex ministro Sergio Berlinguer, cugino di Enrico; Roberto Paolo Ciardi, storico.

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha invece il compito di proteggere la città santa e onorare Cristo e di esso fece parte anche Licio Gelli, la mente P2, che aveva dalla sua un elaborato apprendistato massonico. Sia il Vaticano che lo stato riconoscono l’ordine laico nazionale che gestisce 60 parrocchie, 45 scuole, alleva 18.000 studenti e coccola 900 insegnanti, fa opera di carità e, in passato, faceva tanti errori. Sono passati 20 anni da quando il collaboratore di giustizia Vincenzo Calacaro ha dichiarato: “’Mi fu detto che si erano riuniti elementi della Cupola palermitana, tra cui Mariano Agate e zu Totò (Riina, ndr) ed elementi dell’ordine di Santo Sepolcro (a cui sono iscritti uomini d’onore di spicco). Anche monsignor Marcinkus faceva parte di quest’ordine. Mi fu spiegato che il Papa voleva fare dei cambiamenti che avrebbero danneggiato non solo ambienti del Vaticano, ma anche interessi di Cosa Nostra. Ambienti del Vaticano ovviamente corrotti e collusi con Cosa Nostra”. Se non basta, negli anni 90 a Palermo l’Ordine annoverava avvocati, magistrati e malavitosi tra cui Bruno Contrada, numero 2 del Sisde, mentre l’anno scorso, poco prima di lasciare l’incarico e divenire emerito, papa Benedetto XVI nominò Gran maestro il cardinale americano O’Brien,noto pedofilo.

Ma non si possono certo dimenticare i Cavalieri di Malta, che non sono propaggine vaticana e di cui fa parte Ernst von Freyberg, costruttore di fregate militari e presidente dell’Istituto per le Opere religiose nonchè gran dignitario di un ordine internazionale che celebra la carità. Tra loro anche Roberto Formigoni che ottenne l’agognata fascia per “l’instancabile attività, soprattutto in politica estera, di interventi umanitari”. Qualche anno fa, Bobo Craxi rivelò che i maltesi potevano aiutare suo padre Bettino, prima di morire in latitanza: “Ringrazio Andreotti perché si prodigò per far rientrare in patria mio padre: tentò di fargli avere un passaporto dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e ne parlò con Ciampi”. Patrono dell’Ordine è il cardinale Paolo Sardi, porporato di primissimo livello.

A scorrere questa lista verrebbe da rimettere in discussione secoli di opere letterarie e tutte le idee che, forse,  ci siamo fattii sulla figura dei Cavalieri e il loro rapporto con la parola “onore”. Immagine, paramenti, simboli. Tutte cose che ammantano di sacralità e ritualità degli Ordini i cui nomi incutono rispetto e che, invece, sembrerebbe celare indagati e delinquenti. E quello che spaventerebbe –  se si provassero senza nessun ombra di dubbio i fatti, – è la banalissima proprietà transitiva: se A=B e B=C allora A=C. Cosa si potrebbe pensare di un politico che brinda con un mafioso e di un avvocato e che trascorre il suo tempo con un malvivente? Dove sarebbero le divisioni, le linee che permetterebbero di distinguere il bene dal male? Nascoste da un simbolo, magari una croce?

Papa Francesco e i bikers: una domenica su ruote

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Giornata del “Vangelo della vita” oggi in piazza San Pietro dove Papa Francesco ha ricordato che “Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare morte”. Ha poi sottolineato: “L’egoismo porta alla menzogna, con cui si cerca di ingannare se stessi e il prossimo”, esortando così i fedeli: “Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo”. Papa Bergoglio ha quindi spiegato che “Spesso l’uomo non sceglie la vita, non accoglie il ‘Vangelo della vita’, ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro”. Al termine della celebrazione, è poi uscito ancora una volta dal territorio vaticano percorrendo via della Conciliazione a bordo della jeep scoperta, benedicendo e salutando i fedeli, compresi i bikers del raduno delle Harley-Davidson.

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E Papa Francesco ora viene reclutato anche dagli “harleysti”!

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Inizierà domani il raduno degli “harleysti” a Roma, in occasione del 11o° Anniversario della casa motociclistica che tanto ha influenzato il nostro immaginario. E proprio per l’occasione la stessa Harley-Davidson ha voluto omaggiare Papa Francesco con due dei suoi modelli, corredati da tutti gli accessori di rito. Dopo la passione per il pallone… Francesco I scoprirà quella per le due ruote?

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Lobby gay in Vaticano? Arriva il dietrofront

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Ieri era stata diffusa la notizia che Papa Francesco avrebbe ammesso che  nella Curia romana esiste una “corrente di corruzione”, e che c’è una “lobby gay” in Vaticano, aggiungendo che “bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. “Non posso essere io a fare la riforma, queste sono questioni di gestione e io sono molto disorganizzato, non sono mai stato bravo per questo”, avrebbe ammesso il Papa, aggiungendo che ha fiducia nella commissione cardinalizia che ha creato con questo incarico. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, interpellato sulla vicenda, ha detto di non avere “alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” dato che si trattava di “un incontro di carattere privato”. Ma, a seguito della diffusione del resoconto, la Confederazione di Religiosi Latinoamericana e dei Caraibi ha fatto un passo indietro: siamo “profondamente dispiaciuti” per la diffusione del colloquio con il Papa del quale è “attribuibile solo il senso generale”, precisa la presidenza della Clar. I religiosi precisano che “La conversazione che si è svolta sulla base delle domande rivolte al Papa dai presenti”. Il colloquio “non è stato registrato, ma poco dopo è stata fatta una sintesi sulla base di quanto ricordavano i presenti… sintesi destinata alla memoria personale dei partecipanti, in alcun modo ad una pubblicazione per la quale non era stata fatta una richiesta”. Partendo da tali elementi, precisa il comunicato diffuso a Bogotà, “è chiaro che non possono essere attribuite con certezza al Santo Padre le espressioni contenute nel testo, bensì solo il suo senso generale”. E il testo conclude: “La Clar  è profondamente dispiaciuta per quanto è successo e la confusione da essa derivante”.

L’invito alla gioia di Papa Francesco

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La situazione in Italia e nel mondo è tesa, drammatica, ovunque si svolgono tragedie. Forse è proprio per sconfiggere questa malessere e cercare d’infondere un po’ di spranza che Papa Francesco, all’omelia che ha tenuto lo scorso venerdì a Santa Marta, ha ricordato a tutti che con le facce tristi e “funebri” non si annuncia il Vangelo e che la gioia cristiana nasce anche “perdendo tempo a lodare Dio”. Ha la solita verve di sempre Francesco, pronto a coinvolgere i fedeli. “Noi cristiani non siamo tanto abituati a parlare di gioia, di allegria», ha commentato il Santo Padre, “credo che tante volte ci piacciano più le lamentele”. E invece “È proprio lo Spirito che ci guida: Lui è l’autore della gioia, il Creatore della gioia. E questa gioia nello Spirito, ci dà la vera libertà cristiana. Senza gioia, noi cristiani non possiamo diventare liberi, diventiamo schiavi delle nostre tristezze. Il grande Paolo VI – ha ricordato il Papa – diceva che non si può portare avanti il Vangelo con cristiani tristi, sfiduciati, scoraggiati. Non si può. Questo atteggiamento un po’ funebre, eh? Tante volte i cristiani hanno faccia di andare più ad un corteo funebre che di andare a lodare Dio, no? E da questa gioia viene la lode”. E non serve essere cristiani per ascoltare un simile insegnamento: mettere al bando la tristezza e cercare la gioia dentro e attorno a noi. Se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma… da qualche parte possiamo trovare la nostra felicità!

L’esorcismo di Francesco… Angelo liberato dal diavolo?

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Nonostante le smentite da parte del Vaticano sono molti i religiosi che continuano a parlare di quel gesto di Francesco, avvenuto  domenica 19 maggio, al termine della messa di Pentecoste, in Piazza San Pietro, come di un rito per scacciare il demonio. A confermarlo ora ci sarebbe anche il diretto interessato, il messicano disabile di 43 anni che affermerebbe di essere stato vittima del diavolo per almeno 14 anni. L’uomo si era sottoposto diverse volte a riti di esorcismo ma nessuno era riuscito a liberarlo, sembra invece che il gesto compiuto dal Pontefice abbia avuto esito positivo e che ora l’uomo è libero. Anche padre Juan Rivas, il sacerdote che aveva accompagnato Angelo a Roma sia convinto che si sia trattato di un vero e proprio esorcismo:

“Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente”.

Gabriele Amorth sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti ha spiegato il gesto di Papa Francesco al  The Sunday Times: “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca. Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione” e aggiunge: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente. Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

 

Una voce di smentita del Vaticano arriva anche da Gabriele Amorth, sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti. In un’intervista al The Sunday Times Amorth ha confermato la sua impressionesulla preghiera di Francesco a piazza San Pietro e dice di considerare l’esorcismo un modo per bilanciare la crescita dell’ateismo. “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca”. Nell’intervista Amorth ha così spiegato il video dell’esorcismo del Pontefice: “Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione”. Amorth, che dice di aver effettuato circa 160mila esorcismi, ripete: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente”. E ancora: “Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

Papa Francesco e l’esorcismo: parla l’uomo “liberato”

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Il Vaticano ha sempre negato che Papa Francesco abbia fatto un esorcismo in Piazza San Pietro, eppure gli esperti, leggendo il labiale, continuavano a sostenere la loro idea. Il Santo Padre avrebbe recitato infatti la formula necessaria per praticarlo: “Io ti scongiuro, Satana, nemico della salvezza dell’uomo, che riconosce la giustizia e la bontà di Dio Padre, che ha condannato giusto giudizio il tuo orgoglio e l’invidia.” Ora il quotidiano spagnolo El Mundo è riuscito ad intervistare l’uomo messicano che ha goduto di questo intervento. Angelo V. ha 43 anni e due figli, un viso sereno e modi gentili e racconta di essere posseduto da quattro demoni che lo tormentano da quattordici anni, più forti della dozzina di esorcisti che hanno tentato, invano, di liberarlo e che hanno concordato fosse un caso di possessione diabolica insanabile. Almeno fino a quando Papa Francesco non gli ha posto le mani sulla testa. Padre Juan Rivas, il sacerdote che quel giorno accompagnava Angelo, racconta l’esperienza vissuta. “Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente. Anche il Papa lo aveva sentito, così come gli uomini della sua scorta e una ragazza che era poco distante da noi. Angelo ha annuito lentamente, dicendo che il la preghiera del Papa era stata molto buona”. Ora che Angelo sta bene e cammina, ha potuto raccontare la sua storia ai giornalisti, a partire dalla prima volta in cui i demoni si sono impossessati di lui. “È stato nel 1999. Ero su un autobus, di ritorno da Città del Messico. Ho sentito come una forza entrare nell’autobus. Non la vedevo, ma la percepivo. Si è avvicinata e si è fermata di fronte a me. A un tratto ho sentito come una pugnalata al petto, mi sentivo come se mi dovesse aprire le costole”. Pensava si trattasse di un attacco di cuore, cosa che non era, ma la sua salute è via via peggiorata. “Ho cominciato ad avere frequenti stati di trance, mi dicevano che parlavo in altre lingue. Nessun medico riusciva a spiegarmi cosa mi succedeva. Ho fatto test, radiografie, analisi… Ma nessuno è mai riuscito a darmi una spiegazione”. La diagnosi per lui è arrivata solo nel 2004, poi sono arrivati gli esorcismi, rivelatisi inefficaci. Infine un sogno, quello in grado di cambiare una vita:  “Papa Francesco vestito di rosso, che pregava con un incensario in mano, circondato dai cardinali. Non diedi importanza a quell’immagine fino al giorno in cui non vidi quella scena in televisione. Allora decisi di andare a Roma”. Arrivato, Angelo ha chiesto a Juan Rivas di accompagnarlo dal Papa. “Dopo aver provato tre volte a salutarlo, l’ultima domenica la Divina Provvidenza ci ha aiutato e ci ha permesso di incontrarlo e di pregare con lui”, ha concluso padre Rivas.

Il Top della settimana… con qualche sorpresa!

riassunto settimana

Settimana particolarmente ricca di eventi e… di “posti assegnati”! Ora che tre fumate bianche hanno riempito la cronaca di questi giorni, adesso che le sedie sono state occupate, non resta che aspettare a vedere perchè in fin dei conti lo sappiamo tutti ormai: “La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quale ti può capitare.”

Tra “falsi annunci”, come la Cei che si complimenta con il “nuovo Papa Scola” ed un gabbiano argentino che viene scambiato per una fumata bianca (che è arrivata poco dopo… un presagio? In fin dei conti San Francesco parlava con gli animali…) e annunci “ufficiali” come quelli alla Camera ed al Senato, non ci siamo certo annoiati, ma anzi, in Italia ci si è commossi, si ha applaudito, si è polemizzato…

Il momento che forse ha colpito di più e resterà maggiormente impresso, anche a livello mondiale, probabilmente è questo:

Eppure… altre cose ci (e vi) hanno colpito! Quindi questa è stata la nostra settimana, vista attraverso i vostri occhi e gli articoli che più hanno richiamato la vostra attenzione. C’è stato Massimo, l’uomo arrivato da Assisi che si è inginocchiato sotto la poggia a San Pietro a pregare per l’elezione papale (con i risultati ormai noti e una domanda che tuttavia persiste: “Dittatura sì o dittatura no?”) e ci sono state le dimostranze contro i “grillini traditori” di Grillo a seguito della nomina di Grasso al Senato. Anche la cronaca nera ha fatto parlare, visto che sono stati ritrovati dei reperti inerenti al caso di Roberta Ragusa. E se Berlusconi questa settimana non è stato un argomento “caldo”, ci ha pensato Cavani con la sua amante a riscaldare gli animi questo week-end. Parlavamo di “sedute occupate”, ovviamente l’interesse c’è stato anche per la Boldrini, anche se l’ha dovuto “dividere” con la critica ai prezzi scandalosi del bar di Montecitorio. La coincidenza che ci ha fatto sorridere è che, contemporaneamente, sul fronte architettura/design ha spopolato un locale arredato in stile… toilet! Tant’è… ognuno fa le sue “riunioni di Gabinetto” con chi gli è più affine!

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Dopo una settimana così intensa c’è da chiedersi come si fa ad eligere un pezzo… beh, conosciamo la passione italiana per il calcio e non ci meravigliamo più di tanto nel notare che, ebbene sì, l’articolo più gettonato è stato il famigerato rigore parato di Alex Del Piero! Le punte di diamante del nostro calcio, per qualche strana maledizione dal dischetto, soffrono ai rigori, però ciò non toglie che Pinturicchio per anni c’ha fatto sognare. Con l’augurio che il suo piede possa essere magico ancora per tanti anni (diciamocelo… un italiano che ha successo all’estero, alla fin fine, fa piacere a tutti e tiene alti i colori della nostra bandiera)… vogliamo ricordarlo così…

GOOD NIGHT & GOOD LUCK!

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