Cadavere nel bagagliaio nell’Alessandrino: identificata la vittima

omicidio-alessandria-tuttacronacaE’ la Gazzetta del Sud a far luce sull’identità dell’uomo ritrovato morto nella notte nell’Alessandrino. Si tratta di un 52enne calabrese, residente a Gavi, e il bagagliaio dentro il quale è stato rinvenuto è quello della sua auto. La presenza della vecchia Croma sarebbe stata segnalata da una telefonata anonima al 112. Sempre il quotidiano online segnala inoltre che la vittima indossava jeans e maglietta. Stando alle prime informazioni raccolte, si tratterebbe di omicidio, anche se non sono ancora state rese note le cause della morte. Nel frattempo i carabinieri proseguono con le indagini e il pm Givri, che le coordina, ha fatto acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona del ritrovamento del cadavere, nel centro di Lu Monferrato. Il comando provinciale dei carabinieri ha inoltre informato che sono in corso i rilievi tecnici sulla vettura, di proprietà della vittima. Gli inquirenti stanno anche cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo.

Giallo in provincia di Alessandria: cadavere in un bagagliaio

cadavere-alessandria-tuttacronacaI carabinieri, al momento, mantengono il massimo riserbo sul ritrovamento del cadavere di un uomo sulla cinquantina nascosto nel bagagliaio di un’auto a Lu Monferrato, in provincia di Alessandria. Da quello che è emerso, la vettura era una vecchia Croma che si trovava parcheggiata nel centro del paese, in piazza Gherzi.

1 anno da incubo! Bambina chiusa nel bagagliaio dalla nascita

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Il primo anno di vita di una bimba è stato da incubo. Tra l’orrore e la tragedia, la storia sembrerebbe incredibile, ma purtroppo invece sembra che sia solo allucinante. Nata un anno fa sarebbe stata tenuta dalla madre di nazionalità portoghese, denutrita e e disidratata nel bagagliaio dell’auto,  a Terrasson, nella Francia sudorientale. I genitori entrambi disoccupati sono stati arrestati, con l’accusa di abuso e maltrattamento di minore, dopo che il meccanico, che stava controllando la macchina, ha sentito dei gemiti e ha aperto il bagagliaio trovando la bambina in pessime condizioni igieniche, febbricitante e sofferente. Immediatamente sono scattati i soccorsi e sembrerebbe che la piccola sia stata tenuta nel bagagliaio sin dalla nascita per questo soffrirebbe di disturbi motori e psichici. La donna ha detto alla polizia di averla partorita in segreto e di averla tenuta nascosta a tutti, anche a suo marito. La coppia ha altri tre bambini dai 4 ai 10 anni, che sono tutti stati sottratti loro dai servizi sociali.

Duplice omicidio a Reggio Calabria: Gianrocco Foti confessa

gianrocco-foti-tuttacronacaE’ l’operaio metalmeccanico Gianrocco Foti di 38 anni, incensurato, sposato con una cittadina polacca e padre di un bambino, l’autore del duplice omicidio che ha spezzato la vita di Joan Lacatus, 28 anni, e della sua compagna  Jonela Hololea, di 35, i due romeni trovati nel bagliaio dell’Alfa Romeo abbandonata sul molo di San Gregorio, a Reggio Calabria. L’uomo, fermato dalla polizia, ha confessato. Foti, come riporta ReggioPress, ha raccontato di una relazione sentimentale con una giovane prostituta romena che, con vari stratagemmi, era riuscita a più riprese, nello spazio di sei mesi, a farsi consegnare una somma di denaro superiore a 25 mila euro salvo poi troncare il raporto. L’uomo, nel tentativo di recuperare la somma, si è rivolto a Lacatus, amico della donna. I due s’incontrano ma il tentativo non porta ad alcun risultato e l’operaio è pervaso dall’esasperazione. In un ennesimo incontro, a cui prende parte anche la Hololea, a sua volta intermediaria per la restituzione del denaro, i romeni usano il pretesto di prendere la somma da un’abitazione di San Gregorio, in realtà conducono Foti in un luogo dove si trovano altri tre connazionali. I cinque romeni, stando alla ricostruzione dell’operaio, lo aggrediscono. A quel punto lui apre il fuoco. Quando ieri pomeriggio i detective della Sezione omicidi raggiungono l’abitazione dell’uomo, lui li accoglie con calma glaciale, stando a quanto riferito da uno degli agenti. Chiede il motivo del controllo e consegna l’arma, detenuta legalmente, una Beretta calibro 9×21, compatibile con quella utilizzata per compiere il duplice omicidio. Dall’arma mancavano 5 proiettili, proprio il numero dei bossoli trovati sulla scena del crimine. Foti viene accompagnato in Questura e sottoposto a  interrogatorio durante il quale nega ogni responsabilità. Nel frattempo, gli specialisti del Gabinetto regionale di polizia scientifica constatano che la pistola è l’arma del delitto. Nelle prime ore di stamani, davanti all’evidenza dei fatti, Gianrocco Foti è crollato e ha confessato.

Fermato un italiano per il duplice omicidio di Reggio Calabria

fermo-reggio-calabria-tuttacronacaUn italiano è stato fermato dalla polizia di Reggio Calabria in relazione all’omicidio dei due romeni, un uomo e una donna, i cui cadaveri sono stati rinvenuti ieri mattina nel bagagliaio di un’Alfa Romeo 146 sul pontile in località San Gregorio, vicino al porto del capoluogo calabro. Le vittime, Joan Lacatus, di 28 anni, e Jonela Hololea, di 35, erano state uccise con alcuni colpi di pistola e i loro corpi abbandonati nell’auto di Lacatus, che gli assassini avevano tentato invano di fare sparire in mare. Dopo che la squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Gennaro Semeraro, ha identificato il presunto responsabile, gli agenti hanno sequestrato la pistola calibro 9 utilizzata per compiere il duplice omicidio e sulla quale verranno effettuati accertamenti scientifici e balistici. Al momento sia gli investigatori che gli inquirenti mantengono il riserbo sul movente del delitto, anche se ieri era trapelato che s’indagava negli ambienti della prostituzione.

Rinvenuti 2 cadaveri in auto in Calabria

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I cadaveri di due persone, un uomo e una donna, sono stati trovati nel bagagliaio di un’automobile a Reggio Calabria. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra mobile che hanno aperto l’auto ed hanno scoperto i cadaveri. L’automobile si trovava sul molo di San Gregorio, a poca distanza dal porto di Reggio Calabria. Alcuni pescatori hanno segnalato la presenza dell’automobile sul molo. Gli agenti, intervenuti sul posto, hanno aperto l’automobile, un’Alfa Romeo 156, e all’interno del bagagliaio hanno scoperto i due cadaveri. I poliziotti hanno avviato le indagini per identificare i due cadaveri e ricostruire l’accaduto.

Aggiornamento 2 ottobre 2013, 21:30. I due corpi sono quello di un cittadino romeno di 28 anni, e di una connazionale di 35.

Come riporta La Repubblica:

Sulla testa dell’uomo la polizia scientifica ha trovato una ferita non compatibile con un proiettile. Questo fa ipotizzare agli investigatori che sia stato stordito e poi ucciso insieme alla donna, con colpi di pistola alla spalla, alle ginocchia e alla testa. Solo a quel punto gli assassini avrebbero portato l’auto al molo, con l’intento di far sparire i corpi. Hanno cercato di far scivolare l’automobile in acqua, ma l’Alfa 156 è rimasta sospesa per metà nel vuoto. Sul posto è stato trovato un palo utilizzato per fare leva. Forse l’arrivo di qualcuno ha costretto i killer a rinunciare e fuggire.

Gli investigatori ritengono che il duplice delitto non abbia nulla a che vedere con la criminalità organizzata. Le indagini si stanno concentrando sull’ipotesi di una vendetta maturata negli ambienti della prostituzione. Gli agenti della squadra mobile hanno compiuto numerose perquisizioni nelle abitazioni di cittadini romeni.  In passato le due vittime erano state viste frequentemente nella zona della stazione ferroviaria, dove abitualmente si prostituiscono donne straniere. Gli inquirenti stanno minuziosamente scandagliando la loro vita privata per riuscire a ricostruire i loro ultimi spostamenti e i rapporti con altri connazionali. Dai primi accertamenti sembra che il duplice omicidio sia stato compiuto poco lontano dal punto in cui sono stati ritrovati i corpi. Nell’automobile c’erano due bossoli che potrebbero fornire elementi utili alle indagini.

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