E alla fine arriva… Hollande!

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Nella giornata di ieri, a bordo dell’air force one, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva chiamato il premier uscente Enrico Letta rinnovandogli la sua “sincera amicizia”. Oggi, dopo 24 ore, quando ormai Letta ha presentato le dimissioni e Napolitano sta ultimando le consultazioni al Colle e a poche ore dall’ufficializzazione del mandato a Matteo Renzi per costituire un nuovo governo, anche il presidente francese Hollande telefona a Enrico Letta. La telefonata di Hollande arriva anche dopo quella di José Manuel Barroso e del primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy. Secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi “il colloquio è stato molto caloroso ed amichevole”.

 

Barroso chiama Berlusconi: “vota la stabilità”

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Silvio Berlusconi ha interrotto la riunione con i gruppi parlamentari di Forza Italia, secondo quanto riferito dal senatore Antonio Martino, per una conversazione telefonica con il presidente della commissione Josè Manuel Barroso. “Lo ha cercato Barroso al telefono- ha detto Martino- evidentemente vuole esercitare pressioni per convincerlo” a sostenere la legge di stabilità”.

Quanto è in pericolo l’Italia?

Intanto Brunetta prendere la parola, annunciando 10 punti pregiudiziali alla legge di stabilità: ”Mettiamo a regime una patrimoniale e questo è dirimente e non ci permette di votare la legge di stabilità. Se dovessimo votarla come potremmo presentarci al nostro elettorato?”

Ue ancora contro l’Italia nel mirino il debito pubblico

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Analisi approfondita per l’Italia e per la prima volta indagini anche sulla Germania. Questa la linea dura intrapresa dalla Commissione Ue che sta esplorando gli squilibri macroeconomici come il debito elevato, la disoccupazione, la perdita delle quote di mercato.

«Il debito molto elevato resta una vulnerabilità significativa dell’Italia, in particolare vista la prospettiva debole di crescita», scrive la Commissione spiegando che mantenere un surplus primario elevato è importantissimo per mettere il debito su un terreno di discesa.

La perdita di quote di mercato «resta significativamente sopra la soglia di guardia», e la performance dell’export «compete in modo sfavorevole rispetto a quelle delle economie avanzate». La disoccupazione, sebbene non abbia raggiunto la soglia di guardia, è aumentata e quella giovanile «è molto alta».

L’Italia «deve evitare compiacenza e instabilità che possono mettere a rischio il cammino delle riforme», ha detto Barroso. Il presidente ha spiegato di voler inviare un messaggio all’Italia: «Con i progressi raggiunti finora si è vista una reazione positiva dei mercati, che ora sono più stabili ma sempre vulnerabili alle azioni dei leader politici. Ma quando hanno una chiara percezione della volontà dei governi di fare le riforme, le ricompense arrivano sempre».

«In Italia si cominciano ad intravedere i primi segnali di ripresa ma si tratta di una ripresa molto fragile per questo non si deve mettere a rischio il percorso delle riforme» ha aggiunto Barroso.

«L’Europa è davanti a una svolta economica e la ripresa è in corso» ha detto il commissario per gli affari economici Olli Rehn. Ma la ripresa è «ancora fragile» ha poi aggiunto Barroso, secondo il quale comunque il «ritorno alla crescita dimostra che le nostre politiche funzionano».

Sempre nel rapporto della Commissione viene comunque sottolineato che il surplus commerciale della Germania «può mettere pressione sull’apprezzamento dell’euro e rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell’Eurozona». E con questa dichiarazione l’Ue per la prima volta apre un’indagine approfondita anche sulla Germania.

 

Guai per la Germania? Indagine per eccesso di export, da parte dell’Ue

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Indagine per eccesso di export questa è l’accusa volta dalla Commissione Ue nei confronti della Germania. Da oggi infatti sarà inviata un’analisi approfondita “sull’elevata eccedenza di bilancio”. L’annuncio è stato dato da José Manuel Barroso che ha anche precisato che l’indagine è finalizzata a capire se Berlino “può fare di più per contribuire al riequilibrio dell’economia europea”. Il surplus commerciale della Germania “può mettere pressione sull’apprezzamento dell’euro e rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell’Eurozona”. Non è ancora stata aperta la procedura d’infrazione che potrebbe condurre a sanzioni significative, ma è comunque chiaro il monito lanciato a Berlino.

 Anche se la strada sembra in salita infatti è facile sanzionare un paese in cui l’economica è debole e i conti non tornano, più arduo dimostrare che l’economia tedesca invece migliora a scapito di alcuni paesi membri… altra annosa questione è poi che l’enorme attivo tedesco che viene corroborato anche dall’export ha tra i partecipanti proprio i paesi che subiscono di più questa pressione, a iniziare dall’Italia che ha beneficiato dei fornitori tedeschi per 5,1 mld nel 2011 e 5,6 mld nel 2012.

 

Funerali di Stato per le vittime di Lampedusa e Bossi Fini

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Funerale di Stato per le vittime della strage di Lampedusa, così ha deciso il premier Letta che in conferenza stampa dall’isola insieme al  ministro Alfano, il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e il commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom ha dichiarato anche che è necessaria “un’integrazione più civile soprattutto in tema di asilo”. “Attorno a queste tragedie – ha aggiunto – è bene che si conosca il grande cambiamento che c’F stato in questi anni: oggi l’esodo dall’Africa non F pi· legato solo a ragioni economiche, oggi bisogna dare delle risposte che siano all’altezza di questa nuova sfida”.  Il premier ha rivolto parole di “scuse per le inadempienze del nostro Paese, rispetto a una tragedia come questa”.

Rispondendo ai giornalisti il premier ha detto che l’eventuale depenalizzazione del reato di clandestinità “sarà uno dei tempi da discutere. Ancora non c’e’ stata discussione”. Commentando l’iscrizione nel registro degli indagati dei superstiti del naufragio, il premier ha detto: “Come presidente del Consiglio” ha “provato vergogna di fronte a tanto zelo: è una vicenda di grandissimo dramma umano”.

Parole forti anche dal presidente dell’Ue Barroso che ha detto che “l’Europa sta con la gente di Lampedusa” e che il problema di uno dei nostri Paesi, come l’Italia, deve essere percepito come un problema di tutta l’Europa. Insieme possiamo agire in modo più adeguato. L’Europa non può girarsi dall’ altra parte”. “L’immagine delle centinaia di bare non andrà mai via dalla mia mente, ha poi aggiunto Barroso, è un’immagine che non si può dimenticare, c’erano bare di bambini, madri e figli: è qualcosa che mi ha scioccato e rattristato”.

Si apre il dialogo anche sulla Bossi-Fini:

Angelino Alfano afferma che: “se servisse a evitare tragedie come quella della settimana scorsa, se servisse a evitare il dramma delle carrette del mare procederemmo subito, ma temo non sia la soluzione del problema”.

Immediata la risposta di Letta: “noi affronteremo il tema e lo affronteremo da posizione diverse . Lo dico da capo di un governo di grande coalizione. Ci sono posizioni diverse, troveremo un’intesa”.

Intanto arriveranno anche 30 milioni dall’Europa per fronteggiare l’emergenza.

Finalmente l’Europa si fa carico del dramma umanitario e stanzia un contributo addizionale (mentre arriva in consiglio dei ministri la bozza con l’aumento delle accise e delle tasse) e questo per gli italiani può essere sicuramente una buona notizia, considerato il fatto che se mai saranno gli italiani a imbarcarsi per il viaggio della speranza l’Europa già conoscerà le problematiche legate al soccorso e all’accoglimento dei migranti.

 

A Lampedusa arriva Barroso, a 6 giorni dalla tragedia. Video e Foto

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La macchina Europa si muove e a 6 giorni dalla tragedia arrivano a Lampedusa il presidente della Commissione europea Manuel Barroso e il commissario Ue degli Affari Interni Cecilia Malmstrom accompagnato dal premier Enrico Letta e dal vicepremier Angelino Alfano.

Il presidente della Commissione europea ha scritto in un tweet che si trova lì «per onorare le vittime e mostrare solidarietà con azioni concrete»

Ad accoglierli dal sindaco Giusi Nicolini, dal prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino e dal presidente della Regione Rosario Crocetta.

La prima tappa della loro visita è stata l’hangar dell’aeroporto dove sono sistemate le oltre 200 bare delle vittime. Il presidente del Consiglio si è inginocchiato davanti ai feretri bianchi dei bambini che hanno perso la vita nella tragedia, per un minuto di raccoglimento, e, affiancato dal presidente della Commissione Ue e dal ministro dell’Interno, si è nuovamente inginocchiato per deporre un mazzo di fiori sulle prima fila di bare. Finora sono 288 i cadaveri recuperati dai sommozzatori. E le ricerche nel relitto in fondo al mare continuano.

La politica e le istituzioni nazionali e internazionali arrivano sul luogo della tragedia, depongono fiori e pregano, un gesto di vicinanza con la popolazione residente e con i migranti ospitati nell’isola, ma forse le persone non riescono più a sopportare il peso dei morti e le condizioni pessime di vita nei centri di prima accoglienza e così sin dal loro arrivo in aeroporto i manifestanti hanno contestato aspramente le istituzioni e al grido di

«Vergogna! Vergogna!» li hanno invitati ad andare al centro di accoglienza: « Andate a vedere come vive questa gente. Assassini!».

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Intanto il quotidiano International Herald Tribune, edizione internazionale del New York Times, dedica questa mattina ampio spazio alla proposta del commissario Ue gli Affari interni – Cecilia Malmstrom – di lanciare nel Mediterraneo una grande operazione Frontex per il «salvataggio sicuro» di chi si trova in difficoltà in mare. Il giornale pubblica in prima pagina un’immagine a quattro colonne di relitti abbandonati sull’isola di Lampedusa, accompagnata da un lungo articolo nelle pagine di cronaca in cui riporta l’annuncio di Malmstrom, che definisce «uno dei più forti appelli» legati alla tragedia di Lampedusa.

«Abbiamo deciso di riallocare due milioni di euro del nostro budget, dando priorità all’Italia e tagliando altre attività, per estendere l’operazione Hermes fino a novembre. Ma per farlo ci siamo rivoltati le tasche. I nostri fondi per il 2013 ora sono esauriti». Lo ha detto all’Ansa il vicedirettore di Frontex Gill Arias in un’intervista. Secondo il vice-dirigente di Frontex l’operazione Hermes (isole Pelagie) si sarebbe dovuta concludere a fine settembre, ma «si è deciso di estendere, dando priorità, perché abbiamo visto che i barconi continuano ad arrivare».

E dopo novembre che succederà? Si attenderà la prossima tragedia per ritrovare le istituzioni politiche a interrogarsi su quale sia la migliore soluzione per evitare ulteriori vittime? Si piangerà su altre casse bianche? Si darà asilo a tutti i migranti senza avere le risorse per dare un futuro a queste persone? Come possiamo assorbire in Italia questo costante flusso migratorio di cittadini costretti a scappare dalle loro terre a causa delle guerre civili? Quali risorse ha il nostro paese che sta perdendo la più grande compagnia telefonica italiana e l’Alitalia? Chi darà futuro ai migranti, l’Italia in crisi?

Barroso parla di crescita e dichiara l’emergenza crisi

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