Ricotta con batteri: un morto e tre gravi intossicati

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Stavolta a perdere la vita per un batterio nella ricotta è stato un anziano di 74 anni arrivato al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo de’ Lellis a Poggio Mirteto, in provincia di Rieti.  il pensionato, avrebbe mangiato quei formaggi presso una struttura per anziani che frequentava. L’anziano è deceduto a causa della contrazione di una listeriosi, malattia infettiva che si contrae solitamente ingerendo alimenti contaminati dalla “listeria monocytogenes”, un batterio aerobico che si può trovare nei cibi crudi. Altre 3 persone sono risultate gravemente intossicate tra cui un uomo di 45 anni di Casperia. Ad accomunare le quattro persone il luogo di residenza, la Bassa Sabina, e l’aver consumato, più o meno a inizio mese, ricotta e latticini prodotti da una nota azienda.

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Latte materno contaminato da batteri in vendita online

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Latte materno venduto online per pochi euro… quello che sembrava la soluzione migliore si sta trasformando in un incubo per molti genitori. Uno studio del Nationwide Children’s Hospital infatti avverte che tale pratica non è esente da rischi per i bambini. L’analisi del latte materno messo in vendita su internet infatti ha fatto riscontrare, almeno su tre quarti dei campioni, batteri che possono causare malattie. Inoltre il latte materno presentava anche una cattiva conservazione e una spedizione senza le accortezze mediche che dovrebbero essere alla base di un prodotto così delicato.

“Va detto – ha affermato una ricercatrice – che su questi siti non è facile capire con certezza che tipo di prodotto si riceve, se si tratta veramente di latte materno e se è sicuro per il proprio bambino. E le conseguenze per la salute del neonato possono essere importanti. Per questo è meglio evitare di fare acquisti di questo tipo”.

Il problema a monte della questione è che negli Usa il latte materno è considerato un alimento e non ci sono controlli come invece accade ad esempio per le donazioni di sangue. In altri paesi invece le donatrici sono sottoposte a screening e il latte viene pastorizzato per eliminare il pericolo di germi. In Europa i leader delle banche del latte sono la Francia e l’Italia.

Paura negli Usa, batteri resistenti agli antibiotici

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Paura negli Usa per quei tre batteri che sembrerebbero resistere alla maggior parte dei farmaci in commercio. Secondo l’ultimo rapporto degli Us Center for Disease Control and Prevention (CDC, ente americano per il controllo delle malattie e la prevenzione) ogni anno negli Usa muoiono 23mila persone a causa di agenti infettivi resistenti, mentre due milioni sono colpite per un costo sanitario diretto di 20 miliardi di dollari e indiretto di altri 35 miliardi. Ecco perché gli Stati Uniti sono preoccupati per la gonorrea resistente agli antibiotici, il Clostridium Difficile (un batterio che causa la diarrea) e la classe di batteri chiamata Enterobatteriacei resistenti ai carbapenemi.

Cosa provoca il fenomeno?

L’uso smodato degli antibiotici che, soprattutto negli Usa vengono prescritti con leggerezza e che almeno nel 50% dei casi potrebbero essere evitati, oltre al fatto che gli antibiotici si trovano anche in molti cibi essendo usati in maniera massiccia negli allevamenti.

”Ogni volta che gli antibiotici vengono usati in qualsiasi ambiente i batteri si evolvono sviluppando resistenza, spiega Steve Solomon, direttore dell’ufficio del Cdc per la resistenza agli antibiotici, questi farmaci sono preziosi e limitati, e più li usiamo oggi più diminuisce la possibilità di averne di efficaci domani”.

L’energia elettrica che va a batteri!

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Arriverà forse il giorno che riusciremo attraverso i batteri ad avere l’energia elettrica? Forse quel giorno, per alcuni versi è già arrivato, poiché un gruppo di bioingegneri dell’università di Stanford sono riusciti a costruire un prototipo di batteria azionata proprio dai batteri. Per riuscire nell’impresa hanno immerso i batteri in una vasca di acqua inquinata (quindi ambienti privi di ossigeno) e quando questi digeriscono tali sostanze  rilasciano energia elettrica. Lo studio è stato descritto dalla rivista Pnas.

La batteria consiste di due elettrodi (poli) collegati a un contenitore di acqua inquinata in cui sono immersi i batteri. Gli ingegneri sono riusciti a ‘collegare’ i microrganismi come se fossero dei fili elettrici, di dimensioni di millesimi di millimetro, ad uno dei due elettrodi della batteria (al polo negativo). Digerendo le sostanze inquinate presenti nelle acque reflue i, batteri hanno prodotto energia che è stata poi immagazzinata all’altro polo, quello positivo.

Si tratta ovviamente solo di un prototipo ancora non pronto all’uso fuori dal laboratorio, ma la batteria azionata da microrganismi costituisce un importante passo verso la creazione di nuovi sistemi che permettano di depurare le acque inquinate e produrre energia.

Borse “da paura”: ricettacolo di e-coli e tracce di escrementi

borse-batteri-tuttacronacaImmancabile borsa. Accessori di moda, indispensabili, oggetti del desiderio. Che siano pochette, secchielli, capienti o in formato mignon, le borse sono compagne immancabili di ogni donna che dentro vi conserva una parte del suo mondo. Ignorando però il rischio in cui incappano ogni volta che v’infilano la mano. Un gruppo di ricercatori britannici ha infatti scoperto, prelevando dei tamponi dall’interno di borse, custodie di portatili e borsoni da palestra, che al loro interno si nascondono nemici tanto microscopici quanto pericolosi. Come e-coli mortali, batteri velenosi e tracce di escrementi. Tra gli intrusi anche lo streptococco fecale, che può causare la meningite, e pseudomonas, un’infezione ospedaliera comune. La causa va da ricercarsi nella scarsa igiene, con una donna su tre che ammette di non aver mai pulito la borsa. Mentre in molti la utilizzano per trasportare le scarpe o la biancheria intima sporca. Ma nella borsa poi ci s’infilano anche gomme da masticare: il rischio di incappare in effetti indesiderati per la salute diventa allora reale. Ha dichiarato Claire Powley, ricercatrice da Mentos: “I nostri risultati sono scioccanti. Già a maggio i ricercatori della Initial Washroom Hygiene avevano eseguito l’analisi batteriologica di un certo numero di borsette constatando che sono spesso contaminate da un discreto numero di batteri dei più diversi tipi. E’ dunque consigliato lavarsi le mani ogniqualvolta le si infilano dentro per prendere qualcosa. Ma c’è di più: a essere contaminati, altrettanto spesso, sono i prodotti di bellezza in esse contenuti come, per esempio, le creme per il viso o le mani, i rossetti. L’esame dei tamponi ha permesso di scoprire che tutte le borse in misura minore o maggiore erano contaminate, tuttavia il 20 per cento delle borse presentava livelli di contaminazione batterica piuttosto elevati. Oltre a questo, secondo la CBS, ad essere maggiormente contaminate erano le zone in cui vi erano riposti il telefono cellulare, e quelle dei cosmetici con crema viso e mani al primo posto per contaminazione, seguite da rossetto e mascara.

Ci sono gli alieni sotto il ghiccio dell’Antartico?

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Forse alieni non ci sono ma sicuramente sono forme di vita sconosciute queslle scoperte da alcuni scienziati russi che da decenni studiano la crosta ghiacciata dell’Antartico. Gli studiosi hanno anche aggiunto che, ad alte profondità, nel lago di Vostok, sia possibile trovare tracce che riportino a prima dell’era glaciale e che siano utili a poter individuare forme di vita presenti su altri pianeti.
Durante le ricerche è stato ritrovato del DNA batterico non corrispondente però a nessuna specie conosciuta. A confermare le teorie russe ci sono gli scienziati inglesi e quelli americani che hanno a loro volta riscontrato batteri sconosciuti nell’analisi di alcune areee della calotta antartica.
«Quando abbiamo cercato di identificare a chi potesse appartenere il DNA», ha dichiarato uno degli studiosi russi, «questo non coincideva con nessuna specie conosciuta e il grado di somiglianza era inferiore all’86%, il che ci informa che la forma di vita rinvenuta è sconosciuta all’uomo».

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