A Fukushima si reclutano i senzatetto per pulire i rifiuti radioattivi

senzatetto-fukushima-lavoro-tuttacronacaSeiji Sasa è uno dei “contractor” che si aggira nei pressi della stazione ferroviaria di Sendai, in Giappone. Lo scopo è di avvicinare i senzatetto e recrutarli. Offre loro un lavoro che non è certo tra i più sicuri:ripulire Fukushima dai rifiuti radioattivi.

Il lavoro nella zona colpita dal disastro nucleare quasi tre anni fa viene retribuito anche 90 dollari, dai quali vengono tuttavia scalati i soldi per vitto e alloggio, il che significa che ai senzatetto non resta poi molto denaro. Vanno inoltre messi in conto gli altissimi rischi per la salute, dal che si deduce che per i clochard non si tratta di una possibilità di riscatto sociale, tutt’altro.

I cartelli dei senzatetto di New York diventano un fotoprogetto

homelesses-usa-tuttacronaca“Signs of the Times” è il progetto del fotografo Andres Serrano nato lo scorso ottobre dalla volontà di documentare il crescente numero di senzatetto nella Grande Mela. Da loro che si ritrovano abbandonati lungo le strade di New York senza un soldo, affamati e a fare i conti con il gelido inverno, ha acquistato, offrendo 20 dollari per ciascuno, circa 200 dei cartoni sui quali i senzatetto sintetizzano la loro tragica condizione. “Ho trasformato la mia collezione in arte per dare voce a una ingiustizia sociale e a una tragedia che merita di essere ascoltata – dice Serrano a proposito del suo progetto – Consideratela una cronaca dei nostri tempi, applicabile anche ad altre città. recentemente sono stato a Parigi e mi sono accorto di quanto siano aumentati i senzatetto. Avrei potuto fare la stessa cosa anche lì”.

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Città pulita: a Padova i vigili svegliano i clochard alle 4

clochard-padova-tuttacronacaI padovani la mattina, quando scendono in strada, devono trovare una città pulita e in ordine. Proprio per questo i vigili urbani sono tenuti a dare la sveglia ai senza tetto prima dell’alba. A loro volta, i clochard devono ripulire il luogo dove dormono prima di allontanarsene. Se non danno retta all’intimazione, tuttavia, spetta alla polizia comunale raccattare cartoni, coperte e altro materiale. Nella città del Santo, i vigili del turno serale e quelli della notte sono stati addestrati per eseguire tale compito. La sveglia per i senza fissa dimora scatta tra le quattro e le cinque: alle sei potrebbe essere tardi: qualcuno potrebbe vedere i barboni e infastidirsi. Nel mirino dei vigili urbani non ci sono solo i barboni, ma anche gli accattoni dell’Est Europa.

New York shock: barboni castrati per la scienza

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Erano gli anni ’50 e ’60 in cui il Bowery, la celebre arteria newyorkese che delimitava i quartieri di Chinatown e Little Italy da Lower East Side, era invasa di barboni spesso alcolizzati e malati mentali che trovavano rifugio nelle rigide notti invernali negli alberghi dei poveri. In quegli anni iniziò il rastrellamento per un esperimento medico davvero spregiudicato. Perry Hudson avvicinava i senzatetto a cui offriva un letto pulito e tre pasti gratis per diversi giorni a patto che si sottoponessero a biopsie della prostata e a volte alla castrazione. Il dottor Hudson voleva dimostrare che, preso presto, il tumore poteva essere contenuto e curato. Il medico non ha mai informato i suoi pazienti che l’operazione avrebbe poi comportato, in alcuni casi, l’impotenza o le lacerazioni rettali.

“Io però ero convinto che funzionavano. Dicevo loro che il tasso di cura era estremamente alto”, ha detto al New York Times il medico che ora ha 96 anni e vive in Florida.

Hudson e i suoi esperimenti furono dimenticati per molto tempo nella storia della medicina, ma all’epoca dei fatti furono finanziati anche, tra gli altri, dal National Institute of Health. In due articoli pubblicati sull’American Journal of Public Health e il Bulletin of the History of Medicine, Robert Aaronowitz scrive:  “E’ stato doppiamente anti-etico, per la debolezza delle persone coinvolte e le cose che furono loro fatte” e poi ha sottolineato “Hudson usò gli uomini della Bowery perchè solo gente disperata, povera o ignorante avrebbe partecipato” e ha concluso “Era inimmaginabile che l’americano medio si sarebbe offerto volontario”.

 

A messa con i buttafuori per allontanare i mendicanti!

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Hanno stazionato fuori dal Duomo di San Lorenzo a Mestre i “buttafuori” che hanno evitato ai barboni e mendicanti di infastidire i fedeli con continue richieste di obolo. L’iniziativa è piaciuta ai parrocchiani che hanno espresso il loro supporto  a monsignor Fausto Bonini che ha atteso i suoi fedeli fermo davanti al portone dell’ingresso. C’è stato solo un uomo che è entrato in chiesa e ha gridato contro il parroco “razzista”.

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