Minaccia l’ex moglie: a casa aveva una bara artigianale

femminicidio-tuttacronacaNon solo ha tentato di aggredire l’ex moglie tamponandola con l’auto, ma aveva anche costruito una bara artigianale. E’ successo a Cavarzere, in provincia di Venezia, dove un pensionato 67enne è stato arrestato dai carabinieri di Adria dopo il tentativo di aggressione ai danni della donna, sua coetanea, trasferitasi proprio a causa di problemi familiari che si protraevano da circa quattro anni. L’uomo, che era stato già segnalato dai militari per comportamenti aggressivi nei confronti dell’ex coniuge e per maltrattamenti in famiglia, ha nuovamente pedinato la donna arrivando a tamponarla nel tentativo di bloccarla. La vittima, incolume, ha trovato riparo in un bar, da dove ha lanciato l’allarme. Il pensionato, rintracciato dai militari, avrebbe continuato a minacciare la donna. A quel punto son scattate le manette. Già in precedenza i carabinieri avevano rinvenuto nella sua abitazione una bara artigianale, sequestrata,  da lui stesso costruita e ritenuta dagli investigatori un messaggio macabro e pericoloso. Ieri il magistrato ha convalidato l’arresto e per il pensionato si sono poi aperte le porte del carcere.

Donna cade nella tomba del marito… sarà vero?

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Il Mattino racconta una storia che sembrerebbe quasi incredibile eppure la notizia è stata ripresa da molti altri quotidiani. Una signora anziana si sarebbe recata a pulire la tomba del marito nel cimitero di Pompei, ma improvvisamente la lastra di marmo tombale avrebbe ceduto e la signora sarebbe precipitata sulla bara del marito. Un volo di 6 metri, che le avrebbe anche causato una frattura. Per molti minuti gli addetti al cimitero hanno udito le urla della donna ma non riuscivano a localizzarla. Alcune signore hanno anche pensato che si trattasse di un fantasma e si sono velocemente allontanate. Solo dopo circa 10 minuti un uomo si è affacciato nella tomba e ha scoperto l’anziana che chiedeva disperatamente aiuto. Per tirare la donna fuori dalla tomba sono occorsi i vigili del fuoco e la polizia. La donna poi è stata. Ci sarebbe anche chi racconta che molti poi sono corsi a giocare i numeri al lotto: una quaderna formata da 6 (la profondità della caduta), 73 (l’ospedale), 89 (il cimitero) e 90 (la paura).

Aggiornamento 22.00: Nelle ultime ore, le condizioni dell’anziana signora si sono aggravate: è stata di nuovo portata in Pronto soccorso dove è stato diagnosticato uno stato di shock determinato probabilmente dalla copiosa perdita di sangue. Mentre i rianimatori tentavano di salvarla è arrivato l’arresto cardiaco fatale.

La bara con le scarpe: Jason “il burlone”, tifoso di calcio per sempre

bara-scarpe-tuttacronacaEra conosciuto come “il burlone” il 40enne Jason Calvert, grande supporter della squadra locale, lo Stockport Country Forball Club. Jason voleva dare il suo ultimo saluto al mondo in un modo tutto suo: sulla sua bara, in bella vista, dovevano esserci sia la bandiera che la sciarpa della sua squadra. E non potevano mancare gli scarponi che era solito indossare. E sia i suoi compagni di tifo che i giocatori della squadra si sono attivati per realizzare le sue ultime volontà, raccogliendo 3500 sterline per il suo funerale, dove ha fatto la sua apparizione la bara con le scarpe.

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Clarino, cappello e bastone: l’omaggio a Lucio Dalla

lucio-dalla-tomba-tuttacronacaBuonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia…”. Recita le ultime parole di “Cara” la lapide sulla tomba di Lucio Dalla, le cui ceneri sono state inumate oggi, in Certosa, assieme a quelle della madre e del padre. Le ceneri del cantautore bolognese, scomparso all’improvviso il 2 marzo dell’anno scorso durante una tournée in Svizzera, riposano ora nella tomba opera del lavoro dello scultore Antonello Paladino su progetto di Stefano Cantaroni, amico dell’artista. Nei pressi, si trovano anche le tombe di altri bolognesi che hanno dato lustro alla loro città: Giosuè Carducci, Otorino Respighi ed Enrico Panzacchi, non troppo lontano da quella del poeta Roberto Roversi. Alla cerimonia, avvenuta questa mattina, ha partecipato, insieme ai parenti, il compagno Marco Alemanno. La lapide in bronzo, che rappresenta Lucio con bastone, cappello e clarino, reca sulla parte marmorea alla base la scritta “Musicista, poeta e maestro di vita”. Per quel che riguarda la silhouette, è tratta dalla foto scattatagli alle isole Tremiti dall’amico fotografo Luigi Ghirri ed è la stessa che appare sulla copertina dell’album ‘DallAmericaCaruso’. Infine, una coroncina rappresentante il rosario, che l’artista portava come anello al dito, e la piccola scultura in bronzo di un ragnetto, per ricordare il suo soprannome: il Ragno. Una delle cugine dell’artista racconta: “E’ triste, ma l’abbiamo fatto con piacere perchè era la sua volontà, una cerimonia che abbiamo voluto solo nostra. Lucio era già venuto a vedere questi posti monumentali, aveva detto: chissà se ci sarà un posto anche per me qui un giorno. Non è solo una tomba la sua, è un omaggio all’artista che è stato, un tributo a Lucio, un monumento per la città”.

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Follia autunnale: una bara a remi nel golfo

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Il Golfo di Napoli ne ha viste tante eppure una bara a remi che solcasse le sue onde mancava. Ecco che questa mattina è comparsa fluttuando in mezzo al mare di Napoli e la gente stupita si è affacciata alla finestra attonita. Da Mergellina a Castel dell’Ovo tutti si chiedevano chi fosse a guidare quella bara di legno chiaro da un estremo all’altro del lungomare. La vogatrive si chiama Isotta Bellomunnoed è figlia di un imprenditore di pompe funebri molto noto a Napoli.

La performance artistica che si è svolta nelle acque partenopee ha per titolo “Labarbarca”. Alle 13 Isotta è partita alla Rotonda Diaz per arrivare con la sola forza delle sue braccia sotto il castel dell’Ovo, dove secondo la leggenda è racchiuso il mitico uovo di Virgilio, simbolo di rinascita. Dalla morte alla vita.

Una sorta di cambiamento e innovamento, una simbolica rinascita per Napoli.

La performace è stata patrocinata dall’Assessorato ai Giovani e alla Creatività e si è avvalsa della collaborazione di Sarajevo Supermarket, Graficahaste, Bellomunno S.P.A., Soffio e dell’ingegnere Antonio Palombo.

Una “prova”, un rito di passaggio, attraverso cui si esorcizza il tabù della morte interpretandolo come percorso di vita

«Quello di Isotta è un viaggio che prosegue con fatica, con la forza e la resistenza di due remi che affondano, spingono con impegno la massa per poi risalire e poi calarsi ancora, affondare, resistere, sopravvivere a una nuova emersione dalle acque che sono lotta e sostegno allo stesso tempo. I remi della fatica, dunque, ma anche della scelta – spiega l’autrice del testo critico Anna Lucia Cagnazzi –. La cultura mediterranea si distingue per la volontà innata di stare nelle proprie origini, nel proprio humus, nella propria letteratura. Così questo viaggio è l’ennesima trasgressione di un tabù (la designificazione della morte o, meglio, dell’icona della morte) ed è una prova tanto individuale, intima, quanto tesa alla collettività di una terra in cui i morti non muoiono mai e la vita si svolge per strada, tra le pubbliche vie e non è mai del tutto privata».

USA shock: il pedofilo cannibale che aveva una “camera delle torture”

geoffrey_portway_pedofilo-cannibale-tuttacronacaE’ stato arrestato a giugno ed ha ammesso di aver progettato di rapire, uccidere e mangiare bambini in un apposito sotterraneo della sua casa in Massachusetts, USA, Geoffrey Portway, di origini britanniche. Il processo inizierà martedì prossimo e l’accusa chiederà per lui il massimo possibile: 27 anni, prima della deportazione in Gran Bretagna. L’uomo è stato incastrato grazie al web dov’era solito utilizzare Skype e una chat privata dove condivideva i suoi folli progetti con altri pedofili. Dalla documentazione processuale è emerso che il suo nickname era Longpig, un termine he nelle antiche culture cannibali indicava la carne umana cucinata. Tra i suoi contatti anche un condannato a 20 anni di carcere in Florida, Ronald Brown. Quest’ultimo in prigione perchè aveva progettato di rapire dei ragazzi che frequentavano la parrocchia locale. Riferisce il Daily Mirrow che Brown ha ammesso di aver inviato a Portway un’immagine in cui era ritratto un bimbo sezionato: serviva per spiegargli come tagliarlo a pezzi. Tra i piani dei due sarebbe rientrato anche quello di rapire e rinchiudere un bambino in una casa presa in affitto nelle Everglades per mutilarlo, mangiarlo e quindi dare i resti in pasto ai coccodrilli. Ora l’FBI ha diffuso le foto shock della “camera delle torture” di Portway, dove si trovano una piccola bara di legno a misura di bambino, una gabbia, coltelli di ogni tipo e forma, strumenti per la castrazione e per il bondage, bisturi e due grandi freezer.

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Bara in giardino come monito per i ladri!

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Forse complici i tempi di crisi e il costo degli antifurti che un pensionato di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa,  ha optato per un un sistema “fai da te” abbastanza originale che in poco tempo ha richiamato l’attenzione dei passanti e dei vicini che immediatamente hanno denunciato l’uomo alle forze dell’ordine. L’anziano infatti teneva una bara in giardino come monito per i ladri, ma sono stati molti a essere impressionati e alcuni hanno pensato che si potesse trattare anche di un avvertimento così hanno deciso di vederci chiaro. L’uomo con gli inquirenti si è giustificato dicendo che si trattava solo del suo “allarme” personale.

Resuscita una donna in Zimbabwe…

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La storia raccontata nel video è quella di una prostituta, creduta morta dopo l’incontro con un cliente. Improvvisamente la donna si risveglia e comincia a dimenarsi quando la polizia solleva il corpo nella bara. Il fatto è successo a Bulowayo, in Zimbabwe, e ha sconvolto la città.

Secondo quanto rivela 20 Minuten, la donna è crollata durante il sesso con un cliente che, sconvolto, credeva fosse morta. L’uomo ha subito chiamato i soccorsi e le forze dell’ordine.

Quando la polizia la stava trasportando, la prostituta ha aperto gli occhi e dimenandosi ha iniziato ad urlare: “Volete uccidermi, volete uccidermi!”.

Il fatto alquanto anomalo, ha subito avuto una notevole rilevanza su internet e i filmati che si trovano in rete sono numerosi. Sta diventando un vero caso… la donna resuscitata dopo un rapporto sessuale!

Addio a Reeva! Corona di fiori bianchi e cremazione.

reeva

Si sono tenuti oggi a Port Elizabeth, in Sud Africa, i funerali di Reeva Steenkamp, l’ex modella 30enne fidanzata di Oscar Pistorius uccisa dallo stesso atleta giovedi’ scorso. La salma, arrivata in una bara coperta da una corona di fiori bianchi, e’ stata cremata. La cerimonia e’ coincisa con l’udienza, cominciata questa mattina a Pretoria, per stabilire se concedere la liberta’ provvisoria a Pistorius, il quale e’ accusato di omicidio premeditato.

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