I nuovi eroi? Assange e Snowden

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Due nuovi bambolotti sono in arrivo sugli scaffali dei negozi di giocattoli… due eroi attuali e discussi: Julian Assange e Edward Snowden. E’ stata un’azienda di giocattoli dell’Oregon ha infatti creato la versione ‘in plastica’ dei due uomini più ricercati d’America. Al prezzo di 99 dollari l’uno, si potrà giocare a far finta di terrorizzare i potenti della terra rivelando i segreti di stato.

 

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“What if”, la Barbie violentata!

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La vita perfetta di Barbie stravolta dall’artista Samantha Humphreys che con il videoprogetto “What if”, mostra le Barbie affette da diversi mali: dalla violenza domestica allo stalking, dall’anoressia all’alcool. Secondo l’artista “Il presupposto di base è trovare un modo per spiegare ai nostri figli le realtà difficili che potrebbero incontrare nella loro vita. Chiaramente non mi sognerei mai di esporre i bambini a queste bambole o utilizzare questo lavoro come materiale didattico, ma ho scelto questa icona di bellezza per mostrare che la vita, per alcuni, non è affatto perfetta come potrebbe sembrare”.

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La bimba disabile che chiede una bambola con le sue stesse difficoltà

bambina-disabile-bambola-tuttacronacaLa statunitense Melissa Shang, di soli 10 anni, è affetta dalla malattia di Charcot Marie Tooth, che la costringe a vivere su una carrozzina. E’ anche un’appassionata dalle linea di bambole American Girl e per questo lancia un appello sul web: “Voglio che le altre bambine sappiano cosa vuol dire essere come me, attraverso la storia di una ‘American Girl’ disabile”. Con una petizione proposta attraverso il sito Change.com, Melissa chiede oche uno dei personaggi rappresentati dal noto marchio di giocattoli sia ispirato a unaragazzina  con evidenti difficolà di movimento. La bimba spiega che anche le bambole dovrebbero sedersi su una sedia a rotelle, vivendo così quelle difficoltà che i bambini sani non hanno. “Tuttavia, siamo come gli altri, con gli stessi pensieri e gli stessi sentimenti”, recita l’appello che accompagna le firme sul web. “Le American Girls – dice Melissa – dovrebbero rappresentare tutte le ragazze che compongono la storia americana, passata e presente, e quindi anche le ragazze disabili”. Come riporta Giornalettismo, la proposta non sembra irrealizzabile. La linea American Girl infatti è stata lanciata nel 1986 dalla Pleasant Company, società dal 1998 controllata da Mattel, e dal 1995 include personaggi che rappresentano storie di vita contemporanea. Le American Girl rappresentano a volte ragazze di diverse etnie che hanno lo scopo di insegnare i diversi aspetti della storia a stelle e strisce. I libri allegati alle bambole, scritti per bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni, si pongono come obiettivo perfino quello di spiegare al giovanissimo pubblico anche temi delicati come il lavoro minorile, gli abusi sui minori, la povertà, il razzismo, la schiavitù, il maltrattamento degli animali. Melissa dice di essere appassionata delle American Girl dall’età di 7 anni. La sua petizione ha raccolto alcune centinaia di firme. E la sua speranza è quella di superare quota 9mila adesioni. C’è da augurarsi che l’operazone vada in porto. La malattia di Charcot Marie Tooth danneggia i nervi periferici causando debolezza muscolare e riduzione delle dimensioni dei muscoli.

Plastic Bodies: che modello inseguono le donne?

bambole-donne-tuttacronacaUna fotografa statunitense, Sheila Pree Bright, di Atlanta, ha creato una serie che fa emergere il contrasto tra donne reali e modelli proposti dalla cultura occidentale facendo coincidere i lineamenti delle bambole e delle donne statunitensi, in particolare afroamericane. La serie si chiama Plastic Bodies e la fotografa ne parla in questo modo: “In America la concezione del ‘corpo perfetto femminile’ viene alimentata dall’introduzione di mode che le persone seguono spendendo centinaia di dollari. Non ci si può meravigliare se le donne gonfiano il proprio seno con il silicone, allungano capelli corti con altri sintetici oppure cambiano il colore degli occhi con delle lenti a contatto. Il risultato è un corpo femminile che assomiglia a quello di una bambola. E così il concetto di bellezza naturale in America viene gradualmente rimpiazzato dalla fantasia”. Gli scatti sono in mostra fino al prossimo 7 dicembre presso lo Spelman College Museum of Fine Art di Atlanta. Dal 19 gennaio al 16 marzo 2014, invece, la mostra si trasferirà all’Evansville Museum di Evansville, in Indiana

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L’Arcimboldo australiano gioca con le bambole!

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Incastri di braccia e di gambe, pezzi di bambole assemblate per comporre facce e per fare arte con un puzzle di plastica intrecciata. Lui è Freya Jobbins e le sue opere si chiamano “Teste Composte”. L’artista ha deciso di abbandonare frutta e verdura per dedicarsi unicamente a questo esercito di pezzi plastici che possano dar vita alla nuova “faccia” dell’arte che riprende il passato per rielaborarlo con materiali moderni e plasmarlo alle esigenze del mondo attuale.

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