Il fac simile con Benito Mussolini e la sorella gemella Benita

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Se si è trattata di una provocazione, di uno scherzo di cattivo gusto o semplicemente di una scelta poco attenta ancora non è dato saperlo, ma certo che il fac simile del modello per iscriversi agli enti di formazione professionale in cui i nomi degli studenti portati ad esempio sono Benito Mussolini e la “sorella” gemella Benita ha suscitato notevole scalpore. Dopo le polemiche il fac simile è stato rimosso. La scoperta è stata fatta dal Corriere della Sera che racconta come il modello fosse consultabile in internet da tutti i professori, impiegati e dirigenti dei centri di formazione accreditati dal Pirellone che sono 859 (numero aggiornato al dicembre 2013) per fornire istruzioni per compilare online le iscrizioni al prossimo anno, il cui termine è fissato per il 28 febbraio prossimo. La schermata ‘facsimile’ fornita dal sito della Regione riportava una scheda d’iscrizione ed è appunto in questa scheda che sono stati usati come esempio i nomi degli alunni Benito e Benita Mussolini, data di nascita 1 gennaio 1990, codici fiscali: MSSBNT90A01L400B e MSSBNT90A01L400F.

“Sono molto adirata e sebbene si tratti di un manuale tecnico non accessibile al pubblico, ma all’interno di un’area riservata del sito rivolta esclusivamente agli operatori accreditati – dice l’assessore all’Istruzione, Valentina Aprea annunciando l’avvio di una verifica interna – considero gravissimo e inammissibile questo incidente”.

Le incredibili gaffe a L’Eredità: Hitler nominato cancelliere nel 1979???

eredità-conti-tuttacronacaServe un ripasso di storia ai concorrenti de L’Eredità, il quiz condotto da Carlo Conti su Rai 1? La domanda, visto quanto accaduto lo scorso giovedì, vuole essere retorica, visto che alla domanda “In quale anno Adolf Hitler viene nominato cancelliere” uno risponde 1948, il secondo 1964, il terzo adirittura 1979: tutti hanno evitato la risposta giusta, 1933. Non va molto meglio in seguito, quando alla domanda “In quale anno Benito Mussolini riceve a Palazzo Venezia il poeta americano Ezra Pound”, il concorrente risponde “1964”. “Io farei un ripassino di storia – osserva ironicamente Conti – ma leggero, eh”.

Il vino i ritratti di Hitler e Mussolini. Shock a Rimini!

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Lo ha denunciato una coppia di norvegesi, Paret Havard e Geysa Furulund, che ha raccontato a The Local, di aver trovato in Italia alcuni vini con l’etichetta raffigurante i volti di Adolf Hitler e Benito Mussolini. I vini sono prodotti dalla Lunardelli di Udine e erano in bella mostra in un negozio di Rimini.

«Siamo rimasti attoniti» hanno detto «attoniti anche nell’apprendere che tali bottiglie vengono vendute un po’ ovunque, anche a Roma, e sono considerate alla stessa stregua di souvenir per turisti… un vino speciale per persone speciali. Siamo rimasti sorpresi che vi fosse un negozio che commercializzava un prodotto del genere» hanno aggiunto, precisando che le bottiglie avevano etichette con su scritto “Adolf Hitler” e “Mein Fuhrer” e in alcuni casi anche il simbolo della svastica.

L’azienda vinicola Lunardelli di Udine, che produce le bottiglie ed è attiva dal 1995, si è sempre difesa dalle critiche affermando di voler dedicare la sua linea “Storia” alle «vite di personaggi famosi in Italia e nel mondo, come Che Guevara, Winston Churchill, Stalin, Napoleone…». Sul sito dell’azienda compaiono diverse categorie, divise in “Esercito italiano”, “Ventennio”, “Collezione comunismo” e “Der Fuhrer”.

Siamo di fronte all’ennesimo caso di apologia del fascismo e del nazismo? Un’altra volta la nostra Carta viene ignorata per fare apologia o forse, il che è ancora più agghiacciante, semplice business basandolo anche sulla provocazione?

Assessore leghista insulta volgarmente la Kyenge

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Forse non sarebbe neppure il caso di riportarlo visto che ormai gli insulti si susseguono ora dopo ora sul web da parte dei leghisti. Per un Luca Zaia che dialoga e un Flavio Tosi che si scusa c’è sempre chi è pronto a lanciare volgarità e insulti al ministro Kyenge. Forse questa volta Giuseppe  Fornoni assessore leghista allo Sport, Tempo libero, Commercio e Attività produttive di Lograto, nel bresciano ha davvero però valicato il limite della decenza scrivendo sul suo profilo Facebook “Vaffa****o mussulmana di merda” (con due s). Un insulto che viola la carta costituzionale all’art 3:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

A rilevare l’insulto è stato Daniele Sensi che immediatamente ha diffuso, tramite il suo blog sull’Espresso, il suo dissenso per l’ennesimo atto di volgarità gratuita e ingiustificata contro un’istituzione.  Sfogliando il profilo di Fornoni (che al momento è consultabile solo dagli “amici”) è possibile anche trovare un link che celebra Benito Mussolini. Un assessore della Repubblica italiana fa forse apologia del fascismo sul suo profilo?

Forse la Lega fa fatica a comprendere che non sono gli insulti, che rendono solo fragili coloro che li coniano, a essere la strada da percorrere per far valere le proprie idee o i propri dissensi. Insultare volgarmente, violando anche la Carta Costituzionale, si rivela solo una mossa politica perdente che mina in profondità il movimento del Carroccio che già non gode più di ottima salute. La Lega mira a fare una martire della Kyenge o vuole davvero portare avanti una sua linea politica? E’ capace solo di insultare ma di non esprimere un’idea compiuta che possa davvero fornire un’alternativa valida al pensiero del ministro dell’integrazione?

Mussolini resta cittadino onorario a Varese, ma il clima al consiglio è bollente

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Luca Conte, del Pd, aveva presentato una mozione a Varese per togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, onorificenza concessa al leader del Partito fascista nel 1924. I consiglieri Pd, sostenuti dall’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia (Anpi), sono stati concordi nel sostenere la necessità del provvedimento, “considerato il negativo giudizio storico, morale e politico condiviso sulla figura di Mussolini”, ma tra le schiera di Pdl e Lega la situazione è apparsa, fin da subito, più complessa, con i due capigrippo che hanno deciso di lasciare libertà di voto e di coscienza. Ma non è bastato: il consiglio comunale è sfociato in urla e reciproche accusa e sono sovuti intervenire i vigili per evitare ulteriori degenerazioni: le forze dell’ordine hanno diviso il capogruppo leghista Giulio Moroni dal consigliere pidiellino Stefano Crespi appena prima che i due arrivassero al contatto fisico. Il sindaco Attilio Fontana, esponente del Carroccio, ha abbandonato l’aula, come pure Giovanni Chiodi (Pdl). E Matteo Giampaolo, un altro pidiellino, ha deciso di non votare. Al termine della seduta, comunque, il duce è rimasto cittadino onorario di Varese, con 16 voti a 11.

Le immagini religiose sul sito dell’attentatore di Roma? Un fake?

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Alcune testate riportano la notizia che andando sul Facebook di Luigi Preiti, l’uomo che questa mattina ha aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi, mentre il governo Letta giurava al Quirinale, si può notare come il profilo sia invaso da immagini religiose. In particolare si possono vedere immagini del carcere di Rebibbia con la frase: “Misericordia di Dio speranza unica dei disperati, Confido in te”.

E’ poco probabile che il profilo sia quello dell’attentatore anche perché risulta un diploma di ragioneria conseguito nel ’92.

Inoltre c’è chi, in queste ore, si cambia il nome per assumere quello di Luigi Preiti e scrive:

“FESTA DELLA LIBERAZIONE DI STO C***O. ONORE AL DUCE BENITO MUSSOLINI. ONORE A TUTTI I CAMERATI ASSASSINATI. W IL FASCISMO. MORTE VIOLENTA PER TUTTI I DEPUTATI E SENATORI. DUCE! DUCE! DUCE!”

Perchè non vi è controllo su Facebook? Si sospendono profili per aver inviato un messaggio di troppo, ma non si condanna l’apologia fascista che la nostra Costituzione vieta? E’ intollerabile che si permettano queste violazioni alla Carta.

In marcia contro il Duce! 500 a Cesenatico contro il busto di Mussolini

Il comune vorrebbe esporre i busti di Benito Mussolini e Vittorio Emanuele II, ma Cesenatico protesta.

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