No slot: perchè un barista ha deciso di far sloggiare la macchinetta

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Non è facile rinunciare ad un introito sicuro, eppure Emilio Martinucci, titolare del bar Fantasy di Garrufo, in provincia di Teramo, l’ha fatto. Stanco di assistere a scene di panico e disperazione degli avventori che si giocavano il futuro alle “macchinette”, ha deciso di rimuoverle: “Non potevo sopportare ancora che i miei clienti si accanissero così davanti ai videopoker, dilapidando risparmi sottratti alla famiglia. Ho deciso di eliminare le slot e di tornare a fare bar come una volta. Ai giovani voglio di nuovo offrire un divertimento sano. Dal bancone ho visto scene che avevano dell’incredibile. Non succederà più”. Se l’uomo si augura che altri seguano il suo esempio, sa di non poterci far troppo conto: non ci vuol molto ad installare una macchinetta, ma rimuoverla può costare anche 250 euro, a tanto ammonta la penale di alcune compagnie. Ma il Fantasy non è l’unico bar ad aver detto No slot: a Cremona Monica Pavesi ha liberato la sua tabaccheria mentre a Bergamo l’associazione dei commercianti ha creato uno sportello legale per aiutare i locali che scelgono di rinunciare a un simile introito.  Stando alle parole del presidente Giorgio Beltrami, “Con gli incassi s’illudono di poter pagare debiti, affitti e luce. Col tempo, però, perdono la clientela. Un bar funziona se offre qualità, non se rovina le famiglie”.

Lady D. divenne un uomo per Freddy Mercury!

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Sembra non trovare pace la memoria di Lady Diana e ancora una volta finisce in uno scandalo. Sembra, infatti, che Freddy Mercury vestì la principessa come un uomo e con lei e una coppia di amici andarono in un bar gay di Londra dove nessuno la riconobbe.
A fare la dichiarazione è l’attrice Cleo Rocos nelle sue memorie, pubblicate oggi dal Sunday Times online. All’ingresso nella Royal Vauxhall Tavern, racconta l’attrice nel «Il potere della bevuta positiva»,«ci sembrava ovvio che avrebbero scoperto chi era». Ma l’attenzione di tutti si concentrò su Mercury, su di lei e sull’altro amico, il dj Kenny Everett, mentre la principessa, in divisa, cappello e occhiali di sole fu assolutamente ignorata.
Ordinarono da bere, e l’attrice conferma che anche travestita Diana sembrava comunque un bell’uomo, dopo circa 20 minuti abbandonarono il locale.

Padre Gofo: il prete metallaro prima odiato e ora amato!

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Sicuramente non il solito prete. Adolfo Huerta Aleman, noto ai suoi parrocchiani come Padre Gofo, lo sa e non ne fa mistero. Si veste come un metallaro, ama passare il suo tempo al bar, non disdegna, nella sua pagina Facebook, di postare foto di donne nude e infarcisce i sermoni con barzellette di ogni tipo.

Fare il prete, ha più volte tenuto a precisare Padre Gofo, non significa abbandonare tutto quello che uno amava prima di indossare l’abito talare. E “Gofo” nella sua eccentricità riassume infatti passioni e hobby di tutta una vita. Il “prete metal” nella sua lunga ed eccentrica carriera è stato un militare, un poliziotto, un vigile del fuoco e anche un insegnante, prima di diventare sacerdote nella città messicana di Satillo.

L’incontro con i fedeli della parrocchia di Nostra Signora di Atocha a Satillo, non è iniziato con il piede giusto: molti parrocchiani dopo aver sentito qualche omelia avevano addirittura minacciato di lasciare la chiesa di Padre Gofo. Ma con il tempo, il prete ha avuto la meglio, riuscendo a conquistare tutti, grazie anche al suo forte impegno per i diritti umani.

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Suicidio annunciato! Tragico schianto all’ospedale d’Ivrea

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Tragedia all’ospedale di Ivrea, dove un ragazzo di 17 anni si è lanciato dal sesto piano in seguito a una delusione d’amore. Dopo la rottura con la fidanzatina, il giovane ha inviato alcuni sms disperati agli amici e ha scritto dei post sulla sua bacheca di Facebook in cui lasciava percepire il suo stato d’animo. Nessuno deve però aver preso sul serio le sue intenzioni. Il corpo è stato trovato davanti a un bar in una zona di passaggio antistante l’ospedale. Sul posto anche la polizia, ma inutili i soccorsi.

Cosa sta succedendo a Napoli?

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Agguati, cosche che si fronteggiano e nuove strategie che nascono. Questo è l’ultimo quadro che sta disegnando la camorra a Napoli in questi giorni. Dopo una notte di fuoco e fiamme che ha investito la città della scienza, e a tutt’ora non è del tutto domato, arriva questa mattina la notizia di uan vera e propria esecuzione avvenuta in strada sotto l’occhio dei passanti.

Un uomo di 68 anni, Francesco Chierchia, ritenuto dalla polizia affiliato al clan Gionta, è stato ucciso in un agguato davanti a un bar di Torre Annunziata (Napoli). Chierchia era in auto, una Fiat Idea, quando alcune persone gli si sono avvicinate sparandogli al viso. Sul fatto indaga la polizia.

Una serata “Friends”? A Pechino si può…

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A Pechino è stata aperta una copia esatta del celebre Central Perk, la caffetteria dove i protagonisti della serie tv ‘Friends’ si ritrovavano praticamente ad ogni puntata. Il locale è diventato un luogo di ritrovo dei fan della sitcom, che si danno appuntamento qui per guardare insieme gli episodi dello loro serie preferita in un ambiente familiare. Il proprietario, Du Xin, ha spiegato di essere un fan accanito e che realizzare un locale del genere per lui era un vero e proprio sogno. “È stato abbastanza difficile all’inizio. L’affitto è molto alto e per i primi tempi ho dovuto mantenere parallelamente il lavoro part-time in un supermercato per arrivare a fine mese, ma non ho mai abbandonato il mio sogno”. Una delle cameriere, non poteva mancare, si fa chiamare Rachel.

Succo di frutta ustionante… 24enne in ospedale!

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Lunedì sera una 24enne di Tarquinia è finita in ospedale con l’esofago perforato per aver bevuto un succo di frutta alla mela in un bar della zona. La vittima è Laura Emanuela Iftima, di origine romena e da anni in Italia. La donna sarà dimessa lunedì prossimo e dovrà sottoporsi a una gastroscopia.  «Era la prima volta che entravo in quel bar – dice ancora frastornata – ero con mia cognata e un’amica. Io ho chiesto un cappuccino, mia cognata il succo di frutta. Il barista ha aperto davanti a noi la bottiglietta di vetro. Volevo assaggiarne un po’. Lei ha bevuto per prima, ma ha tenuto il liquido in bocca che le bruciava, non ha fatto in tempo ad avvertirmi che io ho sorseggiato dallo stesso bicchiere e ho mandato giù. Non ho bevuto tanto, giusto un pochino». «Ho sentito subito un bruciore enorme sulle labbra e la bocca – spiega – e man mano che il succo scendeva giù per la gola, la sensazione si faceva insopportabile; era come un fuoco. A un certo punto non riuscivo più a respirare e sono svenuta». Anche la cognata di Laura è stata curata nel pronto soccorso di Tarquinia con una prognosi di una settimana per ustioni. Il padre del titolare del bar, inoltre, ha assaggiato il succo per capire cosa stava succedendo e ad oggi avverte bruciori nel deglutire cibi e liquidi. L’azienda produttrice del succo di frutta che poteva costare la vita alla 24enne ha ritirato l’intero lotto dal commercio. Un atto dovuto, secondo i protocolli Haccp di prevenzione dei pericoli di contaminazione alimentare, che scatta dal momento della segnalazione dell’incidente all’autorità sanitaria. Indagano i carabinieri del Nas. Il lotto in questione, a quanto si apprende, sarebbe scaduto il 21 marzo, quindi si deduce fosse in circolazione da anni.

Happy hours per abbattere la crisi, lo scelgono 16,5 mln di italiani!

Happy hour al posto della pizzeria, sono sempre più i giovani che decidono di optare per una cena a base di stuzzichini e aperitivi. Lo studio è della Coldiretti/Censis che ha analizzato il fenomeno. I motivi della scelta sono essenzialmente due: il costo più basso rispetto alla pizzeria o al ristorante e la maggiore socializzazione. Nelle grandi città poi il fenomeno si espande a giovani e meno giovani. In particolari contesti metropolitani, ad esempio, come Milano, Torino o Roma, l’aperitivo e i luoghi in cui incontrarsi per farlo, sono diventati uno dei pilastri della relazionalita’ di persone dalle caratteristiche socio demografiche anche molto diverse. La Coldiretti dichiara, inoltre, che ci sono oltre 415 mila italiani che partecipano regolarmente a community sul web centrate sul cibo. L’happy hour è dunque anche un modo per assaggiare ed imparare a conoscere i diversi tipi di vino di cui e’ particolarmente ricca l’Italia ma anche per gustare formaggi, salumi, olive o anche semplicemente pizzette speciali, il tutto a costi estremamente contenuti.happy hour cocktail

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