La polizia libera una donna: era tenuta segregata da otto anni dalla madre

segregata-madre-tuttacronacaHa 36 anni ed è una disabile mentale la donna che è stata liberata oggi dalla polizia a Napoli. La giovane era tenuta segregata dalla madre nel loro appartamento in via Caldieri, nel quartiere Vomero. La sua condizione si protraeva da almeno otto anni. Stando a quanto si è appresto, la ragazza sarebbe stata imbottita di tranquillanti e psicofarmaci dalla genitrice. Un calvario iniziato quando l’anziana madre è rimasta vedova.

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Prostituta a 14 per “aiutare mamma”

prostituzione-minorile-tuttacronacaAncora una storia di baby squillo, che questa volta arriva dall’entroterra di Genova e ha per protagonista una 14enne che ha scelto questa strada per aiutare la madre in difficoltà economiche. La ragazzina vendeva il proprio corpo a trentenni e quarantenni per cifre tra i 300 e i 500 euro. La situazione è venuta alla luce dopo che la minorenne si è confidata con un’amica che si è poi rivolta a un’insegnante. L’educatrice ha quindi contattato le assistenti sociali che dopo aver ascoltato la ragazzina hanno segnalato l’episodio alla procura distrettuale di Genova. Avrebbe raccontato la ragazzina: “Ho avuto rapporti con uomini in cambio di regali e di soldi. L’ho fatto perché mia mamma si trova in difficoltà economiche e non volevo gravare su di lei. Adesso però voglio cambiare vita. Non voglio più farlo”. I clienti li avrebbe ”agganciati” sulle chat o sui social network, mentre i rapporti sarebbero stati consumati in auto o in appartamenti messi a disposizione dai clienti. Ancora, la 14enne avrebbe anche raccontato che la madre aveva scoperto tutto, ma gli investigatori devono ancora appurare la veridicità del racconto. Al momento non ci sarebbero indagati, ma della vicenda è stata informata anche la procura dei minori.

A 14 e 15 anni si prostituiscono per “arrotondare” la paghetta

Prostituzione-minorile-tuttacronacaAvevano appena 14 e 15 anni le tre studentesse che sono state scoperte e denunciate da un uomo a Ventimiglia, in provincia di Imperia, perchè si prostituivano perchè non soddisfatte della loro paghetta mensile. Il cliente, un 30enne, ha rifiutato il rapporto con una delle tre minorenni preferendo recarsi alla polizia. Ora sono cinque le persone indagate per sfruttamento della prostituzione minorile. Le ragazzine vendevano il loro corpo per una somma dalle 30 alle 50 euro dopo aver pubblicato annunci su siti di incontri. Spesso i loro clienti, che incontravano nelle loro auto, in luoghi pubblici come piazze o in zone isolate dell’entroterra, erano uomini che avevano figli loro coetanei. Le indagini, del commissariato di Ventimiglia, sono coordinate dalla procura dei Minori di Genova.

Altre minorenni erano nel “giro” delle baby squillo

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Tanti altri nomi spuntano nell’inchiesta delle baby squillo dei Parioli. Ci sarebbero altre ragazze che erano pronte a entrare nel giro della prostituzione. La rivelazione ha aggravato la posizione di Mirko Ieni, uno dei cinque arrestati dell’inchiesta. E’ emerso così che l’ex barista della Luiss, in veste di improvvisato manager dell’hard, non avrebbe solo affittato l’appartamento ai Parioli per facilitare gli incontri tra i clienti e le due ragazzine che incassavano seicento euro al giorno, ma avrebbe anche cercato di mettere in piedi un mercato selezionato della prostituzione con escort italiane, giovani, meglio se baby.

«Una volta», ha raccontato, «io e la mia amica abbiamo incontrato altre due ragazze che gestiva Ieni. Noi sapevamo quello che facevano e loro di noi». «Ma voglio ribadirlo- ha aggiunto poi l’adolescente – mia madre non sapeva nulla della prostituzione. Pensava che spacciassi. Per un periodo le ho dato cento euro al giorno, ma solo perché era in difficoltà economica. E quando mi spronava a muovermi, come risulta dalle intercettazioni, lo faceva per mandarmi a scuola e non ai Parioli».
«Mi piaceva l’idea di fare tanti soldi e farli in modo rapido e senza faticare troppo», ha sostenuto Agnese davanti al gip Maddalena Cipriani. «Ho visto che la mia amica si poteva permettere tutto. Acquistava vestiti di marca e cellulari di ultima generazione: volevo farlo anche io». «Ai clienti che mi chiedevano l’età dicevo di avere 18, 19 anni. A conoscere la verità credo fosse solo Mirko Ieni. Lui dovrebbe averlo intuito». Con l’incidente probatorio delle due ragazze (Angela, la più grande 16 anni, è stata sentita due giorni prima) si avvia alla chiusura il primo filone di inchiesta sul giro delle baby squillo. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Cristiana Macchiusi potrebbero chiedere il giudizio immediato per i cinque arrestati e per i primi clienti identificati. L’unico indagato che potrebbe uscire di scena è Patrizio Plos. Angela lo ha detto chiaramente: «Lui non era un cliente. Abbiamo avuto una storia. E non ne voglio parlare». E il passaggio di uno spinello e di una dose di coca non erano il pagamento.

Scoperto un nuovo giro di prostituzione: c’è anche una minorenne

giro-prostituzione-tuttacronacaE’ stato scoperto a Roma un nuovo giro di prostituzione che vedrebbe coinvolta almeno una ragazzina tra i 15 e i 16 anni. A finire in manette un 55enne, Glauco Guidotti, che fingeva di essere un manager di modelle e, secondo l’accusa, induceva le ragazze a prostituirsi con la promessa di assicurare loro l’accesso al mondo dello spettacolo e della moda. La denuncia di questo giro di prostituzione è partita dalla madre della minorenne che si era accorta che la figlia, improvvisamente, aveva un’eccessiva disponibilità di denaro e difficoltà nei rapporti familiari. Il caso ricorda da vicino quello delle baby squillo del Parioli: anche in quel caso fu la madre di una teenager a far partire l’inchiesta. Ancora, hanno in comune che la ragazzina, o le ragazzine, incontravano i clienti nei quartieri bene di Roma. I contatti avvenivano grazie a un annuncio sul sito Bakecaincontri.

Laureanda vende foto hard: “mi servono soldi per comprarmi lo scooter”

studentessa-foto-hard-tuttacronacaLa risposta più immediata quando mancano i soldi e trovare un lavoro è diventato un’utopia ma non si ha intenzione di rinunciare a vizi e piccoli lussi è di mercificare il proprio corpo. Almeno è il ritratto che appare leggendo la cronaca che coinvolge adolescenti e giovani donne. Le baby squillo, in quest’ottica, appaiono così solo come la punta di un iceberg. Una laureanda presso l’università di Napoli ha appeso ieri nelle bacheche dell’istituto locandine dove appare un decoltè e un annuncio: “In attesa del 110, giovane laureanda invia le proprie foto”. La segnalazione è arrivata alla Redazione di Skuola.net da un genitore di una studentessa, che si interroga: “Le sembra possibile che ci siano annunci del genere in quella che dovrebbe essere la casa della cultura? Per i ragazzi tutto questo sembra essere una cosa normale, sarò mica io l’unico a stupirsi”. Skuola.net ha approfondito la questione intervistando la diretta interessata, che ha anche creato una fan page su Facebook apposita. L’idea della laureanda è semplice: vende foto del suo coprpo dietro pagamento. E lei stessa lo dice: “Non era uno scherzo. Mi piace fare foto e voglio divertirmi così. Anche se scritto in maniera sintetica credo che sia molto chiaro il messaggio”. Il tutto perchè: “Il mio scooter è rotto… me ne serve uno nuovo”. Non si tratta d’indigenza estrema quindi, ma di un desiderio da esaudire. E che manifesta una buona dose di sfiducia circa la possibilità, per un giovane, di trovare un lavoro normale. Sulla pagina Facebook, intanto, le opinioni sono divise: tra chi attacca e chi apprezza l’idea.

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“Non è grave prostituirsi”, così la baby squillo

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«Secondo me non è un fatto grave che io e la mia amica ci prostituissimo insieme. Anche se può sembrare strano io la penso così», questo è stato uno dei passaggi chiave della testimonianza resa davanti ai pm di Roma della baby squillo più piccola che poi avrebbe anche ribadito che Mirko Ieni non aveva mai obbligato nessuno. Sempre la baby prostituta dei Parioli ha poi confessato che dopo il primo rapporto sessuale a pagamento si è messa a piangere: «Ho provato – dice la ragazzina – questo incontro. Scandalizzata mi sono messa a piangere…tutte queste cose così….ma che sto a fà eh?». La prima volta era avvenuta infatti con un uomo di 35/40 anni che aveva risposto a uno degli annunci sui siti dedicati a questi incontri:  «Ci è venuto a prendere – dice la minore – questo signore che aveva 35 anni…così..sui 40 anni, non mi ricordo e ci ha portati a casa sua, una persona molto tranquilla, assolutamente». Le due ragazze erano insieme nell’appartamento con il cliente, «perché inizialmente facevamo insieme, perché io c’avevo paura. Cioè insomma non ero abituata. Inizialmente ci pagava e poi cominciammo a fà un po’ così, lei cominciava con un po’ di preliminari e poi io vedevo un po’ come andava fatto l’incontro e piano piano ho imparato pure io».

2 euro e mezzo per il sesso nei bagni della scuola! Questo il post di una 14enne

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Una ragazzina di 14 anni di Como che frequenta un’Istituto professionale ha inviato alcuni messaggi su Facebook per cercare di uscire probabilmente dalla sua emarginazione e dal suo momento di difficoltà. Sul post inviato ai suoi compagni di classe la 14enne scriveva: “Offro sesso a 2,5 euro nei bagni della scuola“. Naturalmente in breve tempo gli stessi compagni di scuola hanno creato una pagina Facebook in cui poi la ragazza è stata umiliata e schernita. Il caso è arrivato all’attenzione dei dirigenti dell’istituto, che hanno confermato il fatto, ma spiegato che i rapporti non sono mai stati consumati. La scuola si è attivata con assemblee, colloqui e uno sportello psicologico. Convocata, la ragazzina, ha spiegato di essere stata costretta a prostituirsi dalla famiglia, ma si pensa piuttosto che cercasse di attirare l’attenzione attraverso l’emulazione di casi come quello delle baby squillo dei Parioli. La ragazzina rimarrà a casa una settimana e la scuola ha chiesto alla polizia postale di chiudere la pagina Facebook incriminata.

“Mi dispiace” e “mi manchi”: la baby squillo scrive alla madre

baby-squillo-lettera-tuttacronacaIl Messaggero ha spiegato che una delle baby squillo dei Parioli, la cui madre è stata arrestata, sentendosi sola e lontana da amici e parenti, ha chiesto agli assistenti sociali di poter comunicare con la genitrice. E così, una missiva è giunta a Rebibbia. L’adolescente scrive: “Ciao mamma, ti scrivo dalla casa dove mi trovo. Non sai quanto mi dispiace che tu sia in carcere per colpa mia. Mi manchi”.  Rapida è giunta anche la risposta. “Ma che dici, amore? Devi pensare solo a te stessa, devi cercare di recuperare, per crescere bene e nel modo giusto”. Del resto, alla donna è stata tolta la patria potestà di entrambi i figli e ora la ragazzina si trova in una casa famiglia. Qui è circondata da attenzioni e cure, ma aspetta con ansia il giorno della settimana in cui può ricevere la visita dei parenti. “Zia, andava ripetendo la piccola nei mesi della follia, come faccio a fare tanti soldi? Io voglio guadagnare, perché voglio vivere bene, alla grande”. La zia tentava di liberarla da una simile ossessione: “Le dicevo, ricorda sei una gran bella ragazza, puoi fare la modella, provare nel campo della moda. Sembrava convinta a tentare questa strada e si era fatta fare anche un book da una fotografa molto brava”.  Ma poi c’è stato l’incontro con Mirko Ieni, Nunzio Pizzacalla, Riccardo Sbarra, Marco Galluzzo, e lei e la sua amica hanno iniziato a prostituirsi e a drogarsi in viale Parioli. “Eppure -racconta ancora la zia al Messaggero– la situazione e il disagio di Agnese, ma anche quello del fratellino, erano stati segnalati agli assistenti sociali. Mia sorella non ce la faceva a gestire questi ragazzi, non aveva la forza perché soffriva di disturbi alimentari. Era bulimica ed è dimagrita di colpo da 160 a 50 chili. Purtroppo, devo ammetterlo con dispiacere, ma non sapeva fare la mamma, anche se sono assolutamente convinta che lei non avesse capito in alcun modo che la figlia si prostituisse”.  Di una cosa, però, la donna è convinta: è bene che la ragazzina stia nella casa-famiglia. “Deve avere punti di riferimento certi”. Punto di riferimento che non è neanche il fratello 12enne, visto che la ragazza lo viveva come un ulteriore limite alla possibilità di vivere meglio. E a raccontarlo, si legge ancora sul quotidiano romano, è sempre la mamma nel verbale di interrogatorio in cui dice di aver parlato dei suoi dubbi su quanto stava combinando Agnese con lo psichiatra che seguiva il ragazzino, e anche con gli assistenti sociali. “E ora che sta a Rebibbia -dichiara il suo difensore, l’avvocato Nicola Santoro- lei e la figlia stanno mostrando di avere bisogno l’una dell’altra”.

Baby squillo, altre minori coinvolte al sud

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Che Paese sta diventando l’Italia? Disoccupazione alle stelle, Pil in caduta libera e l’unico mercato che non conosce la crisi sembra essere quello della criminalità e della prostituzione. Tutti coloro che erano rimasti sorpresi dalle due baby squillo di Roma per l’atteggiamento e le frasi che erano uscite dai verbali, ora dovranno di nuovo stupirsi per la dimensione del fenomeno. Sembrerebbe che quello delle due baby squillo dei Parioli non sia un caso isolato, ma un giro più largo che si sta ricostruendo ora dopo ora grazie ai tabulati telefonici e dai pc degli indagati. Altre minorenni si troverebbero nel Sud d’Italia e quasi tutte avevano a che fare con Riccardo Sbarra, l’uomo finito in carcere il 28 ottobre insieme con gli altri indagati. Ad arrestare il commercialista nella sua abitazione sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, e lui, non appena ha visto i militari, ha lanciato dalla finestra i computer per tentare di distruggere eventuali prove a suo carico. In realtà l’hard disk qualche elemento utile alle indagini lo avrebbe conservato e ora gli esperti dell’Arma stanno scaricando le informazioni che sembrano aggravare la posizione dell’indagato. Davanti al gip che lo ha interrogato subito dopo l’arresto, i suoi avvocati Augusto Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi hanno preferito non farlo rispondere. La posizione processuale è sembrata subito parecchio compromessa: tanti gli sms tra Sbarra e le due ragazzine, tante le proposte oscene, seguite da incontri e da denaro sborsato per la prestazione.

Come racconta Il Messaggero:

L’uomo chiedeva sempre di più, cercava incontri a tre. Agnese e Angela erano state a casa sua, spesso insieme. Lo racconta la più grande nel verbale di interrogatorio davanti al pm. «Sono stata da lui un paio di volte – dice – Sapevo che si chiamava Riccardo Sbarra perché l’ho incontrato anche in discoteca durante l’estate. Riccardo ha incontrato una volta anche Agnese. C’ero pure io con lei, è venuta con me a casa sua. Sapeva che io dovevo andare per avere un rapporto sessuale con lui, e siccome lei aveva bisogno di soldi, io le ho detto che poteva averlo pure lei. Eravamo presenti entrambe. In quell’occasione ci ha dato 150 euro complessive». La stessa circostanza viene confermata dall’altra ragazzina.

È sempre Angela, poi, a parlare di Sbarra in toni sprezzanti. Pm: «Lo hai visto in discoteca, ma perché lui lavora lì?. E lei: «E che ne so, è un cretino. Sta ancora lì a ballare, a fare il pischello in discoteca…». Pm: «Perché invece è grande?». Angela replica: «C’avrà trentacinque anni, trenta anni…ce li avrà».
Il gip respinge la richiesta di domiciliari avanzata dai legali e, nel farlo, sottolinea che la reiterazione del reato esiste perché esistono nei confronti di Sbarra «condotte dello stesso tipo di quelle descritte nell’imputazione». Condotte riferibili ad altre minori che l’uomo definiva nei suoi messaggi «lolitine». Rischia quindi di allargarsi ulteriormente il fronte delle indagini. Gli accertamenti puntano ora all’individuazione di queste nuove baby squillo, ma anche di tutti quei clienti che avrebbero avuto rapporti con Angela e Agnese. La loro posizione diventa sempre più delicata dopo che il Tribunale del riesame ha confermato per il commercialista solo il reato previsto dai rapporti sessuali con una minorenne, facendogli decadere l’induzione alla prostituzione e la pedopornografia. E questo potrebbe voler dire che anche gli altri clienti rischiano il carcere.

Baby squillo,tra i clienti anche dipendenti del Vaticano

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E’ infinita la lista dei clienti delle baby prostitute e come racconta Il Tempo non ci sarebbero solo dipendenti di grandi compagnie telefoniche come la Wind e la Tim, non ci sarebbero solo i dirigenti di aziende, ma anche persone che lavorerebbero a vario tipo in Vaticano. Non religiosi, ma civili.

Come si legge su Il Tempo:

Un lungo lavoro investigativo che sta facendo venire alla luce come le due minori incontrassero nell’appartamento ai Parioli i clienti, che a volte partivano anche da altre regioni d’Italia per avere con loro rapporti sessuali. Alcuni pagavano coscienti di avere di fronte delle minorenni, altri, invece, una volta entrati nella casa a luci rosse, capivano che erano ragazzine sotto i 18 anni e hanno deciso di chiudersi la porta alle spalle senza alcun rapporto sessuale.

Indagando sul sesso, comunque, la procura è arrivata anche a scoprire un giro di droga, soprattuto cocaina, che veniva consegnata alle ragazze a volte come corrispettivo della cifra richiesta per il rapporto sessuale, altre invece perché le minori la usavano il sabato sera in alcuni locali dell’Eur.

Una delle due liceali, che è seguita da un’assistente sociale dei minori, ha più volte avuto atteggiamenti violenti in famiglia, insultando la madre e a volte anche rubando oggetti di valore in casa… «In occasione di un rientro a casa in tarda ora e dopo un giorno di assenza ai miei richiami – ha raccontato agli investigatori la madre della minore – mi si è avventata addosso tentando di strangolarmi. Sono riuscita a divincolarmi solamente grazie all’intervento di mio marito che è riuscito a chiamare le forze dell’ordine, che provvedevano a riaffidare la minore alla sottoscritta. Chiedo un intervento da parte delle autorità competenti nei confronti di mia figlia affinché non possa recare ulteriore danno a se stessa e ai suoi familiari e non continui nella sua condotta sregolata».

Baby-prostitute: “Berlusconismo le ha legittimate”. Così Sonia Alfano

sonia-alfano-babysquillo-berlusconiNell’ultima puntata di “KlausCondicio”, il talk show su You Tube diretto da Klaus Davi, è intervenuta l’europarlamentare liberaldemocratica Sonia Alfano che, affontando il tema delle minorenni che si prostituivano ai Parioli ha detto: “Baby squillo? È colpa di Berlusconi”. L’europarlamentare spiega: “Il fenomeno delle baby prostitute c’è sempre stato, ma Berlusconi ne ha prodotto una legittimazione sociale e culturale. Con il caso Ruby molti uomini, anche anziani, vedendo l’esempio di un politico, per la precisione l’ex Presidente del Consiglio, che andava con una diciassettenne, si sono sentiti attratti dalla capacità di questa persona di essere considerata interessante per una ragazzina di quell’età a tal punto da fare loro invidia. Per me questo è veramente devastante come messaggio”.  E ancora: “Io credo che queste cose esistessero anche prima, ma il fatto che un politico, una persona che tra l’altro ha anche guidato il Paese in determinati frangenti, abbia fatto una cosa del genere, in un certo senso normalizzandola, si è tradotto in un messaggio ancora più grave è ancor più devastante. Ecco perché dico che c’è un degrado culturale. Se poi guardiamo i messaggi che la televisione lancia quotidianamente, rispetto ai quali si cerca di fare intendere che studiare non serve a nulla, ma che va bene andare a sgambettare, che va bene offrire il proprio corpo pur di fare carriera, ecco che poi ci ritroviamo davanti a queste situazioni nell’ambito delle quali è la mamma a pilotare in tutto la figlia”.

Baby squillo dei Parioli: iscritta nel registo degli indagati la maggiore delle due

babysquillo-tuttacronacaIndagata “per aver indotto alla prostituzione la sua amica”, oggi quindicenne. E’ quanto ha scritto il giudice nell’ordinanza nei cofronti di Mirko Ieni e Marco Galluzzo, i protagonisti adulti della vicende sulle baby squillo dei Parioli. Ora, dunque, anche la maggiore delle due, 16 anni da pochi giorni, è stata iscritta nel registro degli indagati. La notizia è giunta a poche ore dall’arresto di due pusher che avrebbero fornito droga alle liceali. Nel mirino dell’inchiesta c’è infatti anche la droga, con le adolescenti che hanno ammesso davanti ai magistrati di far uso di cocaina, anche assieme ai loro clienti, e di averla passata, in alcuni casi, a loro coetanei. Anche Ieni dovrà rispondere delle accuse per aver fornito droga alle giovani e ad altre due donne. Come spiega Repubblica: “L’altro arrestato è un imprenditore edile, M.G., 49 anni, soprannominato dalle prostitute ‘cliente bambus’, probabilmente dal nome di un bar in zona Parioli, vicino all’abitazione in cui avvenivano gli incontri, oppure dal nome della cocaina, in gergo detta ‘bamba’. All’uomo, cliente abituale delle due ragazzine, è contestato anche il reato di induzione alla prostituzione minorile per aver avuto rapporti sessuali con le due minori e per aver proposto loro incontri sessuali con un’altra coppia di persone. L’uomo era solito pagare le prestazioni sessuali anche con la fornitura di dosi di cocaina.”

Baby squillo dei Parioli: nelle intercettazioni anche il tariffario

baby-squillo-tuttacronacaAzzurra e Aurora, erano questi i nomi d’arte delle baby squillo dei Parioli, protagoniste dello scandalo delle ragazzine usate come escort da un’organizzazione a capo della quale, secondo gli inquirenti, si trovava Nunzio Pizzacalla, 35enne caporale dell’esercito ora in manette. Nelle carte processuali si trovano anche delle intercettazioni dalle quali si risale al tariffario dei servizi delle giovani. Nella conversazione su WhatsApp intercettata il 19 maggio indica a una delle ragazzine quanti soldi chiedere ai clienti: “x le cifre c’è una rettifica facciamo direttamente entro le due ore 300 e superate fino a mezza giornata 500″. Il 26 maggio, invece, il militare abruzzese chiede conto del guadagno della giornata: “Fino ad adesso quanti clienti ha visto” e “So’ soldi fai bella figura magari chissà potrebbe essere interessato alla relazione”. E se una delle ragazzine non si faceva trovare agli appuntamenti, erano rimproveri: “Senti non so se x te è un gioco ma oggi ti dovevi fare una persona forse due x me e un lavoro e un guadagno mentre tu stavi a dormire loro ti hanno chiamato ed e saltato tutto.” Il 15 giugno, infine, l’uomo chiede alla giovane la propria percentuale sugli incassi.Fino adesso mi devi 110. Su le prime erano 30 perché ti sei fatta dare 100 ma su 150 sono in realtà 45 ma ne prendo 40″. A far scattare le indagini è stato un messaggio, sempre su WhatsApp, scritto da una delle ragazzine e letto dalla madre, che l’ha consegnato ai carabinieri: “Ti scrivo qui perché non mi funziona il computer. Allora descrizione fisica: alta quasi 1.70 mora capelli lunghi occhi marroni gambe lunghe 5 di seno il peso non lo so con precisione ma sono un po’ in carne, ho 3 tatuaggi tutti non visibili uno sul senso uno sull’inguine e uno sulle costole ho il piercing sulla lingua ma lo posso togliere e ho il segno del piercing all’ombelico che ho tolto tempo fa. Descrizione personale: penso di essere una ragazza solare allegra mi piace andare a ballare e frequentare locali, amo molto il sesso con gli uomini meglio se più maturi di me, non ho tabù a parte (omissis). Per il resto sono una ragazza normalissima mi piace uscire bevo e fumo.”

Baby squillo: quant’è diffuso il fenomeno? Parlano i giovani

baby-squillo-tuttacronacaSono stati 3mila i ragazzi delle medie e delle superiori che hanno partecipato a un sondaggio realizzato dal portale Skuola.net che ha portato alla luce quanto sia diffuso il fenomeno delle baby squillo. Tra i giovani, il 15% ha denunciato casi di prostituzione nel loro istituto e, di questi, circa il 30% ha avuto rapporti sessuali con loro. Tra ques’ultimi, il 25% vorrebbe avere altri rapporti. Gli intervistati, quindi, ritengono che i media non stiano ingigantendo il fenomeno: per circa 1 studente su 4, le studentesse che si prostituiscono a scuola sono davvero così tante come dicono tv, giornali e web. Tra gli oltre 500 studenti che hanno dichiarato la presenza di baby-squillo nella propria scuola, il 60% afferma che non si tratta di casi isolati: più di una studentessa chiede soldi, ricariche e capi di abbigliamento in cambio del proprio corpo. Tra i 3mila giovani contattati, il 46% ritiene o che non esista nel suo istituto oppure di non esserne lui a conoscenza,  mentre il 40% circa del campione afferma con certezza che nella propria scuola queste cose non accadono. Ma là dove si è a conoscenza della presenza del fenomeno, un 10% non disdegnerebbe un rapporto sessuale con una baby squillo.

L’intervista alla baby-squillo! Ieri a Domenica Live…

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Ieri a Domenica Live è stata intervistata una baby squillo. Una ragazza che tre anni fa era entrata in un brutto giro e che racconta quali sarebbero gli interessi e le perversioni dei clienti che richiedono una minore:  “Solitamente i clienti vogliono le minorenni perché hanno la loro innocenza, la loro freschezza e le possono usare come un oggetto. A me, molti dei clienti, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, anche padri di famiglia che non vanno d’accordo con la moglie o che lo fanno solo per un divertimento, mi chiedevano addirittura delle perversioni, di fare i bisogni nella loro bocca, oppure addosso a loro…”.

I nostri 7 giorni: quando cambia menu l’Italia?

7-giorni-tuttacronacaLuca Parmitano ha terminato la sua missione e lunedì mattina, alle 3.49, toccherà nuovamente il suolo. Chissà come gli apparirà la Terra “dal suolo”. Niente più cime innevate, alberi a ricoprire le brutture e distanze che tutto appianano. Abituato, letteralmente, a guardarsi attorno e vedere lo spazio infinito, come si ritroverà in mezzo a muri di burocrazia e macerie di quella che era l’Italia? Viene da chiederselo, perchè nella suoi 166 giorni di lontananza ci ha abiuati a spazi infiniti e ha condiviso con noi la bellezza del Mondo… visto dall’alto! Mancheranno a noi quelle foto che offrivano uno sguardo d’insieme che permetteva di vedere oltre. Ce lo chiediamo perchè in questi 7 giorni il tempo è trascorso ma tutto è rimasto uguale. Abbiamo continuato ad assistere ai soliti dibattiti, le solite prese di posizione, le solite proteste. La settimana è iniziata con i riflettori puntati sul ministro Cancellieri e Giulia Ligresti, con il primo che difendeva il suo operato e la seconda che, libera dalle sbarre, andava a fare shopping. Perchè in Italia possono cambiare volti e nomi, ma resta quel essere “amico di…” Ed ecco che ci si chiede: una questione umana, deve valere per un singolo, o la legge è davvero uguale per tutti? La fiducia nel sistema crolla, così come si sta sgretolando poco alla volta anche il Pdl, con quella lotta intestina che ormai è incarnata in Berlusconi e Alfano: se anche il “braccio destro” viene amputato perchè si permette di pensare con la sua testa, che ne sarà degli altri. Il governo intanto va avanti, prendendo tempo, parlando di una crisi dalla quale si uscirà “poi”, “un domani”, “un giorno”. Ora quel giorno è stato individuato a fine 2014. La teoria dei piccoli passi può anche andar bene, quando il tempo c’è e quando quei piccoli spostamenti in avanti si possono toccare con mano. Il problema sorge quando chi fa queste promesse non appartiene a quella categoria che si trova a dover chiedere costantemente aiuto ai genitori, ai parenti, agli amici per poter continuare a sopravvivere. Perchè tempo non c’è, non più. Quindi ora che Parmitano torna cosa gli offriremo? Il menù è variegato, ma non è mutato. Le lotte intestine proseguono anche nel Pd, un tempo erano le primarie che mettevano in contrapposizione Renzi e Bersani. Ora c’è Renzi contro il resto di un partito che crea scalpore anche solo per i tesseramenti. Un partito che tra i suoi esponenti ha il sindaco di Roma che pedala sempre più da solo e che si ritrova a fare i conti con l’ennesimo scandalo, quello dell’Atac, che ci mostra una volta di più quanto radicata e profonda sia la corruzione. E se non bastasse, si specula anche sulle tragedie, come la cresta sulla New Town de L’Aquila ha dimostrato. Con cosa addolciremo il ritorno del nostro uomo delle stelle?

7giorniMa ripercorrendo questa settimana non si può non ricordare anche il giallo sulla morte della 28enne Simona Riso, così come le migliaia di vittime del supertifone Haiyan che ha investito le Filippine. E non possiamo certo scordarci del clamore suscitato dall’apprendere la notizia delle baby squillo del Parioli, con la madre della più giovane delle due, appena 14enne, che la spingeva a vendere il suo corpo. La deriva di una generazione spesso abbandonata a se stessa, figlia di adulti che, forse, non sanno più comunicare con coloro che rappresentano il nostro futuro. Li si lascia da soli, magari in balia di web e televisione dove vengono appresi comportamenti rischiosi per la vita e modelli irraggiungibili che mettono a serio rischio la salute. Come la nuova moda dello svenimento indotto, ma anche quell’ideale di magretta del Thigh Gap e l‘anoressia che colpisce sempre più i giovani. E la tv questa settimana ha fatto parecchio discutere per quanto capitato ad Anna Oxa nel corso della trasmissione Ballando con le stelle. Se la settimana scorsa c’erano state polemiche, sabato l’artista è tornata ad esibirsi solo per infortunarsi e cadere a terra. La diretta è poi continuata, scatenando le ire del Codacons. Per fortuna il tubo catodico riesce anche a strapparci qualche sorriso prendendo spunto da personaggi positivi, ecco allora che arriva l’imitazione di Papa Francesco offertaci da Crozza: quel frigo sulle spalle forse non ci ricorda i nostri “pesi quotidiani”? E per chi era stanco di preoccuparsi (o disperarsi) sul proprio futuro con il sempre discusso tema delle pensioni, c’è stata la possibilità di guardare a un futuro più prossimo che riguardasse altro, con più precisione, la situazione del Milan, che si prepara a dire addio non solo allo storico ad Galliani ma, pare, anche all’intero clan Raiola, Mario Balotelli in testa. Per fortuna a gennaio sarà di nuovo stagione di calciomercato e, almeno per un po’, vedremo le cose cambiare veramente, anche se si tratta solo di panchine calcistiche. Un piccolo cambiamento però c’è stato anche in classifica: la Juve ha battuto il Napoli raggiungendo il secondo posto in classifica dietro alla Roma che si è dovuta fermare al pareggio. E proprio al Sassuolo è bello pensare: veniva considerato la Cenerentola del campionato, eppure ha guardato “dentro se stessa” dopo un’incredibile batosta contro l’Inter e ha imboccato un’altra strada. Noi vogliamo dare il bentornato a Parmitano con un augurio che riguarda tutti quanti noi: che anche se siamo “incastrati” in una vita che non ci appartiene, riusciamo a renderci conto che cambiare direzione è possibile (certo, non facile).

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Se questa è una madre: baby squillo spinta a prostituirsi a discapito della scuola

baby-squillo-tuttacronacaHa solo 14 anni e la madre si preoccupa se lo studio ruba tempo alla prostituzione. E’ questa la sconcertante realtà emersa dalle conversazioni intercettate sul telefono della “baby squillo” più giovane coinvolta nel giro di prostituzione ai Parioli, a Roma. Come riporta il Corriere della Sera, era la madre a chiedere alla figlia di lavorare, “perchè io sto a corto, dobbiamo recuperà” e a nulla vale che la figlia non stia bene, “Sto male e già ho detto”, e ancora: “Mo’ vedo che posso fà. Comunque pure se, eh… comincio tardi… cioè oggi ma veramente sto male… domani dopo scuola si vede, dai”. La madre le chiede di andare a ritirare il biglietto per uno spettacolo. “Mi ha chiamato la professoressa di latino. Voleva sapere perché non stai andando. Gli ho detto che non si sente bene. Mi ha detto: pensa che domani verrà a scuola? Cosa hai intenzione di fare? Dimmelo perché se no… ci prendiamo in giro. Andiamo dagli insegnanti e glielo diciamo”. E la figlia: “Ma io voglio andarci a scuola. E’ che non ci ho tempo per fare i compiti”. Inutile anche che la figlia si lamenti che, dopo aver fatto i compiti, è stanca per andare agli appuntamenti: “Allora devi fare una scelta: puoi alternare i giorni. Qui una soluzione bisogna trovarla, se no ti ritiro”. E la figlia: “Non mi puoi ritirare mamma non ci ho 16 anni. Ci voglio andare”. A questo punto, la madre le consiglia di organizzare meglio il suo tempo: “E allora fai una cosa scusami… Allora c’è la possibilità di stare a scuola, studiare due ore così stati già là…”. La madre è stata arrestata ma intanto nell’indagine è spuntata anche la pista della pedofilia. Tra i cinque arrestati, infatti, compare anche il commerciante Michael Mario De Quattro, accusato di aver prodotto materiale pedopornografico per aver filmato rapporti sessuali con una delle due ragazzine ricattandola e chiedendole in seguito 1.500 euro per non rendere pubblico il video. L’uomo nega e dice che ignorava la giovane fosse minorenne. Al momento ci sono venti i clienti identificati e indagati, oltre a diversi i computer sequestrati. Si sospetta che le ragazzine siano state sfruttate anche per filmini pornografici.

Nel frattempo accade anche un fatto eclatante che mette in allarme gli inquirenti. La Bmw x6 del commercialista, arrestato poiché presumibilmente coinvolto nell’inchiesta sulle baby squillo, viene data alle fiamme . Una vendetta o una minaccia? Chi c’è dietro a questo atto? Si vuole intimidire il commercialista o si è voluto fare un gesto eclatante per protestare contro la prostituzione minorile? L’auto bianca era parcheggiata in una strada dei Parioli, poco lontano dallo studio del professionista, i vigili del fuoco hanno trovato tracce di benzina sul cofano. . Il commercialista dice di essere innocente “le ragazze si presentavano come diciottenni, non sapevo che fossero minorenni”, e gli avvocati affermano che “il suo ruolo è assolutamente marginale “. Però qualcuno ha dato fuoco alla macchina del professionista, e chi ha appiccato le fiamme conosceva il commercialista, sapeva che la Bmw bianca era sua, voleva colpire proprio Sbarra. I carabinieri ritengono poco plausibile che il rogo sia opera di un piromane che per caso ha incendiato quell’auto. “In genere – spiega un investigatore – quando i piromani agiscono danno fuoco a più macchine. Difficilmente si limitano ad incendiarne una sola”.

“Ragazze doccia”: quando la prostituzione frequenta la scuola

ragazze-doccia-tuttacronacaProstituirsi a scuola, a soli 14, 16 anni, per avere in cambio dei regali. E’ lo scandalo che è scoppiato a Milano, dove si parla del fenomeno scolastico delle “ragazze doccia”. Il nome, come spiega il Corriere della Sera, deriva da un semplice accostamento: come una doccia al giorno loro fanno sesso tutti i giorni. I fatti avvengono nei bagni delle scuole in cambio di oggetti e sono stati scoperti da un equipe di professori guidata dal prof. Luca Bernardo, diretto del reparto di pediatria del Farebenefratelli del capoluogo lombardo. Non si tratta di reale necessità, è piuttosto una ricerca di divertimento da parte di ragazzine di buona famiglia gran parte delle quali iscritte a scuole private. Anche in questo caso, come in quello delle baby squillo del Parioli, la tecnologia è uno dei punti focali: il tutto nasce in classe, grazie agli smartphone utilizzati anche per inviare i “menù” delle prestazioni che le adolescenti offrono. Poi gli orari e quindi l’incontro nel bagno. Il compagno avventura viene scelto in base a quello che si desidera ottenere in cambio.  Il prof Bernando spiega: “Ad oggi abbiamo individuato otto ragazze, ma ci risulta che il fenomeno sia molto più esteso”. Inoltre, non si tratterebbe di un unico incontro giornaliero: le ragazze si vendono anche a più persone nell’ambito di una giornata. Il professore ha inoltre spiegato che non è facile ottenere confessioni dalle “ragazze doccia”, mentre il timore è che il fenomeno non resti circoscritto alle scuole: “Non posso pensare che in questi ambienti non girino anche soldi – dice – Inoltre sembra che ora ci siano dei ragazzi, dai diciassette anni in su che fanno da procacciatori di clienti e il timore è che nel giro, già molto preoccupante, stiano entrando anche dei clienti adulti”.

Interrogate le baby squillo: prostitute per compare cose griffate

baby-squillo-parioli-tuttacronacaLe baby squillo del Parioli sono state interrogate dai magistrati riguardo al giro di prostituzione minorile in cui erano state coinvolte a partire da annunci sulla rete per poi passare nelle mani di Mirko Ieni, che organizzava gli appuntamenti e le accompagnava. Spiega la 14enne, la più giovane delle due: “Tutto è iniziato quasi per caso, un giorno ci siamo collegate su una bacheca di annunci e incontri per trovare dei lavoretti ed essere indipendenti”. Proprio lei inizialmente aveva paura, e per questo motivo le prime volte lavorava con l’amica, 16enne da pochi giorni. Guadagnavano “200 euro per i soli preliminari o 300 per un rapporto completo”. E poi, “Piano piano poi ho iniziato a lavorare da sola, prendevo 100 o 150 euro, finché Mirko, che era un nostro cliente, non è diventato il nostro protettore”. Con lui la giovane incomincia a lavorare ogni giorno e ad avere due incontri in 24 ore. Lui si prendeva la metà di quanto guadagnavano. Il desiderio delle due ragazzine era guadagnare per poter essere indipendente, la più giovane anche per aiutare economicamente la madre, che la rimproverava ma prendeva ugualmente i soldi che lei portava a casa. “Pensava che spacciavo, mi rimproverava ma alla fine li prendeva perché ne avevamo bisogno”, afferma. Ma i soldi servivano anche per lo shopping e per sniffare. “E’ vero che ho offerto droga alla mia amica, era lei che voleva farlo da tempo”, spiega la 16enne. A volte i clienti o gli intermediari pagavano le prestazioni anche solo con la coca.

Squarciato il velo sulla prostituzione minorile? Baby squillo alcova al Pigneto

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Vittime di un’organizzazione che voleva solo sfruttarle, renderle schiave e zittirle con i soldi in tasca. Ora i presunti sfruttatori delle ragazzine di 14 e 15 anni sono in carcere ma seguitano a negare le loro responsabilità. La madre della ragazzina di 14 anni si difende e dichiara solo un difficile rapporto con la figlia: «Ho due figli, il loro padre è stato completamente assente dopo la separazione. Non ci ha aiutato in nessun modo. Io ho avuto difficoltà nella gestione dei ragazzi, specie con Andrea (il nome è di fantasia)». Perché il fratello di Agnese, 14 anni, ha dei problemi sin dalla nascita. «Agnese, sin dal IV ginnasio ha cominciato ad avere atteggiamenti aggressivi. Anche per lei avevo chiesto supporto alla Asl Roma B. Agnese si vergognava della nostra condizione economica e diceva di odiare il fratello perché attribuiva a lui l’origine di tutti i nostri problemi economici». E ancora: «Agnese voleva uscire anche durante la settimana non solo il sabato. Avevamo spesso degli alterchi, ho chiamato due volte i carabinieri». Poi la mamma finita in manette ha raccontato al gip come non volesse che sua figlia frequentasse la compagna più grande, quella che secondo la procura l’avrebbe coinvolta nel giro di prostituzione: «Non volevo Angela (il nome è di fantasia) in casa mia, perché è ineducata vestiva in modo non adeguato alla sua età. È sguaiata». Eppure la mamma dell’altra ragazzina, la donna che ha fatto partire l’inchiesta dopo avere trovato i soldi nella borsa di sua figlia e ricevuto lettere anonime, aveva capito che qualcosa non andava. Ai carabinieri ha consegnato 40 pagine di messaggi telefonici e corrispondenza Whatsapp di Angela. E quelle conversazioni lasciano pochi margini ai dubbi. «La mamma di Angela – ha detto a verbale la donna – venne un giorno da me e disse che le ragazze facevano cose strane. Venne d’estate, pensavo si riferisse ai tatuaggi oppure la fatto che bevessero. Agnese mi rassicurò sul fatto che non facevano nulla di strano, mi disse che aveva trovato un lavoretto in un bar. Quando tornava a casa con delle nuove scarpe mi diceva che gliele avevano regalate le amiche perché loro potevano permettersele». Poi replica all’accusa più terribile. Quella di avere preso soldi dalla figlia e di averla indotta a prostituirsi: «Non ho preso soldi da mia figlia. Nulla sapevo di appuntamenti. Non ho saputo gestire questa situazione. Non ho denunciato perché non sapevo con chi aveva a che fare mia figlia e avevo paura per lei. Non sapevo chi dovevo denunciare». Poi conclude: «Bene, sono contenta che è successa questa cosa: la volevo fermare in tutti i modi. La donna fornisce anche il nome dello psicologo della Asl che segue il figlio più piccolo e al quale si era rivolta.

Ma anche Mirko Ieni, uno degli uomini che guadagnava vendendo le due adolescenti, si è difeso: «Io mi prostituisco – a detto Ieni davanti al gip – le cose partivano da Nunzio (Nunzio Pizzacalla, l’altro presunto complice  finito anche lui in manette, ndr), io forse davo una mano. Io mi prostituivo, non ho mai dato la droga alle ragazze». Poi ha tentato di ricostruire: «Le ragazze le ho conosciute in un ambiente notturno, loro facevano tardi la notte. Non sapevo la loro età. La più grande mi aveva detto che si era iscritta all’università. Anch’io mi prostituivo, c’era una complicità amichevole fra tutti quanti. Non ho mai avuto rapporti sessuali con loro, gli lasciavo casa mia perché mi fidavo. Gli lasciavo anche le chiavi. Stavano sempre in giro con il taxi, non ho mai forzato nessuno. Non ho mai minacciato nessuno. Se c’era il discorso da fare insieme prendevo qualcosa. Ma non sapevo che era minore. Eravamo complici, amici, ma non sapevo che erano minorenni. Mettevo gli annunci e rispondevo a ipotetici clienti. Ma era nata una bella amicizia fra noi e non ho mai chiesto una foto alle ragazze, nulla so del materiale pedo-pornografico. Non mi sarei mai permesso».

Ieni non ha potuto smentire però quegli sms riportati nell’ordinanza, in quelle occasioni diceva con chiarezza di volere sfruttare le ragazzine guadagnando fino a 600 euro al giorno: «Se non le sfrutto ora non le sfrutto più».

In una conversazione intercettata dagli investigatori, uno degli arrestati parla con una donna ancora da identificare. I due parlano di case da trovare per poterci fare andare le ragazze, e non solo le minorenni. La sconosciuta dice: «Ci sta pure l’amichetta mia che ha le case, ha uno dell’agenzia che ha un sacco di appartamenti al centro buone per lavorare però non so…». Per gli investigatori è chiaro che la donna sta parlando di cifre da pagare per un appartamento. Dice, «Ho il numero del Pigneto», la cifra è di 40 euro. Alla fine, si legge nell’ordinanza, si capisce che l’uomo concorda l’affitto dell’appartamento. I due si mettono d’accordo sul prezzo. L’uomo ha fretta di avere la casa a disposizione, ne ha bisogno subito. Poi l’uomo si mette d’accordo con le studentesse, dice che passerà a prenderle lui, probabilmente all’uscita da scuola. Le minorenni erano finite in un giro troppo più grande di loro, «volevamo uscirne», hanno detto agli inquirenti, «all’inizio era un gioco, ma poi volevamo starne fuori, però ormai era difficile».

Intanto vengono diffusi i dati sulla prostituzione minorile in Italia: secondo un’indagine qualitativa di Save the Children, nel 2010 il fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori è rimasto nel complesso stabile rispetto all’anno precedente, ma per quanto riguarda i circuiti indoor si è invece registrato un incremento. Secondo le stime, in Italia la baby squillo ha quasi sempre un «volto» straniero: molte minorenni rumene e nigeriane, di età prevalente tra 16 e 18 anni, meno spesso tra 14 e 16 anni. Il sommerso, però, riguarda soprattutto la prostituzione al chiuso (indoor) che rimane sconosciuta e incommensurabile. Come il caso delle baby prostitute romane. Secondo le testimonianze le ragazzine vengono sfruttate sia in appartamenti privati che in locali pubblici, come night club, e centri massaggi. La collocazione al chiuso, tuttavia, rende invisibili anche le persone e le loro condizioni, riducendo le possibilità di intervento degli operatori, di accesso ai servizi e di opportunità di aiuto. Rispetto all’età, l’indagine ha confermato che la maggior parte delle ragazze vittime di sfruttamento sessuale ha un’età compresa tra i 16 e i 18 anni. Tuttavia, in Calabria, nelle Marche e Abruzzo, in Veneto, Campania e Lazio è stata riportata anche la presenza di ragazze tra i 14 e i 16 anni. E proprio in questi casi, difficilmente si prostituiscono in strada. Quasi nessuna, tra l’altro, si dichiara minore, soprattutto durante i primi incontri con gli operatori sociali, probabilmente per paura e in seguito agli ordini ricevuti dagli sfruttatori.

I clienti delle prostitute le aspettavano all’uscita da scuola

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Le compagne di classe delle baby-prostitute avrebbero raccontato che i clienti sarebbero venuti a prendere le ragazze all’uscita da scuola, in uno dei licei classici più prestigiosi della Capitale. Il Corriere della Sera ricostruisce così:

“La fila di microcar arriva fino in fondo alla strada. Ci sono anche quelle in divieto di sosta. A bordo ragazzine che parlano al telefonino e aspettano le amiche all’uscita da scuola. «Ti ricordi? È quella che girava sempre con le minigonne e le magliette scollate…». Il passaparola va avanti da due giorni. E non accenna a fermarsi nemmeno davanti al portone del liceo classico a due passi dal centro, uno degli istituti della Roma bene, qualche mese fa già finito in un’altra indagine. Allora fu bullismo, oggi prostituzione. Le ex compagne di scuola delle due baby squillo nell’occhio del ciclone si ricordano bene di loro. «Appariscenti, si vedeva che amavano mettersi in mostra: vestiti firmati, molto sexy, insomma si notavano», racconta un’alunna del ginnasio. Lei, come le amiche che fanno capannello alla fine delle lezioni, indossa jeans, maglietta e scarpe da ginnastica. «Ecco, erano l’esatto contrario», tiene a sottolineare. «Con noi parlavano poco, era chiaro che avevano dei segreti. Amiche? Beh, forse fino a un certo punto. Poi le cose sono cambiate. Il loro giro era un altro e l’avevamo capito: avevano i soldi, altro che paghette settimanali, e poi le venivano a prendere dei ragazzi molto più grandi». Forse erano clienti.
A 14 anni «un trentenne è un vecchio, qualcuno anche con la barba. Era chiaro che frequentassero gente diversa. Ma fino a questo punto proprio non potevamo immaginarlo — dice un’altra fuggendo via —. Una non la vediamo da un anno, ci hanno detto che ha mollato gli studi. L’altra invece l’hanno iscritta in un’altra scuola, qui vicino. Ma anche lì non è che si veda spesso».
[…] «Sempre truccate, un po’ eccessivo per stare sui banchi. E poi i tatuaggi, il modo di parlare già da grandi, così diverso da noi. Fumavano, questo sì, sempre con la sigaretta in mano. Certo, poverette, per quanto grave quello che è successo non è giusto che siano finite in questo casino».

Ora l’indagine si amplia e si teme che il fenomeno, sviluppatosi tramite internet e WhatsApp, potrebbe essere esteso ad altre regioni italiane e riguardare altre ragazze, anche minorenni come le due baby squillo dei Parioli.

  

Sms shock delle baby prostitute “E’ un brutto panzone ciccione, levagli due piotte”

babysquillo-tuttacronaca-parioliUna madre aveva fatto scattare l’inchiesta a maggio dopo aver scoperto che la figlia si prostituiva e tirava cocaina. I militari mettono sotto controllo i cellulari della 14enne e di un’amica che ha compiuto ieri 16 anni arrivando a scoprire chi frequentano. Tre uomini conosciuti su Facebook: Nuzio Pizzacalla, un militare dell’esercito, Mirko Ieni, giovane disoccupato, e Riccardo Sbarra, un commercialista. Le liceali sanno quello che fanno, mandano foto e video intimi che i loro amici postano in rete. Nonostate i tre non facciano parte di un’organizzazione, secondo le accuse ognuno di loro sfruttava le minorenni procurando i clienti. Mirko Ienni trova un monolocale in affitto ai Parioli. Secondo quanto è emerso dall’inchiesta le ragazze con i soldi guadagnati compravano droga e vestiti. Come ricostruisce il Messaggero,  il quarto uomo finito in carcere è un commerciante di 29 anni, Mario Michael De Quattro, il giovane aveva filmato i suoi incontri con una delle ragazze e pretendeva 1.500 euro per non postare tutto sui siti. Intanto l’indagine prosegue, ci sono altri cinque indagati che giurano che non sapevano di avere rapporti sessuali con due minori, ma per gli inquirenti “scambiare una quattordicenne per una ventenne è inverosimile”. Eppure è quanto il commercialista dichiara, ripetendo che non era a conoscenza che le due ragazzine del Parioli fossero minorenni. Anche la madre di una delle due ragazzine è finita in manette: la barista incitava la figlia ad andare con gli uomini e prendeva una parte dei soldi così guadagnati dalla figlia. Le minorenni avevano caricato le loro foto osè sul sito di annunci Bakeka Incontri e anche su Facebook si lasciavano andare a commenti più espliciti sul sesso e sul tipo di vita che conducevano. Da quanto emerso, le forze dell’ordine hanno intercettato delle comunicazioni tra le due ragazzine e gli uomini. “Mimmi ne abbiamo fatto uno solo”, digita una delle minorenni. “Vi ha dato 300 euro, ok, ci vediamo domani”, risponde Mirko Ieni e aggiunge “Questo vi vuole offrire una vacanza a Cannes di cinque giorni, ho chiesto mille euro al giorno, lui cinquecento, trovate voi una via di mezzo”. E ancora: “Stellina quello con lo Smart di ieri vuole lo stesso trattamento, vieni da me”. Nello scambio di messaggi, le due contrattavano il pagamento: “400” risposta: “sono troppi”. Non solo, venivano indirizzate sui costi della prestazione: “Questo è un brutto panzone ciccione, levagli due piotte”. Poi i rimproveri per i ritardi rispetto agli appuntamenti procacciati: “Ti devi sbrigare, ti fai venire a prendere e vieni qua, altrimenti con me hai chiuso. Micia io ci lavoro con questa roba, siete poco precise: adesso devi farti questo, ha staccato dal lavoro, ci porta duecentocinquanta euro, di cui una piotta e mezza è mia perché la casa la sto pagando io, vieni, te lo fai e te ne vai”. Ma c’è anche dell’altro, Nunzio Pizzicalla ad esempio chiedeva “un po’ di foto sexy, anche con il seno di fuori” e ordina di fargli sapere, a ogni incontro, tempi e soldi della prestazione. Se poi una ragazzina non riusciva a rispettare tutti gli appuntamenti: “Non so se per te è un gioco, ma oggi ti dovevi fare una persona, ti ha chiamata, ma tu stavi dormendo”. Ieni, durante una conversazione telefonica, si è anche vantato della sua “attività”: “Mi fanno guadagnare seicento euro al giorno”.

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